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1 Presentazione DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA E SOCIO SANITARIA ANNO 2011 MARTEDI 25 GENNAIO 2011.

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1 1 Presentazione DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE SANITARIA E SOCIO SANITARIA ANNO 2011 MARTEDI 25 GENNAIO 2011

2 2 Intervento Dr. Antonio Gattinoni Direttore Dipartimento di Prevenzione Medica

3 3 La prevenzione medica Secondo principi di Integrazione, trasversalità, rete Semplificazione amministrativa Corrispondenza alla realtà di contesto ed evidenza scientifica Valutazione e mitigazione del rischio di salute espositivo e comportamentale Valutazione dei risultati ed efficacia delle azioni per un moderno sistema integrato di prevenzione

4 4 Prevenzione alla persona Prevenzione delle malattie infettive - Azioni di contenimento delle malattie infettive emergenti -Coperture vaccinali in età pediatrica -Conferma dellofferta vaccinale per gli adulti /viaggi - Potenziamento delle attività di screening e diagnosi precoce dellinfezione da HIV Screening oncologici -Carcinoma della mammella >60% di adesione - Carcinoma del colon retto >40% di adesione Miglioramento dellaccesso consultoriale al pap test e sua rendicontazione Medicina legale Tempi di attesa per il riconoscimento dinvalidità civile e per la Comm. Locale Patenti, con miglior accessibilità e gestione informatizzata delle pratiche.

5 5 Piano Integrato di Prevenzione e Controllo Ambienti vita e di lavoro Ambienti di vita aperti e confinati Prosecuzione dei controlli su: -attività ad alto rischio (strutture ad uso collettivo) -situazioni emergenti quali attività di trattamento alla persona -ambienti a rischio di legionellosi Alimenti e acque destinate al consumo umano Controlli sugli operatori del settore alimentare Attuazione del documento regionale Standard di funzionamento dei Servizi ASL competenti in materia di sicurezza alimentare Qualità dellacqua distribuita e verifiche dei piani di controllo interno degli acquedotti

6 6 Piano Integrato di Prevenzione e Controllo Ambienti di vita e di lavoro Ambienti di lavoro - Controlli negli ambienti di lavoro secondo graduazione del rischio e prosecuzione delle attività che hanno contribuito alla riduzione degli infortuni sul lavoro -15,5% infortuni totali e -41,2% infortuni gravi Attuazione del Piano Regionale Amianto con incremento dei Piani di Lavoro e relative bonifiche Adozione da parte del Comitato Provinciale di coord. ex art. 7 D.Lgs. 81/08 del Piano triennale per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro e prosecuzione della collaborazione con amministrazioni e parti sociali - Osservatorio Provinciale Infortuni e malattie professionali

7 7 Piano Integrato Locale degli interventi di Promozione della Salute Riduzione dei fattori di rischio di malattie croniche degenerative: Obesità, sedentarietà, tabagismo stili di vita Promozione dellattività fisica in tutte le fasce di età: Scale per la salute, Gruppi di Cammino e Piedibus; Promozione di corrette abitudini alimentari Indicazioni nutrizionali da recepirsi nei capitolati dappalto della ristorazione scolastica Interventi formativi rivolti a PLS e MMG; Lotta al tabagismo

8 8 Altre attività qualificanti 2011 Protocollo nellambito delle emergenze tra ASL-Azienda Ospedaliera -AREU e Protezione Civile Accordo con ARPA per un programma di controlli sulle aziende che svolgono attività impattanti sullambiente Predisposizione del Report delle attività preventive 2010 Realizzazione di una campagna informativa sulluso corretto dei cosmetici Attività di supporto alle Amministrazioni Comunali nei percorsi di sviluppo dei Piani di Governo del Territorio e nelle procedure di Valutazione dImpatto Ambientale Prosecuzione delle attività analitiche del Laboratorio Informatizzazione dei dati su

9 9 Intervento Dr. Fabrizio Galbiati Direttore Dipartimento di Prevenzione Veterinaria

10 10 prevenzione veterinaria La prevenzione veterinaria Lattività verrà implementata sui seguenti aspetti: 1.Sicurezza alimentare e tutela della salute dei consumatori; 2. Sanità pubblica e igiene veterinaria; 3. Sanità animale e zoonosi; 4. Tutela sanitaria degli animali daffezione e prevenzione del randagismo

11 11 Sicurezza alimentare Piano di controllo sulla qualità igienica dei prodotti a base di latte ottenuti nei caseifici degli alpeggi; Piano di ricerca della Listeria monocytogenes in formaggi molli di produzione nazionale ed estera presso gli stabilimenti di trasformazione ed al commercio; Piano di monitoraggio e controllo delle temperature di conservazione ed esposizione degli alimenti da mantenere in regime di temperatura controllata in fase di vendita al dettaglio.

12 12 Sanità pubblica e igiene veterinaria - Sanità animale e zoonosi Piano per il controllo del benessere animale al macello e negli allevamenti Piano per la ricerca di Residui negli animali e prodotti di origine animale Piano per il controllo del materiale specifico a rischio (BSE – animali morti) Piano di sorveglianza sullalimentazione animale e di farmacosorveglianza negli allevamenti Piano per il controllo delle malattie negli animali (TBC, Brucellosi bovina e ovicaprina, BSE/TSE, rabbia, salmonellosi, influenza aviaria, etc)

13 13 Tutela sanitaria degli animali daffezione e prevenzione del randagismo Si attueranno i seguenti percorsi: IDENTIFICAZIONE E CLASSIFICAZIONE DEI CANI A RISCHIO POTENZIALE ELEVATO – azioni successive in collaborazione con i Comuni (ordinanze – percorsi formativi – patentino detenzione animali) COLONIE FELINE – STERILIZZAZIONI: si aumenterà in modo significativo (in alcuni distretti con un raddoppio settimanale di risorse e mezzi) per incrementare il n° delle sterilizzazioni al fine di ridurre gli inconvenienti igienico sanitari dovuti alla presenza di colonie di gatti liberi – il percorso avverrà in collaborazione con Comuni e associazioni

14 14 Applicazione del Piano regionale degli interventi educazione sanitaria e zoofila di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo" di cui alla DGR 939 del 01/12/2010 con: Verifica dei cani posseduti per l'eventuale nuova identificazione o correzione dei dati anagrafici presso gli operatori sottoposti a vigilanza veterinaria Percorsi e collaborazioni con Comuni/associazioni di Comuni, Provincia e comunità Montane per la creazione di Uffici Diritti Animali (disponibili finanziamenti per province e per Comuni) Progettazione di collaborazioni o predisposizione di attività di Pet Therapy con Ospedale, RSA, associazioni,etc.

15 15 Intervento Dr. Valter Valsecchi Direttore Dipartimento Cure Primarie

16 16 Diamo i Numeri

17 17 Diamo i numeri

18 18 Servizio Assistenza Sanitaria Primaria Indirizzi di programmazione Servizio Assistenza Sanitaria Primaria Indirizzi di programmazione Consolidare la contrattualistica (A.C.N., A.C.R) Applicazione AA.CC.RR. Visibilità delle informazioni (sito Internet) Gestione reclami Attività sui comportamenti (farmaceutica) Scheda medico (reportistica) Il rapporto ottimale consumi farmaceutici (il 32% brevetto scaduto/totale) Le prescrizioni di specialistica Attività sulle relazioni (Tavoli e sistemi di relazione) Il sistema relazione (MMG – Front Office – Specialista) Medici e Farmacisti Tavolo della farmaceutica (Prontuario alla dimissione) PDF – UONPIA - Pediatria

19 19 Servizio Assistenza Sanitaria Primaria Indirizzi di programmazione LICT (SISS,…..) Aumentare le performance dei MMG (prescrizione con il SISS già alta) FSE (implementazione) PATIENT SUMMARY Certificati on line PEC Offerta Continuità Assistenziale Ampliamento offerta (cure palliative) Un diverso rapporto con il 118 Informatizzazione ed integrazione SISS e Certificati di malattia

20 20 Verso linnovazione … per non star fermi (Progetti) Percorsi Pediatria Osp - Territorio TAO presso MMG (uso devices) Ambulatorio Infermieristico gestito dai Medici di Medicina Generale Gestione della patologia cronica (Chronic Care Model) Progetto Depressione ed Ansia BPCO Telemaco Casa della Salute Cronic Related Group (C.Re.G.)

21 21 Assistenza farmaceutica Indirizzi di programmazione Attività di indirizzo e informazione Brevetto scaduto – biosimilari Farmacovigilanza (MEAP) Attività di governo Attenzione alla regole (report strutturati) Interventi sullerogazione diretta (farmaci ed integrativa) Attività di vigilanza Sulle Farmacie Sulle prescrizione e sugli addebiti contabili

22 22 Assistenza farmaceutica Indirizzi di programmazione Attività di relazione (FederFarma e Strutture) Aumento delle relazioni Condivisione indicazioni alle farmacie ICT Piani Terapeutici SISS e Farmacie Interventi sulla distribuzione (diretta, File F) WebCare Incremento DPC Maggiori appropriatezza File F e gestione farmaci H

23 23 Assistenza Protesica Attività di governo Monitoraggio volumi e costi (minore) Attività di monitoraggio Flussi regionali Valutazione modalità di fornitura Attività diretta (autorizzazioni e relativo controllo) Valutazione appropriatezza Razionalizzazione spesa ICT (SISS ……..) Prosecuzione attività sperimentale con SISS

24 24 Piano Controlli Oggetti osservati Prestazioni variabili dei MMG e dei PDF Prescrizione delle classi di priorità Accuratezza Prescrittiva e rilievo errori ricette Controlli sui livelli prescrittivi e iperprescrizione

25 25 Intervento Dr. Fabrizio Limonta Direttore Dipartimento PAC ( Programmazione Acquisto e Controllo)

26 26 Ricoveri e specialistica ambulatoriale 1) I fattori emergenti 2) Il quadro attuale dellofferta 3) Le aree di miglioramento 4) Le linee di sviluppo

27 27 I fattori emergenti -Prevalenza di patologie croniche, spesso concomitanti (comorbilità) e di lunga durata -Invecchiamento della popolazione e fragilità sociali -Innovazioni tecnologiche che consentono diagnosi e cure più precoci e specifiche con riduzione spesso dellinvasività delle metodiche utilizzate e conseguente riduzione dei tempi di degenza - Necessità di ottimizzare limpiego delle risorse disponibili attraverso il miglioramento dellappropriatezza delle prestazioni

28 28 Il quadro dellofferta attuale

29 29 Il quadro dellofferta attuale Gli standard di accreditamento ed il percorso di miglioramento strutturale - interventi di adeguamento tecnologico, impiantistico e strutturale -nuovi reparti di degenza e terapie intensive -nuove sedi poliambulatoriali - centri di assistenza limitata (CAL) con ridistribuzione della rete dofferta

30 30 - Indice di posti letto 4,9 x residenti (Indice Patto per la Salute 2010 – 2012: 4 x 1.000) - Tasso di ricovero ordinario e d.h. 168 x residenti (Tasso Patto per la Salute 2010 – 2012: 180 x 1.000) - Modello organizzativo per intensità di cura e funzioni (dipartimenti: chirurgico, cardiovascolare, neuroscienze, …) - Cardiochirurgia - Chirurgia ambulatoriale a bassa complessità operativa ed assistenziale (tunnel carpale, stripping di vene, PEG, artroscopia del polso, …) Il quadro dellofferta attuale

31 31 - Continuità assistenziale specialistica – cure primarie area sanitaria – socio sanitaria – socio assistenziale - Tempi dattesa priorità cliniche – risorse mirate – monitoraggio - Appropriatezza delle prestazioni ricoveri – specialistica ambulatoriale - Mobilità extraprovincia (oncologia – ortopedia – oculistica – patologie chirurgiche minori Le aree di miglioramento

32 32 - Ospedalizzazione domiciliare (5% di posti letto domiciliari equivalenti per attività riabilitative) - Assistenza di tipo sub acuto (trasformazione di posti letto esistenti in rapporto 7:3) - Sinergie tra le strutture della rete (interventi chirurgici per patologie minori) Le linee di sviluppo

33 33 LOCSM e la rete dei servizi - Riqualificazione delle strutture di residenzialità -Sviluppo della residenzialità leggera -Sinergia fra gli interventi proposti dai diversi soggetti Asl, Azienda Ospedaliera, Comuni, Provincia e Terzo Settore nelle aree della territorialità e della residenzialità -Programmi innovativi triennali 2009 – 2011 Una rete per il lavoro.Il medico di famiglia di fronte alle patologie psichiatriche emergenti, Valutazione e trattamento precoce di giovani allesordio psicotico Psichiatria

34 34 Linee di sviluppo per il Possibilità di contrattualizzazione di nuove strutture - Ulteriore sviluppo della residenzialità leggera - Riqualificazione delle attività dei CPS - incrementare il rapporto con il MMG - assicurare il sostegno alle famiglie - promuovere limplementazione del case management - favorire il trattamento precoce dei giovani - Prosecuzione programmi innovativi triennali 2009 – 2011 Psichiatria

35 35 LOCNPIA, bisogni espressi e prospettive - Problematiche emergenti delladolescenza (ASL, Sert, Consultori, NPIA, DSM, Istituto NF, Gestioni Associate) - Condivisione degli interventi e rete delle risorse territoriali - Prosecuzione e sviluppo dei progetti innovativi > percorsi riabilitativi nei disturbi cognitivi e nel disturbo generalizzato di sviluppo > trattamento dellacuzie in adolescenza - Collegio per laccertamento dellhandicap ai fini dellintegrazione scolastica - Continuità assistenziale Neuropsichiatria

36 36 - Le attività di programmazione, acquisto e controllo - Consolidare le funzioni di lettura della domanda e dellofferta - Raccordo con le strutture: conferenza di coordinamento provinciale delle strutture accreditate - Negoziazione: assicurare la compatibilità economica e promuovere la qualità delle cure - Controllo: mantenimento degli standard di accreditamento, piani di adeguamento, miglioramento dellappropriatezza, confronto e condivisione criteri di qualità sulla base delle evidenze scientifiche

37 37 - Accessibilità ai servizi - Qualità strutturale e organizzativa - Appropriatezza delle prestazioni - Continuità assistenziale - Rete delle risorse territoriali Finalità e obiettivi

38 38 Intervento Dr. Gianlorenzo Scaccabarozzi Direttore Dipartimento Fragilità

39 39 DIFRA CI SI AMMALA PIÙ TARDI IN ETÀ LA MALATTIA DURA DI PIÙ PERCHÉ SI MUORE DOPO AUMENTANO GLI ANNI DI VITA IN CONDIZIONE DI FRAGILITA Le malattie croniche sono malattie che gli interventi medici attuali possono solo controllare e non curare. Poiché tale forma di patologia diventa la più comune, il sistema medico attuale non può più sopravvivere senza unalleanza organizzata con la comunità R.Bengoa, Who 2001

40 40 Nuovo scenario sanitario Invecchiamento e disabilità della popolazione Incremento delle patologie cronico-degenerative Aumento delle copatologie Crescenti bisogni socio-sanitari

41 41 I I cambiamenti che ci attendono Cambiano i bisogni sanitari Cambia la complessità Cambia il ruolo del paziente Cambia limpegno per la famiglia Cambiano i setting di assistenza Cambia il ruolo del medico Cambia linsegnamento della clinica

42 42 Un problema globale gestire la patologia cronica emergente Centralità del paziente, continuità di cura e sistemi sanitari Centralità del paziente e della sua famiglia - Patient centered care (The chronic care model) Continuità della Cura

43 43 Cure e Luoghi della Continuità assistenziale DIFRA Il bisogno delle cure domiciliari è aumentato ACUZIE POST-ACUZIE CRONICITA Le cure domiciliari ad elevata intensità & le cure intermedie sono i pilastri della continuità assistenziale 1.Si sviluppano in un arco di tempo determinato 2.Pur avendo precisi obiettivi terapeutici non si limitano al tradizionale paradigma clinico 3.Lintensità assistenziale infermieristica – riabilitativa è elevata 4.Quando si trovano a gestire malattie ad evoluzione sfavorevole richiedono un setting di cura dedicato e continuativo sulle 24 h

44 44 WHO Definizione delle Cure Palliative Pazienti non responsivi alle terapie curative con finalità rilegate agli ultimi stadi della cura. Pazienti non responsivi alle terapie curative con finalità rilegate agli ultimi stadi della cura. Last stage I principi delle Cure Palliative dovrebbero essere applicati il più precocemente possibile nel corso di una malattia cronica fino alla fase finale. Early Cambiamento di pensiero: Problemi alla fine della vita hanno le loro origini allinizio della traiettoria della malattia. Cambiamento di pensiero: Problemi alla fine della vita hanno le loro origini allinizio della traiettoria della malattia.

45 45 Why the Nation needs a policy push on patient-centered health care. Epstein RM et al. HEALTH AFFAIRS 2010, 29:8, DIFRA

46 46 Dalla medicina dattesa alla sanità diniziativa Percorsi ad hoc per patologie croniche Integrazione del modello con lospedale per intensità di cure Promozione del self- care Organizzazione del Team curante Presa in carico del paziente : Continuità delle cure CHRONIC CARE MODEL CHRONIC CARE MODEL : RISULTATI ATTESI Riduzione delle riacutizzazioni Riduzione dei ricoveri impropri Superamento disomogeneità erogazione serv. socio-sanitari Valorizzarione delle risorse della comunità Interazione malati con un team multiprofessionale proattivo Migliore qualità di vita per il paziente (e la famiglia) affetto da patologie croniche DIFRA

47 Miglioramento della presa in carico del cittadino Il modello operativo del Chronic Care Model è un significativo riferimento al riguardo in quanto è basato sulla interazione tra il paziente reso esperto da opportuni interventi di formazione e di addestramento ed il team multiprofessionale composto da operatori socio sanitari, infermieri e MMG.Le evidenze scientifiche dimostrano che i malati cronici, quando ricevono un trattamento integrato e un supporto al self–management e al follow-up, migliorano e ricorrono meno alle cure ospedaliere. Piano Sanitario Nazionale Continuità delle cure ed integrazione ospedale territorio Piano Socio Sanitario Regionale 2010 – 2014 ASSISTENZA OSPEDALIERA PER INTENSITÀ DI CURA E FUNZIONI INTEGRAZIONE TRA OSPEDALE E TERRITORIO LA RETE DEI SERVIZI SOCIO SANITARI E TERRITORIALI Rete assistenziale territoriale Piano Sanitario regionale

48 48

49 49 PAZIENTI SEGUITI NEL PRIMO SEMESTRE 2010 DAL SERVIZIO NUOVE RETI SANITARIE - ODCP in rapporto alla popolazione residente nel territorio di ciascuna ASL Lombarda. Per una migliore visualizzazione del dato, il numero dei pazienti seguiti è stato moltiplicato per Residenti ASL Lombardia Pazienti x 1000 *fonte: Nuove Reti Sanitarie – Cefriel ICT Institute Politecnico di Milano

50 50

51 51 Valorizzazione pro-capite ricoveri ordinari + d.h. ricoveri ordinari + d.h. ricoveri RSA

52 52 1.Erogazione livelli assistenziali a complessità differenziata, consolidamento reti e miglioramento integrazione tra i differenti livelli / professionisti. 2.Qualificazione per le cure di fine vita e la presa in carico dei bisogni complessi con erogazione contestuale di prestazioni di Assistenza tutelare. 3.Sviluppo della rete locale di cure palliative 4.Continuità al percorso di ODCP Oncologiche con 90 p.l.d.e. e attivazione ODCP - pediatriche. 5.Sviluppo percorsi domiciliari alta intensità CD3 e attivazione sperimentale p.l.d.e. per cure geriatriche post- subacute e riabilitative specialistiche. 6.Consolidamento servizio continuità cure 7.Collaborazione con lAO per sviluppo cure intermedie. Programmazione DIFRA 2011

53 53 Intervento Dott. Giampietro Martinelli Direttore Sociale

54 54 AREA PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE BELLANO MERATE LECCO

55 55 Piani di zona e integrazione socio-sanitaria Coerenza tra obiettivi regionali e obiettivi della programmazione locale; Sviluppo del monitoraggio degli interventi e delle azioni dei Piani di Zona; Realizzazione degli impegni assunti con lAccordo di Programma per lattuazione del Piano di Zona in tema di integrazione sociosanitaria; Accesso del cittadino alla rete delle unità di offerta sociosanitarie e sociali e il coinvolgimento del Terzo Settore sin dalla fase di programmazione.

56 56 Rete Conciliazione Cosè: insieme di organizzazioni pubbliche e private rappresentative del sistema di conciliazione famiglia lavoro mappatura dei bisogni individualizzazione dei bisogni Enti Promotori: 1.REGIONE LOMBARDIA Assessorato alla Famiglia, conciliazione, integrazione e solidarietà sociale 2.ASL DI LECCO (Ente Capofila) 3.PROVINCIA DI LECCO 4.CCIAA DI LECCO 5.AMBITO TERRITORIALE DI LECCO 6.AMBITO TERRITORIALE DI MERATE 7.AMBITO TERRITORIALE DI BELLANO 8.CONSIGLIERA PROVINCIALE DI PARITA

57 57 Rete Conciliazione Obiettivo promozione di una rete territoriale per la conciliazione famiglia- lavoro attraverso un accordo territoriale tra soggetti pubblici e privati per coordinare gli interventi attuati sul territorio Azioni previste nel 2011 Approvazione e sigla dellaccordo di Collaborazione Territoriale tra gli enti promotori della rete per la conciliazione Famiglia- Lavoro. (entro febbraio 2011) Punto focale per iniziative flessibilità e mappatura bisogni e risorse presenti (Aprile/maggio 2011) Avvio progetto La dote conciliazione Voucher servizi (Nido/Baby sitter/Servizi accudimento) Voucher flessibilità (dote per le Aziende che favoriscono la conciliazione)

58 58 DIREZIONE SOCIALE Organizzazione Adeguare il sistema organizzativo della direzione sociale con lobiettivo di rispondere in modo efficace ed integrato ai bisogni degli utenti. Attività Semplificazione accesso ai servizi. Integrazione reti socio sanitaria e sociale. Coordinamento degli interventi di conciliazione, famiglia e lavoro. Valorizzazione del tavolo di partecipazione dei soggetti del terzo settore e degli erogatori accreditati Consolidamento dellUfficio di supporto al CDR e alle Assemblee.

59 59 Dipendenze: programmazione Applicare il Regolamento di Dipartimento con il coinvolgimento degli organi e dei comitati consultivi previsti; Valorizzare lapporto degli accreditati ( Smi, Comunità terapeutiche); Predisporre il Piano locale per la prevenzione delle dipendenze, a valenza biennale;

60 60 Dipendenze: erogazione Migliorare la qualità degli interventi in atto : - Presa in carico dei soggetti segnalati dalla Prefettura (coinvolti i SerT di Lecco/Bellano e Merate) - presa in carico dei dipendenti da gioco (SerT di Lecco) - attività del Centro Antifumo (SerT di Merate) - attività nellambito dellarea Alcol e Guida (Servizio di Alcologia). Ricercare nuovi approcci che considerino i soggetti in interazione col proprio ambiente di vita; Favorire e incrementare i progetti di prossimità Favorire lintegrazione con i Servizi di Salute Mentale

61 61 Intervento Dott.ssa Margherita Pozza Direttore Dipartimento ASSI

62 62 INTERVENTI SOCIO SANITARI A SOSTEGNO DELLA FAMIGLIA Modelli assistenziali orientati allintegrazione degli interventi della rete dei servizi sociali e sanitari nellottica del prendersi cura Continuità degli interventi sanitari e sociali, da realizzare consolidando collaborazioni, protocolli, linee guida Interventi professionalmente qualificati ma attenti alle esigenze della persona e della famiglia nella loro interezza Formazione del personale motivante e ri-motivante, approfondendo il lavoro interdisciplinare e le metodiche di accoglienza, ascolto e intervento

63 63 I CONSULTORI Sostenere la famiglia nel suo ruolo generativo e di cura nellimmediatezza nel tempo nelle situazioni di ben-essere di fragilità Il consultorio: luogo di accoglienza pluriprofessionale a valenza relazionale

64 64 Rafforzamento, razionalizzazione e integrazione degli interventi di prevenzione e di care : Il corso di accompagnamento al parto, in collaborazione con lAzienda Ospedaliera Gli interventi che promuovono positivi stili di vita in gravidanza, nellinfanzia e nella adolescenza I gruppi di auto aiuto La mediazione linguistico culturale Il servizio di mediazione familiare Il Centro per le Adozioni, collegato alle associazioni familiari locali e alle Gestioni Associate per laffidamento etero familiare.

65 65 consultorio giovani consultorio giovani on line il luogo virtuale per parlare di tutto, in libertà … interventi in gruppo sperimentazione, dal secondo semestre, nei consultori familiari di Lecco e Cernusco, di iniziative finalizzate in modo specifico alla funzione di ascolto, orientamento e supporto psicopedagogico percorsi di assistenza, anche ricorrendo ad aiuti specifici (Fondo NASKO), finalizzati a ridurre il ricorso allinterruzione volontaria di gravidanza, con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato. ed anche ed anche …

66 66 ASSISTENZA AI DISABILI Aumento e diversificazione della rete locale dei servizi: Comunità socio sanitarie Centri diurni integrati disabili Centri socio educativi Sostegno di gruppi di famiglie, in particolari momenti del ciclo di vita

67 67 Modello sinergico ed integrato che tenga conto degli interessi, delle richieste e delle necessità della persona con disabilità, che privilegi il suo mantenimento nel contesto di vita a tutela della continuità assistenziale Consolidare lufficio di protezione giuridica e lo sportello informativo relativo allamministratore di sostegno e mantenere i rapporti formalizzati con il Terzo Settore

68 68 I DOCUMENTI PRESENTATI SONO SCARICABILI SUL SITO


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