Verso un Piano Nazionale per la mobilità a idrogeno L’attività in campo tecnico-normativo Ing. Andrea Fieschi, coordinatore del GdL sulla normativa di.

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Verso un Piano Nazionale per la mobilità a idrogeno L’attività in campo tecnico-normativo Ing. Andrea Fieschi, coordinatore del GdL sulla normativa di Mobilità Idrogeno Italia e Direttore di Assogastecnici

PRINCIPALI ATTIVITA’ SVOLTE Costituzione e primo incontro GdL normativa 14 settembre ‘15 Raccolta norme e prima bozza di documento Dicembre ‘15 Finalizzazione elaborato tecnico a Venezia 3 marzo ‘16 Incontro con i VVF a Roma 3 maggio ‘16 Discussione politica al convegno VGR dei VVF 14 settembre ‘16

GLI ASPETTI DA APPROFONDIRE/RISOLVERE 1) In Italia è tuttora in vigore un vecchio approccio, quello del DM 31 agosto 2006, che: Limita la pressione di erogazione alla pompa a 350 bar; Prevede distanze di sicurezza molto più stringenti rispetto a quelle applicate in altri Paesi Il testo del recepimento italiano della Direttiva DAFI (attualmente in fase di discussione/approvazione parlamentare) contiene il richiamo formale alla norma ISO per la realizzazione delle stazioni di rifornimento idrogeno e quindi le prescrizioni della norma più recente, da un punto di vista «legale», sostituiranno quelle più vecchie del DM 31 agosto Criticità: Al di là dell’aspetto formale, eventuali rigidità in fase autorizzativa potrebbero invalidare i «progressi» contenuti nella norma internazionale Mappa della rete trans-europea di trasporto TEN-T e zoom sull’Italia

GLI ASPETTI DA APPROFONDIRE/RISOLVERE 2) La direttiva DAFI è stata scritta quando ancora, a livello internazionale, era stato pubblicato uno «standard preliminare» (chiamato Technical Specification, TS) individuato nella norma ISO/TS Questo standard non piaceva a tutti i Paesi ed un GdL internazionale del ISO/TC 197 ha prodotto la norma ISO/TS La ISO/TS è stata ritirata ma è ancora richiamata dalla DAFI La ISO/TS contiene indicazioni «puntuali» sulle distanze di sicurezza da applicare, mentre la ISO/TS contiene al momento un allegato con la lista delle distanze (diverse) applicate dai Vigili del Fuoco nei diversi Paesi I VVF italiani preferiscono la ISO/TS , ma al momento non è possibile modificare a livello di recepimento un riferimento tecnico esplicito contenuto nella direttiva europea Il CEN/TC 268 sta verificando la possibilità di redigere uno standard europeo che possa essere compatibile con quanto già previsto fino ad ora in Europa e con quanto previsto anche per il settore del Gas Naturale (LNG e CNG) Mappa della rete trans-europea di trasporto TEN-T e zoom sull’Italia

UN APPROCCIO PRAGMATICO Il periodo transitorio per l’introduzione di un nuovo carburante deve poter seguire un approccio «pragmatico» da parte di tutti gli «attori» del sistema: I veicoli a idrogeno saranno omologati in tutto il mondo anche con serbatoi a 700 bar, non ha senso continuare a limitare a 350 bar la pressione di carica I veicoli a idrogeno hanno maggiori autonomie e brevi tempi di rifornimento rispetto ai veicoli elettrici; in una fase iniziale si possono progettare stazioni di rifornimento «limitrofe» ai centri urbani, con minori criticità sulle distanze di sicurezza Le distanze di sicurezza non devono essere scolpite nella pietra, ma tenere conto dell’analisi di sicurezza, delle esperienze a livello internazionale, dei progressi scientifici e tecnologici Le procedure potranno diventare più semplici con l’esperienza, così come è stato per gli altri carburanti. Mappa della rete trans-europea di trasporto TEN-T e zoom sull’Italia

Grazie per l’attenzione