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ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO INCONTRO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO AMANDOLA,

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Presentazione sul tema: "ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO INCONTRO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO AMANDOLA,"— Transcript della presentazione:

1 ISTITUTO COMPRENSIVO DI AMANDOLA E MONTEFORTINO INCONTRO DI FORMAZIONE PER I LAVORATORI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO AMANDOLA, 13 GIUGNO 2013

2 REQUISITI STRUTTURALI E DI SICUREZZA DEGLI AMBIENTI SCOLASTICI

3 NORME TECNICHE RELATIVE ALLEDILIZIA SCOLASTICA CRITERI GENERALI RELATIVI ALLA LOCALIZZAZIONE ED ALLA DIMENSIONE DELLA SCUOLA CARATTERISTICHE GENERALI E DI SICUREZZA DELLAREA NORME RIFERITE SIA ALLOPERA IN GENERALE CHE AGLI SPAZI SPECIFICI NORME RIFERITE AGLI ARREDI ED ALLE ATTREZZATURE NORME RIFERITE ALLE CONDIZIONI DI ABITABILITA

4 NORME TECNICHE RELATIVE ALLEDILIZIA SCOLASTICA NORME RIFERITE SIA ALLOPERA IN GENERALE CHE AGLI SPAZI SPECIFICI 1.UNITA PEDAGOGICA (AULA) 2.LABORATORI 3.OFFICINE 4.ATTIVITA SPORTIVA 5.SERVIZIO SANITARIO 6.MENSA 7.AMMINISTRAZIONE 8.DISTRIBUZIONE 9.SERVIZI IGIENICI E SPOGLIATOI NORME RIFERITE ALLE CONDIZIONI DI ABITABILITA 1.ACUSTICA 2.ILLUMINAZIONE E COLORE 3.TERMOIGROMETRICHE E PUREZZA DELLARIA 4.CONDIZIONI DUSO 5.SICUREZZA

5 AULA ALTEZZA MINIMA3 m LARGHEZZA MINIMA6m SUPERFICIE NETTA PER ALUNNO SCUOLE DELLOBBLIGO 1,80 m 2 SUPERFICIE NETTA PER ALUNNO SCUOLE SUPERIORI 1,96 m 2 NUMERO ALUNNI PER CLASSE 25

6 AULA NON SI POSSONO ALLESTIRE AULE NEI LOCALI INTERRATI O SEMINTERRATI PAVIMENTAZIONE REGOLARE E ANTISDRUCCIOLO POSSIBILITA DI AREAZIONE E ILLUMINAZIONE NATURALI ASSENZA DI MATERIALI CHE POSSONO CREARE CONDIZIONI DI PERICOLO O NON FRUIBILITA DEGLI SPAZI ATTREZZATURE ADEGUATE ALLE NORME DI SICUREZZA (esperienze scientifiche) CORRETTA DISPOSIZIONE DI BANCHI ED ARREDI

7 REQUISITI ILLUMINOTECNICI DISTANZE TRA PERETI FINESTRATE ED OPPOSTE AD ALTRI EDIFICI > 12 m PROFONDITA DELLAULA RISPETTO ALLE PARETI FINESTRATE < 6m SUPERFICIE FINESTRATADa 1/5 ad 1/7 ARCHITRAVE DELLE FINESTRE ALTO IL PIU POSSIBILE DISTANZE TRA LE FINESTRE NON TROPPO AMPIA VETRIBIANCHI

8 REQUISITI ILLUMINOTECNICI TAVOLI DA DISEGNO E LAVAGNE 300 LUX TAVOLI DI STUDIO, LABORATORI ED UFFICI 200 LUX SPAZI PER RIUNIONI E PALESTRE A 0.6 m DAL PAVIMENTO 100 LUX CORRIDOI, SCALE SERVIZI IGIENICI A 1.0 m DAL PAVIMENTO 100 LUX VALORI MINIMI DI ILLUMINAZIONE PARETI E SOFFITTI TINTEGGIATI CON COLORI NEUTRI E CHIARI GARANTENDO ADEGUATI INDICI DI RIFLESSIONE NATURALMENTE:

9 REQUISITI IGIENICI DEGLI AMBIENTI AULE ELEMENTARI 2,5 V/h MEDIE 3,5 V/h SUPERIORI 5 V/h CORRIDOI E UFFICI 1,5 V/h SERVIZI IGIENICI, PALESTRE E MENSE 2,5 V/h RICAMBI DARIA

10 REQUISITI IGIENICI DEGLI AMBIENTI INVERNO TEMPERATURA MIN 18°C MAX 22°C UMIDITA MIN 45 % MAX 55 % PARAMETRI TERMOIGROMETRICI ESTATE TEMPERATURA MIN MAX < 26° C UMIDITA MIN 40% MAX 60%

11 DAL PUNTO DI VISTA STRUTTURALE, DIMENSIONALE ED IMPIANTISTICO BISOGNA FARE RIFERMENTO AI CORRISPONDENTI AMBIENTI DI TIPO LAVORATIVO ESEMPIO I LABORATORI DI MACCHINE UTENSILI, DI ELETTROTECNICA E CHIMICA, DOVRANNO AVERE LE STESSE CARATTERISTICHE DELLE OFFICINE PER MACCHINE UTENSILI, DELLE OFFICINE PER LETTROTECNICA E DEI LABORATORI DI CHIMICA

12 ALTEZZA > 3 m SUPERFICIE per lavoratore > 2 mq CUBATURA per lavoratore > 10 mc ILLUMINAZIONE NATURALE 1/10 AREAZIONE NATURALE 1/20

13 DOTATE DI ZONA DESTINATA AGLI INSEGNANTI UNO O PIU AMBIENTI CON SERVIZI IGIENICI E DOCCIA SERVIZI PER GLI ALLIEVI SPOGLIATOI, SERVIZI IGIENICI E DOCCIA ACCESSO ALLIEVI DAGLI SPOGLIATOI

14 PAVIMENTI E PARETI LAVABILI SUPERFICIE: 1,5 mq PER PERSONA ALTEZZA INTERNA: 2.70 m ILLUMINAZIONE ED AREAZIONE NATURALE: 1/10 SUP.

15 DIVISI PER SESSO NUMERO CONGRUO ALMENO 1 PER PIANO 1 GABINETTO OGNI 25 PERSONE PAVIMENTAZIONE ANTISDRUCCIOLO CHIUSINO DI SCARICO PER RACCOLTA ACQUE ILLUMINAZIONE E AREAZIONE PREFERIBILMENTE NATURALI CHIUSURE GABINETTI DALLINTERNO (escluse scuole materne) CON SICUREZZA DI APERTURA DALLESTERNO

16 RISCHI CONNESSI ALLUTLIZZO DELLE STRUTTURE STRUTTURE

17 CARENZE O INADEGUATEZZE STRUTTURALI INADEGUATEZZA DEGLI ARREDI INADEGUATEZZA DELLE STRUTTURE DI LAVORO RISCHIO INCENDIO NON CORRETTO COMPORTAMENTO

18 RISCHI ROTTURA DEL VETRO CONTATTO ACCIDENTALE ARRAMPICAMENTO MISURE DI PREVENZIONE SE APRIBILI VERSO LINTERNO NON DEBBONO INTERFERIRE CON I BANCHI O CON LE VIE DI FUGA LAPERTURA VERSO LESTERNO DA FISSARE CON SISTEMA DI BLOCCAGGIO PREFERIRE FINESTRE CON APERTURA A SCORRIMENTO E DISPOSITIVO DI BLOCCAGGIO POSSIBILI ANCHE FINESTRE A SALISCENDI CON SISTEMA DI BLOCCAGGIO VETRO ANTISFONDAMENTO (stratificato) O VETRO RETINATO

19 RISCHI SFONDAMENTO CONTATTO ACCIDENTALE MISURE DI PREVENZIONE VETRO STRATIFICATO SEGNALAZIONE MEDIANTE ADESIVI O ALTRA SEGNALETICA

20 RISCHI ROTTURA DEL VETRO (SE PRESENTE) CONTATTO ACCIDENTALE QUANDO APERTA ARRAMPICAMENTO ROTTURA DELLA MANIGLIA PER COMPORTAMENTO SCORRETTO O SCARSA MANUTENZIONE MISURE DI PREVENZIONE LAPERTURA NON DEVE INTERFERIRE CON I PASSAGGI E SOPRATTUTTO CON LE VIE DI FUGA ADOTTARE MATERIALI INFRANGIBILI O NON FACILMENTE DEPERIBILI ADOTTARE PROFILI CON SPIGOLI ARROTONDATI FISSARE LA PORTA IN APERTURA CON SISTEMI A CALAMITA O ALTRO ESEGUIRE CONTROLLI MENSILI SULLO STATO DI EFFICIENZA E CONSERVAZIONE ADOTTARE PORTE DEI BAGNI CON SISTEMA DI APERTURA ANCHE DALLESTERNO SENSIBILIZZAZIONE DEGLI OCCUPANTI AD UN CORRETTO USO

21 RISCHI SCIVOLAMENTO CADUTA IN PIANO (INCIAMPO) MISURE DI PREVENZIONE UTILIZZO DI MATERIALI ANTISDRUCCIOLO CONTROLLO MENSILE PER EVENTUALE DISTACCO DAL SOTTOFONDO CONTROLLO SUBITO DOPO LA POSA SEGNALARE O INTERDIRE LA ZONA IN CASO DI LAVAGGIO SENSIBILIZZAZIONE AD UN USO CORRETTO

22 RISCHI SCIVOLAMENTO MISURE DI PREVENZIONE ALZATA E PEDATA REGOLARI (pedata min. 30 cm – alzata max 16 cm) PEDATA IN MATERIALE ANTISDRUCCIOLO per scale esterne gomma a bolli o metallo zigrinato per scale interne striscia di materiale antisdrucciolo NON PULIRE CON PRODOTTI CHE AUMENTANO LA SCIVOLOSITA ILLUMINAZIONE ADEGUATA EVITARE LA POSA DI OSTACOLI O ELEMENTI DI DISTRAZIONE MATERIALI SCIVOLOSI DISTRAZIONE DA ELEMENTI DI DISTURBO COMPORTAMENTI INDISCIPLINATI

23 RISCHI SCIVOLAMENTO MISURE DI PREVENZIONE CONTROLLO ALLUSCITA DEGLI ALLIEVI GESTIONE ORDINATA (ORGANIZZATA) DELLUSCITA SENSIBILIZZAZIONE AD UN USO CORRETTO PERCORRERLE SEMPRE CON ANDATURA REGOLATA COMPORTAMENTI INDISCIPLINATI FRETTA

24 RISCHI CADUTA DALLALTO IMPIGLIAMENTO NELLA RINGHIERA MISURE DI PREVENZIONE ALTEZZA MINIMA: 1,00 m EVITARE RINGHIERE CHE FACILITINO LIMPIGLIAMENTO DI PARTI DEL CORPO O LARRAMPICAMENTO SPAZI VUOTI CHE NON LASCINO PASSARE UNA SFERA DI 10 cm DI DIAMETRO MATERIALI CON TERMINALI E SPIGOLI ARROTONDATI SEMPRE AD ELEMENTI VERTICALI (AD ECCEZIONE DEL CORRIMANO) PREFERIRE PARAPETTI CHIUSI SENSIBILIZZARE LUSO CORRETTO

25 RISCHI CADUTA MISURE DI PREVENZIONE POSIZIONAMENTO SU ENTRAMBE I LATI DELLA SCALA PRESA FACILE SIA PER ADULTI CHE BAMBINI (doppio corrimano) PREFERIRE ELEMENTI TUBOLARI SENSIBILIZZARE LUSO CORRETTO

26 RISCHI CADUTA IN PIANO CONTATTO ACCIDENTALE CON GLI ARREDI SCIVOLAMENTO MISURE DI PREVENZIONE PRIVI DI OSTACOLI E MATERIALI INGOMBRANTI CHE OSTACOLINO CIRCOLAZIONE E PASSAGGIO ILLUMINAZIONE ADEGUATA DIMENSIONI ADEGUATE (larghezza min. 2 m – 2,5 m se con appendiabiti) ESTINTORI E MANICHETTE AD ALTEZZA ADEGUATA

27 RISCHI CADUTA IN PIANO CONTATTO ACCIDENTALE CON GLI ARREDI SCIVOLAMENTO MISURE DI PREVENZIONE PAVIMENTATI CON MATERIALI ANTISCIVOLO PULITI CON PRODOTTI CHE NON AUMENTINO LA SCIVOLOSITA CONTROLLO DELLUSCITA DEGLI ALLIEVI SENSIBILIZZAZIONE AD UN ADEGUATO COMPORTAMENTO

28 RISCHI CONTATTO ACCIDENTALE ARRAMPICAMENTO SCOTTATURE MISURE DI PREVENZIONE POSIZIONARLI POSSIBILMENTE INCASSATI NEL MURO PREDILIGERE CONTROLLO DEI COMPORTAMENTI DEGLI ALLIEVI SENSIBILIZZAZIONE AD UN USO CORRETTO

29 RISCHI CONTATTO ACCIDENTALE ARRAMPICAMENTO CADUTA DALLALTO CADUTA SOPRA GLI OCCUPANTI LAMBIENTE MISURE DI PREVENZIONE FISSARE ALLA PARETE MOBILIA E ARREDI LEGGERI PREDILIGERE ARMADI CHIUSI (sempre fissati alla parete) NON COLLOCARE OGGETTI SOPRA GLI ARMADI USARE SCALE A NORMA E BEN ANCORATE PER RAGGIUNGERE I RIPIANI IN ALTO

30 BARRIEREARCHITETTONICHE

31 BARRIERE ARCHITETTONICHE LE BARRIERE ARCHITETTONICHE POSSONO ESSERE RAPPRESENTATE DA : ELEMENTI ARCHITETTONICI INADEGUATI PARCHEGGI PORTE SCALE CORRIDOI DA OGGETTI O ARREDI INADEGUATI LAVANDINI E WC ARMADI BANCHI DALLA MANCANZA DI ACCORGIMENTI SEGNALETICA OPPORTUNA CORRIMANO

32 LELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE E UN DIRITTO DEL CITTADINO SANCITO DALLA COSTITUZIONE PER UNA QUESTIONE MORALE PERCHE SEMPLIFICA LE OPERAZIONI DI EVACUAZIONE DEGLI EDIFICI IN CUI SONO PRESENTI PERSONE CON RIDOTTE CAPACITA MOTORIE PERCHE EVITA IL VERIFICARSI DI INCIDENTI ED INFORTUNI

33 NORMATIVA IN MATERIA DI ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE HA INTRODOTTO TRE CONDIZIONICHE DOVREBBERO ESSERE RISPETTATE DA QUALSIASI EDIFICIO PUBBLICO O PRIVATO ACCESSIBILITAADATTABILITAVISITABILITA

34 ACCESSIBILITA ESISTENZA DI ALMENO UN PERCORSO PER LACCESSO ALLEDIFICIO, FRUIBILE ANCHE DA PARTE DI PERSONE CON RIDOTTE O IMPEDITE CAPACITA MOTORIE O SENSORIALI; POSSIBILITA DI FRUIRE DEGLI SPAZI INTERNI DELLEDIFICIO E DELLE SUE ATTREZZATURE IN CONDIZIONI DI ADEGUATA SICUREZZA ANCHE DA PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. ADATTABILITA POSSIBILITA DI MODIFICARE NEL TEMPO LO SPAZIO COSTRUITO, ALLO SCOPO DI RENDERLO COMPLETAMENTE FRUIBILE ANCHE ALLE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI VISITABILITA POSSIBILITA ANCHE DA PERSONE CON RIDOTTE O IMPEDITE CAPACITA MOTORIE O SENSORIALI, DI ACCEDERE AGLI SPAZI DI RELAZIONE E ALMENO UN SERVIZIO IGIENICO.

35 Sicurezza negli aspetti strutturali NORME TECNICHE AGGIORNATE RELATIVE ALLEDILIZIA SCOLASTICA NORMATIVE IN MATERIA DI PREVENZIONE INCENDI Attività soggetta a controllo di prevenzione incendi REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI

36 REGOLAMENTO DI SEMPLIFICAZIONE DEI PROCEDIMENTI RELATIVI ALLA PREVENZIONE INCENDI

37 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI ASPETTI STRUTTURALI REQUISITI DI UBICAZIONE DELLEDIFICIO E ACCESSO ALLAREA COMPORTAMENTO AL FUOCO DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI REI COMPORTAMENTO AL FUOCO DEGLI ARREDI DIMENSIONAMENTO DELLE VIE DI ESODO AFFOLLAMENTO ASPETTI PROGETTUALI DI SPAZI PER ESERCITAZIONI E ATTIVITA PARASCOLASTICHE ASPETTI PROGETTUALI DEI SERVIZI TECNOLOGICI APPARECCHIATURE ED IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO SEGNALETICA DI SICUREZZA

38 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI AFFOLLAMENTO MASSIMO 26 PERSONE PER AULA PORTE DELLE AULE 0,4 pers/mq REFETTORI E PALESTRE Persone effettive + 20% per SPAZI DESTINATI A SERVIZI

39 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI USCITE Il numero delle uscite dai singoli piani dell'edificio non deve essere inferiore a due. Esse vanno poste in punti ragionevolmente contrapposti. Per ogni tipo di scuola i locali destinati ad uso collettivo (spazi per esercitazioni, spazi per l'in- formazione ed attività parascolastiche, mense, dormitori) devono essere dotati, oltre che della normale porta di accesso, anche di almeno una uscita di larghezza non inferiore a due moduli, apribile nel senso del deflusso, con sistema a semplice spinta, che adduca in luogo sicuro.(8) Le aule didattiche devono essere servite da una porta ogni 50 persone presenti; le porte devono avere larghezza almeno di 1,20 m(9) ed aprirsi nel senso dell'esodo quando il numero massimo di persone presenti nell'aula sia superiore a 25 e per le aule per esercitazione dove si depositano e/o si manipolano sostanze infiammabili o esplosive quando il numero di persone pre-senti sia superiore a 5. Le porte che si aprono verso corridoi interni di deflusso devono essere realizzate in modo da non ridurre la larghezza utile dei corridoi stessi.

40 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SISTEMI DI VIE DI USCITA Ogni scuola deve essere provvista di un sistema organizzato di vie di uscita dimensionato in base al massimo affollamento ipotizzabile in funzione della capacità di deflusso ed essere dota-ta di almeno 2 uscite verso luogo sicuro. Gli spazi frequentati dagli alunni o dal personale docente e non docente, qualora distribuiti su più piani, devono essere dotati, oltre che della scala che serve al normale deflusso, almeno di una scala di sicurezza esterna o di una scala a prova di fumo o a prova di fumo interna.

41 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SCALE Le caratteristiche di resistenza al fuoco dei vani scala devono essere congrue con quanto previ-sto al punto 3.0. La larghezza minima delle scale deve essere di m 1,20. Le rampe devono essere rettilinee, non devono presentare restringimenti, devono avere non meno di tre gradini e non più di quindici; i gradini devono essere a pianta rettangolare, devono avere alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm. sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo e che la pedata del gradino sia almeno 30 cm, misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno. Il vano scala, tranne quello a prova di fumo o a prova di fumo interno, deve avere superficie netta di aerazione permanente in sommità non inferiore ad 1 mq. Nel vano di aerazione è consentita l'installazione di dispositivi per la protezione dagli agenti atmosferici.

42 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SPAZI PER ESERCITAZIONI

43 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SPAZI PER MAGAZZINI E DEPOSITI

44 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SPAZI PER LINFORMAZIONE E LATTIVITA PARASCOLASTICA Vengono definiti "spazi destinati all'informazione ed alle attività parascolastiche", i seguenti locali: - auditori; - aule magne; - sale per rappresentazioni. Detti spazi devono essere ubicati in locali fuori terra o al 1° interrato fino alla quota massima di - 7,50 m; se la capienza supera le cento persone e vengono adibiti a manifestazioni non scola-stiche, si applicano le norme di sicurezza per i locali di pubblico spettacolo. Qualora, per esigenze di carattere funzionale, non fosse possibile rispettare le disposizioni sull'isolamento previste dalle suddette norme, le manifestazioni in argomento potranno essere svolte a condizione che non si verifichi contemporaneità con l'attività scolastica; potranno essere ammesse comunicazioni unicamente nel rispetto delle disposizioni di cui al punto 2.4

45 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SERVIZI TECNOLOGICI IMPIANTI DI PRODUZIONE DEL CALORE IMPIANTI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO E VENTILAZIONE IMPIANTO ELETTRICO IMPIANTO ELETTRICO DI SICUREZZA

46 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SISTEMA DI ALLARME Le scuole devono essere munite di un sistema di allarme in grado di avvertire gli alunni ed il personale presenti in caso di pericolo. Il sistema di allarme deve avere caratteristiche atte a segnalare il pericolo a tutti gli occupanti il complesso scolastico ed il suo comando deve essere posto in locale costantemente presidiato durante il funzionamento della scuola. Il sistema di allarme può essere costituito, per le scuole di tipo dallo stesso impianto a campanelli usato normalmente per la scuola, purchè venga convenuto un particolare suono. Per le scuole degli altri tipi deve essere invece previsto anche un impianto di altoparlanti. Misure di protezione

47 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SISTEMI E MEZZI DI ESTINZIONE FISSI Le scuole di tipo , devono essere dotate di una rete di idranti costituita da una rete di tubazioni realizzata preferibilmente ad anello ed almeno una colonna montante in ciascun vano scala dell'edificio; da essa deve essere derivato ad ogni piano, sia fuori terra che interrato, almeno un idrante con attacco UNI 45 a disposizione per eventuale collegamento di tubazione flessibile o attacco per naspo. [……] Devono essere installati estintori portatili di capacità estinguente non inferiore 13 A, 89 B, C di tipo approvato dal Ministero dell'interno in ragione di almeno un estintore per ogni 200 mq di pavimento o frazione di detta superficie, con un minimo di due estintori per piano. Misure di protezione Limitatamente agli ambienti o locali il cui carico d'incendio superi i 30 kg/mq, deve essere installato un impianto di rivelazione automatica d'incendio, se fuori terra, o un impianto di estinzione ad attivazione automatica, se interrato.

48 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI SEGNALETICA DI SICUREZZA Si applicano le vigenti disposizioni sulla segnaletica di sicurezza, espressamente finalizzata alla sicurezza antincendi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524 (G.U. n. 218 del 10 agosto 1982). Misure di protezione

49 REGOLA TECNICA DI PREVENZIONE INDENDI PER EDIFICI SCOLASTICI INDICAZIONI STRUTTURALI POCHE INDICAZIONI INFLUISONO SULLA LIMITAZIONE DELLA PROBABILITA DI ACCADIMENTO DELLINCENDIO MISURE DI PROTEZIONE PIANO DI EVACUAZIONE IMPORTANTE AI FINI DELLA LIMITAZIONE DEL DANNO

50 Solitamente il comburente è lossigeno contenuto nellaria LA COMBUSTIONE È UNA REAZIONE CHIMICA SUFFICIENTEMENTE RAPIDA DI UNA SOSTANZA COMBUSTIBILE CON UN COMBURENTE CHE DA LUOGO ALLO SVILUPPO DI CALORE, FIAMMA, GAS, FUMO E LUCE. LE CONDIZIONI NECESSARIE PER AVERE UNA COMBUSTIONE SONO: PRESENZA DEL COMBUSTIBILE PRESENZA DEL COMBURENTE PRESENZA DI UNA SORGENTE DI CALORE (sorgente di innesco)

51 Sorgenti di innesco Tipo di combustibile A - SOLIDI B - LIQUIDI C - GAS D - CHIMICI E METALLI E - NATURA ELETTRICA accensione diretta quando una fiamma, una scintilla o altro materiale incandescente entra in contatto con un materiale combustibile in presenza di ossigeno. Esempi: operazioni di taglio e saldatura, fiammiferi e mozziconi di sigaretta, lampade e resistenze elettriche, scariche statiche. accensione indiretta quando il calore dinnesco avviene nelle forme della convezione, conduzione e irraggiamento termico. Esempi: correnti di aria calda generate da un incendio e diffuse attraverso un vano scala o altri collegamenti verticali negli edifici; propagazione di calore attraverso elementi metallici strutturali degli edifici. attrito quando il calore è prodotto dallo sfregamento di due materiali. Esempi: malfunzionamento di parti meccaniche rotanti quali cuscinetti, motori; urti; rottura violenta di materiali metallici. autocombustione o riscaldamento spontaneo quando il calore viene prodotto dallo stesso combustibile come ad esempio lenti processi di ossidazione, reazione chimiche, decomposizioni esotermiche in assenza daria, azione biologica. Esempi: cumuli di carbone, stracci o segatura imbevuti di olio di lino, polveri di ferro o nichel, fermentazione di vegetali.

52 GAS DI COMBUSTIONE FIAMME FUMO CALORE ossido di carbonioaldeide acrilica anidride carbonicafosgene idrogeno solforatoammoniaca anidride solforosaossido e perossido di azoto acido cianidricoacido cloridrico Colore della fiammaTemperatura (°C) Rosso nascente525 Rosso scuro700 Rosso ciliegia900 Giallo scuro1100 Giallo chiaro1200 Bianco1300 Bianco abbagliante1500 I fumi sono formati da piccolissime particelle solide (aerosol), liquide (nebbie o vapori condensati). Le particelle solide sono sostanze incombuste che si formano quando la combustione avviene in carenza di ossigeno e vengono trascinate dai gas caldi prodotti dalla combustione stessa. Normalmente sono prodotti in quantità tali da impedire la visibilità ostacolando lattività dei soccorritori e lesodo delle persone. Le particelle solide dei fumi che sono incombusti e ceneri rendono il fumo di colore scuro. Le particelle liquide, invece, sono costituite essenzialmente da vapor dacqua che al di sotto dei 100°C condensa dando luogo a fumo di color bianco. Il calore è la causa principale della propagazione degli incendi. Realizza laumento della temperatura di tutti i materiali e i corpi esposti, provocandone il danneggiamento fino alla distruzione.

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54 DIPENDONO DAL TIPO DI INCENDIOCOMBUSTIBILE lestinzione dellincendio si ottiene per raffreddamento, sottrazione del combustibile e soffocamento. Tali azioni possono essere ottenute singolarmente o contemporaneamente mediante luso delle sostanze estinguenti, che vanno scelte in funzione della natura del combustibile e delle dimensioni del fuoco. ACQUA SCHIUMA POLVERI IDROCARBURI ALOGENATI (HALON) GAS INERTI AGENTI ESTINGUENTI ALTERNATIVI ALLHALON

55 ANOSSIA (A CAUSA DELLA RIDUZIONE DEL TASSO DI OSSIGENO NELLARIA) AZIONE TOSSICA DEI FUMI RIDUZIONE DELLA VISIBILITÀ AZIONE TERMICA (EFFETTI DEL CALORE)

56 Il calore è dannoso per luomo potendo causare la disidratazione dei tessuti, difficoltà o blocco della respirazione e scottature. Una temperatura dellaria di circa 150 °C è da ritenere la massima sopportabile sulla pelle per brevissimo tempo, a condizione che laria sia sufficientemente secca. Tale valore si abbassa se laria è umida. Purtroppo negli incendi sono presenti notevoli quantità di vapore acqueo. Una temperatura di circa 60°C è da ritenere la massima respirabile per breve tempo. Lirraggiamento genera ustioni sullorganismo umano che possono essere classificate a seconda della loro profondità in: ustioni di I grado superficiali facilmente guaribili ustioni di II grado formazione di bolle e vescicole consultazione struttura sanitaria ustioni di III grado profonde urgente ospedalizzazione

57 OLTRE ALLE LESIONI ALLA SUPERFICIE CUTANEA, L'USTIONE PUÒ COMPORTARE ALTRE GRAVI PATOLOGIE CHE INTERESSANO ORGANI VITALI: Intossicazioni, dovute all'inalazione di ossido di carbonio, vapori o gas bollenti che possono provocare una compromissione delle vie aeree fino al tessuto polmonare; Infezioni, provocate dall'assenza di protezione esercitata dalla pelle contro l'ingresso di microrganismi; Insufficienza renale, per l'eccessivo sforzo a cui è sottoposto il rene per riassorbire i detriti metabolici provenienti dai tessuti di-strutti. Il primo soccorso ad un individuo ustionato consiste innanzitutto nell'allontanarlo dalla sorgente dell'ustione e nello spegnere o eliminare immediatamente indumenti ancora infiammati o eventualmente imbrattati da sostanze chimiche causa di causticazione.

58 deposito o manipolazione non idonea di sostanze infiammabili o combustibili; accumulo di rifiuti, carta o altro materiale combustibile che può essere facilmente incendiato (accidentalmente o deliberatamente); Negligenza nell'uso di fiamme libere e di apparecchi generatori di calore; inadeguata pulizia delle aree di lavoro e scarsa manutenzione delle apparecchiature; impianti elettrici o utilizzatori difettosi, sovraccaricati e non adeguatamente protetti; riparazioni o modifiche di impianti elettrici effettuate da persone non qualificate; apparecchiature elettriche lasciate sotto tensione anche quando inutilizzate; utilizzo non corretto di impianti di riscaldamento portatili; ostruire la ventilazione di apparecchi di riscaldamento, macchinari, apparecchiature elettriche e di ufficio; CAUSE E PERICOLI DI INCENDIO PIÙ COMUNI

59 fumare in aree ove è proibito, o non usare il posacenere; negligenze di appaltatori o di addetti alla manutenzione; etc. ; CAUSE E PERICOLI DI INCENDIO PIÙ COMUNI

60 LA SICUREZZA ANTINCENDIO È ORIENTATA ALLA SALVAGUARDIA DELLINCOLUMITÀ DELLE PERSONE ED ALLA TUTELA DEI BENI E DELLAMBIENTE, MEDIANTE IL CONSEGUIMENTO DEI SEGUENTI OBIETTIVI PRIMARI: 1.La riduzione al minimo delle occasioni di incendio. 2. La stabilità delle strutture portanti per un tempo utile ad assicurare il soccorso agli occupanti. 3. La limitata produzione di fuoco e fumi all'interno delle opere e la limitata propagazione del fuoco alle opere vicine 4. La possibilità che gli occupanti lascino l'opera indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo. 5. La possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.

61 OPERATIVAMENTE GESTIONE CORRETTA DELLE OPERAZIONI DI LAVORO MANTENIMENTO IN EFFICIENZA E UTILIZZO ADEGUATO DI MEZZI DI PROTEZIONE ATTIVI E PASSIVI CORRETTO PIANO DI EVACUAZIONE CORRETTA GESTIONE DELLEMERGENZA DIMINUZIONE DELLA PROBABILITA DI ACCADIMENTO DIMINUZIONE DEL DANNO

62 LE EMERGENZE sono fatti o eventi che possono verificarsi improvvisamente e cogliere di sorpresa; sono situazioni che possono costituire grave pericolo e perciò richiedono provvedimenti eccezionali. PIANO DELLE EMERGENZE

63 IL PIANO CHE PREVEDE LE POSSIBILI SITUAZIONI DI PERICOLO E PRESCRIVE LE PROCEDURE DA APPLICARE PER FRONTEGGIARLE, RIDURLE O PREVENIRLE. PIANO DELLE EMERGENZE Particolare importanza assume, in questo contesto, la prova pratica di evacuazione degli edifici, che deve essere eseguita sempre con serietà e senso di responsabilità. IL PIANO PER LE EMERGENZE È, PERTANTO, UN DOCUMENTO IMPORTANTE CHE TUTTI DEVONO CONOSCERE. UNA COPIA DELLO STESSO, CORREDATA DALLE PLANIMETRIE E DALLE INDICAZIONI DELLE VIE DI FUGA, DEVE RESTARE SEMPRE AFFISSA IN TUTTI I LOCALI DELLA SCUOLA.

64 OBIETTIVI DEL PIANO DI EMERGENZA Affrontare l'emergenza fin dal primo insorgere per contenerne gli effetti sulla popolazione scolastica; Pianificare le azioni necessarie per proteggere le persone sia da eventi interni che esterni; Coordinare i servizi di emergenza, lo staff tecnico e la direzione didattica; Fornire una base informativa didattica per la formazione del personale docente, degli alunni e dei genitori degli alunni

65 CONTENUTI DEL PIANO le procedure per levacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; le disposizioni per chiedere lintervento dei Vigili del Fuoco o dellambulanza e fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; le specifiche misure per assistere le persone disabili le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di emergenza; lidentificazione di un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l'attuazione delle procedure previste. 5

66 CRITERI ADOTTATI PER LA REDAZIONE La presenza o meno di un sistema di rivelazione e/o di allarme incendio; il numero delle persone presenti e la loro ubicazione allinterno dello stesso plesso scolastico ; i lavoratori esposti a rischi particolari; le caratteristiche dei luoghi con particolare riferimento alle vie di esodo; il numero di addetti all'attuazione ed al controllo del piano, nonché all'assistenza per l'evacuazione ( addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, primo soccorso ); addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, primo soccorso 5 il livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori. 6

67 IL PIANO DI EMERGENZA È BASATO SU CHIARE REGOLE SCRITTE CHE INCLUDONO: i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio; i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare; le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari; i doveri del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni; le specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio;5 le procedure per la chiamata dei Vigili del Fuoco o dellambulanza, per informarli dellaccaduto al loro arrivo e per fornire la necessaria assistenza durante lintervento. 6

68 IL PIANO DI EMERGENZA E UN DOCUMENTO DINAMICO CHE VA AGGIORNATO CONTINUAMENTE per nuove informazioni che si rendono disponibili Per tenere conto dellesperienza acquisita dalle figure addette allemergenza A seguito di variazioni avvenute negli edifici sia per quanto attiene agli edifici stessi ed agli impianti, sia per quanto riguarda le modifiche nellattività svolta; delle mutate esigenze della sicurezza e dello sviluppo della tecnica e dei servizi disponibili.

69 PIANO DELLE EMERGENZE ORGANIZZAZIONE DEL PRIMO SOCCORSO ORGANIZZAZIONE DELLEVACUAZIONE INCENDIO TERREMOTO ALLAGAMENTO SVERSAMENTO IN CASO DI MALORE INFORTUNIO GESTIONE INTERNA DELLEMERGENZA QUANDO LA SITUAZIONE E TALE CHE NON NECESSITA LINTERVENTO DI MEZZI DI SOCCORSO O DI EVACUAZIONE FUGA DI GAS FATTO CRIMINOSO

70 PIANO DI EVACUAZIONE

71 LA FINALITÀ DI QUESTO DOCUMENTO, DINDIRIZZO GENERALE, È CONSENTIRE AGLI OPERATORI SCOLASTICI DI EFFETTUARE LEVACUAZIONE CON SEMPLICITÀ, UTILIZZANDO TUTTE LE RISORSE UMANE, ASSEGNANDO AD OGNI ADDETTO UNO O PIÙ COMPITI E LA RESPONSABILITÀ DERIVANTE. INOLTRE È UN DOCUMENTO DI FORMAZIONE INDIRETTO PER GLI ALUNNI CHE LI GUIDERÀ, SOTTO LOCCHIO VIGILE DELLINSEGNANTE, ANCHE FUORI DALLA SCUOLA. STRUMENTO OPERATIVO ATTRAVERSO IL QUALE POSSONO ESSERE STUDIATE E PIANIFICATE LE OPERAZIONI DA COMPIERE IN CASO DI EMERGENZA, AL FINE DI CONSENTIRE UN ESODO ORDINATO E SICURO DI TUTTI GLI OCCUPANTI DI UN EDIFICIO. PIANO DI EVACUAZIONE

72 PRESUPPOSTI FONDAMENTALI CONOSCENZA DELLE CARATTERISTICHE SPAZIALI E DISTRIBUTIVE DELLEDIFICIO ATTRAVERSO IL REPERIMENTO DI PLANIMETRIE E PIANTE AGGIORNATE INDIVIDUAZIONE ZONE CON POSSIBILI SITUAZIONI DI PERICOLO INDIVIDUAZIONE STRUTTURE E IMPIANTI DI SICUREZZA INDIVIDUAZIONE LUOGHI SICURI CONOSCENZA DELLA POPOLAZIONE PRESENTE ELLEDIFICIO, INDIVIDUAZIONE PER OGNI PANO IL NUMERO DI DOCENTI, ALLIEVI E PERSONALE NON DOCENTE SUDDIVISI PER FASCE ORARIE 1 2

73 PIANO DI EVACUAZIONE I POSSIBILI RISCHI INCENDI ALLINTERNO DELLEDIFICIO SCOLASTICO La possibilità che si verifichi una situazione di pericolo che renda necessaria levacuazione dellintera popolazione scolastica, o di una parte di essa, dalledificio scolastico e dagli spazi limitrofi può manifestarsi per le cause più disparate. La tipologia degli incidenti ipotizzabili è infatti piuttosto varia e dipende non solo dalla presenza di zone a rischio allinterno della scuola, ma anche dalla sua collocazione nel territorio e dal verificarsi di eventi dolosi o calamità naturali. INCENDI NELLE VICINANZE DELLEDIFICIO SCOLASTICO TERREMOTO CROLLI STRUTTURALI DELLEDIFICIO O DI EDIFICI ADIACENTI INQUINAMENTI PER CAUSE ESTERNE FUGHE DI GAS RISCHIO PER ATTENTATI PRESENZA O SOSPETTO DI ORDIGNI ESPLOSIVI ALLAGAMENTI ALLUVIONI O EVENTI METEORICI ECCEZIONALI

74 PIANO DI EVACUAZIONE LA SQUADRA DI GESTIONE DELLEVACUAZIONE FIGURA, IN POSSESSO DI ATTITUDINI E CAPACITÀ PSICO-FISICHE ADEGUATE ED IN GRADO DI ASSUMERE DECISIONI AUTONOME CON IMMEDIATEZZA. DEVE ESSERE FACILMENTE REPERIBILE PER COORDINARE L'INTERVENTO DELLA SQUADRA D'EMERGENZA INTERNA. DIRIGENTE SCOLASTICO COORDINATORE DELLEMERGENZA RESPONSABILE DI PLESSO FIGURA, IN POSSESSO DI ATTITUDINI E CAPACITÀ PSICO-FISICHE ADEGUATE ED IN GRADO DI ASSUMERE DECISIONI AUTONOME CON IMMEDIATEZZA IN ASSENZA DEL COORDINATORE. SOSTITUTO COORDINATORE

75 PIANO DI EVACUAZIONE LA SQUADRA DI GESTIONE DELLEVACUAZIONE PERSONA INCARICATA DI AVERE IL REGISTRO DELLE PRESENZE DEGLI ESTERNI; PUÒ AVERE INCARICO DI APRIRE I CANCELLI PER FAR ENTRARE I SOCCORSI ESTERNI (SE LAREA DI RACCOLTA È INTERNA); PUÒ AVERE LINCARICO DI BLOCCARE LA STRADA (SE LAREA DI RACCOLTA È ESTERNA); ADDETTO ALLA PORTINERIA DOCENTE PRESENTE AL MOMENTO DELLEMERGENZA INCARICATO DI PORTARE LA CLASSE ALLAREA DI RACCOLTA E QUI FARE LAPPELLO; RIEMPIRÀ IL MODULO TENUTO NEL REGISTRO CON IL RESOCONTO DELLE PRESENZE DELLA CLASSE. RESPONSABILE DI CLASSE NON DOCENTE CHE PER OGNI PIANO SEGUE LE OPERAZIONI DI EVACUAZIONE RESPONSABILE DI PIANO

76 PIANO DI EVACUAZIONE LA SQUADRA DI GESTIONE DELLEVACUAZIONE PERSONA INCARICATA DI RIEMPIRE IL MODULO GENERALE DI PRESENZA PER REDIGERE RESOCONTO FINALE DA CONSEGNARE AL CAPO DI ISTITUTO E AI VIGILI DEL FUOCO; FARÀ LAPPELLO DEGLI ESTERNI PRESENTI IN QUEL MOMENTO NELLEDIFICIO SECONDO IL REGISTRO TENUTO IN PORTINERIA RESPONSABILE DEL CENTRO DI RACCOLTA PERSONA INCARICATA DI CONDURRE LE PERSONE CON DISABILITA MOTORIE O PSICHICHE VERSO IL PUNTO DI RACCOLTA O VERSO IL LUOGO SICURO QUANDO I PERCORSI NON CONSENTANO LUSCITA DALLEDIFICIO 2 ADULTI PER CIASCUN DISABILE ASSISTENTI ALLE PERSONE CON DISABILITA

77 PIANO DI EVACUAZIONE

78 ALCUNI PICCOLI ACCORGIMENTI PER UN EFFICACE PIANO DI EVACUAZIONE LOCALIZZARE LE CLASSI CON ALUNNI DISABILI AL PIANO TERRENO QUANDO CIO NON E POSSIBILE LOCALIZZARLE IL PIU VICINO POSSIBILE ALLA SCALA DI EMERGENZA O A PROVA DI FUMO LOCALIZZARE LE CLASSI CON ALUNNI PIU PICCOLI AI PIANI BASSI DISPORRE I BANCHI IN MODO RAZIONALE SGOMBRARE GLI SPAZI DI TRANSITO VIE DI FUGA ASSEGNATE PER OGNI CLASSE TEMPI DI DEFLUSSO TESTATI E INFERIORI AL MINUTO INDIVIDUARE LE AREE DI RACCOLTA IN MODO CHE SIANO ACCESSIBILI AI MEZZI DI SOCCORSO

79 PIANO DI EVACUAZIONE È indispensabile che tra i banchi non vi siano cartelle zaini ecc. che possano creare intralcio o grave pericolo nelle fasi di evacuazione. Si ritiene opportuno creare spazi confinati per deposito di cartelle e zaini. È necessaria una corretta sistemazione degli arredi in modo da non creare ostacoli allevacuazione.

80 PIANO DI EVACUAZIONE IN OGNI CLASSE DOVRANNO ESSERE INDIVIDUATI DA DUE A QUATTRO RAGAZZI, PIÙ ALMENO UNA RISERVA PER CIASCUN RUOLO, CON LE SEGUENTI MANSIONI: IL RUOLO DELLALUNNO 1 o 2 ragazzi/e apri-fila, incaricati di aprire la porta e condurre la fila verso lesterno o verso luogo sicuro; 1 o 2 ragazzi/e chiudi-fila, con lincarico di chiudere la porta e porre un segno diagonale con un gesso sulla porta della classe per indicare lavvenuta verifica di eventuali presenze in aula. NELLEVENTUALITÀ DI COMPAGNI IN DIFFICOLTÀ GLI ALUNNI CHIUDI FILA DOVRANNO SEGNALARE ALLINSEGNANTE TALE SITUAZIONE.

81 PIANO DI EVACUAZIONE LA PROCEDURA STANDARD Il coordinatore dellemergenza deve: ATTIVARE LALLARME DI EVACUAZIONE AVVERTIRE GLI ENTI ESTERNI DI SOCCORSO E I RESPONSABILI DI PIANO COORDINARE LE OPERAZIONI Gli alunni devono: APPRESTARSI ALLESODO ORDINATAMENTE SPINGERE LA SEDIA VERSO IL BANCO, LASCIARE LE CARTELLE SUL POSTO NON OSTACOLARE I COMPAGNI DISPORSI IN FILA TENENDOSI PER MANO UN ALUNNO APRI FILA ED UNO SERRA FILA DELIMITANO LA DISPOSIZIONE DELLA CLASSE. Il docente responsabile di classe deve: PRENDERE IL REGISTRO DELLE PRESENZE LASCIARE LAULA DOPO LALUNNO SERRA FILA POSIZIONARSI SOLO IN SEGUITO IN TESTA

82 PIANO DI EVACUAZIONE LA PROCEDURA STANDARD Le classi devono: DIRIGERSI VERSO LE USCITE DI EMERGENZA RISPETTARE LA SEQUENZA DI ESODO STABILITA RAGGIUNGERE LE AREE DI RACCOLTA VERIFICARE LA PRESENZA DI EVENTUALI DISPERSI ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO Chi si trova fuori aula deve: UNIRSI ALLA FILA PIÙ VICINA E SEGUIRNE IL PERCORSO RAGGIUNTA LAREA DI RACCOLTA SEGNALARE AL DOCENTE DI CLASSE LA PROPRIA PRESENZA Il responsabile di piano deve: COORDINARE LESODO DELLE CLASSI STABILIRE PERCORSI ALTERNATIVI IN CASO DI VIE DI FUGA INAGIBILI SEGUIRE LE INDICAZIONI DEL COORDINATORE DELLEMERGENZA.

83 PIANO DI EVACUAZIONE LA PROCEDURA STANDARD Il personale ausiliario deve: APRIRE I CANCELLI ESTERNI ATTENDERE I MEZZI DI SOCCORSO RIPORTARE LASCENSORE A TERRA E BLOCCARLO CON LE PORTE APERTE ASSICURARSI CHE NON SIANO RIMASTE PERSONE NELLEDIFICIO INTERROMPERE ENERGIA ELETTRICA, GAS E CENTRALE TERMICA RACCORDARSI CON GLI UFFICI AMMINISTRATIVI PER LA GESTIONE DELLEMERGENZA

84 PIANO DI EVACUAZIONE LA PROCEDURA STANDARD QUANDO SI E FUORI LEDIFICIO LINSEGNATE DEVE EFFETTUARE LAPPELLO COMPILARE INSIEME AL CHIUDI FILA IL RAPPORTO DI EVACUAZIONE E CONSEGNARLO AL RESPONSABILE DELLEMERGENZA SEGNALARE TEMPESTIVAMENTE LEVENTUALE MANCANZA DI ALUNNI DELLA CLASSE AL CORRDINATORE ATTENDERE SENZA COMPIERE AZIONI EROICHE LA FINE DELLEMERGENZA

85 PIANO DI EVACUAZIONE COME DIFFONDERE IL PIANO IL PIANO DI EVACUAZIONE DEVE ESSERE DISPOSTO IN OGNI AULA, LABORATORIO, UFFICIO O MAGAZZINO PER ESSERE A DISPOSIZIONE DI DOCENTI, ALUNNI E EPERSONALE A.T.A. DEVE ESSERE SISNTETICO E SCHEMATICO PER UNA FACILE E IMMEDIATA LETTURA DEVE ESSERE ISOLATO SENZA ELEMENTI DI DISTRAZIONE CHE LO MIMETIZZINO E NON LO RENDANO VISIBILE SAREBBE OPPORTUNO FARLO REDIGERE DAGLI ALUNNI PER UN MIGLIORE EPPRENDIMENTO

86 PIANO DI EVACUAZIONE COME DIFFONDERE IL PIANO

87 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA NELLA REALIZZAZIONE DI UN PIANO DI EVACUAZIONE LA DOCUMENTAZIONE CARTOGRAFICA GIOCA UN RUOLO FONDAMENTALE. SI TRATTA INFATTI DEL METODO PIÙ SEMPLICE ED IMMEDIATO PER RAPPRESENTARE LA REALTÀ AMBIENTALE IN CUI CI MUOVIAMO, CON LA POSSIBILITÀ DI EVIDENZIARE VARI ASPETTI CHE POSSONO INFLUENZARE PIÙ DA VICINO LA SICUREZZA; A QUESTO VA AGGIUNTO CHE LA POSSIBILITÀ GRAFICA OFFERTE DELLE VARIE TECNICHE DI RAPPRESENTAZIONE PERMETTONO SOLUZIONI ESPOSITIVE DI ESTREMA CHIAREZZA E LEGGIBILITÀ, CHE POSSONO GARANTIRE UNA CERTA IMMEDIATEZZA NELLINTERPRETAZIONE DI QUANTO SI VUOLE COMUNICARE.

88 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA SCALA DI RAPPRESENTAZIONE SIMBOLOGIA GRAFICA SIMBOLI ESSENZIALI PER NON CREARE CONFUZIONE EVIDENZIARE LO SPESSORE DEI MURI PER EVIDENZIARE QUELLI PORTANTI IMPORTANTE IN CASO DI TERREMOTO D.P.R. 542/82 1 : 100 IN CASO DI EDIFICIO ESTESO RAPPRESENTAZIONE PER PARTI

89 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA SIMBOLOGIA GRAFICA D.P.R. 542/82 VIE DI FUGA

90 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA SIMBOLOGIA GRAFICA D.P.R. 542/82 VIE DI FUGA PRESIDI ANTINCENDIO

91 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA SIMBOLOGIA GRAFICA D.P.R. 542/82 VIE DI FUGA PRESIDI ANTINCENDIO DIVIETO

92 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA SIMBOLOGIA GRAFICA D.P.R. 542/82 VIE DI FUGA PRESIDI ANTINCENDIO DIVIETO PERICOLO

93 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA SIMBOLOGIA GRAFICA D.P.R. 542/82 VIE DI FUGA PRESIDI ANTINCENDIO DIVIETO PERICOLO PRESCRIZIONE

94 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA

95 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA

96 PIANO DI EVACUAZIONE CARTOGRAFIA

97 LE EMERGENZE PUR ESSENDO DI DIVERSA NATURA HANNO UNA GESTIONE DI TIPO STANDARD SOPRATTUTTO NELLEVAQUAZIONE LE SEQUENZE SONO MOLTO SIMILI

98 COME INTERVENIRE INTERVENIRE SUL FOCOLAIO DI INCENDIO CON ESTINTORI O GETTI DI ACQUA O SABBIA NON USARE MAI LACQUA SULLE APPARECCHIATURE ELETTRICHE CHIUDERE IL RUBINETTO DEL GAS DAL CONTATORE ESTERNO FARE EVACUARE ORDINATAMENTE LE CLASSI ED IL PERSONALE NON ADDETTO ALLEMERGENZA SECONDO QUANTO STABILITO DAL PIANO DI EVACUAZIONE NON USARE GLI ASCENSORI, MA UNICAMENTE LE SCALE VERIFICARE CHE AD OGNI PIANO, IN PARTICOLARE NEI SERVIZI IGIENICI E LOCALI ACCESSORI, NON SIANO RIMASTE BLOCCATE PERSONE

99 SE LINTERVENTO NON E DOMATO IN 5 MINUTI AVVERTIRE TELEFONICAMENTE I VIGILI DEL FUOCO SE VI SONO USTIONATI O INTOSSICATI AVVERTIRE TELEFONICAMENTE IL PRONTO SOCCORSO O 118 AL TERMINE DELLINCENDIO VERIFICARE I DANNI PROVOCATI AD IMPIANTI ELETTRICI, RETE GAS, MACCHINARI, ARREDI E STRUTTURE CIVILI, CHIEDENDO OVE NECESSARIO CONSULENZA A TECNICI VVF RIPRISTINARE CONDIZIONI DI AGIBILITÀ E SICUREZZA NEI LOCALI DICHIARARE LA FINE DELLEMERGENZA FARE RIENTRARE ORDINATAMENTE LE CLASSI

100 COME INTERVENIRE EVITARE DI PRECIPITARSI DISORDINATAMENTE ALLESTERNO ADOTTARE LE MISURE DI AUTOPROTEZIONE APPRESE DURANTE LE ESERCITAZIONI (PROTEGGERSI SOTTO IL BANCO DALLA CADUTA DI OGGETTI) CHIUDERE IL RUBINETTO GENERALE DEL GAS E DELLACQUA APRIRE LINTERRUTTORE GENERALE DELLENERGIA ELETTRICA

101 IL COORDINATORE PER LE EMERGENZE DISPONE: FARE EVACUARE ORDINATAMENTE LE CLASSI SECONDO QUANTO STABILITO DAL PIANO DI EVACUAZIONE VERIFICARE CHE AD OGNI PIANO, IN PARTICOLARE NEI SERVIZI IGIENICI E LOCALI ACCESSORI, NON SIANO RIMASTE BLOCCATE PERSONE PRESIDIARE LINGRESSO IMPEDENDO LACCESSO A CHIUNQUE NON SIA ADDETTO ALLE OPERAZIONI DI EMERGENZA VERIFICARE CHE NON VI SIANO PERSONE FERITE; IN CASO CONTRARIO AVVERTIRE IMMEDIATAMENTE IL PRONTO SOCCORSO RIMANERE IN ATTESA DI ISTRUZIONI, NON INTASARE LE LINEE TELEFONICHE, SINTONIZZARE UNA RADIO A BATTERIE SULLA FREQUENZA PRESTABILITA

102

103 COME INTERVENIRE Spegnere le fiamme libere Interrompere lerogazione di gas dal contatore esterno Aprire immediatamente tutte le finestre Aprire interruttore Energia Elettrica centralizzato solo se esterno al locale e non effettuare altre operazioni elettriche Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Presidiare lingresso impedendo laccesso ai non addetti alle operazioni di emergenza Verificare se vi sono cause accertabili di fughe di gas

104 SI E IN GRADO DI DOMARE LA PERDITA ? INDOSSARE LA MASCHERA A DISPOSIZIONE ED ELIMINARE LA PERDITA TELEFONARE DALLESTERNO DEI LOCALI ALLAZIENDA GESTORE DEI SERVIZI GAS E AI VIGILI DEL FUOCO SI NO LASCIARE VENTILARE IL LOCALE FINO A CHE NON SI PERCEPISCA PIÙ LODORE DEL GAS DICHIARARE LA FINE DELLEMERGENZA FARE RIENTRARE LE CLASSI ORDINATAMENTE AL TERMINE DELLA FUGA DI GAS

105 COME INTERVENIRE Interrompere lerogazione dellacqua dal contatore esterno Aprire interruttore EE centralizzato e non effettuare nessuna altra operazione elettrica Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Presidiare lingresso impedendo laccesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza Verificare se vi sono cause accertabili della perdita di acqua (rubinetti aperti, visibile rottura di tubazioni)

106 SI E IN GRADO DI DOMARE LA PERDITA ? RIMUOVERE LA PERDITA TELEFONARE ALLAZIENDA GESTORE DEI SERVIZI IDRICI E AI VIGILI DEL FUOCO SI NO DRENARE LACQUA DAL PAVIMENTO: ASSORBIRE CON SEGATURA E STRACCI VERIFICARE CHE IL PAVIMENTO SIA ASCIUTTO E NON SCIVOLOSO VERIFICARE CHE LACQUA NON ABBIA RAGGIUNTO QUADRI, APPARECCHI ELETTRICI E SCATOLE DI DERIVAZIONE; SE QUESTO È AVVENUTO NON RICHIUDERE LINTERRUTTORE GENERALE FINO AL COMPLETAMENTO DELLE RELATIVE ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE DICHIARARE LA FINE DELLEMERGENZA FARE RIENTRARE ORDINATAMENTE LE CLASSI AL TERMINE DELLA PERDITA DACQUA

107 COME INTERVENIRE IN CASO DI GUASTO ELETTRICO ENTRANO IN FUNZIONE LE LUCI DI EMERGENZA Invitare le classi ed il personale non addetto allemergenza a rimanere nella posizione in cui si trovano Attendere qualche minuto, poi fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone SE LE LUCI DI EMERGENZA NON FUNZIONANO Invitare le classi e il personale non addetto allemergenza a rimanere nella posizione in cui si trovano Procurarsi torce elettriche e fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi accessori, non siano rimaste bloccate persone

108 VERIFICHE PER IL RIPRISTINO DELLA NORMALITA Verificare se il black-out riguarda esclusivamente ledificio scolastico o lintero quartiere Verificare se il black-out è dovuto allintervento dellinterruttore differenziale (salvavita) Non effettuare alcun intervento su parti elettriche e contattare un elettricista autorizzato

109 COME INTERVENIRE OVE SI RICEVA SEGNALAZIONE TELEFONICA O SI RISCONTRI LA PRESENZA DI CONTENITORI SOSPETTI: Avvertire immediatamente le autorità di pubblica sicurezza telefonando alla polizia ed ai carabinieri Non effettuare ricerche per individuare lordigno Fare evacuare ordinatamente le classi secondo quanto stabilito dal piano di evacuazione - Non usare gli ascensori, ma unicamente le scale Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Presidiare lingresso impedendo laccesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza

110 MISURE PRECAUZIONALI SORVEGLIARE SEMPRE GLI ACCESSI ALLEDIFICIO TENERE CHIUSI I CANCELLI DURANTE LE ORE DI LEZIONE DOTARE LEDIFICIO DI IMPIANTO ANTINTRUSIONE COLLEGATO ALLA CENTRALE DI PRONTO INTERVENTO INFORMAZIONI UTILI SI SONO VERIFICATI EPISODI CRIMINOSI IN PASSATO? LE FORZE DELLORDINE NE SONO A CONOSCENZA? LADDETTO ALLA GUARDIANIA E INFORMATO E ADDESTRATO SULLE AZIONI DA INTRAPRENDERE PER TRASMETTERE LALLARME?

111 COME INTERVENIRE Evitare di uscire allesterno delledificio e di utilizzare automezzi, se gli esterni sono già invasi da acque tumultuose Sospendere le attività ponendo in sicurezza le macchine dei laboratori e dei locali di servizio Chiudere il rubinetto generale del gas Aprire linterruttore generale dellenergia elettrica Predisporre sacchetti di sabbia in corrispondenza delle porte Predisporre levacuazione da locali interrati e seminterrati, ove possibile allontanare le classi ed il personale spostandoli dai piani bassi ai piani superiori Verificare che ad ogni piano, in particolare nei servizi igienici e locali accessori, non siano rimaste bloccate persone Rimanere in attesa di istruzioni, sintonizzando una radio a batterie sulla frequenza di una rete pubblica nazionale

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113 SI RITIENE PRIORITARIO NON CONCENTRARSI SULLEVENTO, MA EFFETTUARE TEMPESTIVAMENTE LEVACUAZIONE, PRIVILEGIANDO LA SICUREZZA DELLE PERSONE ALLINTERNO DELLEDIFICIO.

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