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Buongiorno io sono Mr. Protix, vivo nelle grotte e sarò la vostra guida in questo fantastico mondo nascosto.

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Presentazione sul tema: "Buongiorno io sono Mr. Protix, vivo nelle grotte e sarò la vostra guida in questo fantastico mondo nascosto."— Transcript della presentazione:

1 Buongiorno io sono Mr. Protix, vivo nelle grotte e sarò la vostra guida in questo fantastico mondo nascosto.

2 Nella presentazione troverete delle informazioni su: Cosa sono le grotte? La Grotta Gigante Il fiume Timavo Animali notturni Gli uomini che vivevano nelle grotte Gli animali che vivevano nelle grotte uscita Il proteo Flora allimboccatura della grotta Utilizzo scientifico delle grotte

3 Comè fatto? Ha un corpo allungato, privo di pigmentazione, con quattro piccoli arti. E privo di occhi e possiede un ottimo olfatto. Lungo il corpo ha sviluppato una serie di sensori cutanei che consentono lorientamento. Nome comune: Proteo (inglese: olm o proteus) Nome scientifico: Proteus anginus Famiglia: Proteidi (proteidae) Ordine : Caudati (Caudata) Classe: Anfibi (Amphibia)

4 In cima troviamo il proteo che è il grande predatore. Alla base troviamo microrganismi che si nutrono di vegetali portati in grotta dallacqua. Al centro, crostacei e molluschi che si nutrono di microrganismi.

5 Di cosa si ciba? Si ciba di piccoli animaletti invertebrati, ma predilige i gamberi di grotta. E un ottimo predatore e si trova allapice della piramide alimentare. Si ciba solo di animali in movimento perché sono gli unici che riesce a sentire nellambiente completamente buio. Come si riproduce? Essendo un animale molto antico, non si accoppia: Si riproduce. Il maschio depone lo sperma su una roccia, quando la femmina lo trova lingloba.Quando la femmina depone le uova il sacco si rompe per far uscire un uovo fecondato. Dopo due settimane luovo si schiude. La crescita del proteo è lentissima. Raggiunge la maturità sessuale a 6-8 anni, può vivere fino a anni.

6 LA ZONA DEL PROTEO LEGENDA: : ZONA DEL PROTEO I protei si possono trovare solo al di qua delle Alpi: perché? anni fa, durante la glaciazione, il ghiaccio ha tappato tutte le entrate delle grotte al di là delle Alpi, quindi gli animali che stavano dentro sono morti. Al di qua, invece, il ghiaccio non ha tappato del tutto le entrate e quindi ai protei non è mancato il cibo e sono sopravvissuti.

7 NELLANTICHITA SI PENSAVA CHE IL PROTEO FOSSE UN CUCCIOLO DI DRAGO.

8 Il carbonato di calcio (Ca CO 3 ), costituente essenziale dei calcari, è poco solubile in acqua pura, ma viene facilmente sciolto se essa contiene acido carbonico (H 2 CO 3 =H 2 O+CO 2 ) o altri acidi di origine vegetale. Il carbonato si trasforma così in bicarbonato di calcio Ca (HCO 3 ) 2 = H 2 +CaCO 3, che viene asportato. Ai processi di soluzione delle rocce calcaree seguono quelli di deposizione. Un leggero aumento di temperatura, o, più in generale, una diminuzione del tenore di CO 2 fanno precipitare il carbonato, che forma così le stalattiti, le stalagmiti e altre tipiche concrezioni calcaree.

9 Grotte primarie Le grotte vulcaniche si sono formate e si formano contemporaneamente alle rocce che ne delimitano la forma e lestensione. Grotte primarie Le grotte vulcaniche si sono formate e si formano contemporaneamente alle rocce che ne delimitano la forma e lestensione. Grotte secondarie Le grotte secondarie comprendono la quasi tonalità delle grotte conosciute e sono chiamate così perché la loro formazione è posteriore a quella delle rocce. Grotte secondarie Le grotte secondarie comprendono la quasi tonalità delle grotte conosciute e sono chiamate così perché la loro formazione è posteriore a quella delle rocce.

10 Dove si formano le grotte? Per formare le grotte ci vuole la pioggia. Quindi si trovano in tutto il mondo meno che nei poli e nei deserti. Nei poli non si trovano grotte perché lacqua che vi si trova è allo stato solido. Nei deserti non ci sono perché non cè acqua, se ce ne sono vuol dire che un tempo cera lacqua.

11 Queste cavità si formano nella roccia ricca di carbonato di calcio in località dove piove molto. Riassumendo: tutte le grotte si formano mescolando la pioggia con il carbonato di calcio, cioè un sale. Anidride carbonica (co 2 ) H 2 O+CO 2 Acqua (H 2 O) Roccia calcarea (CaCO 3 ) Carbonato di calcio Bicarbonato di calcio CO 2 CaCO 3 Carbonato di calcio

12 Le età della grotta La dissoluzione del calcare forma concrezioni come stalattiti, stalagmiti e colonne. Se una grotta o una galleria è senza di esse la grotta è detta giovane. Nel caso che una grotta o una galleria abbia concrezioni di diverso tipo che pendono dal soffitto o si ergono dal suolo vuol dire che è nella fase di una grotta matura. Quando il fiume che ha allargato le fessure ed è scorso nella galleria abbandona la cavità per sprofondare sempre più si formano concrezioni fino a quasi ostruire lentrata della cavità, questa diviene sempre più povera dacqua e con grosse formazioni di argille si ha la fase senile (vecchia) della grotta. Può accadere che la grotta subisca una completa cristallizzazione perché viene sommersa dal mare, quando poi riemerge si parla di grotta fossile. Per continuare clicca su una delle immagini

13 LE GALLERIE LISCE SONO DETTE GIOVANI

14 SI FORMANO CONCREZIONI,E LA FASE DI UNA GROTTA MATURA

15 POVERA DACQUA: GROTTA FOSSILE

16 Metri di profondità temperatura Quando si scende in grotta la temperatura all inizio diminuisce poi si mantiene costante.

17 gola dolina pozzo Campi solcati stalattite Galleria secca inghiottitoio colonna Conca di concrezione Superficie freatica sifone stalagmite corso dacqua sotterraneo

18 Per la sua vastità potrebbe contenere la Basilica di S. Pietro e per tale caratteristiche dal 1995 è citata nel Guinness dei primati come la cavità turistica più grande del mondo.

19 La sua formazione è dovuta allo scorrimento di 2 fiumi, con in mezzo una sottile parete di roccia che si ruppe dando così origine alla Grande Caverna della Grotta Gigante. Gli ingressi alla grotta sono tre, di cui due accessibili ai turisti. Un ingresso è una piccola galleria messa in una grande frattura. Ingresso turistico 2° ingresso Ingresso altoSala dellaltare

20 Alla fine della seconda guerra mondiale, il nuovo cambiamento di confini fece sì che la Grotta Gigante divenisse lunica cavità del Carso triestino attrezzata per il turismo. Si pensò, così, di renderla più accogliente con lintroduzione dellilluminazione elettrica e la costruzione di un posteggio.

21 LA FLORA ALL IMBOCCATURA DELLA GROTTA Scendendo in grotta la luce diminuisce, lumidità aumenta e la temperatura tende a mantenersi costante. Le piante ripetono all inverso la storia della comparsa delle piante sulla Terra: Vicino alla superficie ci sono le piante con i fiori che sono comparse per ultime sulla Terra, sul fondo troviamo l alga azzurra, la prima a comparire. Scendendo in grotta si ripercorre, al contrario, la storia della comparsa sulla terra FELCI MUSCHI ALGHE BATTERI PIANTE SUPERIORI

22 DALLA NOTTE ALLE GROTTE Come mai gli animali hanno cominciato a vivere nel buio della notte, per poi scegliere come rifugi le caverne o le fessure fra le rocce ad adattarsi completamente allambiente ipogeo (sotterraneo)? Il buio protegge, difende i piccoli dai grandi predatori. Durante levoluzione piccole prede e piccoli predatori si sono specializzati per vedere quando cè poca luce: gli occhi sono diventati più grandi e in posizione frontale, sono cresciute ciglia e peli sensibili alle vibrazioni dellaria.

23 Hanno ingrandito i propri occhi il gatto, il gufo, lallocco, la civetta, il rospo, la salamandra perché sono tutti predatori notturni. Hanno ciglia lunghe e peli il gatto, le falene e altre farfalle notturne.la civetta Alcuni animali hanno continuato a vivere nelle grotte ed allesterno come per esempio il pipistrello, altri si sono adattati a vivere nel buio più completo come per esempio il proteo, in questo caso gli animali sono diventati cechi e la loro pelle è completamente priva di colore visto che non devono difendersi dalla luce, in qualche caso è perfino trasparente. pipistrello

24 La civetta comune Al buio la loro vista è talmente acuta che riescono ad individuare anche un piccolissimo topo. Sono anche dotati di un udito finissimo. A differenza di altri uccelli, in volo non emettono alcun suono e sono in grado perciò di avvicinarsi alle prede senza rivelare la loro presenza. La civetta comune è un rapace che caccia di notte è quindi un rapace notturno.

25 Le braccia, le gambe e le dita molto allungate del pipistrello costituiscono la struttura delle ali. braccio avambraccio piede gomito gamba pollice ginocchio coscia dita Lo scheletro del pipistrello

26 Il pipistrello si muove mandando degli ultrasuoni che rimbalzano sugli ostacoli e dopo tornano al suo orecchio.

27 La madre porta sempre con sé il proprio piccolo allattandolo anche in volo. Piccolo di pipistrello

28 Il volo comporta un grande dispendio di energie e per questo i pipistrelli sono voracissimi cacciatori di insetti

29 Nelle diapositive seguenti potrete seguire il percorso del fiume, dalla sorgente alla foce. Troverete anche alcuni degli animali che vivono in questo fiume.

30 Le sorgenti del Timavo si trovano ai piedi del Monte Nevoso in Croazia. Lungo i suoi primi 50 km, il Timavo scorre su una formazione rocciosa impermeabile, il flisch. Il flisch è formato da arenaria dura, di color marrone e marna tenera che è azzurrognola. Presso Gornye Vreme, in Slovenia, il fiume lascia il flisch e scorre su roccia calcarea. Il Carso è ricco di cavità. Il corso sotterraneo del fiume prosegue fino alla foce, 40 km più a valle. Sorgenti del Timavo 700 m MONTE NEVOSO Zabìce Villa del Nevoso Gornje Vreme

31 Dopo 6 km di percorso ci sono le Grotte di San Canziano, nelle quali il fiume si inabissa totalmente, in una galleria lunga 2,5 km, larga una ventina di metri ed alta, in alcuni punti, anche 140 m. Tanto tempo fa, prima che lerosione e la dissoluzione chimica scavassero le grotte, il Timavo scorreva in superficie. San Canziano Grande Voragine 317m Piccola Voragine Ponte naturale

32 Fin dalla preistoria gli uomini hanno frequentato larea di San Canziano che è ricca di siti archeologici. Continuando, dopo 25 cascate cè il lago morto. Salto dopo salto, continua la discesa nelle viscere del Carso. Il Timavo fu trovato nel 1972 dopo anni di ricerche speleologiche, nellabisso dei serpenti. Abisso dei serpenti 435 m Grotta di Trebiciano 341m 12m 156m Percorso ipotetico

33 La quantità dacqua che riempie la galleria, aumenta proseguendo verso la valle. Il Timavo non scorre in un unico corso ma percorre un reticolo di canali che assorbe anche parte delle piogge che cadono sul Carso. La grotta di Trebiciano è stata scoperta nel 1841 ed è stata considerata per 70 anni la grotta più profonda del mondo. Grotta Lazzaro Jerko 341m 4 m

34 La galleria si sfrangia in una rete di canali e fessure e si arricchisce di stalattiti sommerse. Gli strati di dolomia arrivano ad una grande profondità, per cui il corso del Timavo è scavato nuovamente nel calcare. Di fatto, lacqua dolce del fiume scende almeno a 85 m sotto il livello del mare, in cavità nate quando il mare si trovava ad un livello inferiore. Grotta Lindner 176 m

35 Il calcare è sovrapposto ad uno strato di Flisch che costringe lacqua a salire fino alle risorgive di San Giovanni di Duino. Lacqua ribolle da tre ampie bocche; un tempo erano sette o nove, come riportato da Virgilio ma il graduale accumulo di sedimenti fluviali ha provocato la loro progressiva chiusura. Pozzo dei Colombi 28m

36 Pozzo presso S.Giovanni al Timavo Grotta delle Torri presso Slivia Grotta presso la Stazione di Aurisina Abisso dei Cristalli Grotta Gigante Abisso di Monrupino Grotta di Trebiciano Grotta delle Torri Abisso dei Serpenti Grotte di S.Canziano

37 Animali abitanti del Timavo Nel tratto successivo alle risorgive, vivono molti pesci tipici dellambiente fluviale, come ad esempio il luccio, il cavedano ed il triotto. Al giorno doggi è comune anche languilla. Numerosi sono i pesci che risalgono il tratto inferiore del Timavo, capaci di sopportare ampie variazioni di salinità. Tra questi la passera (nome scientifico Platichthys flesus). Le larve dei Tricotteri sono tra i rappresentanti più tipici delle comunità di macroinvertebrati che vivono in prossimità delle bocche del Timavo.

38 Orsi Le otto specie di orsi viventi appartengono alla famiglia degli ursidi, animali in gran parte onnivori e plantigradi. Gli orsi estinti comprendono gli emicionini, simili a cani, gli ancifinodontini, simili a procioni e lorso nuotatore Kolponomos. Ursus Spelaeus, vissuto dal Pleistocene fino ai tempi recenti, è il famoso orso delle caverne, ampiamente diffuso in Europa.

39 Orso delle caverne (Ursus spelaeus) Arto di Ursus spelaeus Denti di Ursus spelaeus

40 Cranio del leone delle caverneCranio della iena delle caverne

41 Come venivano usate le grotte nel passato ? I ritrovamenti di schegge di selce lavorata in grotte del Carso ci fanno pensare che più di anni fa durante la glaciazione luomo di Neandertal vivesse qui. Probabilmente erano gruppi di cacciatori che usavano le grotte solo per brevi periodi come rifugio. Probabilmente questi uomini abitavano nelle pianure e venivano sul Carso durante le battute di caccia nella bella stagione.

42 Circa anni fa finì il periodo glaciale. Lo scioglimento del ghiaccio provocò un avanzamento del mare e si pensa che gruppi di cacciatori, che abitavano in pianura, si trasferirono a vivere sul Carso dove abitarono le grotte permanentemente. Sono stati trovati, infatti, strumenti e punte di frecce. Nella parte più profonda delle grotte sono stati trovati i resti dei pasti delluomo di Neandertal: sono soprattutto ossa di grossi mammiferi e molti cervi. Negli strati superiori invece, sono stati trovati molti gusci di molluschi marini, questo ci dimostra che gli uomini di Neandertal erano cacciatori, mentre gli abitanti successivi erano raccoglitori. Dimostra inoltre che il mare si era avvicinato al Carso.

43 Grotta delle Gallerie Fin dallantichità le grotte venivano usate dagli uomini primitivi per difendersi dai nemici e dal freddo; una per esempio è la Grotta delle Gallerie!

44 Industrie del Paleolitico medio Industrie del Paleolitico medio provenienti da stazioni carsiche: dal n. 1 al n. 3 strumenti provenienti dalla Grotta Pocala di Aurisina; Il n. 4 strumento proveniente dalla breccia della Grotta Cotariova

45 Industria neolitica dal n. 1 al n. 10 sono resti provenienti dalla Grotta degli Zingari; dal n. 11 al n. 13 provenienti dalla Grotta Azzurra; n. 1 e n. 2 grattatoi; n. 3 punta; n. 4 lama con troncatore; dal n. 5 al n. 8 punteruoli e aghi in osso; n. 9 spatola in zanna di cinghiale; n. 10 stacca da vasaio in osso; n.11 canino forato per pendaglio; n. 12 frammento di mazza in pietra verde; n. 13 mazzuolo in corno di cervo

46 Vasi del neolitico Vasi del Neolitico delle culture balcaniche provenienti dalla Grotta degli zingari.

47 I pendoli della Grotta Gigante sono strumenti sensibilissimi, che rilevano i movimenti della crosta terrestre, in particolare i terremoti.

48 I pendoli sono dei fili di ferro attaccati alla parte superiore della grotta che hanno attaccato, allaltra estremità, un peso per facilitarne loscillazione. I pendoli rilevano una deformazione della crosta terrestre o una rotazione della grotta.

49 Spero che la presentazione creata da tutti gli alunni della classe V a della scuola Morpurgo vi sia piaciuta. Arrivederci ad unaltra volta. Ciao, ciao!


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