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Metodologie e determinazioni quantitative dazienda Prof. M. Lacchini.

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1 Metodologie e determinazioni quantitative dazienda Prof. M. Lacchini

2 Modalità di svolgimento del corso Il corso si tiene nel seguente orario nel I semestre: Martedì ore – Il programma si compone di tre parti: 1.la teoria del bilancio desercizio 2.la pratica del bilancio desercizio 3.introduzione ai principi contabili internazionali Testi consigliati: M. LACCHINI, Modelli Teorico Contabili e Principi di Redazione del Bilancio, Giappichelli, Torino, M. LACCHINI, R. TREQUATTRINI, I principi di redazione del bilancio secondo il paradigma IAS/IFRS, Cedam, Padova, G. ZANDA, M. LACCHINI, T. ONESTI, La valutazione delle aziende, V Ed.,Giappichelli, Torino, 2005

3 La teoria del bilancio desercizio 1 a parte

4 Il sistema aziendale Limpresa è un sistema finalizzato, aperto, complesso, probabilistico, dotato di meccanismi di autoregolazione (Zanda) Un sistema è composto da: 1. elementi (beni, persone, operazioni, conoscenze); 2. relazioni tra gli elementi. Il comportamento dellimpresa dipende dalla qualità degli elementi e delle relazioni interne ed esterne. Il comportamento di un elemento X nel sistema S 1 può essere differente dal comportamento di X nel sistema S 2.

5 Limpresa come sistema finalizzato Limpresa è costantemente orientata verso obiettivi (impostazione teleologica) Il potere di governo è detenuto dal soggetto economico, il quale: 1. prende le decisioni strategiche; 2. controlla il funzionamento del sistema aziendale imponendo, mediante luso delle influenze autoritarie e non autoritarie, una gerarchia di obiettivi, di decisioni, di organi e di comando.

6 Limpresa come sistema aperto Limpresa è parte del sistema-ambiente (ecosistema). Limpresa scambia con lambiente energie, materiali, conoscenze. Limpresa tende a realizzare i suoi obiettivi, ma lambiente la influenza e può farla deviare. Limpresa, a sua volta, può influenzare lambiente (es.: crea bisogni).

7 Limpresa come sistema complesso e probabilistico Nellimpresa esistono molti elementi e molte relazioni. Gli elementi e le relazioni non sono completamente individuabili e descrivibili (complessità). Gli elementi e le relazioni tra gli elementi non sono stabili e non si manifestano sempre allo stesso modo. Per questo il comportamento dellimpresa è prevedibile solo in termini probabilistici e le decisioni vengono prese dalluomo amministrativo e non dalluomo economico.

8 I meccanismi di regolazione Limpresa è un sistema dotato di meccanismi di regolazione che le consentono di rimanere costantemente orientata verso gli obiettivi. La regolazione di tali meccanismi è di tipo omeostatico nel senso che la regolazione, mediante il feedback, consente allimpresa di mantenere le variabili organizzative a livello desiderato. Nelle imprese tale meccanismo è dato dal processo di programmazione e controllo.

9 Le forze opponenti Lambiente esterno è costituito da fornitori, clienti, concorrenti, sindacati, Stato, finanziatori, ricercatori e scienziati ecc. Lambiente interno è costituito dai centri aziendali di decisione, controllo ed esecuzione. Questi soggetti possono essere riguardati come forze opponenti esterne ed interne che riducono larea di manovra del soggetto economico. Le forze opponenti interne ed esterne configurano gli stakeholder, ovvero i soggetti interessati alla gestione dellimpresa.

10 La risposta del soggetto economico Il soggetto economico risponde alle forze opponenti interne ed esterne con due mezzi fondamentali: 1. Strategie e politiche di approvvigionamento di marketing finanziarie di rel. industriali di rel. pubbliche fornitori clienti/concorrenti capitalisti/investitori sindacati Stato/collettività 2. Strumenti organizzativi e di programmazione e controllo dellattività del personale Si crea un sistema organizzativo Si determina un programma operativo Si istituisce un controllo del comportamento dei dipendenti

11 Il bilancio desercizio Gli stakeholder hanno bisogno di informazioni sullo stato e sullevoluzione prospettica della gestione. Essi formulano attese su: i risultati aziendali; i comportamenti aziendali; le informazioni aziendali tempestive ed adeguate necessarie per prendere in modo consapevole le proprie decisioni. Lo strumento fondamentale che fornisce agli stakeholder informazioni patrimoniali, finanziarie, economiche sullazienda è il bilancio desercizio, che evidenzia il reddito desercizio e il capitale di funzionamento.

12 Il bilancio e gli stakeholder Gli stakeholder possono avere obiettivi in contrasto tra loro. Limprenditore/soggetto economico aspira a poter utilizzare il bilancio come uno strumento di politica aziendale in modo da poter incidere in misura rilevante sulla condotta dei vari gruppi di interesse che ruotano attorno allimpresa e influenzarli adeguatamente così da poter conseguire più facilmente gli obiettivi del profitto e dello sviluppo dimensionale. Gli altri stakeholder aspirano a tenere sotto controllo loperato degli amministratori e perciò desiderano fortemente che il bilancio desercizio sia uno strumento neutrale ed asettico, uno strumento di informazione che consenta loro di prendere liberamente e consapevolmente le proprie decisioni. In che modo la redazione di un bilancio può influenzare il comportamento degli stakeholder dal punto di vista del soggetto economico?

13 Il punto di vista del s.e. Gli obiettivi assegnati allimpresa dal soggetto economico costituiscono i mezzi capaci di soddisfare le sue motivazioni. Lobiettivo prioritario del soggetto economico volto a soddisfare il bisogno di sicurezza è costituito dalla realizzazione di un soddisfacente livello di reddito che consenta il pagamento di dividendi normali e consueti e il finanziamento degli investimenti indispensabili, conservando il valuation ratio (VM/VC) e la struttura finanziaria a livelli sicuri. Gli amministratori possono, pertanto, incidere su: - lentità del reddito desercizio nel conto economico; - lentità dei dividendi distribuibili; - lentità dellautofinanziamento; - la struttura finanziaria dellimpresa sintetizzabile con il leverage ratio; - il valore del valuation ratio inteso come rapporto tra valore di mercato e valore contabile.

14 Motivazioni del s.e. e obiettivi dellimpresa

15 Esempio

16 Conclusioni Motivazioni di sicurezza altre Si soddisfano con un determinato livello di reddito che consenta il pagamento di dividendi normali e consueti e il finanziamento degli investimenti indispensabili Si soddisfano mediante lincremento del reddito e delle dimensioni dellazienda Variabile organizzativa Variabile di mercato Variabile finanziaria Il bilancio ordinario influenza la variabile finanziaria (valore del reddito, dei dividendi, dellautofinanziamento, del capitale sociale e del capitale di credito).

17 Commento Se lo scopo del bilancio è quello di consentire agli amministratori di influenzare la condotta e le decisioni degli stakeholder Allora il bilancio è uno strumento di politica aziendale; uno strumento di gestione; uno strumento di comportamento; uno strumento attivo di informazione con il quale si perseguono gli obiettivi di chi lo redige. Questa posizione è in contrasto con quella di quasi tutte le nazioni più evolute che riguardano il bilancio come uno strumento neutrale e passivo di informazione. Uno strumento che permetta il controllo delloperato degli amministratori e che fornisca agli utenti un sistema di informazioni finanziarie, patrimoniali ed economiche che permetta agli stakeholder di prendere decisioni consapevoli.

18 Il punto di vista degli altri stakeholder In uneconomia di mercato: - liniziativa imprenditoriale è libera; - limprenditore può uscire dal mercato; - le imprese inefficienti sono escluse dal mercato mediante il fallimento; - limprenditore ha le conoscenze tecniche per organizzare il personale e gli investimenti; - limprenditore che rischia il capitale è remunerato dal profitto. Oggi accade che: - liniziativa imprenditoriale è condizionata dallutilità sociale; - luscita dal mercato è difficoltosa; - il fallimento è iniquo perché tutela i creditori a danno dei dipendenti e del patrimonio tecnologico; - limprenditore è condizionato dai sindacati e dal giudice del lavoro; - il motivo del profitto non ha consenso sociale. I legislatori tendono ad assegnare al bilancio un ruolo passivo al fine di controllare loperato degli amministratori in linea con le tendenze che mirano a creare un controllo sociale delle imprese, specialmente di grandi dimensioni.

19 Conclusione Se lo scopo del bilancio è quello di fornire agli stakeholder informazioni neutrali, asettiche, che consentano di controllare loperato degli amministratori Allora il bilancio è uno strumento di controllo; una resa di conto neutrale ed asettica da parte degli amministratori; uno strumento passivo di informazione: gli amministratori con il bilancio non possono esercitare influenze sulle decisioni degli stakeholder: essi rendono solo il conto della gestione. Fin qui, le funzioni del bilancio secondo il punto di vista del soggetto economico e degli altri stakeholder. Ma cosa pensa la dottrina economico-aziendale a proposito del bilancio desercizio ?

20 Il punto di vista della dottrina Secondo la dottrina economico-aziendale, non esistono un reddito desercizio e un capitale di funzionamento veri. Esistono tanti valori ragionevoli di reddito desercizio e di capitale di funzionamento in quanto reddito e capitale sono quantità astratte. Il reddito desercizio è dato dalla differenza tra i capitali di funzionamento di due periodi successivi: RE 1 =CF 1 -CF 0 Poiché il reddito desercizio è una quantità astratta, lo è anche il connesso capitale di funzionamento. Sono quantità variamente configurabili nel loro valore in relazione alle ipotesi e alle previsioni che si effettuano in sede di determinazione della competenza dei costi e dei ricavi in ragione desercizio. Perciò non esiste un solo valore ma più valori; non una sola espressione quantitativa, ma varie espressioni quantitative.

21 Esempio Si supponga che unimpresa durante il primo anno di attività abbia svolto le seguenti operazioni: Acquisto merci 50 Acquisto impianto 1250 Vendita merci 200 Si supponga che a fine esercizio non si abbiano rimanenze di merci e che limpianto abbia una durata di 5 anni.

22 Esempio(2) Il conto economico del primo esercizio si presenta come segue: CE 1 Acquisti 50 Amm.to x R.E. f(x) Vendite 200 Il valore di x può dipendere: a)dalla previsione della durata fisica del bene; b)dalla previsione della durata economica del bene; c)dallandamento dei ricavi e dei costi nel tempo; d)dalle ipotesi sulla correlazione tra costi e ricavi. IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(50) (150)(250) (750) - Costi fissi pl.x1x1 x2x2 x3x3 x4x4 x5x R.E. medio = 1000/5

23 Esempio (3) I valori di x possono variare in funzione delle seguenti ipotesi di correlazione tra costi e ricavi: a) i costi fissi sono proporzionali ai ricavi IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(50) (150)(250) (750) - Costi fissi pl.(83,3) (250)(416,7) (1250) Reddito des.67, , b) i costi fissi sono proporzionali ai costi variabili IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(50) (150)(250) (750) - Costi fissi pl.(83,3) (250)(416,7) (1250) Reddito des.67, ,3 1000

24 Esempio (4) c) i costi fissi vanno ripartiti a quote costanti IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(50) (150)(250) (750) - Costi fissi pl.(250) (1250) Reddito des d) i costi fissi vanno ripartiti a quote crescenti IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(50) (150)(250) (750) - Costi fissi pl.(50)(150)(250)(350)(450)(1250) Reddito des

25 Conclusioni Il reddito desercizio è una quantità astratta. Il processo conoscitivo del valore non è un processo di determinazione ma di individuazione del valore. Si dovrebbe parlare di processo di assegnazione del reddito. e) i costi fissi vanno ripartiti a quote decrescenti IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(50) (150)(250) (750) - Costi fissi pl.(400)(325)(250)(175)(100)(1250) Reddito des

26 La teoria del bilancio desercizio Fine assegnato al bilancio Criteri di valutazione fattualmente impiegati Il valore del reddito e del capitale di finanziamento Il significato economico che si attribuisce alla configurazione del reddito desercizio dipende dal seguente schema: In generale si possono distinguere due tipologie di modelli teorico-contabili: - modelli deduttivi o assiomatici - modelli induttivi

27 Modello deduttivo o assiomatico Criteri particolari di valutazione Principi generali Fine Nei modelli assiomatici o deduttivi: a)il legislatore stabilisce il fine del bilancio; b)il legislatore individua i principi generali; c)i criteri particolari di valutazione discendono direttamente dal fine e dai principi generali di redazione del bilancio.

28 Modello induttivo Criteri particolari di valutazione Principi generali Fine Nei modelli induttivi: a)il legislatore individua i criteri particolari di valutazione; b)il legislatore fissa i principi generali; c)il fine del bilancio si può inferire interpretando a sistema i criteri particolari e i principi generali di valutazione.

29 I fini del bilancio desercizio fine Alfa fine Beta Secondo Onida i fini principali del bilancio sono Il reddito desercizio è un indicatore delle condizioni più o meno favorevoli incontrate dalla gestione nel corso del tempo Il reddito desercizio è un indicatore delleconomicità aziendale

30 I principi generali del fine Alfa Il fine Alfa poggia sui seguenti principi generali: 1. Tempo fisico: tutti i periodi amministrativi sono uguali e vanno trattati allo stesso modo 2. Costanza: i criteri di valutazione e la struttura dei conti non deve variare nel tempo per effettuare paragoni spazio-temporali 3. Neutralità: il bilancio ordinario è una resa di conto degli amministratori, cioè uno strumento passivo nelle mani degli amministratori (no politiche di bilancio) 4. Autonomia degli esercizi: il bilancio deve essere elaborato considerando lunitarietà della gestione nel tempo non tenendo conto della programmazione pluriennale 5. Competenza: la rilevazione dei ricevi e dei costi è basata su parametri obiettivi/neutrali

31 I criteri particolari del fine Alfa (i ricavi e i costi) Sono di competenza i ricavi realizzati. Per essere tali devono sussistere due condizioni: 1. i beni e/o i servizi devono essere stati prodotti 2. la proprietà deve essere stata trasferita (la proprietà si trasferisce quando colui che ha fatto la proposta riceve la risposta di consenso) I costi si distinguono in: - costi variabili (imputati in proporzione alla quantità prodotta e venduta) - costi fissi, suddivisi in -costi desercizio (imputati allesercizio cui nominalmente competono) -costi comuni pluriennali anticipati (sono imputati con criteri che eliminano la discrezionalità degli amministratori)

32 Unapplicazione del fine Alfa Si supponga che lazienda X presenti i seguenti dati: 1. le immobilizzazioni ammontino a 1000 e abbiano una vita utile di 5 esercizi 2. il capitale netto sia pari a la perdita deve essere reintegrata nellesercizio successivo con gli utili conseguiti in quellesercizio 4. lutile desercizio è interamente distribuito 5. il fattore fiscale è assente 6. la congrua remunerazione del capitale proprio è pari al 10% 7. nel corso dei cinque anni i costi e i ricavi siano i seguenti: IIIIIIIVV Q. prodotte P. di vendita10 C. variabile unit C. fissi desercizio100 C.C.P.A. (1000)

33 (Segue) Applicando il criterio Alfa si ottengono i seguenti valori: IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(800)(1600)(2400) (800)(8000) MARGINE LORDO Costi fissi des.(100) (500) M. DI CONTR.NE C.C.P.A.(200) (1000) REDDITO DES.(100) (100)500 ROE 1 =-100/1000=-10%ROE 2 =100/1000=10% ROE 3 =300/1000=30% ROE 4 =300/1000=30% ROE 5 =-100/1000=-10%

34 Vantaggi del fine Alfa 1. Il bilancio è un ottimo indicatore neutrale/obiettivo delle condizioni più o meno favorevoli incontrate dalla gestione nel corso del tempo 2. Il bilancio rappresenta una resa di conto da parte degli amministratori 3. Consente di standardizzare i bilanci poiché permette valide comparazioni tra gli stessi nel tempo e nello spazio 4. Permette di controllare e revisionare facilmente il bilancio

35 Svantaggi del fine Alfa 1) Il bilancio non presenta sostanzialmente informazioni sulleconomicità dellimpresa R.E. = Ricavi – Costi R.E. = – 9500 = 500 R.E. = C.R.C. 2) Con questo fine i redditi e i dividendi oscillano notevolmente e ciò incide negativamente sul valore economico dellazienda X 3) Si creano difficoltà in sede di distribuzione dei dividendi C.R.C. = (1000 x 10%) x 5 = 500

36 I principi generali del fine Beta Il fine Beta poggia sui seguenti principi generali: 1. Tempo economico: i periodi amministrativi non sono uguali essendo qualificati da diversi eventi economici, sociali, politici 2. Unitarietà della gestione: la massa dei costi si contrappone alla massa dei ricavi. I periodi favorevoli e sfavorevoli sono collegati tra loro 3. Sistematicità della gestione: i progetti operativi devono essere valutati in modo unitario e non esercizio per esercizio 4. Programmazione pluriennale: è necessario impostare una programmazione pluriennale nella quale inquadrare la redazione del bilancio desercizio 5. Perequazione dei redditi: il bilancio deve indicare il reddito medio prospettico e, a tal fine, sono ammesse le politiche di bilancio

37 I criteri particolari del fine Beta La valutazione degli elementi del bilancio avviene per fasi Fase A Fase B I singoli elementi del patrimonio vengono valutati individualmente Le singole valutazioni di cui alla precedente fase sono riconsiderate a sistema

38 La Fase A Per gli elementi Attivi Si utilizza il valore di presunta estinzione Passivi a realizzo diretto Si utilizza il valore di presunto realizzo netto adeguato a realizzo indiretto Si utilizza la capacità di ammortamento dellimpresa

39 Il valore di presunto realizzo netto adeguato Si calcola applicando il seguente schema: Valore di presunto realizzo (V.P.R.) (Costi speciali da sostenere fino alla vendita dellelemento patrimoniale) (Costi indiretti da imputare allelemento patrimoniale) Valore di presunto realizzo netto (Congrua remunerazione sul capitale proprio calcolata sul fatturato: C.R.C.P.F.) Valore di presunto realizzo netto adeguato I valori sono: V.P.R.: è il fatturato corrispondente al bene oggetto di valutazione Costi speciali (dazi, assicurazioni, etichettatura ecc.) Costi indiretti (sorveglianza, magazzinaggio ecc.) C.R.C.P.F.: i/(FATT./CP)*V.P.R.

40 Esempio Si determini il valore delle rimanenze mediante i seguenti dati: 1. Il V.P.R. è pari a I costi speciali ammontano a I costi indiretti ammontano a Il tasso i è pari al 6% 5. Il capitale proprio dellimpresa ammonta a Il fatturato complessivo è pari a La C.R.C.P.F.= 0.06/(2000/1000)*100= 3 Valore di presunto realizzo (V.P.R.) 100 (Costi speciali da sostenere fino alla vendita dellelemento patrimoniale) (10) (Costi indiretti da imputare allelemento patrimoniale) (10) Valore di presunto realizzo netto 80 (Congrua remunerazione sul capitale proprio calcolata sul fatturato: C.R.C.P.F.) 3 Valore di presunto realizzo netto adeguato 77

41 La capacità di ammortamento Si calcola applicando la seguente formula: C.A. =Capacità di reddito -Congrua remunerazione del capitale IIIIIIIVVTot. Ricavi - Costi var. MARGINE LORDO - Costi fissi des. M. DI CONTR.NEX Capacità di reddito La capacità di reddito scaturisce da uno schema di programmazione pluriennale i x CP x t t = tempo di riferimento della programmazione

42 Esempio Si determini il valore delle immobilizzazioni sulla base dei seguenti dati: 1. Il tasso i è pari al 10% 2. Il capitale proprio dellimpresa ammonta a La programmazione pluriennale si articola come segue: IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(700)(1400)(2100) (700)(7000) MARGINE LORDO Costi fissi des.(100) (500) M. DI CONTR.NE Capacità di reddito = 2500C.R.C. = 3000 x 0,10 x 5 = 1500 C.A. = 2500 – 1500 = 1000

43 Gli elementi passivi: il caso dei ricavi sospesi La regola generale vuole che i ricavi non di competenza dellesercizio debbano essere sospesi (rimanenze passive). Se si tratta di rimanenze passive relative a beni su commessa, il problema della valutazione si complica. In generale, la valutazione può avvenire con due tecniche: 1) Valore rimanenza = Costi da sostenere per completare la commessa 2) Valore della rimanenza = Costi da sostenere per completare la commessa – Ricavi da riscuotere per completare la commessa Secondo il fine Beta, il valore della rimanenza andrebbe così determinato: Valore rimanenza = Costi da sostenere per completare la commessa – Ricavi da riscuotere per completare la commessa + Congrua remunerazione calcolata sul fatturato atteso

44 Esempio Si supponga di aver stipulato un contratto per la fornitura di un servizio e di aver riscosso il corrispettivo allatto della stipula del contratto. Si supponga che il servizio al termine dellesercizio non è stato completamente prestato e che i ricavi e i costi si distribuiscano come segue: Esercizio x: Ricavi riscossi = 300 Costi sostenuti = 50 Esercizio x+1: Ricavi riscossi = 0 Costi da sostenere = 260 CE x Costi sostenuti 50Ricavi 300 Ricavi sospesi 260 1) CE x+1 Costi 260Ricavi sospesi 260 Valore rimanenza = 260 CE x Costi sostenuti 50Ricavi 150 Ricavi sospesi 110 CE x+1 Costi 260Ricavi sospesi 110 Valore rimanenza = Esercizio x: Ricavi riscossi = 150 Costi sostenuti = 50 Esercizio x+1: Ricavi da riscuotere = 150 Costi da sostenere = 260 Ricavi 150 2)

45 Esempio (2) Si supponga di voler applicare il criterio previsto dal fine beta. Partendo dai dati della seconda ipotesi si avrà: Esercizio x: Ricavi riscossi = 150 Costi sostenuti = 50 Esercizio x+1: Ricavi da riscuotere = 150 Costi da sostenere = 260 CE x Costi sostenuti 50Ricavi 150 Ricavi sospesi 123,68 CE x+1 Costi 260 Ricavi sospesi 123,68 X = 260 – (0,1 / 2) x (X + 150) X = 117,5/0,95 = 123,68 Ricavi 150 Se si ipotizza che i = 10% e che FATT./CN = 2, il valore della rimanenza sarà il seguente:

46 La fase B 1 Si deve verificare se la redditività dellimpresa (ROE medio atteso) è congrua. ROE medio = i c congruo Se ciò non avviene si provvede al risanamento dellimpresa che consiste nel ridurre il valore delle immobilizzazioni e del capitale netto applicando il seguente sistema: Capacità di reddito CR Valore delle immobilizzazioni I Congrua remunerazione capitale (C x i x t) Valore delle immobilizzazioni I Capitale netto C Val. di bil. Imm.ni – Val. bil. CN (VBI – VBC) =+ =+

47 La fase B 2 Stimati i nuovi valori di C e di I si procede a allineare tali valori con quelli iscritti in bilancio. A questo punto si verifica che i valori del reddito e del capitale netto siano in linea rispettivamente con il reddito e la redditività congrui. Reddito congruo = i c x CN Redditività congrua: ROE medio = ROE congruo A tal fine si effettua la perequazione dei redditi, ovvero si incide sulla distribuzione nel tempo dei costi, affinchè lo SP e il CE evidenzino il reddito e la redditività medi prospettici ritenuti congrui.

48 Esempio (1) Si supponga che lazienda Beta abbia il seguente SP : IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(500)(1400)(1800) (500)(6000) MARGINE LORDO Costi fissi des.(100) (500) M. DI CONTR.NE C.C.P.A.(1800) REDDITO DES.1700 SP Immobilizzazioni 1800Capitale netto 2500 Si ipotizzi la seguente programmazione pluriennale : Il margine di contribuzione è pari alla capacità di reddito e il tasso di congrua remunerazione è pari al 15%

49 Esempio (2) Il rapporto tra redditività media e reddito congruo è il seguente: Si deve risanare limpresa in quanto la redditività palesata dalla programmazione è inferiore a quella giudicata congrua. Tale affermazione è confermata dal fatto che la capacità di ammortamento è inferiore al valore contabile delle immobilizzazioni (1800) ROE medio = (1700/5)/2500 = 13,6% 13,6% < 15% ROE medio < i c Capacità di amm.to 1625 Capacità di reddito 3500 =- Congrua remunerazione capitale (2500x0,15x5) 1875 < 1800

50 Esempio (3) Al fine di risanare limpresa si imposta il seguente sistema di equazioni: Capacità di reddito CR Valore delle immobilizzazioni I Congrua remunerazione capitale (C x i x t) Valore delle immobilizzazioni I Capitale netto C Val. di bil. Imm.ni – Val. bil. CN (VBI – VBC) =+ = = I + (C x 0,15 x 5) I = C + ( ) C = 2400I = 1700

51 Esempio (4) A questo punto lo SP si modifica come segue : SP Immobilizzazioni 1700Capitale netto 2400 Limpresa finalmente soddisfa la condizione di congruità del reddito e della redditività media Reddito medio = 1800/5 = 360 ROE medio = 360/2400 = 15% Reddito congruo = 2400 x 0,15 = 360 ROE congruo = 15%

52 Esempio (5) IIIIIIIVVTot. Ricavi Costi var.(500)(1400)(1800) (500)(6000) MARGINE LORDO Costi fissi des.(100) (500) M. DI CONTR.NE C.C.P.A.(40)(140)(740) (40)(1700) REDDITO DES Ne consegue che la programmazione pluriennale può essere completata come segue : In pratica si effettua una perequazione dei redditi che è necessitata dallesigenza di fare in modo che in ogni esercizio il CE e lo SP evidenzino il reddito medio prospettico e la redditività media prospettica.

53 Conclusioni 1.Lesigenza di rispettare il fine del bilancio impone la perequazione dei redditi 2.La perequazione dei redditi si ottiene modificando la dinamica dei costi comuni pluriennali anticipati 3.Il principio è che se in un progetto gestionale ciò che conta è il risultato reddituale complessivo calcolato sulla vita dellintero progetto allora è ragionevole perequare i redditi relativamente al periodo di programmazione

54 La pratica del bilancio desercizio 2 a parte 1. Fine del bilancio (art. 2423) 2. Postulati di bilancio o criteri generali di bilancio (art bis) 3. Criteri particolari di valutazione (art. 2426)

55 Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Il bilancio desercizio è composto da tre documenti: Inoltre, sono allegati al bilancio desercizio la relazione sulla gestione (art. 2428) e la relazione dei sindaci (art. 2429) Documenti di bilancio (art comma 1) STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO NOTA INTEGRATIVA è un documento di derivazione contabile, che illustra: - attività; - passività; - patrimonio netto. è un documento di derivazione contabile, che illustra: - ricavi di esercizio; - costi di esercizio; - reddito di esercizio. è un documento descrittivo che contiene informazioni su: - criteri di valutazione adottati; - voci dello stato patrimoniale e del conto economico; - altro.

56 Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dellesercizio. La clausola generale rappresenta una norma sovraordinata rispetto agli altri principi di redazione del bilancio; una regola a cui i criteri generali e particolari devono uniformarsi. La clausola generale comprende due requisiti distinti: CHIAREZZA RAPPRESENTAZIONE VERITIERA E CORRETTA requisito di natura FORMALE: riguarda la forma e la struttura del bilancio requisito di natura SOSTANZIALE: riguarda la sostanza del bilancio e delle informazioni in esso contenute Clausola generale Postulati di bilancio Criteri particolari di valutazione Clausola generale (art comma 2)

57 CHIAREZZA E un attributo che riguarda la forma del bilancio: le modalità di rappresentazione dei conti. Un bilancio è chiaro se rispetta le disposizioni legislative in tema di: - forma: sezioni contrapposte o forma scalare; - struttura: numero, denominazione, aggregazione e ordine delle voci. RAPPRESENTAZIONE VERITIERA E CORRETTA E un attributo che riguarda la sostanza del bilancio: il contenuto delle informazioni da fornire agli stakeholder. Deriva dallespressione true and fair view contenuta nella IV Direttiva CEE (inizialmente tradotta come quadro fedele). Un bilancio soddisfa il requisito della rappresentazione veritiera e corretta (RVC) se è conforme al fine assegnato dal legislatore al bilancio stesso. Requisiti della clausola generale RVC Esiste la rappresentazione veritiera e corretta se le informazioni riportate in bilancio riflettono sono ispirate al FINE DI BILANCIO

58 Fine di bilancio e RVC Nel processo di emanazione di norme in materia contabile, il legislatore può seguire due vie alternative: Il legislatore: 1) detta il FINE; 2) non detta i CRITERI DI VALUTAZIONE. I redattori del bilancio devono scegliere i criteri più idonei al raggiungimento del fine prefissato. I redattori hanno pertanto un atteggiamento attivo nella redazione il bilancio di esercizio. Il legislatore: 1) detta il FINE; 2) detta i CRITERI DI VALUTAZIONE. I redattori del bilancio devono applicare pedissequamente i criteri prescelti. I redattori hanno pertanto un atteggiamento passivo nella redazione del bilancio di esercizio.

59 Il legislatore italiano ha, invece, adottato la seguente via: 1)il legislatore non ha dettato il fine (art. 2423); 2)il legislatore ha dettato criteri di valutazione generali e particolari (artt bis e 2426 c.c.) che, in assenza di un fine specifico, sono ispirati ai principi della buona ragioneria, del sano empirismo, della generale accettazione, ecc. In assenza di un fine esplicitato in modo diretto e/o indiretto, si può pertanto affermare che il bilancio offre una rappresentazione veritiera e corretta se rispetta le norme sancite dal legislatore in tema di postulati di bilancio e di criteri particolari di valutazione (rispettivamente artt. 2423bis e 2426 del codice civile). Fine di bilancio e RVC(2) RVC Le informazioni fornite dal bilancio non sono rispondenti al fine FINE DI BILANCIO PRINCIPI DI REDAZIONE GENERALI PRINCIPI DI REDAZIONE PARTICOLARI Le informazioni fornite dal bilancio sono rispondenti ai criteri di redazione dettati dal legislatore

60 Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo. La norma precisa che la disposizione costituisce un obbligo a carico dei redattori del bilancio; ma non specifica quali tipi di informazioni fornire e in quale documento inserirle (integrazione delle voci contenute nei prospetti contabili; ulteriori informazioni da fornire nella nota integrativa; redazione di prospetti o documenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal codice, ecc.). Informazioni complementari (art comma 3)

61 Se, in casi eccezionali, lapplicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga deve indicarne linfluenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato. In sostanza, il legislatore indica che qualora si rilevi un contrasto tra una norma contenuta nel codice e la rappresentazione veritiera e corretta, si debba privilegiare questultima derogando alla norma. Trattasi di una deroga obbligatoria. Le deroghe si sostanziano in rivalutazioni degli elementi dellattivo patrimoniale. La normativa vigente è fondata sul criterio del costo storico, in coerenza al principio di prudenza che pervade lapparato codicistico. In ottemperanza a tale postulato, le rivalutazioni sono ammesse solo in casi eccezionali, in ipotesi di deroga dei criteri di valutazione previsti dal codice. Deroghe per casi eccezionali (art comma 4)

62 Le rivalutazioni sono contabilizzate mediante la seguente scrittura in P.D.: Deroghe per casi eccezionali: rivalutazioni Elemento patrimoniale (Fabbricato, Terreno, ecc.) aRivalutazioniX Il legislatore, tuttavia, non individua i casi eccezionali, ma li considera come fenomeni coincidenti con le speciali ragioni presenti dal Codice del 1942 (non novellato dal D.Lgs 127/91). CASI ECCEZIONALI SPECIALI RAGIONI A)BENI della società B)CAPITALE della società In sede di riparto dellutile: Utile desercizioaRiserva non distribuibileX

63 Deroghe per casi eccezionali: speciali ragioni (beni) A 1 ) Cambiamento di destinazione economica del bene A 2 ) Eliminazione/attenuazione di vincoli e/o servitù esistenti sul bene A 3 ) Cambiamento di destinazione giuridica del bene Esempio Un terreno agricolo, a causa della modifica del piano regolatore, diventa edificabile: il costo storico del terreno non è più rappresentativo del suo valore. Esempio Su un terreno di proprietà della società vengono eliminate una servitù di passaggio, una servitù militare, un vincolo paesaggistico, archeologico, ecc.: il costo storico del terreno non è più rappresentativo del suo valore. Esempio La società stipula, prima del 31/12, un compromesso di vendita di un bene aziendale a un prezzo superiore rispetto al suo valore contabile; la vendita avverrà dopo il 31/12, ma alla data di bilancio il costo storico del bene non è più rappresentativo del suo valore. Casi riconosciuti dalla dottrina e dalla giurisprudenza

64 Deroghe per casi eccezionali: speciali ragioni (capitale) Art. 2446: riduzione del capitale per perdite. Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori o il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono senza indugio convocare l'assemblea per gli opportuni provvedimenti. All'assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni del collegio sindacale o del comitato per il controllo sulla gestione. La relazione e le osservazioni devono restare depositate in copia nella sede della società durante gli otto giorni che precedono l'assemblea, perché i soci possano prenderne visione. Nellassemblea gli amministratori devono dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione. Se entro l'esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l'assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglianza che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in proporzione delle perdite accertate. In mancanza gli amministratori e i sindaci o il consiglio di sorveglianza devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio. Il tribunale provvede, sentito il pubblico ministero, con decreto soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle imprese a cura degli amministratori. Contro tale decreto è ammesso reclamo alla corte d'appello entro trenta giorni dall'iscrizione.

65 Dalla lettura dellart. 2446, si evince che quando una società presenta una perdita superiore a 1/3 del capitale sociale, che continua a persistere anche nellesercizio successivo, lassemblea deve deliberare la riduzione del capitale sociale al fine di garantirne la copertura, secondo la seguente scrittura contabile: Deroghe per casi eccezionali: speciali ragioni (capitale) (2) Capitale socialeaPerdita desercizioX In presenza di tale situazione, allo scopo di evitare di ridurre il capitale, si invocano la presenza di un caso eccezionale e proporre la rivalutazione, in base al valore corrente, di un elemento dellattivo patrimoniale. Alla rivalutazione corrisponde la costituzione, per un importo analogo, di una riserva di capitale. Ne deriva che il capitale netto aumenta e lincidenza delle perdite si riduce a un livello inferiore a 1/3 del capitale. Questo caso eccezionale è riconosciuto solo dalla dottrina, ma non dalla giurisprudenza.

66 In presenza di una perdita superiore a 1/3 del capitale, si invocano i casi eccezionali e si rivaluta il valore dei fabbricati per euro 500. Esempio Stato Patrimoniale t Fabbricati1.000Debiti2.450 Altre attività2.000Capitale sociale Perdita dex. 900 (350) Totale3.000Totale3.000 Stato Patrimoniale t Fabbricati1.500Debiti2.450 Altre attività2.000Capitale sociale Riserva di rival. Perdita dex (350) Totale3.500Totale3.500

67 La pratica del bilancio desercizio 1. Fine del bilancio (art. 2423) 2. Postulati di bilancio o criteri generali di bilancio (art bis) 3. Criteri particolari di valutazione (art. 2426) 2 a parte

68 La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dellattività, nonché tenendo conto della funzione economica dellelemento dellattivo o del passivo considerato. Le valutazioni di bilancio devono essere effettuate nella prospettiva della continuazione dellattività aziendale. La continuità è il principio di base; infatti, è denominato protoprincipio, in quanto, in assenza di continuità aziendale non si può parlare di bilancio ordinario di esercizio, ma di bilanci straordinari (bilancio di liquidazione, di cessione, di trasformazione, ecc.). Le norme in materia di bilancio (art e ss.) si applicano nei confronti di imprese in funzionamento. Non sono norme dirette alla redazione di bilanci straordinari. Non è sufficiente presumere la continuazione. Essa deve essere accertata dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale. Tuttavia, né il codice, né i Principi Contabili del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri definiscono un processo in grado di accertare il presupposto della continuità aziendale. In merito, il principio di revisione n. 21 individua alcuni indicatori economici, gestionali e di altra natura idonei a verificare lesistenza del presupposto della continuità aziendale. Going concern o continuità (art bis comma 1)

69 Art bis Comma 1: la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dellattività, nonché tenendo conto della funzione economica dellelemento dellattivo o del passivo considerato. Art bis Comma 2:si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dellesercizio. Non devono essere computati gli utili sperati e devono essere computate le perdite presunte (principio della realizzazione). Art bis Comma 4: si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dellesercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo. Art Comma 2: gli ammortamenti vanno calcolati sia in caso di perdite, sia in caso di utili. Pertanto, il postulato stabilisce che: le attività e i ricavi devono essere valutate al minore tra i valori possibili (valori obiettivi, ragionevoli e attendibili); le passività e i costi devono essere valutati al maggiore tra i valori possibili. Per possibili si intende valori tendenzialmente obiettivi, ragionevoli e attendibili. Prudenza (art bis comma 1, 2, 4, art comma 2)

70 La giustificazione è la cautela verso il futuro incerto. Lobiettivo che si persegue è di salvaguardare lintegrità del capitale, ovvero di fare in modo che, in ogni momento della vita aziendale, il capitale di bilancio (il capitale netto) risulti inferiore, o al massimo uguale, al capitale economico (cioè al valore di mercato del capitale netto). La valutazione deve essere, pertanto, prudente, al fine di evitare di annacquare il capitale: CN W Nella pratica il postulato della prudenza si traduce nel principio delle asimmetrie delle stime che implica quanto segue: - divieto di contabilizzare le attività potenziali non certe e non quantificabili (utili sperati), ma solo gli utili effettivamente realizzati; - obbligo di contabilizzare le passività potenziali (perdite presunte) se probabili e quantificabili. Prudenza (2) (art bis comma 1, 2, 4)

71 Funzione economica (art bis comma 1) La valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dellattività, nonché tenendo conto della funzione economica dellelemento dellattivo o del passivo considerato. E stato introdotto con il D.Lgs. n. 6 del 17 gennaio 2003 (Riforma del diritto societario). Lespressione è stata soggetta a critiche in quanto ritenuta poco chiara. La dottrina prevalente interpreta il principio come una espressione della prevalenza della sostanza sulla forma. Esso garantisce che, in caso di contrasto tra la realtà economica di unoperazione e la forma legale con la quale essa si manifesta, i redattori di bilancio privilegino la prima, rilevando i fatti amministrativi in conformità alla propria sostanza. Es.: operazioni pronti contro termine di titoli. Forma: vendita di titoli. Sostanza: finanziamento a scadenza dietro garanzia su titoli.

72 Competenza economica (art bis comma 3) Si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dellesercizio, indipendentemente dalla data dellincasso o del pagamento. I costi e i ricavi sono contabilizzati in bilancio in base alla loro competenza economica, trascurando la relativa manifestazione numeraria. Un ricavo è di competenza dellesercizio allorquando: a) il bene o servizio è stato approntato; b) è stato trasferito il diritto di godimento del bene o del servizio. Un costo è di competenza dellesercizio se: a) si è realizzato il corrispettivo ricavo; b) si è utilizzato il relativo servizio; c) il servizio o il ricavo non si avranno più perché sono svaniti.

73 Valutazione atomistica (art bis comma 5) Gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci dei conti vanno valutati separatamente. Gli elementi eterogenei ricompresi in una singola voce devono essere valutati separatamente e analiticamente, senza effettuare stime forfettarie. Non rappresenta un principio vero e proprio, piuttosto una regola di redazione del bilancio. Es.: la voce costi di Ricerca, Sviluppo e Pubblicità. I singoli costi riguardanti le varie funzioni vanno analizzati e valutati in modo autonomo, senza possibilità di compensazioni. Anche lart ter sancisce che sono vietati compensi di partite.

74 Costanza (art bis comma 6) I criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio allaltro. Deroghe al principio enunciato nel numero 6) del comma precedente sono consentite in casi eccezionali. La nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne linfluenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico. I criteri di valutazione, la forma e la struttura dei conti devono rimanere costanti nel tempo, al fine di garantire la comparabilità dei bilanci. Il principio della costanza è lunico postulato che, in casi eccezionali, può essere derogato. La nota integrativa deve: motivare la deroga indicarne linfluenza sulla situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico. Le deroghe al principio della costanza rappresentano cambiamenti di principi contabili (es.: cambiamento del metodo di valutazione delle partecipazioni: dal costo, al patrimonio netto; cambiamento del metodo di scarico delle rimanenze di magazzino: dal FIFO al LIFO; ecc.). Differenti sono le variazioni di stime che rappresentano eventi ordinari, normali e tipici in una azienda, che, pertanto, non generano deroghe al principio della costanza (es.: cambiamento di una aliquota di ammortamento: dal 10% al 20%; cambiamento del valore di presumibile realizzazione di un credito; ecc.)

75 La pratica del bilancio desercizio 1. Fine del bilancio (art. 2423) 2. Postulati di bilancio o criteri generali di bilancio (art bis) 3. Criteri particolari di valutazione (art. 2426) 2 a parte

76 Criteri particolari di valutazione (art. 2426) CRITERI PARTICOLARI DI VALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI IMMATERIALI FINANZIARIE BENI IMMATERIALI ONERI PLURIENNALI AVVIAMENTO CREDITI RIMANENZE

77 Immobilizzazioni (art. 2426) Si considerano immobilizzazioni gli elementi patrimoniali (beni) destinati ad essere utilizzati durevolmente nellattività aziendale (principio della destinazione). Con riferimento alle immobilizzazioni finanziarie, si presumono immobilizzazioni le partecipazioni detenute in misura non inferiore al: - 10% del capitale sociale se riguardano società quotate; - 20% del capitale sociale se riguardano società non quotate. IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI IMMATERIALI FINANZIARIE BENI IMMATERIALI ONERI PLURIENNALI AVVIAMENTO

78 Immobilizzazioni materiali (art. 2426) Nel seguito verrà analizzata la disciplina codicistica prevista per le immobilizzazioni materiali che è sintetizzabile nei seguenti tre aspetti: - iscrizione - ammortamento - svalutazione IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI IMMATERIALI FINANZIARIE BENI IMMATERIALI ONERI PLURIENNALI AVVIAMENTO

79 Iscrizione (art comma 1) Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti costi direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato; con gli stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi. Le immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie sono iscritte al costo. COSTO COSTO DI ACQUISTO COSTO DI PRODUZIONE + Prezzo fatturato + IVA indetraibile + oneri accessori * - sconti commerciali * Gli oneri accessori si riferiscono a spese di trasporto, di collaudo, di montaggio, di intermediazione, ecc. costi direttamente imputabili al bene costi indiretti per la quota ragionevolmente imputabili sostenuti nel periodo di fabbricazione fino al momento in cui il bene può essere utilizzato oneri finanziari legati alla produzione sostenuti nel periodo di fabbricazione può comprendere anche: possono essere aggiunti anche:

80 Ammortamento (art comma 2) Il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa. Lammortamento deve essere effettuato solo ai beni aventi vita limitata; ne discende che non tutte le immobilizzazioni sono soggette ad ammortamento. Ad esempio, non sono soggette ad ammortamento i terreni e le opere darte. Lammortamento si rileva con la seguente scrittura contabile: AmmortamentoaElemento patrimoniale di durata definita X Immobilizzazioni a vita utile limitata (o di durata definita) devono essere ammortizzate: sistematicamente in ogni esercizio in funzione della loro residua possibilità di utilizzazione

81 Ammortamento(2) (art comma 2) SISTEMATICAMENTE Le immobilizzazioni devono essere ammortizzate in base a un piano di ammortamento prestabilito al momento di entrata in funzione del bene che stabilisca i criteri di ammortamento e le aliquote. Il piano di ammortamento definisce le modalità tramite le quali il costo ammortizzabile viene ripartito nel periodo di vita utile dellimmobilizzazione; può essere a quote costanti, a quote crescenti e a quote decrescenti. IN OGNI ESERCIZIO Lammortamento deve essere effettuato sistematicamente in ogni esercizio, a prescindere dai risultati economici dellazienda (sia che lazienda rilevi un utile, sia che lazienda rilevi una perdita). Lammortamento è un procedimento di ripartizione di un costo pluriennale e non un processo di valutazione. RESIDUA POSSIBILITA DI UTILIZZAZIONE Lespressione indica che nella definizione del piano di ammortamento è necessario tener conto della vita utile del bene (numero di anni in cui si effettua lammortamento). La vita utile è stimata valutando sia il LOGORIO FISICO o consumo del bene che il DEPERIMENTO o superamento tecnologico del bene. La vita utile deve essere eguagliata al minore tra il periodo di consumo fisico e quello di obsolescenza tecnologica.

82 Esempio Nella predisposizione del piano di ammortamento di unimmobilizzazione, è necessario conoscere i seguenti elementi: - il valore originario della immobilizzazione: 2.550; - il valore residuo dellimmobilizzazione al termine della sua vita utile: 50; - la durata della vita utile: 5 anni. Piano a quote costanti Anno 1Anno 2Anno 3Anno 4Anno 5 Valore originario2.550 Quota di ammortamento500 Fondo ammortamento Valore contabile netto

83 Esempio(2) Piano a quote crescenti e decrescenti Si determina dapprima un coefficiente K che successivamente si moltiplica per il numero degli anni di ammortamento in modo crescente o decrescente Piano a quote crescenti: q 1 = 167 × 1 = 167 q 2 = 167 × 2 = 333 q 3 = 167 × 3 = 500 q 4 = 167 × 4 = 667 q 5 = 167 × 5 = 883 Piano a quote decrescenti: q 1 = 167 × 5 = 833 q 2 = 167 × 4 = 667 q 3 = 167 × 3 = 500 q 4 = 167 × 2 = 333 q 5 = 167 × 1 = 167 Il codice prevede la possibilità di modifiche al piano di ammortamento riguardanti soltanto i criteri e i coefficienti di ammortamento applicati. Le modifiche devono essere motivate in nota integrativa.

84 Esempio(3) Piano a quote crescentiAnno 1Anno 2Anno 3Anno 4Anno 5 Valore originario2.550 Quota di ammortamento Fondo ammortamento Valore contabile netto Piano a quote decrescenti Anno 1Anno 2Anno 3Anno 4Anno 5 Valore originario2.550 Quota di ammortamento Fondo ammortamento Valore contabile netto

85 Svalutazione (art comma 3, parte prima) L'immobilizzazione che, alla data della chiusura dell'esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore rispetto al costo (come determinato nei punti 1 e 2), deve essere iscritta a tale minor valore. Questo valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. Il valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali deve essere svalutato quando il costo valore contabile (costo storico – fondo ammortamento) > valore durevole ossia quando il valore contabile non è più giustificato dal valore recuperabile del bene. In ottemperanza al principio della prudenza, non è possibile iscrivere le attività ad un valore contabile superiore rispetto a quello recuperabile. Il valore durevole di unimmobilizzazione materiale e immateriale subisce una riduzione in presenza di fenomeni duraturi riguardanti: a)un imprevedibile logorio del bene; b)un imprevedibile deperimento del bene; c)uninsufficiente capacità di ammortamento dellimpresa. In realtà, i fenomeni a) e b) possono essere rilevati dallimpresa mediante una modifica del piano di ammortamento, mentre lipotesi c) può essere affrontata solo tramite una svalutazione.

86 Svalutazione(2) (art comma 3, parte prima) Valore durevole o recuperabile (W=valore economico) Prezzo netto di vendita Valore duso (determinato con metodi di valutazione) SvalutazioneaImmobilizzazioneX Quindi, se COSTO* >W cè svalutazione durevole. * ovvero il valore contabile Se COSTO* W si può mantenere il valore del costo. In pratica:

87 In ipotesi di rilevazione di una svalutazione durevole, è necessario aggiornare il piano di ammortamento del bene svalutato. Negli anni successivi occorre verificare che i motivi che hanno prodotto la svalutazione continuino a persistere. Il codice, infatti, prevede che la svalutazione non può essere mantenuta nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. Pertanto, occorre rilevare un ripristino di valore, nella misura massima della svalutazione precedentemente effettuata. Il costo di iscrizione rappresenta, infatti, un limite massimo oltre il quale il valore dellimmobilizzazione non può essere contabilizzato. Il ripristino di valore non può mai sostanziarsi in una rivalutazione (rilevabile solo in presenza di deroghe per casi eccezionali e di leggi speciali). Svalutazione(3) (art comma 3, parte prima) ImmobilizzazioneaRipristino di valoreX Con il ripristino di valore si iscrive il valore che limmobilizzazione avrebbe avuto, qualora la svalutazione non fosse mai stata effettuata (costo storico al netto degli ammortamenti previsti nel piano originario).

88 Immobilizzazioni immateriali (art. 2426) IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI IMMATERIALI FINANZIARIE BENI IMMATERIALI ONERI PLURIENNALI AVVIAMENTO di durata definita*: 1. brevetto industriale 2.diritti di utilizzazione delle opere dellingegno 3. concessioni 4. licenze 5. marchi 6. diritti simili di durata indefinita 1. costi di impianto 2. costi di ampliamento 3. costi di ricerca 4. costi di sviluppo 5. costi di pubblicità 6. avviamento * La disciplina contabile dettata dal legislatore è analoga a quella prevista per le immobilizzazioni materiali (art punti 1, 2 e 3) a cui si rinvia.

89 Oneri pluriennali (art comma 5) Costi di impianto oneri sostenuti nella fase pre-operativa (spese notarili di costituzione, costi per studi di settore preparatori, per ricerche di mercato, studio e predisposizione dellorganizzazione, ecc.). Costi di ampliamento oneri sostenuti per laccrescimento, la ristrutturazione o la riorganizzazione della capacità operativa esistente (costi per lavvio di una nuova rete commerciale, di un nuovo stabilimento produttivo, oneri per la ristrutturazione dellattività aziendale, ecc.). Costi di ricerca di base oneri sostenuti per linsieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche che non hanno una finalità definita con precisione, ma che sono da considerarsi di utilità generica per limpresa. Costi di ricerca applicata oneri sostenuti per studi, esperimenti, indagini e ricerche finalizzati alla realizzazione di uno specifico prodotto o processo produttivo. Costi di sviluppo oneri sostenuti per lapplicazione dei risultati ottenuti dalla ricerca. Costi di pubblicità oneri sostenuti per la promozione e la sponsorizzazione dei prodotti aziendali (funzionali al lancio di un nuovo prodotto).

90 Oneri pluriennali(2) (art comma 5) I costi di impianto e di ampliamento, i costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità aventi utilità pluriennale possono essere iscritti nell'attivo con il consenso del collegio sindacale e devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. Fino a che l'ammortamento non è completato possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare dei costi non ammortizzati. I costi pluriennali possono essere iscritti (vi è una facoltà per il raggiungimento della RVC e non un obbligo) nellattivo dello stato patrimoniale se si verificano due condizioni: 1) utilità pluriennale: i costi sostenuti devono produrre benefici economici durevoli per limpresa; 2) consenso dellorgano di controllo collegio sindacale per le società non quotate società di revisione per le società quotate (D.Lgs. 58/1998) Conto economicoStato patrimoniale Costi impianto Costi ampliamento Costi di R & S Costi di pubblicità Costi impianto Costi ampliamento Costi di R & S Costi di pubblicità

91 Oneri pluriennali(3) (art comma 5) AMMORTAMENTO Se tali costi sono iscritti nellattivo dello stato patrimoniale, devono essere ammortizzati. Lammortamento deve essere effettuato sistematicamente, in ogni esercizio, secondo un piano di ammortamento appositamente predisposto in base alla residua possibilità di utilizzazione. Il legislatore, per timore che vengano effettuati periodi di ammortamento eccessivamente lunghi, ne limita la durata in un periodo massimo di cinque anni. DISTRIBUZIONE DIVIDENDI Ispirandosi al principio della prudenza, il legislatore stabilisce che fino a quando i costi in esame non sono completamente ammortizzati possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire il costo non ammortizzato esposto nello S.P. Una RISERVA è DISPONIBILE quando non esiste una specifica e chiara destinazione economica stabilita dalla legge, dallo statuto o dallassemblea dei soci. NON DISPONIBILI (es. ris. legale, ris. stabilite da statuto, atto cost., assemblea) DISPONIBILI (es. ris. leg. per la parte che eccede il 20% del CS, ris. straor.) RISERVE Art. 2430: in ogni esercizio deve essere accantonato almeno il 5% degli utili netti a riserva legale, fino a che questa non abbia raggiunto un quinto (20%) del cap. sociale.

92 Esempio Il candidato indichi lammontare dei dividendi eventualmente distribuibili nelle seguenti ipotesi. Stato Patrimoniale 31/12/n … Costi dimpianto … 100 … Capitale sociale Riserva legale Riserva straordinaria Utile desercizio … CASO 1 Stato Patrimoniale 31/12/n … Costi dimpianto … 100 … Capitale sociale Riserva legale Utile desercizio … CASO 2 In questo caso, la riserva legale raggiunge il 20% del capitale sociale, non rendendo obbligatorio laccantonamento dellutile di esercizio. Esiste inoltre una riserva disponibile (quella straordinaria) che copre per intero il costo di impianto non ancora ammortizzato. Pertanto lutile può essere totalmente distribuito. In questo caso, la riserva legale raggiunge il 20% del capitale sociale, non rendendo obbligatorio laccantonamento dellutile di esercizio. Non esiste una riserva disponibile che copra il costo di impianto non ancora ammortizzato. Pertanto lutile non può essere distribuito.

93 Esempio(2) Stato Patrimoniale 31/12/n … Costi dimpianto … 100 … Capitale sociale Riserva legale Riserva straordinaria Utile desercizio … CASO 3 In questo caso, la riserva legale non raggiunge il 20% del capitale sociale. Esiste inoltre una riserva disponibile (quella straordinaria) che copre per intero il costo di impianto non ancora ammortizzato. Lutile desercizio va accantonamento a riserva legale per 2,5 (5% x 50). Gli utili distribuibili ammontano così a 47,5 (50 – 5% x 50). Stato Patrimoniale 31/12/n … Costi dimpianto … 100 … Capitale sociale Riserva legale Utile desercizio … CASO 4 In questo caso, la riserva legale non raggiunge il 20% del capitale sociale. Esiste inoltre una riserva disponibile (quella straordinaria) che non copre per intero il costo di impianto non ancora ammortizzato. Lutile desercizio va assegnato a riserva legale per 7,5 (5% x 150). Il residuo va destinato a una riserva disponibile per un ammontare pari a 100, a copertura dei costi di impianto, e la parte residua, pari a 42,5, può essere di conseguenza distribuita ai soci.

94 Avviamento (art comma 6) Lavviamento è il maggior valore di unazienda in funzionamento rispetto a unazienda con caratteristiche analoghe, ma costituita ex novo, derivante dal complesso di attività immateriali non contabilizzate in bilancio che contribuiscono a incrementarne il valore (rapporti consolidati con i fornitori e con i clienti, personale addestrato, immagine, prestigio, ecc.). Lavviamento è il maggior valore del capitale economico (W) rispetto al patrimonio netto rettificato (K = patrimonio netto contabile espresso a valori correnti). valore dei beni immateriali non contabilizzati (capitale umano, marchi, ecc.) dove: valore economico delle azioni acquistate patrimonio netto della società acquisita da cui si ricava che: patrimonio netto rettificato sono rettifiche alle attività e passività patrimoniali per riesprimerle ai valori correnti

95 Iscrizione (art comma 6) L'avviamento può essere iscritto nell'attivo con il consenso del collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto e deve essere ammortizzato entro un periodo di cinque anni. E tuttavia consentito ammortizzare sistematicamente l'avviamento in un periodo limitato di durata superiore, purché esso non superi la durata per l'utilizzazione di questo attivo e ne sia data adeguata motivazione nella nota integrativa. Lavviamento può essere iscritto nellattivo dello stato patrimoniale (cioè, può essere capitalizzato) se esistono tre condizioni: è stato acquisito a titolo oneroso, vuol dire che è avvenuto un trasferimento (cessione, fusione, scissione, ecc.) di azienda o di un ramo aziendale; lavviamento iscritto in bilancio riguarda una società acquisita e non la società che redige il bilancio. Non è mai iscrivibile lavviamento interno, ma solo quello acquisito e pagato; è iscritto nei limiti del costo sostenuto, a prescindere dalleffettivo valore dellavviamento la società può iscrivere al massimo il costo per esso sostenuto (prezzo pagato per lacquisizione); esiste il consenso dellorgano di controllo collegio sindacale per le società non quotate società di revisione per le società quotate (D.Lgs. 58/1998)

96 Ammortamento (art comma 6) Se lavviamento è iscritto nellattivo di stato patrimoniale deve essere ammortizzato per un periodo non superiore a 5 anni. Il legislatore, infatti, afferma che lammortamento può essere effettuato per un periodo limitato superiore a cinque anni purchè: è motivato in nota integrativa; è effettuato sistematicamente; la sua durata non superi la durata per lutilizzazione di questo attivo (durata degli elementi aziendali non contabilizzati che portano benefici economici allazienda)°. ° Lavviamento è un bene immateriale di durata tendenzialmente indefinita e teoricamente ad utilizzazione limitata.

97 Immobilizzazioni finanziarie (art. 2426) Laggregato comprende: Metodo del costo Metodo del patrimonio netto (equity method) valutate secondo il 1.Partecipazioni in società controllate e collegate IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI IMMATERIALI FINANZIARIE BENI IMMATERIALI ONERI PLURIENNALI AVVIAMENTO

98 Classificazione (art comma 4) in società non controllate o non collegate in società controllate o collegate Metodo del costo Equity method o Metodo del patrimonio netto oppure PARTECIPAZIONI ATTIVO CIRCOLANTE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE con destinazione e utilizzo non durevole con destinazione e utilizzo durevole Rimanenze di titoli: sono valutate al minore tra il costo e il valore di realizzo desumibile dal mercato Sono presunte immobilizzazio- ni le partecipazioni: > 10% CS in società quotate > 20% CS in società non quotate Deroga facoltativa

99 Metodo del costo: iscrizione, svalutazione (art comma 1, 3 seconda parte) Le partecipazioni sono iscritte al costo di acquisto, comprensivo di eventuali oneri accessori (spese di intermediazione finanziaria, oneri bancari di acquisto, ecc.). Il prezzo di acquisizione è determinato generalmente sulla base dei risultati di una perizia valutativa. PartecipazioneaCassaX Comma 3 seconda parte: per le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate che risultino iscritte per un valore superiore a quello derivante dallapplicazione del criterio di valutazione previsto dal successivo numero 4 o, se non vi sia obbligo di redigere il bilancio consolidato, al valore corrispondente alla frazione di patrimonio netto risultante dallultimo bilancio dellimpresa partecipata, la differenza dovrà essere motivata nella nota integrativa.

100 Valore durevole o recuperabile (W=valore economico) Prezzo netto di vendita Valore duso (determinato con metodi di valutazione) Svalutazione durevoleaPartecipazioneX Quindi, se COSTO* > W Part. cè svalutazione durevole. * ovvero il valore contabile Se COSTO* W Part. si può mantenere il valore del costo. In pratica: Metodo del costo: iscrizione, svalutazione(2) (art comma 1, 3 seconda parte)

101 Negli anni successivi occorre verificare che i motivi che hanno prodotto la svalutazione continuino a persistere. Il codice, infatti, prevede che la svalutazione non può essere mantenuta nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della rettifica effettuata. Pertanto, occorre rilevare un ripristino di valore, nella misura massima della svalutazione precedentemente effettuata. Il costo di iscrizione rappresenta, infatti, un limite massimo oltre il quale il valore della partecipazione non può essere contabilizzato. PartecipazioneaRipristino di valoreX Con il ripristino di valore si iscrive il valore che la partecipazione avrebbe avuto, qualora la svalutazione non fosse mai stata effettuata (costo di acquisto comprensivo di eventuali oneri accessori). Il metodo del costo prevede una tendenziale stabilità del valore contabile della partecipazione acquisita. Le uniche variazioni che vanno rilevate sono quelle che si sostanziano in una svalutazione durevole e in un connesso ripristino di valore. Metodo del costo: iscrizione, svalutazione(3) (art comma 1, 3 seconda parte)

102 Esempio Il 1° gennaio dellesercizio n la Società Alfa acquista il 100% della Società Beta al prezzo di 100. Ipotesi 1. Il n, W part. ß = 120 (valore recuperabile della partecipazione in ß) si può mantenere la valutazione della partecipazione a 100 Quindi, COSTO=100 S.P. Alfa 31/12/n Partecipazione ß 100 S.P. Beta 31/12/n CN 80 Controllo al 100% Il valore contabile di una partecipazione, valutata con il metodo del costo, può risultare maggiore della relativa quota di patrimonio netto, perché, in sede di acquisto della partecipazione, lacquirente corrisponde generalmente un prezzo superiore rispetto alla frazione di patrimonio netto acquisita, comprensivo anche degli eventuali maggior valori degli asset aziendali e dellavviamento. S.P. Alfa 1/1/n Partecipazione ß 100 S.P. Beta 1/1/n CN 80 Controllo al 100%

103 Esempio(2) Ipotesi 2. Il n, W part. ß = 70 (valore recuperabile della partecipazione in ß) cè una svalutazione durevole pari a 30 (100-70) Svalutazione durevolea Partecipazione ß 30 S.P. Alfa 1/1/n Partecipazione ß 70 S.P. Beta 1/1/n CN 70 La scrittura in partita doppia da effettuare sarà la seguente: Il valore della partecipazione risulterà il seguente:

104 Esercizio Il 1° gennaio dellesercizio n la Società Alfa acquista il 20% della Società. Il W di Beta è pari a 500. Pertanto, il prezzo corrisposto è pari a 100 ( 500 x 20%). Il candidato individui il valore delle partecipazioni applicando il metodo del costo, nellipotesi in cui la Società, alle date indicate, abbia i seguenti valori: 31/12/n valore economico di Beta 500; PN di Beta /12/n+1valore economico di Beta 650; PN di Beta /12/n+2 valore economico di Beta 400; PN di Beta /12/n+3valore economico di Beta 600; PN di Beta 500. Si ipotizzi che nellesercizio n+3 siano venuti meno i motivi della precedente svalutazione. S.P. Alfa 1/1/n Partecipazione ß 100 S.P. Beta 1/1/n CN 400

105 Esercizio(2) Al 31/12/n, W Part. ß = 100 ( 500 x 20%) si può mantenere la valutazione della partecipazione a 100 S.P. Alfa 31/12/n Partecipazione ß 100 S.P. Beta 31/12/n CN 400 La quota di CN corrispondente alla partecipazione è pari a 80 ( 400 x 20%). Essendo il valore contabile > della relativa quota di CN, in Nota Integrativa occorre giustificare la differenza. Al 31/12/n+1, W Part. ß = 130 ( 650 x 20%) si può mantenere la valutazione della partecipazione a 100 S.P. Alfa 31/12/n+1 Partecipazione ß 100 S.P. Beta 31/12/n+1 CN 600 La quota di CN corrispondente alla partecipazione è pari a 120 ( 600 x 20%). Essendo il valore contabile < della relativa quota di CN, in Nota Integrativa non occorre fornire alcuna giustificazione.

106 Esercizio(3) Al 31/12/n+2, W Part. ß = 80 ( 400 x 20%) cè una svalutazione durevole pari a 20 ( ) S.P. Alfa 31/12/n+2 Partecipazione ß 80 S.P. Beta 31/12/n+2 CN 450 La quota di CN corrispondente alla partecipazione è pari a 90 ( 450 x 20%). Essendo il valore contabile < della relativa quota di CN, in Nota Integrativa non occorre fornire alcuna giustificazione. Svalutazione partecipazionea Partecipazione ß 20

107 Esercizio(4) Al 31/12/n+3, W Part. ß = 120 ( 600 x 20%) occorre rilevare un ripristino di valore pari a 20, in quanto sono venuti meno i motivi della precedente svalutazione. Nel metodo del costo non è possibile iscrivere la partecipazione a un valore superiore al costo iniziale ( 100). S.P. Alfa 31/12/n+3 Partecipazione ß 100 S.P. Beta 31/12/n+3 CN 500 Partecipazione ß aRipristino di valore20 La quota di CN corrispondente alla partecipazione è pari a 100 (500 x 20%). Essendo il valore contabile = alla relativa quota di CN, in Nota Integrativa non occorre fornire alcuna giustificazione.

108 Metodo del patrimonio netto: iscrizione (art comma 4) Liscrizione delle partecipazioni in bilancio avviene sempre al costo di acquisto, comprensivo di eventuali oneri accessori (spese di intermediazione finanziaria, oneri bancari di acquisto, ecc.). Il prezzo di acquisizione è determinato generalmente sulla base dei risultati di una perizia valutativa. Al 31/12 di ogni anno, il valore della partecipazione da iscrivere in bilancio non rimane costante, ma è aggiornato applicando i risultati del metodo del patrimonio netto. dove: W Part. = valore della partecipazione allepoca di valutazione CN Rev. = capitale netto revisionato della partecipata (ultimo bilancio) Δ valore beni = rettifiche di attività e passività patrimoniali della partecipata Avviamento = maggiore valore della partecipata

109 Metodo del patrimonio netto: iscrizione(2) (art comma 4) In pratica, le componenti del valore della partecipazione sono determinate come segue: CN della partecipata al n - Dividendi deliberati dalla partecipata + Rettifiche per operazioni infragruppo + Rettifiche ex artt e 2423 bis (RVC) Δ valore beni = Rettifiche di CN – Q.ta amm.to rett. di CN^ – Rett. per minor W dei beni^ Avviamento = Avviamento – Q.ta amm.to avviamento – Rett. per minor W dellavviamento ^ per il periodo tra lacquisto e lepoca di valutazione della partecipazione * ovvero il valore contabile Svalutazione partecipazionea Partecipazione ß X Quindi, se COSTO* > W Part. si rileva una svalutazione della partecipazione

110 Metodo del patrimonio netto: iscrizione(3) (art comma 4) Se COSTO* W Part. si rileva una plusvalenza * ovvero il valore contabile PartecipazioneaPlusvalenza da partecipazione X Il maggior valore del costo di iscrizione (costo di acquisto) rispetto al valore ottenuto con il metodo del PN può derivare da: a)maggior prezzo pagato per il maggior valore di alcuni elementi dellattivo patrimoniale della partecipata (maggior valore di terreni, fabbricati, ecc.); b)maggior prezzo pagato per lavviamento della società partecipata; c)maggior prezzo pagato per un cattivo affare; si tratta di un prezzo eccessivo non giustificato dal punto di vista economico. N.B. In sede di distribuzione dellutile sarà necessario costituire una riserva di patrimonio netto non distribuibile pari allimporto della plusvalenza. Il metodo del patrimonio netto prevede una variabilità del valore contabile della partecipazione. Le variazioni che devono essere rilevate sono rappresentate sia da svalutazioni (non solo durevoli) che da plusvalenze da partecipazioni.

111 Esempio Il 1° gennaio dellesercizio n la Società Alfa acquista il 100% della Società Beta al prezzo di 130. Il prezzo di acquisto è stato determinato sulla base della seguente perizia: W = CN Beta + Δ valore macchinari + Avviamento W = = 120 S.P. Alfa 1/1/n Cassa Partecipazione ß CN190 Totale attività190Totale passività190 S.P. Beta 1/1/n Macchinari Merci 50 CN100 Totale attività100Totale passività100 Durante lesercizio n le società svolgono le seguenti operazioni (valori in migliaia di euro): Azienda Beta Acquisto di servizi da terzi per 20 con pagamento in contanti Prestazione di servizi a terzi per 30 con riscossione in contanti Vendute merci a Alfa per 60 con riscossione in contanti (si consideri la var. rim. in CE) Ammortamento dei macchinari per 10 Reddito infragruppo pari a 10 ( ) Avviamento della società acquisita ammortizzato in 5 anni. Azienda Alfa Acquisto servizi da terzi per 10 con pagamento in contanti Prestazione di servizi a terzi per 30 con riscossione in contanti Acquisto merci da Beta per 60 con pagamento in contanti Variazione rimanenze merci Beta di 60 Dividendi deliberati da Beta per 10. In seguito allacquisto, gli S.P. delle due Società si presentano come segue (Euro/000).

112 Esempio(2) S.P. Beta 31/12/n Macchinari Merci Cassa CN 1/1 Utile des. n Tot. attività110Tot. passivo110 Il candidato presenti: 1. il conto economico e lo stato patrimoniale della società Beta al 31/12/n 2. il valore delle partecipazioni con il metodo del patrimonio netto (equity method) 3. il conto economico e lo stato patrimoniale della società Alfa al 31/12/n CE Beta anno n Acquisti esterni Var. rimanenze Amm.to macch Vendite esterne Vendite merci ad Alfa Tot. costi des.80Tot. ricavi des.90 Utile desercizio10 Tot. a pareggio90Tot. a pareggio90 Conto CASSA Beta

113 Esempio(3) 2.il valore della partecipazione con il metodo del patrimonio netto (equity method) CN Beta al n110 - Dividendi deliberati da Beta-10 + Rettifiche per op. infragruppo-10 + Rettifiche ex artt e 2423 bis (RVC)0 Totale 90 Rettifiche di CN (Δ valore macchinari) – Q.ta amm.to rett. di CN nei 5 anni (10 / 5) – Rett. per minor W dei beni nei 5 anni = = 8 Avviamento – Q.ta amm.to avviamento (20 / 5) – Rett. per minor W dellavviamento = – 0 = 16 W Part. = = 114

114 Esempio(4) S.P. Alfa 31/12/n Cassa Cred. div. Partecip. Merci CN 1/1 Utile des. n Tot. attività204Tot. passivo204 CE Alfa anno n Acquisti esterni Acquisti merci da Beta Sval. part Vendite esterne Var. rimanenze Dividendi part Tot. costi des.86Tot. ricavi des.100 Utile desercizio14 Tot. a pareggio100Tot. a pareggio100 Conto CASSA Alfa il conto economico e lo stato patrimoniale della società Alfa al 31/12/n cè una svalutazione durevole pari a 16 ( ) Svalutazione partecipazionea Partecipazione ß 16

115 CRITERI PARTICOLARI DI VALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONIDISAGGIO SU PRESTITI CREDITI RIMANENZE Il disaggio su prestiti deve essere iscritto nellattivo e deve essere ammortizzato in ogni esercizio per il periodo di durata del prestito. E un costo pluriennale che si manifesta con lemissione di un prestito obbligazionario sotto la pari. Diversi Obbligazionisti c/sottoscrizioni Disaggio di emissione aObbligazioni c/capitale xxxx X S.P. Disaggio C.E. Amm.to disaggio Disaggio di emissione (art comma 7)

116 Esempio Si supponga che sia emesso un prestito obbligazionario con le seguenti caratteristiche: - valore nominale (VN): 1000; - tasso di interesse annuale (i): 5%;VR (valore residuo)= - cedola annuale pagabile al termine di ogni esercizio;VN - Q.ta cap. es. prec. - oneri del prestito: 15; - tasso effettivo di rendimento: 5,076% (50/985). Si ipotizzi che il piano di ammortamento preveda n.5 quote costanti di rimborso del capitale e gli oneri del prestito siano ripartiti in proporzione agli interessi maturati in ogni esercizio. Anni12345Tot. Quota capitale Quota interessi Rata Oneri del prestito

117 I crediti devono essere iscritti secondo il presumibile valore di realizzo (VPR). La norma si riferisce sia ai crediti immobilizzati sia ai crediti dellattivo circolante. In contabilità S.P. 31/12/n Crediti 100 Nello Stato Patrimoniale, tra le poste del passivo, non è più previsto il fondo svalutazione crediti (FSC). Tuttavia, nella contabilità tale fondo continua ad esistere (così come i fondi ammortamento). I crediti appostati nellattivo dello Stato Patrimoniale sono iscritti al netto dei fondi di svalutazione. Le variazioni intervenute nelle consistenze dei crediti sono evidenziate nella Nota Integrativa. FSC 20 In bilancio S.P. 31/12/n Crediti 80 Crediti (art comma 8) CRITERI PARTICOLARI DI VALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONI CREDITI RIMANENZE

118 Il valore di presumibile realizzazione è dato dalla differenza tra il valore nominale dei crediti (VN) e le svalutazioni effettuate in passato (FSC) e da effettuare in sede di redazione di bilancio desercizio. Le previsioni delle svalutazioni possono essere analitiche o forfettarie. Nel primo caso, si analizza singolarmente ogni credito, al fine di stimare il rischio di credito e lentità della sua copertura (accantonamento a fondo svalutazione rischi). E indispensabile conoscere per ciascun debitore la probabilità di default (P.D.) dello Stato in cui svolge lattività, la percentuale sperata di recupero del credito in caso di insolvenza, la storia del cliente, la qualità del management, ecc. ESEMPIO. Si supponga che unazienda X sia debitrice nei confronti di unazienda Y. In base ai dati storici, la percentuale di recupero (P.R.) in caso di insolvenza risulta pari al 30% [la percentuale di perdita in caso di insolvenza è del 70%]. Ipotizzando che la probabilità di default (P.D.) dello Stato in cui ha sede lazienda X sia del 4%, si stimi la percentuale di svalutazione da applicare al credito. Iscrizione e svalutazione analitica (art comma 8)

119 Nel secondo caso la prassi è solita adottare due procedimenti alternativi: 1.se esistono dati storici di svalutazione complessiva che sono attendibili e significativi si effettua lestrapolazione delle perdite su crediti storiche per stimare le perdite su crediti attese; 2.se non esistono dati storici o non sono attendibili o significativi, si applica il metodo campionario, procedendo come segue a)si considera luniverso dei crediti e si estrae dalluniverso un campione statisticamente significativo; b)si analizza la qualità dei singoli crediti del campione che vengono suddivisi in tre classi: crediti vivi (crediti nei confronti di soggetti solvibili, es. 75%); crediti incagliati (crediti nei confronti di soggetti che si trovano in uno stato di temporanea difficoltà, es. 15%); crediti in sofferenza (crediti vantati nei confronti di soggetti in stato di insolvenza, es. 10%); c)si determina la percentuale di perdita presunta per ciascuna categoria di crediti (es. crediti vivi svalutati dell1%; crediti incagliati svalutati del 30%; crediti in sofferenza svalutati del 100%); d)si parametrano alluniverso i dati rilevati per il campione. Talora sono effettuate svalutazioni forfettarie in rapporto al Paese dei debitori (presenza di un rischio Paese) e al settore economico in cui gli stessi debitori operano. Svalutazione forfettaria (art comma 8)

120 Rimanenze (art comma 9) Le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il n. 1), ovvero al valore di realizzazione desumibile dallandamento del mercato, se minore; tale minor valore non può essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. I costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione. CRITERI PARTICOLARI DI VALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONI CREDITI RIMANENZE

121 Iscrizione (art comma 9) Laggregato comprende: valutate al minore tra 1.RIMANENZE 2.TITOLI 3.ATTIVITA FINANZIARIE CHE NON COSTITUISCONO IMM.NI Costo Valore di mercato COSTO Costo di acquisto = costo fatturato comprensivo degli eventuali oneri accessori Costo di produzione = costi direttamente imputabili alla produzione del bene + quota dei costi indiretti ragionevolmente imputabili alla produzione del bene; + quota di oneri finanziari specifici. Nel costo di produzione non devono essere inclusi i costi di distribuzione. VALORE DI MERCATO Il valore di realizzazione desumibile dallandamento del mercato è determinato come segue. Prodotti finiti e semilavorati = prezzo di mercato al netto degli oneri di completamento e di vendita. Materie prime e sussidiarie = costo di sostituzione. Tale minor valore non può essere mantenuto nei bilanci successivi se sono venuti meno i motivi.

122 Esempio: rimanenze di prodotti finiti COSTO DI PRODUZIONE Costi diretti di produzione 70 Quota dei costi indiretti imputabili alla produzione: -ammortamento12 -energia8 -personale10 -distribuzione 10 VALORE DI MERCATO Prezzo di vendita 115 Oneri di vendita5 *** Costo di produzione = = 100 Valore di mercato = = 110 Valore di iscrizione in bilancio = 100

123 Esempio: titoli COSTO DI ACQUISTO Costo di acquisto dei titoli 100 VALORE DI MERCATO Prezzo di vendita 90 cè una svalutazione durevole pari a 10 (100-90) SvalutazioneaTitoli10 S.P. 31/12/n Titoli 90 C.E. anno n Sval. 10 Pertanto, si avrà:

124 Rimanenze di beni fungibili (art comma 10) Il costo dei beni fungibili può essere calcolato col metodo della media ponderata o con quelli «primo entrato, primo uscito» o «ultimo entrato, primo uscito»; se il valore così ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura dellesercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa. I beni fungibili sono beni acquistati in tempi diversi, a prezzi diversi e privi di una identità specifica, per i quali occorre definire il criterio di scarico del magazzino. Il legislatore consente di adottare tre criteri alternativi: LIFO (last in first out), lultimo entrato è il primo a uscire; le rimanenze sono valutate ai prezzi più remoti; FIFO (first in first out), il primo entrato è il primo a uscire; le rimanenze sono valutate ai prezzi più recenti; CMP (costo medio ponderato), le rimanenze sono valutate al prezzo medio dellanno, ponderato per le quantità di beni acquistati. RIMANENZE DI BENI FUNGIBILI CRITERI PARTICOLARI DI VALUTAZIONE IMMOBILIZZAZIONI CREDITI RIMANENZE

125 Esempio: rimanenze di materie prime Sia dato il seguente magazzino in cui siano presenti tre partite di merci omogenee acquistate in tempi e a prezzi differenti: QuantitàCosto unitario Gennaio202 Aprile104 Ottobre156 Totale q.tà entrate45 Quantità uscite20 Rimanenze25 N.B. In periodi di inflazione (prezzi crescenti nel tempo), si realizza la seguente relazione: LIFO < CMP < FIFO FIFO Rimanenze = 15 × × 4 = 130 LIFO Rimanenze = 20 × × 4 = 60 CMP Rimanenze = La valorizzazione delle rimanenze con i tre citati metodi conduce ai seguenti risultati:


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