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Chernobyl, Ucraina, 26 aprile 1986 Il disastro di Chernobyl.

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Presentazione sul tema: "Chernobyl, Ucraina, 26 aprile 1986 Il disastro di Chernobyl."— Transcript della presentazione:

1 Chernobyl, Ucraina, 26 aprile 1986 Il disastro di Chernobyl

2 25 Aprile 1986: nella centrale nucleare di Chernobyl è in corso un esperimento non autorizzato. Obiettivo: Si voleva verificare se nel caso di un abbassamento fortuito di potenza, vi fosse energia elettrica sufficiente per mettere in funzione i dispositivi di raffreddamento di emergenza. Per evitare lungaggini burocratiche i ricercatori di Donetsk hanno contattato direttamente i direttori delle centrali dotate di reattore di tipo RBMK: Leningrado, Smolinsk, Koursk, Ignalina e Chernobyl. Il direttore di Chernobyl è lunico che accetta. Il 25 aprile sono previsti i consueti lavori periodici di manutenzione della centrale: arresto temporaneo del reattore. Durante lesperimento non sono presenti né il direttore, né lingegnere capo della centrale.

3 La centrale di Chernobyl è costituita da quattro reattori, uno a fianco allaltro, ognuno in grado di produrre 1 gigawatt (GW) di energia elettrica. Le unità 1 e 2 sono state realizzate tra il 1973 e il 1974, mentre la 3 e la 4 completate nel 1983; altri due reattori, sempre da 1 GW luno, sono in fase di realizzazione. La centrale è situata a pochi chilometri da Pripyat, 18 chilometri a nord-ovest della città di Chernobyl e 110 chilometri a nord della capitale Kiev e dista solo 16 km dal confine con la Bielorussia.

4 Reattori RBMK Reaktor Bolshoi Moshchnosty Kanalky => reattore di grande potenza a canali. In uso dal Adattamento di un reattore militare, progettato in origine per produrre materiale fissile a scopo bellico. Il reattore RMBK è come un grosso cilindro di 14 metri di diametro e sette di altezza. 4 pompe di raffreddamento principale, una delle quali sempre pronta ad essere azionata; 221 barre di controllo; blocchi di grafite (che pesano oltre tonnellate) e che hanno il ruolo di moderatori della combustione, all'interno dei quali sono ricavati i canali in cui viene immesso il combustibile.

5 Sono costituite da una struttura in cui si trova il combustibile nucleare (uranio naturale o uranio arricchito nel suo isotopo 235), detta nocciolo, nella quale avvengono le reazioni di fissione nucleare, e da un insieme di apparecchiature ausiliarie che provvedono ad asportare il calore prodotto dalla fissione e a convertirlo in altre forme di energia. Queste apparecchiature ausiliarie sono in larga misura identiche a quelle usate nelle centrali termoelettriche convenzionali. Le centrali nucleari

6 All'interno del nocciolo, il combustibile nucleare è presente sotto forma di barre o di pastiglie, intercalate ad acqua, acqua pesante, grafite o berillio con la funzione di moderatori di neutroni, cioè di rallentare i neutroni perché possano generare più facilmente la fissione dei nuclei del combustibile. Per controllare questa reazione a catena, nel nocciolo possono essere inserite le barre di controllo, composte da sostanze (per es., cadmio e boro) in grado di assorbire i neutroni: il loro maggiore o minore inserimento permette di controllare il numero di neutroni disponibili per la fissione.

7 Attraverso il nocciolo circola il fluido di raffreddamento che ha lo scopo di sottrarre il calore prodotto e di portarlo alle apparecchiature per trasformarlo in energia elettrica o meccanica. Il fluido di raffreddamento deve assorbire pochissimo i neutroni e realizzare uno scambio termico ottimale; le sostanze più usate sono l'acqua, il sodio liquido (nei reattori veloci), il biossido di carbonio e l'elio. Problema: in condizioni di bassa potenza (700 MW) lacqua forma delle bolle di vapore che diminuiscono la sua capacità di refrigerare, mentre la grafite continua a produrre i neutroni per la reazione a catena. Il reattore tende a surriscaldarsi e la potenza può salire molto velocemente: coefficiente di vuoto positivo. Caratteristica vietata nei reattori nucleari occidentali per motivi di sicurezza.

8 Difetto di costruzione già segnalato alla direzione sovietica: rischi di instabilità quando il reattore è a bassa potenza 4 incidenti: nel 1975 a Leningrado, nel 1982 a Chernobyl, nel 1981 e 1983 a Ignalina. Nessuno ne aveva mai saputo nulla. Nei reattori RBMK le barre impiegano oltre 20 secondi a entrare completamente nel nocciolo, invece dei 2 previsti per altri tipi di reattori. Il 2 febbraio 1984 una lettera ufficiale del direttore dellIstituto per la Ricerca e il Design degli impianti nucleari sovietico segnalava il problema al Cremlino: segreto di Stato. Gli operatori delle centrali erano totalmente alloscuro, così come i ricercatori di Donestk.

9 00:00 il sistema di raffreddamento di emergenza è stato isolato il giorno prima, per non disturbare lo svolgimento del test. La potenza è scesa da 1600 MW a 720 MW. 00:18 La potenza è a 500 MW. Il controllo viene affidato al sistema automatico del reattore, così da mantenere stabile la potenza intorno a quel valore. Il sistema non funziona, la potenza crolla a 30 MW. Bisogna farla risalire in fretta per condurre lesperimento. Si tratta di ritirare le barre di controllo e poi accendere le pompe del sistema di raffreddamento, per portare via calore dal nocciolo. Per procedere più spediti viene disattivato il sistema automatico nel separatore di vapore, che blocca troppo il flusso.

10 01:21 Tutti gli indicatori sono anomali. 01:24 Vengono chiuse le valvole che alimentano le turbine. La produzione di vapore aumenta in maniera esponenziale, la potenza risale troppo rapidamente, tutta lacqua comincia a bollire, in venti secondi la reazione diventa incontrollabile. Loperatore preme il tasto di protezione di emergenza, che dovrebbe arrestare il sistema, ma le sbarre di controllo rientrano lentamente nel nocciolo e invece di spegnere la reazione è come se la comprimessero nella parte bassa del reattore. Le pastiglie di uranio si sbriciolano, reagiscono con lacqua provocando la radiolisi e una produzione esplosiva di ossigeno e idrogeno. In 4 secondi la potenza del reattore 4 aumenta di 100 volte.

11 Il tetto superiore, di ben tonnellate di cemento armato, si affloscia su se stesso come fosse di cartone e rimane appeso in posizione quasi verticale, provocando lo sprofondamento della base del reattore di almeno quattro metri. La grafite reagisce con laria formando monossido di carbonio, che comincia a bruciare a una temperatura di 3000 gradi centigradi, determinando la fuoriuscita e la diffusione nellambiente di gran parte del materiale radioattivo contenuto nel reattore 4. Una colonna infuocata di gas e materie radioattive si alza verso il cielo superando laltezza di un chilometro.

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14 Nel reattore cerano 190 tonnellate di combustibile nucleare. Oltre 35 tonnellate furono proiettate fuori dalla parte nord accumulandosi allesterno. Altre 135 tonnellate si fusero, colando nella zona inferiore del reattore. Un'altra decina di tonnellate sotto forma di polvere invasero linterno della centrale, mentre altre 10 tonnellate furono proiettate sotto forma di frammenti fuori da Chernobyl.

15 A seguito dellesplosione verificatasi nel reattore 4 e del successivo incendio che ne seguì furono liberate nellatmosfera sostanze radioattive per un attività totale pari a circa 14 EBq (1 EBq = Bequerel = 1 miliardo di miliardi di Bequerel) circa 400 volte la bomba di Hiroshima!! Le comuni attività dimpiegate per trattare certi tipi di tumore difficilmente supera i 3.7·10 8 Bequerel. La fuoriuscita si protrasse nel tempo dal momento dellesplosione (26 aprile) fino a circa il 6 maggio sotto forma di gas, vapori,polveri… Fra i principali radionuclidi liberati, quelli aventi maggior impatto biologico erano rappresentati dallo Iodio ( 131 I, 132 I, 134 I, 135 I), dal Cesio ( 134 Cs, 137 Cs) e dallo Stronzio ( 89 Sr, 90 Sr).

16 Contaminazione ambientale Le particelle di maggiori dimensioni ricaddero in un raggio di circa 100 km dalla centrale, provocando la maggior parte della contaminazione. I gas, le polveri più sottili, furono trasportati dalle correnti in varie parti dellemisfero, per poi ricadere al suolo con le precipitazioni. Limpatto non ha riguardato solo Ucraina, Bielorussia e Russia: più della metà del Cesio 137 rilasciato in atmosfera ha raggiunto altri Paesi europei.

17 Nube radioattiva in tutta Europa: 131 I T 1/2 8 giorni 137 Cs T 1/2 30 anni Almeno 14 Paesi europei (Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, Slovenia, Polonia, Romania, Ungheria, Svizzera, Repubblica Ceca, Italia, Bulgaria, Repubblica Moldava e Grecia) sono stati raggiunti da radiazioni sopra 1 Ci/km 2 (1 Curie su metro quadrato pari a 37 kBq/m 2 ), il limite usato per definire radioattiva unarea.

18 La nube attraversa la Bielorussia, dove deposita il 70% dei radionuclidi emessi e contamina il 23% del territorio, lUcraina (7%) e la Russia (0,6%) per un totale di 162,000 km 2 contaminati. La contaminazione è a macchia di leopardo, molto irregolare, a causa delle correnti, dei venti e delle piogge. LA DEPOSIZIONE DEL CESIO Immagine animata della deposizione del Cesio nei primi 12 giorni dopo l'incidente di Chernobyl. Ogni scatto animato corrisponde,approssimativamente, a 12 ore.

19 Le unità dintervento I pompieri I primi ad andare alla centrale nucleare per spegnere lincendio e quindi interrompere lemissione di materiale radioattivo furono circa 600 vigili del fuoco che pomparono acqua fredda nel centro del reattore per le prime dieci ore dopo lincidente. Lintervento non diede i risultati desiderati e fu quindi abbandonato.

20 I liquidatori Tra il 27 aprile e il 5 maggio, più di 30 elicotteri militari sorvolarono il reattore in fiamme sganciando tonnellate di piombo e tonnellate di sabbia nel tentativo di estinguere il fuoco ed assorbire le radiazioni. Tutti questi tentativi non solo si rivelarono tuttavia inutili, ma anzi peggiorarono la situazioni per via del calore accumulatosi al di sotto dei materiali scaricati. La temperatura allinterno del reattore aumentò nuovamente con un conseguente aumento della quantità di radiazioni emesse. Alla fine, il reattore venne raffreddato utilizzando azoto. Lincendio fu domato e le emissioni radioattive messe sotto controllo solo il 6 maggio.

21 Compiti dei liquidatori: ripulire la centrale (rimuovevano con delle pale la grafite accumulatasi sopra la centrale: venivano chiamati per questo cicogne), i villaggi e le strade; spostare con le loro braccia il materiale contaminato; seppellire con le pale quintali di scorie e materiale radioattivo; lavare con getti dacqua la struttura della centrale, i palazzi di Pripyat e le case dei villaggi; successivamente gli venne dato il compito di interrare intere città.

22 Chiunque resti sul tetto più di 3 minuti è destinato a morire. Eppure…Migliaia tra pompieri, soldati, operai spalavano macerie radioattive pezzi di grafite che emanavano, in un secondo e mezzo, la dose che una persona accumula in una vita intera in condizioni naturali, usando semplici badili o a mani nude, con mascherine, stivali e guanti di gomma… Furono circa persone fra militari e civili, e molti tra loro erano volontari ed anche donne.

23 28 Aprile, :58 LAnsa riprende una notizia che proviene da Stoccolma: "I centri di controllo svedesi hanno registrato livelli di radioattività più alti del normale che potrebbero essere causati da una perdita di una centrale dellUnione Sovietica". 21:00 Lagenzia di stampa sovietica Tass annuncia che "un incidente è avvenuto nella centrale nucleare di Chernobyl in seguito a un danneggiamento di un reattore atomico", "sono state prese le misure per eliminare le conseguenze dellincidente" e che "si sta dando concreto aiuto ai colpiti". La reazione nellUrss

24 Dopo 36 ore viene evacuata la popolazione della città di Pripyat (circa persone) Il 3 maggio viene dato lordine di evacuare la popolazione nel raggio di 30 km dalla centrale (circa persone).

25 Solo il 30 aprile si riesce ad avere una fornitura di azoto liquido e lincendio verrà spento il 6 maggio… 1 Maggio 1986: si inizia a controllare lacqua e il latte. 23 Maggio 1986: vengono distribuite pastiglie di ioduro di potassio. LURSS ammise pubblicamente la gravità del disastro solo il 14 Maggio con un discorso di Gorbaciov.

26 dose nube: dovuta alla esposizione diretta alla nube radioattiva; dose inalata: dovuta alla inalazione di radionuclidi, in parte espirati e in parte trattenuti con la respirazione; dose al suolo: dovuta alla radioattività depositata al suolo e su altre superfici dipende dal tempo di dimezzamento dei radionuclidi oltre che dal tempo di permanenza nelle aree contaminate; dose da catena alimentare: dovuta alla ingestione di cibi e bevande contaminate. Dose totale di irraggiamento e contaminazione

27 Iodio 131: assorbito prevalentemente dalla tiroide (vita media 8 giorni) Stronzio 90: entra a far parte costitutiva del tessuto osseo. Causa la leucemia (vita media 28 anni). Oggi gli esperti assumono che l80% dello stronzio sia già entrato nella catena alimentare. Cesio 137: Il cesio viene assorbito nel tratto gastrointestinale e viene depositato nei muscoli, nei testicoli, nel fegato, nelle ossa e nel sangue (tempo di dimezzamento di 30 anni). Negli anni90 sono stati trovati bambini con valori di radioattività di 5000 Bq/kg…Se un bambino pesa 10 kg significa che viene colpito internamente, ogni secondo, da raggi gamma…La normalità sarebbe ZERO. Funghi, mirtilli, patate, latte…

28 Molti nuclidi furono spazzati via dal suolo dalla pioggia ed entrarono nelle falde acquifere e nei fiumi. Durante lincidente fu rilasciato anche del Plutonio 239 (tempo di vita media di circa anni). Gli scienziati sono particolarmente preoccupati perchè il Plutonio può decadere in Americcio. Questultimo può raggiungere gli strati del suolo più profondo in un tempo molto breve, rappresentando una seria minaccia per le riserve di acqua per i prossimi secoli (vita media dellAmericcio: 433 anni).

29 Tranne lo Iodio, tutti gli altri elementi radioattivi entrano nel corpo umano attraverso la catena alimentare. Lesposizione delle persone attorno a Chernobyl è quindi diversa da quella delle vittime delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki. In questultimo caso infatti le persone furono esposte ad alte dosi in un tempo molto breve, mentre nel caso di Chernobyl la maggior parte delle persone sono state esposte a basse dosi di radiazioni su un periodo di tempo lungo. Meno irraggiamento esterno ma molte più patologie legate allirraggiamento cronico di lungo periodo, quello che deriva dallalimentazione contaminata.

30 Quattro gruppi di popolazione sembrano essere stati maggiormente colpiti dalle maggiori ripercussioni sanitarie: 1.lavoratori impiegati nella bonifica, i cosiddetti liquidatori, inclusi i militari che hanno costruito il guscio protettivo del reattore; 2. evacuati dalle aree fortemente contaminate nel raggio di 30 chilometri dalla centrale 3. residenti delle aree meno contaminate 4. bambini nati da famiglie appartenenti ai tre gruppi di cui sopra Conseguenze sanitarie del disastro di Chernobyl

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33 31 Le prime tre vittime dellincidente furono tre operatori: uno morì immediatamente investito direttamente dallesplosione, il secondo per infarto miocardico, il terzo per le ustioni riportate. 237 liquidatori (vigili del fuoco, personale civile e militare): diarrea, vomito, comparsa di lesioni cutanee, difficoltà respiratorie. 21 morirono subito (dosi maggiori). Nei sopravvissuti si manifestò un grave abbassamento delle difese immunitarie, che rese necessario anche trapianti di midollo osseo.

34 Conseguenze sanitarie tardive: il cancro alla tiroide Nei meccanismi di sintesi degli ormoni tiroidei lo Iodio costituisce lelemento costitutivo fondamentale: questo elemento viene assunto dallorganismo prevalentemente attraverso la catena alimentare. In molti Paesi, tra cui la Bielorussia, vi è una condizione di scarso apporto iodico alimentare che rende le tiroidi particolarmente avide di questa sostanza. Quando, in seguito allesplosione del reattore 4, furono liberate enormi quantità di Iodio, questo fu rapidamente concentrato nelle tiroidi delle persone soggette a contaminazione.

35 In generale la dose di radioattività ricevuta da un organo dipende da 3 fattori: la sua massa; la sua capacità di concentrare la sostanza radioattiva; il tempo di permanenza della sostanza radioattiva al suo interno (emivita biologica) A parità di radioattività trattenuta, la quantità di dose è inversamente proporzionale alla sua massa tiroidi di minori dimensioni ricevono in proporzione maggiori quantità di dose. Inoltre le tiroidi dei bambini sono, per motivi fisiologici, capaci di concentrare maggiori quantità di iodio. Le tiroidi dei bambini bielorussi che nel 1986 erano appena nati o avevano unetà inferiore a 6 anni, furono quelle che ricevettero dosi di radioattività maggiori.

36 Nel 1990 in Bielorussia si inizia ad osservare un aumento di carcinomi tiroidei nei bambini, con un incremento da 0,03 a 3 casi lanno ogni bambini. Il 98% di questi tumori fu osservato in bambini con meno di 10 anni; il 65% dei bambini aveva meno di 5 anni; alcuni casi di tumore maligno furono registrati in bambini ancora in utero al momento dellincidente. Prima del 1989 questo tumore era raro e presentava unincidenza simile a quella dei Paesi dellEuropa Occidentale e degli Stati Uniti (l1% di tutti i tumori nella popolazione generale). Un uguale aumento di questa patologia veniva registrato anche in Ucraina e nella Federazione Russa.

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38 Esiste una forte correlazione fra la distribuzione temporale e geografica di questo tumore e la contaminazione da radionuclidi dello Iodio. Appare evidente che lincremento dei tumori alla tiroide in queste zone è dovuto allesposizione alle radiazioni e in particolare allassorbimento degli isotopi radioattivi dello Iodio rilasciati dal reattore.

39 La carenza iodica endemica e la mancata attuazione di una immediata profilassi con ioduro di potassio, che avrebbe potuto bloccare la captazione del radioiodio, contribuirono a determinare una elevata esposizione delle tiroidi alle radiazioni, specialmente nei bambini nei quali la dose per grammo di tessuto fu molto più rilevante rispetto alladulto. Lincremento raggiunse un picco nel 1993 con una tendenza al plateau negli anni successivi. Il gruppo dei bambini più esposti al rischio ( 5 anni al momento dellincidente) rappresenta la maggioranza dei nuovi casi/anno, mentre si osserva una tendenza decrescente di nuovi casi nel gruppo di bambini di oltre 9 anni.

40 I tumori alla tiroide dovuti allesposizione alle radiazioni di Chernobyl si sono mostrati particolarmente aggressivi con formazione precoce e rapida di tumori secondari alle ghiandole linfatiche e ai polmoni con peggioramento delle prognosi e con richieste di interventi chirurgici multipli da effettuare. Infatti, se si confrontano i tumori alla tiroide a insorgenza spontanea con quelli indotti dallesplosione del reattore di Chernobyl, si nota che questi ultimi mostravano una invasione extratiroidea già al momento della diagnosi nel 49,1% dei casi, rispetto al 24,9% di tumori simili riscontrati in Italia e Francia.

41 Gli effetti delle radiazioni ionizzanti sulla tiroide non sono solo rappresentati dai tumori, ma anche da manifestazioni autoimmuni, cioè dalla produzione di anticorpi rivolti contro la tiroide. Lesposizione della tiroide alle radiazioni (sia esterne che per lingestione di radioiodio) è un fattore di rischio per lattivazione di reazioni autoimmunitarie. E anche vero che la tiroide è spesso sede di autoimmunità anche in popolazioni non esposte a radiazioni. Una serie di lavori ha dimostrato che nelle aree mggiormente colpite dalla fuoriuscita della radiazioni di Chernobyl, esiste un significativo aumento dei valori degli autoanticorpi anti-tiroidei rispetto alla popolazione non esposta (rispettivamente il 6% contro l1%).

42 Dato il lungo periodo di latenza di questi tumori, è possibile aspettarsi un loro aumento ancora per decadi e anche la parte della popolazione che ha ricevuto dosi relativamente più basse andrebbe sottoposta a un monitoraggio a lungo termine in modo da poter intervenire tempestivamente.

43 È estremamente complesso valutare il tipo di effetto per il quale, qualunque dose, per quanto piccola, può essere capace di causare un danno (per esempio mutazioni genetiche o induzione di tumori). Prima che questo potenziale effetto si verifichi, trascorre inoltre un periodo di tempo che può essere anche lungo e se a ciò si aggiunge che esistono molte variabili (diverso tipo di alimentazione, le diverse abitudini di vita, etc.) che possono influenzare il manifestarsi del danno, si capisce come sia molto difficile imputare con assoluta certezza l'insorgenza di un tumore all'azione di una modesta esposizione alle radiazioni.

44 31 persone morirono immediatamente dopo lincidente e circa 137 furono trattate per una sindrome acuta da raggi; il destino di molti liquidatori non è noto e non sappiamo pertanto con certezza se per coloro che sono deceduti la causa del decesso sia effettivamente dovuta agli eventi collegati alla loro attività nelle aree contaminate; si è assistito a un reale e significativo aumento dei casi di tumore della tiroide, in modo particolarmente evidente nei bambini. Per quanto riguarda le forme diagnosticate negli adulti non è certo se la maggior prevalenza rilevata sia dovuta a un reale aumento dellincidenza o a una maggiore capacità diagnostica indotta dalla aumentata attenzione nei confronti di questa patologia;

45 i tumori indotti da questo fall-out nella popolazione giovanile hanno un atteggiamento biologico generalmente più aggressivo rispetto alle forme spontanee e si manifestano con una precoce comparsa di metastasi a distanza; il periodo di latenza fra la esposizione alle radiazioni e la comparsa dei tumori è stato più breve rispetto a quanto atteso; non si è verificato alcun significativo aumento scientificamente comprovato di leucemie, malformazioni fetali, anomalie congenite o di altre manifestazioni patologiche indotte dalle radiazioni sulla popolazione esposta al fall-out; pur essendosi verificato un fall-out non trascurabile nei Paesi della Cee che può aver determinato una dosimetria capace di indurre un minimo numero di tumori tiroidei, esso è assolutamente irrilevante rispetto alla insorgenza spontanea di questo tumore.

46 Le stime sulla mortalità derivante dallincidente di Chernobyl variano a seconda dei parametri presi in esame. LAIEA (Agenzia Internazionale per lEnergia Atomica) nel 2005 parla di soli quattromila morti. Il TORCH-Report (The Other Report on Chernobyl), uno studio svolto in Gran Bretagna, stima che a seguito dellincidente nucleare ancora tra le e le persone moriranno di tumore. Statistiche più recenti di Greenpeace stimano invece in duecentomila le morti dovute allincidente di Chernobyl, tra il 90 e il 2004 prendendo in esame solo Ucraina, Bielorussia e Russia. Conseguenze sanitarie: due diverse verità…

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56 In aggiunta ci furono considerevoli migrazioni dalle regioni contaminate a quelle intatte, che possono essere ricostruite solo parzialmente. Cbi contaminati furono distribuiti alle zone pulite e cibi sani furono distribuiti alle aree contaminate. Ci si aspetta che certi tipi di cancro ed effetti genetici impiegheranno anni e addirittura decenni prima di fare la loro comparsa. Chiunque rivendichi la conoscenza delle risposte finali sul caso di Chernobyl – come fa lAIEA nelle sue dichiarazioni alla stampa – sta mentendo.

57 Ma cosa spinge lAIEA a pubblicare dati e figure che possono non essere esatti? Cosa la spinge a queste interpretazioni? Lobiettivo principale dellAIEA è la promozione in tutto il mondo delluso pacifico delle tecnologie nucleari. Nello stesso momento in cui sminuisce le conseguenze di Chernobyl, lAIEA sta finanziando una campagna di rinascita dellenergia nucleare. Lo scopo è la costruzione di nuovi reattori nucleari in tutti i continenti. Il conflitto di interesse è evidente…

58 Le conseguenze sulla centrale

59 Il reattore 2 e il reattore 1 rimasero in funzione rispettivamente fino al 1991 e al 1996, entrambi messi fuori uso da un incendio, mentre il reattore 3 fu spento solo il 12 dicembre 2000, dopo lunghe trattative e lo stanziamento di finanziamenti da parte dellOccidente. Il sarcofago che ricopre i resti della centrale nucleare fu pensato come misura ad interim concepita per durare massimo anni. Ma già nel 1994 un consorzio a guida francese, ilCampenon Bernard SGE, fu incaricato di effettuare uno studio di fattibilità per la costruzione di una nuova struttura. In seguito allo studio di fattibilità svolto nel 1995 dal consorzio è emerso che lattuale sarcofago è instabile e non offre garanzie in caso di terremoti; non è adatto a conservare materiali radioattivi la cui vita media supera i anni.

60 Vennero utilizzate oltre tonnellate di cemento ed oltre tonnellate di strutture metalliche. Il terreno circostante venne ricoperto con altri metri quadrati di cemento nel tentativo di ridurne la radioattività. Conseguenza di tutto ciò è che il peso di questa mastodontica struttura si è moltiplicato ed oggi questo soprappeso grava sulle fondamenta che da 20t/mq si è giunti sino ai 200 t/mq, provocando così un progressivo abbassamento del terreno – che poggia su materiale argilloso- che ormai si è abbassato di 4m.

61 Allinterno del sarcofago è contenuto il 95% del materiale radioattivo sprigionato al momento dellincidente. Nel caso in cui il sarcofago cedesse il materiale sarebbe rilasciato pericolosamente nellambiente scatenando una catastrofe mondiale; si stima che potrebbero fuoriuscire 4 tonnellate di polveri radioattive.

62 Attraverso i 1000 metri quadrati di crepe e fessure si infiltrano ogni anno metri cubi di acqua piovana (oltre allacqua di condensa, altri metri cubi), che corrodono e danneggiano le strutture metalliche. Le infiltrazioni sono un grave pericolo per le falde acquifere e i fiumi. Possibile conseguenza: l'infiltrazione di una "sensibile quantità di stronzio radioattivo" (parole del Professor Vadim Goudzenko di Kiev) nel fiume Pripyat che passa vicino a Chernobyl e fornisce parte dell'acqua potabile della capitale Ucraina.

63 Senza i finanziamenti della Comunità internazionale lUcraina non è in grado di portare avanti il progetto della costruzione di un nuovo sarcofago. Solo nel 2000, gli ucraini hanno speso più del 5% del loro Pil per mitigare gli effetti sociali, sanitari e ambientali del disastro. Il 20 novembre 1997 è nato ilChernobyl Shelter Found (CSF) amministrato dalla Banca europea per la ricostruzione allo sviluppo. Per realizzare il progetto è necessario oltre un miliardo di US dollari.

64 Ancora oggi unarea vasta come due volte lIrlanda situata tra la Russia, la Bielorussia e lUcraina, con una popolazione di due milioni e mezzo di abitanti, è altamente radioattiva. In molti dei villaggi evacuati è tornata a vivere la gente; la cosiddetta zona morta è fatta di rigogliosi boschi di betulle e di corsi dacqua dove si pesca. Nessuno crede alla pericolosità delle radiazioni; le radiazioni non si vedono, non alterano il sapore dei cibi. Gli uomini pescano incuranti dei divieti e i bambini vanno nei boschi a cogliere mirtilli e funghi. Chi ammette di mangiare cibo contaminato, di bere latte radioattivo, non ha altra alternativa che lasciare i villaggi per vivere di stenti nella povertà nelle periferie di Kiev o di Minsk.

65 Se il vento quel 26 aprile 1987 avesse soffiato verso est le radiazioni avrebbero cancellato Kiev e con la capitale ucraina due milioni e mezzo di persone…

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67 I nuclei pesanti (Z>92), se bombardati ad es. con neutroni, tendono a decadere spezzandosi in due nuclei di massa circa metà di quella di partenza, emettendo inoltre altri neutroni, che possono provocare una reazione a catena. Nella fissione viene emessa energia 1g di fissione kWh di energia = consumo familiare di 5 anni!!! La fissione nucleare


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