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UN PATTO TERRITORIALE PER LA SALUTE MENTALE: ABITARE IN AUTONOMIA Salute mentale. Lintervento domiciliare: le buone pratiche Giuseppe Corlito Grosseto,

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Presentazione sul tema: "UN PATTO TERRITORIALE PER LA SALUTE MENTALE: ABITARE IN AUTONOMIA Salute mentale. Lintervento domiciliare: le buone pratiche Giuseppe Corlito Grosseto,"— Transcript della presentazione:

1 UN PATTO TERRITORIALE PER LA SALUTE MENTALE: ABITARE IN AUTONOMIA Salute mentale. Lintervento domiciliare: le buone pratiche Giuseppe Corlito Grosseto,

2 Corlito, Grosseto, OBBIETTIVI PER IL 21° SECOLO: una guida di salute pubblica alla politica di salute per tutti nella Regione Europea-O.M.S. Obbiettivo 6: Migliorare la salute mentale. Obbiettivo 6: Migliorare la salute mentale. Per lanno 2020 il benessere psico-sociale di tutta la popolazione dovrebbe essere migliorato e migliori servizi comprensivi (= dipartimentali) dovrebbero essere disponibili e accessibili per le persone con problemi di salute mentale. Per lanno 2020 il benessere psico-sociale di tutta la popolazione dovrebbe essere migliorato e migliori servizi comprensivi (= dipartimentali) dovrebbero essere disponibili e accessibili per le persone con problemi di salute mentale.

3 Corlito, Grosseto, I SERVIZI DEL NUOVO MILLENNIO Nel nuovo millennio i servizi di salute mentale dovranno essere servizi di comunità a struttura dipartimentale, cioè accessibili a tutta la comunità e dotati di una rete di interventi multidisciplinari con una forte integrazione con tutti gli altri servizi presenti nella stessa comunità.

4 Corlito, Grosseto, UNA NUOVA FASE DEI SERVIZI modificata da R. Piccione, PREVENZIONE E SALUTE MENTALE, MANICOMIOInternamentoAbbandono Poca cura SERVIZI DI PSICHIATRIA DEBOLI AbbandonoCura DIPARTIMENTI DI PSICHIATRIA Cura e riabilitazione FUTURO FUTURODIPARTIMENTI DI SALUTE MENTALE DI COMUNITÀ Cura-riabilitazionePREVENZIONE

5 Corlito, Grosseto, UNA NUOVA DEISTITUZIONALIZZAZIONE Gli attuali servizi sono nati da un processo di deistituzionalizzazione, cioè di alternativa allistituzione manicomiale, un processo trentennale che è avvenuto a macchia di leopardo nel nostro paese, nella nostra regione e nella nostra stessa provincia. Oggi è necessaria una nuova deistituzionalizzazione. È necessario puntare su una rete di attività, centrata su strutture leggere, cioè molto interne al tessuto sociale e poco fondate sul posto letto, rispondenti alle necessità di cura piuttosto che a quelle di collocazione della diversità psichica in spazi e luoghi separati.

6 Corlito, Grosseto, LE STRUTTURE LEGGERE: le due ipotesi dello studio Progress CENTRODIURNO STRUTTURERESIDENZIALI CSM SPDC CSM CENTRODIURNO CT spdc

7 Corlito, Grosseto, I CONCETTI DELLA DEISTITUZIONALIZZAZIONE Presa in carico multidisciplinare Presa in carico multidisciplinare Continuità terapeutica (ospedale-territorio) Continuità terapeutica (ospedale-territorio) Case management (loperatore di riferimento) Case management (loperatore di riferimento) SONO GLI ATTUALI PRINCIPI SONO GLI ATTUALI PRINCIPI DELLORGANIZZAZIONE DEI DELLORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI PER INTENSITÀ DI CURE SERVIZI PER INTENSITÀ DI CURE

8 Corlito, Grosseto, CONIUGARE CON I NUOVI PRINCIPI Lavorare alla risposta ai bisogni socio-sanitari nei contesti normali della convivenza sociale, dove le persone vivono e lavorano. Intervenire il più precocemente possibile Organizzare la risposta a domicilio o meglio nei contesti di vita Ridurre al minimo lintervento in luoghi separati di cura e riabilitazione (le strutture) Privilegiare la promozione della salute mentale, la prevenzione, la presa in carico a termine, la cura e la riabilitazione mobile nel territorio, la dimissione dal servizio e la restituzione alla vita abituale, per vivere come tutti.

9 Corlito, Grosseto, APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE Questo approccio è definibile ecologico- sociale perché non tiene conto solo dei rapporti di cura individuali, ma vuole modificare gli equilibri dei micro e macro sistemi sociali: quelli delle famiglie e delle comunità Implica una modificazione dei determinanti di salute delle comunità locali, elencati nelle dichiarazioni dellOMS di Ottawa (1986) e di Jacarta (1997)

10 Corlito, Grosseto, I PRESEQUISITI PER LA SALUTE DELLA CARTA DI OTTAWA (1986) Le condizioni e le risorse fondamentali per la salute sono: Le condizioni e le risorse fondamentali per la salute sono: 1. La pace 2. Labitazione 3. Listruzione 4. Il cibo 5. Un reddito 6. Un ecosistema stabile 7. Le risorse sostenibili 8. La giustizia sociale 9. Lequità Il miglioramento dei livelli di salute deve essere saldamente basato su questi prerequisiti fondamentali Il miglioramento dei livelli di salute deve essere saldamente basato su questi prerequisiti fondamentali

11 Corlito, Grosseto, OTTAWA: RIORIENTARE I SERVIZI SANITARI La responsabilità per la promozione della salute nei servizi sanitari è condivisa tra i singoli, i gruppi della comunità, gli operatori sanitari,le istituzioni che garantiscono il servizio sanitario e i governi. La responsabilità per la promozione della salute nei servizi sanitari è condivisa tra i singoli, i gruppi della comunità, gli operatori sanitari,le istituzioni che garantiscono il servizio sanitario e i governi. Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari hanno bisogno di adottare un mandato più ampio che sia sensibile e rispettoso dei bisogni culturali. Questo mandato dovrebbe sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dellambiente fisico Il ruolo del settore sanitario deve andare sempre più nella direzione della promozione della salute, al di là della responsabilità di garantire servizi clinici e curativi. I servizi sanitari hanno bisogno di adottare un mandato più ampio che sia sensibile e rispettoso dei bisogni culturali. Questo mandato dovrebbe sostenere i bisogni degli individui e delle comunità per una vita più sana e stabilire connessioni tra il settore sanitario e le più ampie componenti sociali, politiche, economiche e dellambiente fisico

12 Corlito, Grosseto, I SERVIZI DI SALUTE MENTALE DEL FUTURO I servizi di salute mentale, in quanto dipartimentali, devono praticare lintegrazione multidisciplinare al proprio interno. Ma questo non è sufficiente. Devono soprattutto essere integrati nelle politiche socio-sanitarie allargate, in particolare devono cooperare con i medici di medicina generale e i servizi sociali. …e con le altre agenzie del territorio (scuola, centri per limpiego, enti locali ecc.)

13 Corlito, Grosseto, IL MODELLO TOSCANO: LA RETE Continuità terapeutica (rete dei presidi) Gruppo di lavoro multiprofessionale SPDC C T S R C D APP. AS. C S M COMUNITÀ Op. sanitari Op. sociali EQUIPE RETE SOC. INFORMALE RETE SOC. FORMALE PROGETTO INDIVIDUALIZZATO Modificata da Sirianni,

14 Corlito, Grosseto, INNOVAZIONI DSM (z. 4) DI GROSSETO Una Comunità terapeutica di piccole dimensioni (9 letti), con un programma a termine (18 mesi), con un contratto di ingresso, che coinvolge le famiglie, con un programma open door centrato sul gruppo (1997) Un reparto ospedaliero con 6 posti letto, con breve degenza (8 gg), con basso tasso di TSO (>5%), alto indice di proiezione territoriale (1 : 20), senza uso della contenzione fisica e con le porte aperte (2000) Un programma di collaborazione con i servizi sociali comunali (2002) e con lUfficio Urbanistica del Comune di Grosseto (2005) Un programma di sviluppo dei gruppi di auto-mutuo-aiuto (1997) Un programma sperimentale di assistenza domiciliare specifico (2004) Un programma sperimentale di collaborazione con i MMG (2005) Vari programmi sperimentali di collaborazione con i Centri per lImpiego (1999; 2003; 2007) Vari programmi sperimentali di prevenzione che coinvolgono le scuole (2002; 2006; 2007)

15 Corlito, Grosseto, UN PATTO TERRITORIALE PER LA SALUTE MENTALE Un patto territoriale, che coinvolga tutte le agenzie territoriali, fondato su tre priorità: 1. 1.ABITARE IN AUTONOMIA 2. 2.LAVORARE PER ESSERE AUTONOMI 3. 3.AVERE UN SOSTEGNO DOMICILIARE PER LAUTONOMIA

16 Corlito, Grosseto, ) ABITARE IN AUTONOMIA Non vi possono essere percorsi di autonomia - anche a partire dalle strutture residenziali del DSM con le conseguenti dimissioni da esse - senza avere a disposizione una minima riserva alloggi nelledilizia popolare e nel patrimonio dei comuni come è previsto dalla legge regionale toscana

17 Corlito, Grosseto, ) LAVORARE IN AUTONOMIA Non vi può essere autonomia senza lavoro, non si può vivere dignitosamente senza poter contare su un reddito

18 Corlito, Grosseto, ) AVERE UN SOSTEGNO DOMICILIARE PER LAUTONOMIA La possibilità di una vita autonoma e dignitosa delle persone con un disturbo psichico nella comunità sociale è spesso possibile grazie ad un supporto domiciliare, che non si configura come pura assistenza, ma come prosecuzione del processo riabilitativo nei luoghi di vita.

19 Corlito, Grosseto, IL PATTO A GROSSETO IL PATTO A GROSSETO A Grosseto città, unica zona della provincia, grazie ad alcuni progetti sperimentali e ad alcune condizioni specifiche che puntano allintegrazione, tale patto è presente, almeno embrionalmente.

20 Corlito, Grosseto, ABITARE IN AUTONOMIA È stato stipulato nel 2005 un protocollo tra il comune di Grosseto e i servizi territoriali, che programma annualmente le necessità abitative, comprese quelle determinate dai processi di dimissione dalla nostra Comunità Terapeutica Chimera (19 persone dimesse dal 1997 al 2006, di cui 9 in appartamento autonomo).

21 Corlito, Grosseto, Pazienti dimessi 19 Pazienti in trattamento 6 Totale25

22 Corlito, Grosseto, Durata media programma in CT Pazienti dimessi /- d.s mesi

23 Corlito, Grosseto,

24 Corlito, Grosseto, LAVORARE IN AUTONOMIA Esiste un progetto sperimentale, in collaborazione con il Centro per limpiego e finanziato dalla Regione, per cui attraverso le borse lavoro e il tirocinio in azienda si cerca di promuovere un gruppo di persone dallinserimento socio-terapeutico al lavoro vero e proprio (12 persone coinvolte a Grosseto su 30 progetti su scala provinciale). Esso è stato preceduto da un Progetto Horizon ( ), un Progetto Equal ( ) e proseguirà con uno finanziato dalla Fondazione del Monte dei Paschi

25 Corlito, Grosseto, AVERE UN SOSTEGNO DOMICILIARE PER LAUTONOMIA Esiste dal 2004 un progetto di cooperazione tra DSM, COeSO e Cooperativa Sociale Uscita di Sicurezza, che grazie ad uno specifico finanziamento della Fondazione del Monte dei Paschi, mette a disposizione dei dimessi della Comunità Terapeutica un supporto di assistenza domiciliare specifico – modulato a secondo delle necessità – per poter vivere come gli altri (14 persone coinvolte). Eroga 60 ore di assistenza settimanali con 2-3 operatori, che hanno avuto una formazione specifica. Il gruppo di lavoro si riunisce ogni 15 gg per monitorare i percorsi individuali Periodicamente si valuta il percorso con test standardizzati

26 Corlito, Grosseto, COMPLETA IL SUPPORTO… … la partecipazione ad un gruppo di auto-aiuto (lAurora), nato nel 2000, e un programma autogestito per il fine settimana presso la Casa dellAuto- mutuo-aiuto, aperta nel 2006 con un finanziamento nei percorsi di innovazione del CESVOT.

27 Corlito, Grosseto, NEL CONVEGNO … …rendiamo conto del Progetto, di come si è sviluppato e dei suoi interessanti risultati, nella speranza che possa proseguire trovando posto nella progettualità del prossimo Piano Integrato di Salute della zona grossetana e dando un piccolo contributo ai processi di integrazione socio-sanitaria che devono trovare la loro sede naturale nella costituenda Società della Salute.


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