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I principi generali dellazione amministrativa Parte I prof. Marco Calabrò 1.

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Presentazione sul tema: "I principi generali dellazione amministrativa Parte I prof. Marco Calabrò 1."— Transcript della presentazione:

1 I principi generali dellazione amministrativa Parte I prof. Marco Calabrò 1

2 L. n. 241/1990: Ambito di applicazione Art. 29 Le disposizioni della 241 si applicano a: -Amministrazioni statali -Enti pubblici nazionali -Società con totale o prevalente capitale pubblico limitatamente allesercizio delle funzioni amministrative Riparto di competenze Stato/Regioni: art. 117 Cost. Il procedimento amministrativo non è una materia, ma in relazione agli aspetti di volta in volta disciplinati può essere ricondotto ai diversi ambiti materiali di competenza legislativa statale o regionale. Fra le materie di competenza esclusiva statale figurano: ordinamento civile, giustizia amministrativa, livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali 2

3 Principi generali dellattività amministrativa Art. 1, commi 1 e 2, l. n. 241 del 1990 Principio di legalità Criteri di economicità e di efficacia Principio di imparzialità Principi di pubblicità e di trasparenza Principi dellordinamento dellU.E. 3

4 Principio di legalità Lattività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge … secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti Fondamento: Fondamento: Art. 97 Cost. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge o la legge che attribuisce il potere amministrativo ne indica FINI e MEZZI; o il potere può essere esercitato solo in presenza dei PRESUPPOSTI che ne consentono o impongono lesercizio (v. art. 3 l. n. 241 su motivazione) Corollari: Corollari: tipicità e nominatività dei provvedimenti amministrativi (eccezioni: ordinanze contingibili e urgenti) 4

5 Economicità - Efficienza - Efficacia Economicità: efficacia gestionale, sostenibilità dei costi per lintera durata dellazione mediante appropriato impiego delle risorse Efficienza: rapporto tra risultato e quantità di risorse impiegate per ottenerlo. Rappresenta la capacità di unorganizzazione complessa di raggiungere i propri obiettivi attraverso la combinazione ottimale dei fattori produttivi Efficacia: rapporto tra risultato e obiettivi prefissati in un piano o programma 5

6 Segue -Lattuazione dei criteri indicati avviene: A.in via generale, attraverso alcuni istituti disciplinati dalla l. n. 241/1990 istituti di semplificazione e di accelerazione procedimentale; B.in concreto, nellattività del singolo funzionario che dovrà ispirarsi a detti criteri. -Esempio di applicazione in via generale: art. 3-bis l.n. 241/1990 = per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, le amministrazioni pubbliche incentivano luso della telematica, nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati -Esempio di applicazione in concreto: rinnovata valorizzazione del risultato amministrativo, anche nelle recenti riforme in materia di valutazione delle strutture e dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (d.lgs. 27 ottobre 2009, n. 150) -La concreta applicazione dei tre criteri può richiedere un giusto contemperamento e bilanciamento con altri principi, secondo un criterio di ragionevolezza: I. Efficienza /efficacia e profili connessi al tempo dellazione amministrativa II. Efficienza/efficacia e principio di imparzialità della p.a. III. Efficienza/efficacia e istituti di partecipazione IV. Efficienza e principio di trasparenza 6

7 Segue I. Efficienza /efficacia e profili connessi al tempo dellazione amministrativa. Art. 2, comma 1, l.n. 241: Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad unistanza, ovvero debba essere iniziato dufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante ladozione di un provvedimento espresso. Doverosità dellazione amministrativa: corollario dei principi di legalità, di trasparenza, di imparzialità ed efficacia della p.a. - Individuazione termini di conclusione del procedimento: art. 2, comma 4, l. n. 241 consente di tener conto della sostenibilità dei tempi sotto il profilo dellorganizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento. - Rimedi contro inerzia: preventivi e successivi. Alcuni rimedi preventivi previsti dal legislatore potrebbero contrastare con buon andamento p.a., inteso come efficacia dellazione amministrativa = ipotesi del silenzio significativo (assenso o rigetto) che consentirebbe di prescindere dalle garanzie procedimentali assicurate dallistruttoria II. Efficienza / efficacia e principio di imparzialità della p.a -istanze di sovvenzioni e contributi e applicazione dellistituto della regolarizzazione delle domande ex art. 6, lett. b, l. n. 241 (Consiglio Stato sez. II, 8 giugno 1994, n. 412) 7

8 Segue III. Efficienza/efficacia e istituti di partecipazione: Lefficacia, lefficienza e leconomicità dellazione amministrativa possono trovare giovamento dalla partecipazione degli interessati (individuazione dellinteresse pubblico concreto). Ma, al contempo, gli istituti preordinati alla partecipazione possono comportare un aggravio in termini di costo, in dipendenza della maggiore quantità di risorse impiegate dallamministrazione, e di durata del procedimento. Al di là dei vincoli che alla p.a. derivano dalla legge generale o da leggi di settore, per i quali la compatibilità tra i diversi criteri è stata valutata a priori dal legislatore (es. art. 7 l. n. 241/90), la ponderazione tra gli interessi sottesi ai diversi criteri è rimessa alla valutazione discrezionale della p.a. Es. relativo a pareri facoltativi ed obbligatori (art. 16 l. n. 241). IV. Efficienza e principio di trasparenza. Normalmente rapporto di integrazione tra i due principi (es. funzioni del responsabile del procedimento). Ma in alcuni ambiti potrebbe sussistere un attrito tra gli stessi e la necessità di unadeguata ponderazione da parte della p.a. (T.A.R. Lazio, Roma sez. II, 13 dicembre 2011, n. 9709) 8

9 Economicità, efficienza, efficacia e semplificazione Gli istituti di semplificazione sono finalizzati a raggiungere le finalità pubbliche attraverso percorsi che comportano un risparmio di attività amministrativa -Conferenza di servizi (art. 14) -Accordi (artt. 11 e 15) -Disciplina delle valutazioni tecniche e dei pareri (artt. 16 e 17) -Silenzio assenso (art. 20) -S.C.I.A. (art. 19) -Autocertificazioni (art. 18) E connesso al principio di efficacia dellazione amministrativa anche listituto della revoca (art. 21-quinquies). 9

10 Principio di imparzialità Inserito nellart. 1 l. n. 241 dalla l. n. 69/2009 Due declinazioni del principio: Imparzialità interna: riferita a organizzazione amministrativa p.A. strutturata in modo da assicurare una condizione oggettiva di a-parzialità (art. 98 Cost.; dovere di astensione in capo ai titolari di pubblici uffici allorché debbano decidere questioni cui siano interessati; art. 97 Cost. su pubblico concorso onde evitare burocrazia politicizzata). Imparzialità esterna: riferita a attività amministrativa necessità di acquisire e ponderare tutti gli interessi legislativamente tutelati che possano essere toccati dallagire amministrativo. Consiglio di Stato n. 2070/2009 imparzialità dellorganizzazione e imparzialità dellazione 10

11 Principio di trasparenza art. 1 l. 241 dalla l. n. 15/ inserito nel testo dellart. 1 l. 241 dalla l. n. 15/2005 finalità: creare un corretto rapporto con il cittadino, sia per legittimare lesercizio del potere pubblico che per deflazionare il contenzioso d.lgs. n. 150/2009 art d.lgs. n. 150/2009 art. 11: accessibilita' totale delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell'attivita' di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialita' Attuazione: -Provvedimenti attributivi di vantaggi economici (art. 12) -Comunicazione di avvio del procedimento amministrativo (artt. 7 e ss.) -Responsabile del procedimento (artt. 4 ss.) -Intervento nel procedimento (art. 9) -Comunicazione dei motivi ostativi allaccoglimento dellistanza (art. 10-bis ) -Motivazione del provvedimento (art. 3) -Accesso ai documenti amministrativi (artt. 22 ss.) 11

12 Principi dellordinamento comunitario -Rapporto di integrazione tra ordinamento dellUnione europea e ordinamento nazionale ordinamenti coordinati e comunicanti -Art. 117, co. 1, Cost. = potestà legislativa esercitata nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali -Art. 1 l. n. 241: rinvio flessibile il rinvio riguarda tutta lattività amministrativa, anche quella che rientrerebbe nellesclusiva competenza del diritto nazionale. -Art. 6 TUE: LUnione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati. 12

13 Art. 41 CDFDiritto ad una buona amministrazione 1. Ogni persona ha diritto a che le questioni che la riguardano siano trattate in modo imparziale ed equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni, organi e organismi dell'Unione. 2. Tale diritto comprende in particolare: a) il diritto di ogni persona di essere ascoltata prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale che le rechi pregiudizio; b) il diritto di ogni persona di accedere al fascicolo che la riguarda, nel rispetto dei legittimi interessi della riservatezza e del segreto professionale e commerciale; c) l'obbligo per l'amministrazione di motivare le proprie decisioni. 13

14 Diritto ad una buona amministrazione nella giurisprudenza della Corte di giustizia Già prima della Carta dei diritti fondamentali, la Corte di giustizia aveva inserito tra le garanzie che andavano osservate nel procedimento "l'obbligo dell'istituzione competente di esaminare in modo accurato e imparziale tutti gli elementi rilevanti della fattispecie"; il presupposto per una decisione imparziale è che l'organo procedente abbia preso in esame "tutti gli elementi di fatto e di diritto disponibili al momento dell'adozione dell'atto", nonché che la decisione sia assunta "con tutta la diligenza richiesta. (Corte giustizia CE, 21 novembre 1991, n. 269) Il diritto di essere ascoltati può venire meno solo ove la partecipazione dell'interessato possa avere l'effetto di fare venire meno la finalità stessa del procedimento. Qualunque altra eccezione - ivi comprese quelle connesse ad esigenze di efficienza dell'Amministrazione - devono considerarsi riservate solo ai c.d. casi limite. (T.A.R. Campania, Napoli, sez. V, 18 ottobre 2010, n ) 14

15 Principio di proporzionalità Origini nel diritto tedesco le limitazioni alle libertà individuali non devono superare la misura di quanto assolutamente necessario al raggiungimento dellobiettivo di interesse pubblico perseguito. Il principio risulta dallunione di 3 elementi: Idoneità: il mezzo è idoneo quando tramite esso si possa sensibilmente favorire il risultato desiderato. Necessarietà: un mezzo è necessario se non è disponibile altro mezzo ugualmente efficace, ma incidente in modo meno negativo nella sfera del singolo Imposizione del mezzo più mite, tra più mezzi ugualmente efficaci. Proporzionalità in senso stretto: una misura non deve mai essere tale da gravare in maniera eccessiva sullinteressato e da risultare intollerabile. Ossia mezzo e fine non devono essere sproporzionati luno rispetto allaltro. Occorre paragonare obiettivo e strumento e ponderarli nella loro rispettiva importanza. Una valutazione negativa sub 3., ha come conseguenze che i pubblici poteri devono astenersi, anche se le valutazioni sub 1. e 2. hanno avuto esito positivo 15

16 Segue: Proporzionalità Applicazione nellUE: Art. 5, co. 5, Trattato sullUE: 4. In virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dellazione dellUnione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei Trattati Casistica: Provvedimenti di irrogazione di sanzioni (Corte giustizia UE sez. I, 9 febbraio 2012, n. 210) Adozione comunitaria di misure di intervento correttivo sul libero mercato (es. limitazione delle quote di produzione) Misure statali aventi leffetto di limitare diritti o libertà previsti da U.E. 16

17 Proporzionalità nel diritto nazionale Emersione della sua sindacabilità Fino a inizi anni 90: solo sindacato di ragionevolezza; anche detto principio di logicità-congruità. - illegittimità delle sole decisioni arbitrarie ed irrazionali -loperato della P.A. doveva essere: a)immune da censure sul piano della logica; b)aderente ai dati di fatto ed agli interessi emersi nel corso dellistruttoria; c)coerente con le premesse ed i criteri fissati dalla stessa P.A. principio evanescente e connotato da indeterminatezza 17

18 Segue: Proporzionalità nel diritto nazionale Da anni 90: test di proporzionalità M.S. Giannini …il momento essenziale della discrezionalità è quello in cui si individuano e si raffrontano i vari interessi concorrenti. investigare costantemente tutte le alternative possibili ricercare la soluzione più idonea al perseguimento dellinteresse pubblico primario ricercare lo strumento più mite fra quelli a disposizione. addivenire ad una composizione degli interessi in gioco che, attraverso un sacrificio bilanciato degli interessi diversi dallinteresse pubblico primario, si riveli proporzionata (T.A.R. Reggio Calabria sez. I, 7 marzo 2012, n. 199) (Consiglio Stato sez. VI, 12 novembre 2008, n. 5670) (T.A.R. Lazio, Latina, 4 luglio 2005, n. 575) 18

19 Principio del legittimo affidamento tutela le aspettative di stabilità del singolo (conservazione di un vantaggio/bene/utilità conseguito in base ad un previo atto della p.a.) a fronte di una nuova decisione del potere pubblico, attraverso la presa in considerazione della sua posizione ed il bilanciamento con linteresse pubblico al cambiamento Presupposti: a. Elemento soggettivo (rende laffidamento legittimo): fiducia che il soggetto poteva riporre nella stabilità dellatto. - Conoscibilità dellinstabilità correlata ad atto legittimo: prevedibilità del mutamento. - Conoscibilità dellinstabilità correlata ad atto illegittimo: colpevole ignoranza dellinstabilità dellatto dovuta alla illegittimità dello stesso b. Elemento oggettivo (rende laffidamento ragionevole): relativo allatto o al comportamento che sta alla base dellaffidamento. c. Elemento cronologico (rende laffidamento stabile): il decorso del tempo è un fattore che rafforza la convinzione della spettanza del bene della vita e della relativa stabilità. 19

20 Segue: legittimo affidamento Applicazioni: -Autotutela: annullamento dufficio e revoca (artt. 21- quinquies e 21-nonies l. n. 241); -Affidamento procedimentale, fondato su elementi del procedimento che si configurano come promesse da parte della p.A. (es. art. 12 l. n. 241); -Affidamento fondato su inerzia della p.a. o su contegno complessivo. (Consiglio Stato sez. V, 19 marzo 2009, n. 1615) (T.A.R. Lecce Puglia sez. III, 15 ottobre 2010, n. 2075) (Consiglio di Stato sez. VI, 3 marzo 2010, n. 1241) 20

21 Princ. di precauzione A fronte di un danno non certo (ma probabile), si legittimano restrizioni incidenti su altri interessi, di natura economica Logica della prevenzione Amministrazione precauzionale (anziché emergenziale). Settori di emersione: tutela ambientale e della salute UE: esplicito riconoscimento art. 191 Trattato sul funzionamento dellU.E. TFUE (in materia ambientale) -Caso Sandoz (1983): primo riconoscimento del principio (di tipo politico) -National Farmers Union (1998): riconoscimento definitivo, ma agganciato a elementi tecnici Criterio: Probabilità del danno (non considerazioni ipotetiche) Distinzione tra rischio e pericolo Aspetti procedurali: Valutazione del rischio Decisione precauzionale di gestione del rischio 21

22 Segue: principio di precauzione Art. 301 Codice ambiente (d.lgs. n. 152/2006) In applicazione del principio di precauzione di cui all'articolo 174 del Trattato CE, in caso di pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l'ambiente, deve essere assicurato un alto livello di protezione. L'applicazione del principio di cui al comma 1 concerne il rischio che comunque possa essere individuato a seguito di una preliminare valutazione scientifica obiettiva Casistica giurisprudenziale: - Inquinamento (T.A.R. Toscana Firenze sez. II 20 dicembre 2012, n. 2023) -Protezione dei consumatori (T.A.R. Lazio Roma sez. III, 11 dicembre 2012, n ) -Valutazione di impatto ambientale (T.A.R. Friuli Venezia Giulia, sez. I,15 dicembre 2011, n. 560) 22

23 Principi generali dellattività amministrativa e diritto privato Art. 1, commi 1-bis e 1-ter, l. n. 241 del 1990 Generalizzazione dellutilizzo del diritto privato anche da parte della p.a. – La pubblica amministrazione, nelladozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente (1-bis) Generalizzazione dellutilizzo dei principi di diritto pubblico anche in capo a (alcuni) soggetti privati – I soggetti privati preposti allesercizio di attività amministrative assicurano il rispetto dei criteri e dei principi di cui al comma 1, con un livello di garanzia non inferiore a quello cui sono tenute le pubbliche amministrazioni (1-ter) 23

24 Segue: Ambito soggettivo di applicazione Art. 1, co. 1-ter Finalità: garantire una parziale «pubblicizzazione» dei soggetti privati che svolgono attività di pubblico interesse. Origine: utilizzo di formule organizzatorie privatistiche ritenute più rispondenti ai criteri di economicità, efficacia ed efficienza. Problemi di individuazione concreta dei soggetti: riguarda solo lattività amministrativa in senso stretto (A) o anche servizi pubblici (B)? Riguarda ogni attività diretta ad un fine pubblico che il soggetto privato svolge in forza di un titolo giuridico. Es. A - Attività di certificazione (SOA) - Attività di amministrazione attiva (Anas S.P.A.) Es. B - Concessionari di pubblici servizi (Trenitalia) 24

25 Principio della presunzione di legittimità dellatto amministrativo -Originariamente legato allauctoritas della p.a. (equità, correttezza morale, verità), nonché alla prevalenza del perseguimento dellinteresse pubblico sulle obiezioni dei soggetti privati -Crisi della p.a. e susseguente crisi del principio -Attuale giustificazione: salvaguardia della certezza del diritto e del legittimo affidamento dei cittadini nellazione della p.a. -Parzialmente contraddetto dalla positivizzazione delle ipotesi di nullità del provvedimento (art. 21-septies l. 241/90): mancanza degli elementi essenziali difetto assoluto di attribuzione violazione o elusione del giudicato altri casi previsti dalla legge. 25

26 Segue: presunzione di legittimità Generale regime dellannullabilità: - il provvedimento produce i propri effetti fino a quando non è annullato. - i vizi sono rilevabili unicamente dai soggetti interessati, entro termini decadenziali - suddivisione dellonere probatorio tra p.a. e cittadino Art. 21-octies l. n. 241/1990: è annullabile il provvedimento adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza. - incompetenza: il potere sussiste in capo allamministrazione, ma il provvedimento è emanato da un organo diverso da quello previsto dalla legge; - eccesso di potere: esercizio non corretto (perché sviato) del potere - violazione di legge: è figura residuale, ossia comprende le ipotesi di illegittimità del provvedimento non rientranti nelle due precedenti. In questa categoria sono compresi, tra laltro, i vizi formali del provvedimento amministrativo o i vizi procedimentali. 26

27 In particolare: eccesso di potere Difficoltà di dimostrare lo sviamento del potere esaminando il solo risultato finale Sintomi delleccesso di potere: - intrinseci allatto: Illogicità contraddizione tra i principi e il dispositivo manifesta ingiustizia motivazione insufficiente motivazione incongrua motivazione dubbiosa - estrinseci all'atto: esistenza di una prassi in senso contrario contraddittorietà di comportamento disparità di trattamento errore o travisamento dei fatti 27

28 Principio di autotutela Autotutela decisoria. Oggetto: precedenti provvedimenti amministrativi. Potere della p.a. di intervenire, con decisione di secondo grado, su provvedimenti precedentemente assunti, che la p.a. ritenga bisognevoli di revisione o di sostegno. Prerogativa generale. Principio dellinesauribilità del potere Ipotesi principali: annullamento dufficio (art. 21-nonies) e revoca (art. 21-quinquies). 28

29 Annullamento dufficio Art. 21-nonies l.n. 241/1990: 1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dellarticolo 21-octies può essere annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge (introdotto con riforma del l. n. 15/2005) Prima del 2005): frutto di elaborazione giurisprudenziale Principi elaborati dalla giurisprudenza: 1.nessun limite temporale al suo esercizio, purché si desse conto in modo esaustivo ed accurato delle ragioni di annullamento nella motivazione; 2.si escludeva che lannullamento comportasse obblighi indennitari o risarcitori in favore del privato pregiudicato dallatto di ritiro; 3.lesercizio dellautotutela non poteva fondarsi sulla mera esigenza di ripristino della legalità, dovendo sussistere un interesse pubblico concreto ed attuale alla rimozione dellatto (da indicare nella motivazione). 29

30 Segue: annullamento dufficio -Principi di legalità e di imparzialità (applicazione della legge in modo imparziale): richiedono lesercizio del potere del buon amministratore, che, avvedutosi dellillegittimità di un atto, annulli il proprio operato, in via autonoma e diretta, senza necessità dellintervento del giudice -La tutela dellaffidamento impone che il potere di annullamento sia esercitabile solo quando le ragioni di rispetto della legalità si traducano in un beneficio concreto ed attuale per linteresse collettivo, che prevalga sullinteresse del privato (con esclusione dei casi in cui sia possibile la convalida del provvedimento annullabile – art. 21-nonies, co. 2). -Effetti: invalidità caducante con efficacia ex tunc 30

31 Segue: annullamento dufficio Ampia discrezionalità nella ponderazione degli interessi Accertato il vizio, lautorità deve: -Verificare sussistenza interesse pubblico a rimozione atto interesse concreto e attuale (in riferimento al momento di adozione del provv. di annullamento); -Comparare interesse pubblico e contrapposti interessi privati Principio di proporzionalità: soluzione più idonea ed adeguata, comportante il minor sacrificio possibile per gli interessi coinvolti rilevanza della motivazione del provvedimento di annullamento Mancato esercizio del potere di autotutela e responsabilità della p.a.: in presenza di atto palesemente viziato e di sollecitazione allannullamento in autotutela (su istanza del privato o a seguito di provvedimento cautelare del giudice), il mancato annullamento dufficio può rilevare come sintomatico della colpa della p.a. (esclusione dellerrore scusabile). 31

32 Convalida Fondamento: Principio di economia dei mezzi dellazione amministrativa e di conservazione dei relativi effetti giuridici. Art. 21-nonies, co. 2, l. 241 E fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole. Provvedimento nuovo ed autonomo che emenda il provvedimento dal vizio di legittimità formale che lo inficia (escluso in caso di vizi che afferiscono ai presupposti o ai contenuti dellesercizio del potere). Efficacia ex tunc Competenza: medesima p.A. che ha adottato latto invalido (in caso di ratifica, organo competente) 32

33 Convalida Condizioni di legittimità del provv. di convalida: -Precisa manifestazione di volontà della p.a. di eliminare il vizio dellatto originario -Specifica ed inequivoca indicazione dellatto da convalidare -Specifica indicazione del profilo di illegittimità -Motivazione in ordine allinteresse pubblico -Termine ragionevole (accezione e differenza rispetto allipotesi di annullamento) Può essere disposta anche in pendenza di giudizio: sino a quando il provvedimento non è annullato Questione della motivazione postuma (vizio formale) (T.A.R. Lombardia, Milano sez. IV 21 novembre 2012 n. 2828) 33

34 Revoca Art. 21-quinquies l. 241/1990: Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo. Provvedimento di natura discrezionale che rimuove un precedente provvedimento divenuto inopportuno. Distinzione tra revoca in senso proprio e revoca avente finalità sanzionatorie (Consiglio di Stato sez. V, 13 luglio 2010, n. 4534) 34

35 Revoca: presupposti Oggetto: provvedimenti ad efficacia durevole esclusioni: espropriazione (una volta adottata produce il suo effetto tipico) ordini già eseguiti atti di controllo provvedimenti vincolati pareri 1. Revoca per sopravvenienze: sopravvenuti motivi di interesse pubblico (Consiglio di Stato sez. III, 16 ottobre 2012, n. 5282) mutamento situazione di fatto (che si traduca in una modificazione dellassetto di interessi) 2. Revoca jus poenitendi (es: revoca permesso di costruire a seguito di stipula di una convenzione di lottizzazione) 35

36 Revoca: indennizzo Danno da atto lecito = non è un risarcimento Quantificazione: diverse teorie. 1. danno emergente: spese inutilmente sostenute; 2. anche lucro cessante (mancato guadagno). Critica. 3. danno emergente e quota di lucro cessante. Cons. Stato n. 1554/2010: È legittima la revoca di un provvedimento amministrativo nel caso in cui non sia stato contestualmente previsto un indennizzo, atteso che la mancata previsione dell'indennizzo di cui all'art. 21 quinquies della l. n. 241 del 1990 in un provvedimento di revoca, non ha efficacia viziante o invalidante di quest'ultima, ma semplicemente legittima il privato ad azionare la pretesa patrimoniale innanzi al g.a. che potrà scrutinarne i presupposti. 36

37 Principio di autotutela contenziosa Fondamento della funzione giustiziale della p.a. Non più indice di privilegio bensì dovere della p.a. nei confronti del cittadino (diritto ad una buona amministrazione) Inefficacia dei tradizionali rimedi giustiziali Valorizzazione di nuovi modelli di ADR Reclami nel settore dei servizi pubblici Difensore civico 37

38 Grazie per lattenzione prof. Marco Calabrò 38


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