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Unicità e varietà del genere umano. 1.Le capacità intellettive del cervello umano come proces- so adattivo: Interpretazione evolutiva Interpretazione.

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Presentazione sul tema: "Unicità e varietà del genere umano. 1.Le capacità intellettive del cervello umano come proces- so adattivo: Interpretazione evolutiva Interpretazione."— Transcript della presentazione:

1 Unicità e varietà del genere umano

2 1.Le capacità intellettive del cervello umano come proces- so adattivo: Interpretazione evolutiva Interpretazione evolutiva Il cervello

3 Tenteremo di dare delle risposte alle seguenti domande: Tenteremo di dare delle risposte alle seguenti domande: Quali ristrutturazioni del cervello si sono verificate nel passaggio da Homo habilis a Homo sapiens? Siamo in grado di ricostruirle? [Il modello di sviluppo intellettivo di Jean Piaget può costituire un punto di riferimento notevole per la comparazione tra ontogenesi e filogenesi (cfr. Ernst Haeckel sul principio: Lontogenesi ricapitola la filogenesi)] Quali ristrutturazioni del cervello si sono verificate nel passaggio da Homo habilis a Homo sapiens? Siamo in grado di ricostruirle? [Il modello di sviluppo intellettivo di Jean Piaget può costituire un punto di riferimento notevole per la comparazione tra ontogenesi e filogenesi (cfr. Ernst Haeckel sul principio: Lontogenesi ricapitola la filogenesi)] Quali meccanismi e motivazioni evolutive hanno determinato lincremento dellintelligenza? Quali meccanismi e motivazioni evolutive hanno determinato lincremento dellintelligenza? La nostra situazione attuale si è stabilizzata o sarà soggetta a future differenziazioni? La nostra situazione attuale si è stabilizzata o sarà soggetta a future differenziazioni? Quanto il continuo mutare dellambiente potrà influire su questo andamento? Quanto il continuo mutare dellambiente potrà influire su questo andamento?

4 SOMMARIO 1. Introduzione 2. Il modello piagetiano nellontogenesi dellintelligenza umana 3. Applicazione dello schema di Piaget allo studio comparato dei Primati attuali e dei primi ominidi 4. Livello intellettivo dei primi ominidi 5. Livello intellettivo deducibile dai caratteri dei manufatti litici 6. Origine paleolitica della geometria e neolitica dellaritmetica 7. Il linguaggio come fatto evolutivo 8. Ontogenesi e filogenesi del linguaggio umano 9. Effetto dellambiente sullo sviluppo dellencefalo 10. Caratteri e teorie della memoria 11. Conclusioni e conseguenze

5 1) INTRODUZIONE Ogni specie ha strategie diverse per rispondere alle insidie ambientali: fuga per la gazzella, artigli per il leone, capacità intellettive per luomo. Ogni specie ha strategie diverse per rispondere alle insidie ambientali: fuga per la gazzella, artigli per il leone, capacità intellettive per luomo. I primati sono caratterizzati da un rapporto ponderale cerebro- somatico di gran lunga superiore rispetto agli altri animali. Nelluomo, però, tale rapporto raggiunge valori molto elevati. I primati sono caratterizzati da un rapporto ponderale cerebro- somatico di gran lunga superiore rispetto agli altri animali. Nelluomo, però, tale rapporto raggiunge valori molto elevati. Fra Australopithecus e Homo habilis in 1 milione di anni lincremento è stato di 100 cc. Fra Homo habilis e Homo erectus in meno di 1 milione di anni lincremento è stato più del doppio. Fra Homo habilis e Neanderthaliani in 600 mila anni lincremento è passato da 850 a cc. La nostra specie, Homo sapiens, si attesta sugli stessi valori dellHomo di Neanderthal. Fra Australopithecus e Homo habilis in 1 milione di anni lincremento è stato di 100 cc. Fra Homo habilis e Homo erectus in meno di 1 milione di anni lincremento è stato più del doppio. Fra Homo habilis e Neanderthaliani in 600 mila anni lincremento è passato da 850 a cc. La nostra specie, Homo sapiens, si attesta sugli stessi valori dellHomo di Neanderthal.

6 2 ) Il modello piagetiano dellontogenesi dellintelligenza nelluomo Jean Piaget ) Il modello piagetiano dellontogenesi dellintelligenza nelluomo Jean Piaget STADI DELLO SVILUPPO COGNITIVO STADI DELLO SVILUPPO COGNITIVO

7 3) Applicazione dello schema di Piaget allo studio comparato dei Primati attuali e dei primi Ominidi

8 4a) Livello intellettivo dei Primi Ominidi Il comune antenato dello Scimpanzé, del Gorilla e dellUomo si doveva trovare allo stadio 5 e 6 del periodo sensomotorio e probabilmente nella prima fase dellintelligenza simbolica e si deve essere mantenuto per tutta la fase della riorganizzazione dellencefalo da 7 a 5 milioni di anni fa Il comune antenato dello Scimpanzé, del Gorilla e dellUomo si doveva trovare allo stadio 5 e 6 del periodo sensomotorio e probabilmente nella prima fase dellintelligenza simbolica e si deve essere mantenuto per tutta la fase della riorganizzazione dellencefalo da 7 a 5 milioni di anni fa I primi ominidi progressivamente passarono da una vita arboricola a quella terricola adottando la stazione eretta I primi ominidi progressivamente passarono da una vita arboricola a quella terricola adottando la stazione eretta Nelle Australopitecine essa iniziò tra 5 e 2 milioni di anni fa con conseguenze sulle tecniche di caccia, sulla ristruttura-zione del cranio e sullo sviluppo intellettivo Nelle Australopitecine essa iniziò tra 5 e 2 milioni di anni fa con conseguenze sulle tecniche di caccia, sulla ristruttura-zione del cranio e sullo sviluppo intellettivo La caccia deve aver avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del cervello e sulla conseguente comparsa di nuove abilità: immaginazione, anticipazioni mentali La caccia deve aver avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del cervello e sulla conseguente comparsa di nuove abilità: immaginazione, anticipazioni mentali

9 4b) Livello intellettivo dei Primi Ominidi Effetti della postura eretta sulla rotazione del cranio e sulla sua conseguente crescita di volume

10 4c) Livello intellettivo dei Primi Ominidi Sviluppo della corteccia cerebrale nei Primati Tupaia, Tarsio, Scimpanzé

11 5a) Livello intellettivo deducibile dalle caratteristiche dei manufatti litici 5a) Livello intellettivo deducibile dalle caratteristiche dei manufatti litici Attraverso lesame delle caratteristiche geometriche degli strumenti litici, la cui continuità va dalle prime grossolane produzioni olduvaiane ai raffinati bifacciali acheuliani, è possibile dedurre lo sviluppo intellettivo umano. Attraverso lesame delle caratteristiche geometriche degli strumenti litici, la cui continuità va dalle prime grossolane produzioni olduvaiane ai raffinati bifacciali acheuliani, è possibile dedurre lo sviluppo intellettivo umano. Lazione di scheggiatura della pietra richiede capacità organizzative e concetti spaziali (intelligenza preoperativa con capacità di astrazione): dal semplice lasciar cadere il sasso, alla complessa opera di scheggiatura che richiede coordinazione di movimenti delle singole azioni per un controllo costante delle singole modificazioni della pietra. Lazione di scheggiatura della pietra richiede capacità organizzative e concetti spaziali (intelligenza preoperativa con capacità di astrazione): dal semplice lasciar cadere il sasso, alla complessa opera di scheggiatura che richiede coordinazione di movimenti delle singole azioni per un controllo costante delle singole modificazioni della pietra.

12 5b) Livello intellettivo deducibile dalle caratteristiche dei manufatti litici

13 5c) Livello intellettivo deducibile dalle caratteristiche dei manufatti litici Il tipo di intelligenza richiesta per questi utensili del periodo olduvaiano è di tipo pre-operativo: Loperatore considera un effetto per volta e procede per prove ed errori Loperatore considera un effetto per volta e procede per prove ed errori Tale tipo di intelligenza è paragonabile a quella dei Tale tipo di intelligenza è paragonabile a quella dei Pongidi: Gorilla, Scimpanzé, Orango Pongidi: Gorilla, Scimpanzé, Orango

14 5d) Livello intellettivo deducibile dalle caratteristiche dei manufatti litici Lo sviluppo di unintelligenza tipicamente umana si è avuto tra 1 milione e 600 mila anni fa e 300 mila anni fa: dal tardo periodo Olduvaiano (Tanzania), al periodo Acheuleano (dal sito di Saint-Acheul, presso Amiens, nel nord della Francia). In questo periodo i manufatti litici subiscono una notevole evoluzione come illustrano le immagini e le figure seguenti.

15 5e) Livello intellettivo deducibile dalle caratteristiche dei manufatti litici

16 6a) Origine paleolitica e neolitica dellaritmetica e della geometria Gli uomini del Paleolitico non ebbero bisogno di sviluppare laritmeti-ca. Raccolta e caccia necessitavano solo di elementari numerazioni: nessuna preda (0), una preda (1); oppure contenitori pieni o vuoti di frutta, semi … Gli uomini del Paleolitico non ebbero bisogno di sviluppare laritmeti-ca. Raccolta e caccia necessitavano solo di elementari numerazioni: nessuna preda (0), una preda (1); oppure contenitori pieni o vuoti di frutta, semi … La concettualizzazione dei numeri dovette fermarsi al numero 3 (1+2) che è anche la prima concettualizzazione infantile. Da qui anche la sua sacralizzazione in molte religioni. La concettualizzazione dei numeri dovette fermarsi al numero 3 (1+2) che è anche la prima concettualizzazione infantile. Da qui anche la sua sacralizzazione in molte religioni. Con lavvento dellagricoltura e con la conseguente necessità di con-tare nacque laritmetica. Con lavvento dellagricoltura e con la conseguente necessità di con-tare nacque laritmetica.

17 6a) Origine paleolitica e neolitica dellaritmetica e della geometria La prima numerazione si basò sul n. 12, estesa poi fino al n. 24, cor- rispondente alla somma delle falangi di quattro dita di una mano, contabili con la sovrapposizione del pollice. Su base 12 fu la nume- razione romana e poi quella britannica fino al La prima numerazione si basò sul n. 12, estesa poi fino al n. 24, cor- rispondente alla somma delle falangi di quattro dita di una mano, contabili con la sovrapposizione del pollice. Su base 12 fu la nume- razione romana e poi quella britannica fino al La numerazione su base 10 (numero complessivo delle dita), che si impose definitivamente nel Medioevo, in Occidente risale ai Pitagorici. La numerazione su base 10 (numero complessivo delle dita), che si impose definitivamente nel Medioevo, in Occidente risale ai Pitagorici.

18 6b) Origine paleolitica e neolitica dellaritmetica e della geometria Lorigine dei concetti geometrici ha la sua base biologica sulla sim- metria bilaterale di tutti i vertebrati, ma lintelligenza umana ha tra- slato questa caratteristica soprattutto in epoca storica. Lorigine dei concetti geometrici ha la sua base biologica sulla sim- metria bilaterale di tutti i vertebrati, ma lintelligenza umana ha tra- slato questa caratteristica soprattutto in epoca storica. I concetti di punto, linea e simmetria si originano con la scheggia- tura delle pietre intorno a 2,5 milioni di anni fa: I concetti di punto, linea e simmetria si originano con la scheggia- tura delle pietre intorno a 2,5 milioni di anni fa: Punto: colpo per rimuovere una scheggia Punto: colpo per rimuovere una scheggia Linea: direzione dei colpi per rimuovere le schegge Linea: direzione dei colpi per rimuovere le schegge Lateralità: simmetria degli eventi di asportazione delle schegge Lateralità: simmetria degli eventi di asportazione delle schegge

19 6b) Origine paleolitica e neolitica dellaritmetica e della geometria Le concezioni geometriche pratico-metriche (agrimensorie) trovarono applicazione da 3 mila anni fa in Egitto, in Mesopotamia e in India; Le concezioni geometriche pratico-metriche (agrimensorie) trovarono applicazione da 3 mila anni fa in Egitto, in Mesopotamia e in India; In Cina sotto la dinastia Hang tra il a.Cr. e organica codificazione in Alessandria, per opera di Euclide, intorno al 300 a.Cr. In Cina sotto la dinastia Hang tra il a.Cr. e organica codificazione in Alessandria, per opera di Euclide, intorno al 300 a.Cr.

20 7a) Il linguaggio come fatto evolutivo Il linguaggio come comunicazione di concetti astratti, e non semplice espressione di stati danimo, è tipicamente umano Il linguaggio come comunicazione di concetti astratti, e non semplice espressione di stati danimo, è tipicamente umano Cè una stretta correlazione tra linguaggio ed aree encefaliche ad esso preposte Cè una stretta correlazione tra linguaggio ed aree encefaliche ad esso preposte L'emisfero sinistro sembra essere maggiormente interes-sato nella decodificazione e produzione di componenti fonologiche, morfologiche, sintattiche e lessicali, mentre l'emisfero destro è coinvolto nell'interpretazione dei significati impliciti. L'emisfero sinistro sembra essere maggiormente interes-sato nella decodificazione e produzione di componenti fonologiche, morfologiche, sintattiche e lessicali, mentre l'emisfero destro è coinvolto nell'interpretazione dei significati impliciti.

21 7b) Il linguaggio come fatto evolutivo Le aree specifiche del linguaggio sono situate nell'emisfero dominante (sinistro) e comprendono: Le aree specifiche del linguaggio sono situate nell'emisfero dominante (sinistro) e comprendono: l'area corticale anteriore di Broca; l'area corticale anteriore di Broca; l'area corticale posteriore di Wernicke; l'area corticale posteriore di Wernicke; l'area corticale superiore. l'area corticale superiore.

22 7c) Il linguaggio come fatto evolutivo Tuttavia, all'elaborazione del linguaggio partecipano anche il giro angolare e sopramarginale e le aree associative parietali di sinistra. Anche le strutture sottocorticali sono interessate alla produzione del linguaggio. L'area di Wernicke è specializzata nell'uso del codice fonemico della lingua, mentre l'area di Broca presiede alla combinazione dei fonemi per comporre parole.

23 7d) Il linguaggio come fatto evolutivo Quando comparve il linguaggio umano? Quando comparve il linguaggio umano? Non esistono prove archeologiche. Si può soltanto supporre che sia comparso quando lo sviluppo biologico e quello sociale raggiunsero un livello che ne consentì la comparsa: dallHomo habilis, allHomo erectus, allHomo sapiens di Neanderthal. Non esistono prove archeologiche. Si può soltanto supporre che sia comparso quando lo sviluppo biologico e quello sociale raggiunsero un livello che ne consentì la comparsa: dallHomo habilis, allHomo erectus, allHomo sapiens di Neanderthal. In questo processo ciò che è da considerare non è tanto la cre-scita del volume dellencefalo, quanto le interazioni con lambien-te: In questo processo ciò che è da considerare non è tanto la cre-scita del volume dellencefalo, quanto le interazioni con lambien-te: nelluomo la maturazione postnatale rende possibile una maggiore esposizione alle influenze ambientali col conseguente incremento di complesse connessioni funzionali di specifici gruppi di neuroni, indispensabili per lo sviluppo del linguaggio. nelluomo la maturazione postnatale rende possibile una maggiore esposizione alle influenze ambientali col conseguente incremento di complesse connessioni funzionali di specifici gruppi di neuroni, indispensabili per lo sviluppo del linguaggio.

24 7e) Il linguaggio come fatto evolutivo Come le influenze sociali hanno agito su una delle più significative funzioni biologiche del cervello e come si sono fissate nel corso dellevoluzione tanto da produrre, come dice Ernest Mayer, dopo il codice genetico, lunico codice informatico? È quel che vedremo nelle prossime diapositive

25 8a) Ontogenesi e filogenesi del linguaggio umano Lo sviluppo linguistico dei bambini può essere considerato come ricapitolazione dello sviluppo linguistico della specie umana (Lontogenesi ricapitola la filogenesi – E. Haeckel, ). Lo sviluppo linguistico dei bambini può essere considerato come ricapitolazione dello sviluppo linguistico della specie umana (Lontogenesi ricapitola la filogenesi – E. Haeckel, ). Cosè il linguaggio? Per J. Bruner (1915) è uno strumento per regolare le attività umane e le attenzioni in comune, unestensione specializzata e convenzionalizzata delle attività umane (1972). Per J. Bruner (1915) è uno strumento per regolare le attività umane e le attenzioni in comune, unestensione specializzata e convenzionalizzata delle attività umane (1972). Tutti i linguaggi, gestuale, orale, scritto, si fondano su alcune categorie: Tutti i linguaggi, gestuale, orale, scritto, si fondano su alcune categorie: 1. Un soggetto 2. Unazione, se il soggetto agisce, o una situazione 3. Un oggetto dellazione 4. Un ricevitore dellazione 5. Un luogo e un tempo 6. Un possesso

26 8b) Ontogenesi e filogenesi del linguaggio umano8b) Ontogenesi e filogenesi del linguaggio umano Nel bambino il linguaggio comincia ad apparire tra i 9 e i 24 mesi. Nel bambino il linguaggio comincia ad apparire tra i 9 e i 24 mesi. Tra i 9 e i 18 mesi compare il protolinguaggio che svolge le seguenti funzioni: Tra i 9 e i 18 mesi compare il protolinguaggio che svolge le seguenti funzioni: a. Strumentale: ottenere oggetti e servizi (io voglio) b. Regolatoria: controllare il comportamento degli altri (fa quello che ti dico io) c. Azione reciproca: rispondere a interazioni (io e tu) d. Personale: esprimere stati emotivi (vengo qui vicino a te) e. Euristica: ottenere informazioni sullambiente (dimmi perché) f. Immaginativa: creare situazioni fantastiche (facciamo finta che) g. Informativa (tra i 16 e i 24 mesi): i significati dei concetti ven-gono espressi servendosi delle parole inserite nel linguaggio degli adulti (ho qualcosa da dirti).

27 8c) Ontogenesi e filogenesi del linguaggio umano Le prove di una ricapitolazione della filogenesi dei Primati e dei primi Ominidi nellontogenesi sono sufficientemente palesi nel primo periodo di sviluppo del linguaggio del bambino, dai 2 ai 3 anni. Per il periodo successivo i dati sono meno evidenti. Le prove di una ricapitolazione della filogenesi dei Primati e dei primi Ominidi nellontogenesi sono sufficientemente palesi nel primo periodo di sviluppo del linguaggio del bambino, dai 2 ai 3 anni. Per il periodo successivo i dati sono meno evidenti. Gli esperimenti con le scimmie antropomorfe rivelano che esse apprendono simboli gestuali e verbali, e li usano in maniera comparabile a quella dei bambini di 2-3 anni (Primati, Delfini e apprendimento del linguaggio umano). (Le corde vocali 1, 2) Gli esperimenti con le scimmie antropomorfe rivelano che esse apprendono simboli gestuali e verbali, e li usano in maniera comparabile a quella dei bambini di 2-3 anni (Primati, Delfini e apprendimento del linguaggio umano). (Le corde vocali 1, 2)Primati, Delfini e apprendimento del linguaggio umano12Primati, Delfini e apprendimento del linguaggio umano12 Da ciò si deduce che la prima forma di comunicazione tra i più antichi Ominidi deve essere stata di tipo gestuale e in parte verbale, dello stesso tipo usato dai bambini e dalle Antropomorfe attuali (Parlare ed imparare). Da ciò si deduce che la prima forma di comunicazione tra i più antichi Ominidi deve essere stata di tipo gestuale e in parte verbale, dello stesso tipo usato dai bambini e dalle Antropomorfe attuali (Parlare ed imparare).Parlare ed imparareParlare ed imparare

28 8d) Ontogenesi e filogenesi del linguaggio umano Il modello della ricapitolazione implica che le operazioni formali siano comparse molto tardi nellevoluzione umana, così come nel bambino luso del linguaggio vero e proprio viene preceduto da un protolinguaggio. Il modello della ricapitolazione implica che le operazioni formali siano comparse molto tardi nellevoluzione umana, così come nel bambino luso del linguaggio vero e proprio viene preceduto da un protolinguaggio. Nelle prime forme evolutive, durate molto a lungo, il linguaggio dovette essere una forma di transizione tra grido e linguaggio volontario. Nelle prime forme evolutive, durate molto a lungo, il linguaggio dovette essere una forma di transizione tra grido e linguaggio volontario. La comparsa degli utensili suggerisce che una qualche forma di linguaggio doveva esistere in quanto, anche per realizzare una forma rudimentale, era necessaria una forma di cerebralizzazione avanzata, sufficiente per permettere una forma semplice di linguaggio. La comparsa degli utensili suggerisce che una qualche forma di linguaggio doveva esistere in quanto, anche per realizzare una forma rudimentale, era necessaria una forma di cerebralizzazione avanzata, sufficiente per permettere una forma semplice di linguaggio. Al perfezionamento della realizzazione degli utensili dovette accompagnarsi un analogo sviluppo del linguaggio, sempre più preciso e complesso, atto a comunicare nuove esperienze acquisite. Al perfezionamento della realizzazione degli utensili dovette accompagnarsi un analogo sviluppo del linguaggio, sempre più preciso e complesso, atto a comunicare nuove esperienze acquisite.

29 8e) Ontogenesi e filogenesi del linguaggio umano Lo sviluppo del linguaggio si può fissare in tre grandi momenti: Lo sviluppo del linguaggio si può fissare in tre grandi momenti: 1. Creazione delle parole per fissare classi di oggetti. Esse ebbero un ruolo fondamentale sullo sviluppo dellintelligenza e della memoria. 2. Creazione di frasi: si passò, come avviene per i bambini, dalla parola frase allunione di più parole. 3. Linguaggio simbolico astratto con relativo sviluppo dei processi di astrazione. Ciò è provato dalle sepolture intenzionali, accompagnate da armi e utensili, testimonianza chiara di credenze in una vita oltre la morte.

30 SCHEDA SULLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO DEL BAMBINO Stadio del balbettio: a 3, 4 mesi i bambini, anche quelli sordi, emettono spontaneamente tutti i tipi di suoni possibili, che poi adattano a quelli della lingua materna. Stadio del balbettio: a 3, 4 mesi i bambini, anche quelli sordi, emettono spontaneamente tutti i tipi di suoni possibili, che poi adattano a quelli della lingua materna. Stadio della parola-frase: a 12 mesi circa il bambino, avendo imparato che ad ogni suono corrisponde un significato, comincia ad usarlo per comunicare dei significati. Le prime parole, però, non si limitano a indicare un solo significato, ma spesso significano una intera proposizione, per cui con la parola pappa il bambino può voler dire la pappa è buona, oppure voglio la pappa. Stadio della parola-frase: a 12 mesi circa il bambino, avendo imparato che ad ogni suono corrisponde un significato, comincia ad usarlo per comunicare dei significati. Le prime parole, però, non si limitano a indicare un solo significato, ma spesso significano una intera proposizione, per cui con la parola pappa il bambino può voler dire la pappa è buona, oppure voglio la pappa.

31 SCHEDA SULLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO DEL BAMBINO Stadio del linguaggio telegrafico: tra i 15 e i 20 mesi i bambini cominciano a comporre le parole come in un telegramma, prima con due parole (pappa buona) poi con tre (mamma butta palla), rispettando le regole sintattiche: soggetto, verbo, oggetto (grammatica universale [Noam Chomsky]). Stadio del linguaggio telegrafico: tra i 15 e i 20 mesi i bambini cominciano a comporre le parole come in un telegramma, prima con due parole (pappa buona) poi con tre (mamma butta palla), rispettando le regole sintattiche: soggetto, verbo, oggetto (grammatica universale [Noam Chomsky]). Stadio del linguaggio compiuto: dai 24 mesi il bambino è in grado di formulare frasi con luso sempre più corretto della morfologia e della sintassi. Stadio del linguaggio compiuto: dai 24 mesi il bambino è in grado di formulare frasi con luso sempre più corretto della morfologia e della sintassi.

32 9a) Effetto dellambiente sullo sviluppo dellencefalo Si è scoperto negli ultimi anni che lambiente influisce sullo sviluppo dellencefalo, non sulla quantità dei neuroni, ma sulle loro dimensioni, che possono accrescersi, e sulle connessioni che si infittiscono in seguito allaccumularsi delle esperienze. Si è scoperto negli ultimi anni che lambiente influisce sullo sviluppo dellencefalo, non sulla quantità dei neuroni, ma sulle loro dimensioni, che possono accrescersi, e sulle connessioni che si infittiscono in seguito allaccumularsi delle esperienze. Topi esposti ad ambienti ricchi di stimoli sviluppano cervelli di peso maggiore rispetto ad altri allevati in ambienti poveri. Topi esposti ad ambienti ricchi di stimoli sviluppano cervelli di peso maggiore rispetto ad altri allevati in ambienti poveri. Nella specie umana molti parametri neurologici rimangono immaturi fino alletà di 12 anni circa; se ne deduce che lambiente può giocare un ruolo determinante nel modificare queste componenti durante lo sviluppo. Nella specie umana molti parametri neurologici rimangono immaturi fino alletà di 12 anni circa; se ne deduce che lambiente può giocare un ruolo determinante nel modificare queste componenti durante lo sviluppo.

33 9b) Effetto dellambiente sullo sviluppo dellencefalo Per quanto riguarda il linguaggio, studi effettuati sullarea di Broca e su quella temporo-parietale hanno dimostrato che esse sono caratterizzate da una elevatissima malleabilità nel corso dello sviluppo, corrispondente al periodo critico dellapprendimento del linguaggio e alla formazione di collegamenti sinaptici dei neuroni che permangono come caratteri anatomici costanti del cervello. Per quanto riguarda il linguaggio, studi effettuati sullarea di Broca e su quella temporo-parietale hanno dimostrato che esse sono caratterizzate da una elevatissima malleabilità nel corso dello sviluppo, corrispondente al periodo critico dellapprendimento del linguaggio e alla formazione di collegamenti sinaptici dei neuroni che permangono come caratteri anatomici costanti del cervello.

34 10) Caratteri e teorie della memoria In questi eventi un ruolo fondamentale riveste lo sviluppo della memoria. In questi eventi un ruolo fondamentale riveste lo sviluppo della memoria. Il processo di memorizzazione si basa su complessi meccanismi elettrici, chimici e neurofisiologici. Il processo di memorizzazione si basa su complessi meccanismi elettrici, chimici e neurofisiologici. Le esperienze producono un incremento sia del volume sia del numero delle sinapsi. Le esperienze producono un incremento sia del volume sia del numero delle sinapsi. Ricerche psicologiche e psicofisiologiche hanno dimostrato lesistenza di tre tipi di memoria: Ricerche psicologiche e psicofisiologiche hanno dimostrato lesistenza di tre tipi di memoria:

35 10) Corollario: caratteri della memoria 1. Memoria eidetica o immediata, dura brevissimi istanti 2. Memoria a breve termine, dura per circa 30 secondi e si localizza nellippocampo (può divenire a lungo termine se ci si sforza di conservare il ricordo) 3. Memoria a lungo termine, che permane per giorni, mesi, anni: ha un ruolo fondamentale nellapprendimento del linguaggio, nella conservazione delle esperienze, nella percezione della continuità del proprio io, etc.

36 11a) Conclusioni Il percorso fin qui seguito ha ricostruito levoluzione dellintelligenza, attraverso lo sviluppo dellindustria litica, lorigine del linguaggio e le sue basi neurobiologiche, tutto ciò in costante interazione con lambiente. Il percorso fin qui seguito ha ricostruito levoluzione dellintelligenza, attraverso lo sviluppo dellindustria litica, lorigine del linguaggio e le sue basi neurobiologiche, tutto ciò in costante interazione con lambiente. Oltre a quelli esaminati, altri e fondamentali eventi hanno giocato un ruolo determinante nello sviluppo dellevoluzione: Oltre a quelli esaminati, altri e fondamentali eventi hanno giocato un ruolo determinante nello sviluppo dellevoluzione: 1. La struttura sociale 2. Le migrazioni verso aree temperate 3. La ricerca del cibo 4. La scoperta della coltivazione delle piante e dellallevamento degli animali 5. Lo sviluppo dei concetti etici 6. Lautocoscienza della propria morte 7. Linvenzione della magia e della religione

37 11b) Conclusioni Tutti questi eventi rappresentano delle risposte alla necessità di sopravvivenza e di progresso la cui introduzione nella mente umana si verifica non attraverso meccanismi genetici, ma attraverso leducazione che può essere considerata come uninterazione facilitata o condizionata tra stimoli ambientali e strutture nervose cerebrali. Tutti questi eventi rappresentano delle risposte alla necessità di sopravvivenza e di progresso la cui introduzione nella mente umana si verifica non attraverso meccanismi genetici, ma attraverso leducazione che può essere considerata come uninterazione facilitata o condizionata tra stimoli ambientali e strutture nervose cerebrali. Un campo in cui si dovrebbe particolarmente incoraggiare e valorizzare la variabilità individuale è, quindi, quello delleducazione che dovrebbe avere come obiettivi: Un campo in cui si dovrebbe particolarmente incoraggiare e valorizzare la variabilità individuale è, quindi, quello delleducazione che dovrebbe avere come obiettivi: da una parte, creare condizioni di partenza e opportunità uguali per tutti, sostenendo i più svantaggiati, da una parte, creare condizioni di partenza e opportunità uguali per tutti, sostenendo i più svantaggiati, ma anche, dallaltra, spingere e sostenere chi è più dotato, poiché gli uomini non nascono tutti con le stesse potenzialità. ma anche, dallaltra, spingere e sostenere chi è più dotato, poiché gli uomini non nascono tutti con le stesse potenzialità.

38 9b) Approfondimento Le Lingue a confronto - Linguistica Generale Le Lingue a confronto - Linguistica Generale Prof. Augusto Ancillotti Università di Perugia

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