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Nellera di Internet, della comunicazione veloce e globalizzata, la mobilità delle persone allinterno della vasta Europa dei 27 diventa un imperativo.

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4 Nellera di Internet, della comunicazione veloce e globalizzata, la mobilità delle persone allinterno della vasta Europa dei 27 diventa un imperativo per tutti. Noi studenti, attraverso lapprendimento delle lingue straniere, abbiamo nelle mani lopportunità di stabilire contatti e creare legami con studenti di altre nazionalità. Gli scambi diventano quindi un modo efficace per conoscere culture, condividere esperienze,confrontarsi e crescere dal punto di vista umano e professionale. Abbiamo voglia di cogliere queste chances e rispondere a queste sfide! Gli alunni delle classi: 3^A/igea - 3^B/mercurio - 3^D/iter

5 MENU Il territorio Il territorio Il territorio Il territorio Le città Le città Le città Le città La popolazione La popolazione Le tradizioni locali Le tradizioni locali Le tradizioni locali Le tradizioni locali Gli itinerari enogastronomici Gli itinerari enogastronomici Gli itinerari enogastronomici Gli itinerari enogastronomici Le abitudini e stili di vita Le abitudini e stili di vita I periodi di scambio interculturale I periodi di scambio interculturale

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8 Trani Il nome di Trani da Tirenum oTurenum. Secondo unantica leggenda Trani fu fondata da Tirreno figlio di Diomede. Trani nel corso dei secoli X-XII si affermò come emporio tra il Levante e gli altri stati dItalia. Il suo porto divenne uno tra i più importanti dellAdriatico. Il centro storico è ricco di stupende chiese e di palazzi nobiliari, testimonianze di un illustre passato. Il Castello Svevo di Trani fu fatto costruire da Federico II nel 1233 e compiuto nel 1249, per opera del barese Stefano Romualdo. Il castello fu trasformato nel 400 e nel 500 e poi deturpato da aggiunte posteriori; fino a pochi anni or sono era un carcere. Il Castello Svevo

9 Trani: la Cattedrale La cattedrale romanica è senza dubbio una delle più belle chiese del romanico pugliese. Dedicata a San Nicola Pellegrino fu edificata subito dopo la canonizzazione del santo avvenuta nel La splendida posizione sul mare e lutilizzo della pietra locale donano alla costruzione una particolare luminosità. La chiesa superiore, in stile romanico, ad impianto basilicale poggi su due cripte; quella di San Nicola il pellegrino e quella di Santa Maria. Il portale della cattedrale è impreziosito dalla porta bronzea scolpita da Barisano da Trani. Di particolare pregio è lelegante campanile tra i più belli di Puglia.

10 Bari: una città crocevia di genti e culture Durante letà Romana Bari diventò un centro importante di smistamento dei traffici grazie alla costruzione di una strada chiamata Traiana che la collegava a Benevento e Taranto. Nel medioevo fu occupata dai goti e poi se la contesero Bizantini, Longobardi e Saraceni. Sotto questi ultimi Bari divenne un centro fiorente di commercio con i porti dAfrica. Influssi arabi pervasero anche il campo culturale e scientifico nonché quello dellarchitetture e della scultura. Lo splendido Corso Vittorio Emanuele separa la città in due parti distinte: la nuova e la vecchia. Lantica città medievale che si affaccia sul mare a mantenuto la sua pianta medievale per secoli e costituisce la veduta artistica più importante della città. La città nuova iniziata nel 1813 con decreto di Gioacchino Murat ha un fascino vivace e moderno con i suoi viali e i suoi edifici eretti grazie alla trasformazione urbana degli ultimi due secoli.

11 Bari: la Basilica di S. Nicola Percorrendo il Lungomare Imperatore Augusto si raggiunge la Basilica di San Nicola che domina la città vecchia. E uno degli esempi più rilevanti dello stile Romanico Pugliese. Iniziata dallabate benedettino Elia nel 1107 per ospitare i resti mortali di San Nicola fu completata nel La basilica ha una magnifica imponente facciata con tre portali circondati da due torri tronche.

12 Bari: il castello Svevo Il castello Svevo costruito da Federico II su preesistenti fondamenta Normanne di cui conserva la pianta interna e le due torri. Il castello fu la sontuosa residenza delle duchesse Isabella dAragona e Bona Sforza.

13 La Cattedrale Fondata secoli prima dellarrivo dei Romani, Ruvo custodisce una meravigliosa testimonianza del suo passato: la Cattedrale dellAssunta, la cui costruzione ebbe inizio nel tardo XII secolo, segue uno stile Romanico pugliese e Gotico svevo. La facciata presenta tre portali: quello centrale ricco di decorazioni vegetomorfe, zoomorfe e antropomorfe. Nella parte più alta della facciata si aprono una bifora e un grande rosone. Alla sua sommità, in una piccola nicchia, una statua di difficile interpretazione. Linterno si presenta diviso in tre navate e sul fondo si aprono tre alte absidi, visibili allesterno. In alto il finto matroneo, mai completato. Anche allinterno uno splendido repertorio scultoreo caratterizza le mensole del cornicione e divide la parte inferiore dal matroneo; si tratta, ancora una volta, di una grande singolarità; infatti la Cattedrale di Ruvo si presenta al visitatore come una delle più belle perle di Puglia.

14 Il museo Jatta Il museo Jatta, situato a Ruvo di Puglia, fu costruito fuori città: un vero e proprio palazzo, progettato dall'architetto di Bitonto Luigi Castellucci, con lo scopo di accogliere le due parti della collezione fino ad allora divise tra l'antica casa della famiglia qui a Ruvo, e la residenza napoletana di Giovanni Jatta. Il palazzo è stato ideato come una vera e propria casa-museo:quì i vasi sono sistemati secondo un criterio di "bellezza" seguendo il gusto dell'epoca. Il museo si divide in quattro stanze.

15 La storia di Terlizzi ha radici remote, risalenti al periodo dellespansione longobarda in Puglia, allinizio del secolo VIII. La testimonianza documentaria è data da un atto notarile, stipulato tra il 778 e 797 con cui un gastaldo di nome Wacco dona alla abbazia di Montecassino alcuni possedimenti fondiari tra cui un casale in TRELICIO. La successiva conquista normanna costituisce un momento di svolta importante, poiché Terlizzi diventa terra feudale. Nel 1073 il conte Amico ne fa una fortezza così che tale feudo da locus passa a castellum o castrum e infine a civitas ( 1133 ). Le vicende successive sono poi legate allavvicendarsi delle varie dinastie ( Sveva, Angioina, Aragonese, Spagnola, Borbone) sino al 1779 che segna lanno del definitivo riscatto da ogni dipendenza feudale.

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17 Le origini di Ruvo sono antichissime. Ruvo fu capitale della Peucezia avendo i re peuceti stabilita in essa la loro sede. Con la colonizzazione dei Greci, iniziata verso la metà dellVIII sec. aC. iniziò per Ruvo un periodo florido che la porterà ad essere una delle più importanti città della Magna Grecia. La città raggiunse il suo massimo splendore tra il IV e il III sec. aC. come è documentato dagli oltre vasi raccolti nel locale museo Jatta. Limpero romano trasformò Ruvo in Municipium, come attesta una lapide che sicuramente appartenne ad un monumento a Gordiano III. Il nome di Rubi, Ruborum è presente in menzioni di carattere letterario ( Orazio, Frontino, Plinio). La bellissima cattedrale Romanico-Pugliese testimonia il rifiorire di una vita spirituale artistica in epoca medioevale. Alla stessa epoca risale il Castello da cui il 13 febbraio 1503 partirono 13 francesi che si scontrarono con altrettanti cavalieri italiani nella celebre disfida di Barletta. Dal 1509 al 1906 il feudo fu tenuto dai Carafa per seguire successivamente la sorte di tutti i comuni dellItalia meridionale.

18 I bambini terlizzesi non aspettano la notte di Natale o la sera della Befana per avere i regalini come premio per il buon comportamento e qualche volta anche i carboni per ricordare le marachelle. La sera della vigilia di San Nicola, il 5 dicembre di ogni anno, i bambini terlizzesi mettono ai piedi del caminetto o del fracassè una loro scarpetta ben lustrata con all'interno la letterina di richiesta nella quale hanno elencato i regalini che desiderano ricevere.

19 Quella sera i bambini vanno a letto presto, perché sperano di cogliere il minimo rumore nella speranza di veder scendere dalla "ciumener" (camino) San Nicola affannato con il suo sacco pieno di doni. Il giorno di San Nicola, c'è grande festa nelle case di Terlizzi dove i bambini ricevono ogni sorta di dono. Tempo addietro, San Nicola riservava ai bambini regali molto più semplici: tamburini, bambole di pezza, i "tittazzinni", passeggini di legno per le femminucce, fichi secchi imbottiti con le mandorle, ed anche allora era festa per quei bambini. Così di generazione in generazione, sin dalla notte dei tempi, Terlizzi coltiva la tradizione dei regali di San Nicola.

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21 La coltivazione dellolivo e lolio che si estrae dai suoi frutti possono considerarsi tra i motivi unificanti della cultura del territorio. La vita è scandita dalla presenza dellolio, sia quotidianamente nel cibo, sia per il suo valore rituale ed emblematico. La pianta di origine dellulivo è lOleastro; al Neolitico risalgono le scoperte in terra di Puglia che attestano come le olive costituivano, già da allora, alimento di importanza fondamentale per gli uomini della Puglia. Lolio extravergine di olive pugliesi presenta diverse caratteristiche. La qualità più delicata di olio extravergine, di colore giallo oro, è lideale per le preparazioni servite crude. Il tipo medio, di colore giallo intenso,. Si adatta perle preparazioni cotte a vapore al sale. Il tipo più intenso, di colore giallo verdognolo, si adatta per grigliate ed arrosti. Lolio extravergine di oliva, inoltre, è lideale per le fritture poiché non modifica la sua struttura chimica fisica a temperature alte, quindi non è dannoso per la salute. La cultura dellolio

22 La cucina pugliese Lolio, lolive e le verdure, cioè i prodotti più tipici dellagricoltura, caratterizzano la cucina pugliese che risulta particolarmente gustosa. Lalimento preferito dai Pugliesi è la pasta. Al di là della produzione industrializzata resiste ancora la tradizione della pasta fatta in casa. Soprattutto nei paesi le donne ancora oggi preparano orecchiette, lasagne, strascenate, mignucchie, chiancarelle, troncoli e pociacche. La tradizione popolare è legata al pane e alle sue varietà come la frisedda

23 Le specialità I Panzerotti Ingredienti 150 gr. Farina 50 gr. Sugna o burro 150 gr. Ricotta 150 gr. Mozzarella 100 gr. Salame 30 gr. Formaggio Parmigiano 2 uova Pepe, sale, olio di semi Preparazione Con farina, burro o sugna e con un po' di acqua tiepida si ottiene una pasta morbida ed elastica, lavorandola per circa minuti. Mentre la pasta riposerà in frigorifero o comunque in un luogo fresco, stemperate la ricotta e mescolatela con le uova, con il salame ed il fiordilatte tagliati a dadini, con il formaggio grattugiato e un po' di pepe. Stendete quindi la pasta in una sfoglia piuttosto sottile e, mettendovi il ripieno con un cucchiaino a circa tre cm. dal bordo, formate dei mucchietti distanti l'uno dall'altro circa tre-quattro cm. Ripiegate il bordo che avevate lasciato libero in modo che copra i mucchietti e tagliate i panzerotti con un bicchiere in forma di una mezzaluna. Passate quindi a preparare una seconda fila di panzerotti fino all'esaurimento della pasta e del composto. Friggeteli nell'olio bollente a fuoco brillante e rigirateli dolcemente. Poiché i panzerotti faranno parte del fritto sarà bene tenerli in caldo in un forno appena intiepidito.

24 Le specialità I Bocconotti INGREDIENTI 1 kg di mandorle 800 gr di zucchero 7 uova 1 bicchierino di liquore (limoncello) 1 cucchiaio di polvere di cannella 600 gr di crosta di pasta Cesti di alluminio PREPARAZIONE Bollire le mandorle in un pentola per 20 minuti. Sbucciarle e pulirle con uno strofinaccio. Tritarle fino ad ottenere una pasta omogenea. Aggiungere lo zucchero e un bicchiere di acqua in pentola e lasciarlo cucinare a fuoco lento. Portare via limpasto dal fuoco e farlo raffreddare. Aggiungere le mandorle il tuorlo e gli altri ingredienti. Frustare le uova fino ad irrigidire limpasto. Mescolare bene. Adesso la pasta di mandorle è pronta. Stendere la pasta e fare dei dischi di 10 cm di diametro. Inumidire con lolio il cesto e mettere i dichi dentro. Mettere le mandorle sopra e mettere i cesti nel tegame. Cucinare nel forno (200° C) per unora e mezza. Farli raffreddare e togliere i bocconotti dai cesti. Dopo poche ore bagnare la pasta con il liquore e dopo con lo zucchero

25 Le specialità Le Cartellate INGREDIENTI: farina, zucchero, margarina vegetale, uova, olio doliva vin-cotto. Le cartellate cono un dolce natalizio tipico di Ruvo e Terlizzi. Sesemidde INGREDIENTI: Farina Vin cotto Nocciuoli Uova Zucchero Olio, limone, arancio Cannella, garofano Cacao e cioccolata sminuzzata

26 Le specialità: la pasta fatta in casa

27 Orecchiette, Strascinati, Cavatelli e Capunti Tipi di pasta fatta in casa con farina, semola di grano duro e acqua. Le massaie sono abilissime nel modellare i dischetti di pasta cava dette orecchiette. Quando la pasta viene strascinata sulla spianatoia si ottengono dei dischetti allungati e piatti chiamati appunto strascinati. Le orecchiette e gli strascinati si cuociono con erbe di campagna o verdure dorto, oppure si condiscono con ragù di carne di cavallo e ricotta dura salata. I cavatelli sono una sorta di corti gnocchi incavati di semola di grano duro da abbinare a legumi cotti in pignatta. I capunti, più lunghi e sottili dei cavatelli, sono ideali con il ragù o con sughi ai frutti di mare. Cavatelli Capunti Strascinati Orecchiette

28 Strascinati con le cime di rape INGREDIENTI: 400 gr. di semola rimacinata di grano duro 1 dl di acqua tiepida 600 gr. di cime di rapa 4 acciughe 100 gr. di olio extra vergine di oliva peperoncino rosso, aglio, sale. PREPARAZIONE: Versate su un tagliere di legno la semola con un pizzico di sale, fate una conca e unite l'acqua tiepida; lavorate il tutto per una decina di minuti finché non si otterrà un impasto sodo e liscio, dopo di che copritelo con un panno umido. Staccate un pezzetto di pasta e arrotolatelo sul tagliere infarinato fino a ottenere un cilindretto dello spessore di una matita; tagliatelo a pezzetti lunghi un centimetro e con la punta arrotondata di un coltello trascinate ogni pezzetto sul tagliere in modo che la pasta, curvandosi, diventi simile a una conchiglietta. Sistemate le orecchiette su di un telo e lasciatele riposare per una notte. Mondate accuratamente le cime di rape e lavatele in acqua fredda. Mettete a bollire abbondante acqua in una casseruola e tuffateci le orecchiette e le cime. Nel frattempo mettete a scaldare in una padella lolio con due grossi spicchi daglio, il peperoncino e le acciughe lavate, diliscate e tagliate a pezzettini. Quando gli spicchi d'aglio risulteranno ben dorati toglieteli dalla padella e allontanate questa dal fuoco. Scolate le orecchiette e le cime di rape cotte al dente e versatele in una coppa da portata dove aggiungerete l'intingolo bollente. Rimestate il tutto e servite subito.

29 La cucina marocchina

30 IL FEKKAS IL FEKKAS CON CIOCCOLATO CHABKIA GHRUIBA CON CIOCCOLATO BASTAILA I DOLCI

31 TAJINE CON LA CARNE E PATATE TAJINE CON IL POLLO E PATATE IL CUS CUS NEL TAJINE I PIATTI

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33 La cucina albanese è molto semplice ed è costituita da elementi naturali e genuini che la terra produce come olio, farina e vino. Come in tutti i paesi, anche in Albania, ogni festività ha variegati menù. Nel periodo natalizio, già dal giorno di Santa Lucia, si respira aria di festa e hanno inizio i grandi preparativi gastronomici. In segno di buon augurio si fanno assaggiare a gli amici più cari i krustulit, xhurxhullet, qinullilet. Sempre nel periodo natalizio, ai parenti si mandano le fritture natalizie insieme ad una bottiglia di vino novello. La cena della vigilia di natale presenta un banchetto imbandito con tredici pietanze a base di pesce, visto che è vietato mangiare carne. çiçitaralletkulaçi Il tipico piatto è il baccalà che può essere accompagnato da acciughe con la mollica. La Pasqua è caratterizzata invece da delle vere e proprie leccornie. Il dolce più buono è il çiçi, tarallet (gustosi taralli) il kulaçi (un largo pane con un largo buco al centro) e la riganata. çiçi Il çiçi, formato da un bastone di pasta piegato in due ed intrecciato alle due estremità per dare l'espressione di un grappolo di uva.

34 XHURXHULLET: torrone di sesamo INGREDIENTI: 500 gr di sesamo, 500 gr di zucchero, ¼ di mele, 300 gr di mandorle pelate. xhurxullea PREPARAZIONE: Lavate i semi di sesamo, sgocciolateli e lasciateli asciugare su una spianatoia. Quando saranno asciutti, versateli in una padella e fateli rosolare leggermente aggiungendo lo zucchero, il miele e le mandorle; girate continuamente con un mestolo di legno, fino a quando il tutto avrà acquisito un colore caramellato. Versate, quindi, il composto sulla spianatoia bagnata con acqua o succo d'arancia; inumidite le mani con acqua e comprimete il composto ottenendo uno spessore di un centimetro e mezzo circa. Lasciate intiepidire, tagliate a strisce larghe circa tre centimetri e da ogni striscia ricavate dei rombi. Disponete la "xhurxullea" su un vassoio e decorate con foglie di arancio.

35 La Popolazione Da una ricerca presso gli uffici anagrafe dei Comuni di Ruvo e Terlizzi emergono i seguenti dati sulla popolazione calcolati al 31 dicembre 2006 M+F Numero totale residenti Immigrati 317 (182 M, 135 F) ProvenienzaAlbania 145 Marocco 104 Altre provenienze 68 M+F Numero totale residenti Immigrati430 (246 M, 184 F) ProvenienzaAlbania 285 Marocco 72 Altre provenienze 73 Comune di RuvoComune di Terlizzi Gli immigrati sono diventati una componente importante nella nostra società. La scuola ospita figli di immigrati e, a tutti i livelli, avvia percorsi di integrazione e di promozione della pluralità delle culture. La società civile si attiva per integrare i nuclei familiari extracomunitari e per facilitarne linserimento attraverso leggi appropriate. Società e scuola quindi rivalutano la diversità come elemento di arricchimento per la società intera.

36 CAUSE DI IMMIGRAZIONEFASI IMMIGRAZIONE immigrazione Italia:da paese di emigrazione a paese di immigrazione 1.CARESTIE 2. DISCRIMINAZIONE RAZZIALE 3. SCONVOLGIMENTI POLITICO-ECONOMICI 4. INTOLLERANZE RELIGIOSE 5. PER MOTIVI DI LAVORO 1 a FASE ( ) 2 a FASE ( ) 3 a FASE ( )

37 FASI IMMIGRAZIONE 1 FASE( ) Domanda di lavoro dei paesi industrializzati dellEuropa centro- settentrionale 2 FASE( ) Trasformazione da paese di emigrazione(Europa Meridionale) a paese di immigrazione(paesi extracomunitari) 3 FASE( ) Crisi globale dei paesi sottosviluppati e ripresa delle economie capitaliste Aumento di migrazioni influenzato da 3 fattori: Fattori di espulsione dai paesi di provenienza (demografico) Fattori di attrazione del paese di accoglienza(economico) Fattori di scelta politiche(politico)

38 Per motivi di lavoro

39 I nuovi viaggiatori del Mediterraneo: un problema o una risorsa? OGGI Il rapporto con gli extracomunitari è certo difficile. La maggior parte dei cittadini risulta essere indifferente, altri sono addirittura contrari; più di un terzo degli intervistati però li considera senzaltro una risorsa. I giovani dimostrano una mentalità aperta ed accogliente.

40 Nessun uomo deve sentirsi straniero in qualunque luogo e in qualunque nazione (Papa Benedetto XVI )

41 LA CITTA LUOGO DI NUOVA CITTADINANZA Proposte emerse nellambito della conferenza tenuta a Ruvo di Puglia in data : Gestione del problema da parte delle associazioni locali Azioni progettuali che adottino strategie culturali ed economiche efficaci Sostegno alla produttività locale da parte degli immigrati Costruiamo la premessa per una nuova cittadinanza: gli immigrati nel consiglio comunale Una importante iniziativa a Ruvo per dar voce agli immigrati.

42 LA PUGLIA, TERRA DI PASSAGGIO Terra tra due mari, balcone sul Mediterranneo. La Puglia è attraversata da mille rotte che ricordano memorabili peregrinazioni mitiche: quelle dei Pelasgi, i mitici approdi dei greci, le navigazioni letterarie dellEneide e dellOdissea, ma anche le migrazioni storiche dei Japigi, Dauni, Peucezi e Messapi. La Puglia è anche terra di accoglienza, proprio in memoria di tante migrazioni passate.

43 Tra la Murgia e il mare La terra di Bari con la sua provincia: Andria, Corato, Trani, Ruvo, Terlizzi, è una terra affascinante che offre al turista impagabili bellezze naturali. Il fascino di questa terra deriva anche dalla sua storia, dalle sue musiche e dalla leggenda. E la terra dellAdriatico, delle sue coste, della maestosità del Castel del Monte, del paesaggio selvaggio, delle colline e dei rilievi murgiani. E la terra dei muretti a secco e delle masserie, delle cattedrali, dei dolmen, delle grotte, dei castelli, dei santi patroni, degli antichi vigneti, degli ulivi.

44 La Murgia La Murgia dal latino murex, sasso sporgente è una vasta area carsica di ettari il territorio ha una grande importanza naturalistica è rappresenta lultimo esempio di pseudo-steppa mediterranea presente nellitalia peninsulare è uno dei più importanti paesaggi di tutto il mediterraneo. Lo spazio è caratterizzato da colline, pascoli, grave, doline, grotte, e un grande silenzio che domina tutto il paesaggio. Larea appare un solitario deserto di pietra. Tuttavia tra le pietre si scorge un oasi vitale per le numerosissime specie animali e vegetali.

45 Le città sulla costa

46 Polignano Molfetta Otranto Barletta Trani Bisceglie Bari

47 Un capitolo affascinante della storia pugliese è rappresentato dalle tradizioni popolari, così varie e complesse pur sempre pregnanti di contenuti simbolici e culturali. Tra queste un posto preminente spetta alle feste patronali dei nostri paesi in quanto esse sono le manifestazioni più emblematiche del folklore, le cui connotazioni religiose sono dettate dal culto devozionale verso i santi patroni e, soprattutto, dalla pietas mariana verso le proprie antiche icone, spesso di origine bizantina, venerate sotto tanti titoli e circondate, talvolta, da un alone di prodigio e di mistero. La principale dimensione del folklore è la spettacolarità.Tutto si svolge e si realizza secondo uno schema tradizionale con l'accentuazione degli elementi meravigliosi, peraltro sempre presenti nell'agiografia dei racconti popolari.

48 Nel culto mariano verso la Madonna di Sovereto a Terlizzi si avvertono anche aspetti legati alla materialità, che ne hanno assicurato il profondo radicamento, tra cui soprattutto la sinergia della spettacolarità del maestoso carro trionfale alto 22 metri e dell'esaltante coinvolgimento della massa dei fedeli nel solenne rito processionale della festa patronale nella prima domenica d'agosto.

49 La processione dell'immagine della Madonna di Sovereto per le vie principali della nostra cittá, trasportata sul Carro Trionfale, orgoglio dei terlizzesi, deriva dalla legenda che si narra relativa al ritrovamento della stessa immagine della Vergine. Si racconta che intorno all' XI - XII sec. un pastorello bitontino pascolava il suo gregge nel "bosco del suvro", presso la contrada del Sovero. Il pastorello si accorse che una sua pecorella aveva una zampa impigliata in una buca. Dopo aver liberato la zampa della pecorella, si rese conto che in fondo alla buca s'intravedeva una lucina che illuminava una piccola grotta. In fondo ad essa, si trovava una tavola di legno con una immagine dipinta della Madonna con Bambino. Sul luogo del ritrovamento accorse una moltitudine di gente, sia bitontina che terlizzese che intendeva appropriarsi dell'icona per venerarla. Per risolvere la contesa, si decise di posizionare l'immagine su di un carro trainato da due buoi. L'icona sarebbe stata della città verso cui si fossero diretti i buoi.

50 Il caso volle che predominò il bue proveniente da Terlizzi e, così, i terlizzesi festosi attribuirono tale evento al volere divino. Da allora i terlizzesi portano in processione su di un carro, per le vie della cittá, limmagine della Vergine di Sovereto. Con il passar degli anni, essi lo hanno voluto rendere il carro sempre più grandioso fino a raggiungere le dimensioni che attualmente ammiriamo. In ricordo di quegli eventi i terlizzesi festeggiano in due momenti distinti la Madonna di Sovereto: - Il 23 Aprile di ogni anno essi riportano in pellegrinaggio leffige sul luogo del ritrovamento, a Sovereto, dove fu eretta una chiesa; - Nella prima domenica di Agosto durante la quale la protettrice della cittá viene posta sul Carro Trionfale, ricostruito per l'occorrenza e portata in processione tra un tripudio di gente in festa, per le vie principali della città.

51 Alcune tradizioni locali a Ruvo di Puglia Il mercoledì delle Ceneri viene appesa sulle strade una pupattola vestita in nero con unarancia su cui sono infisse sette penne. Porta tra le mani un fuso e una conocchia. Le penne rappresentano le sette settimane della Quaresima e il fuso e la conocchia il lavoro casalingo delle donne che non devono dare scandalo nel periodo di penitenza.

52 La mattina di Pasqua, al passaggio del Risorto, le Quarantane vengono bruciate. È finita lastinenza e la penitenza. Cristo ha vinto la morte, la natura si sveglia, la vita risorge.

53 Le processioni di Pasqua Molto curate sono le processioni della Settimana Santa che il popolo segue religiosamente. Sfilano per le strade del paese, anche di notte, i simulacri quaresimali a partire dalla Vergine Desolata. Tra le statue più venerate vi è quella di Cristo al Calvario. Viene seguita da fedeli e dai bimbi che mettono abiti rossi e portano la croce sulla spalla.

54 La notte del giovedì santo passa per il centro storico il gruppo statuario della deposizione di Gesù, portato nel sepolcro.

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56 LOttavario La festività dell Ottavarioè tipicamente ruvese. Si tratta della ripetizione solenne della processione del Corpus Domini. Lorigine della festa sembra risalire al 17esimo secolo. Listituzione della festa sarebbe stata voluta dal Conte Carafa per porre rimedio allinterruzione della processione del Corpus Domini per limpennata della sua cavalcatura. La raffigurazione dellistituzione di tale festività è nei due dipinti di Mario Praier della prima metà del 900, che si ritrovano nelle lunette della cappella del SS Sacramento della chiesa di San Giacomo.

57 Processione del Corpus Domini La festa popolare

58 Il presepe I francescani del convento di San Michele Arcangelo, dai tempi di San Francesco, che la tradizione vuole sia passato da Ruvo, costruiscono in tutto lambito della chiesa, un immenso presepe con statuine e scene di vita caratteristica. Quella tradizione è divenuta popolare e ogni famiglia a natale costruisce il suo piccolo presepe.

59 La famiglia italiana I giovani in Italia, quando terminano la scuola superiore hanno grosse difficoltà nel trovare lavoro e quindi vanno allUniversità oppure si trasferiscono al Nord dove, talvolta ci sono più opportunità di lavoro. Di conseguenza letà per sposarsi si sposta sui 35/40 anni e nellambito del matrimonio si tende a mettere a mondo pochi figli. La presenza di molti stranieri in Italia ha determinato un numero elevato di matrimoni civili e non cattolici. Attualmente è in discussione un progetto di legge che mira a regolamentare e tutelare i diritti e i doveri delle coppie conviventi non legate da forme di matrimonio tradizionale. Tale progetto prende il nome di DICO.

60 Giovani e tempo libero Nelle nostre città i giovani trascorrono la serata insieme ai loro amici. Tutte le sere dopo lo studio passeggiano lungo il corso, si incontrano in villa oppure in piccoli locali che essi stessi affittano in gruppo. Il tempo è dedicato alle chiacchiere, ai commenti sulla giornata trascorsa, allascolto di musica, alla playstation. La serata termina tardi. Il rientro a casa avviene intorno alle undici. Il sabato sera si va talvolta in discoteca. I giovani delle nostra città frequentano poco il teatro, il cinema: i biglietti sono costosi e linteresse è scarso. Molti giovani si dedicano ad attività sportive pomeridiane. Molto frequentati sono i campi di calcio, lo sport nazionale per eccellenza. Tra gli altri sport praticati il basket, il nuoto e il tennis.

61 Durante le festività.... Le feste importanti di Natale e Pasqua sono un rito da celebrare in famiglia. La famiglia si riunisce in forma allargata e si raccoglie attorno al presepe, allalbero di natale e soprattutto attorno ad una tavola imbandita e piena di prelibatezze. I giochi da tavolo sono il passatempo preferito del periodo natalizio: tombola e giochi di carte. Familiari e amici trascorrono momenti indimenticabili attorno al tavolo da gioco.

62 Altre occasioni di festa La famiglia si ritrova anche per festeggiare altre ricorrenze. Si organizzano ricche feste con pranzi abbondanti offerti ad un gran numero di invitati in occasione di battesimi, Prime Comunioni, cresime, 18° compleanno e soprattutto matrimoni e anniversari di matrimoni.

63 Una terra sempre tormentata, che ha saputo difendere con fierezza, con ostinazione, con unintransigenza talvolta sorprendente la propria identità e la propria diversità. Un paese rimasto tagliato fuori dal mondo per quasi cinquantanni, che cerca oggi di trovare una soluzione ai mille problemi che lo travagliano, ricorrendo anche allaiuto di noi italiani.

64 I costumi albanesi sono particolarmente sontuosi. Quelli femminili sono ricchi di ornamenti. Le gonne sono lunghe e larghe. Sava, una nostra compagna albanese, ci ha stimolati a scoprire i costumi popolari dellAlbania, a non barricarci nel nostro mondo evitando ogni contatto con lo straniero, ad avere unapertura mentale di accoglienza.

65 Canti e strumenti tipici caratterizzano la musica albanese; i canti più antichi parlano di eroi e damore; i canti storici invece esaltano eroi mitologici. Logu Kërcimi me Spata In occasione delle feste di nozze si balla il Logu che riprende il corteggiamento e comprende la Kërcimi me Spata (danza delle spade).

66 Come tutte le donne del Mediterraneo, anche le donne albanesi portano sulle spalle il peso della vita; infatti hanno lavorato la terra, cresciuto i figli, rafforzato il processo di civilizzazione.

67 Abdessamad Taouil

68 el halka I suk sono i tipici mercati arabi. Un personaggio tipico del mercato è el halka, il racconta storie, intorno a lui si raduna molta gente che poi gli lascia del denaro.

69 La festa di Aid El Kebir è la festa dell agnello e ricorda il sacrificio di Abramo che è raccontato anche dalla Bibbia. Il giorno di Aid El Kebir ogni famiglia uccide un agnello secondo un rito particolare e poi lo cucina e lo mangia.

70 Il Corano è il libro sacro dei Musulmani. Comprende 114 capitoli in poesia rimata chiamati sura; ciascuna sura è divisa in versetti (ayat). La religione Islamica si fonda sulla relazione universale tra Dio e luomo può integrarsi nella società con la stretta osservanza della legge religiosa e sociale. Il Corano Pilastri fondamentali dellIslam: la testimonianza che non cè divinità, tranne Allàh e che Muhammad è lApostolo di Allàh (SHAHADA) il pagamento delle imposte (CORANICA) ( ZAHAK) lesecuzione delladorazione (SALAH)il digiuno del mese di Ramadàn (SAWN) il pellegrinaggio alla Kaaba-Mecca (casa di Allàh)

71 Soggiorno a Ruvo dal 4 al 15 marzo 2007 Larrivo Laccoglienza Nei laboratori Sulla Murgia Visita a Bari Visita a Castel del Monte Andria: azienda Mucci

72 Larrivo: 4 marzo 2007

73 Laccoglienza

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75 Nei laboratori

76 Grotte Lama del Vagno Degustazione di prodotti tipici

77 Visita a Bari

78 Visita a Castel del Monte

79 Visita al Museo del confetto

80 Soggiorno in Slovacchia dal 16 al 29 aprile 2007 Žilina Visita della scuola Castello di Bojnice Visita a Bratislava Castello di Strečno Castello di Kežmarok Monti High Tatras Visita a Rajecká Lesná

81 Castello di Budatin Žilina, città del nordovest della Slovacchia sul fiume Vah

82 Visita della scuola

83 Il Castello di Bojnice

84 Visita a Bratislava

85 Visita a Bratislava

86 Visita a Bratislava

87 Il Castello di Strečno

88 Il Castello di Kežmarok

89 Monti High Tatras

90 Visita a Rajecká Lesná

91


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