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Il Caso Helen Keller e lincontro con Annie Sullivan: una storia educativa.

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Il Caso Helen Keller e lincontro con Annie Sullivan: una storia educativa.

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Presentazione sul tema: "Il Caso Helen Keller e lincontro con Annie Sullivan: una storia educativa."— Transcript della presentazione:

1 Il Caso Helen Keller e lincontro con Annie Sullivan: una storia educativa

2 1) La storia di Helen 2) La storia di Annie 3) Descrivere il contesto familiare e le dinamiche familiari 4) Helen, i deficit e le sue disabilità 5) Le potenzialità di Helen 6) Lapproccio pedagogico di Anne: metodi e strumenti

3 Helen Keller Pluriminorata: disabilità sensoriali diverse: deficit visivo, deficit uditivo e fonologico Pluriminorata: disabilità sensoriali diverse: deficit visivo, deficit uditivo e fonologico Helen viene lasciata a se stessa pure allinterno del contesto familiare: la famiglia tende a considerarla come irrecuperabile e le lascia fare tutto. Helen viene lasciata a se stessa pure allinterno del contesto familiare: la famiglia tende a considerarla come irrecuperabile e le lascia fare tutto. Helen è come abbandonata e anche rifiutata con il proprio deficit Helen è come abbandonata e anche rifiutata con il proprio deficit Helen sviluppa un enorme sentimento di onnipotenza (riflesso di un complesso dinferiorità e di assenza di volontà) Helen sviluppa un enorme sentimento di onnipotenza (riflesso di un complesso dinferiorità e di assenza di volontà) Helen dimostra un disturbo dell attenzione e non riesce a gestire e controllare le proprie frustrazioni Helen dimostra un disturbo dell attenzione e non riesce a gestire e controllare le proprie frustrazioni Non è il fatto di essere cieca e sordomuta che provoca il suo rifiuto di imparare ma è il contesto handicappante della famiglia che non fa nulla per creare le condizioni per una presa di coscienza di Helen attraverso la mediazione dellazione educativa Non è il fatto di essere cieca e sordomuta che provoca il suo rifiuto di imparare ma è il contesto handicappante della famiglia che non fa nulla per creare le condizioni per una presa di coscienza di Helen attraverso la mediazione dellazione educativa Il contesto sociale di Helen è quello di una famiglia ricca che si può permettere una educatrice privata Il contesto sociale di Helen è quello di una famiglia ricca che si può permettere una educatrice privata

4 Lapproccio pedagogico di Annie Sullivan Annie Sullivan era parzialmente cieca e recupera la quasi totalità della vista dopo diverse operazioni Annie Sullivan era parzialmente cieca e recupera la quasi totalità della vista dopo diverse operazioni Impara a comunicare nel linguaggio dei ciechi e anche dei sordi : parte da una rielaborazione della propria esperienza di vita Impara a comunicare nel linguaggio dei ciechi e anche dei sordi : parte da una rielaborazione della propria esperienza di vita Annie si pone da subito la questione di sapere come entrare in contatto con Helen: il nodo centrale è quello della comunicazione, delle sue modalità e dei mezzi adeguati per facilitarla Annie si pone da subito la questione di sapere come entrare in contatto con Helen: il nodo centrale è quello della comunicazione, delle sue modalità e dei mezzi adeguati per facilitarla Annie usa una serie di mediazioni e di mediatori/facilitatori della comunicazione: le vibrazioni provocate dalla valigia sulle scale allingresso della casa, la bambola, gli indumenti, il lasciarsi toccare il volto, il linguaggio dei gesti, il toccare gli oggetti di vita quotidiana, limparare a rispettare le regole di convivenza sociale in momenti significati della giornata (come il pranzo o la cena),il contatto corporeo e lesercizio dei sensi attraverso le percezioni provocate dallacqua, dallaria, dal cibo. Limparare a prendersi cura di sé ma anche degli altri esseri viventi(i piccioni, luovo e il pulcino, il cane), il ragazzino nero come compagno di gioco Annie usa una serie di mediazioni e di mediatori/facilitatori della comunicazione: le vibrazioni provocate dalla valigia sulle scale allingresso della casa, la bambola, gli indumenti, il lasciarsi toccare il volto, il linguaggio dei gesti, il toccare gli oggetti di vita quotidiana, limparare a rispettare le regole di convivenza sociale in momenti significati della giornata (come il pranzo o la cena),il contatto corporeo e lesercizio dei sensi attraverso le percezioni provocate dallacqua, dallaria, dal cibo. Limparare a prendersi cura di sé ma anche degli altri esseri viventi(i piccioni, luovo e il pulcino, il cane), il ragazzino nero come compagno di gioco Esercizi motori per coordinare i movimenti, orientarsi anche nello spazio, Esercizi motori per coordinare i movimenti, orientarsi anche nello spazio, Annie osserva, ascolta e tenta di comprendere; va per tentativi Annie osserva, ascolta e tenta di comprendere; va per tentativi

5 Non esiste un metodo unico e limportanza della relazione Dallesperienza pratica di Annie si può dire che non esiste un metodo unico ma luso e lintegrazione di più metodi Dallesperienza pratica di Annie si può dire che non esiste un metodo unico ma luso e lintegrazione di più metodi La relazione è fondamentale: solo una relazione autenticamente affettiva e significativa crea le motivazioni e il contatto che permette lincontro La relazione è fondamentale: solo una relazione autenticamente affettiva e significativa crea le motivazioni e il contatto che permette lincontro Senza lincontro non vi è insegnamento e apprendimento possibile Senza lincontro non vi è insegnamento e apprendimento possibile Annie deve fare i conti con le resistenze di Helen: è propria la resistenza di questultima che spinge Annie ad innovare e ad inventare i metodi Annie deve fare i conti con le resistenze di Helen: è propria la resistenza di questultima che spinge Annie ad innovare e ad inventare i metodi La relazione educativa come relazione di aiuto: il contenimento; lessere insieme coinvolta e distante La relazione educativa come relazione di aiuto: il contenimento; lessere insieme coinvolta e distante Annie scrive un diario di bordo dei suoi vissuti e di quello che fa nellesperienza educativa con Helen (un processo auto-valutativo) Annie scrive un diario di bordo dei suoi vissuti e di quello che fa nellesperienza educativa con Helen (un processo auto-valutativo) Annie insiste molto sullimportanza dellacquisizione della comprensione, dellassociazione tra oggetti, segni e parole. Vuole insegnare a Helen la parola: la parola struttura il linguaggio interiore e funziona come un attrezzo mentale che permette di organizzare le emozioni, controllare le pulsioni e dare un significato ai propri vissuti. Annie insiste molto sullimportanza dellacquisizione della comprensione, dellassociazione tra oggetti, segni e parole. Vuole insegnare a Helen la parola: la parola struttura il linguaggio interiore e funziona come un attrezzo mentale che permette di organizzare le emozioni, controllare le pulsioni e dare un significato ai propri vissuti. Annie vuol portare Helen ad un minimo di auto-consapevolezza Annie vuol portare Helen ad un minimo di auto-consapevolezza

6 Metodi e strumenti usati da Annie Sullivan Lapproccio pedagogico di Annie Sullivan si rifà alle pedagogie attive che fanno del soggetto che apprende lattore del proprio processo di apprendimento Lapproccio pedagogico di Annie Sullivan si rifà alle pedagogie attive che fanno del soggetto che apprende lattore del proprio processo di apprendimento In quel periodo negli Stati Univi si sviluppa la pedagogia pragmatica ed attiva di John Dewey (filosofo e pedagogo) che sostiene che il processo educativo è anzitutto un processo comunicativo e in quanto tale lo spazio della relazione educativa funziona come uno spazio transazionale dove avviene uno scambio costante tra educatore ed educando; una negoziazione permanente dei termini della relazione. In quel periodo negli Stati Univi si sviluppa la pedagogia pragmatica ed attiva di John Dewey (filosofo e pedagogo) che sostiene che il processo educativo è anzitutto un processo comunicativo e in quanto tale lo spazio della relazione educativa funziona come uno spazio transazionale dove avviene uno scambio costante tra educatore ed educando; una negoziazione permanente dei termini della relazione. Annie Sullivan condivide quello approccio e condivide anche la teoria pedagogica delle motivazioni che è alla base di questo modo di concepire il processo educativo: per motivare lalunno ad apprendere e superare le sue resistenze occorre partire dal suo linguaggio, dai suoi interessi. Solo così lalunno simpegnerà e farà uno sforzo per imparare poiché limparare richiede sforzo e volontà(concentrazione) Annie Sullivan condivide quello approccio e condivide anche la teoria pedagogica delle motivazioni che è alla base di questo modo di concepire il processo educativo: per motivare lalunno ad apprendere e superare le sue resistenze occorre partire dal suo linguaggio, dai suoi interessi. Solo così lalunno simpegnerà e farà uno sforzo per imparare poiché limparare richiede sforzo e volontà(concentrazione)

7 Lo spazio educativo e riabilitativo come spazio transizionale Annie Sullivan attraverso lorganizzazione dello spazio e della relazione crea quello che possiamo chiamare uno spazio transizionale utilizzando il concetto elaborato da Donald Winnicott per definire oggetti e spazi (holding, contenitori) che funzionano come sostituti affettivi della figura materna. Annie usa de mediatori (oggetti) e delle mediazioni (spazio e linguaggi) per creare le condizioni psicologiche affettive di una rielaborazione positiva dellesperienza che permette di apprendere e cresce

8 Metodi specifici Per creare effettivamente le condizioni per produrre motivazioni in Helen occorre usare alcuni percorsi indiretti, alcune mediazioni specifiche Per creare effettivamente le condizioni per produrre motivazioni in Helen occorre usare alcuni percorsi indiretti, alcune mediazioni specifiche Annie usa diversi metodi e strumenti per favorire la comunicazione e gli apprendimenti: il metodo Tadoma, il metodo Malossi, la dattilologia Annie usa diversi metodi e strumenti per favorire la comunicazione e gli apprendimenti: il metodo Tadoma, il metodo Malossi, la dattilologia

9 Metodo Tadoma Il metodo di comunicazione Tadoma è costituito dal riconoscimento dei suoni vocali appoggiando il pollice sulle labbra ed il palmo della mano sulle guance di chi parla. Il metodo di comunicazione Tadoma è costituito dal riconoscimento dei suoni vocali appoggiando il pollice sulle labbra ed il palmo della mano sulle guance di chi parla. Infatti la posizione della bocca e delle labbra cambia ed è caratteristica per ogni suono che emettiamo: sono proprio queste diverse posizioni che si possono imparare a distinguere al tatto. Questo metodo è utilizzato prevalentemente per insegnare ai bambini a riconoscere il movimento delle labbra e quindi per imparare a parlare. Infatti la posizione della bocca e delle labbra cambia ed è caratteristica per ogni suono che emettiamo: sono proprio queste diverse posizioni che si possono imparare a distinguere al tatto. Questo metodo è utilizzato prevalentemente per insegnare ai bambini a riconoscere il movimento delle labbra e quindi per imparare a parlare.

10 Metodo Malossi Proposto dai maestri napoletani Artusio e Aurelio Colucci, esso è localizzato su aree anatomiche della mano ben definite: sulle tre falangi delle dita, sullarticolazione delle dita dalla mano e al vertice delle dita. Per esempio sullindice della mano sinistra della prima falange abbiamo la lettera V, nella seconda falange abbiamo G, nella terza B e in cima Q. Le lettere vanno pizzicate e in questo modo il sordo e cieco ne assocerà il significato Colpisce vedere la velocità con cui due persone sordo-cieche possono comunicare tra loro con il Malossi. Questo metodo è utilizzato generalmente dalle persone che hanno appreso la lettura e la scrittura prima di diventare sordo-cieche. Inoltre, si presta bene anche alla comunicazione con le persone che vedono e sentono normalmente che, anche se non lo conoscono in dettaglio, lo possono praticare facilmente utilizzando un guanto che riporta le lettere

11 LIS Lingua italiana dei segni Lingua italiana dei segni

12 Linguaggio dei segni,dattilologia e italiano segnato LIS: la lingua italiana dei segni è una vera lingua con un proprio sistema di regole complesse, strutture grammaticali e sintattiche(usato dalle persone non vedenti per comunicare tra di loro) LIS: la lingua italiana dei segni è una vera lingua con un proprio sistema di regole complesse, strutture grammaticali e sintattiche(usato dalle persone non vedenti per comunicare tra di loro) La dattilologia non è la LIS è soltanto lalfabeto manuale che si usa per riferirsi a nomi propri e a parole straniere o sconosciute La dattilologia non è la LIS è soltanto lalfabeto manuale che si usa per riferirsi a nomi propri e a parole straniere o sconosciute Litaliano segnato: è un sistema gestuale in grado di seguire parola per parola la lingua vocale; è solo un supporto gestuale allinterno di un modello riabilitativo(usato dai vedenti per comunicare con i non vedenti) Litaliano segnato: è un sistema gestuale in grado di seguire parola per parola la lingua vocale; è solo un supporto gestuale allinterno di un modello riabilitativo(usato dai vedenti per comunicare con i non vedenti)

13 Metodo Braille Metodo inventato da Louis Braille, egli stesso cieco, alla fine dellottocento Metodo inventato da Louis Braille, egli stesso cieco, alla fine dellottocento Un sistema di scrittura e lettura: sei punti a rilievo, a la loro combinazione corrisponde alle lettere dellalfabeto. Un sistema di scrittura e lettura: sei punti a rilievo, a la loro combinazione corrisponde alle lettere dellalfabeto. Braille ha esteso il suo metodo alla matematica e alla musica Braille ha esteso il suo metodo alla matematica e alla musica Oggi le tastiere dei computers con la scrittura Braille sono composte da 8 punti Oggi le tastiere dei computers con la scrittura Braille sono composte da 8 punti

14 Helen Keller: intellettuale, scrittrice e militante Quando limpossibile diventa possibile

15 Helen Keller: una storia( ) Le ragioni del cuore e dellumanità - A 19 mesi in seguito ad una scarlattina diventa cieca e sorda - Nel 1894 Helen va a New -York dove frequenta il liceo, siscrive al Radcliff College e si laurea in giurisprudenza : The story of my life(autobiografia) - Simpegna a favore del diritto delle persone disabili, sostiene le suffragette e il movimento pacifista, diventa membro del partito socialista :Light in my darkness - Rapporti con Charlie Chaplin e Mark Twain(le Avventure di Tom Sawyer) - American Foundation for the Blind

16 Anne Sullivan: incontro e educabilità Educare e educarsi Credere nella leducazione come pratica della libertà

17 Lev Vygostky e la pedagogia delle mediazioni Una concezione complessa, dinamica e dialettica dello sviluppo della persona come processo bio–psico–sociale, con una dimensione storico–culturale fondamentale per comprenderlo; Una concezione complessa, dinamica e dialettica dello sviluppo della persona come processo bio–psico–sociale, con una dimensione storico–culturale fondamentale per comprenderlo; Il deficit come sviluppo altro, originale e produttore di meccanismi creativi di compensazione; Il deficit come sviluppo altro, originale e produttore di meccanismi creativi di compensazione; Limportanza delle mediazioni nel processo educativo e riabilitativo. Lazione educativa rivolta al soggetto con deficit prende delle strade indirette e non lineari; mediazioni e mediatori servono a potenziare la zona di sviluppo prossimale e quindi il grado di autonomie; Limportanza delle mediazioni nel processo educativo e riabilitativo. Lazione educativa rivolta al soggetto con deficit prende delle strade indirette e non lineari; mediazioni e mediatori servono a potenziare la zona di sviluppo prossimale e quindi il grado di autonomie; Linsufficienza della volontà come ostacolo allo sviluppo delle potenzialità del bambino con deficit; insufficienza dovuta allintroiezione delle barriere sociali incontrate e limportanza delleducazione di questa capacità come base dellautonomia possibile; Linsufficienza della volontà come ostacolo allo sviluppo delle potenzialità del bambino con deficit; insufficienza dovuta allintroiezione delle barriere sociali incontrate e limportanza delleducazione di questa capacità come base dellautonomia possibile; Leducazione alla socialità attraverso il vivere con gli altri nella comunità e lattività lavorativa; questultimo è uno strumento importante di apprendimento e dinclusione sociale. Leducazione alla socialità attraverso il vivere con gli altri nella comunità e lattività lavorativa; questultimo è uno strumento importante di apprendimento e dinclusione sociale. Per Vygostky non c'è nessuna differenza sostanziale tra il bambino normale e quello anormale: «Entrambi sono persone, entrambi sono bambini, in entrambi lo sviluppo si svolge secondo la medesima legge. La differenza consiste nel modo in cui si svolge lo sviluppo». Per Vygostky non c'è nessuna differenza sostanziale tra il bambino normale e quello anormale: «Entrambi sono persone, entrambi sono bambini, in entrambi lo sviluppo si svolge secondo la medesima legge. La differenza consiste nel modo in cui si svolge lo sviluppo».

18 Quale intelligenza? Vygotsky (come Henri Wallon e Decroly) mette in discussione la definizione dintelligenza data dalla scienza del suo tempo Critica limpostazione di Binet e Simon sulla misurazione del Q.I: è possibile usare gli stessi criteri di valutazione per bambini con un deficit intellettivo o una disabilità psico-motoria? Il lavoro antropologico di Vygostky: sperimentazione e ricerca sul linguaggio, le sue forme e lapprendimento (con il neurolinguista A.Lurija)

19 Deficit, sviluppo altro e meccanismi di compensazione - Vygostky afferma che la legge della compensazione è la legge della vita psichica: «linsufficienza di una capacità è compensata completamente o parzialmente dal maggiore sviluppo di unaltra; ogni deficit crea degli stimoli alla produzione di una compensazione». - Quando è presente un deficit (cecità, sordità, ritardo mentale dovuto ad una paralisi cerebrale) dà vita «a forme di sviluppo creative, infinitamente varie, a volte estremamente originali, come non se ne osservano nello sviluppo tipico dal bambino normale». Secondo questo approccio dinamico «dalla debolezza nasce la forza, dallinsufficienza la capacità»

20 Percorsi indiretti Il caso dei bambini con ritardo mentale: Nello sviluppo dei bambini mentalmente ritardati, come nello sviluppo di ogni bambino aggravato da un deficit, esistono dei processi che sono originati dal fatto che lorganismo e la personalità del bambino reagiscono alle difficoltà che incontrano, reagiscono alla propria insufficienza e nel processo di sviluppo, nel processo di adattamento attivo allambiente, essi elaborano una serie di funzioni, grazie alle quali compensano, correggono e sostituiscono le insufficienze. Noi osserviamo il fatto che il bambino scontrandosi con le difficoltà, è costretto a seguire un cammino tortuoso per superarle. Noi osserviamo che dal processo dinterazione del bambino si crea una situazione che spinge il bambino verso la compensazione. Il destino dei processi compensatori e dei processi di sviluppo, nellinsieme dipende non solo dal carattere e dalla gravità del deficit, ma anche dalla sua realtà sociale cioè dalle difficoltà alle quali porta il deficit dal punto di vista della posizione sociale del bambino. Nello sviluppo dei bambini mentalmente ritardati, come nello sviluppo di ogni bambino aggravato da un deficit, esistono dei processi che sono originati dal fatto che lorganismo e la personalità del bambino reagiscono alle difficoltà che incontrano, reagiscono alla propria insufficienza e nel processo di sviluppo, nel processo di adattamento attivo allambiente, essi elaborano una serie di funzioni, grazie alle quali compensano, correggono e sostituiscono le insufficienze. Noi osserviamo il fatto che il bambino scontrandosi con le difficoltà, è costretto a seguire un cammino tortuoso per superarle. Noi osserviamo che dal processo dinterazione del bambino si crea una situazione che spinge il bambino verso la compensazione. Il destino dei processi compensatori e dei processi di sviluppo, nellinsieme dipende non solo dal carattere e dalla gravità del deficit, ma anche dalla sua realtà sociale cioè dalle difficoltà alle quali porta il deficit dal punto di vista della posizione sociale del bambino.

21 La pedagogia speciale e la questione delle mediazioni Per Vygotsky la parola chiave della sua concezione psico- pedagogica è la parola mediazione, un concetto chiave che accompagna quello di compensazione e che sta ad indicare lintervento socio– educativo e luso di mediatori per favorire gli apprendimenti del bambino con deficit. Secondo lui «in fin dei conti non è il deficit in sé a determinare il destino della personalità, ma le sue conseguenze sociali, la sua realizzazione socio–psicologica». la pedagogia speciale è parte integrante della pedagogia generale, la arricchisce, non è una pedagogia deficitaria cioè una pedagogia con il segno meno, anzi si tratta di una pedagogia che si preoccupa di educare la persona come totalità e non la cecità e la sordità; ricorda che avere un deficit è una cosa, essere deficitario è unaltra cosa. Il deficit (la cecità, la sordità, la paralisi cerebrale) non può essere eliminato; leducazione deve fare i conti con il deficit, ne deve tener conto, per evitare che il bambino non diventi, appunto, deficitario cioè incapace di attivare tutte le sue potenzialità, di rafforzare, consolidare e sviluppare tutti i meccanismi di compensazioni per favorire lacquisizione di una grande varietà di competenze personali e sociali. la pedagogia speciale è parte integrante della pedagogia generale, la arricchisce, non è una pedagogia deficitaria cioè una pedagogia con il segno meno, anzi si tratta di una pedagogia che si preoccupa di educare la persona come totalità e non la cecità e la sordità; ricorda che avere un deficit è una cosa, essere deficitario è unaltra cosa. Il deficit (la cecità, la sordità, la paralisi cerebrale) non può essere eliminato; leducazione deve fare i conti con il deficit, ne deve tener conto, per evitare che il bambino non diventi, appunto, deficitario cioè incapace di attivare tutte le sue potenzialità, di rafforzare, consolidare e sviluppare tutti i meccanismi di compensazioni per favorire lacquisizione di una grande varietà di competenze personali e sociali.

22 Educazione speciale non vuol dire creare separazione «Noi non neghiamo la necessità delleducazione speciale e dellistruzione dei bambini deficitari. Al contrario, affermiamo che insegnare a leggere ai ciechi e parlare ai sordomuti richiede una tecnica pedagogica speciale, speciali procedimenti e metodi (…). Tuttavia non dobbiamo dimenticare anche che bisogna educare prima di tutto il bambino e non il cieco».

23 Un progetto educativo per lintegrazione Per questa ragione diventa importante ricostruire il processo biografico che significa raccontare la storia del suo sviluppo indicando: Per questa ragione diventa importante ricostruire il processo biografico che significa raccontare la storia del suo sviluppo indicando: la linea fondamentale del potenziale del soggetto la linea fondamentale del potenziale del soggetto la linea conduttrice della sua vita la linea conduttrice della sua vita i fotogrammi del film della sua esistenza i fotogrammi del film della sua esistenza la traiettoria complessa e dinamica della sua storia. Sul piano educativo «non ci si può basare su quello che manca in un certo bambino, su quello che in lui non si manifesta, ma bisogna avere una sia pure vaga idea di quello che possiede, di quello che è» la traiettoria complessa e dinamica della sua storia. Sul piano educativo «non ci si può basare su quello che manca in un certo bambino, su quello che in lui non si manifesta, ma bisogna avere una sia pure vaga idea di quello che possiede, di quello che è» fare molta attenzione allambiente sociale e allinterazione tra il soggetto con deficit e il suo mondo vitale anche perché: «La cecità, per esempio, non è psicologicamente uguale nei diversi ambienti sociali. La cecità per la figlia dellagricoltore americano, per il figlio del latifondista ucraino, per la duchessa tedesca, per il contadino russo, per il proletario svedese sono realtà psicologiche completamente diverse. Psicologicamente la cecità non rappresenta in sé un ostacolo alla vita spirituale» fare molta attenzione allambiente sociale e allinterazione tra il soggetto con deficit e il suo mondo vitale anche perché: «La cecità, per esempio, non è psicologicamente uguale nei diversi ambienti sociali. La cecità per la figlia dellagricoltore americano, per il figlio del latifondista ucraino, per la duchessa tedesca, per il contadino russo, per il proletario svedese sono realtà psicologiche completamente diverse. Psicologicamente la cecità non rappresenta in sé un ostacolo alla vita spirituale» che il bambino con deficit ricorre a percorsi indiretti per apprendere e quando sul percorso diretto viene ostacolato; «quando le necessità di adattamento che si presentano al bambino sorpassano le sue possibilità, quando la reazione naturale non gli basta a far fronte al compito che gli si pone». che il bambino con deficit ricorre a percorsi indiretti per apprendere e quando sul percorso diretto viene ostacolato; «quando le necessità di adattamento che si presentano al bambino sorpassano le sue possibilità, quando la reazione naturale non gli basta a far fronte al compito che gli si pone».

24 Limportanza delle mediazioni e della zona di sviluppo prossimale Lapprendimento deve essere congruente con il livello di sviluppo del bambino: vi è una relazione tra un dato livello di sviluppo e la capacità potenziale di apprendimento. Lapprendimento deve essere congruente con il livello di sviluppo del bambino: vi è una relazione tra un dato livello di sviluppo e la capacità potenziale di apprendimento. Il processo complessivo di sviluppo del soggetto con deficit è collegato alle capacità potenziali di apprendimento che vanno sostenute. Secondo Vygotsky esistono due livelli: Il processo complessivo di sviluppo del soggetto con deficit è collegato alle capacità potenziali di apprendimento che vanno sostenute. Secondo Vygotsky esistono due livelli: 1) il livello di sviluppo effettivo e naturale del bambino con deficit, quello delle funzioni senso–motorio e psico–intellettive raggiunte come risultato di un processo già compiuto; 2) la zona di sviluppo prossimale: il livello raggiungibile con il sostegno e laccompagnamento delladulto o delleducatore, cioè con le mediazioni della didattica speciale (ausili e sostegni diversi); «La differenza tra il livello dei compiti eseguibili con laiuto degli adulti e il livello dei compiti che possono essere svolti con una attività indipendente, definisce larea di sviluppo prossimale del bambino».

25 Leducazione della volontà e l'educazione sociale per l'inclusione nella società Per Vygostky «bisogna impedire al senso dinferiorità di svilupparsi, di assoggettare il bambino e di condurlo a forme patologiche di compensazione»; forme patologiche di compensazione che diventano disturbi psichici e degli apprendimenti. Per Vygostky «bisogna impedire al senso dinferiorità di svilupparsi, di assoggettare il bambino e di condurlo a forme patologiche di compensazione»; forme patologiche di compensazione che diventano disturbi psichici e degli apprendimenti. Lassenza di volontà nel realizzare quello che può fare e liper–valutazione di sé pensando di poter fare tutto come se non ci fosse il deficit sono le due facce di una compensazione fittizia che riflette anche una reazione soggettiva allo scarso apprezzamento dellambiente nei suoi confronti. Lassenza di volontà nel realizzare quello che può fare e liper–valutazione di sé pensando di poter fare tutto come se non ci fosse il deficit sono le due facce di una compensazione fittizia che riflette anche una reazione soggettiva allo scarso apprezzamento dellambiente nei suoi confronti.

26 Il compito delleducatore Il compito delleducatore consiste nellinserire il bambino con deficit nella vita sociale, nel creare per il bambino, ma anche per lambiente dove vive, la comprensione del proprio deficit. Si tratta, con le mediazioni dellazione educativa, di ripristinare il legame sociale con la vita che è stato interrotto; creare le compensazioni sociali che rompono lisolamento e favoriscono lesperienza di sé nel rapporto con laltro.

27 Cosa fare per favorire lintegrazione? combinare educazione speciale e generale, combinare educazione speciale e generale, abbattere le mura di tutte le scuole speciali ed aprirle alla vita sociale abbattere le mura di tutte le scuole speciali ed aprirle alla vita sociale svolgere il più possibile attività integrate con bambini normali svolgere il più possibile attività integrate con bambini normali entrare a pieno nella vita per esercitare tutti i sensi e le attività motorie nel mondo reale entrare a pieno nella vita per esercitare tutti i sensi e le attività motorie nel mondo reale offrire molte occasioni di comunicare e partecipare alla vita sociale e lavorativa. offrire molte occasioni di comunicare e partecipare alla vita sociale e lavorativa. offrire la possibilità di viversi in ruoli diversi e situazioni diverse offrire la possibilità di viversi in ruoli diversi e situazioni diverse

28 Un esempio Una lettera scritta con i caratteri Braille può essere capita soltanto dal cieco e, in questo modo, non serve per un rapporto allargato tra ciechi e vedenti, ma per il mondo ristretto e chiuso dei ciechi. Invece proprio tutte le nostre aspirazioni devono essere rivolte a far uscire la sua esperienza dagli stretti confini del suo difetto e a collegarla, nel modo più possibilmente ampio e intenso, con lesperienza sociale dellumanità. Ecco perché, dal punto di vista psicologico, è necessario porre lesigenza di una possibile riduzione del periodo di insegnamento speciale per i ciechi e un loro inserimento quanto più precoce nelle scuole comuni, medie e superiori. Lisolamento dei ciechi in scuole speciali non può dare buoni risultati, poiché nel far ciò, tutto il lavoro educativo fissa lattenzione degli alunni sulla loro cecità invece di dare ad essa unaltra direzione. Si rafforza la psicologia del separatismo proprio dei ciechi restringendoli in un microcosmo stretto e soffocante. (Psicologia pedagogica) Una lettera scritta con i caratteri Braille può essere capita soltanto dal cieco e, in questo modo, non serve per un rapporto allargato tra ciechi e vedenti, ma per il mondo ristretto e chiuso dei ciechi. Invece proprio tutte le nostre aspirazioni devono essere rivolte a far uscire la sua esperienza dagli stretti confini del suo difetto e a collegarla, nel modo più possibilmente ampio e intenso, con lesperienza sociale dellumanità. Ecco perché, dal punto di vista psicologico, è necessario porre lesigenza di una possibile riduzione del periodo di insegnamento speciale per i ciechi e un loro inserimento quanto più precoce nelle scuole comuni, medie e superiori. Lisolamento dei ciechi in scuole speciali non può dare buoni risultati, poiché nel far ciò, tutto il lavoro educativo fissa lattenzione degli alunni sulla loro cecità invece di dare ad essa unaltra direzione. Si rafforza la psicologia del separatismo proprio dei ciechi restringendoli in un microcosmo stretto e soffocante. (Psicologia pedagogica) Secondo Vygostky loperatore pedagogico ha due compiti principali: 1) losservazione e lo studio specifico di tutte le caratteristiche particolari di ogni singolo bambino 2) ladattamento individuale di tutti i metodi educativi e dellinterazione dellambiente sociale a ognuno di essi, perché «fare di ogni erba un fascio è lerrore più grande della pedagogia e la sua premessa fondamentale esige necessariamente lindividualizzazione. Una definizione cosciente e precisa degli scopi individuali delleducazione per ogni alunno».

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