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A TTUALE PARROCCHIA DI SANTA SOFIA V IA C ANCELLO A REA DI PROGETTO.

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Presentazione sul tema: "A TTUALE PARROCCHIA DI SANTA SOFIA V IA C ANCELLO A REA DI PROGETTO."— Transcript della presentazione:

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2 A TTUALE PARROCCHIA DI SANTA SOFIA V IA C ANCELLO A REA DI PROGETTO

3 C R I T I C I T A ASSENZA D IDENTITA MARC AUGE DEFINISCE NON LUOGHI TUTTI QUEGLI SPAZI CHE HANNO LA PREROGATIVA DI NON ESSERE IDENTITARI E RELAZIONALI SPAZI IN CUI MILIONI DI INDIVIDUALITÀ SI INCROCIANO SENZA ENTRARE IN RELAZIONE. I NON LUOGHI SONO INCENTRATI SOLAMENTE SUL PRESENTE E SONO ALTAMENTE RAPPRESENTATIVI DELLA NOSTRA EPOCA, CHE È CARATTERIZZATA DALLA PRECARIETÀ ASSOLUTA, DALLA PROVVISORIETÀ, DAL TRANSITO E DAL PASSAGGIO E DA UN INDIVIDUALISMO SOLITARIO. L E PERSONE TRANSITANO NEI NON LUOGHI MA NESSUNO VI ABITA.

4 L A CONCEZIONE ARCHITETTONICA : LIMPORTANZA DEL SEGNO OBIETTIVIOBIETTIVI OBIETTIVIOBIETTIVI CONTRIBUIRE ALLA CONFIGURAZIONE D I UNA IDENTITA DEL LUOGO RIFERIMENTO PER IL FUTURO SVILUPPO INSEDIATIVO SEGNARE IL TERRITORIO IDENTIFICAZIONEAPPARTENENZA

5 R IFERIMENTI E LINEE GUIDA DELLA PROGETTAZIONE LA PIANTACENTRALELA PIANTACENTRALE LA PIANTACENTRALELA PIANTACENTRALE S ANTA SOFIA - ISTANBUL S ANTA SOFIA - C OSENZA S ANTA SOFIA - BENEVENTO S ANTA SOFIA - K IEV

6 R IFERIMENTI E LINEE GUIDA DELLA PROGETTAZIONE LA FORMAESPLOSALA FORMAESPLOSA LA FORMAESPLOSALA FORMAESPLOSA D ANIEL LIBESKIND

7 R IFERIMENTI E LINEE GUIDA DELLA PROGETTAZIONE LAPROGETTAZIONEDELLALUCELAPROGETTAZIONEDELLALUCE LAPROGETTAZIONEDELLALUCELAPROGETTAZIONEDELLALUCE N OTRE DAME DU HAUTE - R ONCHAMP -L E CORBUSIER P ALAZZO GUELL B ARCELLONA ANTONIO G AUDI

8 R IFERIMENTI E LINEE GUIDA DELLA PROGETTAZIONE CONFIGURAZIONESPAZIOSACROCONFIGURAZIONESPAZIOSACRO CONFIGURAZIONESPAZIOSACROCONFIGURAZIONESPAZIOSACRO PUNTO 4 Un progetto culturale, pastorale ed ecclesiale Non si può partire dalla chiesa considerata solo come opera muraria. Prima ci si deve porre di fronte ai soggetti per i quali sarà edificata e al Soggetto divino a cui è riferita. Il che vuol dire individuare un gruppo umano che abbia una sua autonomia «territoriale», farsi carico delle sue attese, corrispondere alle sue istanze, condividere la sua crescita di fede. Solo così si potrà indirizzare a un preciso interlocutore l'annuncio cristiano e promuovere un itinerario che conduca alla risposta di fede, sino alla delineazione di una sede degna - l'edificio chiesa - capace di esprimere simbolicamente il mistero che edifica il popolo di Dio. PUNTO 4 Un progetto culturale, pastorale ed ecclesiale Non si può partire dalla chiesa considerata solo come opera muraria. Prima ci si deve porre di fronte ai soggetti per i quali sarà edificata e al Soggetto divino a cui è riferita. Il che vuol dire individuare un gruppo umano che abbia una sua autonomia «territoriale», farsi carico delle sue attese, corrispondere alle sue istanze, condividere la sua crescita di fede. Solo così si potrà indirizzare a un preciso interlocutore l'annuncio cristiano e promuovere un itinerario che conduca alla risposta di fede, sino alla delineazione di una sede degna - l'edificio chiesa - capace di esprimere simbolicamente il mistero che edifica il popolo di Dio.

9 Forme e direttrici tra simbolismo cristiano e segni identificatori L ' UOMO NON COMUNICA SOLO CON LE PAROLE. C ERTI GESTI " PARLANO " PIÙ DELLE PAROLE. C I SONO EMOZIONI E SENTIMENTI CHE PUOI COMUNICARE MEGLIO CON UN GESTO CHE CON UN DISCORSO. Q UANDO I GESTI VISIBILI COMUNICANO QUALCOSA DI INVISIBILE O QUALCOSA DI SPIRITUALE, CHE LE SOLE PAROLE NON RIESCONO AD ESPRIMERE, SONO DETTI SIMBOLICI. L' UOMO DA SEMPRE È RICORSO AL LINGUAGGIO DEI SIMBOLI, IN PARTICOLARE NELL ' AMBITO DELLA RELIGIONE, INFATTI ATTRAVERSO LE RELIGIONI L ' UOMO ESPLORA IL " MISTERO " DELLA VITA E LO COLLEGA AD UNA FORZA SUPERIORE CHE NON CONOSCE ; PER QUESTO IL LINGUAGGIO DELLE RELIGIONI USA IL SIMBOLO : UN SEGNO O UNA IMMAGINE CHE NELL ' INTENZIONE DELL ' AUTORE VUOLE INDICARE UNA REALTÀ SPIRITUALE, CHE LE SOLO PAROLE NON POTREBBERE RENDERE " VISIBILE ". L ' UOMO NON COMUNICA SOLO CON LE PAROLE. C ERTI GESTI " PARLANO " PIÙ DELLE PAROLE. C I SONO EMOZIONI E SENTIMENTI CHE PUOI COMUNICARE MEGLIO CON UN GESTO CHE CON UN DISCORSO. Q UANDO I GESTI VISIBILI COMUNICANO QUALCOSA DI INVISIBILE O QUALCOSA DI SPIRITUALE, CHE LE SOLE PAROLE NON RIESCONO AD ESPRIMERE, SONO DETTI SIMBOLICI. L' UOMO DA SEMPRE È RICORSO AL LINGUAGGIO DEI SIMBOLI, IN PARTICOLARE NELL ' AMBITO DELLA RELIGIONE, INFATTI ATTRAVERSO LE RELIGIONI L ' UOMO ESPLORA IL " MISTERO " DELLA VITA E LO COLLEGA AD UNA FORZA SUPERIORE CHE NON CONOSCE ; PER QUESTO IL LINGUAGGIO DELLE RELIGIONI USA IL SIMBOLO : UN SEGNO O UNA IMMAGINE CHE NELL ' INTENZIONE DELL ' AUTORE VUOLE INDICARE UNA REALTÀ SPIRITUALE, CHE LE SOLO PAROLE NON POTREBBERE RENDERE " VISIBILE ". L A C ROCE DELLE B EATITUDINI ( DERIVAZIONE DALL ' OTTAGONO ) L A R UOTA S OLARE ( O R UOTA DELLA V ITA ) G E O m e t r I e G E O m e t r I e

10 OTTAGONO IL GIORNO DELLA RISURREZIONE: LA NUOVA CREAZIONE GESÙ È RISORTO DAI MORTI « IL PRIMO GIORNO DELLA SETTIMANA » (MC 16,2). IN QUANTO « PRIMO GIORNO », IL GIORNO DELLA RISURREZIONE DI CRISTO RICHIAMA LA PRIMA CREAZIONE. IN QUANTO « OTTAVO GIORNO », CHE SEGUE IL SABATO, ESSO SIGNIFICA LA NUOVA CREAZIONE INAUGURATA CON LA RISURREZIONE DI CRISTO. È DIVENTATO, PER I CRISTIANI, IL PRIMO DI TUTTI I GIORNI, LA PRIMA DI TUTTE LE FESTE, IL GIORNO DEL SIGNORE (º ILD4"I¬ ºµXD", « DIES DOMINICA »), LA « DOMENICA »: « CI RADUNIAMO TUTTI INSIEME NEL GIORNO DEL SOLE, POICHÉ QUESTO È IL PRIMO GIORNO [DOPO IL SABATO EBRAICO, MA ANCHE IL PRIMO GIORNO] NEL QUALE DIO, TRASFORMATE LE TENEBRE E LA MATERIA, CREÒ IL MONDO; SEMPRE IN QUESTO GIORNO GESÙ CRISTO, NOSTRO SALVATORE, RISUSCITÒ DAI MORTI ». OTTAVO GIORNO Forme e direttrici tra simbolismo cristiano e segni identificatori G E O m e t r I e G E O m e t r I e

11 Forme e direttrici tra simbolismo cristiano e segni identificatori IL M ONOGRAMMA DI C RISTO CHE IDENTIFICA L ATTUALE PARROCCHIA DI S ANTA S OFIA DIVENTA UN DETERMINANTE ELEMENTO NELLA PROGETTAZIONE DELLA NUOVA SEDE ANDANDO A DETERMINARE, NEL SOVRAPPORSI ALLA PIANTA OTTOGONALE, GLI ASSI SU CUI SVILUPPARE I PRINCIPALI AMBIENTI LITURGICI. G E O m e t r I e G E O m e t r I e

12 Forme e direttrici tra simbolismo cristiano e segni identificatori SchizziDIStudIoSchizziDIStudIoz SchizziDIStudIoSchizziDIStudIoz G ENIUS L OCI * ORIZZONTALITA * INTEGRAZIONE AMBIENTALE * ILLUMINAZIONE NATURALE * GERARCHIE DELLE ALTEZZE

13 Forme e direttrici tra simbolismo cristiano e segni identificatori ESPLOSIONEDELLAFIGURAESPLOSIONEDELLAFIGURA ESPLOSIONEDELLAFIGURAESPLOSIONEDELLAFIGURA

14 DISTRIBUZIONE DEGLI SPAZI P I A N T A C HI E S A P I A N T A C HI E S A PRESBITERIO CORO SANTISSIMO CAPPELLA DELLADORAZIONE / FERIALE BATTISTERO AULA SACRESTIA PENITENZERIA UFFICI E ARCHIVIO SERVIZI BIBLIOTECA

15 SPAZI CONNETTIVI E ACCESSI P I A N T A C HI E S A P I A N T A C HI E S A ACCESSI PERCORSI

16 PIANTACANONICA PIANTACANONICA PIANTACANONICA PIANTACANONICA SALONE AULE SERVIZI LOCALI TECNICI E ACCESSORI

17 SPAZI CONNETTIVI E ACCESSI primo livello PIANTACANONICAPIANTACANONICA PIANTACANONICAPIANTACANONICA ACCESSI PERCORSI

18 PIANTACANONICA PIANTACANONICA PIANTACANONICA PIANTACANONICA SALONE/PRANZOAULE SERVIZI COLLEGAMENTI CAMERE CUCINA SPAZI CONNETTIVI CASA RIPOSTIGLIO/DISPENSA

19 SPAZI CONNETTIVI E ACCESSI secondo livello PIANTACANONICAPIANTACANONICA PIANTACANONICAPIANTACANONICA ACCESSI P ERCORSI AULE P ERCORSI CASA

20 VOLUMIVOLUMI VOLUMIVOLUMI


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