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Il dibattito sulle cause della crisi asiatica Il punto di vista di Radelet e Sachs.

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Presentazione sul tema: "Il dibattito sulle cause della crisi asiatica Il punto di vista di Radelet e Sachs."— Transcript della presentazione:

1 Il dibattito sulle cause della crisi asiatica Il punto di vista di Radelet e Sachs

2 Aspetti controversi La crisi non era stata in alcun modo anticipata e la debolezza dei fondamentali macroeconomici non è una spiegazione soddisfacente Krugman e Dooley: gli eccessi di investimenti originavano dalla sicurezza degli investitori di essere salvati in caso di fallimenti (garanzia pubblica) A provocare la crisi è stata la debolezza dei fondamentali microeconomici (deterioramento della qualità dei crediti nel settore privato). Radelet e Sachs: gli investitori si preoccupavano poco del rischio perché si aspettavano crescita rapida e alta profittabilità, e non perché si aspettavano salvataggio. A provocare la crisi è stata una revisione improvvisa delle aspettative dei creditori sul comportamento degli altri creditori, che ha generato panico finanziario

3 Argomenti critici di Radelet e Sachs La qualità del credito negli anni 90 non si è in realtà deteriorata: Modesto spostamento dal settore manifatturiero alle costruzioni Prezzi delle proprietà in Tailandia invariati dal 1992 al 1996 Prezzi azionari fluttuano in Tailandia ma non in Corea Il numero di non-performing loans non cresce nei periodi di espansione creditizia Inoltre, in condizioni di deterioramento del credito (aumento della rischiosità) il differenziale del tasso dinteresse sui titoli asiatici avrebbe dovuto aumentare il risk rating sui titoli del governo avrebbe dovuto peggiorare

4 Panico finanziario Revisione improvvisa delle aspettative dei creditori sul comportamento degli altri creditori innesca il panico finanziario Questa tesi consente di spiegare: Il ruolo del debito a breve termine nel fare scoppiare la crisi La natura inattesa della crisi Il fatto che i prestiti continuavano ad essere erogati fino allo scoppio della crisi Lovershooting del tasso di cambio (gennaio 1998)

5 Interventi IMF Fase 1 (luglio 1997 – dicembre 1997) Prestiti di emergenza di ammontare inedito ma sovrastimati: Gran parte da donatori individuali Bassa probabilità che fossero pronti istantaneamente Programma di erogazione in 3 anni Corea: Linea di credito IMF-banca centrale-banche ordinarie per pagare creditori esteri. Risultato: crediti privati ripagati e socializzazione dei debiti Evitati fallimenti ma caricato il peso della crisi su banche e istituzioni del paese che diventa indebitato con il IMF Tailandia: caso simile, impegno del governo a garantire tutti i prestiti bancari. Indonesia: le imprese più che le banche sono indebitate, aiuti solo indiretti dal IMF: finanziamento difesa del cambio sul mercato valutario con prestiti in dollari alla BC Agosto-Dicembre 1997: fallimento delleffetto desiderato e ulteriore deprezzamento: investitori non convinti.

6 Interventi IMF Fase 2 (dicembre 1997 – aprile 1998) Corea sullorlo del fallimento. Federal Reserve e Tesoro USA premono affinchè banche private eroghino credito a breve alla Corea senza aspettare che fosse ristabilita la fiducia dei mercati. 16/1/98. Banche e governo coreano si mettono daccordo per un completo rinnovo del credito a breve per tutto il primo trimestre del /1/98. Allungamento della durata fra uno e tre anni Vera e propria marcia indietro: non si insiste più su fiducia dei mercati e su scambio di credito contro riforme Si agisce contro la volontà del mercato per un rinvio dei pagamenti dovuti

7 Interventi IMF Fase 2 (dicembre 1997 – aprile 1998) Risultato: si ferma il declino dei mercati azionari dei 3 paesi Le valute di Tailandia e Indonesia però continuano a crollare 28/1/1998. Il governo Tailandese dichiara di garantire i debiti delle banche. In Tailandia la caduta del cambio si arresta. Stabilità dei cambi nella regione arriva di pari passo con il rilassamento dei target fiscali richiesti dal IMF

8 Indonesia Caos legato al programma del governo di aumento della spesa del 32% N.B.: aumento di spesa programmato soltanto per coprire gli aumenti di costi legati alla svalutazione e soltanto con effetto da aprile /1/1998. IMF denuncia incoerenza del piano di spesa pubblica con piano creditizio. Il panico non si ferma 15/1/1998. IMF e Indonesia firmano un accordo simile alla Fase 1: credito in cambio di riforme. Il panico non si ferma. Il panico si ferma in seguito a due annunci del governo indonesiano: sospensione pagamenti dei debiti a breve, garanzia su tutte le passività delle banche commerciali. IMF per la prima volta non dà una risposta non punitiva e approva un piano di aumento di spesa pubblica del 46% 10/4/1998. Terzo programma IMF. Provvedimenti su ristrutturazione debito estero e riorganizzazione banche commerciali. Rilassate le richieste sul rigore fiscale

9 Come prevenire le crisi Deregolamentazione dei mercati può essere dannosa se non è graduale Controllo dei movimenti di capitale a breve termine: Crediti a breve sono più utili ai flussi commerciali che agli investimenti Controllare investimenti di portafoglio e limitare gli afflussi di capitale a breve a transazioni commerciali documentate Sostenere FDI a lungo termine (difficilmente reversibili) Incentivare la presenza di filiali di banche straniere in territorio domestico: meno soggette al panico dei depositanti Più probabile che ritirino i crediti alle altre banche anziché agli imprenditori locali Aumentano la competizione fra banche e riducono la politicizzazione del sistema bancario Trovare accordi internazionali per evitare azioni collettive scoordinate (sul modello Chapter 11 negli USA) Aiuto al servizio del debito Riduzione del debito Conversione dei debiti in azioni Ricontrattazione del debito (allungamento durata)


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