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Immanuel Kant La Critica del Giudizio. Il dualismo kantiano Con le due prime critiche Kant ha istituito un dualismo tra fenomeno e noumeno, tra mondo.

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1 Immanuel Kant La Critica del Giudizio

2 Il dualismo kantiano Con le due prime critiche Kant ha istituito un dualismo tra fenomeno e noumeno, tra mondo naturale, retto dalla causalità necessaria e mondo morale, caratterizzato dalla libertà

3 Cittadino di due mondi Luomo abita sia il mondo fenomenico (è un essere sensibile) sia quello noumenico (come soggetto morale). Come gli è possibile realizzare le sue finalità etiche (secondo la legge morale), nel mondo sensibile se la natura è estranea a questa finalità? Cosa garantisce che il mondo naturale non contrasti quello morale?

4 Oltre il dissidio Laccordo tra i due mondi non è oggetto di conoscenza, ma può essere colto attraverso una ulteriore facoltà (oltre allintelletto conoscitivo e alla ragione pratica) che chiama facoltà del giudizio ma che potrebbe anche essere detta gusto,sentimento.

5 Critica del Giudizio Lopera del 1790 esamina proprio questa Urtheilskraft (= facoltà del giudizio), che i traduttori italiani rendono semplicemente con Giudizio (con la maiuscola)

6 Il giudizio determinante Il Giudizio (la facoltà) si esprime attraverso uno specifico tipo di giudizio, riflettente, che va distinto da quello conoscitivo, proprio dellintelletto, chiamato determinante. Il giudizio determinante sussume un particolare a un universale già dato (categoria) e mediante esso determina il particolare (cf. la Critica della ragion pura)

7 Il giudizio riflettente… …riflette sugli oggetti già determinati dallintelletto allo scopo di trovare una corrispondenza universale (armonia, accordo, finalità) tra loggetto e il soggetto. In esso, dice Kant, l universale non è già dato, infatti la finalità non è una categoria, non appartiene allambito teoretico.

8 Estetici e teleologici Esistono due tipi di giudizio riflettente: Il giudizio estetico, con il quale valutiamo la bellezza (finalità soggettiva, immediata) Il giudizio teleologico con il quale valutiamo lordinamento della natura (finalità oggettiva, mediata dal concetto di fine). La finalità resta però sempre soggettiva, in quanto esigenza del soggetto e non carattere delloggetto.

9 Il giudizio estetico

10 Che cosè la bellezza? Bello è ciò che piace, senza concetto: senza interesse (non legato al guadagno, allutile, al bene, ecc.); in modo universale e necessario (il piacere estetico, legato alla forma, non va confuso con il piacevole legato al sensibile); e che percepiamo oggetto di una finalità senza scopo (il bello appare ordinato, finalizzato, senza che possiamo concepirne lo scopo).

11 Estetica copernicana La bellezza non è un carattere universale perché oggettivo, proprio delle cose belle (come pensavano gli antichi) ma non ha però un valore soggettivo individuale (relativismo estetico) nasce dallincontro delle caratteristiche delloggetto con le facoltà del soggetto (che sono le stesse per tutti gli uomini).

12 Per ciò che riguarda il piacevole, ognuno riconosce che il giudizio che egli fonda su di un sentimento particolare […] non ha valore se non per la sua persona [« Mi piace »]. Per il bello, la cosa del tutto diversa […] Quando egli dà per bella una casa, prentende dagli altri lo stesso parere; non giudica solo per sé, ma per tutti [« E bella »]. Critica del Giudizio

13 Il sublime E un particolare sentimento estetico che nasce di fronte a ciò che è infinitamente grande (sublime matematico) o potente (sublime dinamico). A differenza del bello: non ha forma determinata e piace in modo negativo: attrae e respinge (il bello è oggetto di contemplazione, il sublime suscita commozione).

14 William Turner, Tempesta di neve, battello a vapore al largo di Harbour's Mouth (1842)

15 Significato del sublime Linfinito suscita il senso della nostra piccolezza nel mondo naturale ma anche quello della nostra grandezza di soggetti razionali (in quanto concepiamo le idee) e morali (in quanto liberi). E indice dellarmonia tra natura e mondo etico della ragione: il primo può diventare simbolo del secondo.

16 Il giudizio teleologico

17 Il mondo è per luomo Per Kant la visione scientifica del natura è quella meccanicistica, tuttavia in virtù del giudizio teleologico lavvertiamo ordinata secondo cause finali. Ad esempio: sappiamo che vediamo perché abbiamo gli occhi, però sentiamo di avere gli occhi per vedere. E lo scopo ultimo che percepiamo nella natura è luomo e la realizzazione della legge morale.

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