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La mobilità dei lavoratori nellU.E. Libertà economiche e diritti sociali.

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Presentazione sul tema: "La mobilità dei lavoratori nellU.E. Libertà economiche e diritti sociali."— Transcript della presentazione:

1 La mobilità dei lavoratori nellU.E. Libertà economiche e diritti sociali

2 Normativa di riferimento Art. 45 TFUE: La libera circolazione dei lavoratori allinterno dellUnione è assicurata Reg. 1612/68/CE Dir. 2004/38/CE sul diritto di circolazione e di soggiorno dei cittadini dellU.E. e dei loro familiari Art. 49 TFUE: Libertà di stabilimento Art. 56 TFUE: Libertà di prestazione di servizi Direttiva CE n. 96/71 sul distacco dei lavoratori nellambito di una prestazione di servizi transnazionale Dir. 2006/123/CE sul mercato interno dei servizi

3 Normativa di riferimento Artt. 45, 49, 56 TFUE: Nessi con lart. 15, § 2, della Carta di Nizza: Ogni cittadino dellUnione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro

4 Dir. 2004/38/CE Diritto di soggiorno sino a 3 mesi: occorre il solo status di cittadino dellUnione Diritto di soggiorno oltre i 3 mesi: spetta a chi riveste la qualifica di lavoratore subordinato o autonomo (ma anche a chi può dimostrare di essere alla ricerca di un lavoro e di avere buone possibilità di trovarlo) Diritto di soggiorno permanente: 5 anni di presenza legale e continuativa nello Stato ospitante

5 Principio della parità di trattamento tra lavoratori nazionali e stranieri Art. 45, § 2, TFUE: abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati membri, per quanto riguarda limpiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro Art. 45, § 4: deroga relativa agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni Il caso della normativa italiana che consentiva assunzioni a termine di lettori universitari in deroga alla disciplina generale delle assunzioni a tempo determinato (sent. CGCE 1989, 91, 93)

6 Il caso Bosman (CGCE ) È stata riconosciuta contraria allart. 45 TFUE una misura (il pagamento di unindennità di trasferimento per il passaggio da una società calcistica ad unaltra) capace di intralciare la libera circolazione

7 La normativa sul distacco dei lavoratori nellambito del mercato dei servizi Dir. 96/71/CE : 3 fattispecie di distacco: 1.Quella dellimpresa che distacchi per conto proprio e sotto la propria direzione, nel territorio di uno Stato membro, nellambito di un contratto concluso tra limpresa che lo invia e il destinatario della prestazione di servizi che opera in tale Stato membro, purché durante il periodo di distacco esista un rapporto di lavoro tra il lavoratore e limpresa che lo invia 2.Distacco di un lavoratore in unimpresa del gruppo (gruppi transnazionali) 3.Distacco da parte di unimpresa di lavoro temporaneo presso unimpresa utilizzatrice avente sede in altro Stato membro

8 La normativa sul distacco dei lavoratori nellambito del mercato dei servizi Dir. 96/71/CE : Il rispetto degli standard minimi di tutela previsti dalla normativa dello Stato ospitante Art Dir. 96/71/CE (funzione di argine al dumping sociale)

9 Caso Laval (causa C-341/05) Caso Viking (C-438/05) Entrambi decisi dalla Grande Sezione della Corte di Giustizia nel dicembre 2007

10 Caso Rüffert (causa C-346/06) Caso Lussemburgo (C-319/06) Entrambi decisi dalla Corte di Giustizia nel 2008

11 La nave Rosella, di proprietà della compagnia finlandese Viking Line, svolge un servizio di traghetto da Helsinki a Tallin (Estonia). Nel 2003, adottando una strategia detta di flag of convenience, la Viking manifesta lintenzione di registrare la nave sotto bandiera estone e di applicare allequipaggio imbarcato sulla Rossella trattamenti legali e contrattuali estoni concordati con i sindacati locali. Il sindacato finlandese dei marittimi, con il sostegno del sindacato internazionale, proclama uno sciopero, diretto ad ostacolare tale disegno. La Viking cita i sindacati davanti la Corte di Londra (competente perché a Londra è la sede del sindacato internazionale) ed in primo grado ottiene un provvedimento che ordina la sospensione dello sciopero. La Corte d'appello avvia invece una procedura di rinvio pregiudiziale, chiedendo alla Corte di Giustizia se lo sciopero possa ritenersi legittimo alla luce del diritto comunitario

12 Art. 49 TFUE (ex 43) Le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato membro sono vietate. La libertà di stabilimento importa l'accesso alle attività non salariate e al loro esercizio, nonché la costituzione e la gestione di imprese, alle condizioni definite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini

13 Un appalto per ristrutturare una scuola nella città di Vaxholm (Svezia), viene vinto dalla impresa lettone Laval, che impiega lavoratori lettoni (distaccati in Svezia) cui applica le condizioni di lavoro e le retribuzioni concordate con il sindacato lettone. Iniziati i lavori, il sindacato svedese chiede alla Laval di sottoscrivere per adesione il contratto collettivo dei lavoratori edili svedesi. Di fronte al rifiuto della Laval, il sindacato proclama uno sciopero che ha il sostegno, in solidarietà, del sindacato degli elettrici, che di fatto blocca il cantiere. La Laval si rivolge ad un giudice svedese che solleva la questione di rinvio pregiudiziale davanti alla Corte di giustizia

14 Art. 56 TFUE (ex 49) Le restrizioni alla libera prestazione dei servizi all'interno della Comunità sono vietate nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità che non sia quello del destinatario della prestazione

15 Viking vuole delocalizzare, ossia trasferire la propria sede allestero per poi prestare servizi – a condizioni economicamente più vantaggiose – anche in altri paesi OUT-SOURCING

16 Può uno sciopero effettuato da lavoratori residenti in paesi con alti livelli di protezione sociale essere utilizzato come una legittima forma di protesta nei confronti di imprese che, provenienti da paesi low-cost, cercano di sfruttare il loro vantaggio competitivo? Può lesercizio di un diritto sociale (lo sciopero) limitare quello di una libertà economica garantita dallordinamento sovranazionale (la libertà di stabilimento o di prestare servizi)?

17 E il prezzo dellallargamento I paesi di nuova accessione sono entrati a far parte dellUE proprio per sfruttare il loro vantaggio competitivo nel mercato interno

18 - La legge del Land della Bassa Sassonia in materia di appalti pubblici stabilisce che le imprese partecipanti alle gare devono impegnarsi a corrispondere ai loro dipendenti quanto meno le retribuzioni fissate dal contratto collettivo del luogo di esecuzione della prestazione, nonché a vincolare gli eventuali subappaltatori al rispetto dello stesso obbligo - Una società tedesca (di cui il sig. Rüffert era curatore fallimentare) aveva affidato in subappalto dei lavori edili ad una società avente sede sociale in Polonia - Essendo stato appurato che questultima non rispettava le retribuzioni prescritte da contratto del settore edile, lamministrazione tedesca aveva risolto il contratto ed irrogato la penale contrattuale alla società tedesca - A tale decisione si è opposto il curatore fallimentare - Il giudice tedesco ha sollevato questione pregiudiziale dinanzi alla CGCE chiedendo se la clausola del bando di gara relativa al rispetto delle retribuzioni vigenti nel luogo di esecuzione dellappalto, si ponesse in contrasto con la dir. 71/96 (sul distacco dei lavoratori) e se, in quanto andava oltre quanto necessario per la loro tutela, costituisse ostacolo alla libera circolazione dei servizi

19 - Una legge del Granducato del Lussemburgo del 2002, attuativa della Direttiva 96/71, stabilisce che costituisconodisposizioni imperative di ordine pubblico nazionale e, in quanto tali, valgono per TUTTI i lavoratori che esercitano unattività nel territorio del Granducato, INCLUSI QUELLI DISTACCATI, tutte le previsioni (legislative, regolamentari, amministrative, contrattuali erga omnes) riguardanti unampia serie di materie del rapporto di lavoro - La commissione ha presentato ricorso alla CGCE chiedendo che essa accertasse che il Granducato del Lussemburgo avesse trasposto in modo inesatto gli artt e 3.10 della Dir. 96/71

20 Questi casi – fatta eccezione per Viking – hanno posto problemi interpretativi riguardanti anche la Direttiva sul distacco (Dir. 96/71) dei lavoratori Cosa stabilisce questa direttiva?

21 Art. 3.1: Gli Stati membri provvedono affinché le imprese (rientranti nellambito di applicazione della direttiva) garantiscano ai lavoratori distaccati nel loro territorio le condizioni di lavoro e di occupazione fissate, nello stato membro in cui è fornita la prestazione, da disposizioni legali, regolementari o amministrative ovvero, nel solo settore delle costruzioni, da contratti collettivi

22 In linea di principio la Corte tende a riconosce che ragioni di tutela sociale possono legittimamente ostacolare la libera prestazione di servizi da parte di unimpresa oltre confine che cerchi di sfruttare il proprio vantaggio competitivo costituito da un più basso costo del lavoro

23 La giurisprudenza della CGCE precedente a queste pronunce 1. La libera prestazione dei servizi può essere limitata solo da norme giustificate da ragioni imperative di interesse generale e applicabili a tutte le persone o imprese che esercitino unattività nel territorio dello Stato ospitante 2. Fra tali ragioni rientra certamente la tutela dei lavoratori (considerata in quanto tale e nella sua interezza scopo legittimo compatibile con il Trattato)

24 La giurisprudenza della CGCE precedente a queste pronunce 3. Nella misura in cui una normativa interna di tutela del lavoro è suscettibile di limitare una libertà fondamentale garantita dal Trattato, occorre sottoporla ad una valutazione di compatibilità, sulla base di un test di proporzionalità; occorre, cioè, verificare se la normativa lavoristica sia necessaria e proporzionata

25 È necessario che le discipline dei singoli istituti previste dalle disposizioni legali, regolamentari o amministrative ovvero, nel solo settore delle costruzioni, dai contratti collettivi dello Stato in cui è fornita la prestazione siano compatibili con la libera circolazione dei servizi fornita dal Trattato

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27 Sent. Viking Punti 43, 44, 45: richiamo alle Carte europee dei diritti che riconoscono lo sciopero come diritto sociale fondamentale - In quanto tale, esso fa parte integrante dei principi generali del diritto comunitario Punto 55: Non è esclusa dallambito di applicazione dellart. 49 TFUE unazione collettiva intrapresa da un sindacato (…) al fine di indurre unimpresa a sottoscrivere un contratto collettivo il cui contenuto sia tale da dissuaderla dallavvalersi della libertà di stabilimento (azioni come questa costituiscono, cioè, restrizioni) La libertà degli armatori di immatricolare le loro navi in uno Stato diverso da quello di cui sono cittadini rientra nella libertà di stabilimento Giurisprudenza della CGCE ripresa dalla sentenza: punti 75 e 77 ( lettura )

28 Sent. Viking Conclusione: Posto che le azioni collettive di sciopero costituiscono restrizioni, esse possono, in linea di principio, essere giustificate da una ragione imperativa di interesse generale come la tutela dei lavoratori, purché sia accertato che le stesse sono idonee a garantire la realizzazione del legittimo obiettivo perseguito e non vadano al di là di ciò che è necessario per conseguire tale obiettivo La Corte rimanda al giudice nazionale del rinvio tale valutazione (test di proporzionalità)

29 Sent. Laval In Svezia i contratti collettivi non sono provvisti di un regime di efficacia erga omnes La Dir. 96/71 (art. 3, n. 8) dà agli Stati membri, in mancanza di un sistema di contrattazione collettiva erga omnes, la facoltà di avvalersi dei contratti applicabili a tutte le imprese simili appartenenti al settore interessato La Svezia non si è avvalsa di questa facoltà Ergo: punto 110 (lettura) Molti passaggi della sent Viking vengono ripresi dalla Laval

30 Il concetto di bilanciamento «La Comunità non ha soltanto una finalità economica ma anche una finalità sociale» onde «i diritti che derivano dalle disposizioni del Trattato relative alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali devono essere bilanciati con gli obiettivi perseguiti dalla politica sociale» di cui allart. (ex) 136, § 1. IMP: equivalenza fra obiettivi e valori economici ed obiettivi e valori sociali nel Trattato

31 Il bilanciamento : un concetto chiave che emerge dalle 2 sentenze Richiede un giudizio di proporzionalità Adeguatezza rispetto allo scopo Idoneità della misura restrittiva della libertà economica al raggiungimento dello scopo (ragioni di interesse generale, quali la tutela dei lavoratori )

32 Sent. Rüffert Problema: lobbligo di rispettare le condizioni salariali previste dai contratti collettivi applicate nel luogo di esecuzione dei lavori, contemplato dalla legge del Land della Bassa Sassonia, rappresenta una restrizione ingiustificata della libertà di prestazione dei servizi? La questione non verte – come nei primi due casi - su unazione di lotta sindacale, ma su un provvedimento legislativo nazionale (di garanzia di diritti sociali dei lavoratori)

33 Sent. Rüffert Come risolve la CGCE? il contratto collettivo di cui si chiede applicazione non è un contratto ad efficacia collettiva generalizzata Ergo: la relativa tariffa salariale non può essere considerata tariffa salariale minimia ai sensi dellart. 3, § 1 della Dir. sul distacco Dichiarazione finale: lettura

34 C.G.U.E Il caso: Previdenza complementare aziendale Attribuzione diretta di contratti, senza gara dappalto a livello dellU.E., ad organismi assicurativi individuati tramite contratto collettivo (del comparto dei comuni) Violazione, da parte della Germania, della normativa europea sulle procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori, di forniture e di servizi (Dir. 92/50/CE; Dir. 2004/18/CE)?

35 C.G.U.E Il contratto collettivo stipulato nella fattispecie risponde ad una finalità sociale ed è espressione del diritto di negoziazione collettiva riconosciuto dallart. 28 della Carta di Nizza. Tuttavia: la natura di diritto fondamentale del diritto di negoziazione collettiva e la finalità sociale del TV-EUmw/VKA intesa nella sua globalità non possono, in quanto tali, comportare lautomatico esonero delle amministrazioni e aziende comunali datrici di lavoro dal rispetto degli obblighi imposti dalle direttive 92/50 e 2004/18, le quali danno attuazione alla libertà di stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi nel settore degli appalti pubblici.

36 C.G.U.E

37 Lesercizio del diritto fondamentale di negoziazione collettiva deve dunque essere contemperato con gli obblighi scaturenti dalle libertà tutelate dal Trattato FUE – che, nella fattispecie, le direttive 92/50 e 2004/18 mirano ad attuare – e deve essere conforme al principio di proporzionalità.


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