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Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna

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Presentazione sul tema: "Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna"— Transcript della presentazione:

1 Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna
Formazione docenti neo assunti Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna Stefano Meloni

2 I giovani sono inclini ai desideri e portati a fare ciò che desiderano

3 ”Chi sono i nostri principali interlocutori, nel lavoro scolastico?”
Indipendentemente dall’ordine e dal grado di scuola, abbiamo a che fare con una categoria (giovani, adolescenti, bambine/i) di cui dobbiamo conoscere le caratteristiche, le attitudini, le aspirazioni. Ogni insegnante è un educatore Dove troviamo dei riferimenti legislativi, normativi, culturali, di contesto generale che prescrivono, evidenziano, sottolineano, l’aspetto e il ruolo educativo della professione docente?

4 Nella consapevolezza della relazione che unisce cultura, scuola e persona, la finalità generale della scuola è lo sviluppo armonico e integrale della persona, all’interno dei principi della Costituzione italiana e della tradizione culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, con il coinvolgimento attivo degli studenti e delle famiglie. Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. MIUR, settembre pag.5

5 Quale ricaduta sulla scuola? Quali sono le linee guida?
… la scuola attribuisce grande importanza alla relazione educativa e ai metodi didattici capaci di attivare pienamente le energie e le potenzialità di ciascun ragazzo/a Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. MIUR, settembre pag.5 e pag.10

6 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA (Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298).
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

7 IL CCNL (sui docenti CAPO IV artt. 24-43)
ART FUNZIONE DOCENTE 1.La funzione docente realizza il processo di insegnamento/apprendimento volto a promuovere lo sviluppo umano, culturale, civile e professionale degli alunni, sulla base delle finalità e degli obiettivi previsti dagli ordinamenti scolastici definiti per i vari ordini e gradi dell’istruzione. ART PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate e interagenti

8 Competenze chiave per l’apprendimento permanente
Obiettivo generale del processo formativo del sistema pubblico di istruzione Definite come una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. (quelle di cui si ha bisogno per realizzare lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione (saperi sociali, saperi spendibili). 1.comunicazione nella madrelingua; 2.comunicazione nelle lingue straniere; 3.competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4.competenza digitale; 5.imparare a imparare; 6.competenze sociali e civiche; 7.spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8.consapevolezza ed espressione culturale. Raccomandazione del Parlamento Europeo del

9 L’istruzione è un fattore strategico per lo sviluppo di un paese
Il miglioramento del sistema d’istruzione, della sua qualità, degli esiti in uscita (cfr. la campagna Save the Children), passa attraverso il lavoro nelle classi, la condivisione di un’azione didattica, la costruzione di una comunità professionale che governi i processi chiave del “fare scuola”: Il curricolo Le strategie didattiche La gestione della classe La valutazione

10 Focus sulla valutazione
“Dalla valutazione di sistema alla valutazione disciplinare degli apprendimenti” Valutazione = avere un prezzo, stimare, dare valore Valutazione = attribuire un valore a un fatto significativo e rilevante La valutazione è connessa alle procedure, ai metodi e agli strumenti usati, che possono influenzare l’attendibilità del giudizio

11 I tre livelli della valutazione
sistema scuola classe docenti decisori politici dirigente Regolamento SNV 2013

12 Quale livello valutare? Chi risponde alla società?
Livelli di valutazione e accountability Livello Fonte Accountability Quale livello valutare? Informazioni Chi risponde alla società? Sistema Indagini nazionali e internazionali, campionarie e censuarie Ministro Parlamento Organi di controllo e indirizzo ministeriali Scuola Rilevazioni apprendimenti Scuola in chiaro Dirigente scolastico Classe Osservazioni, interviste Valore aggiunto Docenti

13 Perché valutare? Quando valutare? Che cosa e come valutare?
La valutazione degli apprendimenti Perché valutare? Quando valutare? Che cosa e come valutare? Essere soggetti che valutano. L’essere soggetti che valutano è connaturato alla professione docente. IL CCNL (sui docenti CAPO IV artt ) ART PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate e interagenti CCNL

14 IL CCNL (sui docenti CAPO IV artt. 24-43)
L’essere soggetti che valutano è connaturato alla professione docente. IL CCNL (sui docenti CAPO IV artt ) ART PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, documentazione e valutazione tra loro correlate e interagenti

15 dpr 122 del 06/09 Elementi caratteristici della valutazione degli apprendimenti ha per oggetto: il processo di apprendimento (formativa e in itinere) il comportamento (educativa) il rendimento complessivo degli alunni (sommativa e certificativa) deve essere: individuale e collegiale; trasparente e tempestiva; coerente con gli obiettivi di apprendimento del POF deve garantire: omogeneità equità

16 La valutazione delle competenze
Risultati dell’apprendimento Descrizione di ciò che un discente conosce, capisce ed è in grado di realizzare al termine di un processo di apprendimento. I risultati sono definiti in termini di conoscenze, abilità e competenze Conoscenze Un insieme di informazioni (fatti, principi, teorie e pratiche) relative a un settore di studio o di lavoro, assimilate mediante l’apprendimento Abilità Capacità di applicare conoscenze e utilizzare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi. Nel QCER si definiscono cognitive (logiche, intuitive, creative) o pratiche (manuali, uso di metodi, materiali e strumenti) Competenze Comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e metodologiche, in contesti di studio, lavoro, nello sviluppo professionale. Nel QCER sono descritte in termini di autonomia e responsabilità

17 La norma che stabilisce modalità e criteri per la valutazione è il d.p.r. n.122 del 06/09
2. La valutazione e' espressione dell'autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell'autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Ogni alunno ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, secondo quanto previsto dall'art.2, c.4, del d.p.r. 24/6/1998,n. 249 (Statuto studentesse e studenti)

18 dpr 122 del 06/09 3. La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalita' anche formativa e attraverso l'individuazione delle potenzialita' e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo….

19 dpr 122 del 06/09 4. Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e finali sul rendimento scolastico devono essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento previsti dal POF, definito dalle istituzioni scolastiche ai sensi dpr n.275/99. Il collegio dei docenti definisce modalita' e criteri per assicurare omogeneita', equita' e trasparenza della valutazione, nel rispetto del principio della liberta' di insegnamento. Detti criteri e modalita' fanno parte integrante del piano dell'offerta formativa.

20 Dove si attua la libertà d’insegnamento?
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Art. 33. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Nello spazio progettuale, nel disegnare i percorsi didattici, nel definire i criteri di valutazione e nel condividerli, nell’assumere il ruolo di chi esprime pareri/giudizi, di chi dà valore alle prestazioni/alle attitudini, alle capacità che ha contribuito a costruire, alle competenze (che sono trasversali per definizione)

21 Come realizziamo il diritto allo studio?
Art. 34. La scuola è aperta a tutti. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Nello spazio della valutazione, garantendo il rispetto rigoroso degli elementi di trasparenza e tempestività; di coerenza con il POF di omogeneità di equità

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24 Il dibattito sulla valutazione tra passato e presente
(teorie, metodi, strumenti, nuovi orientamenti) Luisa Benigni Valutazione e autovalutazione come risorse aggiuntive nei processi di istruzione Gaetano Domenici  http://riviste.unimc.it/index.php/es_s/article/download/196/124

25 Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia
e del primo ciclo d’istruzione

26 Preventivare l’impatto del progetto Osservare il progetto in itinere
Perché valutare? Preventivare l’impatto del progetto Osservare il progetto in itinere Far luce sul processo di apprendimento Stabilire la bontà delle scelte Rendere conto delle scelte Usare i feedback per ritarare i percorsi Migliorare i processi di apprendimento L. Benigni

27 Iniziale (diagnostica) Intermedia (a scopo formativo)
Quando valutare? Iniziale (diagnostica) Intermedia (a scopo formativo) Finale (con finalità sommative) L. Benigni

28 Chiarire gli obiettivi da raggiungere
Come valutare? Chiarire gli obiettivi da raggiungere Definire i criteri di verifica e renderli espliciti Legare la valutazione a quanto effettivamente insegnato Usare varie tipologie per rispondere a vari stili di apprendimento Favorire la familiarizzazione degli strumenti usati Usare un criterio riferito a uno standard Riflettere sugli esiti per migliorare didattica e valutazione L. Benigni

29 Come prepariamo le nostre verifiche?


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