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ANTROPOLOGICI, ETICI, SOCIALI. R. Sinno, docente di Bioetica ISSR di Benevento Scuola dAlta Formazione in Bioetica Università degli Studi di Bari. GLI.

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1 ANTROPOLOGICI, ETICI, SOCIALI. R. Sinno, docente di Bioetica ISSR di Benevento Scuola dAlta Formazione in Bioetica Università degli Studi di Bari. GLI ASPETTI DELLA MORTE 1

2 ASPETTI ANTROPOLOGIC I LA MORTE COME DINIEGO 2

3 LA MORTE E UN EVENTO DI ESCLUSIONE TOTALE, IRRIMEDIABILE, FALLIMENTARE. 3

4 LA MORTE COME FALLIMENTO UMANO; PERSONALE; FAMILIARE; SOCIALE; SCIENTIFICO. 4

5 FALLIMENTO UMANO INCAPACITA DI NARRARE LA STORIA DELLA PROPRIA VITA. 5

6 FALLIMENTO UMANO IL DRAMMA DELLA SCISSIONE TRA LA STORIA DEL SELF E QUELLA DELLOUT. 6

7 FALLIMENTO UMANO IL TERRORE DELLA AUTOVALUTAZIONE. 7

8 FALLIMENTO UMANO LINCUBO DELLINVECCHIAMENTO. 8

9 FALLIMENTO UMANO IL SUCCESSO UMANO DELLE DIRETTIVE ANTICIPATE SI SPIEGA PER IL TERRORE DI NON VOLER INVECHIARE, SOFFRIRE, ACCETTARE L IDEA DEL LIMITE. Iona Eath, Modi di morire, Bollati Boringhieri,tr. it, Torino,

10 10 FALLIMENTO PERSONALE TERRORE DELLA RIDUZIONE DEL NOSTRO STATUS NARCISISTICO.

11 11 SIAMO TUTTI IRRIMEDIABILMENTE ASSORBITI IN NOI STESSI E DA NOI STESSI. FALLIMENTO PERSONALE

12 12 LA SCONFITTA DELLALTRO E LA MIA VITTORIA, UN VIVERE SECONDO LA LOGICA DELLA POTERE, SIA ESSO PIANIFICATO, OPPURE STRUTTURATO. FALLIMENTO PERSONALE

13 13 SI RITIENE CHE LA FORTUNA CONSISTE NEL FATTO CHE LA FRECCIA COLPISCA QUELLO CHE STA ACCANTO Aristotele, in Etica Nicomachea. FALLIMENTO PERSONALE

14 14 CONVINZIONE DELLA NOSTRA INDISPENSABILITA. FALLIMENTO PERSONALE

15 15 SONO CONVINTO DELLA MIA ASSOLUTA INDISPENSABILITA : SONO ; VALGO, OPERO. FALLIMENTO PERSONALE

16 16 VI E LA CONVINZIONE ACRITICA CHE LE COSE CREATE DALLUOMO SIANO DI VALORE DURATURO. Susan Sontang, Sotto il segno di Saturno, Einaudi,Torino 1982,104. FALLIMENTO PERSONALE

17 17 FALLIMENTO PERSONALE PAURA DELLA SEPARAZIONE E DELLINFINITO.

18 18 FALLIMENTO FAMILIARE LA MORTE VIENE VISSUTA COME UN FALLIMENTO FAMILIARE NELLA INCAPACITA DI DIRIMERE I CONFLITTI TRA I SUOI COMPONENTI.

19 19 FALLIMENTO FAMILIARE SUICIDIO DI UN COMPONENTE, NON PREVISTO NE ATTES0.

20 20 FALLIMENTO FAMILIARE LE ANSIE IDENTITARIE, REPRESSE, CHE EMERGONO ALLEVENTO DELLA MORTE DI UN FAMILIARE.

21 21 FALLIMENTO FAMILIARE IL DOLORE, E IL LUTTO, DELLA MORTE DI UN FAMILIARE NON RIELABORATO.

22 22 FALLIMENTO FAMILIARE I CONFLITTI DI RIEQUILIBRIO FAMILIARE DOPO LEVENTO.

23 23 FALLIMENTO FAMILIARE EPISODI DI FRUSTRAZIONI E AGGRESSIVITA FAMILIARI, DOPO LEVENTO.

24 FALLIMENTO SOCIALE. LA SOCIETA CONTEMPORANEA HA SMARRITO IL SENSO DEL VALORE DELLA MORTE. 24

25 25 FALLIMENTO SOCIALE. LA MORTE NON RAPPRESENTA NE PIU UN LIMITE NATURALE, NE SOCIALE.

26 26 FALLIMENTO SOCIALE. LA SOCIETA HA SMARRITO LIDEA CHE SENZA LA MORTE IL TEMPO, LA CRESCITA, OGNI CAMBIAMENTO NON ESISTONO.

27 27 FALLIMENTO SOCIALE. LA SOCIETA HA SMARRITO IL CONCETTO CHE IN SENSO DELLA LA MORTE E COSTRINGERE LA STORIA SOCIALE ALLESSENZIALITA.

28 28 FALLIMENTO SOCIALE. NEGANDO IL SENSO DELLA MORTE LA SI CONSIDERA NON UN EVENTO, PIUTTOSTO UN ACCADIMENTO.

29 29 RIDOTTA A RES INFRA RES LA MORTE PUO, DEVE ESSERE, SPETTACOLARIZZATA.

30 30 LA MORTE SI TRASFORMA IN CURIOSITA: TANATOLOGICA, IDEALIZZATA, SURROGATA.

31 31 LA MORTE, RIDOTTA A ACCADIMENTO TANATOLOGICO, SI SCINDE IN UNA SERIE DI FATTORI TEMPORALI.

32 32 LA MORTE NON E PIU EVENTO UNICO, MA DI UNA PARTE: MORTE CELLULARE; MORTE ORGANICA; MORTE DI STRUTTURE DORGANO; MORTE DELLINDIVIDUO; DELLA PERSONA.

33 33 TRE SONO I FATTORI DEL FALLIMENTO SCIENTIFICO : LA SCONFITTA DEL TECNICISMO; LA PERDITA DELLA SUPREMAZIA; LA DIMOSTRAZIONE DELLA FUTILITA.

34 34 LA TECNICA DIMOSTRA IL SUO LIMITE, LA FRUSTRAZIONE DI NON ESSERE IN GRADO NE DI VINCERE LA MORTE, NE LA SOFFERENZA CHE LA PRECEDE.

35 35 LA TECNOSCIENZA FALLISCE IL SUO OBIETTIVO PRINCIPALE: LAUTO POIESI E LA PRESERVAZIONE INFINITA DEI MECCANISMI VITALI.

36 36 LA TECNOSCIENZA, DI FRONTE ALLA MORTE, DETERMINA LA PERDITA DELLA SUPREMAZIA RELAZIONALE DEI SUOI FIDUCIARI.

37 37 SI DETERMINA LA PERDITA DI UNA NUOVA FORMA DI PATERNALISMO QUELLO SCIENTIFICO

38 38 INFALLIBILITA DELLA TECNOSCIENZA.

39 39 REGOLE DEL PATERNALISMO SCIENTIFICO RIFIUTO DI QUALSIASI CONTESTAZIONE UMANA CHE NON ACCETTI I DOGMI DEL COMPORTAMENTO SCIENTIFICO.

40 40 REGOLE DEL PATERNALISMO SCIENTIFICO PERDITA DELLAUTONOMIA DECISIONALE ANCHE DELLHEALTH PROFESSIONAL. SPESSO SI DETERMINA UNA TOTALE CONTRADDIZIONE TRA AUTONOMIE E REGOLE SCIETIFICHE DA OSSERVARE.

41 41 REGOLE DEL PATERNALISMO SCIENTIFICO LA MORTE COME EVENTO, E NON COME DATO SCIENTIFICO, DIMOSTRA LA FUTILITA DELLE PROCEDURE, COSTRINGENDO IL SISTEMA A REINSERIRE LIMITI TEMPORALI, E FATTORI UMANI.

42 42 REGOLE DEL PATERNALISMO SCIENTIFICO LA FUTILITA DELLINSUCCESSO SCIENTIFICO SI TRASFORMA IN DRAMMA UMANO.

43 43 CONDANNA DEL PATERNALISMO SCIENTIFICO

44 44 IL CASO Nel 2001 viene operata una giovane donna di 43 anni affetta da tumore della testa del pancreas con metastasi già diffuse, ed accertate, presso lOspedale S. Giovanni di Roma. Gli avevano diagnosticato sei mesi di vita

45 45 Viene richiesto regolarmente il consenso allintervento Nel consenso, e in cartella, viene regolarmente segnalato la gravità e le esigue possibilità di successo dellintervento, che viene eseguito su esplicita richiesta della donna che è consapevole che loperazione al massimo le può allungare la vita di qualche mese.

46 46 Nel tentativo di rianimarla le fratturano,come capita di routine, le costole, e lo sterno. La donna muore per emorragia post-operatoria.

47 47 SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE, SENTENZA DELLA IV SEZIONE PENALE DI ROMA VIOLANO IL CODICE DEONTOLOGICO I MEDICI, CHE SOTTOPONGONO A INTERVENTI PAZIENTI INOPERABILI E AFFLITTI DA PATOLOGIE CHE LASCIANO LORO POCO TEMPO DI VITA, ANCHE NEL CASO IN CUI SIA STATO PROPRIO IL PAZIENTE A DARE IL SUO ESPLICITO ASSENZO

48 48 UN ECCESSIVA INTROMISSIONE DEL BIODIRITTO?

49 49 I LIMITI DEL PERCORSO DEFINITO THERAPEUTIC OBSTINACY. OSTINAZIONE TERAPEUTICA

50 50 LOSTINAZIONE TERAPEUTICA NASCONDE DIVERSE TIPOLOGIE, E DIFFERENTI APPRODI. OSTINAZIONE TERAPEUTICA

51 51 UNOSTINAZIONE SI OTTIENE DIMOSTRANDO CHE IL TRATTAMENTO AGGRESSIVO MEDICO È NECESSARIO, POICHÉ SI PONE IL TRAGUARDO DI OTTENERE UN PROLUNGAMENTO DELLA VITA DEL PAZIENTE, MENTRE TUTTE LE ALTRE SCELTE SI ERANO ARENATE DI FRONTE ALLA SCONFITTA DELLA MORTE. OSTINAZIONE TERAPEUTICA

52 52 Il passaggio successivo giustifica che il trattamento definito futile (treatment futility) ha un senso, perché motiva una maggiore coesione e consapevolezza del paziente e dei familiari di fronte al fatto che si sono effettuate tutte le strade terapeutiche, anche quelle sproporzionate, e molte si legittimano queste scelte con lidea che si possono aprire nuove frontiere del progresso tecnologico e medico. OSTINAZIONE TERAPEUTICA E TRATTAMENTI FUTILI OSTINAZIONE TERAPEUTICA

53 53 OGNI APPLICABILITÀ SCIENTIFICA NON PUÒ SCINDERSI DA QUELLA RELAZIONALE, ED UMANA, NEL SENSO CHE LE PROSPETTIVE DEVONO TENERE IN BILANCIO, COME BRILLANTEMENTE HA RILEVATO EDMUND PELLEGRINO, I CRITERI OGGETTIVI E QUELLI SOGGETTIVI. LIMITI DELLAPPLICABILITA SCIENTIFICA.

54 54 LEFFICACIA DI UN AZIONE (EFFECTIVENESS); I BENEFICI (BENEFITS); I COSTI (BURDENS). PARAMETRI OGGETTIVI:

55 55 OBIETTIVI COMUNI: I DIVERSI FALLIMENTI UMANI,PERSONALI FAMILIARI, SOCIALI, SCIENTIFICI, HANNO IN COMUNE IL DINIEGO DELLA MORTE.

56 56 I PARADOSSI DEL DINIEGO: SI RIFIUTA SIA LA MORTE IMPROVVISA E QUELLA CONSEGUENTE AD UN PERIODO DI SOFFERENZA, MOTIVANDONE LE RISPETTIVE INUTILITA.

57 57 IL RIFIUTO DELLA MORTE IMPROVVISA NON SI ACCETTA LIDEA DELLA PERDITA SENZA MOTIVO.

58 58 IL RIFIUTO DELLA MORTE IMPROVVISA NON SI RITIENE GIUSTO CHE UNA PERSONA NON POSSA AVERE IL TEMPO DI LASCIARE IN ORFINE LE PROPRIE COSE, DA QUELLE TESTAMENTARIE A QUELLE DELLA SFERA PSICO-AFFETTIVA

59 59 IL RIFIUTO DELLA MORTE IMPROVVISA SI RITIENE INSOPPORTABILE LIDEA DELLA MANCANZA DELLADDIO, PER ESSERE PERDONATI, E PERDONARE.

60 60 IL RIFIUTO DELLA SOFFERENZA NELLE MALATTIE CRONICHE O IN QUELLE CON PROGNOSI INFAUSTA LA SOFFERENZA VIENE INTERPRETATA COME INUTILE O ANTICIPATORIA DEL DATO FINALE.

61 LA SOFFERENZA AVVOLGE DI NON SENSO LA VITA: PIEGATA; CONDANNATA; RASSEGNATA.

62 62

63 63 NELLATTUALE DIBATTITO BIOETICO SULLA MORTE SI ASSISTE AD UNA INCONCILIABILITA TRA DUE POSIZIONI CHE SI SITUANO ENTRO DIFFERENTI MATRICI STORICHE E CULTURALI: QUELLA DELLA SACRALITA E QUALITA.

64 64 LA QUESTIONE NON È DI ESCLUSIVO APPANNAGGIO DELLA NOSTRA SITUAZIONE CULTURALE ITALIANA, CHE RISENTE DI FORTI PRESSIONI ETICHE TRADIZIONALI, O LEGATE AD UN ADATTAMENTO SOCIALE ACRITICO DI MODELLI ANGLOSASSONI. POSIZIONI CULTURALI.

65 65 LE DUE POSIZIONI SONO ANTITETICHE, NON CONCILIABILI ED ESCLUDENTI. LA PRIMA QUELLA DELLA SACRALITÀ SI RIFERISCE ALLA LEGGE NATURALE, MENTRE LA SECONDA HA COME OBIETTIVO LUOMO PRINCIPIO E FONTE DELLA MORALITÀ. ESSE CONTINUANO A RIPROPORRE MODELLI DI NECESSITÀ LA PRIMA, DI INDIPENDENZA LA SECONDA. LE DUE POSIZIONI BIOETICHE M. Mori, Letica della qualità della vita e la natura della bioetica, in Rivista di Filosofia, I, 2001,p.166.

66 66 LEGISLATORI, MEDICI, E COMUNI CITTADINI, DEVONO RICONOSCERE CHE IL PROBLEMA VERO E SE AFFERMARE E TUTELARE LA SACRALITA DI OGNI VITA UMANA, O SE ASSICURARE UNETICA SOCIALE PER LA QUALE ALCUNI TIPI DI VITA SONO POSSIBILI, MENTRE ALTRI NON LO SONO. DOBBIAMO S CEGLIERE TRA LETICA DELLA SACRALITA E QUELLA DELLA QUALITA. P. Singer, Ripensare la vita, Il Saggiatore, Milano 2000, p.17. LA SCELTE TRA LE DUE POSIZIONI BIOETICHE

67 LA SOFFERENZA UMANA RAPPRESENTA IL CONFINE ESTREMO DI QUESTO ASSURDO, INUTILE, INCAPACE E INFRUTTUOSO SCONTRO. 67 R. Sinno, Confronti fondativi in bioetica. La vita tra sacralità e qualità, Levante, Bari 2002, p. 32. LO SCONTRO SULLA SOFFERENZA

68 NEL LIMITE CONNATURATO, OPPURE ASSURDO DELLA SOFFERENZA, SI RITROVA LA POSSIBILITÀ DI RICONDURRE LA RAGIONE ALLA RAGIONEVOLEZZA, SUPERANDO OGNI SCHEMATISMO DEL CONFINE ETICO. UNA STRUTTURA DELLUMANO CHE ASSUME CONSAPEVOLEZZA DELLA SUA QUOTIDIANA. CAPACITÀ DI CONFRONTO. 68 IL PUNTO DI ARRIVO: LA SOFFERENZA.

69 NELLA SOFFERENZA SI METTONO A NUDO LE QUESTIONI PROFONDE DEL SENSO DELLA VITA UMANA. 69 IL PUNTO DI ARRIVO: LA SOFFERENZA.

70 70 NELLA SUA MANIFESTAZIONE EMERGONO LE ILLUSIONI DI COLORO CHE VOGLIONO ATTRIBUIRE ALLA VITA UN CONTINUUM PRESTABILITO, O SUL VERSANTE OPPOSTO DI CHI LA VUOLE RIDURRE A EPIFENOMENO. LE CONTRADDIZIONI DELLA SOFFERENZA.

71 NEL GRIDO DELLA SOFFERENZA LA SACRALITÀ, PARADOSSALMENTE CROLLA NEL VITALISMO CIECO, INCAPACE DI DARE MOTIVAZIONE DELLA STESSA NATURA. 71 I LIMITI DELLE DUE OSIZIONI.

72 NEL TERRORE DELLA SOLITUDINE DELLA SOFFERENZA, I SOSTENITORI DELLA QUALITÀ NON RIESCONO A MOTIVARE LE ESIGENZE DELLE TEORIE DELLE PREFERENZE E QUELLE DELLA PERFEZIONE DELLA VITA, LASCIANDO VIA LIBERA ALLA TRISTEZZA MOTIVAZIONALE DELLEDONISMO, COME PURO PIACERE CHE NON SA PIÙ DI COSA GODERE. 72 I LIMITI DELLE DUE OSIZIONI.

73 IN QUESTO DRAMMA, NON DELLA SOFFERENZA, MA DELLA INCAPACITÀ UMANA ETICA E FILOSOFICA DI NON ESSERE IN GRADO DI DARE RISPOSTE, NON SI PUÒ NEPPURE RICORRERE IN UNA SOSPENSIONE ETICA DEL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE, IL QUALE CONDUCE, SE NON MOTIVATO, AD UNA SORTA DI DECISIONISMO DERESPONSABILIZZATO, PER PARADOSSO UNAUTONOMIA SENZA LIMITI. 73 I LIMITI DELLE DUE POSIZIONI.

74 LA SOFFERENZA INTERROGA IL SINGOLO INDIVIDUO NELLA METASTORIA DELLA SUA COMUNITÀ, UNA LIBERAZIONE DAI LIMITI E DILEMMI FONDATIVI. 74 LA FUNZIONE FONDATIVA DELLA SOFFERENZA.

75 NELLA VOLUTA ACCIDIA CULTURALE, I BIOETICISTI DELLA SACRALITÀ DELLA VITA, E QUELLI DELLA QUALITÀ, DICHIARANO CHE SI DEBBA NECESSARIAMENTE, INEVITABILMENTE, FARE UNA SCELTA DI CAMPO. ESSI HANNO GENERATO UNA SORTA DI CATALOGHI COMPLEMENTARI, PER CUI SCIENZA E TECNICA SONO AMBITI COMPLEMENTARI, FEDE E RAGIONE SONO DUE ASPETTI CONVERGENTI, ETICA PUBBLICA E PRIVATA SONO CHIAMATE PER DIRITTO AD INIZIATIVE COMUNI. 75 UN UNICA SCELTA?

76 IL LORO OBIETTIVO NASCOSTO È QUELLO DI NON FAR EMERGERE IL SIGNIFICATO PROFONDO DELLA SOFFERENZA, QUALE ESPRESSIONE UNIVERSALE DI APPARTENENZA AL FENOMENO VITALE E, CONTEMPORANEAMENTE, SUO TRASCENDENTALE SUPERAMENTO. 76 OBIETTIVI NASCOSTI DELLE DUE POSIZIONI.

77 LA SOFFERENZA NEL SUO VALORE UNIVERSALE, E PARTICOLARE, SI PRESTA AD UNA CAPACITÀ DI NARRAZIONE DIDATTICA.. 77 VALORE UNIVERSALE DELLA SOFFERENZA.

78 78 E NECESSARIO AVER FIDUCIA IN UNA LIBERA ETICA DELLA RESPONSABILITÀ, PER COSTRUIRE UNA METODOLOGIA OPERATIVA, IN MODO DA FAR EMERGERE ASSONANZE NEI DIBATTITI DI ENTRAMBE LE STRATEGIE CULTURALI.

79 LE APORIE PROPOSTE DELLA LETTURA QUOTIDIANA DELLA SOFFERENZA IN QUESTO SCENARIO ANTROPOLOGICO, ETICO - CULTURALE. 79

80 C REDONO CHE L ESPERIENZA DELLA SOFFERENZA CONDUCA AD UNA SORTA DI EMIPLEGIA DELL ANIMO UMANO, COSTRETTO A RILEGGERE IL PROPRIO VISSUTO CONFRONTANDOLO CON NORME E REGOLE, DELEGITTIMANDOLO DA OGNI PERSONALE DRAMMATICA RESPONSABILITÀ. E PIÙ FACILE, MENO COMPLICATO ! 80 LEMIPLEGIA DELLA SOFFERENZA.

81 81 S I RITIENE A TORTO CHE TALE ESPERIENZA IN FONDO SIA INCAPACE DI GETTARE UNO SGUARDO LONTANO SULLE VICENDE DI OGNI SINGOLO UOMO E DELLA SUA STORIA. E IL PERCHÉ DI S EMPRE, DELL UOMO INGIUSTAMENTE SOFFERENTE, DI G IOBBE, DI OGNI MARTIRE CHE LEGA LA SUA ESPERIENZA DRAMMATICA DELLA VITA AD UNA VICENDA, IDEA O LOTTA. L A SOFFERENZA STESSA GETTA SGUARDI CHE VANNO OLTRE L ESPERIENZA NON PER ANNULLARLA, MA PER ARRICCHIRLA DI CONTENUTI E SIGNIFICATI. LA MIOPIA DELLA SOFFERENZA.

82 S I AMPLIFICA LA CONVINZIONE CHE LA SOFFERENZA DETERMINI, IN OGNI CASO, SILENZIO RELAZIONALE. Q UESTO POSTULATO NON TROVA PIÙ NESSUNA RAGIONE NÉ SOTTO IL PROFILO SOCIOLOGICO, NÉ ETICO. E NELL IMPIEGO E SFORZO DI RAPPRESENTARE I SUOI LIMITI, CHE OGNI ESSERE METTE IN CAMPO TUTTE LE PROPRIE CAPACITÀ LINGUISTICHE, ESPRESSIVE, EMOZIONALI. 82 LA SOFFERENZA: ANORESSIA RELAZIONALE

83 NEL SILENZIO DELLO SCONTRO A TUTTI I COSTI SI CONFONDONO GLI ORIENTAMENTI DELLA REALTÀ. 83 LE PAURE DELL REALTA.

84 P OTREMO RIAVVIARE UN PERCORSO BIOETICO CHE FACCIA CONVERGERE LIMITI E MOTIVAZIONI DELL AGIRE UMANO, CONSIDERANDO LA SOFFERENZA UNA OPPORTUNITÀ PIÙ CHE UNA MALEDIZIONE, PER UNA MORTE CONSAPEVOLE? 84 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

85 PUNTI IRRINUNCIABILI PER UN FUTURO IMPEGNO: U NA SERENA VALUTAZIONE DELLE SCELTE DI OGNI SINGOLO UOMO. 85 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

86 E VITARE FACILI SENSAZIONALISMI DI PROCLAMI BIOETICI, E IMPEGNARSI IN UNA FORMAZIONE DELLE FUTURE GENERAZIONI CHE CONSENTA UN INTEGRAZIONE, A LIVELLI PIÙ COMPLESSI, TRA SCELTE PERSONALI E CONVIVENZA COMUNITARIA. 86 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

87 ATTUARE UNA BIOPOLITICA SOCIALE CRITICA, NON PARTIGIANA, E ANCOR MENO AUTORITARIA. 87 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

88 E TEMPO DI AVVIARE UNA PROGRAMMAZIONE ETICA CHE APPARTENGA AD ENTRAMBE LE VISIONI. UN RICONOSCIMENTO DI UN COMUNE PUNTO FONDATIVO. 88 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

89 LA DIGNITÀ DELLUOMO PRIMA DI OGNI PROCLAMA METAFISICO, DI OGNI DECISIONE DEDOTTA DALL OSSERVAZIONE DELLA PURA ESPERIENZA. 89 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

90 SI PUÒ ANDARE OLTRE LA SOFFERENZA, SE SI EVITA DI ASSOLUTIZZARLA O DI CONTESTUALIZZARLA, ASSEGNANDOLE INVECE IL CONTESTO FORMATIVO CHE LE SPETTA. 90 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

91 91 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA? SI PUO ANDARE OLTRE LA SOFFERENZA PER UN NUOVO MODELLO DI SCAMBIO CONSAPEVOLE DEL VALORE DELLO SCAMBIO UMANO.

92 92 UNA SOGGETTIVITÀ LA QUALE NON TIENE CONTO DI NESSUNA DIMENSIONE TEMPORALE, POICHÉ CAPACE DI SUPERARE OGNI RESIDUO DI DUALISMO TRA TECNOFILIA E TECNOFOBIA. M. Fiani, Antropologia filosofica, Roma 2005, p.89 UNA NUOVA AGENDA BIOETICA?

93 93 LA SOFFERENZA E LA MORTE DA PARAMETRI NEGATIVI DI FUGA, RASSEGNAZIONE, RIDUZIONE, SI DEVONO TRASFORMARE IN PERCOSI CONSAPEVOLI, IN SENTIERI LUMINOSI, IL NOSTRO PASSAGGIO A SUD-OVEST. UNA TRASFORMAZIONE ETICA.

94 94 Mentre i miei medici, per loro amore sono diventati cosmografi ed io loro mappa, stesa su questo letto perché da loro sia mostrato come io scopra qui il mio passaggio a Sud-Ovest per fretum febris, per questi stretti morire io giubilo, che in tali stretti vedo il mio Occidente J. Donne, Poesie teologiche, poesie amorose, Einaudi, Torino 1971.


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