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La creazione Il tema della creazione è affrontato con due brani diversi posti allinizio del libro della Genesi. Il primo – Gen 1,1-2,4a – è cronologicamente.

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2 La creazione Il tema della creazione è affrontato con due brani diversi posti allinizio del libro della Genesi. Il primo – Gen 1,1-2,4a – è cronologicamente posteriore al secondo – Gen 2,4b ss - ma tra i due non si dà alcuna continuità. La Bibbia è l eco della storia di Dio con il suo popolo, non è un romanzo o un manuale; essa presenta semmai una relazione in cui si mostra Dio che incontra il suo popolo e le difficoltà con cui il popolo conosce, comprende e segue Dio. Il tema di Dio creatore viene incontrato nella Bibbia più di una volta, con esso si attraversa tutta la storia della relazione con Dio. Ogni testo biblico va interpretato nella scia del cammino che il tema ha fatto nella Bibbia. Il tema di Dio creatore non fu mai del tutto assente, ma non fu sempre importante per Israele allo stesso modo. Durante lesilio babilonese esso divenne centrale: nel momento in cui la storia mostrava un Dio debole e vinto dagli dèi babilonesi Egli si rivela per mezzo dei profeti il Dio che permette la dispersione del suo popolo perché vuole farsi conoscere dagli altri popoli e questo lo fa perché è il Dio della storia che ha nelle sue mani i popoli, il mondo, il suo destino e dunque la sua origine. Dio è il Creatore, colui che ha il potere su tutto.

3 La creazione Il racconto biblico non è una "teoria religiosa sull'origine del mondo"; è invece una riflessione su Dio e la sua azione continua nella storia di Israele. Israele ha riflettuto sulla rivelazione divina, sulla storia di un rapporto in cui Dio e luomo si sono detti e si sono lasciati dire da un altro. Così possiamo affermare che la Scrittura è il luogo in cui Dio ha creato il suo popolo per mezzo del darsi e del dirsi a lui; e luomo rilegge questa stessa storia come una storia in cui Dio, agendo continuamente nella storia, per vivere insieme alluomo si fa garante della sua identità, lo salva dal perdere la propria identità al di fuori quella relazione. Così Israele, guardando alla sua storia, vede un Dio che per il suo popolo ha agito in ogni dove e gli ha così dimostrato di essere per Lui, di più: che ogni cosa è per il loro rapporto. Da qui: Dio è il padrone, il Signore, del cosmo e della storia. Il racconto biblico della creazione del mondo non parla della origine del mondo, come è nato il mondo, ma dice del rapporto che Dio ha con il mondo e la storia, del significato del mondo, perché esiste. Il tema della creazione è affrontato con due brani diversi. Il primo – Gen 1,1-2,4a – è cronologicamente posteriore al secondo – Gen 2,4b ss. Andiamo al primo di questi due racconti.

4 La creazione in Gen 1,1-2,4a 1 In principio Dio creò il cielo e la terra. בְּרֵאשִׁית בָּרָא אֱלֹהִים אֵת הַשָּׁמַיִם וְאֵת הָאָרֶץ bərēšî bārā ĕlōhîm ē haššāmayim wəē hāāre 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 1 In principio Dio creò il cielo e la terra. בְּרֵאשִׁית בָּרָא אֱלֹהִים אֵת הַשָּׁמַיִם וְאֵת הָאָרֶץ bərēšî bārā ĕlōhîm ē haššāmayim wəē hāāre 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. In questo scenario di desolazione appare come un inizio promettente la vita: lo spirito di Dio. Il termine rûwach ( רוּחַ ) nel contesto biblico ha un ampio diagramma semantico: possiede il significato di vento, alito, soffio, spirito, vapore, fumo, respiro, esalazione. Anche nel dire la parola siamo invitatiad emettere il respiro che sta nel profondo. Rûwach designa il vento che, misterioso comè, appare come effetto immediato dellazione di Dio. Nessuno vede il vento, però i suoi effetti sono impressionanti. Il vento spinge le nuvole, agita gli alberi. Quando è violento, è uragano (cfr. Ez 13,13s.); ma può essere anche leggero (cfr. Gen 1,2) e lo stesso potente (cfr. Is 33,15-16). Con il suo soffio Dio rende possibile il passaggio del Mar Rosso (cfr. Es 14,21-22). Così è possibile vederlo allopera nella storia perché spinge alla vita: al soffio delle tue narici si accumularono le acque... Soffiasti con il tuo soffio e il mare coprì i nemici (Es 15, 8. 10). Basilica di San Marco a Venezia Cupoletta, chiamata della Genesi

5 La creazione in Gen 1,1-2,4a 1 In principio Dio creò il cielo e la terra. בְּרֵאשִׁית בָּרָא אֱלֹהִים אֵת הַשָּׁמַיִם וְאֵת הָאָרֶץ bərēšî bārā ĕlōhîm ē haššāmayim wəē hāāre 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 1 In principio Dio creò il cielo e la terra. בְּרֵאשִׁית בָּרָא אֱלֹהִים אֵת הַשָּׁמַיִם וְאֵת הָאָרֶץ bərēšî bārā ĕlōhîm ē haššāmayim wəē hāāre 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. La sapienza ebraica per esprimere il processo con cui Dio ha dato vita alle cose utilizza una analogia umana: il verbo bârâ˒ ( בָּרָא ), che è il verbo del vasaio che plasma. Per l'uomo biblico, che vive con la percezione lineare del tempo, che ha una storia che lo ha fatto, che sono gli eventi che lo hanno preceduto ad averlo plasmato, questuomo quando dice come il mondo riceva vita da Dio lo pensa nella forma dellessere che è ricevuto per mano di un altro. Vivente significa concepire un inizio del tempo in cui il Vivente ha dato vita, esistenza a tutte le cose. Questo inizio sta in un antefatto : attorno a questo inizio vi è solo il deserto, la non-vita. In questo scenario di desolazione appare come un inizio promettente la vita: lo spirito di Dio. Basilica di San Marco a Venezia Cupoletta, chiamata della Genesi

6 La creazione in Gen 1,1-2,4a 3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. 3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. Dio crea per mezzo della parola. È la parola di Dio che crea: il suo parlare fa essere. La storia di Israele è la meditazione del rapporto che intercorre tra un evento e la sua interpretazione. La parola che spiega ha il potere di essere generatrice di significato. Dio crea perché genera Israele: la storia di Israele da un accadere di eventi si fa storia di una relazione, in cui gli avvenimenti sono preordinati e la loro narrazione genera senso. Per questo la narrazione avviene ritmata dal tempo, dai giorni. La creazione di Dio è anche un separare le tenebre dalla luce. Lazione di Dio va sviluppandosi come un ordinare a coppie, un dare un ordine. Dio ha creato mettendo ordine. Il caos originario, lindistinguibile, il non senso, va via via scomparendo lasciando il posto ad un uni-verso. W. Blake, Dio creatore, Grande Architetto dell'Universo

7 La creazione in Gen 1,1-2,4a 6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. cosa buona 9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: 12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno. cosa buona 14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno. cosa buona 20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno. 24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. cosa buona 9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: 12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno. cosa buona 14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno. cosa buona 20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno. 24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. טֹוב Ogni coppia creata porta la creazione stessa alla sua perfezione: «e vide che era cosa buona ». Il termine qui usato per dire questa bontà è il termine ebraico towb ( טֹוב ) che può essere tradotto con bello in senso di ordinato, preciso, al posto giusto. La creazione è quindi una sorta di sistemazione ordinata in cui ogni cosa trova il suo ordine. Ancora una volta Israele pensa alla sua storia come ad un tutto ordinato, in cui gli eventi non sono stati frutto di un caso, ma posti a comporre un ordine, un senso che è da leggersi tra le righe.

8 La creazione in Gen 1,1-2,4a Facciamo 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Facciamo 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Facciamo Facciamo (˓ âsâh - עֲשֶׂה ) Chi è il soggetto? Perché un plurale? Le possibili cause del plurale: 1.Una forma di plurale majestatis è da escludere perché non si dà nella lingua ebraica, mentre sarebbe possibile un plurale deliberativo in cui, come se ci fosse un consultare se stesse si prendesse alla fine la decisione; 2.Dio si consulta con la schiera degli angeli, immagine presente anche nel Libro di Giobbe; 3.Dio, alla fine dei giorni in cui ha creato a coppie ogni cosa, in cui ha messo in ordine, si rivolge allintero creato perché collabori nella sua più alta creatura: luomo e la donna.

9 La creazione in Gen 1,1-2,4a a nostra immagine, a nostra somiglianza 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. a nostra immagine, a nostra somiglianza 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Immagine e somiglianza Il termine immagine (tselem - צֶלֶם ) sottolinea la prossimità al soggetto da rappresentare, quasi la sua riproduzione. Nellantichità chi portava limmagina dellimperatore era colui che regnava al suo posto: egli stesso lo aveva reso così vicino a sé da dargli la sua immagine ed ora lo mandava altrove con la sua immagine perché chi lo accogliesse avrebbe accolto il mandante stesso. Il termine somiglianza ( dėmûwth - דְּמוּת ) indica la sola similitudine e quindi la distanza e la non identità con il soggetto rappresentato. Il rapporto tra questi due termini è capace di illustrare lespressione usata dallautore sacro: luomo ha una connessione con Dio simbolica: realmente è posto da Dio per una sua prossimità, ma non coincide mai con esso perché non ha un rapporto di identità con il suo archetipo.

10 La creazione in Gen 1,1-2,4a a nostra immagine, a nostra somiglianza 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. a nostra immagine, a nostra somiglianza 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Immagine e somiglianza Vi sono quindi dei limiti che risiedono nella relazione che limmagine deve mantenere con il suo originale. Se luomo perde contatto con Dio, smarrisce sé stesso e perde anche la sua funzione nel mondo. Limmagine è costantemente determinata dalla sua fonte originaria e non può assurgere a livello di assoluto. Inoltre ogni uomo e non solo particolari uomini godono di questa qualità. Ciò determina luguaglianza radicale di tutti gli esseri umani di fronte a Dio e dunque il superamento di ogni forma di razzismo e discriminazione.

11 La creazione in Gen 1,1-2,4a domini 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. domini 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Domini Domini ( râdâh - רָדָה ) La posizione preminente delluomo nel creato lo autorizza ad agire in esso al posto di Dio. Questo riconoscimento rischia dessere frainteso sottolineando limmagine a scapito della somiglianza: occorre invece mantenere il carattere della delega, per cui luomo non è padrone assoluto: «La terra è mia – di Dio – e voi siete presso di me come forestieri e inquilini» (Lv 25,23). Nel governo della terra luomo dovrà sempre ricordare di essere un ospite. «Il dominio accordato dal Creatore alluomo non è un potere assoluto, né si può parlare di libertà di usare e abusare, o di disporre delle cose come meglio aggrada. Nei confronti della natura visibile siamo sottomessi a leggi non solo biologiche, ma anche morali, che non si possono impunemente trasgredire» (Evangelium vitae, n. 42).

12 La creazione in Gen 1,1-2,4a 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò maschio e femmina li creò. 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò maschio e femmina li creò. Maschio e femmina Maschio (zâkâr - זָכָר ) e femmina (nėqêbâh - נְקֵבָה ) Il testo presenta unultima coppia, quella formata dalluomo e dalla donna. Tutto il testo di Gen 1,1-2,4a porta un segno indelebile di un procedere per coppie; dallinizio – luce e tenebre – alla fine – maschio e femmina – è rilevabile una scansione dellazione di Dio che ordina mettendo due a due, prima, le potenze delluniverso, poi, coloro che in questo universo sono chiamati a governare per mandato divino. Si potrebbe affermare anche che limmagine di Dio-signore-nel-mondo sarebbe proprio la coppia uomo-donna da intendersi proprio come immagine composta. Così limmagine connessa alla somiglianza diventa il dominare come domina Dio nella fecondità della coppia che rimanda alla fecondità di Dio-creatore.

13 La creazione in Gen 1,1-2,4a 28 Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra. 29 Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. 28 Dio li benedisse e disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra. 29 Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Con questo ultime parole di benedizione Dio completa limmagine-somiglianza delluomo: questi sarà fecondo e potente della fecondità e potenza che derivano da Dio stesso. Alla fine della creazione delluomo il testo afferma che Dio vide che tutto ciò questa volta era molto buono ( owb mė˓ôd - טֹוב מְאֹד ). Lordine è quindi completato e terminato. Ogni cosa ora è ordinata a Dio.

14 La creazione in Gen 1,1-2,4a 1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 2 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. 4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Con questi ultimi versetti del capitolo 2° si conclude la creazione. Limmagine finale è il riposo di Dio. Dio ha ordinato tutto, ha posto luomo come suo luogotenente e ora spetta a lui – maschio e femmina – continuare la sua opera. Questa sua opera è dunque chiamata a riflettere anche sulla nozione del tempo; questo infatti non è più solo il momento dellagire convulso e senza posa, bensì è anchesso ordinato allultimo giorno, alla quiete. Lagire non è il fine, è solo lo strumento con cui avviene la creazione. Il fine è la quiete, la lentezza che si accompagna al guardare indietro, a benedire la storia – il tempo orientato – e a rintracciarvi lazione di Dio in vista dellultimo e non della fine.

15 La creazione in Gen 2,4b ss 4a Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo Limmagine con cui si apre il secondo racconto è totalmente diversa. Qui Dio è colui che fa la terra e il cielo; è presentato un luogo a cui nessuno ha pensato: nessuno si è messo ad irrigare e non cè erba perché non vi è acqua. Nessuno ha lavorata prima prima che Dio giungesse. È però possibile rinvenire, anche in questo secondo brano, una riflessione sullagire di Dio in favore delluomo: se non si occupa di Dio delluomo e della terra, nessuno lo fa e luomo è quindi abbandonato. Dio viene ed inizia una storia, quella in cui Dio si fa prossimo, irriga, fa piovere, si occupa delluomo.

16 La creazione in Gen 2,4b ss 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Il Signore Dio Qual è il nome di Dio? Nel primo testo avevamo incontrato il termine ĕlōhîm ( אֱלֹהִים ); nel secondo testo compare invece il tetragramma sacro JHWH ( יהוה ). Il termine è impronunciabile, quando lo si incontra lebreo legge adonai - Signore. Il primo è un plurale della parola divinità: Eloah ( אלוה ), formato dal verbo radicale Alah - aver timore - e da ĕl-colui, per cui: colui/coloro del quale si ha timore (da qui anche lidea del plurale in Gen 1,24). Il secondo è una forma verbale (causativo imperfetto) di הוה hawàh –divenire, per cui: Egli fa divenire/ fa essere. Il testo di Es 3,14 lo interpreta come אֶֽהְיֶ ֑ ה אֲשֶׁ ֣ ר אֶֽהְיֶ ֖ ה, ossia "eh·yeh ă·šer eh·yeh - "Io sono colui che diviene ed è. Il senso è spiegato dai versetti precedenti; Dio dice a Mosé dessere lo stesso della promessa fatta ad Abramo, cosicché rispetto al divenire io sono sempre lo stesso, non cambio, sono fedele.

17 La creazione in Gen 2,4b ss 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Plasmò uomo polvere Plasmò l uomo con polvere del suolo È questo un versetto in cui i termini si illuminano a vicenda. Anzitutto abbiamo il termine plasmare, proprio dellagire del vasaio. Dio plasma come il vasaio plasma la creta. Luomo infatti è tratto dalla terra, dalla polvere del suolo, dalla ˒ădâmâh ( אֲדָמָה ), pertanto è chiamato ˒ădâm ( אָדָם ), il terroso, colui che è fatto di polvere. La sua entità è quindi prossima al nulla: basta un soffio e la polvere si stocca dal suolo. Così è luomo, tenuto in essere solo dalla forza di Dio.

18 La creazione in Gen 2,4b ss 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. alito essere vivente Soffiò nelle sue narici un alito alito di vita e divenne un essere vivente. Il termine nephesh ( נֶפֶשׁ ) indica in ebraico vita, respiro vitale; si tratta del termine più prossimo a noi con cui dire il concetto di anima, anche se esistono differenze significative. È ricevendo lalito (nėshâmâh - נְשָׁמָה ) di Dio che luomo diventa un essere vivente. In ebraico non si hanno termini astratti, per dire lessere vivente che respira e che è mosso, animato nel profondo si usa nephesh. Per l'antico Israele, dunque, l'uomo è una persona vivente (nephesh) che trova la sua visibilità attraverso la carne (basâr), così egli è carne vivente. Ma in ebraico, per indicare la persona nella sua interezza, con la sua capacità di sentire e di decidere, si può ricorrere anche a solo un termine. Nefesh e basâr sono elementi inscindibili, nelluno cè laltro tanto che non si pensa né si dà luno senza laltro, con lovvia conseguenza che con la morte tutto finisce perché la persona non c'è più.

19 La creazione in Gen 2,4b ss 8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. 9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. 10 Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. 11 Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è l'oro 12 e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. 13 Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. 14 Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate. 15 Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. 16 Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17 ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». Dio pone luomo nel gan eden, nel giardino delle primizie perché lo coltivasse e custodisse. Ricorre il tema del primo brano: ancora una volta Dio dona alluomo la sua creazione perché ne sia custode. Come e più di prima tutto è fatto per luomo. La vita sgorga dal centro e luomo vi sta attorno. Limmagine di delizia è conservata nellimmagine della terra ubertosa della Mesopotamia, così ricca rispetto a quella che Israele doveva abitare. Albero della vita - Cattedrale di San Martino (LU) Parte inferiore di una colonna centrale del porticato

20 La creazione in Gen 2,4b ss 18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Non è bene che luomo sia solo. Tutta la creazione viene porta alluomo perché la nomini. Dare un nome, nel linguaggio semitico, significa possedere, dominare perché appunto si ha il nome con cui chiamarlo, renderlo presente. La cosa nominata non è più a sé, ma entra in una relazione con me dove io la nomino e domino. Luomo impone il nome ad ogni cosa creata. Domina tutto eppure non trova nulla di simile a sé. Sottomettendo tutto non trova nulla che gli sia pari, nulla ha la stessa sua dignità.

21 La creazione in Gen 2,4b ss 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23 Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». 24 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23 Allora l'uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». 24 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna. La creazione della donna. Dio fa scendere un torpore e dal fianco addormentato di adam fa sorgere la donna, la vita. Qui lautore sacro usa unimmagine legata alla natura: Adam è tratto dalla terra, addormentato riposa come la terra in inverno, ma a primavera ecco sorgere ancora la vita dalla terra che sembrava addormentata. Eva è la vita che riprende; così Adam la riconosce come sua pari, la sua fecondità lo fa fecondo. Sarà chiamata donna perché è stata tratta dall'uomo (Gn 2:23). Con questo versetto compare una nuovo termine per dire uomo, אִישׁ (ysh) a cui corrisponde il nome donna è אִשָּׁה (ishà). Ysh e ishà: uomo e (se ci è consentita la licenza) uoma, lessere uomo/terroso maschio e lessere uomo/terroso femmina.

22 La creazione I due racconti ci appaiono quindi differenti, distinti, eppure anche molto simili. Per questo, sebbene diversi, il redattore ha raccolto e tenuto assieme i due brani. Il senso che li accomunava era comunque di più della differenza con cui lo esprimevano. Così Israele riflette sulla storia andando allorigine di questa: Dio ne è linizio. Questo inizio è posto in una fragilità: luomo rivece il mandato, da una parte, di dominare ricordandosi del sabato-il riposo e, dallaltra, di essere fecondo nel restare vicino al centro senza esserlo. Il monito è quindi anche un insegnamento con cui comprendersi nella storia: si resta incomprensibili, polvere in balia del soffio dei venti, se ci si dimentica che la fonte è il centro e si rimane senza fine se non si riconosce la propria origine.


Scaricare ppt "La creazione Il tema della creazione è affrontato con due brani diversi posti allinizio del libro della Genesi. Il primo – Gen 1,1-2,4a – è cronologicamente."

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