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Con questa pps rinnovo il mio disprezzo per chi abbandona o sevizia gli animali. Vergognatevi… Non ci sono infami in Paradiso Mittenti: Ciro, Blek e Pelè.

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Presentazione sul tema: "Con questa pps rinnovo il mio disprezzo per chi abbandona o sevizia gli animali. Vergognatevi… Non ci sono infami in Paradiso Mittenti: Ciro, Blek e Pelè."— Transcript della presentazione:

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2 Con questa pps rinnovo il mio disprezzo per chi abbandona o sevizia gli animali. Vergognatevi… Non ci sono infami in Paradiso Mittenti: Ciro, Blek e Pelè Indirizzo:Ponte dell’arcobaleno…

3 Avevo paura dell’acqua. Non ho mai dimenticato quel fossato grande e freddo quel fossato grande e freddo dove mi avevano scaraventato. C’era la nebbia ed ero ormai solo un pugno di pelo fradicio e paralizzato dal terrore. Gli ultimi flebili guaiti, con la speranza che la mia mamma mi sentisse e venisse ad aiutarmi... Poi non ce l’ho fatta più e mentre mi lasciavo lusingare dall’oblio, ho sentito la tua voce: forza “belvaccia” un ultimo sforzo, sono qui!

4 Ti sei tolta il maglione e mi hai avvolto, era morbido, caldo, profumato e stretto tra le tue braccia, pensavo di essere già in paradiso! Ho sentito la tua voce maledire chi mi aveva scagliato in quell’acqua gelida non farlo più ti prego, pensa solo alla realtà infelice di quella persona Non maledirlo, è solo un misero, non merita nulla, nemmeno il tuo disprezzo... Se non ha avuto un briciolo di cuore un briciolo di cuore per un cucciolo indifeso che aveva l’unica colpa di essere nato, di essere nato, immagina cosa prova per chi gli vive accanto… Sono passati gli anni, sono diventato vecchierello, quanta fatica per camminare! Ma c’era la tua tenerezza e quelle carezze mi appagavano di ogni sforzo. Mi accucciavo ai tuoi piedi e ti ascoltavo parlare a voce alta. Non capivo il senso del discorso… Mi bastava esserti accanto!

5 A volte penso a quell’angolo di giardino dove ti sedevi, ti lambivo le mani quando eri malinconica e saltavo sulle tue ginocchia quando sorridevi. Non mi importavano gli abiti lussuosi o quei pantaloni logori, io ti amavo così com’eri! Penso a quelle bottiglie accartocciate con le crocchette dentro che lanciavi lontano: quante corse per riportartele, certo che le avresti svuotate per me! Penso ai nostri giochi, ero così felice, non chiedevo di più! Poi, anche per me è arrivato il momento… è arrivato il momento… Avevi gli occhi tristi quando lasciai il tuo mondo e non sopportavo di vederti così: quelle lacrime che scendevano piano, mi graffiavano il cuore.

6 Dopo tanti anni di fedeltà assoluta, di coccole, di gioia, non avrei voluto lasciarti … Ora ti chiedo solo di non rimpiangermi”. Sai quanti sfortunati aspettano “quel maglione caldo” dietro le sbarre di un canile? Non avranno un certificato genealogico ma hanno il pedigree del cuore! Vai scegli, o meglio, lasciati scegliere. Stringine uno tra le braccia come hai fatto con me e sistemalo nella mia cuccia, ti amerà come ti ho amato io. Scorderà ogni cattiveria e insieme perdonerete qualsiasi meschinità …

7 E stai serena, perché qui tutto è diverso, mi sento ancora cuccioletto, non ho più dolori non ci sono mani brutali o fossati gelidi, ma tanti amici e non ho più paura dell’acqua! Anche se devo ammettere … Qualche volta … Un poco mi manchi … Sono felice ora ed è la vita che avrei voluto anche per te, perché sai… Non ci sono infami in Paradiso! Immagini usate per la grafica: da internet non a scopo di lucro Testo e rights reserved Sonoro: Ernesto Cortazar Secret of my heart

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