La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

1. OBIETTIVO del CORSO Fornire allo studente le premesse per la comprensione dello studio dei modi in cui i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "1. OBIETTIVO del CORSO Fornire allo studente le premesse per la comprensione dello studio dei modi in cui i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le."— Transcript della presentazione:

1 1

2 OBIETTIVO del CORSO Fornire allo studente le premesse per la comprensione dello studio dei modi in cui i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre azioni influenzano e sono influenzate dalla presenza di altri nelle relazioni intra e intergruppo. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

3 Partendo dalla definizione dei postulati del funzionamento dei gruppi, si analizzeranno i processi e le tappe evolutive di un gruppo, le dinamiche relative allentrata e alla uscita dai gruppi. Si affronteranno inoltre i fenomeni dinamici della vita di gruppo ( status, ruoli, norme e reti di comunicazione ) e i diversi modi in cui gli individui si formano le impressioni ( euristiche e attribuzione causale )e costruiscono la loro conoscenza del mondo. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 3 CONTENUTI DEL CORSO di PSICOLOGIA DINAMICA

4 Verranno inoltre affrontati alcuni fenomeni relazionali quali laggressività e laltruismo ( secondo le moderne teorie e gli autori delle principali ricerche di riferimento ) Infine verrà affrontato il concetto di leadership Il Corso prevede esercitazioni e simulazioni attive al fine di integrare i contenuti dellapprendimento. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 4 CONTENUTI DEL CORSO di PSICOLOGIA DINAMICA

5 § Speltini, Palmonari. (1998), I gruppi sociali, Il Mulino, Bologna § Castelli L. (2004), Psicologia sociale cognitiva, Laterza, Bari § Palmonari A., Cavazza N., Rubini M. (2003), Ricerche e Protagonisti della Psicologia Sociale, Il Mulino, Bologna 5 TESTI di RIFERIMENTO Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

6 § Mucchielli. (1986), La dinamica di gruppo, Elle Di Ci,Asti § Cialdini(1995), Le armi della persuasione, Giunti, Firenze 6 TESTI di APPROFONDIMENTO Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

7 7

8 Etimologia della parola Letimologia di gruppo viene fatto risalire ad un termine tardo latino, longobardo o germanico, cruppa o kruppa = qualcosa che assume forma rotondeggiante per assemblaggio o viluppo di cavi ed al termine italiano groppo. 8 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

9 Gruppo … 9 Il gruppo è una matassa da districare : impulsività o riflessività ; Emozioni a confronto e.. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

10 Ampiezza : rete di relazioni Ampiezza : L'ampiezza è il primo dei parametri critici. Il limite inferiore perché si possa dire inizi un gruppo è 4 persone. Due individui fanno una coppia e non un gruppo. Ma anche in numero di tre è facile che i rapporti scivolino nell'accoppiamento di due, con la relativa esclusione del terzo. R = N/2 x (N-1) Formula questa che identifica il numero di relazioni da gestire in gruppo Gruppo 5 persone = 5/2 x (5-1)=10 Gruppo 5 persone = 5/2 x (5-1)=10 Gruppo 10 persone = 10/2 x (10-1)=45 Gruppo 10 persone = 10/2 x (10-1)=45 Gruppo 20 persone = 20/2 x (20-1)=190 Gruppo 20 persone = 20/2 x (20-1)=190 Gruppo 30 persone = 30/2 x (30-1)=435 Gruppo 30 persone = 30/2 x (30-1)=435 Quando il numero di persone supera il numero di canali di comunicazione che è possibile gestire ragionevolmente da un essere umano, il grande gruppo sarà spinto a suddividersi in tanti piccoli sottogruppi. Quando il numero di persone supera il numero di canali di comunicazione che è possibile gestire ragionevolmente da un essere umano, il grande gruppo sarà spinto a suddividersi in tanti piccoli sottogruppi. Tutto questa rimanda allidea della complessità che regna in ogni gruppo e che nella matassa tutto può accadere e succedere Tutto questa rimanda allidea della complessità che regna in ogni gruppo e che nella matassa tutto può accadere e succedere 10 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

11 Definire il gruppo è una realtà complessa ; è difficile, infatti, tentare una definizione esauriente che evidenzia la specificità e che delimiti i confini mostrando i caratteri essenziali. Questo concetto è stato studiato da diverse discipline e con diverse epistemologie 11 Definire il gruppo … Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

12 Una definizione sociologica distingue il gruppo sociale dallaggregato e dalla categoria sociale (Giddens, 1989). Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 12 Definizione dalla Sociologia

13 Il Gruppo sociale è costituito da un certo numero di membri che interagiscono luno con laltro con regolarità. La regolarità di interazione tiene insieme i partecipanti, crea una distinta identità sociale. 13 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni Gruppo Sociale

14 Gruppo sociale e …. Aggregato: insiemi di persone che si trovano nello stesso luogo, nello stesso momento senza condividere alcun preciso legame ( es. i viaggiatori di un aeroporto). Esiste una interazione sociale non finalizzata Categoria sociale: raggruppamento statistico, individui classificati entro una categoria per una particolare caratteristica comune ( es razza, professione, religione...) Non si ha interazione tra i membri 14 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

15 Mc Grath (1984 ) Sostiene che se è vero che ogni gruppo è un aggregazione di individui ogni aggregazione di individui non è necessariamente un gruppo. Per cui prima di definire un gruppo definisce le aggregazioni sociali 15 Gruppi Sociali e altri Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

16 a. A. artificiali: classificazione in base a caratteristiche comuni (sesso, età, reddito), senza bisogno di relazione come nei gruppi statistici. b. A. non organizzate (aggregati): insiemi di individui presenti nello stesso luogo nello stesso momento senza altri legami. c. Unità sociali con modelli di relazione: insiemi di individui che condividono un set di valori, costumi, abitudini come le culture o le subculture. 16 Le aggregazioni sociali di Mc Grath Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

17 d. Unità sociali strutturate: con un forte carattere di interdipendenza e di relazioni strutturate (società, famiglia, comunità). e. Unità sociali intenzionalmente progettate: come organizzazioni o gruppi di lavoro (scopi comuni, ruoli differenziati). f. Unità sociali meno intenzionalmente progettate: come associazioni volontarie o gruppi di amici. 17 Le aggregazioni sociali di Mc Grath Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

18 Queste aggregazioni non sono mutuamente esclusive, ognuno partecipa a più di una di esse e differiscono su due ampie dimensioni: - le relazioni tra i membri (grado di strutturazione e intenzionalità di sviluppo) - la grandezza dellaggregato ( n° di individui coinvolti ) 18 Le aggregazioni sociali di Mc Grath Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

19 Proprio questi due elementi differenziano aggregati e gruppi portando alla definizione i gruppi sarebbero aggregazioni con reciproca consapevolezza e interazione di dimensioni relativamente piccole e organizzazione strutturata. 19 Le aggregazioni sociali di Mc Grath Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

20 Ma non è sempre così ! non sempre è facile distinguere gruppo da non – gruppo ( De Grada 1999) esistono infatti gruppi in cui pur non essendoci interazioni dirette ci sono processi di influenzamento del comportamento sociale in varie direzioni 20 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

21 Una classificazione descrittiva - GRUPPI ESTESI - PICCOLI GRUPPI - GRUPPI FACCIA A FACCIA Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 21

22 GRUPPI ESTESI Sono Collettività organizzate - Religiose - Professionali - Movimenti Politici Sono insiemi di persone che hanno un obiettivo da raggiungere, anche poco consapevole Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 22

23 PICCOLI GRUPPI E formata da un numero limitato di Membri ( da 3 a 15 persone ) - Classi scolastiche - Famiglie - Compagnie di amici Tutti i componenti sono in grado di avere contatti tra loro Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 23

24 GRUPPI FACCIA A FACCIA I membri hanno interazioni dirette e continuative a differenza dei piccoli gruppi - i gruppi di lavoro - Non ci sono gerarchie Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 24

25 GRUPPI (Bales) Istituzionali o Spontanei Primari o Secondari Formali o Informali Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 25

26 Una classificazione centrata sui contenuti - GRUPPI PRIMARI - GRUPPI SECONDARI Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 26

27 GRUPPI PRIMARI Interagiscono direttamente Legati da vincoli affettivi (emozioni) Forte senso di appartenenza e lealtà Unione morale, forte interdipendenza Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 27

28 GRUPPI SECONDARI Scopi da raggiungere Ruoli differenziati in funzione degli obiettivi (scuola, ospedale ) Relazioni piuttosto impersonali Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 28

29 Una classificazione centrata sui contenuti - GRUPPI FORMALI : si formano sotto unegida istituzione (associazioni sportive, politiche, religiose). - GRUPPI INFORMALI : aggregazioni spontanee, lo scopo è quello dellinterazione tra i membri. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 29

30 una funzione rilevante nella dinamica sociale è assicurata dai : GRUPPI di RIFERIMENTO (Sherif ) Sono quelli con cui lindividuo si identifica, e ai quali può anche appartenere, o aspira di appartenere. Sono portatori di valori. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 30

31 Possiamo esaminare altre definizioni applicate ai vari tipi di gruppo e per i quali i criteri di grandezza e di interazione diretta non sono elementi sufficienti per parlare di gruppo in senso psicosociale : parliamo di Lewin, Sherif e Tajfel Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 31

32 DEFINIZIONI di GRUPPO - LEWIN (1951) - SHERIF (1948) - TAJFEL (1981) Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 32

33 Il gruppo è qualcosa di più o, per meglio dire, qualcosa di diverso dalla somma dei suoi membri: ha struttura propria, fini peculiari, e relazioni particolari con gli altri gruppi. Quel che ne costituisce lessenza non è la somiglianza o la dissimiglianza riscontrabile tra i suoi membri, bensì la loro interdipendenza. Essa può definirsi come una totalità dinamica. Ciò significa che un cambiamento di stato di una sua parte o frazione qualsiasi interessa lo stato di tutte le altre. Il grado di interdipendenza delle frazioni del gruppo varia da una massa indefinita a ununità compatta (Lewin, 1951; tr. it. p. 125) Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 33 Il gruppo per Lewin

34 Alcuni concetti ritornano -il concetto di tutto: un gruppo è una totalità percepita come tale sia dallinterno che dallesterno -il concetto di interdipendenza: nei membri è presente un sentimento di reciproca dipendenza -il concetto di dinamica: un gruppo è un entità in continuo cambiamento, centro di forze che ne determinano continui mutamenti Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 34 Il gruppo per Lewin

35 -il concetto di equilibrio: un gruppo tende ad un equilibrio dinamico tra forze che puntano ad una coesione e forze che tendono alla disgregazione del gruppo stesso -il concetto di sistema: gli elementi di un gruppo sono collegati tra loro da molteplici relazioni che attivano cambiamenti continui Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 35 Il gruppo per Lewin

36 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 36 Il gruppo per Lewin INTERDIPENDENZA DELLE PARTI COMPONGONO IL GRUPPO INTERDIPENDENZA DEL DESTINO INTERDIPENDENZA DEL COMPITO INTERDIPENDENZA POSITIVA INTERDIPENDENZA NEGATIVA

37 37 DUE TIPI di INTERDIPENDENZA: A)DEL DESTINO: SPERIMENTARE UN SENSO di COESIONE IN RAGIONE di FATTI CASUALI es. SINDROME di STOCCOLMA A) DEL COMPITO: più forte e duratura, fa si che lo scopo del gruppo determini un legame tra i membri in modo che i risultati delle azioni di ciascuno abbiano implicanze sugli altri - POSITIVA (COLLABORAZIONE) - NEGATIVA (COMPETIZIONE) Il gruppo per Lewin Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

38 38 Il gruppo per Sherif LE PROPRIETA MINIME ED ESSENZIALI di UN GRUPPO SONO RAPPRESENTATE DA: 1.UNA STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE DEI RUOLI DEI MEMBRI DIFFERENZIATA PER FUNZIONI E PER POTERE O POSIZIONE SOCIALE 2. UNA SERIE di NORME O VALORI CHE REGOLANO IL COMPORTAMENTO DEI MEMBRI ALMENO NEI SETTORI di ATTIVITA IN CUI IL GRUPPO E PIU di FREQUENTE IMPEGNATO

39 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 39 Il gruppo per Tajfel un corpo di persone che sentono di essere una nazione Il concetto di gruppo utilizzato da Tajfel è mutuato dalla definizione di nazione proposto dallo storico Emerson e cioè che la nazione un corpo di persone che sentono di essere una nazione Questa definizione si basandosi su un processo di autocategorizzazione invece che su elementi estrinseci ( eventi storici, economici che determinano il dentro/fuori del gruppo ) Ciò che costituisce un gruppo (o una nazione) è che lindividuo si senta parte di esso.

40 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni 40 Il gruppo per Tajfel LAPPARTENENZA E DETERMINATA DA TRE FATTORI: 1. COGNITIVI: CONOSCERE di APPARTENERE AD UN GRUPPO 2. VALUTATIVI: CONNOTAZIONE POSITIVA O NEGATIVA 3. EMOZIONALI: EMOZIONI di AMORE E ODIO, PIACERE O DISPIACERE IL COMPORTAMENTO SOCIALE E IN FUNZIONE di : COMPORTAMENTO INTERPERSONALE COMPORTAMENTO INTERGRUPPI

41 IL GRUPPO Definizione : Una pluralità in interazione con un valore di legame che ne determina lemergenza sistemica Pluralità : da 4 a 15 persone Interazione : influenzamento reciproco / fare insieme / agire contingente ( qui ed ora ) Legame : vincolo che si instaura tra gli individui e che definisce i sentimenti di appartenenza ( emergenza psicologica ) 41 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

42 IL GRUPPO IL GRUPPO DI LAVORO Definizione : Una pluralità in integrazione Integrazione – Sviluppo della Collaborazione Il gruppo Attrae per la possibilità di soddisfare i bisogni individuali Il gruppo Respinge per il limite costituito dalla presenza degli altri Paradosso del gruppo : La possibilità di ciascuno di soddisfare i propri bisogni deriva dalla capacità di negoziare e mediare con gli altri la soddisfazione dei loro bisogni I bisogni individuali ( membership ) e i bisogni di gruppo ( groupship) 42 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

43 IL GRUPPO IL LAVORO DI GRUPPO Attraverso il lavoro di gruppo il gruppo può diventare gruppo di lavoro Definizione : È lespressione dellazione complessa del gruppo di lavoro. Il lavoro di gruppo prevedere la pianificazione del compito, lo svolgimento del compito, la gestione delle relazioni PERTANTO 43 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

44 44 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

45 Lentrata in un gruppo è unesperienza che costella lintera esistenza umana Questa esperienza non è sempre facile e ciò dipende : dal tipo di gruppo a cui si accede dalle caratteristiche del Neofita 45 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

46 I passaggi scolastici Affiliazione a gruppi parrocchiali, sportivi, scoutistici Il Servizio Militare * Lentrata nel lavoro 46 Alcuni esempi di entrata in gruppo Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

47 Nelle società tradizionali lentrata in gruppo era segnata dai riti diniziazione Simbologia di vita e di morte 47 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

48 Secondo Eliade grande storico delle religioni 3 grandi categorie di riti di iniziazione esistono 3 grandi categorie di riti di iniziazione A. Riti Puberali B. Riti per entrare nelle società segrete, nelle confraternite religiose o militari C. I riti per una chiamata mistica particolare : lo sciamano e il medicine man 48 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

49 Riti di iniziazione : Funzioni 1. Per lindividuo - cambiamento dellidentità sociale - stimolo a maggiore lealtà - impara mediante fase di apprendistato 2. Per il gruppo - rafforzamento dei confini 49 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

50 Alcuni riti diniziazione comportano PROVE SEVERE in cui il neofita deve fronteggiare fatica dolore e paura 50 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

51 a. IPOTESI : liniziazione severa sviluppa preferenza per il gruppo b. CAMPIONE : 63 studentesse che devono partecipare ad una discussione sul sesso 51 Esperimento di Aronson e Mills (1959 ) Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

52 c. CONDIZIONI SPERIMENTALI 1. Iniziazione severa 2. Iniziazione moderata 3. Controllo Risultati Risultati : nella condizione 1 massima preferenza per il gruppo 52 Esperimento di Aronson e Mills (1959 ) Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

53 § Perché esistono prove severe ? § Che significato hanno? 53 Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

54 § Suscitano per via della dissonanza un maggior impegno verso il gruppo § Scoraggiano gli aspiranti meno motivati 54 Funzioni delle iniziazioni severe Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

55 § Rendono più dipendente il neofita § Danno informazioni al gruppo sul neofita ( vedi es. gruppi terroristici ) 55 Funzioni delle iniziazioni severe Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

56 Zazzo (1984 ) tre fasi nellentrata della scuola dellinfanzia : 1. Osservazione a distanza 2. Gioco in parallelo 3. Gioco interattivo 56 Entrare in gruppo : IL CASO DEI BAMBINI Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

57 Sono poco intrusive Es. Gironzolare, Aspettare, Mimare giochi Fare commenti su quello che fanno i membri del gruppo 57 Per lentrata nei gruppi di gioco : TATTICHE A BASSO RISCHIO Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

58 Sono intrusive e dispongono al rifiuto di gruppo Es. attirare lattenzione su di sé, avvicinarsi, compiere azioni di disturbo Fare commenti non pertinenti alle attività 58 Per lentrata nei gruppi di gioco : TATTICHE AD ALTO RISCHIO Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

59 Ci vuole un passaggio GRADUALE da TATTICHE A BASSO RISCHIO a da TATTICHE A BASSO RISCHIO a TATTICHE AD ALTO RISCHIO TATTICHE AD ALTO RISCHIO 59 Per accedere ad un nuovo gruppo Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

60 Introduzione di un bambino sconosciuto più grande di un anno, leader nel suo gruppo di appartenenza 60 Esperimento di Merei (1949 ) su gruppi di bambini di scuola materna Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

61 Due tipi di comportamento 1.Leader Attendista 2. Leader Interventista Risultati : i leader attendisti sono accettati, mentre quelli interventisti sono rifiutati 61 Esperimento di Merei (1949 ) su gruppi di bambini di scuola materna Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

62 62 Teoria della Socializzazione di Moreland e Levine (1982 ) di Moreland e Levine (1982 ) Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

63 La teoria si basa su 3 PROCESSI PSICOLOGICI ognuno dei quali può esser considerato dalla prospettiva : - del gruppo - - dellindividuo 63 Teoria della Socializzazione di Moreland e Levine (1982 ) di Moreland e Levine (1982 ) Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

64 1. VALUTAZIONE : Sforzi compiuti da GRUPPO e INDIVIDUO per STIMARE e MASSIMIZZARE LA REMUNERATIVITÀ 2. IMPEGNO : dipende dalla VALUTAZIONE 3. TRANSIZIONE di RUOLO : quando il livello di impegno reciproco si alza o si abbassa 64 Teoria della Socializzazione di Moreland e Levine (1982 ) di Moreland e Levine (1982 ) Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

65 5 fasi della socializzazione di gruppo: 1) esplorazione 2) socializzazione 3) mantenimento 4) risocializzazione 5) ricordo La socializzazione di gruppo (Levine e Moreland 1994) 65 5 fasi della socializzazione di gruppo: 1) esplorazione 2) socializzazione 3) mantenimento 4) risocializzazione 5) ricordo Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

66 66 Modello temporale della socializzazione al gruppo di Levine e Moreland (1994) È possibile passare attraverso 5 fasi: 1. LESPLORAZIONE : ricerca 2. LA SOCIALIZZAZIONE : entrare nella cultura di gruppo 3. IL MANTENIMENTO : negoziazioni di ruolo 4. LA RISOCIALIZZAZIONE : dopo le divergenze 5. IL RICORDO : positivo o negativo Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

67 67 FASE 1 : LESPLORAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

68 GRUPPO RECLUTAMENTO Il gruppo cerca persone che possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi 68 ESPLORAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

69 INDIVIDUO RICOGNIZIONE Lindividuo cerca gruppi che possano contribuire alla soddisfazione dei suoi bisogni 69 ESPLORAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

70 70 FASE 1 : LESPLORAZIONE IL GRUPPO : RECLUTAMENTO LINDIVIDUO : RICOGNIZIONE ENTRATA Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

71 RICOGNIZIONE - Conoscenza membri del gruppo - Attrazione per le attività - Precedenti esperienze di gruppo - Fonti di ottimismo 71 Elementi che incidono sulla fase di ESPLORAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

72 RECLUTAMENTO Staffing Level = gruppi sovradimensionati o sottodimensionati rispetto allo scopo Apertura e chiusura del gruppo 72 Elementi che incidono sulla fase di ESPLORAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

73 - Alone di reputazione del nuovo venuto - Strategie attendiste o interventiste 73 Aspetti dellindividuo che incidono sullaccettazione Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

74 a. Accurato esame di ricognizione b. Giocare il ruolo di pivellino, mostrandosi dipendente e attendista c. Cercare tutori, referenti di fiducia nel gruppo ( modelli, sponsor, mentori, trainer ) d. Allearsi con altri nuovi arrivati 74 Le 4 strategie per entrare in gruppo Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

75 75 FASE 2 :LA SOCIALIZZAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

76 76 FASE 2 :LA SOCIALIZZAZIONE IL GRUPPO Cerca di cambiare il nuovo arrivato per renderlo più adatto agli scopi del gruppo Lindividuo Cerca di produrre cambiamenti nel gruppo per realizzare i propri bisogni Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

77 77 FASE 2 : LA SOCIALIZZAZIONE IL GRUPPO : ASSIMILAZIONE LINDIVIDUO : ACCOMODAMENTO ACCETTAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

78 78 FASE 3 :IL MANTENIMENTO Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

79 79 FASE 3 :IL MANTENIMENTO IL GRUPPO Cerca di attribuire allindividuo un ruolo funzionale ai propri fini Lindividuo Cerca un ruolo per soddisfare i propri bisogni Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

80 80 FASE 3 : IL MANTENIMENTO IL GRUPPO : NEGOZIA LINDIVIDUO : NEGOZIA può nascere la DIVERGENZA Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

81 81 FASE 4 :LA RISOCIALIZZAZIONE Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

82 82 FASE 4 :LA RISOCIALIZZAZIONE In questa fase che segue la divergenza, gruppo e individuo cercano un nuovo equilibrio tra i reciproci bisogni Se riescono a trovare accordo cè la CONVERGENZA con ASSIMILIAZIONE e ACCOMODAMENTO Se non si riesce a ripristinare un equilibrio si ha lUSCITA Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

83 83 FASE 5 :IL RICORDO Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

84 84 FASE 5 :IL RICORDO IL GRUPPO Ricorda ciò che lindividuo ha dato per il raggiungimento degli scopi Lindividuo Ricorda ciò che il gruppo ha dato (e non dato) per la soddisfazione dei bisogni Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

85 85 Modello temporale della socializzazione al gruppo di Levine e Moreland (1994) Le fasi descritte non si susseguono necessariamente nel modo previsto dal modello Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

86 86 LO SVILUPPO di GRUPPO Ogni gruppo ha un suo decorso temporale, delle trasformazioni che segnano i passaggi dalla sua nascita alla sua morte i passaggi dalla sua nascita alla sua morte Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

87 87 IL MODELLO di Mc MURRAIN e GAZDA (1974) è stato elaborato studiando le interazioni di un gruppo di 8 psichiatri che si sono incontrati una volta alla settimana per due semestri allo scopo di sviluppare la propria competenza nel counseling Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

88 88 IL MODELLO di Mc MURRAIN e GAZDA (1994) 1) lo stadio esplorativo: i membri del gruppo si comportano in modo piuttosto esitante nellaffrontare il compito, probabilmente per la necessità di conoscersi reciprocamente; 2) lo stadio di transizione: vengono approntate le regole che strutturano il contesto di lavoro; 3) lo stadio dellazione: i membri si concentrano sul compito che hanno deciso di affrontare; 4) lo stadio di conclusione: si presenta allapprossimarsi della chiusura dellattività, quando i partecipanti fronteggiamo il conflitto tra sentimenti positivi legati allaver costituito un gruppo funzionante e quelli negativi legati al prossimo scioglimento. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

89 89 IL MODELLO di TUCKMAN(1965) Un secondo modello, elaborato da Tuckman passando in rassegna 50 studi sullo sviluppo di piccoli gruppi di vario genere (gruppi naturali, di laboratorio, di terapia, di formazione), ha il pregio di metter insieme gli aspetti : -centrati sul compito e -quelli di natura socio-emozionale; esso individua 5 stadi di sviluppo Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

90 90 IL MODELLO di TUCKMAN(1965) 1) forming (di formazione) : che è individuato dalla sensazione di dipendenza e dalla necessità di orientamento dei partecipanti: i membri del gruppo sono ansiosi ed incerti rispetto alla decisione di appartenere o meno al gruppo e, come conseguenza, il loro comportamento è piuttosto circospetto; 2) storming (di conflitto), che corrisponde allemergere di aspetti emozionali e di conflitti; in questa fase i membri diventano più assertivi e cercano di modificare il gruppo secondo i propri bisogni. Come conseguenza scoppiano ostilità e risentimenti, dato che non di rado i bisogni dei vari individui sono differenti ed entrano in collisione tra loro; Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

91 91 IL MODELLO di TUCKMAN(1965) 3) norming (normativo) che si caratterizza per la costruzione della coesione e dello scambio; in questo stadio i membri cercano di risolvere i conflitti precedenti e si impegnano spesso nella negoziazione di linee direttive e regole più chiare per il comportamento del gruppo; 4) performing (di prestazione) che vede la comparsa di processi di role taking e di problem solving; in questa fase ogni partecipante lavora cooperativamente con gli altri per raggiungere gli scopi comuni che il gruppo si propone; Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

92 92 IL MODELLO di TUCKMAN(1965) 5) adjourning (di sospensione), in cui ciascuno comincia gradualmente a ritirarsi sia dal coinvolgimento socioemozionale sia dalle attività centrate sul compito. In questa fase, che appare caratterizzata dal disimpegno progressivo, i membri cercano di fronteggiare lapprossimarsi della fine del gruppo. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

93 93 IL MODELLO di WORCHEL(1991) Questo terzo modello nasce mediante un lavoro estensivo su gruppi di diversa natura (ampi movimenti sociali, partiti politici di recente formazione, piccoli gruppi sociali e religiosi …), la cui nascita avviene per distacco da gruppi preesistenti e la cui evoluzione avviene mediante linee di sviluppo prevedibili. Il modello prevede le seguenti 6 tappe: Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

94 94 IL MODELLO di WORCHEL(1991) Il modello prevede le seguenti tappe: 1. Periodo di malcontento: condizione preliminare al formarsi di un nuovo gruppo, sulla base di uno precedentemente esistente, nel quale alcuni membri cominciano ad essere insoddisfatti. Ciò accade spesso nei gruppi che hanno già raggiunto gli obiettivi che si erano prefissati ed i cui membri non vedono però prospettive per il futuro. 2. Evento precipitante: si tratta di un evento chiaro (evento pubblico, dellespulsione di alcuni membri dal gruppo, delladozione da parte del gruppo di un nuovo statuto, ecc.) ed identificabile per cui gli individui che formeranno un nuovo gruppo si riconoscono in un terreno dincontro e si differenziano dai membri centrali del gruppo precedente. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

95 95 IL MODELLO di WORCHEL(1991) 3. Lidentificazione del gruppo. Il nuovo gruppo è impegnato nella costruzione della propria identità: si differenzia dagli altri gruppi, forma una struttura interna, composta da una leadership in genere centralizzata, da norme e valori, da ruoli differenziati. Il gruppo stabilisce i propri confini, quindi non accetta volentieri i nuovi arrivati, richiede conformismo e rifiuta il dissenso, è piuttosto rigido nella difesa dei propri principi Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

96 96 IL MODELLO di WORCHEL(1991) 4. La produttività di gruppo. Il gruppo ha già una sua identità e si volge alla definizione degli obiettivi da raggiungere; valuta i membri in base alle loro competenze e la leadership viene assegnata in base allabilità evidenziata. Si procede ad un esame realistico delle risorse di gruppo, volgendo lattenzione anche ad altri gruppi ed accettando nuovi membri, allo scopo di recuperare ulteriori risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

97 97 IL MODELLO di WORCHEL(1991) 5. Lindividuazione. In questa fase della vita di gruppo linteresse comune si sposta sugli individui, perché i membri cominciano a chiedersi quanto il gruppo sia per essi soddisfacente. Si rileva una diminuzione dello sforzo individuale nella produttività di gruppo e una buona accoglienza dei nuovi membri, attivamente cercati per avere nuove risorse e punti di vista alternativi. I membri cominciano a percepirsi come eterogenei fra di loro ed esplorano la possibilità di ritirarsi dal gruppo ed accedere ad altri. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni

98 98 IL MODELLO di WORCHEL(1991) 6. Il declino. Il valore del gruppo è messo in discussione, viene criticata la direzione interna, si accendono competizioni tra i membri e fra sottogruppi, si sottolineano i fallimenti del gruppo, vengono identificati capri espiatori, si diffonde linerzia sociale, cioè la demotivazione a lavorare attivamente per il gruppo. Vengono in tal modo create le condizioni per la diffusione del malcontento, in cui gli individui non hanno più le motivazioni per stare nel gruppo. Si procede così verso la fase 1 già in precedenza descritta. Corso di Psicologia Dinamica : Relazioni in gruppo - Dott. Daniele Bisagni


Scaricare ppt "1. OBIETTIVO del CORSO Fornire allo studente le premesse per la comprensione dello studio dei modi in cui i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le."

Presentazioni simili


Annunci Google