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Antropologia e Escatologia ISSR- Corso di dogmatica 3 Antropologia e Escatologia Anno accademico 2009-2010.

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1 Antropologia e Escatologia ISSR- Corso di dogmatica 3 Antropologia e Escatologia Anno accademico

2 Vi sono quelli che vogliono sapere solo per sapere e questa è curiosità disonesta. Vi sono quelli che vogliono sapere per far figura e questa è vanità disonesta. Vi sono anche quelli che vogliono sapere per vendere la loro scienza in cambio di denaro e di onori, e questo è un guadagno disonesto. Ma vi sono anche quelli che vogliono sapere per edificare e questa è carità. Vi sono poi anche quelli che vogliono sapere per edificare se stessi e questa è prudenza. S. Bernardo

3 Antropologia Bibliografia obbligatoria Lezioni scolastiche (power point) Greshake G., Libertà donata. Introduzione alla dottrina della grazia, Queriniana, Brescia 2002.

4 Un manuale a scelta dello studente tra i seguenti: Brambilla F.G., Antropologia teologica (= Nuovo corso di teologia sistematica 12), Brescia, Queriniana, Ladaria L., Antropologia teologica, Piemme, Casale Monferrato (AL) Colzani G., Antropologia teologica. Luomo: paradosso e mistero, EDB, Bologna Sanna I., Chiamati per nome. Antropologia teologica, San Paolo, Cinisello B. Milano 1994.

5 Escatologia Bibliografia obbligatoria: Lezioni scolastiche Nocke F.-J., Escatologia, Queriniana, Brescia Spunti per unesegesi preventiva del vocabolo obbligatoria ( ) Alcuni pallini non negoziabili, per finire ( )

6 La missione della Chiesa è una sola: aiutare luomo contemporaneo a comprendere la verità della persona (Sofronio Sakharov)

7 Un premessa prolettica Galati 4,4-7 Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo ladozione a figli. E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio.

8 Gal 4,4-7: LA FIGURA FILIALE DEL CRISTIANO Luogo – condizione di possibilità: Esperienza pasquale = nella pienezza dei tempi Esperienza ecclesiale = voi mediazione cristologico-ecclesiale Movimento discendente = Dio invia il Figlio e lo Spirito del Figlio nei nostri cuori Movimento ascendente = Lo Spirito del Figlio grida (è lartefice) la nostra invocazione Abbà Abbà: 1) linguaggio della familiarità infantile 2) singolarità del rapporto Gesù-Padre

9 Inclusione: Dio (ho Theós) = linviante Padre (Patér) = lapprodo Esperienza della paternità (è il telos)

10 anche unimmediatezza della relazione: Dio manda nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre * Lo Spirito è il libero legame tra Gesù e noi istituisce la relazione tra noi e Gesù: suscita la nostra libertà spirituale ci inserisce nel Figlio: ci partecipa la stessa relazione tra Gesù e lAbbà (continuità) non è esperienza salvifica individuale, ma universale: la convocazione di tutta lumanità affinché diventi il Corpo totale del Figlio (Ireneo definisce la Chiesa: il Figlio)

11 Preserva la differenza tra noi e Gesù Lui è il Figlio di Dio per natura: lUnigenito dal Padre (Gv 1,14; Gv 1,18; Gv 3,16; Gv 3,18) Gli uomini diventano figli di Dio per filia- zione adottiva: lUnigenito diventa il Primo- genito di una moltitudine di fratelli (Rm 8,29) Tesi fondamentale del corso: predestinazione ad essere figli nel Figlio

12 Dinamica trinitaria: FINE della missione: plasmare lumanità secondo lumano filiale di Gesù (larchetipo) ORIGINE della missione: la venuta del Figlio nella carne lo Spirito plasma la vicenda storica di Gesù come storia filiale (lAbbà – la fides Jesu) e fonda la nostra stessa esperienza filiale come partecipazione del suo essere il Figlio NB: la nostra filiazione è la finalità della comunicazione trinitaria Incarnazione e filiazione (hyiothesía): aspetti di un unico evento (la sarkosis: assunzione della carne del Verbo) e entrambi opera dello Spirito

13 Lindice del corso: lo sviluppo di questo percorso

14 Questione introduttiva Lantropologia e le antropologie: Per una definizione di Antropologia Teologica Luomo attraverso un prisma: i vari approcci alla domanda sulluomo Antropologia teologica e antropologie: inseparabilità e differenza

15 1. Premessa: per una definizione di Antropologia Teologica

16 O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra, sopra i cieli si innalza la tua magnificenza… Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l'uomo perché te ne ricordi e il figlio dell'uomo perché te ne curi? Eppure l'hai fatto poco meno di un dio, di gloria e di onore lo hai coronato: gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi… Salmo 8

17 LAnTh ha come oggetto la visione cristiana delluomo: Antropologia = discorso (logico, ragionato, criticamente argomentato) sulluomo ricerca la verità sulluomo, la sua identità linterrogativo radicale: «Chi è luomo?» (sal 8). Questo è loggetto materiale del nostro studio.

18 Teologica = laggettivo qualificativo specifica la natura della ricerca: possibili diverse angolature di osservazione il nostro punto di vista è teologico, ossia dellintelligenza della fede. Questo è loggetto formale del nostro studio. Da esso dipende il metodo da seguire nellanalisi: lAnTh è «quella parte o settore della teologia dogmatica che ci insegna ciò che siamo alla luce di Gesù Cristo rivelatore di Dio» (Ladaria L.)

19 Cè una specificità propria dellAnTh? F.G. Brambilla: «di fronte alle comprensioni delluomo proprie dellantropologia culturale e religiosa» lAnTh intende rendere ragione dei pronuncia- menti della fede cristiana sulla relazione delluo- mo «con se stesso, con il mondo, con gli altri uomini e con Dio (antropologia cristiana)» «in modo critico e argomentato (antropologia teologica)»

20 2. Luomo attraverso un prisma: approcci i vari approcci alla domanda sulluomo: Chi è luomo? Chi sono io?

21 una parte Premessa: la domanda teologica sulluomo non riguarda solo una parte delluomo (lanima, il destino soprannaturale ed eterno) tutto ma tutto ciò che è «autenticamente umano», letto sempre alla luce della fede: «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini doggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore» (GS 1). «tutto ciò che è autenticamente umano ci interessa» (Paolo VI, Ecclesiam suam).

22 2.1La domanda: Chi è luomo? domanda universale: presente in ogni uomo in quanto essere pensante (non è scontato!) è la questione radicale su di sé: «Magna quaestio factus sum mihi» (S. Agostino) «Cosa posso sapere? Cosa devo fare? Cosa posso sperare?» (Kant): 1) la razionalità (scienza, verità, trasmissione del sapere, formazione, tecnica) = scienza 2) il senso (valori etici, comunicazione, cultura, esigenza, desideri) = filosofia 3) il destino (provenienza, finalità, fede, Dio, religione, preghiera, sacro) = teologia

23 Il corso teologico è indissociabile dal per-corso esistenziale: Chi sono io? non si propone una ricerca astratta e leziosa totalmente coinvolgente la domanda è totalmente coinvolgente, perché è la domanda su di me: il questionato e il questionante coincidono perciò non è questione semplice; è facile la fuga: «Gli uomini vanno ad ammirare le vette dei monti, le onde enormi del mare, le correnti amplissime dei fiumi, la circonferenza delloceano, le orbite degli astri mentre trascurano se stessi» (Agostino, Le confessioni, X, 8, 15)

24 2.2 Tre paradigmi storici: - teocentrico -antropocentrico -filosofie dellesteriorità

25 Linteresse antropologico risale fino alle origini delluomo: è da sempre (uomo conosci te stesso: Delfi) è tipicamente umano appartiene in modo pre-riflesso ad ogni esperienza dellumano Ma unattenzione unitaria e sintetica sul- luomo è un fatto relativamente recente, un fenomeno specifico del periodo moderno e contemporaneo.

26 La storia ci dice che la risposta allinterrogativo Chi è luomo? non trova risposta in modo diretto, ma si è seguito un discorso indiretto, guardando altrove, stabilendo un paragone con ciò che non è luomo: 1)Comprendere luomo paragonandolo agli dei, alla realtà che sta sopra di lui: è la via delle grandi religioni che seguono la parentela e la differenza tra la realtà divina e quella umana - Ad esempio: le mitologie e le cosmologie cercano di dire il destino delluomo alla luce della sua relazione con gli dei

27 2) In epoca moderna il punto di osservazione cambia: non più dallalto, ma dal basso -Si pensa alluomo nella prospettiva della evoluzione: il punto di arrivo di una lunga catena di fenomeni naturali che alla fine producono la vita intelligente sulla terra -Si sottolinea o la similitudine (luomo è sempli- cemente un animale che si colloca ad un certo stadio dellevoluzione) oppure la differenza (cè un salto qualitativo tra il processo evolutivo e ciò che luomo è diventato)

28 Possiamo periodizzare la storia seguendo tre grandi paradigmi: paradigma TEOCENTRICO paradigma ANTROPOCENTRICO paradigma delle FILOSOFIE DELLESTERIORITÀ

29 paradigma TEOCENTRICO si pone dallalto, dal punto di vista di Dio per capire luomo. Come può fare questo luomo? a) Il teocentrismo filosofico: una conversione logica (tipica dei sistemi idealistici – Hegel) che procede attraverso lanalisi delle diverse forme del sapere, fino alla ricerca del sapere assoluto. A un certo punto non si sale più attraverso i gradi del sapere ma si cerca di pensare linsieme della realtà nel suo complesso per capire la logica complessiva della realtà ci si pone dal punto di vista dellAssoluto (anche se non è un divino religioso) Lidea dellAssoluto è immanente alla ratio umana

30 b) Il teocentrismo teologico: di tipo religioso e cristiano: la possibilità di autotrascendersi in Dio non è già insita nelle potenzialità dellio che vanno solo risvegliate (cfr. il ritorno attuale del sacro e del religioso introspettivo), ma dipende da una rivelazione: Uno parla e stabilisce una relazione da cui dipende la mia possibilità di conoscere Esempio: lantropologia di Agostino (sintesi Scrittura e filosofia neoplatonica) * Figura chiave: Adamo (prima del PO) è luomo che corrisponde alla conformità piena col disegno di Dio; dopo il PO: è difforme

31 DIO uomo = Libertà ANIMA Grazia MONDO

32 Per Agostino: lessere umano è ANIMA (eredità platonica) in posizione intermedia tra DIO e il MONDO materiale – creaturale non ha in sé il suo centro di gravità può orientarsi o verso Dio o verso le creature prima del PO era spontaneamente orientato verso Dio (bene supremo) e il corpo obbediva a questo orientamento attraendo a sé tutta la realtà materiale Dopo il PO: squilibrio - rovesciamento

33 + lanima, per amore di sé (filautìa) si stacca da Dio + luomo afferma sé stesso come autonomo: norma di sé + lanima staccata da Dio e autonoma è del tutto riversa verso il mondo, immedesimata nelle cose materiali perché deve colmare il vuoto che labbandono di Dio ha determinato La libertà è il motore di questo distacco progressivo: allontanamento da Dio, ripiegamento su di sé, conversione al mondo. lesito è la deformazione dellimmagine di Dio nelluomo e uno sconvolgimento della gerarchia ontologica

34 La libertà determina lo sconvolgimento di natura ma non può porvi rimedio luomo è dominato dalla perversione che ha creato Dio non abbandona luomo: la nostalgia (cfr. le Confessioni della sua conversione); il cuore inquieto è la fessura attraverso cui Dio può operare la salvezza delluomo Principio della salvezza: la grazia, perché la libertà è ormai compromessa dal peccato (corrotta) Conversione: movimento opposto: distacco dal mondo, ritorno in se stessi (interiorità), per orientarsi a Dio

35 Qui trova senso lincarnazione: non basta lazione interiore della grazia Luomo si è esteriorizzato a causa del peccato, è rovesciato fuori di sé, assente dallinteriorità in cui Dio è presente Dio va a prenderlo dove si trova: nellesteriorità: Dio diventa lui stesso creatura; assume un corpo per riportare a sé luomo Cfr. anche Gregorio Nazianzeno: lincarnazione come prendere su di sé la pecorella smarrita, cioè lumanità

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37 Incarnazione: non solo quella ipostatica di Cristo ma anche quella sacramentale: lassunzione della carne si prolunganei sacramenti (specie leucaristia) e nella Chiesa tutto ciò che appartiene alla visibilità materiale e viene assunto per convertire luomo a Dio in un movimento che va dalle cose visibili a quelle invisibili (dalla lettera alla Parola, dal rito alla Grazia) Conclusione: * È una antropologia teocentrica: per dire luomo (vocazione storica – destino finale) è fondamentale la relazione con Dio

38 Non solo per dire luomo, ma anche per organiz- zare la società, capire la storia, il cosmo. Nasce così la cultura della cristianità: ogni manifestazione esterna ha la sua sostanza nella religione cristiana (bisogno di un ORDO) Esempio nellarte: il romanico -I portali delle chiese romaniche hanno langelo che invita con la mano ad entrare e il leone (Ap 5,5: Gesù è il leone della tribù di Giuda) che difende quelli che entrano -La prospettiva: tutto orientato verso il Panto- cratore o il Crocifisso (con occhi aperti) che campeggia labside o il Ciborio

39 Perché va in crisi la prospettiva agostiniana e medievale della cristianità? Due ipotesi: 1)Prospettiva che diventa onnicomprensiva e invadente, fino a negare ogni autonomia alluomo. La modernità si ribella e luomo afferma la sua indipendenza da Dio. È la tesi di Blumenberg: la modernità è la reazione al totalitarismo teologico del medioevo; rivendica uno spazio per luomo da solo. 2)La modernità non è reazione al cristianesimo ma una sua conseguenza: per Pannemberg la modernità nasce dai paesi di tradizione cristiana grazie al tema della creazione: il mondo non è divino (concezioni mitiche), è creaturale e affidato alluomo.

40 Lincarnazione stessa di Dio depone a favore della positività riconosciuta allessere umano. Verifica: il grande sviluppo scientifico e tecnologico che è stato favorito da questa visione cristiana e non ha conosciuto un uguale nelle civiltà orientali (il mondo è divino). La teologia cristiana della creazione dice che il mondo è creato: cè una linea di demarcazione tra Dio e il mondo che segna la possibilità per luomo di essere amministratore creativo della terra. Non solo esiti positivi: ad esempio la questione ecologica, i problemi della bioetica (= luomo padrone assoluto di sé e del mondo).

41 paradigma ANTROPOCENTRICO La filosofia si stacca dalla teologia. Luomo e non più Dio è al centro. Il soggetto stesso è il fuoco della prospettiva per dire chi è luomo. Passaggi salienti: 1) Lutero intende liberare luomo dal sistema ecclesiastico del Medioevo: ristabilisce la immediatezza tra il soggetto e Dio: luomo è coscienza posta davanti alla Parola di Dio senza alcuna autorità interpretante, struttura umana che si frappone Linteriorità credente è il luogo decisivo, però non è lunico della vita umana

42 Allora sviluppa lidea dei due regni o ambiti: quello dellinteriorità (perno di tutto è la coscienza credente) quello dellesteriorità (profano: se uno deve fare il boia per amministrare la giustizia civile questo non contraddice la sua sfera interiore) 2) Cartesio: accanto allinteriorità credente (come Lutero) cè una interiorità profana che è il punto di partenza della sua filosofia cogito: una interiorità razionale che non esclude la fede, ma non gli interessa - ciò che valuta è il senso razionale della coscienza che ha di pensare.

43 NB: Il concetto di interiorità cambia: il soggetto razionale e libero che parte dalla coscienza di sé 3) Kant: tutto (fede – parola di Dio) deve essere sottoposta al giudizio critico della ragione La religione è ricondotta nei limiti della ragion pura. Per Cartesio: la fede ha un suo recinto e la filosofia ha il suo autonomo ambito. Per Kant la ragione critica non ha limiti: è il criterio che valuta tutto, la fondatezza di tutto.

44 4) Marx: Se Kant riconosce la legittimità della religione ricondotta al quadro razionale, Marx la rifiuta in nome delluomo: la religione è oppio che aliena luomo Non è lalienazione peggiore: è una sovrastrut- tura che dipende dalla realtà strutturale e economica Liberare luomo vuol dire liberarlo dallidea di Dio solo come premessa per liberarlo dalle altre forme di alienazione (storica)

45 Osservazione: Il soggetto che è assunto come chiave per rispondere alla domanda circa luomo estende sempre più la sua influenza: con la sua ragione è il criterio supremo che decide della realtà, eliminando ogni alterità (Dio – società - cosmo) che sia diversa dal soggetto Il soggetto è lunica realtà semantica È lesito dellidealismo: scelgo il soggetto come luogo per pormi linterrogativo sulluomo (anche se non nego che esita altra realtà oltre a lui) e arrivo a dire che il soggetto è tutto.

46 Sviluppo analogo al paradigma teocentrico: Dio è tutto – luomo è tutto. Nellassolutizzazione sta il principio della crisi: + la pretesa che il soggetto si autodefinisca in base a un suo aspetto: la razionalità che diventa il tutto + elimina ogni alterità rispetto a sé: si auto-pone come il punto unico, come lunica realtà esistente.

47 paradigma delle FILOSOFIE DELLESTERIORITÀ Dalla crisi della eccessiva fiducia per il soggetto razionale si passa al nuovo paradigma che vede luomo nella sua limitatezza, debolezza. Il soggetto va spiegato da un altro punto di vista. Si torna a guardarlo dallesterno, da un punto di vista che però non è più quello trascendente, divino, ma dal punto di vista del mondo, della natura, della storia. 1)Freud: descrive tre umiliazioni del soggetto autocentrato: Umiliazione cosmologica: dalla rivoluzione copernicana: luomo (la terra) non è il centro

48 Umiliazione biologica: la visione evoluzio- nistica delluomo (Darwin): luomo non è il re del regno animale, cè una solidarietà stretta tra luomo e lanimale Umiliazione antropologica: la psicanalisi ha rivelato alluomo che non è padrone della sua interiorità. La coscienza razionale (enfatizzata dal 2° paradigma) non gode che di una libertà illusoria. È dominata da pulsioni, dallinconscio, da motivi di cui non si è consapevoli. Le azioni non sono frutto di scelta lucida e libera ma di meccanismi che stanno al di sotto della conoscenza razionale. Esito: crisi di fiducia della razionalità moderna. Il post-moderno.

49 Due caratteristiche di questo 3° paradigma: 1)Dal punto di vista metodologico, le filosofie dellesteriorità raccolgono una pluralità di approcci (psicanalisi, strutturalismo) -Sostengono che il soggetto come assoluto di sé è ormai unidea superata: era un fideismo sulluomo e sulle sue capacità assolute, analogo al fideismo religioso -Non ci si può fidare di ciò che luomo pensa e dice, ma capire cosa ci sta dietro. -Ad esempio: le analisi strutturaliste: quali sono le leggi che regolano i comportamenti umani delle diverse culture?

50 2) Dal fideismo umanistico si passa alla negazione del soggetto -Come individuo libero e razionale in realtà non esiste: è un prodotto della cultura e la cultura è un prodotto della biologia -Il soggetto è unillusione (strutturalismo di Lévi- Strauss), ne consegue una -cultura nichilista: non cè alcun senso/speranza -smentita però dallo stesso autore dalletica: ci sono valori che le culture promuovono per luomo -NB: oggi lantropologia culturale riemerge soprattutto sotto forma di etica: cosa luomo deve fare, non la teoria sullorigine o sul destino

51 Osservazione provvisorie per il nostro lavoro: È corretto partire da Dio per pensare luomo? ( antropologia teologica) Epoca moderna: luomo cerca di valutare il proprio essere, prendendo come metro se stesso in quanto soggetto autonomo svincolato dalla trascendenza (Cartesio: cogito ergo sum). Possibile pensarsi etsi Deus non daretur? Loblio della trascendenza porta alla tautologia: dire luomo con luomo. Ma è possibile comprendere se stessi unicamente mediante se stessi? Senza alterità?

52 Dio e luomo sono realtà intersignificanti: La teologia cristiana pensa Dio per pensare luomo: dopo lincarnazione Dio e luomo sono realtà intersignificanti: Non soltanto conosciamo Dio unicamente per mezzo di Gesù Cristo, ma conosciamo noi stessi unicamente per mezzo di Gesù Cristo. Fuori di Gesù Cristo non sappiamo che cosa sia la nostra vita o la nostra morte, Dio e noi stessi (B. Pascal, Pensieri n. 548) Lo snodo è la divinoumanità di Cristo Lo snodo è la divinoumanità di Cristo (lequilibrio è nel dogma calcedonense)

53 svela pienamente luomo a se stesso In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero delluomo…rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela pienamente luomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione (GS 22) Percorso teologico e percorso antropologico sono convergenti e coincidenti Percorso teologico e percorso antropologico sono convergenti e coincidenti: desiderio di adorazione la cura della propria persona Non vedo niente di infamante nel riconoscere che il nostro desiderio di adorazione va di pari passo con la cura della propria persona (Cz. Milosz)

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55 Il nome Antropologia, da dove viene? Quando nasce questa scienza?

56 settoriale e implicito su un sapere circa luomo di tipo settoriale e implicito, ritornano le cosiddette scienze umane, astraendo un punto di vista per la loro indagine (biologico, etnologico, psicolo-gico, sociologico, linguistico) cultura moderna tipica della cultura moderna è la riflessione critica sul tema, come questione a sé stante qui è nata lantropologia propriamente detta il termine antropologia compare per la prima volta nel 1501, a Lipsia, in un lavoro di M. Hundt, Anthropologium de hominis dignitate, natura et proprietatibus, divenendo progressiva- mente di uso comune con linizio del 600.

57 Che uso del termine Antropologia? accezione ampia - non rimane omogenea - assume nel tempo significati diversi, talora complementari. dalla biologia alletica 1) un primo significato = liberarsi dalla tradizionale impostazione metafisica (già orientata teologicamente) per uno studio della natura umana e della sua morale (dalla biologia alletica) 2) un secondo senso = indicare più ampiamente lattenzione alla cultura. svolta antropologica 3) nella stagione contemporanea (= svolta antropologica) si impone definitivamente luomo e la sua ragione come centro omnicomprensivo del reale (L. Feuerbach) Conclusione senzaunaccezione univoca e concor- demente assunta lattenzione per il fenomeno umano nasce e si impone senza maturare unaccezione univoca e concor- demente assunta.

58 Un ritardo antropologico in teologia? specifica attenzione Il costituirsi dellantropologia nella cultura sollecita una specifica attenzione alluomo anche da parte della teologia. Occorre denunciarne il ritardo. Il trattato di Antropologia Teologica nasce in seguito alla svolta antropologica avvenuta in teologia verso la metà del secolo XX e in modo massiccio con Vaticano II (GS). non si nega in precedenza la presenza di una riflessione sulluomo (es. in epoca patristica) ma nella manualistica non si trova ancora né un trattato a sé stante, né, soprattutto, una antropologia cristiana unitaria e sistematica.

59 2.3Diversi approcci allunico interrogativo: Chi è luomo

60 Osservazioni a partire da questa panoramica: di fronte allo stesso interrogativo (Chi è luo- mo?) emergono una pluralità di soluzioni e approcci. Le scienze umane hanno sviluppato una molteplicità di analisi settoriali del fenomeno umano: la psicologia, la sociologia, letnologia, la filosofia, le religioni; ecc. la varietà dipende dalla diversità di approccio, dal metodo e dallinteresse sotteso.

61 In sintesi, i diversi approcci antropologici si raccolgono in tre filoni principali: culturale il punto di vista culturale religioso quello religioso cristiano e lapproccio propriamente cristiano. nascita e lo sviluppo Questa analisi ci consente di rivisitare la nascita e lo sviluppo dellantropologia nellepoca moderna lospecifico dellapproccio cristiano e teologico e apprezzare lo specifico dellapproccio cristiano e teologico nella ricerca della verità delluomo.

62 Distinguiamo perciò vari approcci antropolo- gici: A)Antropologia culturale e filosofica B)Antropologia religiosa C)Antropologia cristiana D)Antropologia teologica

63 A) LAntropologia culturale e filosofica = pluralità di ricerche sviluppatasi a partire dal XVIII sec. data di inizio nel 1492 con B. de Las Casas che, con le sue analisi degli usi e costumi degli indigeni dAme- rica, si propone come precursore della sensibilità della moderna antropologia culturale L.-A. de Bougainville, Voyage autour du monde, 1771 («i costumi dei selvaggi sono più onesti e saggi dei vostri») G.B. Vico, Scienza nuova, 1744 (la storia viene interpretata per la prima volta come processo sociologico e non come frutto di un insondabile disegno divino). definizione di Momento di svolta è dato dalla formalizzazione della definizione di cultura ad opera di G. Klemm, Storia della cultura tedesca,

64 Una definizione ampia di Antropologia culturale: «Le forme storico-oggettive con cui si dà la comprensione che luomo ha di sé in un determinato gruppo sociale, prima ancora che le sue forme riflesse e consapevoli » (F.G. Brambilla) : la cultura gastronomica, funeraria, linguistica… epoca moderna = ratio staccata dalla fides auto-comprensione delluomo: mette a tema la sua identità, a partire da se stesso, dalle sue esperienze «Venuto meno il riferimento a Dio, luomo tende a comprendersi mediante il confronto con il mondo materiale, con il mondo animale, con le diverse culture, con le sue stesse aspirazioni religiose. Questi confronti offrono comunque allantropologia teologica preziosi spunti e stimoli» (G. Panteghini)

65 tre linee di ricerca dellantropologia culturale per cogliere lidentità delluomo: 1) Luomo in rapporto alla natura 2) Luomo in rapporto alla società-cultura 3) Luomo è la sua ragione naturalegame col mondo e la naturalanimale 1) Luomo in rapporto alla natura: nel suo legame col mondo e la natura, nel confronto con lanimale. Da questo confronto sorgono le affermazioni dellantropologia biologica partenza = ciò che luomo ha in comune con la realtà materiale e mondana. primo dato: il corpo, la propria fisicità che lo colloca immediatamente in relazione al mondo e alla natura

66 lappartenenza al mondo con diverse accentuazioni: luomo è in fondo un animale («questa scimmia nuda»), frutto dellevoluzione che differisce dalla specie animale solo di grado = C. Darwin, Lorigine della specie, 1859 pur salvaguardandone linsopprimibile differenza, luomo appartiene alla natura, è microcosmo = * recupero dellidea greca delluomo come microcosmo, ossia come sintesi degli elementi di cui è costituito il mondo. * laffermazione è del filosofo Posidonio che riconduce sia luomo che il mondo a quattro elementi fondamentali: terra, aria, acqua e fuoco.

67 antropologia storicamente, i primi studi di antropologia seguirono questa direzione: si liberano da una metafisica pre-orientata teologicamente schema binario presentano la natura umana secondo uno schema binario: una prima parte che studia il corpo, la fisiologia una seconda gli affetti, le passioni, ossia la morale Cartesio, Trattato sulluomo, 1632 Così ad es.: Cartesio, Trattato sulluomo, 1632 Kant, Antropologia dal punto di vista prammatico fenomeno moralitàlestetica Sistemazione critica con Kant, Antropologia dal punto di vista prammatico, 1798 dove lantropologia si restringe allanalisi del fenomeno, ossia dellesperienza nella sua concretezza descrittiva, sulla quale poi Kant cercherà di fondare la moralità e lestetica.

68 Luomo: la sua natura e il suo posto nel mondo Lesposizione più nitida di questo modello si ha con gli studi di A. Gehlen, Luomo: la sua natura e il suo posto nel mondo, Feltrinelli, Milano 1983 animale imperfetto e difettoso non specializzato né tutelato dagli istinti il confronto con gli animali evidenzia che luomo è un animale imperfetto e difettoso, perché organicamente non specializzato né tutelato dagli istinti. lassenza di difese «la molla del progresso», seconda natura da lui stesso plasmata tuttavia, la sua debolezza, lassenza di difese diviene per lui forza, addirittura «la molla del progresso», poiché lo costringe ad ovviare al suo disadattamento con una seconda natura da lui stesso plasmata. Così, questo animale anomalo ed indifeso diviene creatore di cultura: la cultura è la forma del suo adattamento allambiente e della trasformazione del mondo. Di qui lo slogan illuminista: «il più stupido degli uomini basta a guidare il più intelligente degli animali».

69 società-cultura 2) Luomo in rapporto alla società-cultura rapporti interpersonali Non più solo allinterno della natura, in contesto «fisico» (il mondo – la corporeità), ma nei rapporti interpersonali: il «mondo sociale» (famiglia, tribù, popoli) cultura coutume libertinismo Non si muove più dallo studio della «natura umana» (dallanatomia), ma dalla cultura: la condizione umana è determinata da comportamenti, costumi (il coutume secondo il libertinismo erudito del XVII sec.) ed usanze. Qui lidentitàuna struttura dataè creatore di culturavia delluomo a se stesso Qui lidentità: luomo non è semplicemente natura (una struttura data), ma è cultura. E se da un lato luomo è creatore di cultura, dallaltro la cultura diviene via delluomo a se stesso, la strada attraverso la quale uno trova se stesso: «cultura intesa come globalità dei modi di pensiero e di vita di una società».

70 Spostamento dellaccento Spostamento dellaccento: Si abbandona lattenzione per lanatomia del corpo Stimoli dalle scoperte geografiche e dalle relazioni di viaggio. Si sviluppano nuove branchie del sapere: letnologia (= studio delle culture, studio dei comportamenti sociali), riflette sulluomo a partire dalle sue relazioni sociali (esperienze familiari, popoli, stirpi) cfr. A.C. Chavannes, Anthropologie ou science générale de lhomme, 1788 lantropologia culturale propriamente detta, che per molti inizia con E. Tylor, Primitive culture, Simpone lindagine fenomenologica come via per cogliere la realtà delluomo, attraverso lanalisi dei fatti sociali e delle loro relazioni: cfr. C. Lévi-Strauss, Antropologia strutturale, Il Saggiatore, Milano 1968.

71 ragione 3) Luomo è la sua ragione definizione delluomo per la sua superiorità sul mondo, per la sua distanza non più per la sua appartenenza ad esso sapere aude un ulteriore elemento che caratterizza la sua identità: la soggettività, lautocoscienza: è ciò che definisce meglio la singolarità delluomo: sapere aude (abbi il coraggio di pensare da te stesso) è lo slogan sintetico di Kant. Centralità della coscienza, della soggettività porta la ragione a divenire il centro del potere. Sono i presupposti della «svolta antropologica»: visione teocentrica una vera e propria «rivoluzione copernicana» che ha segnato il nascere dellepoca moderna sulle ceneri di una visione teocentrica della vita e della storia cultura antropocentrica una cultura antropocentrica, inaugurata dal cogito cartesiano e contrassegnata dal senso di emancipazione e di potenza da parte delluomo moderno: luomo diventa il punto di vista onnicomprensivo alla cui luce interpretare tutta la realtà: ogni cosa è una proiezione simbolica dellautocoscienza umana (L. Feuerbach)

72 Cosa sostiene la tesi moderna dellantropocentrismo? ragione La ragione diviene criterio assoluto di verità Dio Dio stesso viene oggettivato, come un dato della ragione umana mondoaltri assolutocentralità del soggetto Prima luomo era colto nel mondo o nella relazione con gli altri, ora si propone quasi come un assoluto: centralità del soggetto morte di Dio Di qui si arriva alla tesi della morte di Dio. lautoaffermazione delluomo: luomo è autoconsistente e autosufficiente La sostanza dellepoca moderna è lautoaffermazione delluomo: luomo è autoconsistente e autosufficiente. La modernità si lega allaffermazione della soggettività umana, pensata come indipendente da Dio e dal mondo, si salda cioè allemancipazione umana e alla razionalizzazione di tutti gli aspetti della vita (G. Colzani) la delusione dibattiti teologici decreti eternivolontarismo teologico Ipotesi = fu, anche, una reazione allestrinsecismo: luomo riprende in mano lo spazio della sua libertà dopo la delusione patita ad opera dei dibattiti teologici su una vita umana decisa in base a decreti eterni, propri di un volontarismo teologico.

73 B) Antropologia religiosa rapporto con lAltro-da-sé luomo – da sempre – cerca risposta alla propria identità in rapporto con lAltro-da-sé: «la domanda chi è luomo sorge al confronto delluomo con il divino» (J. Moltmann) essere religioso lesperienza fondamentale Luomo si definisce coerentemente come essere religioso: coglie nel rapporto con il mistero del divino lesperienza fondamentale della sua vita. Numinoso R. Otto ha cercato di interpretare questa che definisce lesperienza del Numinoso (Il sacro, Feltrinelli, Milano 1966). Lanalisi di tale aspetto del fenomeno umano ha dato sviluppo agli studi di storia o fenomenologia delle religioni. non è di certo moderna coglie se stesso per differenza Una simile visione non è di certo moderna. È connaturale alluomo stesso, per quanto non sempre sia tematizzata o vissuta in forma riflessa. Luomo si pone di fronte alla divinità e coglie se stesso per differenza, si interroga sul senso della vita e della storia, sul proprio destino.

74 conosciti, riconosci che tu sei un uomo e non sei uguale a Dio Gnothi seauton: conosci te stesso. Così recita lincisione sul tempio di Apollo a Delfi. «In quel luogo della presenza delleterno queste parole volevano dire: conosciti, riconosci che tu sei un uomo e non sei uguale a Dio. In Omero gli dei sono detti Immortali. Accanto ad essi luomo è un essere mortale che vive un solo giorno, il sogno di unombra» (J. Moltmann). un monito, più che un invito differenza ed inferiorità La frase di Delfi, dunque, suona come un monito, più che un invito. È un ammonimento a riconoscere la propria diversità: luomo è niente (homo dalla radice humus). Luomo nel confronto con gli dei sente tutta la sua differenza ed inferiorità: finito rispetto allInfinito, caduco di fronte allImmortale.

75 tipica del pensiero occidentale (gli ateismi filosofici) Lesperienza del divino apre luomo ad unulteriore profondità: luomo non riesce a sciogliere il paradosso che egli è: «il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te» (Agostino) = inquietudine religiosa tipica del pensiero occidentale (gli ateismi filosofici) Anche il livello religioso dellanimo umano, non raggiunge ancora il proprium dellapproccio cristiano: «lantropologia religiosa non è necessariamente unantropologia cristiana» (J. Moltmann). Qual è, dunque, lo specifico di unantropologia cristiana? Da dove nasce?

76 C) Antropologia cristiana singolarità dellapproccio cristiano Nella pluralità di approcci emerge la singolarità dellapproccio cristiano: lo sguardo sulluomo è misurato dal paradigma che è Gesù Cristo: «Ecce homo»! «in realtà, ciò che nel NT è veramente nuovo e insieme scandalizza ogni umanesimo è la conoscenza del Dio vero e delluomo vero nel Crocifisso» (J. Moltmann) È uninversione metodologica: «Al centro della antropologia cristiana non stanno le concezioni che gli uomini hanno di Dio, ma piuttosto, la relazione che Dio ha stabilito con luomo. Al centro della rivelazione cristiana sta linteresse di Dio per luomo, non quello delluomo per se stesso» (G. Colzani). ermeneutico Discriminante ermeneutico: non è la riflessione autonoma del soggetto su di sé bensì il confronto dellesperienza umana con la Rivelazione cristologica

77 Questione corretta: «Chi è luomo?», non la domanda astratta e filosofica «Chi è luomo?», «Che cosè luomo, Signore, perché te ne curi, un figlio duomo perché te ne dia pensiero?» (sal 8) bensì linterrogativo orante/relazionale: «Che cosè luomo, Signore, perché te ne curi, un figlio duomo perché te ne dia pensiero?» (sal 8) La Rivelazione non fornisce una definizione astratta di uomo, ma afferma la relazione che Dio ha con luomo (figliolanza). Per questo «lantropologia cristiana non può essere ridotta a conoscenza, ad assenso, a un concetto: non si tratta di avere in mente unidea corretta di uomo ma di vivere un tipo di umanità allinterno di una relazione» (G. Colzani).

78 C) Antropologia teologica (liturgico, mistico, spirituale, esperienziale, ecc.) Lambito degli enunciati cristiani sulluomo è vasto ed è descritto secondo una pluralità di linguaggi (liturgico, mistico, spirituale, esperienziale, ecc.) lex orandi esempio: anche la lex orandi contiene ed esprime una antropologia (senza il tuo aiuto non cè in noi nulla di valido e di santo = contro le tesi che si rifanno a Pelagio) in modo riflesso in questo spettro si colloca lapproccio propriamente teologico che intende esprimere in modo riflesso il volto cristiano delluomo

79 Antropologia teologica e antropologie: inseparabilità e differenza come si pone a questo punto lantropologia teologica con le altre comprensioni delluomo?

80 a. Apporti e limiti dellapproccio moderno lo studio delluomo una molteplicità di metodologie e di scienze che hanno per oggetto lo studio delluomo indice di un alto interesse e di una pluralità di risposte pregio dei vari studi da non sottostimare: colgono un qualcosa della verità delluomo, utile per una piena comprensione del fenomeno umano i limiti della pluralità di approcci: la frammentarietà delle risposte la parzialità dei singoli tentativi, generalmente incapaci di fornire una visione dinsieme delluomo, ricondotto ad un aspetto regionale, parziale e, spesso, solo funzionale della sua vita lincapacità di dare una visione unitaria della persona: tante tessere di un mosaico: ma chi è luomo?

81 Il fatto che «le scienze umane fanno il loro ingresso al plurale, denuncia lincapacità del sapere delluomo di venire a capo del suo mistero da un solo punto di osservazione» (F.G. Brambilla) i tentativi si ripetono, occorrono molte parole per dire, spiegare, interpretare: limpressione è di non aver ancora colto loggetto (lenigma uomo). assolutizzazione di un singolo approccio frantumazione esiti estremi: lassolutizzazione di un singolo approccio (si assume la parte per il tutto),oppure la frantumazione stessa della persona questo insufficienza della «descrizione» fenomenologica delluomo: ci informa sulla sua struttura, sul suo funzionamento: ma occorre ricercarne la verità ed il senso («cliente» per il commerciante, «insegnante» per lo studente…ma questo sono io?!)

82 M. Heidegger : «nessuna epoca ha accumulato così tante conoscenze circa luomo e, tuttavia, nessuna ha saputo meno della nostra che cosa sia luomo » (in Kant e il problema della metafisica). linterrogativo si è acutizzato proprio in un momento di crisi didentità: poiché luomo non sa più chi è ha bisogno di essere esplicitamente messo a tema La modernità ha mostrato la molteplicità – e serietà – di risposte attraverso cui si può descrivere luomo. Ma resta il dubbio: di fronte a questa molteplicità di approcci, luomo si legge in un prisma che ne risalta tutta la ricchezza di cui Dio lha dotato, oppure si è perduto in un labirinto ? Se la crescita dei riflettori ha messo in luce molti angoli sconosciuti o oscuri della nostra realtà, ha anche portato a far avvertire questa realtà come un labirinto in cui, dopo lo smarrimento del filo di Arianna della religione, è sempre più difficile orientarsi (G. Panteghini)

83 Esito paradossale: nonostante il moltiplicarsi delle discipline antropologiche, non si trova una risposta alla domanda sullidentità della persona umana in definitiva, la mancanza di una visione unitaria delluomo si rivela il limite radicale degli approcci descrittivi da parte delle scienze umane e ne esige un superamento. rilancia linterrogativo Questo rilancia linterrogativo: «Chi è luomo?». Qual è lapproccio adeguato per risolverlo?

84 b. Specificità e rapporto dellAntrop Teologica Quale specificità? (la sua singolarità rispetto alle altre letture dellumano). il «proprium» non è dato dalloggetto – che è comune a tutte: luomo bensì dal «punto di vista» proprio, dal metodo assunto: lapproccio «teologico». comprensione critica delluomo alla luce della Rivelazione cristiana teologia è lintelligenza della fede, lAnTh è la comprensione critica delluomo alla luce della Rivelazione cristiana, dellumano storico apparso in Gesù Cristo.

85 Quale rapporto con gli altri approcci antropologici? Atteggiamento non di rifiuto o disprezzo degli altri contributi, per quanto differenti; neppure di timore o subalternità; ma di dialogo costante e di libero confronto, che tenga aperta una interazione reciproca e continua (un compito ancora inevaso?!) Bisogna riconoscere loriginarietà del rapporto: il rapporto con lantropologia culturale (qui nel senso ampio delle forme storico-oggettive con cui si dà la comprensione che luomo ha di sé in un determinato gruppo sociale, prima ancora che delle sue forme riflesse e consapevoli) e con lantropologia religiosa sta nella cosa stessa, non è un rapporto che devessere ricostruito successivamente dalla riflessione teologica. Questa semmai lo mette in luce e indaga criticamente linseparabilità e la differenza tra le antropologie culturali– religiose e lantropologia cristiana (F.G. Brambilla)

86 Inseparabilità e differenza sono gli estremi del rapporto. Esempi tratti della Sacra Scrittura: lantropologia anticotestamentaria prima e neotestamentaria, poi, assumono del tutto naturalmente le comprensioni antropolo- giche diffuse (sia nelle culture semitiche ed el- lenistiche, sia nelle configurazioni del linguag- gio religioso del mito e del rito) servendosene per dire e fino al punto in cui riescono ad espri- mere loriginale relazione delluomo al Dio dei Padri che è il Dio di Gesù Cristo: esempio la coppia umana sessuata

87 Vedi nella storia della chiesa: nellepoca patristica la descrizione dellimma- gine cristiana delluomo si fa in dialogo con le grandi antropologie precristiane (cfr. Tertul- liano, De anima) lungo la storia della teologia la dottrina sulluomo anche in seguito resta fortemente segnata dallinflusso di correnti di idee non- teologiche, più che le altre sezioni della teologia: ad esempio lantropologia di s. Agostino ha rapporti inconfondibili con il neo-platonismo, quella di s. Tommaso con laristotelismo, quella di J.A. Möhler con il romanticismo

88 «La stessa rivelazione cristiana presuppone una conoscenza e unesperienza di ciò che significa essere uomo come soggetto libero e responsabile di sé. Diversamente non potremmo avere nessun accesso a Gesù né al mistero della sua incarnazione. Per questo la rivelazione cristiana non pretende in alcun modo di essere lunica fonte di conoscenze sulluomo. Anzi, presuppone espressamente il contrario. Senza perdere nulla della specificità teologica, la riflessione cristiana deve arricchirsi con i dati e le intuizioni provenienti dalla filosofia e dalle scienze umane. Tutti questi contenuti, però, devono essere contemplati sotto una luce nuova e più profonda: quella della relazione delluomo con Dio» L. Ladaria (L. Ladaria)

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90 Non un rapporto di concorrenza ma di circola- rità = tra la comprensione comune delluomo e lannuncio della rivelazione La visione delluomo da parte delle diverse discipline porta sia contributi (es. cfr. supera- mento del geocentrismo, del dualismo anima- corpo) sia domande che rischiarano meglio ciò che Dio ci ha rivelato o ne «stimolano» la comprensione. Però lAnt Th si colloca su un piano diverso di ricerca e di metodo per poter capire il mistero delluomo il più profondamente possibile. Lantropologia cristiana non rende superflue le antropologie biologiche, culturali, religiose, ma neppure si lascia ridurre ad esse (J. Moltmann)

91 LAnTh ha il primato quale criterio ermeneutico veritativo: la Rivelazione – che è Gesù Cristo in persona – si propone come il criterio di ogni comprensione delluomo. È lui la verità ultima, piena e definitiva, sulla quale misurare i contributi o i limiti delle altre visioni. Il punto di partenza è Gesù Cristo: anche se ciò non vuol affermare un dogmati- smo né un punto di vista deduttivo (che scalza e rende irrilevante gli altri contributi). Qui prende le mosse lATh contemporanea.

92 c. Il criterio cristologico: oggetto e forma dello studio Lo specifico della visione cristiana delluomo: La cristologia svela lantropologia («Ecce homo») Lantropologia si compie in cristologia: la risposta allinterrogativo si dà nel confronto delluomo – con tutte le sue precomprensioni – con luomo Gesù di Nazareth.

93 «La visione specifica della fede cristiana si fonda sul fatto che luomo si compie definitivamente, conformando la sua vicenda alla figura filiale della libertà di Gesù. La determinazione escatologica delluomo, propria della fede cristiana parla di un compimento che luomo da sé solo non può darsi e che tuttavia una volta dato nellumanità di Gesù risorto attua in modo reale la struttura del desiderio che appartiene ad ogni esperienza dell'umano» (F.G. Brambilla)

94 Su questa base cristologica dellantropologia si apre la possibilità di dialogo fecondo coi risultati degli altri approcci antropologici: lascolto dellapporto di tutte le scienze umane nel vaglio critico dato dalla persona di Gesù Cristo.

95 Antrop Fondamentale Ruolo della Antrop Fondamentale (cfr corsi già fatti) per la struttura della coscienza credente: radicale apertura alla verità e allassoluto convergenza tra ciò che la rivelazione ci offre dallAlto [la risposta] e ciò che luomo desidera dal basso [la domanda] particolarità degli enunciati teologici sulluomo: per un verso affermano che luomo si compie (realizza la sua umanità buona e felice) nel rapporto con la vi- cenda singolare di Gesù; per laltro verso, tale pie- nezza è sperimentabile come un giusto e buono rapporto delluomo con Dio a partire dalla domande che luomo fa a proposito del suo esistere storico, in quanto desiderio di un compimento che da sé solo non riesce a raggiungere

96 Impegno della AnTh contemporanea Impegno della AnTh contemporanea: La cristologia è lescatologia delluomo La cristologia è lescatologia delluomo la cristo- logia è già nella protologia (creazione delluomo in Cristo) in Cristo si attua quellapertura del desiderio che appartiene alle condizioni antropologiche originarie di ogni esperienza umana: la cristo- logia è già nella protologia (creazione delluomo in Cristo) Homo capax Dei (patristica) potentia obiedientialis (scolastica) esistenziale soprannaturale (K. Rahner)

97 Conclusione della nostra introduzione: il nesso antropologia-cristologia costituisce lo snodo su cui interpretare ogni singolo tema del nostro studio – libertà, corpo, sessualità, sofferenza, morte, creazione, peccato, grazia, escatologia è lo snodo fondamentale dellantropologia teologica: luomo Gesù di Nazareth (che è lumanità del Figlio di Dio) è la verità delluomo. Cfr. La pretesa di Gesù!


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