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. STRATEGIE DI AZIONE IN TEMA DI ACQUISTI SOSTENIBILI.

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Presentazione sul tema: ". STRATEGIE DI AZIONE IN TEMA DI ACQUISTI SOSTENIBILI."— Transcript della presentazione:

1 . STRATEGIE DI AZIONE IN TEMA DI ACQUISTI SOSTENIBILI

2 Il PCN IN ITALIA 2 IMPOSTAREGESTIRE DECIDERE Membri del Comitato: Istituzioni: MiSE, Esteri, Ambiente, Economia e Finanze, Lavoro, Giustizia, Politiche Agricole, Salute Conferenza Stato-Regioni, Unioncamere Sindacati: CGIL, CISL, UIL Associazioni: Confindustria, ABI, CNA-Confartigianato, CNUC Comitato PCN* Segretariato PCN Direttore Generale D.G.P.I.C.PMI

3 ATTIVITA’ DEL PCN Divulgare le Linee Guida secondo un approccio declinato per tipologia di stakeholder, territorio e filiera produttiva: informare, promuovere, sensibilizzare, fornire strumenti alle imprese (con particolare attenzione al tema della due diligence nella catena di fornitura globale delle PMI) ) Coordinare la propria azione con le attività in materia di condotta d’impresa responsabile in ambito nazionale e internazionale creando e consolidando sinergie tra il MiSE-PCN ed altre istituzioni (internazionali, europee e nazionali) L’attività del PCN anche nei Paesi non aderenti all’OCSE (outreach) Migliorare costantemente l’efficacia della comunicazione del PCN: sito web, newsletter, prodotti informativi, presenza ai tavoli di discussione e approfondimento sulla RSI Gestire in maniera efficace il meccanismo delle istanze

4 Occupazione e relazioni industriali Ambiente Consumatori Scienza e tecnologia ConcorrenzaFiscalità Diritti UmaniConcetti e principi Orientamenti di policy Trasparenza Lotta alla corruzione LE LINEE GUIDA OCSE: CONTENUTI Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani Convenzioni ILO Temi non coperti da altri strumenti di RSI

5 TEMI  Lo scenario normativo in evoluzione  La strategia europea (cenni)  Il recepimento delle nuove Direttive Appalti  Il procurement pubblico in Italia (alcuni dati)  Le azioni messe in campo dal Mise-PCN OCSE  I «criteri reputazionali»: focus  Gli appalti sostenibili in alcuni Paesi UE  Quali sfide per i contraenti?

6 SCENARIO NORMATIVO IN EVOLUZIONE Le nuove Direttive europee 6 Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163) e le novità della legge 11 agosto 2014 n. 114 le varianti in corso d’opera devono essere trasmesse, unitamente al progetto esecutivo all’ANAC entro 30 giorni dall’approvazione da parte della stazione appaltante per le valutazioni di competenza; controllo dei requisiti solo per il vincitore; cancellata la norma che prevedeva la determinazione del prezzo più basso al netto delle spese relative al costo del personale; l’appaltatore non dovrà più rispondere in solido con il subappaltatore cioè viene soppressa la cd. Responsabilità fiscale dell’appaltatore. sopressione dell’AVCP che viene inglobata nell’ANAC. Direttiva n. 2014/23/UE (c.d. Direttiva Concessioni) Direttiva n. 2014/24/UE (c.d. Direttiva Appalti); Direttiva n. 2014/25/UE (c.d. Direttiva Utilities); La disciplina vigente

7 LA STRATEGIA EUROPEA Socially Responsible Public Prourement  ovvero la scelta della amministrazioni di effettuare operazioni di acquisto non strettamente incentrate solo sui requisiti economici, ma anche dando un peso rilevante all’impatto sociale del contratto Green Public Procurement  affinché mediante gli appalti si realizzi la promozione e lo sviluppo sostenibile del territorio. Già nel Trattato dell’Unione Europea è sancito che “ L'Unione… si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.” (art. 3, par. 3). Ogni anno, oltre amministrazioni pubbliche dell'UE spendono circa il 18% del PIL per acquisti di servizi, lavori o forniture. Con più di 500 milioni di consumatori, il mercato unico europeo rimane la più potente leva di crescita nell’ UE ( tenders/rules-procedures/index_it.htm ) tenders/rules-procedures/index_it.htm

8 LA STRATEGIA EUROPEA La sostenibilità intesa in senso ampio: I criteri sociali sono tesi a promuovere l’applicazione, lungo tutta la catena di fornitura, degli standard sociali inerenti ai diritti umani e alle condizioni di lavoro, riconosciuti a livello internazionale nonché definiti dalle otto Convenzioni fondamentali dell’ILO. Principi Guida su imprese e diritti umani Dovere degli Stati di garantire la protezione dei diritti umani (state duty to protect) La responsabilità delle imprese di rispettare i diritti umani (corporate responsability to respect) La necessità di assicurare alle vittime degli abusi imprenditoriali l’accesso ad efficaci misure di rimedio (right to effective remedy) SOCIALLY RESPONSIBLE PUBLIC PROUREMENT Specifiche ambientali (CAM) Criteri sociali La PA può premiare le imprese che s’impegnano formalmente ad eseguire l’appalto, ad es.: certificando l’adempimento dei diritti fondamentali dei lavoratori, rispettando più alti standard sociali sia nei confronti dei lavoratori sia dei fornitori (catena di fornitura) e degli altri soggetti portatori d’interessi.

9 LA STRATEGIA EUROPEA Obiettivo politico strategico Rendere la disciplina dei contratti pubblici più funzionale al perseguimento della Strategia Europa 2020 volta a favorire la crescita sostenibile, l’occupazione e l’inclusione sociale in base al presupposto per cui: gli appalti pubblici svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito di tale Strategia ( Cfr. Considerando 2 della Direttiva appalti; Considerando 3 della Direttiva concessioni e Considerando 4 della Direttiva settori speciali). Garantendo contemporaneamente un uso più efficiente dei finanziamenti pubblici. Perché le nuove Direttive?

10 LA STRATEGIA EUROPEA «Europa 2020» La Commissione ha inteso predisporre un piano che consenta, attraverso un’azione combinata di diverse politiche e l’intervento di tutti gli Stati membri, di uscire dalla crisi che l’Europa sta attraversando e di trasformare l’Unione in un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva, caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. intelligente ► attraverso lo sviluppo delle conoscenze e dell'innovazione; sostenibile ► basata su un'economia più verde, più efficiente nella gestione delle risorse e più competitiva; inclusiva ► volta a promuovere l'occupazione, la coesione sociale e territoriale …. tra cui l'obiettivo del 75 % di persone occupate l

11 LA STRATEGIA EUROPEA LA STRATEGIA EUROPEA LE NUOVE DIRETTIVE 11 Semplificazione nelle procedure Nuovo impulso all’utilizzo delle comunicazioni elettroniche che dovranno costituire la regola (es. strumenti elettronici di trasmissione e ricezione delle offerte) Norme comuni in materia di contratti di concessione Per la prima volta una direttiva è dedicata allo strumento concessorio Valorizzazione delle piccole e medie imprese Documento unico europeo di gara (DGUE) contenente le informazioni inerenti all’ azienda e l’autocertificazione necessaria per la partecipazione alle gare; Suddivisione dei contratti in lotti prevedendo anche la possibilità del pagamento diretto dei subappaltatori. Negoziazione e dialogo tra PA e imprese Aumentano le possibilità di negoziazione ad esempio con i «partenariati per l’innovazione» che consentono alle PA di indire bandi di gara per la risoluzione di un problema specifico. Incentivazione all’aggregazione della domanda Per ottenere risparmi attraverso prezzi e costi di transazione più bassi e per rendere più efficiente il processo di approvvigionamento nonché per una maggiore professionalità nella gestione degli appalti. Promozione qualità dell’appalto Si pone maggiormente l’accento su considerazioni ambientali, sociali e del lavoro in tutte le fasi della procedura di affidamento e si promuove utilizzo del criterio dell’ «offerta economicamente più vantaggiosa» con un approccio basato sui costi del «ciclo di vita» (considerando 96 Dir Appalti).

12 LA STRATEGIA EUROPEA gli aspetti sociali, ambientali e del lavoro riguardano ogni singola fase della procedura 12 Oggetto di specifici obblighi contrattuali (considerando 39 direttiva Appalti); Attività di vigilanza rispetto all’adempimento degli obblighi in tutte le fasi della procedura (considerando 40 Direttiva Appalti); Criteri di aggiudicazione e condizioni di esecuzione del contratto (considerando 92 e 97 Direttiva Appalti); Le specifiche tecniche (considerando 74 e 99 Direttiva Appalti); Causa di esclusione dei concorrenti (considerando 39, 101 e 102 Direttiva appalti) Subappalto (considerando 105 Direttiva Appalti). Tra i «Principi generali» (considerando 37 dir. Appalti) Stati membri e amministrazioni aggiudicatrici sono tenuti ad adottare misure pertinenti per garantire il rispetto degli obblighi in materia di diritto ambientale sociale e del lavoro ma…

13 LA STRATEGIA EUROPEA In particolare: Le amministrazioni aggiudicatrici procedono all’aggiudicazione degli appalti sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, da valutare tenendo presente a) prezzo e/o b) costi, seguendo un approccio «costo/efficacia» basata sul calcolo dei costi del ciclo di vita, e quindi il… c) miglior rapporto qualità/prezzo Miglior rapporto qualità/prezzo Prezzo e/o costi Più altri criteri, (incluso criteri qualitativi, ambientali e/o aspetti sociali, connessi all’oggetto del contratto in questione). L’amministrazione aggiudicatrice può decidere di non aggiudicare un appalto all’offerente che presenta l’offerta economicamente più vantaggiosa, se ha accertato che l’offerta non soddisfa gli obblighi applicabili di cui all’articolo 18, paragrafo 2. (art. 56 Dir. Appalti) Il costo del ciclo di vita comprende tutti i costi che emergono durante il ciclo di vita… il concetto abbraccia le esternalità ambientali e i costi sociali (considerando 96).

14 LA STRATEGIA EUROPEA In particolare: Al fine di una migliore integrazione di considerazioni sociali e ambientali nelle procedure di appalto le amministrazioni aggiudicatrici dovrebbero avere la facoltà di ricorrere a criteri di aggiudicazione o condizioni di esecuzione dell’appalto riguardanti lavori, forniture o servizi oggetto dell’appalto sotto ogni aspetto e in qualsiasi fase dei loro cicli di vita (considerando 97)  Ambientali: la fabbricazione di prodotti acquistati non implica l’uso di sostanze tossiche oppure i servizi acquistati sono svolti usando le macchine ad alta efficacia energetica;  imballaggio, fornitura e smaltimento dei prodotti  Sociali: l'integrazione sociale di persone svantaggiate oppure di membri di gruppi vulnerabili tra le persone incaricate dell'esecuzione del contratto  provenienza del prodotto ( es. commercio equo e solidale)  Monitoraggio e valutazione della catena di fornitura Senza imporre una determinata politica aziendale di responsabilità sociale e ambientale

15 LA STRATEGIA EUROPEA Riassumendo: Le amministrazioni aggiudicatrici devono decidere caso per caso quali siano gli aspetti sociali pertinenti per i propri appalti, in base all’oggetto dell’appalto e ai propri obiettivi Gli Stati membri possono escludere o restringere l’uso solamente del prezzo oppure dei costi come unico criterio d’aggiudicazione (ampia libertà di manovra) I criteri di aggiudicazione sociali (nonché economici o ambientali): devono essere collegati all’oggetto dell’appalto; non devono conferire una libertà incondizionata di scelta all’amministrazione aggiudicatrice; devono essere espressamente menzionati nel bando e negli atti di gara; devono essere conformi con il diritto dell’UE (inclusi i principi fondamentali di trasparenza, pari opportunità e non discriminazione) e coerenti con le norme pertinenti delle Direttive; devono contribuire a identificare l’offerta con il miglior rapporto qualità/prezzo per l’amministrazione aggiudicatrice;

16 Il RECEPIMENTO DELLE NUOVE DIRETTIVE APPALTI Il RECEPIMENTO DELLE NUOVE DIRETTIVE APPALTI ddl n.1678 in discussione al Senato 16 Razionalizzazione e riordino del quadro normativo e semplificazione dei procedimenti Unico testo normativo denominato «Codice degli appalti pubblici e delle concessioni» Trasparenza e pubblicità delle procedure di gara Trasparenza e pubblicità anche delle fasi ad esse prodromiche e successive dando un contributo alla lotta alla corruzione nel settore degli appalti Razionalizzazione delle procedure di spesa Attraverso criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione delle stazioni appaltanti; Centralizzazione delle committenze e riduzione del numero delle stazioni appaltanti: Introduzione di misure volte a contenere il ricorso alle varianti in corso d’opera Riduzione oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e semplificazione delle procedure di verifica delle stazioni appaltanti Miglioramento di condizioni di accesso al mercato per le PMI e le imprese di nuova costituzione Revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici Con l’introduzione di misure di premialità connesse a «criteri reputazionali» basati su parametri oggettivi e misurabili. Maggiori poteri all’ANAC Funzioni di vigilanza, poteri di controllo (interventi cautelari e sanzionatori) adozione di atti di indirizzo, linee guida, contratti e bandi-tipo etc. Utilizzo preferenziale dell’offerta economicamente più vantaggiosa e rimedi risolutivi delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale Valorizzazione delle attuali esigenze sociali e ambientali mediante introduzione di criteri e modalità premiali di valutazione delle offerte…privilegiando gli aspetti della territorialità e delle filiera corta e attribuendo un peso specifico alle ricadute occupazionali.

17 IL PROCUREMENT PUBBLICO IN ITALIA IL PROCUREMENT PUBBLICO IN ITALIA Dati trimestrali - dicembre pubblicati da ANAC nello svolgimento delle funzioni di analisi di mercato proprie dell’AVCP Spesa pubblica complessiva 87 miliardi di euro Appalti di lavori 22 miliardi di euro Meno 15,70% rispetto all’anno 2012 Distribuzione delle procedure di affidamento perfezionate (pubblicazione bando o invio lettera di invito) di valore pari o superiore a euro per settore CompartoNumeroNumero %Importo ml euro Importo % Lavori , ,524,9 Servizi , ,344,3 Forniture , ,130,8 Totale ,9100

18 IL PROCUREMENT PUBBLICO IN ITALIA IL PROCUREMENT PUBBLICO IN ITALIA Dati trimestrali - dicembre pubblicati da ANAC nello svolgimento delle funzioni di analisi di mercato proprie dell’AVCP 18 Distribuzione sul territorio nazionale Procedure negoziate senza previa pubblicazione 26,4% del totale Procedure aperte 24,6% del totale Modalità di scelta del contraente Ambito Nazionale (grandi opere, Ministeri e Enti Centrali) 38,9% del totale Lombardia 9% del totale Campania 6,7 % Veneto 4,6 % Lazio 4,1 %

19 LE AZIONI MESSE IN CAMPO DAL MISE-PCN Partecipazione comitato di gestione del PAN GPP presso il MATT 19 Partecipazione tavolo CIDU per stesura Action Plan sui diritti Umani Redazione Action Plan RSI (2012/2014) Definizione CAM Fase di monitoraggio in attesa di nuova comunicazione UE su RSI per elaborazione nuovo Piano Studio «Imprese e diritti umani: il caso Italia» - Analisi del quadro normativo e politiche di salvaguardia - (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa) EU Multi Stakeholder Forum on Corporate Social Responsibility -3-4 February, 2015 Obiettivo: identificare i principali ostacoli allo sviluppo degli appalti pubblici sostenibili in seno all'Unione europea e definire, nella prossima comunicazione sulla RSI, il possibile ruolo della Commissione europea per superarli.

20 LE AZIONI MESSE IN CAMPO DAL MISE-PCN Partecipazione progetto di “costruzione di una rete per la responsabilità sociale delle imprese” ( 13 Regioni italiane, MiSE, MLPS, MiPAAF e INAIL) Protocolli d’intesa con il mondo del non profit Promozione nuovi modelli di partenariato profit/non profit set di indicatori di responsabilità sociale e innovazione basato sulle condotte responsabili di cui alle Linee Guida OCSE, condivisi a livello europeo e nazionale (quali diritti umani, catena di fornitura, lavoro, ambiente, comunità e mercato, legalità). Informazione sensibilizzazione presso le imprese - LLGG OCSE RSI - Guide operative settoriali - Nuove direttive appalti - Rating di legalità

21 I CRITERI REPUTAZIONALI 21 Quale Performance ? Introduzione di misure di premialità connesse a «criteri reputazionali» basati su parametri oggettivi e misurabili cioè valutazione ex post della performance dell’ aggiudicatario modalità e tempi di esecuzione del contratto organizzazione sistemi di valutazione della performance che tengano conto dell’impatto sociale ed ambientale del lavoro/fornitura oggetto dell’appalto 1)rispetto dei tempi di consegna; 2)minor utilizzo di varianti in corso d’opera…. 1)gestione supply chain; 2)concetto di «spesa» inteso come rapporto tra prezzo unitario più basso e tempi di consumo; 3)mancato ricorso a liti temerarie etc. «Rating reputazionale»

22 GLI APPALTI SOSTENIBILI IN ALCUNI PAESI UE 22 Esperienza pilota dal Consigli Regionali (Contea di Stoccolma, Scania e Västra Götaland) allegano al contratto un “Codice di Condotta” per i fornitori e prevedono il monitoraggio per valutare la conformità dei fornitori al “Codice di Condotta”. Dal 2011, tutte le 21 Regioni della Svezia adottano il modello delle tre Regioni “pilota”. L'Autorità per la Concorrenza svedese (KKV) supporta le Amministrazioni pubblica nell'attuazione degli appalti etici. Olanda Per appalti di importo superiore alla soglia comunitaria, obbligo di effettuare valutazioni di rischio delle catene di fornitura e possibilità di far ricorso a iniziative multi- stakeholder riconosciute dal Governo. Svezia Norvegia Molte amministrazioni pubbliche applicano un approccio per l’integrazione dei criteri sociali proposto da ETI-Norway (Ethical Trading Initiative – Norway) analogo al modello svedese. L’Agenzia regionale sanitaria del Sud-Est della Norvegia, dal 2009 effettua una valutazione del rischio connesso alle condizioni di lavoro lungo la catena di fornitura per appalti superiori a determinate soglie, e nei casi opportuni adotta i criteri sociali di ETI-Norway (di cui è membro). Nel 2010 sono stati monitorati dodici fornitori e uno di essi è stato sottoposto ad audit di verifica presso il sito produttivo in India.

23 GLI APPALTI SOSTENIBILI IN ALCUNI PAESI UE Realizzate linee guida nazionali per gli appalti sostenibili, che prevedono criteri etici (Convenzioni ILO) come clausole contrattuali. Regno Unito Ha recepito anticipatamente la direttiva appalti (n. 24) con effetto dal 26 febbraio 2015 per approfittare pienamente della maggiore flessibilità e semplicità delle nuove norme, soprattutto per le PMI. Le altre direttive, saranno recepite dopo una fase di consultazione obbligatoria con gli stakeholder entro il 2015 per entrare in vigore entro il termine fissato di aprile Francia e Germania Svizzera Linee guida che prevedono che tutti i fornitori svolgano un’autovalutazione del rischio e che, se ritenuto necessario dalla stazione appaltante, siano condotti audit di verifica prima dell’aggiudicazione definitiva.

24 QUALI SFIDE PER I CONTRAENTI? 24 Stazioni Appaltanti Evitare criteri troppo stretti che generino bandi deserti o semi-deserti e/o più formali che sostanziali (es: redazione bilanci sociali; codici condotta) ed usare criteri di CSR il cui adempimento non comporti eccessivi oneri economici e burocratici (es: auditor esterni), sfavorendo così le micro piccole imprese e quelle più deboli o meno strutturate. Migliorare la qualità, l’efficienza delle stazioni appaltanti (attraverso ad es. l’istituzione del repertorio dei contratti, l’obbligo per le amministrazioni di presentare il proprio Piano acquisti, la riduzione del numero dei centri d’acquisto). Puntare alla professionalizzazione delle stazioni appaltanti attraverso la qualificazione/formazione/ specializzazione dei buyer pubblici (da certificare), in particolare per i funzionari incaricati degli acquisti di grande rilievo. Imprese Nuovo approccio strategico che parta dalla comprensione delle procedure d’integrazione degli aspetti sociali nella propria impresa. Optare per un modello di gestione imprenditoriale che tenga conto di tutti gli impatti che l’attività d’impresa arreca alla società. Avviare/implementare percorsi di formazione/qualificazione/specializzazione sulle tematiche di CSR di tutti i dipendenti e, soprattutto, a livello di management. Gestire i rischi nella propria catena di fornitura (due diligence) rispetto agli impatti negativi (ambientali e sociali) potenziali ed effettivi ad essa riconducibili. Capacità tecniche e finanziare delle PMI per far fronte alle nuove opportunità offerte. Nella fase iniziale d’integrazione dei criteri sociali nei bandi pubblici

25 . Grazie per l’attenzione


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