La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Dr. Nicola Corazzari Dr.ssa Claudia Casali Dr.ssa Erica Romei.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Dr. Nicola Corazzari Dr.ssa Claudia Casali Dr.ssa Erica Romei."— Transcript della presentazione:

1 Dr. Nicola Corazzari Dr.ssa Claudia Casali Dr.ssa Erica Romei

2

3 Diverse variabili concorrono alla costruzione del linguaggio partendo da un assunto ormai condiviso secondo il quale tutti i bambini nascono con una predisposizione genetica allacquisizione del linguaggio ma è solo grazie a fattori esperienziali che tali strutture predisponenti hanno la possibilità di maturare. Genetica + Esperienza = maturazione della competenza

4 Prelinguaggio (fino ai 18 mesi) Piccolo linguaggio (dai 18 mesi ai 3 anni) Linguaggio (dai 3 anni)

5 Il neonato passa, nel giro di qualche mese dal cinguettìo (suoni non specifici a stimoli non specifici) alla lallazione (coppia di vocale-consonante) e allecolalia, ovvero il primo dialogo tra bimbo e madre (e/o padre), in cui il bambino risponde alla parola delladulto con una specie di melodia continua. Parallelamente ladulto adatta il suo discorso alla capacità di ricezione del bambino, costruisce frasi semplici con suoni acuti. Interazione tra neuromotricità, apparato fonoarticolatorio (che cè ma va allenato) e relazione.

6 Le prime parole compaiono in una situazione ecolalica. «mamma» e «papà» sono parole semplici composte da sillabe identiche. Si passa dalle poche parole conosciute a 12 mesi ad un vocabolario di 200 parole a 2 anni. La costante che incontriamo nonostante le diff. interindividuali sta nel fatto che la comprensione passiva precede sempre lespressione attiva.

7 Parola-frase: utilizza una parola che ha un significato legato a quello che ladulto gli dà. «TO TO» vuol dire «siamo in macchina», il linguaggio accompagna lazione. Il parlare da «bimbo piccolo» dura pochi mesi, il ruolo della famiglia è considerevole e grazie al «bagno linguistico» in cui si trova immerso apprende anche passivamente moltissimi suoni che progressivamente riesce anche a riprodurre attivamente.

8 La conquista del linguaggio è caratterizzata dallabbandono del linguaggio infantile al quale si sostituisce una costruzione simile a quella delladulto. Abbiamo un arricchimento qualitativo e quantitativo (anche 1500 parole) che è legato ad una attività mimetico/imitativa shakerata con concetti che emergono spontaneamente dentro di lui («aprito»=«aprire»: intuisce il participio ma non conosce leccezione alla regola però ci prova!gli/le piace parlare!)

9 Così arriviamo a 5 anni con una capacità di organizzazione, comprensione ed espressione del linguaggio che diviene sempre più complessa: il linguaggio verbale è sufficiente a fare dialogare il bambino nel suo ambiente e con sé stesso, diventa pensiero, guida dellazione, manifestazione dei bisogni e dei desideri, competenza preparatoria ai successivi apprendimenti.

10 Lacquisizione del linguaggio permette di passare dallindicazione allevocazione quindi dalla gestione della distanza alla tolleranza della assenza: la comunicazione mimica rimane parte dellindicazione gestuale dove cè un altro «che pensa per te» mentre luso del linguaggio permette di evocare ciò che non cè e procedere sulla strada che porta allautonomia.

11 E una condizione frequente in età prescolare e spesso transitoria che può essere caratterizzata da difficoltà dellarticolazione e delleloquio, del linguaggio espressivo e/o nella comprensione del linguaggio. I bambini che crescono in assenza di stimolazione linguistica non sviluppano il linguaggio (i sordi faticano a sviluppare linguaggio).

12 Cause: a.Carenza qualitativa e quantitativa degli stimoli linguistici b.Immaturità cerebrale c. Qualità delle relazioni affettive in famiglia d. Assenza del desiderio di comunicazione linguistica

13 Lo sviluppo linguistico è caratterizzato da una grande variabilità individuale; Intorno ai 30 mesi abbiamo una esplosione linguistica, si estende il vocabolario e vengono costruite frasi di 3 parole; Se comprende le consegne ma non si esprime possiamo tranquillamente aspettare i 3 anni, nel frattempo forniamo indicazioni di massima ai genitori; A 3 anni possiamo distinguere il parlatore tardivo dal possibile ritardo linguistico;

14 Cosa osservare (oltre al linguaggio) -Scarsa capacità di socializzazione; -Difficoltà a mantenere lattenzione su un gioco o un oggetto; -Preferenza per la comunicazione gestuale piuttosto che vocale; -Difficoltà nel gioco simbolico e nelle sequenze di azione.


Scaricare ppt "Dr. Nicola Corazzari Dr.ssa Claudia Casali Dr.ssa Erica Romei."

Presentazioni simili


Annunci Google