La rappresentatività sindacale nell’ordinamento francese

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La rappresentatività sindacale nell’ordinamento francese

Tra i modelli classici dell’Europa continentale rileva, indubbiamente, quello francese. La Francia, tra tutti i Paesi della «vecchia» Europa, presenta il più basso tasso di sindacalizzazione (meno del 10% dei lavoratori subordinati è sindacalizzato e, se si considerano i soli lavoratori del settore privato, la percentuale è dell’8,5%). In Francia vi è, inoltre, una situazione di pluralismo sindacale su base ideologica - come in Italia – e a differenza dell’Inghilterra e della Germania.

LE SIGLE SINDACALI FRANCESI DATORI DI LAVORO LAVORATORI : -CFDT -MEDEF -CFTC -CGPME -CGT-FO -UPA -CFE-CGC La tendenza alla divisione sul fronte sindacale dei lavoratori è proseguita negli ultimi decenni infatti sono nate due nuove organizzazioni sindacali importanti : UNSA e SUD.

Le fonti del diritto sindacale COSTITUZIONE FRANCESE E LIBERTA’ SINDACALE Le «fonti del diritto sindacale francese», con particolare riferimento al contratto collettivo e allo sciopero, vanno rintracciate nel preambolo della Costituzione del 1946, cui rinvia il preambolo della vigente Costituzione del 1958. La prima disposizione rilevante ai nostri fini, è quella per cui «ogni uomo può difendere i suoi diritti e i suoi interessi mediante l’azione sindacale e aderire al sindacato di sua scelta». Essa sancisce il fondamentale principio della libertà sindacale nella sua doppia forma: Diritto individuale di aderire ( o non aderire) ad un sindacato; Libertà collettiva di azione sindacale. E’ altresì rilevante, anche per la sua assonanza con la Costituzione italiana, la disposizione del preambolo per cui: «ogni lavoratore partecipa, per mezzo dei suoi delegati, alla determinazione collettiva delle condizioni di lavoro, nonché alla gestione delle imprese».

«CODE DU TRAVAIL» La libertà sindacale, oltre che essere prevista in diverse convenzioni internazionali ratificate dalla Francia (le Convenzioni nn. 87/1948 e 98/1949 dell’OIL) o atti dell’Unione Europea (in particolare, la Carta di Nizza), trova ulteriori specificazioni a livello codicistico. Code du travail (art. L. 2131-2): «Peuvet se constituer librement». Tale disposizione consacra la libertà sindacale di tutte le «persone», ai fini della difesa dei loro interessi professionali (non solo dei lavoratori, dunque, ma anche dei datori di lavoro).

Nell’impianto del «Code du travail» vi è un nucleo di disposizioni che riguardano, più precisamente, la libertà sindacale dei lavoratori: art. L. 2141-5: impedisce al datore di lavoro di differenziare il trattamento dei dipendenti a seconda della loro affiliazione sindacale; art. L. 2141-7: impedisce al datore di lavoro di effettuare pressioni sui lavoratori per favorire o per contrastare una associazione sindacale; art. L. 2261-22: in materia di estensione dell’efficacia soggettiva dei contratto collettivi, pone la regola che, per poter essere estesi, i contratti collettivi di categoria (de branche) devono contenere disposizioni relative al libero esercizio dei diritti sindacali e della libertà d’opinione dei lavoratori.

La Carta Costituzionale francese non regola gli aspetti del «Contratto Collettivo e della rappresentatività sindacale». Tuttavia, è una cospicua legislazione ordinaria ad occuparsene. Risale al 1919 la prima regolamentazione legislativa del contratto collettivo (L. 23 marzo 1919): tale legge ha riconosciuto l’effetto normativo dei contratti collettivi sui contratti individuali, stabilendo che le clausole individuali difformi (in senso peggiorativo) fossero sostituite di diritto dalle disposizioni dei contratti collettivi.

Soltanto nel 1973, con l’istituzione del «Code du travail» (codice del lavoro), la Francia produce la sua prima raccolta di materiale normativo che regolerà, non solo i rapporti collettivi, ma anche il contratto individuale di lavoro. La legiferazione, in materia di rapporti di lavoro e di «relationes collectives» in Francia ha seguito le diverse stagioni economico-sociali e, naturalmente, anche politiche

La riforma francese La legge del 5 marzo 2014, n. 288 e il successivo decreto attuativo 10 giugno 2015, n. 654, modificato poi con la legge 8 agosto 2016, n. 1088, specifica i termini e le condizioni secondo i quali misurare la rappresentatività delle organizzazioni dei datori di lavoro con riferimento ai diversi livelli contrattuali

Il rispetto dei valori repubblicani; Indipendenza; I soggetti sindacali che possono accedere alla contrattazione collettiva. La rappresentatività sindacale La rappresentatività dei sindacati è determinata in base ai seguenti criteri cumulativi (art. 2121): Il rispetto dei valori repubblicani; Indipendenza; La trasparenza finanziaria; Anzianità: Un minimo di due anni di permanenza nella zona professionale e geografica che copre il livello di negoziazione. L’anzianità è valutata alla data di deposito dello statuto L'influenza principalmente caratterizzata dalla attività ed esperienza; Il numero degli iscritti e dei contributi versati

La rappresentatività sindacale a livello di branches (contratto collettivo nazionale) Ai sensi dell’art. 2122-5 del codice del lavoro hanno accesso alla contrattazione collettiva le organizzazione che, oltra a soddisfare, i requisiti prima indicati, hanno ricevuto l’8% dei voti espressi e nelle lezioni per essere considerati rappresentatiti*.

Il rispetto dei valori repubblicani; Indipendenza; La rappresentatività delle organizzazioni dei datori di lavoro a livello di branches (contratto collettivo nazionale) Ai sensi dell’art. 2151-1 del codice del lavoro, l a rappresentatività delle organizzazioni dei datori di lavoro è determinata in base ai seguenti criteri cumulativi: Il rispetto dei valori repubblicani; Indipendenza; La trasparenza finanziaria; Un minimo di due anni di permanenza nella zona professionale e geografica che copre il livello di negoziazione. Questo anzianità è valutata alla data di deposito dello statuto; L'influenza principalmente caratterizzata dalla attività ed esperienza; L‘audiance, che si misura in numero di aziende associate volontaria o dei loro dipendenti soggetti a regime di previdenza sociale francese e, come i livelli di negoziazione, sotto 3 ° dell'articolo L. 2152-1 o L. 2152-4 (così come modificato nel 2016

La rappresentatività sindacale a livello di branches (contratto collettivo nazionale) Le organizzazioni datoriali potranno accedere alla contrattazione collettiva qualora, soddisfatti i criteri prima indicati rappresentino almeno l'8% delle aziende e delle organizzazioni affiliate e almeno l'8% dei dipendenti delle stesse società.