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A. A. 2013-2014 Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Modulo di Psicologia Generale LA MOTIVAZIONE Tre persone erano al.

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Presentazione sul tema: "A. A. 2013-2014 Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Modulo di Psicologia Generale LA MOTIVAZIONE Tre persone erano al."— Transcript della presentazione:

1 A. A Università degli Studi di Perugia Facoltà di Scienze della Formazione Modulo di Psicologia Generale LA MOTIVAZIONE Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse. "Spacco pietre" rispose il primo. "Mi guadagno da vivere" rispose il secondo. "Partecipo alla costruzione di una cattedrale" disse il terzo Peter Schultz (inventore delle fibre ottiche)

2 2 Cosè la motivazione? Il concetto di motivazione è abbastanza intuitivo Si riferisce allo scopo che direziona il nostro agire Etimologicamente deriva dal latino motus: movimento verso qualcosa o qualcuno La motivazione spinge le persone a intraprendere delle attività o ad evitarle

3 3 Cosè la motivazione? La motivazione non spiega solo il perché del nostro agire, ma anche il per chi Alla base delle nostre azioni ci sono obiettivi sociali, il voler dimostrare qualcosa, il competere, il voler raggiungere standard personali In questo, la risposta al per chi faccio ciò che faccio costituisce il nucleo centrale del fenomeno motivazionale

4 4 Cosè la motivazione? Definizione: [De Beni e Moé, 2000] Definizione: La motivazione è un insieme strutturato di esperienze soggettive che spiega linizio, la direzione, lintensità e la persistenza di un comportamento diretto ad uno scopo [De Beni e Moé, 2000] La motivazione è quindi un fatto soggettivo che ha luogo allinterno della persona e che può tradursi in comportamenti, atteggiamenti, intenzioni, credenze e obiettivi

5 MOTIVAZIONE: classificazioni CRITERIOTIPOLOGIA Origine Intrinseca o Estrinseca Scopo Lattività o il Risultato Filogenesi Primarie o Secondarie Accessibilità Implicite o Esplicite 5

6 Origine: intrinseca ed estrinseca Intrinseca: nasce allinterno della persona (disposizioni del profondo, obiettivi, valori, interessi) Estrinseca: è determinata dallambiente (premi, evitamento punizioni, lodi, approvazione) Molte attività hanno una motivazione di entrambi i tipi Ad ogni modo, sostenere la motivazione intrinseca dà migliori risultati che non incentivare quella estrinseca 6

7 Filogenesi: primarie e secondarie Gli esseri umani sono accumunati dalle stesse motivazioni primarie: mangiare, bere, dormire, ecc. Esistono però anche motivazioni secondarie che non rispondono a bisogni strettamente biologici: realizzazione personale, accettazione, trascendenza, ecc. 7

8 Filogenesi: primarie e secondarie Passaggio da una motivazione primaria ad una motivazione secondaria Passaggio da una motivazione primaria ad una motivazione secondaria Es., dal pescare per sfamarsi al pescare per il piacere di farloEs., dal pescare per sfamarsi al pescare per il piacere di farlo Quindi, da motivazioni primarie possono derivare nuove motivazioni secondarie, che con il tempo assumono una propria autonomia e che diventano particolarmente rilevanti per alcuni individui Quindi, da motivazioni primarie possono derivare nuove motivazioni secondarie, che con il tempo assumono una propria autonomia e che diventano particolarmente rilevanti per alcuni individui 8

9 9 La piramide di Maslow (1954) A questi 5 livelli motivazionali si potrebbero aggiungere i bisogni di trascendenza, intesi come tendenza ad andare oltre se stessi per sentirsi parte di una realtà più vasta, cosmica o divina. A questi 5 livelli motivazionali si potrebbero aggiungere i bisogni di trascendenza, intesi come tendenza ad andare oltre se stessi per sentirsi parte di una realtà più vasta, cosmica o divina. I bisogni dei primi gradini della piramide sono bisogni di carenza, in quanto scompaiono soltanto con il loro appagamento; per contro i bisogni dei gradini successivi sono bisogni di crescita, che continuano a svilupparsi mano a mano che sono soddisfatti.

10 Motivi e motivazione Motivi e motivazione La motivazione è il processo che risulta dallincontro tra motivi e situazione I motivi sono le disposizioni sottostanti: sono necessari ma non sufficienti perché si abbia motivazione 10 Motivi Situazione Motivazione

11 Motivazione: fattori in gioco Obiettivo interesse – ambizione – sogno Spinta personalità: determinazione – autostima – autoefficacia – locus of control – intelligenze (multiple) – saper vincere/perdere – autoconsapevolezza – talento Quandè che puoi sentirti un campione? - Quando hai raggiunto lobiettivo? - Quando hai raggiunto la tua perfezione? 11

12 12 I livelli della motivazione I riflessi rappresentano il sistema più semplice di risposta da parte dellorganismo come reazione a stimoli esterni o interni Sono risposte innate, automatiche e involontarie, determinate e regolate da meccanismi neurofisiologici su base genetica Sono risposte innate, automatiche e involontarie, determinate e regolate da meccanismi neurofisiologici su base genetica Svolgono una funzione di difesa (bisogno di protezione) nei riguardi di stimoli nocivi (come il ritrarre rapidamente la mano dopo aver toccato qualcosa di bollente – riflesso di ritrazione – oppure il chiudere gli occhi allavvicinarsi fulmineo e improvviso di un corpo estraneo Svolgono una funzione di difesa (bisogno di protezione) nei riguardi di stimoli nocivi (come il ritrarre rapidamente la mano dopo aver toccato qualcosa di bollente – riflesso di ritrazione – oppure il chiudere gli occhi allavvicinarsi fulmineo e improvviso di un corpo estraneo

13 13 I livelli della motivazione Gli istinti: costituiscono sequenze congenite, fisse e stereotipate di comportamenti specie- specifici su base genetica in relazione a determinate sollecitazioni ambientali costituiscono sequenze congenite, fisse e stereotipate di comportamenti specie- specifici su base genetica in relazione a determinate sollecitazioni ambientali Listinto nella prospettiva evoluzionistica di Darwin Listinto nella prospettiva evoluzionistica di Darwin rappresenta lo schema di comportamento che assicura le maggiori probabilità di sopravvivenza degli individui di una specie rappresenta lo schema di comportamento che assicura le maggiori probabilità di sopravvivenza degli individui di una specie

14 14 Bisogno e Pulsione Distinguiamo tra: bisogno condizione fisiologica di carenza e di necessità bisogno condizione fisiologica di carenza e di necessità pulsione dimensione psicologica del bisogno ed esprime uno stato di disagio e di tensione interna pulsione dimensione psicologica del bisogno ed esprime uno stato di disagio e di tensione interna Si può avere un bisogno senza pulsione si può mangiare per bisogno ma senza alcun piacereSi può avere un bisogno senza pulsione si può mangiare per bisogno ma senza alcun piacere Si può avvertire una pulsione senza avere il bisogno si può mangiare per puro piacere, senza un reale bisogno fisiologicoSi può avvertire una pulsione senza avere il bisogno si può mangiare per puro piacere, senza un reale bisogno fisiologico Si può avere un bisogno con pulsione si può mangiare per bisogno ma anche con piacereSi può avere un bisogno con pulsione si può mangiare per bisogno ma anche con piacere

15 15 Legge delleffetto e rinforzi La motivazione dipende dagli effetti che il comportamento ha prodotto, ovvero dal rinforzo ottenuto [Thorndike, 1898] Distinguiamo tra: 1. rinforzi primari indipendenti dallapprendimento e fondati prevalentemente su processi fisiologici (es. il sapore dolce di un cibo) 2. rinforzi secondari sono appresi e si basano sullappartenenza a una determinata cultura (es. il denaro, il successo, laffermazione di sé)

16 16 Analisi di alcune motivazioni secondarie: McClelland – Le costellazioni di motivazioni secondarie McClelland (1985) individua 3 grandi costellazioni di motivazioni secondarie che caratterizzano lesistenza dellessere umano:AffiliazioneSuccessoPotere

17 17 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di affiliazione Consiste nel ricercare la presenza degli altri per la gratificazione intrinseca che deriva dalla loro compagnia e dalla sensazione di fare parte di un gruppo Il bisogno di affiliazione è assai più forte e diffuso nelle culture orientali (di natura collettivistica) rispetto alle culture occidentali (nettamente orientate allindividualismo) Nelle culture orientali vale in maniera incontrastata il principio dellinterdipendenza, inteso come senso di reciprocità e di appartenenza, come predominio del gruppo (e dellorganizzazione) sullindividuo, come definizione della propria identità attraverso lidentità del gruppo Nelle culture orientali vale in maniera incontrastata il principio dellinterdipendenza, inteso come senso di reciprocità e di appartenenza, come predominio del gruppo (e dellorganizzazione) sullindividuo, come definizione della propria identità attraverso lidentità del gruppo

18 18 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di affiliazione: lattaccamento Una delle radici della condotta affiliativa è da attribuire alla relazione di attaccamento che il bambino piccolo sviluppa con la figura di accudimento (di norma, la madre) nel corso della prima infanzia. Bowlby (1969; 1973; 1980) la relazione di attaccamento è definita da: Secondo Bowlby (1969; 1973; 1980) la relazione di attaccamento è definita da: la ricerca della vicinanza (fisica e psicologica) alla figura preferita la ricerca della vicinanza (fisica e psicologica) alla figura preferita la funzione di base sicura svolta dalla figura preferita, in quanto disponibile e pronta a rispondere, a incoraggiare, a dare aiuto e assistenza, fonte di sicurezza per il bambino piccolo e base per la sua curiosità, attività di esplorazione dellambiente e della sua successiva autonomia, fino al distacco dalla figura di accudimento nel corso delladolescenza e della giovinezza la funzione di base sicura svolta dalla figura preferita, in quanto disponibile e pronta a rispondere, a incoraggiare, a dare aiuto e assistenza, fonte di sicurezza per il bambino piccolo e base per la sua curiosità, attività di esplorazione dellambiente e della sua successiva autonomia, fino al distacco dalla figura di accudimento nel corso delladolescenza e della giovinezza la protesta per la separazione, in caso di allontanamento della figura preferita, il bambino piccolo reagisce con pianto, urla, proteste, morsi e calci per la minaccia della rottura del legame la protesta per la separazione, in caso di allontanamento della figura preferita, il bambino piccolo reagisce con pianto, urla, proteste, morsi e calci per la minaccia della rottura del legame

19 19 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di successo Consiste nella motivazione a fare le cose al meglio per un intrinseco bisogno di affermazione e di eccellenza. Il bisogno di successo trova affermazione soprattutto nelle culture occidentali che privilegiano i valori dellindipendenza e dellautonomia, laffermazione di sé e dellindividualismo. Il bisogno di successo trova affermazione soprattutto nelle culture occidentali che privilegiano i valori dellindipendenza e dellautonomia, laffermazione di sé e dellindividualismo. Esso riceve la sua massima espressione nei modelli familiari che seguono letica protestante.Esso riceve la sua massima espressione nei modelli familiari che seguono letica protestante. Nelle culture orientali appare assai più attenuato, a favore dei bisogni di affiliazione, di armonia e di appartenenza Nelle culture orientali appare assai più attenuato, a favore dei bisogni di affiliazione, di armonia e di appartenenza In certe comunità polinesiane il bisogno di successo è persino sanzionato nei bambini, in quanto inteso come espressione di egoismo e di ostilità nei confronti degli altriIn certe comunità polinesiane il bisogno di successo è persino sanzionato nei bambini, in quanto inteso come espressione di egoismo e di ostilità nei confronti degli altri

20 20 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di potere Il bisogno di potere consiste nellesigenza di esercitare la propria influenza e il proprio controllo sulla condotta di altre persone. Chi ha un forte bisogno di potere: Tende ad occupare posizioni di comando Tende ad occupare posizioni di comando Cerca di dirigere lattenzione altrui su di sé Cerca di dirigere lattenzione altrui su di sé Non teme il confronto né la competizione Non teme il confronto né la competizione Non esita davanti a quelle situazioni, spesso rischiose, da cui può risultare un aumento del proprio potere e prestigio Non esita davanti a quelle situazioni, spesso rischiose, da cui può risultare un aumento del proprio potere e prestigio

21 21 Analisi di alcune motivazioni secondarie: Il bisogno di potere: potere e leadership La leadership, attività di comando, prevede di occupare una posizione sociale in grado di prendere decisioni nei confronti degli altri e di dirigere le loro azioni verso un determinato traguardo Diversi stili di leadership: autoritario (accentratore e verticistico), democratico (partecipativo e condiviso) permissivo (laissez faire, di delega totale) 2 profili di leader: il leader funzionale centrato sul raggiungimento degli obiettivi e sulla realizzazione dei compiti il leader socioemotivo impegnato a mantenere la coesione del gruppo; si impegna a favorire i rapporti interpersonali

22 22 Locus of control (Stile attribuzionale) Locus of control (Rotter, 1954) È una dimensione di personalità che definisce il grado di controllo che una persona ritiene di avere sugli avvenimenti. Si tratta della capacità di incidere sugli eventi e di poterli controllare attivamente Gli individui con un locus of control interno ritengono di possedere questa capacità e di poter influenzare gli eventi Gli individui con un locus of control esterno sono convinti che gli eventi siano largamente influenzati da fattori quali la sorte, il caso, le azioni altrui

23 23 Autoefficacia (e Autostima) Autoefficacia (Self-efficacy) Riguarda la valutazione della probabilità di portare a compimento con successo un determinato compito e/o di raggiungere uno specifico obiettivo Autostima (Self-esteem) Considerazione che un individuo ha di se stesso. Vari studi hanno dimostrato che lautostima si mantiene costante ed è difficile modificarla anche se le prove oggettive smentiscono la concezione soggettiva che uno ha di sé

24 24 La percezione di competenza Self-Determination Theory (SDT): tutti gli individui presentano una forma innata di motivazione alla competenza, un bisogno psicologico fondamentale legato alla crescita personale (Deci e Ryan, 1991) Il bisogno di competenza della SDT si è sviluppato a partire dalla concettualizzazione di White (1959) di efficacia motivazionale: le persone presentano sin dalla nascita un forte bisogno di influenzare lambiente esterno e avere su questo una certa padronanza Il concetto di competenza e di efficacia sono dunque equivalenti (Elliot, McGregor e Thrash, 2002)

25 25 La percezione di competenza La fonte della motivazione è dunque un desiderio di efficacia e di interazione competente con lambiente Tale forza motivazionale interna (efficacia motivazionale) è una propensione dellindividuo a esplorare, osservare e avere un controllo sullambiente che produce unesperienza affettiva intrinsecamente piacevole. Quindi competenza è anche abilità, possibilità, capacità, efficienza Inoltre: competenza = reale capacità; sentimento di competenza = percezione che il soggetto ha di tale capacità Il sentimento di competenza (= autoefficacia) può corrispondere o meno alla competenza reale, ma di certo cè reciproca influenza


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