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Relazione sullincontro con Pupa Garribba Realizzato da Irene Bielli - Arianna DAddio - Antonia Procesi 2^N - Anno scolastico 2013/2014 Scuola G.G. Belli-Col.

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1 Relazione sullincontro con Pupa Garribba Realizzato da Irene Bielli - Arianna DAddio - Antonia Procesi 2^N - Anno scolastico 2013/2014 Scuola G.G. Belli-Col di Lana Prof.ssa Francesca Giani

2 La testimonianza di Pupa Garribba Il con la nostra professoressa di arte, Francesca Giani, abbiamo accolto nella nostra scuola, Col di Lana, Pupa Garribba. Pupa, che in realtà si chiama Carla dello Strologo, è una donna ebrea, giornalista, nata a Genova nel 1935 che ci ha parlato della persecuzione degli ebrei che si è verificata negli anni del fascismo.

3 La storia Pupa, in quegli anni era una bambina; ricorda che un giorno i genitori hanno detto a lei ed al fratello che avrebbero avuto un insegnante per loro a casa e che si sarebbero potuti svegliare tardi e avrebbero fatto i compiti su un banco rosa che piaceva ai bambini; i genitori cercavano di far apparire tutto come un gioco ma in realtà era iniziata la persecuzione contro gli ebrei ed essi non potevano più andare a scuola, non potevano più stare insieme agli altri, dovevano a poco a poco essere esclusi dal lavoro, dalla società ed essere cancellati; potevano andare a scuola solo per fare l'esame. Pupa ci ha fatto vedere la sua pagella: c'erano quasi tutti buoni voti tranne uno che era nella materia di cultura fascista. Sulla pagella era scritto "RAZZA EBREA", come se gli ebrei fossero diversi dal resto dell'umanità.

4 La storia In seguito dovettero cercare di nascondere la propria origine ebrea per evitare la persecuzione e i genitori dissero ai figli di imparare a chiamarsi reciprocamente con un nuovo cognome. I genitori di Pupa hanno cercato di nascondere ai figli, finché hanno potuto, la realtà troppo assurda per dei bambini (ma anche per i grandi). In seguito per salvarsi sono emigrati in Svizzera.

5 Dalla realtà si ispirano molti film L'idea del gioco ci ha fatto pensare ad un film che abbiamo visto, "La vita è bella", in cui un padre finisce nel campo di concentramento con il figlio e cerca di fargli credere che è tutto un gioco e che c'è un premio finale per chi vince, cioè un carro armato. Alla fine il padre muore, ma fino all'ultimo si fa vedere sorridente dal figlio e il bimbo si salva e quando vede arrivare il carrarmato dei liberatori americani pensa che quello sia davvero il premio di cui aveva parlato il suo papà. Così per il papà il premio è aver salvato la vita al figlio ed averlo tenuto lontano dalla sofferenza.

6 Limportanza del ricordo di ciò che è successo La testimonianza di Pupa è importante perché quello che è accaduto è talmente disumano da apparire irreale al punto da poter essere dimenticato. Sentire il racconto di chi ha vissuto la persecuzione porta a capire a quali punti può arrivare la cattiveria e la stupidità di certi uomini e a che livelli può arrivare la resistenza umana di fronte alla sofferenza. Questo dovrebbe aiutare a non cadere più in situazioni cosi terrificanti e a non perdere la speranza nel momento del dolore.

7 Da ricordare Il 27.1 è il giorno della memoria, dedicato al ricordo degli ebrei che hanno subito la persecuzione, il dolore di essere staccati dai propri cari, dalle proprie abitazioni, dal proprio mondo.

8 Altre informazioni sullantisemismo In Italia le leggi razziali fasciste furono in vigore dal 1938 al Esse erano principalmente contro gli ebrei, che non potevano sposarsi con gli altri cittadini italiani, e non potevano svolgere professioni di notai o giornalisti o di dipendenti pubblici. Inoltre i ragazzi non potevano andare a scuola. Molti scienziati di origine e cultura ebraica emigrarono negli Stati Uniti o in Palestina. Albert Einstein si dimise dallAccademia dei Lincei, di cui faceva parte. Inoltre Einstein, in occasione di un controllo doganale dove doveva compilare un foglio con i suoi dati, alla riga dove avrebbe dovuto specificare la sua razza scrisse «umana».

9 Pupa Garribba

10 Fonti Pupa Garribba, 19/01/2014 Google immagini, voce «Pupa Garribba», 19/01/2014


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