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Il vetro. Da oggetto prezioso a vuoto a perdere ed ancora ad espressione di raffinatissima arte.

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Presentazione sul tema: "Il vetro. Da oggetto prezioso a vuoto a perdere ed ancora ad espressione di raffinatissima arte."— Transcript della presentazione:

1 Il vetro

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9 Da oggetto prezioso a vuoto a perdere ed ancora ad espressione di raffinatissima arte

10 Il vetro Da oggetto prezioso a vuoto a perdere ed ancora ad espressione di raffinatissima arte

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14 Roma Balsamari 1sec,dc

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17 Ennio 1'sec

18 Roma 1^ sec.

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20 Millefiori Roma 1sec.dc.

21 Roma 2^ sec.

22 Colombe portaprofumo a cui rompere la coda Roma 2sec. dc.

23 Olla -Roma 2^sec.

24 Roma 2sec.

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27 Roma III sec.

28 cameo cup Persia IX sec.

29 England 1250

30 Sainte Chappelle Paris XI sec.

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32 England -S. Caterina 1310

33 England 1340.

34 XV sec. Italia.

35 Murano XVI sec.

36 Fiasca 1500

37 1590

38 Virginia USA 1652 bottiglie per wisky

39 Murano XVII sec.

40 Bottiglia dipinta Murano XVIIsec.

41 Botticella Murano sec XVII.

42 Bottiglia per acquavite

43 Murano 1700

44 Cape cod 1700

45 1793 George V Windsor

46 Acchiappamosche XIXsec.

47 Collection imperial glass factory. Russia 1830

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52 Vetri inglesi 1800\ 1910

53 1870 candelabro England

54 Toso 1870

55 Murano- Fuga 1870

56 Duncan 1876

57 Duncan 1878

58 Fontana automatica Londra 1878

59 Baccarat 1878 fermacarte

60 Baccarat.

61 Emile Gallè 1878

62 Germania Vetro e argento Goblet 1880 compote1889 vasi

63 Coppa Moretti 1880

64 Murano- Broccacartoccio 1883 Salviati

65 Cavallofoglia 1885 Salviati

66 Emile Gallè 1888

67 Granzioli Turchese - Murano 1889

68 Gallè 1889

69 Acquamanile 1890 Salviati

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71 Murano Cigno – Barovier 1890

72 Gallè 1890

73 Coppa verde Moretti 1892

74 Murano Barovier serpedelfino 1893

75 Daum1889.

76 Daum

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78 Gallè 1902

79 Gallè1904

80 Gallè1905

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82 Tiffany 1896

83 Tiffany vaso 1902

84 Tiffany 1903

85 Tiffany 1902

86 Tiffany 1905

87 Tiffany 1910

88 Emile Gallè 1904 DOrsay

89 Woodall 1905

90 Baccarat per profumi

91 Renè Lalique 1927

92 Renè Lalique

93 Stoltenberg 1911

94 Etling1 1920

95 Zecchin 1920

96 Barovier verde1920

97 Fenicio rosa Toso '20

98 Matinuzzi 1927

99 Haastra 1938

100 Tyra Lundgren 1938

101 Barovier pescepalla 40

102 Scarpa 1940

103 Scarpa 1941

104 Dale Chihuly 1941

105 1950 Harcuba

106 Furio Bianconi 1951

107 Bianconi 1953

108 1958 Hlava Matura

109 Kopechgy 59

110 Roubicek 59.

111 Canne uova Venini

112 Bolle Venini

113 Piatti Tapio Venini.

114 Martens Parrot 1960

115 1979 Baldwin.

116 Dale Chiuilly 1980

117 Sottsass lungo1982

118 Watkins1988

119 Monica Guggisberg 1988

120 Kosta Boda

121 kat_bon_Bonkjell Boda

122 Lino Tagliapietra 1992

123 Sally Prash 1995

124 Wasserbrau1996

125

126

127

128 Reid

129 Le Perlier

130 Martinez

131 Vasicek

132 Carre-bleu LIBENSKY BRYCHTOVA 1989

133 DaleChihuly1990

134 EDWARD LEIBOVITZ

135 RENE ROUBICEK

136 RENE ROUBICEK

137 RENE ROUBICEK

138 JAROMIR RYBAK 2002

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141 MILUSE R.

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143 Isabelle Monod 1999 Foresta in una notte di luna

144 F I N E APPROFONDIMENTI?

145 Il Vetro Il Vetro ed il Cristallo La storia di una vetreria italiana Storia del vetro

146 Il vetro La scienza ci dice che il vetro é un liquido, estremamente viscoso, tanto da sembrare solido, ma pur sempre liquido. Infatti essa manca della proprietà essenziale dei minerali solidi, di essere costituita da una miriade di piccolissimi "pezzetti" di forma geometrica regolare: "i cristalli" nella maggior parte dei casi, visibili soltanto al microscopio. Il vetro esiste anche in natura, in genere, come prodotto dell'attività vulcanica. Il più comune dei vetri naturali è l'ossidiana

147 Il vetro è un miscuglio di alcune sostanze, portate ad una elevata temperatura (circa 1300°),si sciolgono una nell' altra, trasformandosi in vetro. Ecco le principali materie prime: SILICE (circa 70%): è una sostanza "vetrificante", che viene usata sottoforma di anidride silicica. Altre sostanze vetrificanti sono l'anidride borica e l'anidride solforica. SODA (circa 15%): è una sostanza "fondente"; essa facilita la fusione della massa silicea abbassandone la temperatura a cui fonde.Viene usata sottoforma di carbonato di soda.Altre sostanze fondenti sono: il carbonato potassico, l' acido arsenioso e i rottami di vetro. CARBONATO DI CALCIO E MAGNESIO (circa 10 %): è la sostanza "stabilizzante"; infatti senza di essa sarebbe solubile nell' acqua bollente. Questo perchè soda + sabbia è = a silicato di soda, cioè il famoso vetro solubile detto lisciva, anche per unire piccole lastre di vetro. Ed infine il 2% di ALLUMINA e l'1% di ALTRI OSSIDI.

148 TIPI DI VETRO CARATTERISTICHE E IMPIEGHI VETRO COMUNE E' trasparente e limpido, viene usato per finestre, servizi da tavola ecc.; il vetro per bottiglie viene spesso colorato con ossidi di ferro o altre sostanze e può risultare giallo,bruno o verde. VETRO NEUTRO Viene impiegato nell' industria farmaceutica. VETRO ATERMICO O PYREX Trasparente, resistente al calore, viene impiegato nella vetreria domestica e per recipienti usati nei laboratori chimici. VETRO OTTICO Limpidissimo e trasparente, viene usato per lenti, occhiali, apparecchi scientifici.

149 VETRO FOTOCROMATICO Contiene sali d'argento. Se colpito da una forte intensità luminosa, diventa scuro. CRISTALLO E' formato da silicati di piombo e di potassio ed è caratterizzato da una notevole brillantezza e sonorità metallica. Si presta per la molatura e l'incisione. VETRO TEMPRATO Ha grande resistenza e durezza date dalla tempra, sistema di raffreddamento rapido. Se si rompe si riduce in piccoli frammenti arrotondati.

150 VETRO INFRANGIBILE E' formato da due lastre di cristallo tra le quali è incollato un foglio di nylon trasparente, in caso di rottura le schegge restano attaccate al nylon. Viene usato per vetri dei veicoli. SPECCHIO Su una lana di vetro viene posto uno strato sottile di argento, di stagno, di alluminio o di piombo a seconda della qualità dello specchio. FIBRA OTTICA Si tratta di un particolare tipo di fibra, molto sfruttato in questi ultimi anni.La fibra ottica si presenta come un tubicino sottile composto da una parte interna (nucleo) e da una parte esterna (mantello). Un impulso luminoso viene catturato dal tubicino ed è costretto a viaggiare al suo interno, grazie alle continue rifrazioni tra nucleo e mantello.

151 Il Vetro ed il Cristallo Questi due materiali si ottengono anche attraverso un processo di fusione cioè per raffreddamento di una massa di particolari componenti portata alla liquefazione è possibile ottenere lo stato vetroso. Tra le sostanze più comuni, quelle in grado di esistere allo stato vetroso sono: la silice, l'anidride borica e l'anidride fosforica. Queste sostanze sono dette appunto VETRIFICANTI e la loro presenza è necessaria in misura preponderante in una composizione finalizzata ad ottenere un vetro. Un vetro costituito ad esempio da sola silice sarebbe difficilmente realizzabile. Infatti, poichè il punto di fusione della silice è 1700°C., sarebbe necessario disporre di forni capaci di raggiungere tali elevatissime temperature, inoltre un vetro siffatto risulterebbe difficilmente modellabile. Nella fabbricazione dei vetri comuni si aggiungono pertanto alla silice altre sostanze, in particolare composti di sodio e di potassio, dette appunto stabilizzanti che consentono la formazione del VETRO-CRISTALLO

152 La presenza dell'Ossido di Piombo impartisce al vetro alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente interessante. Il Pbo, infatti, fa si che la densità del vetro e quindi l'indice di rifrazione aumenti notevolmente. In tal modo il vetro si avvicina alle proprietà ottiche del diamante: la luce che lo colpisce viene rifratta in modo più deciso che con il vetro normale, dando quindi quell'effetto di grande brillantezza tipica del vetro al piombo. L'effetto è tanto maggiore quanto maggiore è il contenuto in Ossido di Piombo, solamente i vetri che ne contengono almeno il 24% in peso hanno per legge il permesso di essere chiamati Cristalli oppure Vetro Cristallo. Un'aggiunta così elevata di Ossido di Piombo, o addirittura superiore conferirebbe una tonalità giallastra al vetro. E' solo la sapiente correzione nella composizione del vetro operata da chimici specializzati in concerto con Maestri Vetrai che rendono il vetro al piombo chiaro, trasparente, brillante, stabile degno di essere chiamato Cristallo.

153 Storia del vetro Da secoli questo meraviglioso materiale esercita sull'uomo un fascino profondo ed ambiguo; il cristallo separa e mostra, contiene e nel contempo rivela, delicato segnale alla via dell'immaginario. Sono di cristallo lo specchio degli incantesimi, la sfera che ci mostra il futuro, la scarpina di Cenerentola, le chiavi della Grande Porta. L'origine del vetro è antichissima e tuttora misteriosa. Fenici ed Egiziani si contesero per secoli il primato di averne scoperta la fabbricazione. Una leggenda Fenicia racconta che alcuni mercanti tornando dall'Egitto con un grosso carico di "natron" si fermarono una sera sulle rive del fiume Belus per riposare. Non avendo pietre a disposizione su cui collocare gli utensili per la preparazione delle vivande, presero alcuni blocchi di "natron" e vi accesero accanto il fuoco che continuò poi a bruciare per tutta la notte. Al mattino i mercanti videro con stupore che, al posto della sabbia del fiume e del natron v'era una materia sconosciuta, lucente e diafana.

154 I Fenici intuirono immediatamente l'importanza della scoperta e organizzarono nelle loro città di Tiro e Sidone un'industria che iniziò la produzione dei più svariati oggetti con il nuovo fulgido materiale: il vetro. Anche gli egiziani si appropiarono della nuova scoperta : nei loro sepolcri, costruiti 4000 anni A.C., sono stati rinvenuti amuleti e oggetti plasmati con il vetro. Gli stessi Etruschi e Romani si servirono del vetro per costruire vasi di diverse dimensioni: bottiglie, anfore e boccette per profumi spesso finemente lavorate. Nel medioevo a Venezia si conservò ed affinò l'arte vetraria che vi aveva avuto inizio verso il X secolo, grazie ai frequentissimi contatti con la città di Bisanzio la quale rimase per lungo tempo un centro per la produzione del prezioso minerale. Da qui la nuova arte si diffuse in tutta l'Europa, soprattutto in Boemia.

155 La storia di una vetreria italiana Nella cittadina toscana di Colle fino dal secolo XIV si lavorava il vetro come si evince dalle gabelle minori disciplinate con le riforme solenni del 13 Gennaio e 12 Marzo Alla rubrica 52.ma si disciplina la gabella gravante sulle fornaci di bicchieri e altri vasi di vetro. Si impone la numerazione dei prodotti tassabili, prescrivendo che per ogni salma di bicchieri e di vasi di vetro si paghi la gabella di soldi 2; ai fabbricanti di bicchieri che possedessero forni in Colle e nella Corte, sempre con licenza del Consiglio della Terra, si impone per qualsiasi forno di bicchieri una tassa di 15 lire annue.

156 Fino dai tempi più lontani l'attività raggiunge un grado di perfezione tale da imporsi in un raggio assai vasto. A Firenze, essendosi manifestate verso la fine del secolo XVI preoccupazioni per la concorrenza industriale di altri Stati, il Granduca promulga l'ordinanza del 2 Aprile 1577, intesa ad abolire il vetro "forestiero" nello stato fiorentino. Poichè allora in Firenze non esistevano vetrerie per bicchieri e vasellame, appare evidentissimo che l'ordinanza fosse proprio indirizzata a proteggere le vetrerie Colligiane. Ma la moderna industria del vetro comincia a Colle assai più tardi, per opera di alcuni Francesi e tedeschi per essere perpetuata dai nostri concittadini.

157 Verso i primi del secolo scorso, alcuni francesi della famiglia Mathis originaria dell'Alsazia Lorena comprano in Colle una parte dell'antico convento degli Agostiniani e vi fondano una modesta vetreria. La scelta di questa iniziativa cade sulla "città di Arnolfo" per via dei numerosi boschi esistenti nei dintorni e per la possibilità di reperire nelle vicine terre il quarzo, il manganese ed il bario che occorrono per la produzione del vetro. Al posto della potassa viene adoperata la cenere ricavata dalla combustione del legname che occorre in quantità copiosa. Vi si aggiunge poi anche il marmo della vicina "montagnola senese" per ottenere un prodotto lucente e pregiato. La manodopera specializzata è tutta Francese: ai maestri vetrai è fornito vitto ed alloggio, oltre ad una elevata paga quotidiana. I Mathis, sfortunati commercianti, falliscono nella loro impresa e l'industria viene rilevata verso la metà del secolo scorso dal Sig. Schmid il quale vi introduce per conoscenza pregressa la fabbricazione del cristallo che in pochi anni acquista grande rinomanza.

158 Tra gli altri meriti si deve attribuire all'industriale tedesco quello di avere istruito delle maestranze colligiane le quali prendono ben presto il posto di quelle straniere, guadagnandosi ovunque nel mondo la più alta stima professionale. La merce prodotta dalla "Fabbrica di Cristalli Giov. Batt. Schmid" è apprezzatissima per la bellezza del materiale che risulta dalla composizione di varie sostanze di cui il bavarese conosce il segreto e si diffonde in tutti i mercati nazionali ed esteri. Alla morte dello Schmid l'industria attraversa un periodo di decadenza; ripresa nel 1917 dal Cav. Alfonso Nardi, ritrova ben presto il suo prestigio. Nel 1921 le due fabbriche di vetro allora esistenti: la "Elsana" e la "Fabbrichina", di proprietà della Filippo Lepri & C., si fondono in un unico complesso sotto la sapiente guida del colligiano Modesto Boschi che conduce la sua azienda ai più alti successi commerciali.

159 Nel periodo di maggiore floridità la vetreria Boschi giunge ad occupare più di 500 operai; poi per varie e complesse ragioni, entra in una crisi profonda che si conclude con la definitiva chiusura. Dal disgregamento della Boschi sorgono vari stabilimenti grazie all'intraprendenza e allo spirito di iniziativa di alcuni colligiani che avevano prestato opera in quella azienda. Unampia raccolta di musei del vetro


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