La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

LICEO GINNASIO DANTE ALIGHIERI GIORNO DELLA MEMORIA 2012.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "LICEO GINNASIO DANTE ALIGHIERI GIORNO DELLA MEMORIA 2012."— Transcript della presentazione:

1 LICEO GINNASIO DANTE ALIGHIERI GIORNO DELLA MEMORIA 2012

2 BREVE CRONOLOGIA DELLANTISEMITISMO NAZISTA E FASCISTA 15 settembre 1935: il Reich tedesco emana le leggi antiebraiche note come leggi di Norimberga. novembre 1938: sulla base della Dichiarazione sulla razza approvata dal Gran Consiglio del fascismo, il governo presieduto da Mussolini approva una serie di provvedimenti contro gli ebrei. Esse dispongono, tra laltro, lespulsione degli ebrei (studenti e docenti) dalle scuole, dagli uffici pubblici, il divieto di matrimonio tra italiani-ariani e italiani semiti, ecc. 9 febbraio 1940: Mussolini ordina che tutti gli ebrei devono lasciare lItalia. 16 ottobre 1943: durante loccupazione nazista di Roma, la Gestapo mette in atto una retata di tedeschi di grandi proporzioni ebrei vengono deportati ad Auschwitz in 18 vagoni piombati. Solo 15 di loro torneranno alla fine della guerra: 14 uomini e una donna. Tutti gli altri sono morti nelle camere a gas. Nessuno degli oltre duecento bambini è sopravvissuto. 30 novembre 1943: la Repubblica Sociale Italiana fondata da Mussolini nellItalia centro-settentrionale decreta larresto degli ebrei di tutte le nazionalità. Per la Costituzione della Repubblica Sociale italiana «gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri e appartengono a nazionalità nemica». Molti vengono internati nel campo di smistamento di Fossoli che funge da cerniera tra il neo stato fascista italiano e il Terzo Reich. Da Fossoli gli ebrei vengono deportati a Bergen Belsen e Auschwitz. 27 gennaio 1945: viene liberato il campo di Auschwitz.

3 NEI LAGER NAZISTI FURONO STERMINATI 5,9 Milioni di EBREI 2-3 Milioni di PRIGIONIERI DI GUERRA SOVIETICI 1,8-2 Milioni di POLACCHI NON EBREI Mila ROM E SINTI Mila DISABILI E PENTECOSTALI Mila MASSONI 5-15 Mila OMOSESSUALI Mila TESTIMONI DI GEOVA 1-1,5 Milioni di DISSIDENTI POLITICI 1-2,5 Milioni di SLAVI

4 Da I sommersi e i salvati di Primo Levi La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. I ricordi che giacciono in noi non sono incisi sulla pietra; non solo tendono a cancellarsi con gli anni, ma spesso si modificano, o addirittura si accrescono, incorporando lineamenti estranei. Ancora una volta si deve constatare, con lutto, che l'offesa è insanabile: si protrae nel tempo, e le Erinni, a cui bisogna pur credere, non travagliano solo il tormentatore ma perpetuano l'opera di questo negando la pace al tormentato. Non si leggono senza spavento le parole lasciate scritte da Jean Améry, il filosofo austriaco torturato dalla Gestapo perché attivo nella resistenza belga, e poi deportato ad Auschwitz perché ebreo:"Chi è stato torturato rimane torturato. Chi ha subito il tormento non potrà più ambientarsi nel mondo, l'abominio dell'annullamento non si estingue mai. La fiducia nell'umanità, già incrinata dal primo schiaffo sul viso, demolita poi dalla tortura, non si riacquista più.

5 Caro Duce, il popolo 'italiano attende con spasimo atroce, che venga definitivamente eliminata la stirpe ebraica dal sacro suolo della Patria. Il popolo italiano ti scongiura di affrettare la estirpazione Ricordandoti, o Duce inesorabile, che gli ebrei hanno trionfato sopra il massacro degli italiani in cento anni di guerre di liberazione. In nome di tutti i nostri MORTI abbi il coraggio di imitare Hitler alla lettera e sino alla fine. Eia! Eia! Eia! ALALA!!! Uno studente universitario".

6 Eccellenza, È il coraggio della disperazione che mi fa osare tanto e cioè mi fa scrivere a voi. Perdonatemi! Sono una maestra elementare di razza ebraica, che, in conseguenza delle ultime disposizioni da Vostra Eccellenza emanate, sono sospesa dall'insegnamento. Questo castigo tremendo che ha colpito tutti i miei correligionari, io sento di non meritarlo e porta la mia famiglia nel dolore e nella più angosciosa miseria. Ho ventisette anni di servizio qualificato col Valente, nei quali ho sempre istillato nell'animo dei miei alunni il mio stesso, grande, fervente amore alla Patria, al Regime, al grande Capo che l'ha istituito. Sono iscritta ai fasci femminili fino dal epoca in cui fu fondato. Ho documenti attestanti la mia attività fascista da allora fino ad oggi, nel Fascio di Rosignano Solvey dove sono tuttora iscritta. Vi rendo notorio che mio marito è di razza ariana ed egli è di­soccupato da tanti mesi. Ho tre figli minorenni, la più piccola dei quali, di appena tredici anni, ch'io ho indirizzato, con immensi sacrifici agli studi. Ora, mi sarebbe impossibile farli continuare perché l'unica fonte di guadagno della mia famiglia viene da me! Ho fiducia nella vostra giustizia e nobiltà d'animo perciò vi supplico, vi scongiuro di farmi tornare alla mia scuola italiana della quale mi sento sempre degna, di farmi guadagnare ancora il pane per i miei adorati figli. Sono sicura che, per un tale atto così umano e generoso Vostra Madre vi benedirà dal cielo. Vogliate scusare il mio ardire e perdonarmi. Vostra umilissima e affezionata Nelly Corcos in Luperini

7 Da I sommersi e i salvati di Primo Levi L'esperienza di cui siamo portatori noi superstiti dei Lager nazisti è estranea alle nuove generazioni dell'Occidente, e sempre più estranea si va facendo a mano a mano che passano gli anni. Per noi, parlare con i giovani è sempre più difficile. Lo percepiamo come un dovere, ed insieme come un rischio: il rischio di apparire anacronistici, di non essere ascoltati. Eppure dobbiamo essere ascoltati: al di sopra delle nostre esperienze individuali, siamo stati collettivamente testimoni di un evento fondamentale ed inaspettato, fondamentale appunto perché inaspettato, non previsto da nessuno. E' avvenuto contro ogni previsione; è avvenuto in Europa; incredibilmente, è avvenuto che un intero popolo civile, appena uscito dalla fervida fioritura culturale di Weimar, seguisse un istrione la cui figura oggi muove al riso; eppure Adolf Hitler è stato obbedito ed osannato fino alla catastrofe. E' avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire. Può accadere, e dappertutto. Pochi paesi possono sentirsi immuni da una futura marea di violenza, generata da intolleranza, da libidine di potere, da ragioni economiche, da fanatismo religioso o politico, da attriti razziali. Occorre quindi affinare i nostri sensi, diffidare dai profeti, dagli incantatori, da quelli che dicono e scrivono «belle parole» non sostenute da buone ragioni. E' stato oscenamente detto che di un conflitto c'è bisogno: che il genere umano non ne può fare a meno. Sono argomenti capziosi e sospetti. Satana non è necessario: di guerre e violenze non c'è bisogno, in nessun caso. Non esistono problemi che non possano essere risolti intorno a un tavolo, purché ci sia volontà buona e fiducia reciproca. Neppure è accettabile la teoria della violenza preventiva: dalla violenza non nasce che violenza, in una pendolarità che si esalta nel tempo invece di smorzarsi.

8

9 Duce! Gli ordini per l'epurazione della razza non si discutono, si eseguiscono, ed ognuno di noi su ciò deve essere perfettamente persuaso. Ciò non di meno io Miklòs Lukàcs medico chirurgo dentista, che sono un ammiratore delle decise affermazioni da Voi fatte in tutti i campi della vita Italiana, non esito chiederVi clemenza nell' applicazione di tali provvedimenti in considerazione di ciò che vado esponendo. Io amo l'Italia, gli italiani e il loro Duce. Fu l'Italia nuova da voi forgiata agli immensi destini che mi guidò, e mi fece scegliere tra le altre nazioni. Non per me, non per i miei genitori che risiedono in Ungheria, ma per il nostro piccolo Italiano, figlio Vostro che dovrebbe nascere, io mi rivolgo a Voi che tanto amate le piccole speranze dell'avvenire d'Italia. È un palpito di vita non ancora sbocciato che già sente della Vostra immensa protezione, e già Vi chiede di essere comandato per obbedire. Non invoca, non protesta, ma spera e Voi non potete lasciarlo senza speranza senza protezione. Io per lui attendo nella piena convinzione di non aver invanamente pregato per lui. Dott. Miklòs Lukàcs

10 Egregia Signora Rachele Mussolini, Mi sia perdonato se oso esporre il mio caso brevemente e la sciagura che mi ha colpito, ma mi rivolgo a voi come donna e sposa a cui è sacro il culto della famiglia. Sono italiana, cattolica, maestra elementare, figlia di impiegato statale, di famiglia fascista e che ha dato alla patria ben tre martiri della grande guerra. Sono sposata da cinque anni con un cittadino naturalizzato italiano e che ora viene espulso dal Regno perché di origine ebraica. Ora tutto ci viene tolto e la disperazione più grande è entrata nella mia casa. Non abbiamo cittadinanza, nessun mezzo di fortuna, nessun posto dove lavorare e vivere perché gli studi italiani non sono riconosciuti. Mio marito è di origine ungherese, divenuto rumeno dopo la guerra. Lasciando la cittadinanza rumena non rinnegava la patria che è l'Ungheria. Venuto in Italia da ragazzo, divenuto italiano, fascista, avendo creato qui una famiglia si sente veramente in patria e non può vivere altrove. Siamo poveri, mio marito dovrà andare per il mondo solo, la sua famiglia verrà spezzata ed è a Voi che mi rivolgo, Con l'animo pieno di speranza, perché possiate ottenere dalla clemenza del Duce la grazia, a me italiana, di lasciarmi il marito e ridonarmi la pace. Fiduciosa saluto Anita Pepi Nugel

11 Da I sommersi e i salvati di Primo Levi Se si leggono le dichiarazioni fatte da Eichmann durante il processo di Gerusalemme, e di Rudolf Höss (il penultimo comandante di Auschwitz, l'inventore delle camere ad acido cianidrico) nella sua autobiografia, vi si riconosce un processo di elaborazione del passato. In sostanza, questi due si sono difesi nel modo classico dei gregari nazisti, o meglio di tutti i gregari: siamo stati educati all'obbedienza assoluta, alla gerarchia, al nazionalismo; siamo stati imbevuti di slogan, ubriacati di cerimonie e manifestazioni; ci hanno insegnato che la sola giustizia era ciò che giovava al nostro popolo, e la sola verità erano le parole del Capo. Che cosa volete da noi? Siamo stati diligenti esecutori, e per la nostra diligenza siamo stati lodati e promossi. Le decisioni non sono state nostre, perché il regime in cui siamo cresciuti non ci concedeva decisioni autonome. Perciò non siamo responsabili e non possiamo essere puniti. Questa argomentazione non può essere presa come frutto di pura impudenza. La pressione che un moderno Stato totalitario può esercitare sull'individuo è paurosa. Le sue armi sono sostanzialmente tre: la propaganda diretta, o camuffata da educazione, da istruzione, da cultura popolare; lo sbarramento opposto al pluralismo delle informazioni; il terrore. Tuttavia, non è lecito ammettere che questa pressione sia irresistibile, tanto meno nel breve termine di dodici anni del terzo Reich. Nelle affermazioni e nelle discolpe di questi uomini è palese lesagerazione, e ancora di più la manomissione del ricordo.

12 Rapporto di un informatore della Polizia politica sui commenti alla politica razziale del fascismo S'è capito nel popolo, dalle prime reazioni della stampa demo plutocratica al discorso di Mussolìnì, che gli ebrei spingono ine­ sorabilmente alla guerra contro l'Italia e l'Asse e che perciò la guerra appare inevitabile. Pertanto l'odio popolare italiano con­tro la mala razza che ancora conta moltissimo in Italia nono­stante le leggi razziali riprende a segnare una temperatura scot­tante. Si ha l'impressione che non si faccia ancora sul serio con­tro l'influenza ebraica oggi esplicata sopratutto per interposta persona. Anzi si è sempre avuta l'impressione che contro la male­fica baldanza giudaica in Italia non si sia mai colpito con la stes­sa coerenza e con la stessa serietà che hanno dimostrato gli al­leati tedeschi. In conclusione, data l'ora gravida di eventi che volge per l'Ita­lia, al popolo non garba affatto il giuoco di chiaroscuro intorno alla questione degli ebrei. Il popolo invece, oggi in particolar mo­do, vuol vedere puntate contro la cospirazione giudaica che an­che in Italia allunga certamente le sue appendici tutte le forze più vive del Fascismo: puntate con la massima onestà ed energia, con la più fervida abnegazione patriottica, con la stessa precisione e coerenza dei tedeschi

13

14 Eccellenza Sogno o son desta? Il nostro Mussolini così umano e giusto che per sedici anni ci ha governato con tanta benignità, oggi ci vie­ne meno con la legge contro gli Ebrei che getterà nel lutto migliaia di famiglie. Vi siete reso conto Eccellenza, di quanta gente sul lastrico e in con­seguenza quanta fame, quanta disperazione e quanti suicidi? lo sono vecchia e fortunatamente poco ho da vivere, ma i miei figli, i miei poveri figli che ne sarà di loro? Uno ufficiale nell'Esercito, specchio di lealtà e disciplina, combattente di tutta la grande guerra, l'altro impiegato alla B. d'Italia lavoratore indefesso. Essi si troveranno sbalzati dall'oggi al domani sul lastrico, affamati respinti da tutti come cani arrabbiati. Voi siete padre Eccellenza e non Vi strazierebbe il cuore una sorte compagna per i vostri figli? Avrete certamente le Vostre buone ragioni per operare in tal modo ma per pochi dei nostri che si sono mostrati avversi al Vostro regime, quante migliaia siamo stati buoni tranquilli, amandovi, sì amandovi e seguendo docili e volenterosi i Vostri dettami? È giusto che per uno ne patiscono mille? Vi scongiuro mia Eccellenza di ripensarci bene prima che succeda l'irreparabile; perché attirarvi tanti odi e dover rendere conto a Dio di tante lagrime. Possa Egli ispirarvi benignità e salvarvi da passi falsi e crudeli! Una vecchia madre ebrea che si sente italianissima

15 Da I sommersi e i salvati di Primo Levi Ci viene chiesto dai giovani, tanto più spesso e tanto più insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, di che stoffa erano fatti, i nostri «aguzzini». Il termine allude ai nostri ex custodi, alle S.S., e a mio parere è improprio: fa pensare a individui distorti, nati male, sadici, affetti da un vizio d'origine. Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male. Erano, in massima parte, gregari e funzionari rozzi e diligenti: alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti, o paurosi di punizioni, o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti. Tutti avevano subito la terrificante diseducazione fornita ed imposta dalla scuola quale era stata voluta da Hitler e dai suoi collaboratori. Sia ben chiaro che responsabili, in grado maggiore o minore, erano tutti, ma deve essere altrettanto chiaro che dietro la loro responsabilità sta quella della grande maggioranza dei tedeschi, che hanno accettato all'inizio, per pigrizia mentale, per calcolo miope, per stupidità, per orgoglio nazionale, le «belle parole» del caporale Hitler, lo hanno seguito finché la fortuna e la mancanza di scrupoli lo hanno favorito, sono stati travolti dalla sua rovina, funestati da lutti, miseria e rimorsi, e riabilitati pochi anni dopo per uno spregiudicato gioco politico.

16 Da Giorgio Almirante, Contro le 'pecorelle' dello pseudo- razzismo antibiologico, articolo pubblicato ne La difesa della razza del maggio 1942 Eccoci tra quelli che chiameremo gli spiritualisti assoluti. Costoro fanno le viste di non disdegnare del tutto le dottrine biologiche; ma, dopo averle fuggevolmente adocchiate, le gettano in disparte e si danno agli studi sull'anima e sullo spirito. Sono i buongustai del razzismo, i piatti comuni li disgustano. Vogliono manicaretti di secondo e di terzo grado. Ma questo non è tempo di manicaretti. Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto lo spirito alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d'una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti, finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose - fingere un mutamento di spirito, e dirsi più Italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c'è che un attestato col quale si possa imporre l'alto là al meticcio e all'ebraismo: l'attestato del sangue. Si convincano dunque gli "spiritualisti assoluti" che non è questo il momento adatto per approfondire- come essi dicono - il nostro razzismo. E inutile approfondire il solco se vi cresce ancora l'erbaccia. Atteniamoci saldamente e strettamente alla biologia. Non impauriamoci se qualcuno ci chia­merà modesti o limitati; specialmente se questo qualcuno si sarà dimostrato incapace di porre un limite ai propri errori.

17 Potrà cambiare razza? No: le cure del parrucchiere lo lasceranno scimmione come prima. Così un ebreo non potrà mai diventare ariano, malgrado tutti i virtuosismi anagrafici. Anche se la sua "razza interna" verrà ripulita e pettinata ben bene da qualche espertissimo spiritualista

18 Duce! È una madre che vi scrive e siccome voi avete sempre aiutato le mamme e i bambini, così vi prego di leggere la mia lettera! Voi siete stato sempre per me la persona più buona, più alta, più ammirata, una divinità, e il mio bimbo appena ha cominciato a parlare, ha nominato il vostro nome! Perché io oggi devo invidiare i' ladri, e le infime classi della nazione, perché possono almeno mandare a scuola i loro figli? Perché i nostri piccoli, cresciuti come figli della Lupa, Balilla, che vi adorano, devono essere umiliati per colpe che altri hanno commesse? Voi così giusto, mio Duce, saprete certo distinguere quelli che da seco­li, italiani, hanno sempre operato onestamente e per il bene della Patria! Abbiamo pianto con voi, quando la vostra piccola era così grave­mente malata, e abbiamo pregato e gioito per la sua guarigione come per una nostra figlia! Duce, io vi voglio sempre bene e vi ammiro e vi ammirerò sempre, mi auguro solo che il pensiero dei vostri piccoli, vi faccia pensare a tutti questi nostri bimbi innocenti! Una mamma ebrea!

19 Padre Santo! Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dellumanità, per non parlare dellamore del prossimo. Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato lodio contro gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro seguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali - raccolgono il frutto dellodio seminato. Le defezioni dal partito che detiene il governo fino a poco tempo fa venivano ammesse, ma è impossibile farsi unidea sul numero in quanto lopinione pubblica è imbavagliata. Da ciò che posso giudicare io, in base a miei rapporti personali, non si tratta affatto di casi isolati. Sotto la pressione di voci provenienti dallestero sono passati a metodi più "miti" e hanno dato lordine "che a nessun ebreo venga torto un capello". Questo boicottaggio - che nega alle persone la possibilità di svolgere attività economiche, la dignità di cittadini e la patria ha indotto molti al suicidio: solo nel mio privato sono venuta a conoscenza di ben 5 casi. Sono convinta che si tratta di un fenomeno generale che provocherà molte altre vittime. Si può ritenere che gli infelici non avessero abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma se la responsabilità in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che tacciono. Tutto ciò che è accaduto e ciò che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce "cristiano". Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania e, ritengo, di tutto il mondo da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce contro tale abuso del nome di Cristo. Lidolatria della razza e del potere dello Stato, con la quale la radio martella quotidianamente la masse, non è unaperta eresia? Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli? Non è in assoluto contrasto con il comportamento del nostro Signore e Redentore, che anche sulla croce pregava per i suoi persecutori? E non è una macchia nera nella cronaca di questo Anno Santo, che sarebbe dovuto diventare lanno della pace e della riconciliazione? Noi tutti, che guardiamo allattuale situazione tedesca come figli fedeli della Chiesa, temiamo il peggio per limmagine mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio si prolunga ulteriormente. Siamo anche convinti che questo silenzio non può alla lunga ottenere la pace dallattuale governo tedesco. La guerra contro il Cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il Giudaismo, ma non meno sistematicamente. Non passerà molto tempo perché nessun cattolico possa più avere un impiego a meno che non s i sottometta senza condizioni al nuovo corso. Ai piedi di Vostra Santità, chiedendo la benedizione apostolica. Dott.ssa Edith Stein docente

20 Volantino dattiloscritto trovato a Piazza Costaguti il 16 Luglio 1941 ABBASSO GLI EBREI Chi sono questi messeri? - i vampiri della società - le sanguisughe sparse per il mondo - i formicoli rossi negli "angolini". - Detestiamo gli EBREI! Impariamo ad odiarli dal più profondo dell'animo, essi sono la personificazione della grettezza, del luridume e della vigliaccheria! Sono i ladroni internazionali. Eliminiamo gli EBREI! Isoliamoli come cani rognosi, scansiamoli come si scansa I'ap­pestato, detestiamoli come si detesta un obbrobrio! Sopra tutto cerchiamo acché non convivino PIÙ tra di noi, ad insozzarcì il cammino, a saturarci l'aria, ad appannarci il sole. ELIMINIAMOLI! ELIMINIAMOLI! ED ELIMINIAMOLI per sempre da questa nostra bella e non degna per loro IALIA. [si c] È una razza che bisogna estinguere, per il bene di tutti e della sanità pubblica. Non sono forse essi un MORBO? Che vadano ad ammorbare Londra - Mosca e Succursali ame­ricane se vogliono, vadano ad illuridire vieppiù un luridume già tanto spesso. BASTA con gli EBREI, con gli ABRAMO - ISACCO ed ESAÙ, ne siamo satolli e nauseati. SI RICORDI, che chi non conosce CRISTO, non può essere ITALIANO e tanto meno FASCISTA! IL FASCISMO impersonifica la pura essenza di una razza sana, per­fetta, leale, COMBATTENTE che non potrà decadere, MAI. E siccome FASCISMO vuol dire compattezza materiale e spiritua­le di un popolo sano e fecondo, NON si può ammettere che nei suoi ranghi striscino ancora dei VERMI, dei PARASSITI, e che il suo insieme venga contaminato da sì lurido putridume. Dunque ancora una volta. ABBASSO E VIA GLI EBREI! SI RICORDI CHE GLI AMERICANI E GLI INGLESI NON SONO CHE DEGLI ASSOCIARI DELLA DELINQUENZA EBRAICA_ GLI EBREI MOSCOVITI poi, sono una cosa ancora più terribile, sono esplicitamente MOSTRUOSI, i negatori di ogni giustizia sociale, oppressori di un popolo di circa 200 milioni di anime. Ma anche il tempo loro è scaduto, definitivamente tramontato. L'ASSE sta facendone una buona ripulita. Dopo 20 anni di feroce dominio, l'ASSE ha deciso di disinfettare quella zona, di bonificarla, di sradicar DEFINITIVAMENTE E PER SEMPRE UN'ASSURDITÀ CHE ERA DURATA PUR TROPPO. È FINITA! È FINITA! LA SPERANZELLA È MORTA! POVERINI PERÒ

21 Dal Diario di Anne Frank Sabato 20 Giugno 1943 Si era sempre in ansia per i familiari rimasti in Germania che non furono risparmiati dalle leggi antisemite di Hitler. Nel I938, dopo i pogrom, i miei due zii, fratelli di mia madre, fuggirono in Nord America dove arrivarono sani e salvi; la nonna venne a stare con noi. Allora aveva settantatre anni. In maggio del I940 i bei tempi finirono: prima la guerra, poi la capitolazione, linvasione tedesca e l'ini­zio delle sofferenze di noi ebrei. Le leggi antisemite si susseguivano all'infinito e la nostra libertà fu molto li­mitata. Gli ebrei devono portare la stella giudaica; gli. ebrei devono consegnare le biciclette; gli ebrei non pos­sono prendere il tram; gli ebrei non possono andare in auto, neanche se è di loro proprietà; gli ebrei non pos­sono fare acquisti dalle I5 alle 17; gli ebrei possono an­dare solo dai parrucchieri ebrei; gli ebrei non possono uscire per strada dalle 20 alle 6 di mattina; gli ebrei non possono andare al teatro, al cinema e in altri luoghi di divertimento; gli ebrei non possono frequentare la piscina né i campi di tennis e di hockey e quelli per altri sport; gli ebrei non possono andare in barca; ebrei non possono praticare nessuno sport all' aperto gli ebrei non possono trattenersi nel proprio giardino né in quello di conoscenti dopo le otto dì sera; gli ebrei non possono andare a casa dei cristiani; gli ebrei vogliono frequentare scuole ebraiche, e altre simili. vivacchiavamo senza poter fare questo e quello. Jacque mi dice sempre: Non oso più fare niente perché ho paura che sia proibito.

22 Da Se questo è un uomo di Primo Levi: «Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici; Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza per ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi Ripetetele ai vostri figli O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca I vostri nati torcano il viso da voi.»

23


Scaricare ppt "LICEO GINNASIO DANTE ALIGHIERI GIORNO DELLA MEMORIA 2012."

Presentazioni simili


Annunci Google