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Se si dovesse togliere il numero dalla natura umana, non ci resterebbe più alcuna possibilità di conoscenza (Platone)

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Presentazione sul tema: "Se si dovesse togliere il numero dalla natura umana, non ci resterebbe più alcuna possibilità di conoscenza (Platone)"— Transcript della presentazione:

1 Se si dovesse togliere il numero dalla natura umana, non ci resterebbe più alcuna possibilità di conoscenza (Platone)

2 Fin da piccola numeri, calcoli, prezzi hanno fatto parte della mia vita. I numeri entravano in casa mia così naturalmente… grazie ai miei genitori. Mio padre, prima meccanico, poi proprietario di una concessionaria di auto proprio fuori casa nostra, mi fece conoscere il mondo dei numeri, quando ero ancora molto piccola. Pensate un po quale marca di auto vendeva e riparava? Beh…BMW!!! Proprio quellauto che proponeva i suoi modelli dando loro nomi composti da numeri!!

3 A quei tempi non ero ancora consapevole dellimportanza della matematica, ma i numeri già facevano parte della mia vita. Li sentivo pronunciare a cena da mio padre quando raccontava la sua giornata di lavoro. Ma non solo.. Nel grande cortile della concessionaria erano parcheggiate tutte le macchine… Così ogni giorno guardavo e leggevo numeri, stemmi di numeri sui bauli delle auto, nei cruscotti…

4 su depliant e riviste di auto… Così uno dei miei primissimi giochi di matematica diventò leggere insieme a mia sorella le targhe delle macchine!!

5 Devo molto a mio padre…ha saputo trasmettermi molto sul senso dei numeri e la loro utilità nella vita quotidiana. Al sabato pomeriggio, finiti i compiti, andavo con lui nel magazzino dei ricambi di auto…E mi mettevo al lavoro, contavo i pezzi di ricambio, mentre lui aggiornava larchivio nel suo computer. Così io contavo luci, candele delle auto, fanali,volanti, fili e li collocavo nei giusti scaffali. Aggiungevo dove mancava, mettevo in ordine trovando collocazione degli oggetti in ogni scomparto…Facevo così le mie prime classificazioni.

6 Poi passavamo a sistemare lofficina e, un po sbuffando, sistemavo spesso i suoi attrezzi, chiavi, cacciaviti, pinze nei carrelli, estrattori appesi alle pareti. Sistemavamo con ordine rispettando le dimensioni. Facevo così, senza saperlo, le mie prime seriazioni..

7 Ma la matematica entrava ogni giorno in casa mia..grazie anche a mia madre!! Lei certo non aveva avuto la possibilità di studiare, lavorava in tessitura, ma non smetteva di ripetermi Se non conosci i numeri e non sai contare come farai un giorno a fare la spesa, a leggere lorologio, a conoscere il valore dei soldi, e a muoverti nel mondo? Così con lei mi capitava di fare spesso matematica in cucina..mi faceva contare le uova, pesare la farina e la pasta con la bilancia, mi faceva vedere numeri sul cartone del latte, sulle confenzioni delle merendine. Con lei facevo le prime operazioni matematiche aggiungendo gli ingredienti per preparare le ricette.

8 Ma soprattutto mi insegnò la sua più grande passione il gioco delle carte, rubamazzetto, scala quaranta, pensate un po persino briscola e scopa. Per poi arrivare negli anni ad imparare a giocare a Macchiavelli, gioco di logica, riflessione e strategia di pensiero!!

9 Oh regina reginella, quanti passi devo fare per arrivare al castello bello bello Con la fede e con lanello? La matematica entrava anche nei miei giochi preferiti. Sono cresciuta saltando con una corda in mano, con un sassolino e un piede solo nel gioco della campana. A nascondino ero sempre io che contavo, visto che ero la più piccola!! Alla domenica cera la grande sfida di palleggi di pallavolo tra cugine: vinceva ovviamente chi ne faceva di più.

10 Quando pioveva, allora si giocava al Gioco delloca e a Monopoli! Ma la mia passione più grande rimanevano le costruzioni e il mio saccone di stoffa, pieno di mattoncini Lego!

11 Non ricordo esattamente il mio rapporto con i numeri alla scuola materna. Così ho chiesto allora a mia mamma di raccontarmi cosa facevo in quel periodo. Beh diciamo che, dal suo racconto, posso dedurre che fu un momento importante per lo sviluppo della mia intelligenza numerica!! Guardate un po…

12 Adoravo le costruzioni, la mia maestra stimolava la nostra fantasia e creatività con schede di logica, con le costruzioni, e con il gioco di bandiera…fatto non solo di numeri…ma anche di primi conticini con le dita!!!

13 Ho trascorso cinque anni bellissimi in una classe formata da 23 bambini. Ho imparato presto a contare in ordine crescente, decrescente e grazie alla costruzione di un abaco ho intuito fin da subito il valore posizionale delle cifre, e poi … calcoli in colonna, frazioni, problemi, unità di misura … Ho appreso con facilità le tabelline, ma ciò che adoravo maggiormente erano i problemi, il calcolo orale e le equivalenze.

14 Beh, ammetto di essere stata fortunata, me la cavavo bene e senza particolari difficoltà. Mi ricordo le sfide di tabelline in classe e di conticini. Spesso vincevo il titolo di campionessa della giornata. La mia matematica, nella scuola elementare, era sicuramente un po diversa da oggi con schede meno colorate, più meccanica, esecutiva, meno basata sulla sperimentazione di materiale concreto. Si scriveva e si memorizzava molto. Labaco non si costruiva ma si poteva solo guardare da lontano mentre la maestra infilava nelle asticelle palline verdi, rosse e blu! Al massimo lo si disegnava sul quaderno con matita e righello in mano pronti a contare insieme i quadretti.

15 Esercizi di matematica alle elementari… Posso dire, comunque, che ho avuto una bravissima maestra che ha saputo con impegno stimolare la mia intelligenza e il mio interesse per la matematica, con tanto esercizio preparandomi così per la scuola media!

16 Credo che in quegli anni sia comparso la passione verso linsegnamento. Con insistenza chiesi a mia madre di regalarmi una piccola lavagna e questa così arrivò. Così iniziai a giocare a fare la maestra con mio fratello più piccolo giocando ad esercitarmi con le decine, con le unità, a fare addizioni e sottrazioni in colonna.

17 Allinizio di questa nuova avventura ero spaventata: grafici, espressioni, percentuali, calcoli con le potenze. Qui ora non si scherzava più con i numeri e le operazioni. Vedevo mia sorella che trascorreva i pomeriggi sul libro di Algebra, mi chiedevo cosa significasse quella parola.. Ma alla fine ho saputo cavarmela decisamente bene, soprattuto conoscendo un nuovo mondo…quello delle espressioni e dei numeri relativi! Devo ammettere che il rapporto con la matematica stava, però, cambiando. Credo che lesperienza di una professoressa non molto capace di trasmettere la passione verso questa materia, mi abbia influenzata a vivere la matematica con uno spirito diverso. Ricordo spiegazioni noiose, fatte semplicemente di letture di esempi sul libro di aritmetica, poi riproposti alla lavagna senza variazioni da ricopiare sul quaderno. Certo la mia dimestichezza con la materia e il mondo dei calcoli mi aiutava ad andare bene, ma ho iniziato a vivere la materia come puro esercizio, compito da svolgere meccanicamente insieme allo studio, agli esercizi di inglese e di antologia.

18 La scelta della scuola superiore è stata dominata dal desiderio di voler diventare una maestra, ma anche dal desiderio di avvicinarmi allo studio di materie umanistiche e letterarie. Il mondo della matematica non mi affascinava, poi, così tanto. La stessa professoressa di matematica mi orientò verso altri studi, dicendomi che ero davvero brava, ma che forse il mondo della matematica non mi avrebbe così tanto entusiasmato. Così scegli lIstituto Magistrale quinquennale. Ma la passione per la matematica era destinata a tornare! Per cinque anni ho avuto una professoressa fantastica che sapeva trasmettere il suo amore verso la matematica. Giovane, laureata da pochi anni, suscitò in me ancora interesse verso il mondo dei numeri. Soprattutto ci insegnava limportanza dellerrore, come passo costruttivo nello sviluppo del pensiero e del ragionamento matematico. Per lei non esistevano alunne non portate per la matematica, spronava tutte noi a non abbatterci. Trascorrevamo bellissime lezioni di matematica. Con lei sperimentammo il mutuo-aiuto: organizzava pomeriggi di studio, dove ci incontravamo per esercitarci insieme, così che il dubbio di una di noi poteva essere risolto dallaltra, dando la possibilità di vivere con maggiore serenità e positività lapprendimento della matematica. Mi ricordo ancora quando mi chiese di fermarmi al suo posto per spiegare i prodotti notevoli (che adoravo fare!) al suo posto! Uno dei momenti più importanti della mia vita di allieva!!

19 Matematica alluniversità? Nemmeno lombra..Cambio di rotta sui miei progetti futuri, decisi di iscrivermi a Scienze dellEducazione! Qui la matematica laccantonai tra i miei studi universitari, i numeri entravano solo con i voti sul mio libretto, nella media con cui mi presentai alla discussione della tesi e con il voto finale di laurea! Il mondo della matematica lo coltivavo fuori tramite piccole passioni come i giochi di carte al pc, tetris, rimasto la mia passione dai tempi dellarrivo dellAtari, ma niente di più.. Poi iniziavo lepoca delle ripetizioni di bambini delle scuole medie che non volevano saperne della matematica!

20 Ho iniziato a lavorare subito dopo la laurea e da subito è stato chiaro che non si può fare a meno della matematica e dei numeri neanche lavorando come educatrice. Per la prima volta riscoprii, da adulta una matematica diversa. Quella di chi fatica a ricordare il nome dei numeri, quella di chi ha sempre bisogno di supporti concreti, quella dei ragazzi e degli adulti diversamente abili che contavano solo fino a 10 e che hanno bisogno della conoscenza matematica legata ai bisogni più concreti della loro vita quotidiana (imparare a fare la spesa, prendere lautobus giusto, comporre un numero di telefono).

21 Poi la decisone di cambiare, volevo fare linsegnante! La matematica è tornata così nella mia vita e proprio quando assumevo il ruolo di insegnante di sostegno, sono tornata ancora allieva bisognosa di saperne di più di matematica, di sviluppo di intelligenza numerica del bambino, di metodi, ausili e tecniche! Così mi sono rimmersa nel mondo della matematica con altri occhi, quelli dei bambini con discalculia procedurale, con difficoltà oggettive e strutturali che chiedevano di ripensare lapproccio al mondo della matematica con tempi, approcci e modalità differenti. Il bisogno di conoscere, la lettura di testi come La linea dei numeri, Lintelligenza numerica aggiunti a buona volontà e un pizzico di creatività hanno sviluppato in me modalità dinsegnamento sempre nuove che partono da contesti di gioco, dal bisogno di sperimentare la matematica con materiali concreti, oggetti duso quotidiano, con ausili didattici anche molto semplici. Così ogni giorno invento e affino strumenti: dai cerchi dei numeri, dalla costruzione della famiglia dici per imparare i numeri dal 10 al 20 (così difficili vi assicuro per un bambino con ritardo mentale), il memory dei numeri, la riscoperta del gioco delloca..

22 Piccoli strumenti…numeri diventati personaggi e cerchi dei numeri utilizzati nei giochi dellanno scorso per potenziare la capacità di riconoscimento…

23 Mi sono iscritta questanno a scienze della formazione primaria come seconda laurea ed eccomi impegnata in un esame di matematica a dir poco innovativo (la matematica mi stupisce ancora). Gli spunti di riflessione sui quali sono chiamata a lavorare mi hanno fatto prendere la consapevolezza sul ruolo della matematica nello sviluppo della civiltà e degli uomini e sono entusiasta di lavorare ad un percorso sperimentale nuovo, ma indubbiamente impegnativo. Più che un esame, una vera e propria sfida sul fare e sul ragionare insieme di matematica! Però, credo, che solo accettando questo tipo di sfide intellettuali che in futuro avrò il coraggio di proporne di simili (non tanto per i contenuti, quanto per la tipologia di esperienza basata sul fare per capire e sullapprendimento collaborativo) ai miei attuali e futuri alunni.

24 1978..anno in cui sono nata 17: giorno della mia nascita 32: gli anni che non dimostro…ma che ho! 60: il mio voto di maturità 110: il voto della mia prima laurea 5: il mio numero civico 698: numeri della targa della mia auto 5: numero che si ripete nella mia vita, nel mio nome, nella mia famiglia, nel mio numero di cellulare 5: i lavori cambiati 12: i Km che faccio ogni giorno per andare al lavoro 2: i nipoti che mi riempiono la vita…


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