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Lallenamento della flessibilità Alessandro Ruspantini Preparatore Fisico CONI, FIGC, FIR, FIPAV, FIT, FIF, Combat Sports (CSEN) Istruttore II Livello FITRI.

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1 Lallenamento della flessibilità Alessandro Ruspantini Preparatore Fisico CONI, FIGC, FIR, FIPAV, FIT, FIF, Combat Sports (CSEN) Istruttore II Livello FITRI Personal Trainer Con particolare riferimento allutilizzo dello stretching

2 Una premessa terminologica…

3 Estendibilità (o estensibilità) muscolare: la possibilità che ha un muscolo di allungarsi Mobilità articolare: è la capacità di compiere gesti con limpiego della escursione articolare più ampia possibile Flessibilità: la somma della mobilità articolare e della estensibilità muscolare (di fatto flessibilità può coincidere con mobilità articolare) Elasticità: la capacità che ha un corpo di ritornare alla sua forma iniziale dopo che sia stato deformato Elasticità muscolare: la capacità del tessuto muscolare di riassumere la propria posizione di riposo dopo che su di esso abbia agito una forza deformante (vale anche per la altre componenti anatomiche come i tendini (creeping), i legamenti ecc.) ROM (Range Of Motion): escursione di movimento a livello articolare

4 La mobilità articolare può essere: Attiva Passiva Anatomica Schnabel et al., 1998

5 Mobilità articolare attiva Lampiezza che può essere raggiunta in una articolazione o in un sistema articolare attraverso lattività dei muscoli interessati ad un determinato movimento o ad una posizione

6 Mobilità articolare passiva Lescursione che può essere ottenuta per azione di forze esterne Differenza tra M. A. attiva e M. A. passiva: RISERVA DI MOVIMENTO (Frey, 1975 in Weineck, 2001)

7 Mobilità articolare anatomica Rappresenta la possibilità anatomica di mobilità dellapparato motorio passivo. Per i viventi è solo una misura teorica

8 La mobilità articolare può anche essere: statica dinamica

9 Fattori limitanti intrinseci Fattori costituzionali: Superfici articolari Estensibilità delle capsule articolari e dei legamenti Estensibilità di muscoli e tendini (ponti acto-miosinici, titina, tessuto connettivo, desmina, costameri, ecc.) Massa muscolare Fattori condizionali-energetici: Forza dei muscoli in movimento Fattori coordinativi (o neurali) legati a fattori psico-vegetativi: Coordinazione tra muscoli agonisti, antagonisti e sinergici Tono muscolare Riflessi muscolari o tendinei

10 Fattori limitanti estrinseci Sesso Età Temperatura corporea e ambientale Momento della giornata Stato fisico e psichico Stato di affaticamento

11 Perché migliorare la flessibilità per le prestazioni sportive? È utile? Può portare dei benefici?

12 Miglioramento della fluidità, dellarmonia e dellespressività del movimento (Weineck, 2001) Miglioramento della capacità di prestazione coordinativa e tecnica (Meinel, 1984, Schnabel et al., 1998, Weineck, 2001) Miglioramento del processo di apprendimento motorio (Schnabel et al., 1998, Weineck, 2001) Miglioramento dellespressione di forza (Weineck, 2001) Miglioramento dellespressione della rapidità e della velocità (Weineck, 2001) Miglioramento della resistenza (economia dei gesti) (Weineck, 2001) Prevenzione infortuni (ad esempio Sölveborn, 1983, Carminati, Bozzetti, 1993, Anderson, 1994, Weineck, 2001) (?) (diretta? – indiretta!) Cura delle retrazioni muscolari (Weineck, 2001) Ottimizzazione del recupero (Weineck, 2001) (?) – modulazione Regolazione psichica (Knebel et al., 1993, Anderson, 1994, Balaskas, Stirk, 1998, Weineck, 2001)

13 Mezzi per lo sviluppo della Flessibilità M. A. staticaM. A. dinamica M. A. passiva Stretching statico (Anderson) PNF Stretching dinamico con lutilizzo di attrezzi PNF M. A. attiva Stretching globale attivo (posture) Stretching statico con contemporanea contrazione dellantagonista PNF Flessibilità dinamica (slanci, torsioni, estensioni, ecc.) Stretching attivo-isolato (P. & J. Warthon) Esercitazioni tecniche ai limiti articolari

14 Mezzi per lo sviluppo della M. A. dinamica - passiva Stretching dinamico con lutilizzo di attrezzi Movimenti eseguiti con lausilio di attrezzature per la riabilitazione o attrezzi (es. fune) che consentono di eseguire passivamente dei movimenti fino ai limiti articolariPNF Esercizi di stretching che utilizzano linibizione dei corpuscoli del Golgi data dalla precedente contrazione isometrica (che deve durare almeno 6 secondi per generarla, Sölveborn, 1983; Bosco, 1990; McAtee, 1996) e linibizione reciproca degli antagonisti. Caratterizzate dalla seguente procedura (Sölveborn, 1983; Bosco, 1990; McAtee, 1996; Schnabel et al., 1998): - il raggiungimento di una posizione di leggero allungamento, nella quale effettuare una contrazione isometrica contro una resistenza esterna per 10–30 secondi; - il rilassamento per 2-3 secondi; - lallungamento passivo dei muscoli precedentemente contratti della durata di secondi, con o senza la contemporanea contrazione degli antagonisti, che genererebbe una inibizione reciproca (Bosco, 1990; Fox et al., 1995) A questo gruppo appartengono una grande varietà di tecniche che utilizzano delle combinazioni di contrazioni isotoniche ed isometriche (Alter, 1988, 1996): TRS (tension - relax – stretch), CHRS (contract - hold - relax – stretch), repeated contractions, rhythmic initiation, slow reversal, slow reversal-hold, rhythmic stabilization, contract-relax, hold-relax, slow reversal-hold-relax, agonistic reversal

15 Mezzi per lo sviluppo della M. A. dinamica - attiva Flessibilità dinamica Esercizi consistenti in contrazioni ripetitive dei muscoli agonisti con conseguente allungamento degli antagonisti, quindi slanci, oscillazioni, ecc. Stretching attivo-isolato Le linee guida (Wharthon J., Wharthon P., 2001) per lo stretching attivo isolato prevedono di: - prepararsi ad isolare ed allungare un muscolo alla volta; - contrarre attivamente il muscolo opposto a quello isolato; - allungare delicatamente e velocemente, mantenendo lallungamento per non più di 2 secondi. Quando il muscolo ha raggiunto il limite della sua escursione articolare, essa può essere ancora aumentata grazie ad un aiuto esterno (partner o piccolo attrezzo), fino a che si sente una certa irritazione, ma non dolore; - rilasciare prima che il muscolo reagisca con una contrazione protettiva; - ripetere per circa 10 volte ogni esercizio di stretching. Esercitazioni tecniche ai limiti articolari Esercitazioni della pesistica, esercizi con gli ostacoli, alcuni tipi di andature, ecc.

16 Mezzi per lo sviluppo della M. A. statica - attiva PNF Stretching globale attivo (posture) La catena muscolare, considerata come fosse un elastico, deve essere tirata dai due estremi, elasticizzando i muscoli in senso contrario alla loro fisiologia, Lo stiramento deve essere prolungato (fino a 10 minuti ed oltre), con una esecuzione delicata, dolce e progressiva (Souchard, 1995) Stretching statico con contemporanea contrazione dellantagonista Gli esercizi dello stretching statico passivo, con contemporanea contrazione del muscolo antagonista per provocare linibizione reciproca

17 Mezzi per lo sviluppo della M. A. statica - passiva PNF Stretching statico Si passa da una tensione facile della durata di secondi, che serve ad abituare il muscolo alla successiva tensione di sviluppo, che permette leffettivo incremento della flessibilità; dopo altri secondi, la tensione viene progressivamente diminuita per ritornare poi alla normalità evitando movimenti bruschi; ogni esercizio viene ripetuto due o tre volte (Anderson, 1994). Nel metodo Esnault prima di eseguire lallungamento si imprime un movimento rotatorio allarticolazione, interno o esterno, che consente un maggior coinvolgimento di fibre muscolari (Carminati, Bozzetti, 1993). Con luso pratico si sono sviluppate molteplici varianti, per cui è difficile stabilire una metodica univocamente accettata con risultati certi (Wydra, 2001).

18 Negli ultimi anni alcuni studi hanno messo in dubbio molte certezze che il mondo dello sport pensava di avere sullutilizzo dello stretching, ritenuto quasi una panacea per tutti i mali, ma che ora sembra essere divenuto un mezzo dallenamento da cui prendere le distanze

19 Lo stretching possibile causa di infortuni: Se eseguito fino ai limiti articolari rappresenta un carico eccessivo per le strutture muscolari passive, generando microtraumi sulle miofibrille, simili a quelli derivanti da esercitazioni di forza Effetto antalgico (stretch-tolerance): diminuzione della sensazione dolorosa indotta dallallungamento per un assopimento dei recettori del dolore (Magnusson et al., 1998 in Cometti et al., 2004) (ma maggiore per PNF), che permette di sopportare allungamenti di maggiore entità, ma che può aumentare il rischio di traumatismi a livello muscolare (Pope et al., 1998, Pope et al., 2000 in Cometti et al., 2004) perché si rischia di oltrepassare i limiti della capacità di carico delle strutture passive (Wiemann & Klee, 2000) Gli effetti a breve termine influenzerebbero il tipo di prestazione

20 Stretching prima della seduta di allenamento Di forza Massima: significativa diminuzione della forza massimale (Kokkonen et al., 1998 in Cometti et al., 2004, Winchester et al., 2007) potrebbe abbassare temporaneamente i livelli di forza statica (Staley et al., 1991) un gruppo muscolare (flessori plantari), sottoposto a stretching passivo prolungato, diminuisce per più di unora i livelli di forza volontaria (Fowles et al., 2000) decremento significativo (12%) nella massima forza di contrazione volontaria (Behm et al, 2001 in Nelson & Bandy, 2005) diminuzione della forza massimale nellesecuzione di 1RM su leg-press a 45° (Bacurau et al, 2008) gli esercizi di stretching statico della durata di 15 e 30diminuiscono lespressione della forza (Brandenburg et al, 2006) la massima forza volontaria diminuisce con laumentare della durata dello stretching (60 sec. vs 30 sec.) (Ogura et al, 2007)

21 Stretching prima della seduta di allenamento Di forza Esplosiva: diminuzione del 4% in prove di salto massimali (Henning & Podzielny, 1994 in Cometti et al., 2004) diminuzione, anche se meno accentuata (Knudson et al., 2001 in Cometti et al., 2004) diminuzione del 4% della performance di salto (Henning & Podzielny, 1994 in Cometti et al., 2004, Alberti et al., 2007) leggera diminuzione in salti verticali (Knudson et al., 2001 in Cometti et al., 2004) influenza negativa su salto verticale e forza (Shrier, 2004 in Cometti et al., 2004) altezze minori di salto sono state registrate dopo lo stretching (Baum et al, 1990, in Turbanski, 2005) riduzione delle prestazioni di salto dal 3,1% al 2,6% (Wiemeier, 2002 in Turbanski, 2005) riduzione del 2,6% dellaltezza di salto (Wiemeier, 2003 in Turbanski, 2005) peggioramento nella prestazione di salto verticale (Vetter, 2007, Hough et al, 2009) prestazione nel salto verticale diminuita per 15 minuti (Bradley et al, 2007)

22 Stretching prima della seduta di allenamento Di forza Reattiva (SSC): diminuzione della prestazione nel drop jump per 30 minuti (Güllich, 1996 e Güllich & Schmidtbleicher, 2000 in Wiemann & Klee, 2000) riduzione dellaltezza di salto e rallentamento del contatto al suolo (Kunnemayer & Schmidtbleicher, 1997 in Turbanski, 2005) riduzione della prestazione di salto dall8% al 10% (rilevata attraverso lindice di reattività)(Begert & Hillebrecht, 2003 in Turbanski, 2005) rallentamento dei tempi di contatto, altezze di salto minori dopo lo stretching (Young & Elliot, 2001 in Turbanski, 2005) riduzione della stiffness muscolo-tendinea immediatamente dopo (Ryan et al., 2007)

23 Stretching prima della seduta di allenamento Di forza Resistente: significativa diminuzione del numero di ripetizioni in un test di forza resistente (Kokkonen et al., 2001 in Cometti et al., 2004) Isocinetica: diminuzione del 4% del picco di forza (Cramer et al., 2002) diminuzione del picco di forza a diverse velocità angolari, in seguito ad esercizi di stretching statico della durata di 5 e 8 minuti (Zakas et al, 2006) riduzione della forza massima, della potenza media e dellampiezza dellEMG dei muscoli vasto laterale e retto femorale, durante contrazioni concentriche isocinetiche alla leg-exstension alle velocità angolari di 60° e 300° (Marek, 2005)

24 Di velocità Peggioramento della prestazione di 0,14 sec. in sprint di 40m (Wiemann, Klee, 2000) Effetto negativo a breve termine sprint 20m (Nelson et al., 2005) Peggioramento significativo del tempo di sprint in rugbisti (Fletcher & Anness, 2004) Peggioramento nellaccelerazione, nel picco di velocità e nel tempo dello sprint di 30m (Sayers et al, 2008) Tempo nei primi 20 metri significativamente peggiore in chi aveva eseguito stretching statico rispetto a chi non lo aveva eseguito e differenza presente anche sui 40 metri (Winchester et al, 2008) Stretching prima della seduta di allenamento

25 Di resistenza Nessun impatto sulleconomia di corsa sub- massimale (Hayes & Walker, 2007) Per sport in cui è richiesto un lento ciclo di stiramento-accorciamento (SSC), come il jogging o il ciclismo, non esistono dati scientifici che dimostrino un effetto positivo dello stretching sulla prestazione, sulla prevenzione degli infortuni e sul recupero (Gremion, 2005) Può diminuire la prestazione di endurance ed aumentare il costo energetico della corsa (Wilson et al, 2010) Stretching prima della seduta di allenamento

26 Tecnico - coordinativa Secondo Capanna (2000) le stimolazioni in allungamento prolungate e ripetute, necessarie per ottenere uno stabile miglioramento della flessibilità generano, a livello inconscio nel sistema nervoso, delle informazioni anomale verso il muscolo che possono causare, se sono seguite da esercitazioni tecniche o atletiche, delle risposte involontarie ostacolanti la perfetta sincronizzazione fra contrazione e rilassamento Decremento significativo dei valori di equilibrio (Behm et al, 2004) Stretching prima della seduta di allenamento

27 Stretching durante la seduta di allenamento Laffaticamento, abbassando la sensibilità dei fusi neuromuscolari può determinare un rischio di stiramento delle componenti muscolari passive oltre i propri limiti (Harre, 1977, Weineck, 2001) Platonov (1996) afferma che è importante alternare esercizi di stretching ad esercizi che hanno altri obiettivi, ed in particolare per la forza, perché permettono di aumentarne lefficacia Egger (1994) ha elaborato una particolare esercitazione in cui vengono sviluppate contemporaneamente la forza e la flessibilità tramite lalternanza di stretching ed esercizi con sovraccarico Unattività di stretching statico degli arti inferiori nel corso di periodi di riposo tra gli sforzi può compromettere la capacità di ripetere sprint (Beckett et al, 2009)

28 Stretching al termine della seduta di allenamento Allo stretching è riconosciuta una capacità di rilassamento psico-fisico (Knebel et al., 1993; Anderson, 1994; Cerullo, 1997, Balaskas, Stirk, 1998; Weineck, 1998) Abbassando il tono muscolare, migliora la mobilità ed il muscolo viene messo in condizioni di essere capace di rigenerarsi meglio dopo il carico Però, da unanalisi bibliografica di Herbert & Gabriel (2002 in Cometti et al., 2004) non risulta nessun beneficio in termini di riduzione del dolore muscolare o di prevenzione dei danni muscolari Lo stretching non determinerebbe nessun effetto significativo sulla riduzione del dolore muscolare tardivo (Buroker, Schwane, 1989 e Wessel, Wan,1994 in Cometti et al., 2004) Per compiere un recupero attivo si può eseguire uno stretching sub- massimale con ritmi di allungamento/rilasciamento piuttosto brevi (ad es. 10"/10") attivando così l"effetto spugna" (Mosca, 1994, Cerullo, 1997) in cui lo stiramento comprime anche i capillari, ostacolando il flusso sanguigno locale, ma il successivo rilasciamento consente un maggiore afflusso conseguente all'apertura dei lumi dei capillari Per incrementare la flessibilità, ma con la consapevolezza di un lavoro impegnativo muscolarmente che si aggiunge a quello svolto nella sessione di allenamento

29 Per concludere… Importanza della cura e dello sviluppo della capacità di flessibilità Importanza della cura e dello sviluppo della capacità di flessibilità La letteratura internazionale ha approfondito alcuni aspetti dello stretching, sgretolando alcune certezze La letteratura internazionale ha approfondito alcuni aspetti dello stretching, sgretolando alcune certezze Concetto di modulazione della tensione nello stretching Concetto di modulazione della tensione nello stretching Stretching massimale (per lo sviluppo della flessibilità): Stretching massimale (per lo sviluppo della flessibilità): sconsigliato prima e durante la maggior parte delle sedute di allenamento sconsigliato prima e durante la maggior parte delle sedute di allenamento da eseguire in sedute apposite da eseguire in sedute apposite al termine delle sedute di allenamento, in mancanza di sedute apposite al termine delle sedute di allenamento, in mancanza di sedute apposite Stretching sub-massimale: Stretching sub-massimale: nel riscaldamento quel tanto che basta per non sconvolgere le abitudini dellatleta nel riscaldamento quel tanto che basta per non sconvolgere le abitudini dellatleta al termine delle sedute di allenamento per integrare il defaticamento ed agevolare il recupero al termine delle sedute di allenamento per integrare il defaticamento ed agevolare il recupero Cè necessità di ulteriori studi per approfondire alcune problematiche ancora esistenti sul corretto utilizzo dello stretching Cè necessità di ulteriori studi per approfondire alcune problematiche ancora esistenti sul corretto utilizzo dello stretching

30 Bibliografia 1 Alberti G., Dellerma N., Caimi A., Annoni M., ESERCIZI DI STRETCHING STATICO DETERMINANO UN DECREMENTO DELLA PERFORMANCE NEL SALTO VERTICALE, XVI Congress on Sport Rehabilitation and Traumatology, April 14-15, 2007, Milan, Italy Alberti G., Dellerma N., Caimi A., Annoni M., ESERCIZI DI STRETCHING STATICO DETERMINANO UN DECREMENTO DELLA PERFORMANCE NEL SALTO VERTICALE, XVI Congress on Sport Rehabilitation and Traumatology, April 14-15, 2007, Milan, Italy Alter M. J., SCIENCE OF FLEXIBILITY, Human Kinetics, Champaign, Illinois, 1996 Alter M. J., SCIENCE OF FLEXIBILITY, Human Kinetics, Champaign, Illinois, 1996 Alter M. J., SPORT STRETCH, Leisure press, Champaign, Illinois, 1990 Alter M. J., SPORT STRETCH, Leisure press, Champaign, Illinois, 1990 Anderson B., STRETCHING, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1994 Anderson B., STRETCHING, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1994 Bacurau R.F., Monteiro G.A., Ugrinowitsch C., Tripoli V, Cabral LF, Aoki MS, ACUTE EFFECT OF A BALLISTIC AND A STATIC STRETCHING EXERCISE BOUT ON FLEXIBILITY AND MAXIMAL STRENGTH, J Strength Cond Res, 2009 Bacurau R.F., Monteiro G.A., Ugrinowitsch C., Tripoli V, Cabral LF, Aoki MS, ACUTE EFFECT OF A BALLISTIC AND A STATIC STRETCHING EXERCISE BOUT ON FLEXIBILITY AND MAXIMAL STRENGTH, J Strength Cond Res, 2009 Balaskas A., Stirk J. L., STRETCHING, Red Edizioni, Como, 1998 Balaskas A., Stirk J. L., STRETCHING, Red Edizioni, Como, 1998 Beckett J.R., Schneiker K.T., Wallman K.E., Dawson B.T., Guelfi K.J., EFFECTS OF STATIC STRETCHING ON REPEATED SPRINT AND CHANGE OF DIRECTION PERFORMANCE, Medicine Science Sports Exercise, Feb 2009 Beckett J.R., Schneiker K.T., Wallman K.E., Dawson B.T., Guelfi K.J., EFFECTS OF STATIC STRETCHING ON REPEATED SPRINT AND CHANGE OF DIRECTION PERFORMANCE, Medicine Science Sports Exercise, Feb 2009 Behm D.G., Bambury A., Cahill F., Power K., EFFECT OF ACUTE STATIC STRETCHING ON FORCE, BALANCE, REACTION TIME, AND MOVEMENT TIME, Med Sci Sports Exerc.,36(8): , Aug 2004 Behm D.G., Bambury A., Cahill F., Power K., EFFECT OF ACUTE STATIC STRETCHING ON FORCE, BALANCE, REACTION TIME, AND MOVEMENT TIME, Med Sci Sports Exerc.,36(8): , Aug 2004 Bosco C., ASPETTI FISIOLOGICI DELLA PREPARAZIONE FISICA DEL CALCIATORE, Società Stampa Sportiva, Roma,1990 Bosco C., ASPETTI FISIOLOGICI DELLA PREPARAZIONE FISICA DEL CALCIATORE, Società Stampa Sportiva, Roma,1990 Bradley P.S., Olsen P.D., Portas M.D., THE EFFECT OF STATIC, BALLISTIC, AND PROPRIOCEPTIVE NEUROMUSCULAR FACILITATION STRETCHING ON VERTICAL JUMP PERFORMANCE, The Journal of Strength and Conditioning Research, Vol. 21, No. 1, pp. 223–226, 2007 Bradley P.S., Olsen P.D., Portas M.D., THE EFFECT OF STATIC, BALLISTIC, AND PROPRIOCEPTIVE NEUROMUSCULAR FACILITATION STRETCHING ON VERTICAL JUMP PERFORMANCE, The Journal of Strength and Conditioning Research, Vol. 21, No. 1, pp. 223–226, 2007 Brandenburg J.P., DURATION OF STRETCH DOES NOT INFLUENCE THE DEGREE OF FORCE LOSS FOLLOWING STATIC STRETCHING, J Sports Med Phys Fitness,46(4):526-34, Dec 2006 Brandenburg J.P., DURATION OF STRETCH DOES NOT INFLUENCE THE DEGREE OF FORCE LOSS FOLLOWING STATIC STRETCHING, J Sports Med Phys Fitness,46(4):526-34, Dec 2006 Capanna R., RIFLESSIONI E PROPOSTE PER IL GIOCO DEL CALCIO, Edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello, 2000 Capanna R., RIFLESSIONI E PROPOSTE PER IL GIOCO DEL CALCIO, Edizioni Nuova Prhomos, Città di Castello, 2000 Carminati I., Bozzetti C., PREVENZIONE E RECUPERO DEGLI INFORTUNI NEL CALCIO, Calzetti-Mariucci, Perugia, 1993 Carminati I., Bozzetti C., PREVENZIONE E RECUPERO DEGLI INFORTUNI NEL CALCIO, Calzetti-Mariucci, Perugia, 1993 Cerullo C., 66 SEDUTE ELEMENTARI DI STRETCHING PER IL CALCIO, Calzetti-Mariucci, Perugia, 1997 Cerullo C., 66 SEDUTE ELEMENTARI DI STRETCHING PER IL CALCIO, Calzetti-Mariucci, Perugia, 1997 Cometti G., STRETCHING E PERFORMANCE SPORTIVA, SDS, anno XXIII, 62-63, Luglio-Dicembre 2004, Cometti G., STRETCHING E PERFORMANCE SPORTIVA, SDS, anno XXIII, 62-63, Luglio-Dicembre 2004, Cramer J. T., Houtsh T. J., Johnson G. O., e Miller J. M., THE ACUTE EFFECTS OF STATIC STRETCHING ON PEAK TORQUE AND MEAN POWER OUTPUT DURING MAXIMAL, CONCENTRIC ISOKINETIC MUSCLE ACTIONS, Abstract presentato alla Conferenza Annuale della NSCA Cramer J. T., Houtsh T. J., Johnson G. O., e Miller J. M., THE ACUTE EFFECTS OF STATIC STRETCHING ON PEAK TORQUE AND MEAN POWER OUTPUT DURING MAXIMAL, CONCENTRIC ISOKINETIC MUSCLE ACTIONS, Abstract presentato alla Conferenza Annuale della NSCA Egger J. P., NUOVE STRATEGIE DELLALLENAMENTO DELLA FORZA PER I MODERNI LANCIATORI, Atti del Convegno Latletica Leggera verso il 2000 – Nuove strategie di allenamento, Centro Studi e Ricerche FIDAL, Ferrara, 1994 Egger J. P., NUOVE STRATEGIE DELLALLENAMENTO DELLA FORZA PER I MODERNI LANCIATORI, Atti del Convegno Latletica Leggera verso il 2000 – Nuove strategie di allenamento, Centro Studi e Ricerche FIDAL, Ferrara, 1994

31 Fletcher I.M., Anness R., THE ACUTE EFFECTS OF COMBINED STATIC AND DYNAMIC STRETCH PROTOCOLS ON FIFTY-METER SPRINT PERFORMANCE IN TRACK AND FIELD ATHLETES, Journal of Strength and Conditioning Research 2007, 21(3): Fletcher I.M., Anness R., THE ACUTE EFFECTS OF COMBINED STATIC AND DYNAMIC STRETCH PROTOCOLS ON FIFTY-METER SPRINT PERFORMANCE IN TRACK AND FIELD ATHLETES, Journal of Strength and Conditioning Research 2007, 21(3): Fowles J. R., Sale D. G., MacDougall J. D., REDUCED STRENGHT AFTER PASSIVE STRETCH OF THE HUMAN PLANTARFLEXORS, Journal of Applied Physiology, 89 (3), Settembre 2000, Fowles J. R., Sale D. G., MacDougall J. D., REDUCED STRENGHT AFTER PASSIVE STRETCH OF THE HUMAN PLANTARFLEXORS, Journal of Applied Physiology, 89 (3), Settembre 2000, Fox E. L., Bowers R. W., Foss M. L., LE BASI FISIOLOGICHE DELLEDUCAZIONE FISICA E DELLO SPORT, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1995 Fox E. L., Bowers R. W., Foss M. 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