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PROF.SSA STEFANIA CAVAGNOLI LINGUISTICA GENERALE.

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Presentazione sul tema: "PROF.SSA STEFANIA CAVAGNOLI LINGUISTICA GENERALE."— Transcript della presentazione:

1 PROF.SSA STEFANIA CAVAGNOLI LINGUISTICA GENERALE

2 LA VARIETÀ COME PRINCIPIO DI ANALISI

3 SOCIOLINGUISTICA Nasce negli Stati Uniti negli anni Sessanta Linguisti Weinreich Labov, antropologo Hymes, sociologo Fishmann Rapporti fra lingua e società Dimensioni di analisi della lingua Rapporto centro periferia Città campagna standard - varietà

4 SOCIOLINGUISTICA ITALIANA Giovan Battista Pellegrini, Tra lingua e dialetto in Italia, 1960 Tullio de Mauro, Storia linguistica dellItalia unita, 1963 Dialettologi, scuola di Torino (Terracini, Grassi, Sobrero, Berruto, Telmon, Canobbio) e di Padova (Cortelazzo, Zamboni, Mioni, Trumper)

5 SOCIOLINGUISTICA Statuto della disciplina; coesistenza di più anime, discipline di riferimento, tecniche differenziate Questionari, interviste, statistiche Intuizione, empatia antropologica Generalizzazioni e particolarità Idea di modello di analisi: lingua come modello di analisi «la lingua basta a comunicarsi e in più può comunicare quanto altro stia a cuore alla comunità» Cardona, 2009, h13

6 LINGUAGGIO E PENSIERO Rapporto fra linguaggio, pensiero, e visione del mondo Acquisizione di forme storiche del linguaggio e della lingua da parte del singolo in un contesto Elementi arbitrari ma il modo in cui sono strutturati in sistema non è arbitrario (interesse sociale) LESSICO DIFFERENZE DI GRAMMATICA (STRUTTURA DELLA FRASE, Più O MENO DIRETTA Lingua come sistema: il valore è dato dal gioco delle relazioni (stesse categorie, ruolo diverso in lingue diverse)

7 LINGUA COME CONVENZIONE Concetto politico di lingua: proiezione sociale, meccanismo di identificazione, somma di astrazioni Lingua convenzione necessaria: mobile, i confini culturali vanno rinegoziati, rimessi a fuoco Lingua come competenza Grammatica del parlante Grammatica dellascoltatore (in parte coincidono)

8 IPOTESI DI INTERPRETAZIONE Ha un fiammifero? Non ce nho Non ne ho Non ce ne ho Nun ce nho Nun ne ho Nun ce lho n ce llho Tipo di parlante, contesto, educazione, classe sociale, corpo. Si parla a chi sa interpretare

9 Lascoltatore acquisisce istruzioni per luso nel tempo, socializzazione Le possibilità si restringono, e quindi si può interpretare (pratica, contesto, elementi condivisi)

10 CHE COSÈ LA VARIETA? Definizione: La varietà è unespressione di un tipo di lingua con precise caratteristiche. Concetto generale e generico, utilizzato per differenziare, allinterno di una lingua, diverse manifestazioni, che al loro interno rappresentano a loro volta un sistema. Adamzik (1998, p. 181) Lingua come insieme di sottosistemi (Coseriu) la sociolinguistica Potrebbe gentilmente aprire la finestra? La apri quella finestra che si schiatta?

11 CLASSIFICAZIONE DELLE VARIETÀ la variazione diatopica – determinata in base al luogo, allo spazio geograficodiatopica la variazione diastratica - determinata in base ai gruppi, alle classi sociali,diastratica la variazione diafasica – determinata dal contesto, dal grado di formalità e dai rapporti fra i parlantidiafasica la variazione diamesica - determinata dal mezzo che si usa per comunicarediamesica la variazione diacronica – determinata dal tempo che passadiacronica

12 IMPORTANZA DELLE VARIETÀ Perché sono importanti le varietà Perché sono importanti nelleducazione linguistica e nella didattica delle lingue Variazione di genere Variazione libera Variazione di età/ generazione

13 VARIABILI E VARIANTI Un elemento della lingua che presenta variazione, cioè che si può manifestare in due o più forme, è detto variabile Ognuna delle forme in cui la variabile si può presentare è detta variante participio passato del verbo vedere è una variabile visto e veduto sono le sue varianti Le varianti si indicano tra parentesi quadre: [visto] [veduto]

14 ATTEGGIAMENTO SOCIOLINGUISTICO In italiano, ad esempio, si osserva variazione tra forme come siedo e seggo, visto e veduto, apparve e apparse, obiettivo e obbiettivo, col e con il La lingua utilizzata è una scelta: spesso automatica, per il contesto sociale nel quale si trova

15 LINGUA E VALUTAZIONE uso della lingua da parte dei parlanti e degli ascoltatori = comportamenti linguistici serie di valutazioni, positive o negative, basate sul modo in cui il parlante usa la lingua

16 Lingua e pregiudizi comportamento linguistico che classifica la persona in base a giudizi basati solo su singoli usi linguistici, cioè a pregiudizi Esempio del rapporto insegnante alunno

17 VARIETA DELLITALIANO Formale aulicoMi pregio di informarla che la nostra venuta non rientra nellambito del fattibile Tecnico-scientificoTrasmettiamo a lei destinatario linformazione che la venuta di chi sta parlando non avrà luogo BurocraticoVogliate prendere atto dellimpossibilità della venuta dei sottoscritti Standard letterarioLa informo che non potremo venire Parlato colloquialeSa, non possiamo venire PopolareCi dico che non possiamo venire Informale trascuratoMica possiamo venire, eh! GergaleEhi, apri ste orecchie, col cavolo che ci si trasborda!

18 ESEMPI DI LESSICO E VARIETÀ Meno formalePiù formale CapoSuperioredirigente Tirar suCostruireedificare PurtroppoDisgraziatamentemalauguratamente Braccia e gambeArti Specialepeculiare Comprareacquistare Per + infinitoPerché + congiuntivoaffinché

19 COMUNICAZIONE SPECIALISTICA COME VARIETÀ Per lingua speciale si intende una varietà funzionale di una lingua naturale, dipendente da un settore di conoscenze o da una sfera di attività specialistici, utilizzata, nella sua interezza, da un gruppo di parlanti la lingua di cui quella speciale è una varietà, per soddisfare i bisogni comunicativi di quel settore specialistico Cortelazzo, 1994, 8

20 LS COME VARIETÀ ricerca italiana: varietà diafasica, caratterizzata dalla situazione, dal contesto sociale e dal ruolo dei parlanti in una data situazione, considerando i rapporti esistenti fra parlanti. Intreccio dimensione verticale con dimensione orizzontale Lavinio (2004, p. 90), dimensione diastratica, cioè verticale; strumenti comunicativi fra gruppi professionali, o in una comunicazione verticale fra esperti e non esperti.

21 COMUNICAZIONE SPECIALISTICA Le varietà specialistiche rientrano nelle varietà situative-funzionali, Funzione : di apprendimento, di elaborazione del sapere, di applicazione del sapere Situatività : constatare se la situazione comunicativa sia o meno accessibile ad un vasto pubblico.

22 CARATTERISTICHE DEI LS 3 criteri (Saager 1980) economia precisione appropriatezza 11 criteri (Hoffmann 1984) 1.esattezza, semplicità, chiarezza 2.oggettività 3.astrattezza 4.generalizzazione 5.densità di informazione 6.brevità 7.naturalità emotiva 8.mancanza di ambiguità 9.impersonalità 10.coerenza logica 11.uso di terminologia/simbologia 2 criteri (Sobrero 1993) precisione e neutralità emotiva (carattere denotativo)

23 DIMENSIONE ORIZZONTALE Discipline diverse Scienze naturali e scienze sociali/umanistiche Ogni linguaggio specialistico non è un sistema chiuso (infrasettorialità)

24 DIMENSIONE VERTICALE Lingua in uso Contesto culturale e sociale della comunicazione Attori della comunicazione Stratificazione della lingua

25 LIVELLI DI COMUNICAZIONE, LS 3 livelli di microlingua (Freddi 1988) descrizione generica descrizione specifica formulazione e formalizzazione Livelli sociolinguistici (Cortelazzo 1994) quello altamente specializzato fra esperti, massima distanza dalla lingua comune diretto fra tecnici contatto esperto-profano, nella divulgazione 3 tipi di discorso (Ciliberti 1981) argomentativo-scientifico didattico-scientifico divulgativo-scientifico (Widdowson 1979 e Gotti 1991) esposizione scientifica istruzione scientifica giornalismo scientifico

26 COMUNICAZIONE SPECIALISTICA: DENOMINAZIONI lingua speciale microlingua linguaggi settoriali lingue di specializzazione linguaggi speciali lingue per scopi speciali/sottocodice linguaggi specialistici comunicazione specialistica Berruto, Sobrero, Cortelazzo, Mengaldo Balboni, Freddi Beccaria, Bertinetto, Rossini Favretti Porcelli, Cambiaghi De Mauro, Cecioni Balboni, Porcelli, Ciliberti, Titone Gotti, Cavagnoli Kalverkämper, Cavagnoli

27 IL TESTO SPECIALISTICO Testo l'unità costituente del LS generi testuali con caratteristiche ben definite diverse classificazioni il genere testuale (rilevanza fondamentale per lo specialista) il riconoscimento immediato Caratteristiche comuni precisa definizione registro formale funzione referenziale utilizzo anche di rappresentazioni non verbali Diversi da lingua a lingua e all'interno della stessa lingua (dipendenti dalla disciplina) Il numero dei generi testuali è definito (con possibili aperture) La sua specificità deriva da … strutture tipiche del genere alto grado di specializzazione del contenuto conoscenze comuni ai destinatari

28 CARATTERISTICHE TESTUALI rigidità dell'organizzazione testuale: testo come sequenza di istruzioni per il destinatario. Schemi vincolanti, con un alto grado di prevedibilità, con conseguente massima organizzazione della struttura testuale referenza :uso di connettivi e di riferimenti sia espliciti che impliciti forma grafica : regole più o meno rigide che hanno una funzione sia di riconoscimento che di formulazione chiara (e quindi permettono una comprensione più efficace e diretta )

29 CARATTERISTICHE TESTUALI regole retorichemolto strette, permettono anch'esse un riconoscimento più diretto definizionipresenti, ben individuabili esempipresenti in modo differenziato a seconda della disciplina struttura tema/remauguale alla lingua comune

30 CARATTERISTICHE MORFOSINTATTICHE differenza di applicazione di regole tipiche della lingua comune sul piano quantitativo. nominalizzazione : trasformazione del sintagma verbale in nominale (non esistono controindicazioni= nessuna controindicazione) forme impersonali : uso della forma impersonale o della terza persona singolare, uso di verbi tipici del ls che spersonalizzano (dimostrare, indicare, suggerire, evidenziare, confermare)mancanza di pronomi personali passivazione : uso del passivo per spersonalizzare

31 CARATTERISTICHE MORFOSINTATTICHE Deagentivazione : mancanza del complemento d'agente Paratassi :frasi brevi, coordinate piuttosto che subordinate Ellissi : articoli e preposizioni, mancanze ricostruibili dalle conoscenze comuni Forme verbali : uso del presente, dell'indicativo, legato alle funzioni comunicative tipiche di questi linguaggi (definire, descrivere, osservare, esplicitare, affermare...).Forte uso della copula essere, poche forme verbali

32 CARATTERISTICHE MORFOSINTATTICHE Forme verbali infinite : uso di participi presenti al posto di frasi relative, gerundio causale Struttura frasale ridotta : SN+V+SN, con uso di forme implicite che apparentemente semplificano la frase, in realtà possono complicare la comprensione per i profani

33 CARATTERISTICHE LESSICALI aspetti quantitativamente rilevanti, caratterizzanti i ls monoreferenzialità : unico significato attribuito ad un termine non-emotività : scopo denotativo, informazione e quindi chiarezza del termine sinteticità : alleggerimento del discorso con la fusione di due lessemi (banca dati, estratto conto) precisione : diversi livelli di precisione di un termine: (reato/omicidio/omicidio premeditato...)

34 CARATTERISTICHE LESSICALI Tradizionalismo : riferimento a termini classici, greci e latini o loro derivazioni, con funzione di riconoscimento in molte lingue (ius soli, Sistematicità : sistema di formazione dei termini stabile, che permette il riconoscimento di una categoria e la formazione illimitata di altri termini (-ato in chimica=sale) Produttività : prefissazione dotta: iper, para, meta, sub...unità lessicali superiori: morbo di Basedow suffissazione (riconducibile a classi concettuali ben definite) rideterminazione semantica dalla l.c. e da altri l.s. (diverso significato di forza, di tribunale) uso di tecnicismi collaterali (il paziente accusa un dolore)

35 ASPETTI PRAGMATICI, DISCIPLINARI, CULTURALI Legame con la situazione Legame con la disciplina Legame con la cultura scientifica di riferimento

36 FINE DELLA COMUNICAZIONE SPECIALISTICA Comunicazione o discriminazione? Rapporto con la lingua comune Rapporto con la disciplina di riferimento Verticalizzazione della comunicazione

37 TESTO SCIENTIFICO Linsieme degli esseri che convivono nello stesso habitat costituisce una comunità Popolazione : gruppo di individui della specie che vivono contemporaneamente in una stessa area geografica

38 COMPRENSIONE DI UN TESTO SCIENTIFICO Tipo di testo Attori della comunicazione Scopo conseguenze: Contenuto Organizzazione testuale linguaggio

39 IL LINGUAGGIO BUROCRATICO Tecnicismi Periodare complesso Strutture ellittiche Pluralità di pubblici (interno ed esterno) Frutto di negoziazioni Circolarità Regole e formalità

40 LINGUAGGIO DELLE ISTITUZIONI Tipologie testuali diverse: leggi, bandi, avvisi, comunicati stampa, moduli, ecc. Media diversi: newsletter, web, ecc. Stili comunicativi diversi (lettera vs. manifesto) Destinatari diversi: utenti specialisti, utenti profani, interni ed esterni

41 LANTILINGUA Caratteristica principale dell'antilingua è quello che definirei "terrore semantico", cioè la fuga di fronte a ogni vocabolo che abbia di per se stesso un significato. Nell'antilingua i significati sono costantemente allontanati, relegati in fondo a una prospettiva di vocaboli che di per se stessi non vogliono dire niente o vogliono dire qualcosa di vago e sfuggente. Perciò dove trionfa l'antilingua - l'italiano di chi non sa dire "ho fatto" ma deve dire "ho effettuato" - la lingua viene uccisa. Italo Calvino, Una pietra sopra, 1965

42 Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. Linterrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po balbettando, ma attento a dire tutto quello che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata.

43 Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire lavviamento dellimpianto termico, dichiara dessere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, di aver effettuato lasportazione di uno dei detti articoli nellintento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dellavvenuta effrazione dellesercizio soprastante.

44 ANALISI LINGUISTICA Art. 2 del c.c.: La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita unetà diversa. Dal testo naturale al modello formale analisi intratestuale ed extra testuale

45 ANALISI LINGUISTICA atto linguistico di comunicazione: trasmittente, ricevente, codice. Scelta di una base enunciativa (Guastini), cioè enucleare una serie finita di enunciati rilevanti che dovrà garantire la base prescrittiva del documento. Formalizzazione del testo: normalizzazione della struttura logica, formalizzazione della struttura sintattica, formalizzazione degli aspetti prescrittivi.

46 LAIUTO DELLA PRAGMATICA Principio di Cooperazione [P.Grice, 1975] Il contributo di ciascun interlocutore alla conversazione è quale richiesto dagli obiettivi e dai riferimenti condivisi nello scambio. 4 massime: quantità qualità relazione modo

47 IL PRINCIPIO DI COOPERAZIONE MASSIME DI GRICE Principio di cooperazione : forma il tuo contributo alla conversazione così come lo richiedono, nel momento in cui essa ha luogo, le finalità e la direzione accettate dalla conversazione a cui partecipi Massima della quantità : Rendi informativo il tuo contributo quanto è necessario Massima della qualità : Non dire cose che reputi sbagliate o di cui non hai alcuna prova Massima della pertinenza : Sii pertinente Massima del modo : Sii chiaro: evita ogni oscurità nel tuo modo di esprimerti

48 UN ESEMPIO non tutti i dipendenti dellimpresa sono italiani enunciato equivalente implicatura tutti i dipendenti sono stranieri tutti i dipendenti sono italiani Alcuni dipendenti sono stranieri Alcuni dipendenti sono italiani

49 LS – LINGUA COMUNE La lingua veicola una visione del mondo, anche di quello specialistico Uso adeguato della lingua Lingua flessibile e modificabile Differenza fra produzione di lingua comune e linguaggio istituzionale

50 ESEMPI DI LINGUAGGIO SCIENTIFICO Se un quadrilatero è denominato rettangolo la conclusione che non si tratti di un quadrato è unimplicatura. Linterlocutore forse sa che un quadrato è un particolare rettangolo, ma ritiene che se si fosse trattato di un quadrilatero con i lati congruenti, lespressione quadrato sarebbe stata più adeguata (cooperazione, …).

51 COMUNICAZIONE SPECIALISTICA IN SITUAZIONE DIDATTICA Nei contesti didattici gli scambi sono spesso altamente cooperativi. Quasi sempre linsegnante sa già quello che chiede allo studente, e coopera al buon esito dello scambio. Lo studente sa che linsegnante sa, e si aspetta un comportamento cooperativo. Se lo scambio fallisce lo studente può attribuire linsuccesso alla mancanza di cooperazione dellinsegnante.

52 VARIETÀ DI GENERE Care colleghe, ringrazio molto per la comunicazione e le preziose indicazioni. Un cordiale saluto Gentili Colleghi, ecco qui la mia bozza rivista. Cordiali saluti e buon lavoro porgiamo i saluti più cordiali. Cristina B. e Stefania C. Il viaggiatore è ancora ciò che più conta in un viaggio. Comunque la si pensi, il valore delluomo è direttamente proporzionale a quella delluomo stesso. Perché in fondo cosè loggetto senza luomo? A. Suares, Voyage du Coundottière, citato in F. Michel, Altrove,Il settimo senso, Antropologia del viaggio, trad it., Mc, Milano, 2000, 8

53 DALLA STAMPA… Orribili neologismi del politicamente corretto LAdige, La mania di leggere tutto in chiave sessista e bisognosa di pari opportunità fa compiere abomini arbitrari e intollerabili sulla lingua italiana, scardinandone le forme e le regole, con lintroduzione di orripilanti neologismi, ma anche inesistenti femminili e maschili «politicamente corretti». … Perché altrimenti, di orrore in orrore, bisognerà maschilizzare il farmacista e il vigile, trasformandoli in mostruosi «farmacisto» e «vigilo». Fermiamoci fin che siamo in tempo.

54 PERCHÉ NON È QUESTIONE MARGINALE Tutti sanno che i termini «generici» si riferiscono a donne e uomini. Cosa significa generici? E davvero così? «Luomo è un mammifero perché allatta il suo piccolo» Anderson 1988 Rievocazione di immagini maschili

55 COSTRUZIONISMO SOCIALE «il modo in cui comprendiamo il mondo e i nostri simili è una costruzione sociale prodotta dalle interazioni interpersonali e in particolare dalle interazioni linguistiche» Burr 2000 Importanza del cambiamento del linguaggio con il cambiamento sociale I comportamenti reciproci si influenzano anche attraverso la lingua che viene usata

56 GENERE GRAMMATICALE Non è una categoria universale alcune lingue bantu: oltre 12 generi; lingue indoeuropee: al più tre generi (femminile, maschile e neutro); lingue semitiche: maschile e femminile; lingue senza genere: ungherese e turco.

57 GENERE GRAMMATICALE (REFERENTI ANIMATI E INANIMATI) nomi, pronomi, articoli, aggettivi, participi e alcuni numerali; singolare/plurale Es.: Quella sedia è comoda / I libri sono stati aperti (accordo) Es.: Amic-o /amic-a (derivazione) Es.: Leone / leon-essa (affissi derivazionali)

58 LINGUA E LINGUAGGIO linguaggio lingua Linguaggi specialistici ling. specialistici (giuridico, economico..) Lingua di genere nel linguaggio giuridico

59 IL CONTRIBUTO DELLA LINGUISTICA Che cosè la lingua? La norma? A cosa servono le parole? La lingua non è neutra, è una scelta Genere maschile: il maschile è maschile. Maschile inclusivo, non neutro Il neutro non esiste La lingua come sistema Lingua come strumento di potere – prestigio della lingua, definizione di ruoli, formalismo e riti E una questione di scelta

60 DISSIMMETRIE GRAMMATICALI I testimon i e laccusat a sono entrat i in aula (concordanza al maschile) Gli avvocati sono stati convocati dal giudice (maschile inclusivo) Consapevolezza necessaria per il cambiamento Mostrare le donne attraverso la lingua: usare la lingua in modo adeguato

61 DISSIMMETRIE SEMANTICHE «La lingua non è neutra non soltanto perché ogni parlante lascia nel discorso tracce della propria enunciazione, rivelando così la propria esperienza soggettiva, ma anche perché la lingua iscrive e simbolizza all'interno della sua struttura la differenza sessuale, in forma già gerarchizzata e orientata» (Patrizia Violi 1986: 40). Buon uomo buona donna (polarizz. sem.) Titolouso del nome proprio - diminutivo Trovare soluzioni ad hoc - attenzione alla chiarezza e alla leggibilità

62 ESEMPI a. Nel vertice con le parti sociali di giovedì 23 febbraio, il ministro Elsa Fornero è andat o su tutte le furie. b.… la ministro Elsa Fornero è andat a su tutte… c.… la ministra Elsa Fornero è andat a su tutte… La soldat a innamorat a Nel suo romanzo … una militare italian a, torna a casa… Il maresciall o Paris è reduce allAfghanistan. Ha una ferita grave … si è fatt a sei mesi di ospedale… Il maresciall o Manuela Paris, è confus a e molto arrabbiat a. Manuela Paris è un militare. E stat a ferit a in Afghanistan 31 marzo 2012, D-La repubblica

63 ESEMPI die Bundeskanzleri n Il cancelliere tedesc o Problema della comprensione e della precisione: Due questioni: una legata al ruolo e al riconoscimento del ruolo rappresentato da una donna Laltra legata ai principi della comunicazione: manca la vera comprensione Problema della visibilità: suffragio universale! INVISIBILITA LINGUISTICA

64 Leggiamo due brani giornalistici: Come avrai il coraggio di andare, domani, allo Yad Vashem (il mausoleo della Shoa)? Chiedeva, gelido, un colono a una ufficialessa della polizia nata a Nevh Dekalim (la Repubblica, 17/8/2005); E così, nottetempo come un topo di appartamento, la nostra giudicessa penetra negli uffici dove sono custodite le prove scritte, riapre la busta della candidata bocciata e inserisce alcuni fogli (Corriere della Sera, 12/7/2005).

65 MINISTRO O MINISTRA? Eliminerei ministra. Suona male ed è accompagnata da una sottile ironia che sembra indicarla come un incidente della politica (Corriere Sera. Magazine, 14/10/2004); Quando era Ministro preferiva essere chiamata così piuttosto che Ministra. Perché? Perché ritengo che il titolo riguardi il ruolo e non la sua connotazione sessuale. Penso che possano esserci signori Ministro e signore Ministro. E poi Ministra, diciamocelo francamente, suona molto male. Stefania Prestigiacomo

66 MINISTRO O MINISTRA? Intanto cè da dire che i grandi cambiamenti avvenuti in questi anni nel rapporto tra i sessi non sono ancora rispecchiati nella lingua. Cè molto da cambiare. Quella del Ministro è una funzione e dunque, se viene svolta da una donna, si concorda al genere, quindi Ministra. Del resto è una forma che esite nella lingua italiana e quindi non capisco perché non usarla. Ministra non suona, come mi dicono tanti? Neanche senatrice o deputata suonavano, venti anni fa…Cè un legame tra le discriminazioni culturali e le discriminazioni semantiche. La lingua è il mezzo di trasmissione di una visione del mondo ed ha unimportanza socio-politica. Da qui la rilevanza dei linguaggi usati nei programmi televisivi e nella carta stampata. Sappiamo bene quanto questi linguaggi siano determinanti nella formazione del sesno comune e quanto influiscano sul costume e sul civismo. Barbara Pollastrini

67 Incertezza che aleggia sulluso del femminile, specialmente per quanto attiene alla vita pubblica (lavorativa e professionale). Ne sono un esempio i titoli dei giornali Dopo ministra e sindaca ecco maggiordoma (Il Corriere della Sera, ) Si dice ingegnera o signora ingegnere? (Il Corriere della Sera, ) Tanta fatica e poi ti chiamano dottora. Il vocabolario al femminile non piace a tutte (Il Corriere della Sera, ) Il giudice di Parmalat: siamo più brave (Il Corriere della Sera, ) Il marito dellassessore sarà presidente (la Repubblica, ) Il sindaco di Cosenza: aspetto un figlio! Il segretario DS: il padre sono io (La Repubblica, )

68 Il presidente ha gli occhi azzurri. Capita che, incontrandolo per strada, anche chi non è interessato alla sua disciplina si volti. Lo fanno più le donne degli uomini, in quanto ormai si voltano più loro per una bella donna che i maschi. Il presidente è stato votato da un terzo degli 8570 iscritti allordine degli architetti di Milano e adesso, con i suoi ricci neri e i suoi occhi mare datollo siede sorridendo dietro unimmensa scrivania. Ha un figlio, Nicola, e unamata nipote, Valentina, un marito lontano ma vicino con cui non vive insieme, ma si vede. Al presidente, che ha lavorato a lungo con Zanuso, piacciono i grandi spazi vuoti, ma soprattutto piace stare sul cantiere. Daniela Volpi, ragazza di 52 anni, è il nuovo presidente degli architetti (Lina Sotis, Il presidente ha gli occhi azzurri, in Il Corriere della Sera, )

69 ESEMPI La capitana Giannandré (Esercito) interviene: «Dire 'la' o 'il' non è importante: io sono 'il capitano', e in quanto tale rivesto un ruolo, svolgo determinati compiti e ho diritti e doveri. Se mi chiamo 'la capitana' la cosa non cambia (...) » Presidente Zanone: «Se la senatrice BM insistesse sulla questione sollevata, credo potremmo esaminare l'utilità di adottare un codice di linguaggio all'interno delle pubbliche amministrazioni per tenere conto delle differenze di genere. Non credo però si tratti di un punto cruciale per l'ordinamento delle Forze Armate».

70 DIMINUTIVI E ANTROPONIMI NELLA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE E POLITICA Non si permetta di mettere come bandiera alle sue parole quella sua faccina educata … la sua faccettina educata! Si tappi la bocca con un turacciolo, vergogna! Concitina! (Ignazio La Russa, SkyNews24, 28/10/2008) Nathalie, Natalì, China, Brenda, Brendona, Blenda Esempio: Il trans Josè Alexander Vidal Silva, 37 anni brasiliana, testimonia davanti al GIP. È indagato per droga (Corriere della sera online, 17/5/2010)

71 DONNA 1 FO essere umano adulto di sesso femminile: una d. giovane, vecchia, una bella d.; essere, diventare d., raggiungere la pubertà | con valore collettivo: i diritti della d., la condizione della d. 2 moglie, compagna, donna che si ama, spec. preceduto da agg.poss.: la mia, la tua d. 3 in funz. agg.inv., spec. con nomi di professione o cariche tradizionalmente maschili: sindaco d., medico d. | funziona da aggettivogeno, spec. davanti a nomi di professioni o cariche tradizionalmente maschili che non presentano un femminile regolare: d. sindaco, d. poliziotto, d. manager. 4 fam., colloq., donna di servizio: cercare, trovare una d.

72 DONNA 5a LE (signora, dama: le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, / le cortesie, l'audaci imprese io canto (Ariosto) | padrona: a li miei occhi apparve prima la gloriosa d. de la mia mente (Dante); anche fig.: ahi serva Italia, di dolore ostello, /... / non d. di provincie, ma bordello! (Dante). 5b LE (spec. con iniz. maiusc., come appellativo della Madonna: Donna se' tanto grande e tanto vali (Dante) | monaca, religiosa: essi lavorano nel monistero delle Donne di Faenza (Boccaccio). 6 CO titolo di riguardo anteposto al nome di nobildonne, mogli di alte personalità dello stato e sim. | RE merid., titolo anteposto a nome femminile, signora: d. Concetta; TS giochi, nelle carte da gioco francesi, la regina: la d. di cuori | negli scacchi, la regina (abbr. D).

73 UOMO 1a FO essere vivente altamente evoluto dotato della capacità di sviluppare il pensiero logico e il linguaggio articolato, la scelta morale e la distinzione tra il bene e il male | TS paleont., antrop. -> homo sapiens. 1b con valore collettivo, la specie umana: l'u. e la natura; i diritti dell'u.; l'u. medievale, l'u. moderno. 2a essere umano adulto di sesso maschile: un u. giovane, vecchio, un bell'u.; essere, diventare u., raggiungere la pubertà, l'età adulta, la maturità anche intellettuale morale | funziona da aggettivogeno: u. immagine, u. massa, u. rana. 2b persona indeterminata di sesso maschile: ha risposto un u. al telefono, è venuto un u. a cercarti.

74 UOMO 3 operaio, addetto a un particolare servizio; dipendente, incaricato: l'u. del gas, della luce. 4 marito, amante, convivente, spec. con agg.poss. o compl. di specificazione: vive con il suo u., l'u. di Claudia. 5a membro di una formazione militare, di un equipaggio: un reparto di cinquemila uomini | componente di una squadra sportiva maschile: gli uomini della nazionale italiana. 5b complice, affiliato: gli uomini della mafia. 6 in funzione di pron.pers. o di pron.dimostr., per indicare un individuo particolare di cui sono note le caratteristiche, le qualità, le abitudini ecc.: conosco l'u. di cui avete bisogno, è l'u. giusto per te | anche in funzione di pron.indef.: quando un u. arriva a questo punto, finisce per arrendersi. 7 LE in costrutti impersonali, e solo nella forma tronca om, uom uno, ognuno: ti farà piacere la mia città come ch'om la riprenda (Dante).

75 LINGUA E REALTÀ colo/lstp/454834/ È l'ora della sindaca e dell'architetta Secondo l'Accademia della Crusca, poiché l'italiano non ha genere neutro, è corretto concordare al femminile il nome di cariche pubbliche fino a ora coperte unicamente da maschi Il Comune di Firenze con l'Accademia della Crusca: "Cambiamo i documenti"

76 LE REGOLE IN ITALIANO – LE NORME Accordo referenziale verso accordo grammaticale Il giudice è uscito con lavvocato Il giudice è uscita con lavvocato La giudice è uscita con lavvocato Il giudice è uscito con lavvocata La giudice è uscita con lavvocata…

77 4 NORME DI BASE Evitare il maschile non marcato Uomo verso persona Evitare larticolo al femminile davanti al nome proprio La Fornero, Monti Accordare il genere degli aggettivi ai nomi in maggioranza Gli imputati, le giudici, le avvocate convocate Usare titoli professionali al femminile La giudice, la procuratrice, la cancelliera, la presidente Sostantivi epiceni: articolo NORMALE è CIO CHE NON SI DISCOSTA DALLA NORMA: ma la norma si adegua alle esigenze della realtà

78 DIFFERENZIARE I RUOLI CON LA LINGUA ? magistrato magistrata; avvocato avvocata; deputato deputata attore attrice; senatore senatrice. medico medica; sindaco sindaca. lallarme grammaticale con funzioni alte Non usare –essa, che mette in evidenza la stranezza dellespressione Non usare termini mimetici, «donna giudice»

79 PROPOSTE ITALIANE E EU Sabatini, A., (1987), Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana, Pres. Cons. dei Min. io_non_sessista.pdf Fioritto, A. (a cura di) (1997), Manuale di stile, strumenti per semplificare il linguaggio della pubblica amministrazione, Bologna, il Mulino ( 37-38) e_di_stile.pdf La neutralità di genere nel linguaggio usato al Parlamento europeo neutralitagenere.pdf Direttiva Alto Adige Cancelleria federale 0/05005/index.html?lang=it

80 QUALITÀ FISICHE Donna bella, giovane e prosperosa acqua e sapone (s.v acqua), al naturale, atomica (sost.), atomico/a (agg.), bambola, bambolina, bambolona (cui si affianca il verbo bamboleggiare), bella, bellona, ben equipaggiata e ben messo/a, biondona, bocciolo di rosa (s.v. bocciolo), bona, fica, figurina, gingillino, gnocca, granatiera, granito (cioè di donna, che ha forme prosperose), maggiorata, matrona, multipopputo/a, opulento/a, pastoso/a, piacevole, polpettona, pupa, pupattola, regina, rosa, semidea, siliconato/a, steatopigo, strafica, stuzzicante, stuzzichino, superdotata, superfiga, supermaggiorata, sventola, tettona, tipetto, tipino, tocco, valchiria, venere tascabile (s.v. tascabile)

81 QUALITÀ FISICHE Donna sofisticata principessa Donna brutta, grassa (o magra) e matura carnesecca, chitarrone, demonia, orchessa, palo, panciona, pialla, piallato, piatto, pulcellona, racchia, scapolona, scarpa vecchia (s.v. scarpa), senzamarito, sfiorito/a, smamellato/a, spampanarsi, strega, tardona, tartana, versiera, zitella, zitellona

82 QUALITÀ MORALI donna onesta (o presunta tale) casta Susanna (s.v. casta), santarellina, santessa, torre davorio donna timida (o presunta tale) monachella, monachina donna energica e autoritaria bersagliera, capitana, colonnella, gendarme, generalessa, marescialla, matronessa, soldatessa, virago donna pettegola e saccente avvocata, ciabattina, cicisbea, comare, filosofessa, pepia, portinaia, suocera, vesciaia

83 QUALITÀ MORALI donna capricciosa e frivola fantoccia, fraschetta, gergolina, madama, madame, salsicciona, smorfiosa, spuzzetta, testina donna disinvolta e spregiudicata esplosivo/a, fatale, maga, maliarda, mangiatrice di uomini, mano, nave scuola (cioè donna che inizia alle esperienze sessuali ragazzi più giovani), navigato/a, odalisca, ragazzaccia, ragazzaccio, sculetta, sgallettata, sgonnellona (cf. anche il verbo sgonnellare), vampira, vampiressa

84 QUALITÀ MORALI donna volgare e ignorante lavandaia, pescivendola donna trasgressiva o di dubbia moralità fante, landra, porca, porcona, troietta, troiona donna aggressiva e malvagia brigantessa, diavolessa, ramba, strega, versiera, zarina

85 lavori femminili (s.v. femminile) che allude ad un insieme di occupazioni tradizionalmente considerate tipiche della donna come il cucito e il ricamo portadote che designa ironicamente una donna in età da marito, fornita di dote (lemma di basso uso) pronuba che, tra le varie accezioni, indica la donna che si adopera nel combinare un matrimonio o nel favorire un rapporto amoroso sepolta viva (s.v. sepolta) che si attribuisce alla donna che non esce mai di casa trinunzia, ovvero la donna che si è sposata tre volte (lemma obsoleto)

86 Sinonimi di prostituta: adescatrice, baldracca, battona, bella di notte, buona donna, cocotte, donnaccia, donna da marciapiede, donna di malaffare, donna di strada, donna di vita, donna perduta, lucciola, mignotta, passeggiatrice, peripatetica, puttana (cui aggiungiamo i derivati puttanona e puttanone), ragazza squillo, squillo, troia, una di quelle e zoccola. Seguendo altri percorsi abbiamo rintracciato: accompagnatrice, bagascia, bagasciona, baldraccona, belle-de-jour, brescialda, bresciana, briffalda, poco di buono (s.v. buono), cagna, cortigiana, donna di facili costumi (ss.vv. costume e facile), entraîneuse, etera, falena, femmina da guadagno e femmina di mondo (s.v. femmina), femminarda, donna galante (anche s.v. galante), geisha, libera professionista (s.v. professionista), lupa, malafemmina, marchettara, meretrice, mina, musume, donna di partito (anche s.v. partito), peccatrice, pubblica peccatrice (s.v. peccatrice), putta, puttanella, ragazza di strada e ragazza di vita (s.v. ragazza), sacerdotessa, sgualdrina, sgualdrinella, signorina, vacca, Venere.

87 PROSTITUTO Parallelamente abbiamo svolto la stessa indagine per prostituto, ma la ricerca ha rimandato a un solo sinonimo, cioè gigolò (che a sua volta rinvia a mantenuto), ma cè da osservare che il prostituto è in realtà un uomo che esercita la prostituzione, spec. in pratiche omosessuali, come del resto anche il marchettaro. Abbiamo comunque approfondito la ricerca e abbiamo aggiunto puttano, ragazzo di strada e ragazzo di vita (s.v. ragazzo).

88 MOGLIE VS MARITO moglie: donna sposata, considerata rispetto al marito: Maria è la m. di Franco; essere marito e m., essere sposati; cercare, trovare m.; avere per m.; dividersi, separarsi dalla m.; prendere m., sposarsi; chiedere in m., avanzare formale richiesta di avere in sposa; promettere in m., sancire una promessa di matrimonio; ecc. marito: uomo sposato, considerato rispetto alla moglie: Franco è il m. di Maria, ha un m. gentilissimo; essere m. e moglie, essere sposati; cercare, trovare m.; dividersi, separarsi dal m.; prendere m., sposarsi; è in vacanza col m., con suo m.; ecc. s.v splendido: che si distingue per singolari qualità, capacità, virtù: un marito splendido s.v. micidiale: di qcn. che provoca infelicità, tormenti: è una donna m., guarda come tratta il marito. s.v. femmina: … una moglie estremamente femmina

89 PER RIFLETTERE… Un cortigiano - Una cortigiana Un massaggiatore - Una massaggiatrice Un professionista - Una professionista Un uomo di strada - Una donna di strada Un uomo del popolo - Una donna del popolo Un uomo senza morale - Una donna senza morale Un uomo pubblico - Una donna pubblica Un segretario particolare - Una segretaria particolare Un uomo facile - Una donna facile Un intrattenitore - Unintrattenitrice Un adescatore - Unadescatrice Un uomo disponibile - Una donna disponibile Un uomo sportivo - Una donna sportiva Un cubista - Una cubista Un uomo dalto bordo - Una donna dalto bordo Un tenutario - Una tenutaria Un passeggiatore - Una passeggiatrice

90 Un battistrada - Una battistrada Un uomo con un passato - Una donna con un passato Un maiale - Una maiala Un cane - Una cagna Un lupo - Una lupa Uno squillo - Una squillo Un maître - Una maîtresse Un uomo da poco - Una donna da poco Un uomo di vita - Una donna di vita Un uomo perduto - Una donna perduta Un uomo di mondo - Una donna di mondo Un mondano - Una mondana Un toro - Una vacca Un peripatetico - Una peripatetica Uno che batte - Una che batte Un uomo che batte la strada - Una donna che batte la strada Per continuare a riflettere…

91 PER CONTINUARE A RIFLETTERE… Uno steward - Una hostess Un uomo che ha un protettore - Una donna che ha un protettore Un accompagnatore - Una accompagnatrice Un uomo di malaffare - Una donna di malaffare Un mercenario - Una mercenaria Uno prezzolato - Una prezzolata Un buon uomo - Una buona donna Un uomo allegro - Una donna allegra Un rimorchiatore - Una rimorchiatrice Un escort - Una escort Un uomo-immagine - Una donna-immagine Un omaccio - Una donnaccia Un ometto - Una donnina Un gatto morto - Una gatta morta Un etero - Una etèra Un putto - Una putta Uno zoccolo - Una zoccola Un amichetto - Una amichetta Un uomo leggero - Una donna leggera

92 VARIETÀ GIOVANILI

93 LINGUA O GERGO? Legami con i gerghi storici: Alcuni termini Lidea di gruppo Lidea di «piazza» Tutte le estrazioni sociali, trasversale Finalità: Ludiche Rafforzamento della coesione del gruppo Contrapposizione ad altri gruppi (adulti)

94 CARATTERISTICHE Instabilità e transitorietà: alcuni elementi restano stabili, ma quelli lessicali variano Dimensione diatopica Riferimenti culturali (musica, internet) Varietà diafasica (molte varietà) Ristretta gamma di argomenti e domini

95 CARATTERISTICHE Abbreviazioni Alterazioni Suffissazioni Forme verbali in –arsela Disfemismi Usi figurativi Italiano colloquiale informale Dialetti Lingue straniere


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