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Democrazia rappresentativa – legittimazione politico elettorale

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Presentazione sul tema: "Democrazia rappresentativa – legittimazione politico elettorale"— Transcript della presentazione:

1 Democrazia rappresentativa – legittimazione politico elettorale
Democrazia plebiscitaria – legittimazione carismatica personale Democrazia diretta Iniziativa legislativa popolare: elettori Petizione: efficacia solo propulsiva Referendum costituzionale (costituente / di revisione) legislativo (obbligatorio / facoltativo attivo o passivo) politico amministativo preventivo successivo

2 Nella Costituzione italiana Revisione costituzionale
Referendum approvativo degli Statuti regionali Referendum abrogativo della legge ordinaria Referendum consultivo sulla modifica territoriale di regioni, province e comuni Referendum abrogativo o consultivo di leggi e provvedimenti amministrativi regionali _______________________ Referendum consultivi locali

3 _____________________ Elettorato passivo
Elettorato attivo Caratteri del diritto di voto (dovere civico) Universale Personale Uguale Libero Segreto 18 anni per tutte le elezioni 25 anni per il Senato _____________________ Elettorato passivo 25 anni per la Camera dei Deputati 40 anni per il Senato della Repubblica

4 Il sistema maggioritario
. Il territorio si articola generalmente in collegi uninominali Il seggio in palio in ogni collegio è attribuito a chi ottiene la maggioranza La particolarità del sistema elettorale maggioritario è quella di forzare la rappresentatività aumentando la vittoria in termini di seggi del primo partito o coalizione a danno relativo del secondo e a gravissimo danno del terzo partito. Nel sistema maggioritario si dà spazio a un aspetto di governabilità.

5 Il sistema proporzionale
I seggi in palio sono distribuiti in ragione della quota di voti ottenuti L'assegnazione dei seggi avviene quindi in ampie circoscrizioni elettorali Si presenta quindi come un sistema elettorale basato sulla democraticità e rappresentatività in quanto permette di fotografare la situazione reale del Paese. Aspetto positivo, quindi, che salta subito all'occhio è la possibilità di una rappresentanza parlamentare che rifletta in maniera meno distorta possibile la reale situazione politica di un paese, con una significativa tutela delle minoranze Da contrappeso vi è l'aspetto negativo del frazionamento dei partiti che si riuniscono, successivamente alle elezioni, in complesse coalizioni parlamentari per riuscire a formare un governo

6 Sistemi corretti (o misti)
Sistemi maggioritari corretti L'aspetto negativo del maggioritario è la scarsa, se non nulla, rappresentanza e di conseguenza tutela delle formazioni politiche minori. Per ovviare a tale problema, il metodo solitamente utilizzato è quello dell'introduzione di quote proporzionali che sottraggano una parte dei seggi in palio alla regola uninominale generale, per attribuirli con meccanismi tipici o similari a quelli proporzionali. Sistemi proporzionali corretti Si è detto che l'inconveniente maggiore provocato dalla proporzionale è quello di creare instabilità governativa, sia perché, garantendo i partiti minori, consegna loro in verità la possibilità di condizionare i governi in misura ben maggiore del proprio reale peso elettorale, sia perché, a causa dell'alta frammentazione, le maggioranze sono spesso assai risicate ed esposte a continue imboscate da parte dell'opposizione. Per ovviare a questo problema il metodo solitamente utilizzato è quello della previsione di un clausola di sbarramento (o di accesso), cioè una percentuale minima di voti che il partito deve ottenere per poter entrare in Parlamento. Ne è esempio il sistema elettorale tedesco che stabilisce di regola nel 4% la soglia minima di voti necessari per entrare a far parte del Bundestag. Altro tipico meccanismo è quello del premio di maggioranza, consistente in una quota variabile di seggi assegnati in regalo alla lista o alla coalizione di liste risultanti prime classificate nella tornata elettorale, qualora non ne abbiano già raggiunto un livello predeterminato.

7 Legge 270/2005 Per le elezioni alla Camera si distinguono tre sistemi: La circoscrizione Estero è divisa in ripartizioni, ciascuna delle quali elegge i deputati a lei assegnati con il sistema proporzionale puro, senza sbarramenti né premi di maggioranza. In totale la circoscrizione Estero elegge 12 deputati, come previsto dalla Costituzione; La Valle D'Aosta elegge un deputato col sistema maggioritario; Per le altre 19 regioni, i partiti possono coalizzarsi fra loro e per l’assegnazione dei seggi la coalizione deve ottenere, sommando i voti di tutte le 19 regioni, almeno il 10% dei voti validi espressi e almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 2%. Le liste non coalizzate devono invece ottenere almeno il 4% dei voti. Per le liste coalizzate, esiste una soglia di sbarramento del 2%. È previsto inoltre un premio di maggioranza che scatta nel caso in cui una coalizione o singolo partito abbia ottenuto, sommando i voti di tutte le 19 regioni, la maggioranza relativa. Il premio prevede l'assegnazione ad essa di 340 seggi, se col normale criterio proporzionale i seggi assegnati sarebbero di meno. I rimanenti seggi sono assegnati proporzionalmente alle altre coalizioni e liste.

8 Per il Senato si distinguono tre sistemi:
La circoscrizione Estero elegge 6 senatori, come previsto dalla Costituzione, con lo stesso sistema usato per i deputati; La Valle D'Aosta e il Trentino Alto Adige eleggono i propri senatori (la Valle D'Aosta ne elegge uno, come previsto dalla Costituzione) col sistema maggioritario, per preservare le minoranze linguistiche Le altre 18 regioni eleggono i propri senatori su base regionale con sistema proporzionale. I seggi sono ripartiti tra le regioni, partendo dal numero minimo di sette seggi ciascuna, I partiti possono coalizzarsi e per l'assegnazione dei seggi la coalizione deve ottenere almeno il 20% dei voti validi espressi a livello regionale ed almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 3%. Le liste non coalizzate devono invece ottenere almeno l'8% dei voti validi espressi, sempre a livello regionale. Nella ripartizione dei seggi su base regionale all'interno delle coalizioni sono ammesse solo le liste collegate che abbiano conseguito almeno il 3% dei voti validi a livello regionale. Anche il premio di maggioranza al Senato è su base regionale; la lista o coalizione avente la maggioranza relativa dei voti in una regione ottiene il 55% (arrotondati per eccesso) dei seggi assegnati a quella regione, se col normale criterio proporzionale ne otterrebbe di meno. Sia per la Camera, sia per il Senato, il metodo di voto consiste nell'apporre una croce solo sopra il simbolo di un partito. Non è prevista la possibilità di scrivere una preferenza all'interno di un partito in quanto le liste sono bloccate e i seggi destinati ad ogni partito saranno assegnati in ordine ai primi candidati della lista, nell'ordine stabilito dalle segreterie dei partiti.

9 Sistema elettorale locale
Comuni fino a abitanti Elezione del Sindaco in un solo turno, contestuale a quello del Consiglio, con sistema maggioritario con queste regole ogni candidato sindaco è indicato sulla scheda, collegato a una lista di consiglieri l’elettore vota per il Sindaco e può esprimere una preferenza nella lista collegata È eletto il candidato che ha avuto la maggioranza dei voti; alla lista collegata sono attribuiti i 2/3 dei seggi I seggi restanti sono divisi proporzionalmente tra le altre liste

10 Comuni con più di 15.000 abitanti
Il Sindaco è eletto con la maggioranza assoluta dei voti validi; se nessun candidato consegue questo risultato, nella seconda domenica successiva si procede a un secondo turno tra i due candidati che hanno avuto il maggior numero di voti Al candidato Sindaco sono collegate una o più liste per il Consiglio. Questo viene eletto con sistema proporzionale con possibile premio di maggioranza Se il sindaco è eletto al primo turno ma le liste collegate non raggiungono il 50% i seggi sono ripartiti con il sistema proporzionale d’Hondt Se il sindaco è eletto al primo turno e le liste collegate raggiungono il 50% a tale lista è assegnato il 60% dei seggi; i seggi restanti sono ripartiti con il sistema proporzionale d’Hondt Se il sindaco è eletto al secondo turno alle liste è assegnato il 60% dei seggi; i seggi restanti sono ripartiti con il sistema proporzionale d’Hondt L’elettore ha la possibilità di esprimere un voto di preferenza


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