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CORDATI Negli EMBRIONI e qualche volta anche in età adulta hanno 4 caratteristiche: -La NOTOCORDA: una struttura cilindrica di tessuto diverso dalla cartilagine.

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1 CORDATI Negli EMBRIONI e qualche volta anche in età adulta hanno 4 caratteristiche: -La NOTOCORDA: una struttura cilindrica di tessuto diverso dalla cartilagine e dallosso. Dà sostegno al corpo -Il CORDONE NERVOSO: una struttura tubulare dorsale parallela alla notocorda e allintestino e dalla quale si sviluppa il sistema nervoso. -La FARINGE : un organo tubolare, dotato di parete muscolare, che nellembrione ha caratteristiche fessure e funzione alimentare -La CODA: sempre presente negli embrioni dei cordati e si estende posteriormente allano

2 TUNICATI (subphylum) 2000 specie di animali esclusivamente marini, con un involucro gelatinoso (TUNICA) Le LARVE hanno simmetria bilaterale, somigliano a girini e hanno la NOTOCORDA. Una volta attaccata alle rocce comincia la METAMORFOSI: la coda e la notocorda scompaiono e si forma la tunica. Gli adulti sono FILTRATORI : la faringe funziona come un setaccio per la raccolta dello zooplancton oltre che da organo respiratorio Alcuni anche da adulti sono simili a larve ma con organi sessuali maturi (NEOTENIA).

3 CEFALOCORDATI (subphylum) 25 specie. Animali dal corpo idrodinamico, affusolato a entrambe le estremità, il più noto è lANFIOSSO che raramente supera i 5 cm di lunghezza. Lanfiosso nuota in modo simile alle larve dei tunicati ma ha un SISTEMA CIRCOLATORIO CHIUSO Respirazione cutanea, le fessure branchiali della faringe filtrano lacqua e inviano le particelle alimentari nel tubo digerente

4 GLI SVILUPPI VINCENTI LA NOTOCORDA VIENE SOSTITUITA DALLA COLONNA VERTEBRALE Dagli ARCHI BRANCHIALI, le strutture di sostegno alla branchie. Fondamentali per una nuova alimentazione Alcune regioni del cordone nervoso si differenziarono in MIDOLLO SPINALE e ENCEFALO PINNE PARI: stabilizzano e orientano il corpo nellacqua. Punto di partenza per levoluzione degli arti degli anfibi, rettili, uccelli e mammiferi BRANCHIE: organi respiratori dotati di un epitelio sottile e umido, ripiegato,riccamente vascolarizzato Nei pesci PROGENITORI dei vertebrati terrestri si sono evolute delle estroflessioni della parete del tubo digerente con la funzione di POLMONI

5 PRIMI VERTEBRATI I PESCI AGNATI ( privi di mascelle) : pesci privi di mandibola. Tra questi gli OSTRACODERMI, animali filtratori con corpo protetto da placche ossee e di dentina. Tra gi agnati viventi ricordiamo le LAMPREDE che conducono vita parassitaria con la bocca circolare si attaccano ai pesci e ne succhiano i liquidi corporei

6 PRIMI VERTEBRATI I PESCI CARTILAGINEI I CONDROITTI comprendono circa 850 specie tra cui squali, razze e mante. Generalmente sono predatori con un corpo idrodinamico e pinne pari. Lo scheletro cartilagineo ha cinque-sette fessure branchiali che si aprono ai lati della faringe Corpo rivestito da scaglie, sottilissime placche ossee, che proteggono lanimale Le RAZZE hanno denti piatti per rompere le conchiglie, vivono prevalentemente sui fondali e hanno pinne laminari ed espanse ai due lati della testa (apertura fino a sei metri). Una ghiandola del veleno sulla coda.

7 PRIMI VERTEBRATI I PESCI CARTILAGINEI Le RAZZE hanno denti piatti per rompere le conchiglie, vivono prevalentemente sui fondali e hanno pinne laminari ed espanse ai due lati della testa (apertura fino a sei metri). Una ghiandola del veleno sulla coda. Alcune hanno sulla coda o sulle pinne ORGANI ELETTRICI Gli SQUALI hanno più file di denti triangolari e acuminati che vengono sostituiti di continuo Le CHIMERE hanno corpo massiccio e coda sottile hanno una ghiandola di veleno sulla pinna dorsale

8 PRIMI VERTEBRATI I PESCI CARTILAGINEI FECONDAZIONE INTERNA: i maschi hanno due appendici vicino allano. Una di queste viene introdotta nella CLOACA della femmina per permettere il passaggio degli spermatozoi

9 PRIMI VERTEBRATI I PESCI OSSEI OSTEOITTI sono i vertebrati più numerosi e diversi che rappresentano più del 96% di tutti i pesci attuali. Molti hanno forma idrodinamica, corpo flessibile e forti pinne caudali Alcuni strisciano sul fango e si nascondono nelle fessure (murene), altre sono forme mimetiche

10 PRIMI VERTEBRATI I PESCI OSSEI

11 PRIMI VERTEBRATI LA VESCICA NATATORIA Deriva da unestroflessione della faringe o dellesofago. Può avere una FUNZIONE RESPIRATORIA (in caso di scarsa ossigenazione aiuta le branchie) Oppure in tutti i PESCI OSSEI PIU EVOLUTI è un ORGANO IDROSTATICO che consente al pesce di salire in superficie riempiendola daria oppure scendere sul fondo contraendola. Il gas (azoto, anidride carbonica e ossigeno) è immesso nella vescica o riassorbito dal corpo grazie a una fitta rete di capillari distribuiti sulla parete della vescica In alcuni pesci produce o riceve suoni Alcuni pesci che vivono sul fondo e gli squali non la possiedono, però il loro FEGATO, molto grande, contiene un gas che lo alleggerisce svolgendo una funzione simile

12 PRIMI VERTEBRATI LA LINEA LATERALE E un organo di senso grazie al quale il pesce percepisce variazioni di pressione dellacqua e quindi la presenza di eventuali ostacoli o predatori Grazie a questa struttura i pesci possono spostarsi anche a BANCHI (gruppi numerosissimi) mantenendo la loro posizione

13 PRIMI VERTEBRATI LA RIPRODUZIONE PESCE MILIONE OVOVIVIPARO La maggior parte dei pesci è OVIPARA ma alcune specie sono OVOVIVIPARE, cioè le uova si schiudono allinterno del corpo materno

14 PRIMI VERTEBRATI DIPNOI: I PESCI CON I POLMONI Hanno un primitivo polmone EVOLUZIONE DELLA DALLA VESCICA NATATORIA che consente di incamerare ossigeno DIRETTAMENTE DALLARIA La disposizione delle ossa rende più robusta larticolazione degli arti anteriori e posteriori e si distingue una prima separazione tra circolazione generale e polmonare I pesci da cui derivano gli ANFIBI (CROSSOPTERIGI) si sono distaccati molto presto da un ramo primitivo di dipnoi

15 ANFIBI

16 Nel DEVONIANO (400 milioni anni fa) le paludi costiere vennero più volte allagate e prosciugate Gli antichi CROSSOPTERIGI usavano le PINNE LOBATE per trascinarsi da una pozza allaltra. Erano provvisti di POLMONE e inghiottivano aria Questa capacità di uscire dallacqua e spostarsi sulla terraferma favorì levoluzione di pinne sempre più robuste e di polmoni sempre più efficienti

17 LA TERRAFERMA SBALZI TERMICI MAGGIORI LARIA NON OFFRIVA NESSUN SOSTEGNO AL CORPO ACQUA NON SEMPRE DISPONIBILE ARIA PIU RICCA DI OSSIGENO I POLMONI, già abbozzati in alcuni pesci, continuarono a modificarsi diventando sempre più efficienti Il SISTEMA CIRCOLATORIO divenne sempre più rapido nella distribuzione dellossigeno alle cellule

18 LA TERRAFERMA Le foreste erano ricche di INSETTI e altri INVERTEBRATI commestibili Vengono favoriti animali con i sensi della VISTA, UDITO E EQUILIBRIO più sviluppati ENDOSCHELETRO potenziato e sviluppo di VERI E PROPRI ARTI

19 ANFIBI Dipendenti ancora dallacqua Usano anche la cute come organo respiratorio, cute che deve essere sempre mantenuta umida Per lo più ovipari con fecondazione esterna Uova gelatinose deposte in acqua, poi fecondate dai maschi Sviluppo indiretto: METAMORFOSI della larva (tranne Proteus) CIRCOLAZIONE : unico ventricolo, contrazioni atriali alternate

20 ANFIBI URODELI Il nome vuol dire CODA EVIDENTE Comprende i TRITONI e le SALAMANDRE animali che vivono in stagni con acqua paludosa e ferma. Hanno spiccate capacità di rigenerare la coda Le larve di Tritone possiedono branchie ramificate che sporgono ai lati della testa

21 ANFIBI URODELI UN URODELO PARTICOLARE: Proteus anguinus Animaletto di cm, dalla pelle rosata. Corpo cilindrico con zampette molto piccole e coda compressa lateralmente Ha BRANCHIE e NON COMPIE METAMORFOSI (NEOTENIA) E praticamente cieco, gli occhi sono coperti dalla pelle e non si sviluppano Sono ancora da chiarire le tecniche sessuali, oviparo o ovoviviparo

22 ANFIBI ANURI Il nome vuol dire SENZA CODA Comprende le RANE, i ROSPI e le RAGANELLE Lunghi arti posteriori e potenti muscoli consentono il salto. Molti catturano la preda estroflettendo dalla bocca la lunga lingua appiccicosa

23 ANFIBI APODI Il nome vuol dire SENZA ARTI Comprende le CECILIE Vivono in gallerie scavate nel terreno soffice e umido delle regioni tropicali predando anellidi e insetti

24 RETTILI Verso la fine del CARBONIFERO ( milioni anni fa) da alcuni anfibi si sono evoluti i primi rettili SVINCOLATI COMPLETAMENTE DALLAMBIENTE ACQUATICO

25 RETTILI Nel colonizzare le terre produssero una varietà straordinaria I dinosauri comparvero nel TRIASSICO ( MILIONI ANNI FA) e dominarono le terre per i successivi 125 milioni di anni

26 RETTILI PERCHE I DINOSAURI EBBERO SUCCESSO? PELLE CORIACEA E ASCIUTTA E RICOPERTA DI SQUAME UOVA FECONDATE INTERNAMENTE RENI EFFICIENTI PER CONSERVARE ACQUA UOVA AMNIOTICHE: embrione molto protetto sopravvive anche fuori dallacqua. Il tuorlo fornisce sostanze alimentari, lalbume è la riserva idrica e lallantoide (unestensione dellintestino) raccoglie sostanze di rifiuto. Lossigeno diffonde dai pori del guscio calcareo

27 RETTILI PERCHE I DINOSAURI EBBERO SUCCESSO? MAGGIORE DESTREZZA E VELOCITA RISPETTO AGLI ANFIBI MASCELLE POTENTI E ARTI EFFICIENTI, capaci di sostenere il peso del tronco in terra emersa COMPARE LA CORTECCIA CEREBRALE! I COCCODRILLI furono i primi ad avere il cuore diviso in quattro cavità POLMONI BEN SVILUPPATI

28 COCCODRILLI (Loricati) I più grandi rettili viventi e i parenti degli uccelli Vivono in acqua o nelle sue vicinanze Hanno mascelle potenti, muso allungato e denti aguzzi Cure parentali alla prole Differenze delle teste tra (dall'alto verso il basso): Crocodylus niloticus, Alligator mississippiensis e Gavialis gangeticus. Predatori attivi, tendono a vivere in gruppi con i loro simili. Possono digiunare per lunghi periodi di tempo (fino a oltre sei mesi)

29 TARTARUGHE(Cheloni) 250 specie, immutati dal Triassico,solo le tartarughe marine hanno ridotto e alleggerito il guscio Corpo protetto da un guscio osseo e corneo collegato allo scheletro interno: il CARAPACE Hanno potenti mascelle con placche cornee Depongono le uova sulla terraferma e poi le abbandonano

30 LUCERTOLE (Sauri) Sono i lontani parenti dei dinosauri Tutti piccoli tranne eccezioni tipo il Varano di Komodo La maggior parte vive nei deserti e nelle foreste tropicali I Camaleonti afferrano al volo gli insetti estroflettendo la lingua, che può essere più lunga di tutto il corpo Le lucertole catturate staccano la coda che poi si rigenera POGONA

31 Alla fine del Cretaceo alcune lucertole con il corpo allungato e le zampe corte diedero origine ai SERPENTI (ofidi) privi di arti

32 ALCUNI PITONI HANNO ARTI VESTIGIALI specie di serpenti, mascelle molto mobili e disarticolabili I boa e i pitoni sono strangolatori Il serpente a sonagli morde la preda e le inietta il VELENO. Il suono viene emesso dagli anelli della coda TUATARA antichissimi

33 MAMMIFERI specie, gruppo straordinariamente vario per dimensioni, anatomia, fisiologia e stili di vita

34 PUNTI IN COMUNE PELI E GHIANDOLE MAMMARIE DENTI DI TIPO DIVERSO: incisivi (tagliano), canini (appuntiti), premolari e molari (macinare) CURE PARENTALI

35 LE INNOVAZIONI DEI MAMMIFERI SINAPSIDI TERAPSIDI TRIASSICO GIURASSICO PICCOLI MAMMIFERI Rettili zampe laterali Mammiferi zampe sotto il corpo Cervelletto più sviluppato CRETACEO MAMMIFERI COESISTENTI CON I DINOSAURI

36 DOPO LESTINZIONE DEI DINOSAURI MONOTREMI: MARSUPIALI: PLACENTATI:

37 Deriva dei continenti Nella Pangea alla deriva gli antenati dei Monotremi e dei Marsupiali avevano ormai colonizzato la porzione meridionale della Pangea I Placentati si diffusero nelle Americhe spingendo allestinzione molte altre specie di mammiferi rimaste precedentemente isolate Solo lOpossum e pochi altri animali del Sud riuscirono a invadere il Nord America IMPORTANZA DELLISOLAMENTO

38 MONOTREMI VIVENTI Echidna Ornitorinco DEPONGONO UOVA CLOACA sbocco delle vie intestinali e urogenitali GHIANDOLE MAMMARIE non organizzate in vere mammelle DENTI ASSENTI NEGLI ADULTI MUSO CON BECCO RICOPERTO DI PELI ZAMPE PALMATE BECCO DANATRA NUTRE I PICCOLI CON LATTE

39 MARSUPIALI VIVENTI 260 specie esistenti, quasi tutte in Australia o nelle isole vicine Presenza (non sempre) di una borsa marsupiale dove vengono allevati i piccoli che nascono ciechi a uno stadio precocissimo di sviluppo

40 CONVERGENZE EVOLUTIVE ORITTEROPO FORMICHIERE

41 PRIMATI

42 PRIMATI (Ordine) PROSCIMMIE: Arboricole, dominarono le foreste dellemisfero settentrionale per milioni di anni prima di essere sostituite dalle scimmie antropomorfe TARSIOIDEI: Intermedi tra proscimmie e antropoidei ANTROPOIDEI: 1) scimmie propriamente dette 2) scimmie antropomorfe 3) luomo e i suoi progenitori

43 PRIMATI 1.Evoluzione di arti adatti ad arrampicarsi sugli alberi pentadattilia primitiva dita mobili e articolate con unghie sottilipollice opponibile, mano prensile palmo calloso equilibrio sviluppato dimensioni corporee piccole 2. Miglioramento della vista occhi grandi retina perfezionata, visione dei colori occhi guardano in avanti; visione tridimensionale protezione ossea per gli occhi riduzione apparato olfattorio

44 PRIMATI Nelle foreste tropicali del Paleocene (65-55 M) si sono evoluti i primati a partire da piccoli mammiferi tipo lattuale TUPAIA Si nutrivano di notte di insetti, semi, gemme e uova Si arrampicavano su fusti e rami Avevano il muso allungato e un buon senso dellolfatto

45 PRIMATI NellEocene (54-38 M) gli alberi erano abitati da alcuni primati col muso più corto, una migliore visione DIURNA, un cervello più voluminoso e maggior destrezza nellafferrare gli oggetti (sugli alberi) 36 milioni di anni fa si erano ormai evoluti gli antropoidei arboricoli che avrebbero dato luogo alle SCIMMIE

46 PRIMATI SCIMMIE ANTROPOMORFE Occhi frontali Faccia piatta Incisivi a scalpello Mani prensili

47 PRIMATI Miocene (25-5 M) PRIMI OMINOIDI Che si irradiarono in Africa. Asia meridionale e Europa La maggior parte di questi si estinse Da specie antropomorfiche mioceniche si diversificarono da una parte GORILLA E SCIMPANZE, dallaltra I PRIMI OMINIDI

48 OMINIDI Pliocene (5 M) -Rift Valley dellAfrica orientale La deriva dei continenti e la modificazione di alcune correnti CAMBIARONO IL CLIMA DALLA FORESTA ALLA SAVANA: cominciarono a comparire una grande varietà di ominidi adattati alle nuove condizioni Impossibile stabilire le connessioni filogenetiche tra questi che vengono complessivamente chiamati AUSTRALOPITECINE

49 OMINIDI Pliocene (5 M) -Rift Valley dellAfrica orientale Australopithecus anamensis: La forma antica più conosciuta Di struttura gracile come l A. afarensis e A. africanus

50 OMINIDI Pliocene (5 M) -Rift Valley dellAfrica orientale Australopithecus boisei e A. robustus erano forme più muscolose e massicce

51 OMINIDI LE SCIMMIE ANTROPOMORFE AVEVANO: Faccia larga Mascelle prominenti Ridotta capacità cranica Smalto dei denti più spesso rispetto ai precedenti ominoidi Stazione eretta tenendo libere le mani : cosa fondamentale per levoluzione successiva delle capacità intellettuali

52 I PRIMI UOMINI DOCUMENTAZIONE MOLTO FRAMMENTARIA : non si può dedurre da quali Australopitechi si sia evoluto luomo QUALI SONO I CARATTERI CHE DISTINGUONO ILGENERE Homo? Le scimmie antropomorfe hanno una scatola cranica molto più piccola Scheletro per andatura bipede Faccia e denti più piccoli con smalto più spesso Destrezza manuale

53 IL PRIMO UOMO: Homo abilis 2,5- 1,6 M anni fa una o forse due forme di Homo abilis vivevano nella savana dellAfrica orientale e meridionale You tube : Homo abilis

54 2 Milioni di anni: Homo erectus Migrarono dallAfrica verso lEuropa e verso lAsia, fino in Cina sfidando le glaciazioni Accende fuochi, creativo nella fabbricazione degli strumenti Capacità di comunicazione ben sviluppata, organizzazione sociale You tube : Homo erectus

55 Centomila anni: Homo sapiens Origini e modalità di dispersione ancora dibattute Denti e mascelle più piccole Ossa facciali più minute Cranio più alto e tondeggiante Cervello più voluminoso Linguaggio complesso

56 Un vicolo cieco: Homo neanderthalensis In Europa e in Medio Oriente ( e anni fa) Massiccio con grande cranio Adattato ai climi più freddi Scompare quando si incontra con luomo moderno

57 A PARTIRE DA ANNI FA FINO A OGGI, LEVOLUZIONE UMANA E STATA DI NATURA QUASI INTERAMENTE CULTURALE


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