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Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ

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Presentazione sul tema: "Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ"— Transcript della presentazione:

1 Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Piazza G. Ermini, 1 I Perugia Prof. Stefano Federici Corso di Fondamenti di Psicologia generale Corso di Fondamenti di Psicologia generale Corso di Psicologia Generale /10 I modelli mentali I modelli mentali Il ragionamento Il ragionamento Soluzione di problemi e creatività Soluzione di problemi e creatività

2 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Pseudodiagnosticità e focalizzazione Johnson-Laird (1983), Teoria dei modelli mentali (TMM) Johnson-Laird (1983), Teoria dei modelli mentali (TMM) ci accontentiamo, inconsapevolmente, di modelli semplificati della realtà che guidano il nostro modo di pensare e di agire. ci accontentiamo, inconsapevolmente, di modelli semplificati della realtà che guidano il nostro modo di pensare e di agire. Pseudodiagnosticità Pseudodiagnosticità si trascurano le informazioni utili per una diagnosi.si trascurano le informazioni utili per una diagnosi. Focalizzazione Focalizzazione tendenza a fissarsi su alcune rappresentazioni di un problema e non su altre.tendenza a fissarsi su alcune rappresentazioni di un problema e non su altre. 2

3 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Teoria dei modelli mentali I modelli mentali I modelli mentali sono rappresentazioni di situazioni reali, ipotetiche o immaginarie e possono rappresentare anche nozioni astratte, come la negazione e il possesso, che sono impossibili da visualizzare. sono rappresentazioni di situazioni reali, ipotetiche o immaginarie e possono rappresentare anche nozioni astratte, come la negazione e il possesso, che sono impossibili da visualizzare. Craik (1943) Craik (1943) La mente costruisce «modelli su piccola scala» della realtà. Tali modelli vengono utilizzati per prevedere eventi, fare ragionamenti e fondare spiegazioni. La mente costruisce «modelli su piccola scala» della realtà. Tali modelli vengono utilizzati per prevedere eventi, fare ragionamenti e fondare spiegazioni. Gli scienziati cognitivi Gli scienziati cognitivi La mente costruisce modelli mentali a partire dalla percezione, dalla comprensione del linguaggio, dallimmaginazione e dalle conoscenze depositate in memoria. La mente costruisce modelli mentali a partire dalla percezione, dalla comprensione del linguaggio, dallimmaginazione e dalle conoscenze depositate in memoria. Shepard Shepard quando ci viene presentata la figura di un oggetto tridimensionale, siamo capaci di ruotare loggetto mentalmente facendogli assumere un differente orientamento. quando ci viene presentata la figura di un oggetto tridimensionale, siamo capaci di ruotare loggetto mentalmente facendogli assumere un differente orientamento. Si evince da ciò che le persone ruotano non unimmagine bidimensionale della figura, ma un modello sottostante loggetto tridimensionale. Si evince da ciò che le persone ruotano non unimmagine bidimensionale della figura, ma un modello sottostante loggetto tridimensionale. 3

4 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Teoria dei modelli mentali: esempio Un asterisco è alla destra di un cerchio. La situazione descritta dallasserzione può essere rappresentata da un modello mentale: La sua struttura è isomorfa alla relazione spaziale tra i due oggetti. Il modello rappresenta quanto vi è di comune a ogni situazione in cui un asterisco sta alla destra di un cerchio, ma non dice nulla delle loro dimensioni, del colore, della distanza che li separa, e così via. Solo se sono rilevanti, informazioni di questo genere possono venire incorporate nel modello. Il modello rappresenta quanto vi è di comune a ogni situazione in cui un asterisco sta alla destra di un cerchio, ma non dice nulla delle loro dimensioni, del colore, della distanza che li separa, e così via. Solo se sono rilevanti, informazioni di questo genere possono venire incorporate nel modello. 4 O*O*

5 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Teoria dei modelli mentali: scopo Così come le teorie dei processi percettivi devono riuscire a spiegare non solo la visione del mondo circostante ma anche le illusioni percettive la TMM deve render conto non solo del nostro modo abituale di ragionare ma anche di come mai noi siamo programmati per commettere fallacie sistematiche in certi tipi di inferenze. Questo è il banco di prova delle teorie sui processi cognitivi, perché le illusioni e le fallacie costituiscono spesso i fenomeni critici che ci permettono di discriminare tra approcci teorici alternativi. Questo è il banco di prova delle teorie sui processi cognitivi, perché le illusioni e le fallacie costituiscono spesso i fenomeni critici che ci permettono di discriminare tra approcci teorici alternativi. 5

6 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Il ragionamento e la logica Il ragionamento Il ragionamento È una componente essenziale del pensiero umano È una componente essenziale del pensiero umano Logica Logica È uno strumento per ragionare in modo corretto (inferenze della logica formale) È uno strumento per ragionare in modo corretto (inferenze della logica formale) Una persona che non abbia appreso la logica è quindi incapace di ragionare in modo corretto? No! Però compie degli errori rivelatori dei processi sottostanti il pensiero umano. No! Però compie degli errori rivelatori dei processi sottostanti il pensiero umano. 6

7 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Linferenza sillogistica Sillogismo = ragionamento che permette di trarre una conclusione da due premesse Linferenza sillogistica Modus ponens Modus ponens Premessa 1: se nella mano cè un Re, allora cè un Asso.Premessa 1: se nella mano cè un Re, allora cè un Asso. Premessa 2: nella mano cè un RePremessa 2: nella mano cè un Re Conclusione: nella mano cè un AssoConclusione: nella mano cè un Asso Modus tollens Modus tollens Premessa 1: se nella mano cè un Re allora cè un AssoPremessa 1: se nella mano cè un Re allora cè un Asso Premessa 2: nella mano non cè un AssoPremessa 2: nella mano non cè un Asso Conclusione: nella mano non cè un ReConclusione: nella mano non cè un Re Da che cosa dipende la diversa scorrevolezza delle due inferenze? 7

8 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Teoria delle regole formali Teoria delle regole formali Teoria delle regole formali la mente è munita di un insieme di regole di inferenza che viene tacitamente e inconsapevolmente usato per eseguire inferenze. la mente è munita di un insieme di regole di inferenza che viene tacitamente e inconsapevolmente usato per eseguire inferenze. Lassenza della struttura inferenziale modus tollens spiegherebbe come mai questa inferenza venga fatta in modo meno naturale: Lassenza della struttura inferenziale modus tollens spiegherebbe come mai questa inferenza venga fatta in modo meno naturale: Se A allora B, non-B, quindi non-A.Se A allora B, non-B, quindi non-A. Questa teoria suppone una sorta quindi di logica naturale, e che si debba imparare soltanto ciò che non fa parte di questa dotazione. 8

9 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Teoria dei modelli mentali La TMM parte da una nozione di rappresentazione mentale fondata sui modelli e da un assunto di base radicalmente diverso. Le persone a digiuno di logica non hanno una mente già equipaggiata con regole formali di inferenza. Esse si affidano alla loro capacità di comprendere le premesse di un ragionamento. Le persone a digiuno di logica non hanno una mente già equipaggiata con regole formali di inferenza. Esse si affidano alla loro capacità di comprendere le premesse di un ragionamento. Secondo la TMM noi non pensiamo a partire da eventi presenti nel mondo esterno o nella nostra mente ma da descrizioni di eventi sotto forma di rappresentazioni mentali. Queste ultime sono influenzate sia dal modo di descrivere gli eventi sia dai vincoli di funzionamento della mente umana. Queste ultime sono influenzate sia dal modo di descrivere gli eventi sia dai vincoli di funzionamento della mente umana. 9

10 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Il principio di verità Poiché negli esseri umani la memoria di lavoro ha una capacità limitata, la teoria dei modelli poggia sul seguente e fondamentale principio di verità: Gli individui tendono a minimizzare il carico della memoria di lavoro costruendo modelli mentali che rappresentano ciò che è vero, ma non ciò che è falso. Gli individui tendono a minimizzare il carico della memoria di lavoro costruendo modelli mentali che rappresentano ciò che è vero, ma non ciò che è falso. Per eseguire uninferenza del tipo modus tollens, dobbiamo rappresentarci la falsità. Nella mano cè un re oppure nella mano non cè un asso. I modelli mentali sono due: Nella mano cè un re oppure nella mano non cè un asso. I modelli mentali sono due: rere –asso–asso Il primo modello rappresenta il fatto che cè un re, ma non rappresenta esplicitamente il fatto che è falso che in questo caso non cè un asso. Analogamente, il secondo modello non rappresenta esplicitamente il fatto che è falso che, in questo caso, ci sia un re. Il primo modello rappresenta il fatto che cè un re, ma non rappresenta esplicitamente il fatto che è falso che in questo caso non cè un asso. Analogamente, il secondo modello non rappresenta esplicitamente il fatto che è falso che, in questo caso, ci sia un re. 10

11 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale I modelli mentali Negazione e falsità La falsità (a cui si riferisce il principio di verità) non va confusa con la negazione: La falsità è una nozione semantica, nel senso che ha a che fare con le descrizioni del mondo; La falsità è una nozione semantica, nel senso che ha a che fare con le descrizioni del mondo; La negazione è una nozione sintattica: unasserzione negativa può essere vera o falsa. La negazione è una nozione sintattica: unasserzione negativa può essere vera o falsa. Illusioni cognitive: casi in cui la falsità gioca un ruolo cruciale. 11

12 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento Incoerenza e illusione cognitiva Irrazionalità = accettazione di due credenze o informazioni che sono incoerenti, nel senso che se è vera luna, non può essere vera laltra e viceversa. Esempio Volo 007 della Korean Airlines se siamo sulla rotta giusta, allora sotto c'è il mare se siamo sulla rotta giusta, allora sotto c'è il mare sotto di noi vedo terra sotto di noi vedo terra siamo sulla rotta giusta siamo sulla rotta giusta Incoerenza dei tre assunti disastro aereoIncoerenza dei tre assunti disastro aereo Per ottenere la coerenza tra le informazioni, dobbiamo decidere quale dei due piloti ha detto una cosa falsa Le illusioni cognitive Le illusioni cognitive Dipendono dalla mancata rappresentazione di ciò che è falso. Dipendono dalla mancata rappresentazione di ciò che è falso. Le persone si fanno rappresentazioni incomplete in cui sono assenti le informazioni implicite mentre si focalizzano su quelle esplicite. Le persone si fanno rappresentazioni incomplete in cui sono assenti le informazioni implicite mentre si focalizzano su quelle esplicite. 12

13 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il pensiero Ragionamento probabilistico e focalizzazione nella presa di decisione Teoria della probabilità ingenua (ragionamenti fatti dalle persone comuni in condizioni di incertezza): la nostra mente si costruisce uno o più modelli mentali che catturano la struttura dello scenario del problema la nostra mente si costruisce uno o più modelli mentali che catturano la struttura dello scenario del problema i modelli mentali rappresentano solo ciò che è vero e non ciò che è falso i modelli mentali rappresentano solo ciò che è vero e non ciò che è falso in assenza di informazioni contrarie, ogni modello è equiprobabile in assenza di informazioni contrarie, ogni modello è equiprobabile la probabilità di un evento dipende dal numero di modelli in cui l'evento è presente la probabilità di un evento dipende dal numero di modelli in cui l'evento è presente 13

14 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento Riduzione della focalizzazione La riduzione dei meccanismi di focalizzazione nella decisione è possibile La riduzione dei meccanismi di focalizzazione nella decisione è possibile Cercando di attivare la costruzione di rappresentazioni più ricche incoraggiando la ricerca di informazioni su azioni alternative. Cercando di attivare la costruzione di rappresentazioni più ricche incoraggiando la ricerca di informazioni su azioni alternative. Esempio decidere se andare o no a vedere un film. Le persone che partecipano alla prova possono richiedere qualunque informazione possa servire loro per prendere la decisione. Lo sperimentatore risponde loro a seconda delle domande che gli vengono fatte: può dare informazioni relative a quello che cè al cinema, oppure a quello che si può fare se non si va al cinema. Le persone che partecipano alla prova possono richiedere qualunque informazione possa servire loro per prendere la decisione. Lo sperimentatore risponde loro a seconda delle domande che gli vengono fatte: può dare informazioni relative a quello che cè al cinema, oppure a quello che si può fare se non si va al cinema. Di fronte al problema se eseguire o no una certa azione, le persone tendono a costruire un modello dellazione e un modello alternativo nel quale lazione non ha luogo: Di fronte al problema se eseguire o no una certa azione, le persone tendono a costruire un modello dellazione e un modello alternativo nel quale lazione non ha luogo: [C] = andare al cinema[C] = andare al cinema … = non andare al cinema… = non andare al cinema Nella condizione di controllo la decisione viene invece presentata entro un particolare contesto: visitare per la prima volta Roma. Nella condizione di controllo la decisione viene invece presentata entro un particolare contesto: visitare per la prima volta Roma. Risultato: vi è una differenza significativa tra le due condizioni. Nessuno dei soggetti della condizione iniziale pone domande sulle alternative allazione focalizzata (cinema), mentre l88% dei soggetti della condizione di controllo pongono almeno una domanda sulle alternative a tale azione. 14

15 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento Il metaragionamento Il metaragionamento Il metaragionamento È il ragionamento che ha per oggetto il ragionamento altrui. È il ragionamento che ha per oggetto il ragionamento altrui. È utilizzato per risolvere quei problemi la cui soluzione richiede che ci facciamo modelli di modelli inferendo ciò che una persona può dedurre circa le deduzioni di una altra persona. È utilizzato per risolvere quei problemi la cui soluzione richiede che ci facciamo modelli di modelli inferendo ciò che una persona può dedurre circa le deduzioni di una altra persona. I problemi basati sul metaragionamento sono difficili da risolvere perché: i vari passaggi gravano sulla memoria di lavoro i vari passaggi gravano sulla memoria di lavoro un ragionatore deve rappresentarsi i modelli mentali dei differenti individui coinvolti. un ragionatore deve rappresentarsi i modelli mentali dei differenti individui coinvolti. 15

16 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento Sintesi della TMM Sintesi della TMM Sintesi della TMM si costruiscono modelli mentali di ciò che è vero e non di ciò che è falso si costruiscono modelli mentali di ciò che è vero e non di ciò che è falso è più facile ragionare in termini di un solo modello che non nei termini di più modelli è più facile ragionare in termini di un solo modello che non nei termini di più modelli si tende a focalizzarsi su uno solo dei possibili modelli quando si risolvono problemi con più modelli (focalizzazione) si tende a focalizzarsi su uno solo dei possibili modelli quando si risolvono problemi con più modelli (focalizzazione) Attenzione Attenzione costruire modelli di ciò che è vero è un modo abitualmente ragionevole di far fronte a una capacità di elaborazione limitata, ma apre la porta alle illusioni. costruire modelli di ciò che è vero è un modo abitualmente ragionevole di far fronte a una capacità di elaborazione limitata, ma apre la porta alle illusioni. Le persone non sono irrazionali, fanno solo fatica a rappresentarsi le eventualità false. Le persone non sono irrazionali, fanno solo fatica a rappresentarsi le eventualità false. Siamo così a riusciti ad analizzare i meccanismi cognitivi alla base di una questione già sollevata, a partire dagli anni trenta, dagli studiosi appartenenti alla scuola della Gestalt. Si tratta della constatazione che molte soluzioni di problemi non avvengono per prove ed errori, per apprendimenti graduali, ma improvvisamente (insight), quando il problema viene considerato da un nuovo punto di vista (ristrutturato). 16

17 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento La soluzione dei problemi: gli algoritmi Molto spesso i problemi sono troppo complessi per venire risolti da una singola mente umana. In questi casi noi siamo soliti ricorrere a 2 strategie: suddividere il problema in sottoproblemi (algoritmi); suddividere il problema in sottoproblemi (algoritmi); non usare algoritmi di soluzioni, ma euristiche. non usare algoritmi di soluzioni, ma euristiche. Gli algoritmi Gli algoritmi sono una serie di regole esplicite. Tali regole, se adottate esplicitamente permettono di risolvere il problema. sono una serie di regole esplicite. Tali regole, se adottate esplicitamente permettono di risolvere il problema. Consideriamo, per esempio, il gioco del tris, che consiste nel cercare di allineare tre pedine in una matrice a nove celie. Se si gioca contro un avversario e si usa questo algoritmo: «non permettere al nemico di avere simultaneamente due linee con due pedine», la partita finisce inevitabilmente alla pari. Consideriamo, per esempio, il gioco del tris, che consiste nel cercare di allineare tre pedine in una matrice a nove celie. Se si gioca contro un avversario e si usa questo algoritmo: «non permettere al nemico di avere simultaneamente due linee con due pedine», la partita finisce inevitabilmente alla pari. 17

18 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Esempio di algoritmo per giocare a tris La strategia generale è: non permettere allavversario di avere simultaneamente due linee con due pedine. non permettere allavversario di avere simultaneamente due linee con due pedine. Seguendo questa strategia lalgoritmo illustrato garantisce un pareggio tra i due contendenti. 18

19 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento La soluzione dei problemi: le euristiche Quando i problemi prevedono troppe possibilità può essere difficile luso degli algoritmi. Io questi casi si ricorre a euristiche Quando i problemi prevedono troppe possibilità può essere difficile luso degli algoritmi. Io questi casi si ricorre a euristiche regole che non riescono a dare una descrizione dettagliata ed esaustiva alle strategie per giungere alla soluzione, ma che ci permettono di affrontare e risolvere il problema «al meglio» offrendoci: regole che non riescono a dare una descrizione dettagliata ed esaustiva alle strategie per giungere alla soluzione, ma che ci permettono di affrontare e risolvere il problema «al meglio» offrendoci: una soluzione soddisfacente seppure non ottimale: una soluzione soddisfacente seppure non ottimale: flessibilità ed economicità. flessibilità ed economicità. Il problema viene affrontato in 4 aspetti secondo un modello mentale chiamato da Simon, che per primo ha studiato le euristiche e le soluzioni soddisfacenti (e non ottimali), spazio del problema Il problema viene affrontato in 4 aspetti secondo un modello mentale chiamato da Simon, che per primo ha studiato le euristiche e le soluzioni soddisfacenti (e non ottimali), spazio del problema stato iniziale = modo in cui vengono descritte le condizioni di partenza; stato iniziale = modo in cui vengono descritte le condizioni di partenza; stato-obiettivo = modo in cui viene illustrato lobiettivo da raggiungere; stato-obiettivo = modo in cui viene illustrato lobiettivo da raggiungere; operatori = le operazioni per passare da uno stato allaltro; operatori = le operazioni per passare da uno stato allaltro; stati intermedi del problema = gli stadi che si ottengono applicando un operatore a uno stato in vista del raggiungimento dellobiettivo gli stati che si ottengono applicando un operatore a uno stato in vista del raggiungimento dellobiettivo. stati intermedi del problema = gli stadi che si ottengono applicando un operatore a uno stato in vista del raggiungimento dellobiettivo gli stati che si ottengono applicando un operatore a uno stato in vista del raggiungimento dellobiettivo. 19

20 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Esempio del treno e delluccello Esempio Due stazioni distano 50 miglia. Alle 14 di un sabato due treni partono dalle due stazioni luno in direzione dellaltro. Nellistante in cui i due treni partono, un uccello spicca il volo dal primo treno verso il secondo. Quando luccello raggiunge il secondo treno, torna indietro. Luccello continua così finché i treni non si incontrano Se entrambi i treni viaggiano a 25 miglia e luccello a 100 miglia allora, qual è la distanza percorsa dalluccello nel momento in cui i treni si incontrano? È più conveniente chiedersi: per quanto tempo deve volare luccello? Serve un operatore che trasformi la distanza in tempo = per quanto tempo vola luccello? 20

21 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Invece di chiederci: quale distanza deve percorrere luccello? ci si può chiedere: per quanto tempo deve volare luccello? Ci vuole un operatore che trasformi la distanza in tempo. Applicato questo operatore, lo stato intermedio diventa la seguente domanda: per quanto tempo vola luccello? Ci vuole un operatore che trasformi la distanza in tempo. Applicato questo operatore, lo stato intermedio diventa la seguente domanda: per quanto tempo vola luccello? Lo stato intermedio successivo è la risposta a questa domanda, cioè unora. Se sappiamo il tempo, è facile ricavare la distanza dato che vola a 100 miglia allora. Per sapere per quanto tempo vola luccello dobbiamo sapere per quanto tempo viaggiano i treni. Dato che i treni viaggiano a 25 miglia dora e devono coprire una distanza di 50 miglia, si inferisce che viaggeranno per unora prima di incontrarsi. Sapendo che luccello in unora fa 100 miglia, abbiamo trovato la soluzione del problema. Lo stato intermedio successivo è la risposta a questa domanda, cioè unora. Se sappiamo il tempo, è facile ricavare la distanza dato che vola a 100 miglia allora. Per sapere per quanto tempo vola luccello dobbiamo sapere per quanto tempo viaggiano i treni. Dato che i treni viaggiano a 25 miglia dora e devono coprire una distanza di 50 miglia, si inferisce che viaggeranno per unora prima di incontrarsi. Sapendo che luccello in unora fa 100 miglia, abbiamo trovato la soluzione del problema. 21

22 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento Gli agenti a razionalità limitata Simon (1982) ha mostrato che la risoluzione di problemi da parte di agenti a razionalità limitata (quali sono gli uomini che sono costretti a usare euristiche, dati i loro limiti cognitivi) procede necessariamente tramite la decomposizione di un problema complesso. Si ottengono così sottoproblemi di dimensioni minori che si possono risolvere luno indipendentemente dallaltro. Si ottengono così sottoproblemi di dimensioni minori che si possono risolvere luno indipendentemente dallaltro. Simon ci ha esemplificato con la storia di due orologiai, Tempus e Hora. Simon ci ha esemplificato con la storia di due orologiai, Tempus e Hora. 22

23 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento La storia dei 2 orologiai La storia dei 2 orologiai Tempus e Hora La storia dei 2 orologiai Tempus e Hora Essi costruivano orologi molto eleganti e richiesti. I clienti telefonavano incessantemente per ordinarli, interrompendo il lavoro dei due artigiani. Essi costruivano orologi molto eleganti e richiesti. I clienti telefonavano incessantemente per ordinarli, interrompendo il lavoro dei due artigiani. Hora prosperava.Hora prosperava. Tempus, invece, diventava sempre più povero. Come mai?Tempus, invece, diventava sempre più povero. Come mai? Gli orologi in costruzione erano composti di parti. Gli orologi in costruzione erano composti di parti. Tempus li costruiva in modo tale che, se veniva interrotto, doveva ricominciare da capo tutto il montaggio.Tempus li costruiva in modo tale che, se veniva interrotto, doveva ricominciare da capo tutto il montaggio. Hora, al contrario, aveva progettato il montaggio in modo tale da poter costruire gli orologi assemblando blocchi di dieci pezzi. Dieci blocchi costituivano una componente più grande i dieci componenti formavano tutto lorologio. In questo modo le interruzioni telefoniche non costringevano Hora a riprendere il montaggio fin dallinizio.Hora, al contrario, aveva progettato il montaggio in modo tale da poter costruire gli orologi assemblando blocchi di dieci pezzi. Dieci blocchi costituivano una componente più grande i dieci componenti formavano tutto lorologio. In questo modo le interruzioni telefoniche non costringevano Hora a riprendere il montaggio fin dallinizio. Se Tempus come Hora, avesse progettato la fabbricazione dei suoi orologi in modo da poter decomporre il processo di produzione in fasi indipendenti, probabilmente non avrebbe chiuso bottega. Se Tempus come Hora, avesse progettato la fabbricazione dei suoi orologi in modo da poter decomporre il processo di produzione in fasi indipendenti, probabilmente non avrebbe chiuso bottega. 23

24 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento Tversky e Shafir e leffetto disgiunzione /1 In un famoso esperimento di Tversky e Shafir (1992), 3 gruppi di studenti dovevano immaginare uno scenario scolastico: un importante esame alla fine del semestre. Cera loccasione di prenotare una vacanza molto conveniente alle Hawaii e gli studenti avevano di fronte 3 scelte: pagare e prenotare; pagare e prenotare; non pagare e non prenotare; non pagare e non prenotare; differire la decisione pagando una piccola penale. differire la decisione pagando una piccola penale. Gruppo 1 di studenti si diceva di immaginare di avere superato lesame. Risultato: il 54% pagava e prenotava e il 30% rimandava la decisione. Risultato: il 54% pagava e prenotava e il 30% rimandava la decisione. Gruppo 2 di studenti si diceva di immaginare di essere stati bocciati Risultato: percentuali analoghe al gruppo 1 di studenti. Risultato: percentuali analoghe al gruppo 1 di studenti. Gruppo 3 si studenti veniva detto che lesito dellesame non era ancora noto. Risultato: la grande maggioranza preferiva rimandare la decisione e pagare la penale. Risultato: la grande maggioranza preferiva rimandare la decisione e pagare la penale. 24

25 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Il ragionamento Tversky e Shafir e leffetto disgiunzione /2 Il risultato sperimentale mostra la difficoltà di trarre le conseguenze di unipotesi non sapendo se tale ipotesi sia vera o falsa. Quando si immagina la promozione come un fatto vero, si decide per la vacanza (è una vacanza premio!). Quando si immagina la promozione come un fatto vero, si decide per la vacanza (è una vacanza premio!). Quando si immagina la promozione come un fatto falso, si decide di nuovo per la vacanza (è una vacanza di consolazione!). Quando si immagina la promozione come un fatto falso, si decide di nuovo per la vacanza (è una vacanza di consolazione!). Ma quando non si è nellincertezza, si preferisce differire la decisione. Eppure, anche in questo caso, se si percorressero entrambi i rami, ci si accorgerebbe che la vacanza è comunque la scelta preferibile, come indica il seguente diagramma ad albero: Lincertezza ci blocca. Ma quando non si è nellincertezza, si preferisce differire la decisione. Eppure, anche in questo caso, se si percorressero entrambi i rami, ci si accorgerebbe che la vacanza è comunque la scelta preferibile, come indica il seguente diagramma ad albero: Lincertezza ci blocca. Effetto disgiunzione Effetto disgiunzione Non andiamo al di là della disgiunzione dei due rami, che pur ci porterebbero, alla fine, nello stesso posto. Non andiamo al di là della disgiunzione dei due rami, che pur ci porterebbero, alla fine, nello stesso posto.ESAME PROMOSSO VADO IN VACANZA NON VADO IN VACANZA RESPINTO VADO NON VADO IN VACANZA 25

26 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Ragionamento Le soluzioni creative Le soluzioni creative, applicate in casi limite, inventano qualcosa di nuovo a cui, magari, nessuno aveva pensato prima di noi. La psicologia del pensiero si è dedicata allo studio di queste situazioni e agli ostacoli che rendono tanto rara la creatività autentica. La psicologia del pensiero si è dedicata allo studio di queste situazioni e agli ostacoli che rendono tanto rara la creatività autentica. Il principio di verità rende difficile immaginare i casi falsificanti. Agisce anche qui una sorta di focalizzazione che rende difficile pensare ad alternative possibili. Ci si fissa sulle proprie idee e si trascurano i casi che potrebbero darci torto. Agisce anche qui una sorta di focalizzazione che rende difficile pensare ad alternative possibili. Ci si fissa sulle proprie idee e si trascurano i casi che potrebbero darci torto. Il meccanismo di fissazione era già stato scoperto dagli psicologi gestaltisti, in particolare da Duncker, più di mezzo secolo fa. Nei suoi esperimenti si mostrava come i soggetti non riuscissero a risolvere problemi in quanto si fissavano sulle caratteristiche o funzioni di un oggetto che erano note, conosciute e familiari. Nei suoi esperimenti si mostrava come i soggetti non riuscissero a risolvere problemi in quanto si fissavano sulle caratteristiche o funzioni di un oggetto che erano note, conosciute e familiari. 26

27 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Esempio: la tripletta di numeri /1 Esempio: tripletta di numeri 246 Chiedete a qualcuno di trovare la regola con cui avete costruito questa tripletta Ipotesi 1: la tripletta 2 / 4 / 6 è stata prodotta dalla regola numeri pari crescenti per due Ipotesi 1: la tripletta 2 / 4 / 6 è stata prodotta dalla regola numeri pari crescenti per due Si può controllare questa ipotesi con la seguente tripletta (controllo di unipotesi basato su casi positivi):

28 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Esempio: la tripletta di numeri /2 Poniamo che la regola fosse stata "tre numeri crescenti, qual è il ragionamento efficace per controllare questa ipotesi? Una volta prodotta lipotesi 1, si dovrebbero produrre esempi volti a falsificare l'ipotesi Una volta prodotta lipotesi 1, si dovrebbero produrre esempi volti a falsificare l'ipotesi Per prima cosa controllerò che i tre numeri debbano essere pari, presentando una tripletta di numeri dispari: Per prima cosa controllerò che i tre numeri debbano essere pari, presentando una tripletta di numeri dispari: 357 Chi ha stabilito la regola mi risponderà Sì controllo se è rilevante che i numeri crescano per due: Chi ha stabilito la regola mi risponderà Sì controllo se è rilevante che i numeri crescano per due: 3711 Chi ha stabilito la regola mi risponderà Sì controllo se è rilevante che i numeri siano crescenti o decrescenti: Chi ha stabilito la regola mi risponderà Sì controllo se è rilevante che i numeri siano crescenti o decrescenti: 1173 Chi ha stabilito la regola mi risponderà No = si tratta di tre numeri qualsiasi crescenti! Creatività = defocalizzazione 28

29 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA Stefano Federici Psicologo Professore di Psicologia generale Conclusioni Gli esperimenti condotti con il paradigma della tripletta ci mostrano Gli esperimenti condotti con il paradigma della tripletta ci mostrano Che quando si cercano le informazioni per controllare unipotesi è più facile servirsi dei casi positivi rispetto ai casi negativi, anche quando questa seconda strategia è più efficace Che quando si cercano le informazioni per controllare unipotesi è più facile servirsi dei casi positivi rispetto ai casi negativi, anche quando questa seconda strategia è più efficace Che rapporto cè dunque tra la focalizzazione, il meccanismo di fissazione e la creatività? Che il meccanismo di focalizzazione ci fissa su soluzioni abituali di problemi e ci impedisce di prendere in considerazione le alternative che, permettendo una ristrutturazione del problema, agevolano soluzioni creative Che il meccanismo di focalizzazione ci fissa su soluzioni abituali di problemi e ci impedisce di prendere in considerazione le alternative che, permettendo una ristrutturazione del problema, agevolano soluzioni creative 29


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