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DISTURBO DA DEFICIT ATTENTIVO CON O SENZA IPERATTIVITA DDAI E COMORBIDITA MONTEFORTE DALPONE 12/03/2010 Dott. Leonardo Zoccante U.O. NEUROPSICHIATRIA INFANTILE.

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1 DISTURBO DA DEFICIT ATTENTIVO CON O SENZA IPERATTIVITA DDAI E COMORBIDITA MONTEFORTE DALPONE 12/03/2010 Dott. Leonardo Zoccante U.O. NEUROPSICHIATRIA INFANTILE Policlinico G.B. Rossi - Verona

2 Disturbo neurobiologico che si manifesta come alterazione delle risposte agli stimoli ambientali

3 Definizione Entità sindromica caratterizzata da: Inattenzione Inattenzione Impulsività Impulsività Iperattività motoria Iperattività motoriaADHD

4 Corredo sintomatologico INATTENZIONE Incapacità a fare attenzione ai dettagli. Errori di distrazione nelle attività scolastiche, lavorative, altreIncapacità a fare attenzione ai dettagli. Errori di distrazione nelle attività scolastiche, lavorative, altre Difficoltà a mantenere lattenzione su compiti – giochiDifficoltà a mantenere lattenzione su compiti – giochi Non sembra ascoltare nel colloquio direttoNon sembra ascoltare nel colloquio diretto Non segue le istruzioni, non termina i compiti scolastici-lavorativiNon segue le istruzioni, non termina i compiti scolastici-lavorativi ( DD: comportamento oppositivo, non comprensione del compito) ( DD: comportamento oppositivo, non comprensione del compito)ADHD

5 Corredo sintomatologico INATTENZIONE Difficoltà nellorganizzare le attivitàDifficoltà nellorganizzare le attività Evitamento e riluttanza per le attività che richiedono sforzo mentaleEvitamento e riluttanza per le attività che richiedono sforzo mentale Dimenticanza degli strumenti necessari al compitoDimenticanza degli strumenti necessari al compito Facile distraibilità da eventi esterniFacile distraibilità da eventi esterni Dimenticanza dei compiti quotidianiDimenticanza dei compiti quotidianiADHD

6 Corredo sintomatologico IPERATTIVITA Agita spesso mani-piedi, si contorce da sedutoAgita spesso mani-piedi, si contorce da seduto Si alza spesso dalla sediaSi alza spesso dalla sedia Corre e si arrampica inadeguatamenteCorre e si arrampica inadeguatamente Difficoltà nelle attività ludiche quieteDifficoltà nelle attività ludiche quiete Sempre sul punto di andarsene o driven by a motorSempre sul punto di andarsene o driven by a motor Parla eccessivamenteParla eccessivamenteADHD

7 Corredo sintomatologico IMPULSIVITA Risponde prima del termine della domandaRisponde prima del termine della domanda Aspetta difficilmente il proprio turnoAspetta difficilmente il proprio turno Interviene ed invade le attività ( giochi- conversazioni) altruiInterviene ed invade le attività ( giochi- conversazioni) altruiADHD

8 A quale età è possibile porre la diagnosi di ADHD?

9 Diagnosi I A partire dalletà di 7 anniA partire dalletà di 7 anni In presenza da almeno 6 mesi ed in misura rilevante di 6 o più sintomi di Inattenzione e/o Iperattività-ImpulsivitàIn presenza da almeno 6 mesi ed in misura rilevante di 6 o più sintomi di Inattenzione e/o Iperattività-Impulsività Esorditi prima dei 7 anniEsorditi prima dei 7 anniADHD

10 Diagnosi II Presenza dei sintomi in due o più condizioni diverse (casa – scuola – lavoro)Presenza dei sintomi in due o più condizioni diverse (casa – scuola – lavoro) Compromissione clinicamente rilevabile delle relazioni sociali – performance scolastiche-lavorativeCompromissione clinicamente rilevabile delle relazioni sociali – performance scolastiche-lavorativeADHD

11 Quale è il quadro tipico dellADHD?

12 Attention Deficit Disorder ADD Developmental Coordination Disorder DCD Hyperkinetic Disorder HKD Motor Perception Dysfunction MPD Attention Deficit Hyperactivity Disorder ADHD Deficit in Attention Motor Control and Perception DAMP ADHD

13 ADHDEpidemiologia 3-6% popolazione scolare Maschi / Femmine 4/1 Valutazione incidenza variabile secondoDefinizione Overlapping - Comorbidità

14 Eziologia Disturbo neurobiologico su base multifattoriale: Fattori geneticiFattori genetici Disordini neurotrasmettitorialiDisordini neurotrasmettitoriali Esordio precoceEsordio precoce Associazione con altri Disturbi EvolutiviAssociazione con altri Disturbi Evolutivi Persistenza disturbo nel tempoPersistenza disturbo nel tempo Miglioramento con trattamento farmacologicoMiglioramento con trattamento farmacologicoADHD

15 Corredo sintomatologico Il bambino non riesce a regolare:ADHD La sua capacità di concentrazione e di attenzione sostenuta nel tempo Il processo di pianificazione e soluzione di problemi Il suo livello di autostima (sono bravissimo – non so fare niente) Il suo comportamento con gli altri rispettando le più comuni regole sociali La sua capacità di concentrazione e di attenzione sostenuta nel tempo Il livello di motivazione, la fiducia nellimpegno e nello sforzo La capacità di rispondere in modo positivo a certe emozioni (rabbia,frustrazione) Il suo comportamento motorio (in particolar modo nei casi in cui vi sia anche iperattività)

16 Prognosi Persistenza del disturbo a lungo terminePersistenza del disturbo a lungo termine Scarsa autostimaScarsa autostima Precoce abbandono scolasticoPrecoce abbandono scolastico Perdita del lavoroPerdita del lavoro Basso status socio-economicoBasso status socio-economico Disturbo dellumoreDisturbo dellumore Disturbo personalità antisocialeDisturbo personalità antisociale Abuso di sostanzeAbuso di sostanzeADHD

17 Cosa deve fare il pediatra che sospetti un caso di ADHD?

18 Griglia/algoritmo per la diagnosi e la valutazione ADHD Bambino di 6-12 anni che giunge allattenzione del pediatra o del neuropsichiatra infantile su segnalazione dei genitori o degli insegnanti (o nel corso di una visita si caratterizza il suo comportamento) perché: - non sta seduto / è iperattivo - non presta attenzione / mostra poca concentrazione / non sembra ascoltare / sembra sognare ascoltare / sembra sognare - agisce senza riflettere-pensare / è impulsivo - presenta problemi comportamentali - ha una scarsa resa scolastica Prima valutazione clinica: -raccolta dellanamnesi personale e famigliare -valutazione neurologica -valutazione del comportamento in famiglia e a scuola

19 ADHD Si riscontrano i sintomi del DSM-IV in entrambi i contesti (famigliare e scolastico) da oltre 6 mesi Il quadro non soddisfa i criteri del DSM-IV Definizione della condizione ADHD: - rivalutazione del paziente e delle preoccupazioni dei delle preoccupazioni dei genitori e degli insegnanti genitori e degli insegnanti - Indicazioni terapeutiche Controllo follow-up Valutazione della comorbidità: -disturbi del linguaggio-apprendimento -Disturbi opposizionali -Disturbi della condotta -Ansia -Depressione -Altre condizioni Diagnosi di ADHD (pura) Senza comorbidità Diagnosi di ADHD (complessa) con comorbidità

20 Overlapping – comorbidità Diagnosi differenziale Disturbi di apprendimentoDisturbi di apprendimento Disturbo oppositivo-provocatorioDisturbo oppositivo-provocatorio Disturbi dellumoreDisturbi dellumore TicsTics Disturbo di tipo reattivoDisturbo di tipo reattivo Disturbo dansia generalizzataDisturbo dansia generalizzata Disturbo del linguaggioDisturbo del linguaggio Disturbo pervasivo dello sviluppoDisturbo pervasivo dello sviluppoADHD

21 Quale è il trattamento di elezione dei soggetti con ADHD?

22 Trattamento Intervento sul bambino Trattamento individuale mirato a: Migliorare i tempi di attenzioneMigliorare i tempi di attenzione Favorire il controllo motorioFavorire il controllo motorio Incrementare le abilità di gestione delle emozioniIncrementare le abilità di gestione delle emozioni Abituare al rispetto di regoleAbituare al rispetto di regole Abilitare a corrette interazioni interpersonaliAbilitare a corrette interazioni interpersonali Insegnare abilità di tipo strategicoInsegnare abilità di tipo strategico Recuperare la motivazione incrementando anche lautostimaRecuperare la motivazione incrementando anche lautostimaADHD

23 Trattamento Counseling o training dei genitori che permetta alla famiglia di comprendere meglio il comportamento del bambino alla luce delle informazioni sul disturbo, e che abiliti competenze educative in grado di gestire il comportamento, lemotività e le strategie di pensiero del bambino ADHD

24 Trattamento Intervento in ambito scolastico Mirato alla gestione delle contingenze comportamentali ed in particolare al rinforzo di risultati positivi sul piano dellapprendimento e del comportamento ADHD

25 ADHD E DISTURBI DELLAPPRENDIMENTO DISLESSIA DISCALCULIA DISCGRAFIA-DISORTOGRAFIA DISTURBO MISTO DEGLI APPRENDIMENTI

26 Disturbo specifico della lettura DISLESSIA: difficoltà nellautomatizzare i processi di decodifica del linguaggio scritto Per poter parlare di disturbo la prestazione deve essere significativamente al di sotto del livello atteso in base: - alletà - al livello intellettivo generale - alla scolarizzazione Spesso si associa a: Difficoltà di compitazione: isolare uditivamente i singoli fonemi e poi selezionare i grafemi corrispondenti. Difficoltà di comprensione del testo.

27 Disturbo specifico della lettura Come si manifesta ? omissioni, sostituzioni, distorsioni o addizioni di parti di parole o parole intere; lentezza in lettura; false partenze, lunghe esitazioni; perdita della posizione nel testo e stile inaccurato; inversione di lettere allinterno delle parole o di parole nelle frasi.

28 DISLESSIA SUPERFICIALE DISLESSIA FONOLOGICA

29 Disturbo specifico della lettura Dislessia fonologica difficoltà nel processo di conversione grafema-fonema e utilizzo principalmente della via visiva diretta; difficoltà a leggere le non-parole; Dislessia superficiale difficoltà nellutilizzo della via visiva diretta con scarse prestazioni per parole irregolari e omofone non omografe (es. letto-letto); Dislessia mista errori di vario tipo nella decodifica

30 Disturbo specifico della lettura Quale è il problema ? deficit a carico della codificazione fonologica soggetti dislessici presentano : - tempo superiore ai controlli per la denominazione di lettere; - tempo superiore ai controlli per la denominazione di numeri; - lentezza nella denominazione e nel recupero lessicale; minor accuratezza in ripetizione di parole multisillabiche e non-parole.

31 La dislessia è tra i più comuni disturbi dello sviluppo neuropsicologico –La prevalenza è tra il 5-12% della popolazione Schumacher et al. 2009, Katusic et al. 2001

32 Processi cognitivi coinvolti nella lettura Elaborazione visiva. Il sistema magnocellulare visivo è coinvolto nella risposta che viene data a stimoli in movimento e stimoli a bassa frequenza spaziale e basso contrasto (alterata localizzazione visiva) Percezione fonologica. Capacità di percepire, frazionare e rielaborare il suono delle parole ascoltate. I fonemi sono la parte più piccola riconoscibile. Memoria verbale a breve-termine. Molti aspetti della memoria sono coinvolti nella lettura. Molte parole conosciute non vengono più frazionate in fonemi ma vengono richiamati direttamente dalla memoria. Lelaborazione di parole nuove in fonemi avviene nella memoria a breve termine. Codificazione fonologica. Capacità di riunire i fonemi ed esprimere in maniera verbale parole che non sono mai state lette o sentite precedentemente. Codificazione ortografica. Processo di riconoscimento di una parola attraverso la sua forma olistica

33 Dislessia -Dislessia Acquisita: il soggetto può compensare il deficit di decodifica con processi alternativi -Dislessia delletà evolutiva: il soggetto non può ricorrere a questo tipo di strategia compensatoria

34 Dislessie periferiche (dislessie della forma visiva e della parola) –Deficit dellelaborazione visiva Dislessie centrali (incapacità di ricavare il suono o il significato del carattere stampato) –Dipendono da operazioni di tipo elaborativo che fanno seguito allanalisi visiva della parola stampata Dislessie Acquisite

35 Dislessie periferiche Spelling dyslexia (lettura lettera per lettera) –La lettura lettera per lettera rappresenta una strategia del soggetti nel tentativo di superare la difficoltà di base –Caratterizza una compromissione importante della comprensione della lettura, si associa anche a una scrittura particolarmente difficile.

36 Dislessie periferiche Dislessia da neglect –Il soggetto legge male le parti iniziali (neglect sinistro) (maggioranza dei casi) o finali (neglect destro) delle parole –Produzione di parole alternative che corrispondono alla lunghezza della parola bersaglio (es. pasta con vasta)

37 Dislessie periferiche Dislessia attenzionale –Il soggetto riesce a leggere le singole lettere o le singole parole è in difficoltà quando nel campo visivo si presentano più elementi dello stesso tipo.

38 Dislessie centrali Lettura per mezzo del suono (dislessia superficiale/lettura fonologica)

39 Dislessie centrali Lettura per mezzo del vocabolario visivo (dislessia fonologica) –Questi soggetti leggono solo usando il vocabolario visivo escludendo le corrispondenze stampa-suono

40 Sedi anatomiche Dislessie periferiche Spelling dyslexia –Coinvolgimento delle regioni posteriori dellemisfero sx –Altri casi coinvolgimento dellarea parieto-temporale Dislessia da neglect –Lesione unilaterale controlaterale al lato del neglect a carico del lobo parietale Dislessia attenzionale –Sede anatomica sconosciuta sembra comunque localizzato a carico dellemisfero sx posteriormente

41 Sedi anatomiche Dislessie centrali Lettura per mezzo del suono –Riscontrata in varie condizioni patologiche (disturbi degenerativi, traumi cranici, ictus, tumori) –Si ipotizza il coinvolgimento delle strutture posteriori soprattutto del lobo temporale (sx) Lettura per mezzo del vocabolario visivo –Lesione delle regioni parieto-occipitali delle emisfero sx compreso il giro angolare

42 Eziologia Dislessia Evolutiva Due importanti ambiti di ricerca per quanto riguarda leziologia: –Genetica Studi linkage Geni candidati –Microstrutturale RMN mediante tecnica 3D

43 Studi di linkage DYX1 – chromosome 15q21 DYX2 – chromosome 6p21-22 DYX3 – chromosome 2p15-p16 DYX4 – chromosome 6q11-q12 DYX5 – chromosome 3p12-q13 DYX6 – chromosome 18p11 DYX7 – chromosome 11p15 DYX8 – chromosome 1p34-1p36 DYX9 – chromosome Xq26-q27

44 Geni candidati DCDC2 KIAA0319 DYX1C1 ROBO1

45 Giro angolare

46 DISLESSIA: QUADRI ASSOCIATI Disturbo della Comprensione del Testo Altri Disturbi Specifici dellApprendimento - Disortografia - Discalculia Disturbo dellAttenzione Disturbi della Sfera Emotiva - Ansia - Contenuti Depressivi - Riduzione dellautostima - Disturbi Somatoformi Epilessia

47 La comprensione del testo è INDIPENDENTE dalla qualità di decodifica orale del testo (abilità indipendenti) La comprensione del testo può essere infatti compromessa in bambini che presentano tipologie e entità di disturbi diversi Esistono disturbi specifici e isolati di comprensione ma possono anche essere presenti in situazioni di difficoltà più generalizzate di apprendimento e di difficoltà cognitiva Disturbo della Comprensione del Testo

48 Qualsiasi apprendimento scolastico passa attraverso la capacità di leggere e comprendere. Lettura: decodificare - comprendere DECODIFICARE capacità di decodificare denominare le parole di un testo in modo diretto e veloce e quindi accedere al lessico COMPRENDERE capacità di rappresentarsi il contenuto (livello semantico) in modo coerente in collegamento con le conoscenze possedute dal lettore

49 La comprensione del testo è un processo dinamico di integrazione tra le informazione nuove fornite dal testo e le informazioni presenti nella mente del lettore.

50 INFLUENZATA dalle CARATTERISTICHE DEL LETTORE 1) FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI ELABORAZIONE: da processi sensoriali e percettivi, a memoria a breve termine, memoria a lungo termine,ecc.. 2) METACOGNIZIONE consapevolezza che il soggetto possiede delle proprie conoscenze sulla lettura e di come intervenire su di esse con opportune strategie al fine di ottimizzare i processi di comprensione 3) ATTEGGIAMENTO: modo di porsi più o meno attivo di fronte al brano, con attenzione particolare per le informazioni importanti, variando il ritmo di lettura in base allo scopo per cui legge, operando inferenze, esplicitando i legami impliciti tra le frasi 4) CONOSCENZE PREESISTENTI: da quelle lessicali a quelle inerenti allo specifico argomento trattato nel brano, a quelle più generali sulla conoscenza del mondo

51 RUOLO DELLE CONOSCENZE PRECEDENTI: SCHEMI MENTALI …la moltiplicazione delle rose avviene per talea, le talee vengono prelevate dalle piante allinizio del periodo invernale e messe a dimora fino allinizio della primavera… Perché le conoscenze precedenti aiutano? Attivano uno SCHEMA Comprendere vuol dire anche costruire o attivare schemi adeguati una STRUTTURA in cui: le conoscenze sono organizzate e in relazione tra loro si forma attraverso lesposizione ripetuta a esperienze simili da cui è possibile estrarre delle caratteristiche comuni lattivazione dello schema avviene in modo inconsapevole

52 Disortografia

53 I disturbi di scrittura associate alla dislessia evolutiva sono detti Disortografie cioè difficoltà nel realizzare i processi di correzione automatica del testo. Gli errori si distinguono in: 1) Errori fonologici –Scambio grafemi (b-p, b-d, f-v, r-l, p-q, a-e) –omissioni o aggiunte di lettere o sillabe –inversioni (il-li) –grafema inesatto (sh,sch, ghi)

54 2) Errori non fonologici - Separazioni illegali (in-sieme) - Fusioni illegali (lacqua, nonèvero) - Scambio grafema omofono (quore, quaderno, squola) - Omissione o aggiunta di h 3) Altri errori - Accenti - Doppie

55 Riguardo lo stile di apprendimento, è stato rilevato che nei bambini dislessici lacquisizione delle abilità connesse alle prime fasi dello sviluppo (parlare, camminare etc..) è stata più lenta rispetto alla media. Inoltre, la capacità di lettura e scrittura è inferiore alla vivacità intellettiva; ha difficoltà a mantenere lattenzione, gli riesce difficile concentrarsi ed è molto vivace. Riesce bene agli esami orali ma ha scarsi risultati a quelli scritti.

56 Disturbo del Calcolo A. Capacità di calcolo che si situa sostanzialmente al di sotto di quanto previsto in base all'età cronologica del soggetto, alla valutazione psicometrica dell'intelligenza, e a un'istruzione adeguata all'età B. Il disturbo di calcolo interferisce notevolmente con l'apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di calcolo C. Se è presente un deficit sensoriale, le difficoltà nelle capacità di calcolo vanno al di là di quelle di solito associate con esso D. Se sono presenti una condizione neurologica o un'altra condizione medica generale oppure un deficit sensoriale dovrebbero essere codificati sull'Asse III.

57 Esiste in genere un insieme di difficoltà nelle capacità linguistiche(es. comprendere o nominare i termini, le operazioni o i concetti matematici) capacità percettive (per es. riconoscere o leggere simboli numerici o segni aritmetici) capacitàattentive (es. copiare correttamente numeri o figure), capacità matematiche (per es. seguire sequenze di passaggi matematici, contare oggetti e imparare le tabelline)

58 lettura e scrittura di numeri valore posizionale delle cifre componenti visuo- percettive e visuo-spaziali Conoscenze dichiarative transcodifica (fattori linguist.) fatti numerici Conoscenze procedurali algoritmi di calcolo strategie scompositive immagazzinate in MLT utilizzate in ML incolonnamento andamento sx-dx o dx-sx andamento alto-basso regole di riporto regole di raggruppamento e abbassamento di n° inserimento di zero (moltipl.) Esecuzione di calcoli

59 Disattenzione Iperattività Impulsività Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattivita

60 difficoltà a: filtrare stimoli irrilevanti mantenere lattenzione nel tempo affrontare compiti lunghi prestare cura ai dettagli organizzare le proprie attività DISATTENZIONE

61 Tendenza a: essere sempre in movimento eseguire movimenti maldestri o incoordinati avere una condotta motoria imprudente manifestare movimenti non finalizzati IPERATTIVITA

62 difficoltà a: aspettare il proprio turno attendere prima di parlare restare tranquilli nei tempi dattesa posticipare le gratificazioni rispettare i ruoli assegnati IMPULSIVITA

63 I sintomi devono: CRITERI DIAGNOSTICI Essere presenti prima dei 7 anni Provocare una compromissione clinicamente significativa del funzionamento scolastico e sociale Manifestarsi almeno in due contesti I sintomi non devono essere spiegabili da altri disturbi: Dist. DAnsia, dellUmore, D. Generalizzati dello Svil, D. Bipolare

64 Scarso rendimento scolastico Disturbi specifici dell apprendimento Bassa autostima Difficoltà di socializzazione Aggressività verbale o fisica CARATTERISTICHE SECONDARIE

65 Incidenza: 3-5% nella popolazione scolare; 3% in ricerche italiane ALTRE CARATTERISTICHE DEL DDAI Prevalenza: 1 femmina per 4-9 maschi Comorbidità con Disturbo della lettura Circa 35% dei bambini Adhd

66 Scuola materna Evidente iperattività, mancato senso del pericolo; il bambino appare immaturo Inizio Scuola elementare Più evidente diff. di attenzione e di rispetto di regole Fine Scuola elementare Si attenua liperattività, ma permane il deficit di attenz.; segnalata variabilità nelle prestazioni scolastiche Scuole medie Alcune strategie di compensazione, ma diff. di studio e di concentrazione; diff. di modulazione comportamentale Eta adolescenziale e adulta Permangono diff. di attenzione e organizzazione, impulsività e difficoltà nelle relazioni sociali e affettive stabili; sensazione di irrequietezza interna EVOLUZIONE DEL DDAI

67 Fattori genetici spiegano il 5% dellespressività del disturbo Fattori pre-natali (alcool e fumo in gravidanza) Fattori perinatali (prematurità e soprattutto basso peso alla nascita) Le cause del disturbo sono innate: DDAI: quali sono le cause

68 DDAI e Disturbi dell apprendimento DAS DDAI Scarsi risultati scolastici portano a scarsa motivazione, quindi disattenzione e iperattività DDAI DAS I sintomi del DDAI causano basse prestazioni scolastiche DAS DDAI Esiste una comorbidità su base neurobiologica comune (35% circa)

69 Concentrazione e attenzione sostenuta; completamento del lavoro Pianificazione e soluzione di problemi; selezione delle info rilevanti Motivazione; impegno e sforzo Autostima; autoefficacia; ruoli gratificanti Gestione delle emozioni; tolleranza della frustrazione Impulsività; disordine nel lavoro Comp. sociale; collaboratività; rispetto di regole; interpretazione negativa delle interazioni sociali Comportamento motorio; goffaggine; atti pericolosi il bambino non riesce a regolare

70 Conseguenze emotive della Dislessia Perde il piacere della lettura Perde di vista la sua utilità Si sente diverso dagli altri Si sente visto come un asino È molto più affaticabile Deve studiare di più e in modo più lento, perdendo la possibilità di fare altro

71 La percezione di se Calo di autostima Globale peggioramento dellimmagine di sé e comparsa di contenuti depressivi Estensione del senso di fallimento ad altre competenze Numerosi fallimenti

72 Di conseguenza si rilevano: Maggior rischio di insuccesso con relativo abbandono scolastico Scelta di percorsi scolari non proporzionati alle reali abilità generali di apprendimento Notevole senso di frustrazione rispetto ai propri risultati scolastici, con possibile decremento della motivazione Ansia percepita rispetto alle prestazioni scolastiche Contenuti depressivi con conseguente ritiro o comparsa di comportamenti esternalizzanti

73 DISLESSIA ED EPILESSIA Epilessia Generalizzata Epilessia Focale Sindrome di Landau-Kleffner ESES

74 CONCLUSIONI La Dislessia Evolutiva rappresenta un quadro indipendente dalla Dislessia Acquisita. Lanalisi dei Disturbi associati ad entrambe permette comunque di cogliere la complessità dei circuiti regolatori e funzionali alla base della lettura. Il quadro puro di Dislessia è unentità meno frequente ma possibile.

75 CONCLUSIONI I modelli interpretativi favoriscono la comprensione di altri disturbi neuroevolutivi più o meno associati. E possibile che la dislessia evolutiva sia da ricondurre ad uneziologia costituzionale- genetica, anche se non vanno esclusi eventi lesionali acquisiti

76 CONCLUSIONI La dislessia ha una base biologica, genetica La difficoltà di apprendimento può causare disturbi emotivi e comportamentali modulatori sono: Il rendimento scolastico Latteggiamento della scuola La famiglia


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