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Saper scrivere: laboratorio di potenziamento delle abilità di scrittura per classi aperte Prof.sse Paola Pruccoli e Annamaria Ursi a.s. 2009/2010 Scuola.

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Presentazione sul tema: "Saper scrivere: laboratorio di potenziamento delle abilità di scrittura per classi aperte Prof.sse Paola Pruccoli e Annamaria Ursi a.s. 2009/2010 Scuola."— Transcript della presentazione:

1 Saper scrivere: laboratorio di potenziamento delle abilità di scrittura per classi aperte Prof.sse Paola Pruccoli e Annamaria Ursi a.s. 2009/2010 Scuola Media Statale Alighieri-Fermi Sede Alighieri Via Coletti, Rimini tel. 0541/52082 fax 0541/27037

2 Presentazione Classi aperte: 1^E / 2^E SMS Alighieri. Alunni: 50. Durata: quattro incontri di 1 ora e 30 minuti ciascuno (totale: sei ore). Finalità: il laboratorio mira a far acquisire negli alunni la consapevolezza che la capacità di scrivere si può raggiungere con percorsi divergenti e creativi e con attività piacevoli. Lobiettivo specifico è quello di: far potenziare alcuni momenti della scrittura, quali la scelta e l'organizzazione delle idee, l'incipit, e alcune tecniche per la scelta del lessico, le abilità di sintesi e per il controllo ortografico rapido. Materiali e strumenti: presentazione ppt, cofanetto DVD Scuola "Holden" di Torino "Saper scrivere", LIM, fotocopie. Procedura: In ogni incontro, a una breve introduzione frontale delle insegnanti, seguirà la visione di filmati su DVD intervallati da commenti e seguiti da esercitazioni individuali (su fotocopie) o collettive con l'uso della LIM. Alcune attività saranno di comprensione, altre più creative. Valutazione: Le attività daranno alle insegnanti lopportunità di valutare lintero processo di insegnamento/apprendimento e di fornire agli alunni ulteriori strumenti durante le lezioni del mattino.

3 Un test per cominciare Come ti comporti in genere quando devi scrivere un testo (un tema, un racconto, una relazione, ecc.?) Scrivi il titolo su un foglio bianco e poi? Hai quattro opzioni a tua disposizione, scegline una e poi leggi il commento alla tua risposta. A. Non perdi tempo: incominci subito a scrivere, partendo dalla prima idea che ti viene in mente. Poi continui così: a mano a mano che ti viene unidea, scrivi. B. Il foglio bianco ti spaventa. Pensi che non riuscirai a riempirlo. Cerchi le idee fissando la pagina o le pareti della stanza in cui ti trovi. C. Sei convinto che limportante sia incominciare con la frase giusta e ti concentri per inventarla. Provi e riprovi a scriverla e ogni volta che non ti soddisfa la cancelli. Dopo mezzora non hai ancora concluso nulla. D. Il foglio bianco non ti spaventa; non hai lansia di scrivere. Ti fermi a riflettere sullargomento che devi affrontare, senza paura di perdere tempo.

4 Un test per cominciare: risposte Come hai risposto? A. Non perdi tempo: incominci subito a scrivere, partendo dalla prima idea che ti viene in mente. Poi continui così: a mano a mano che ti viene unidea scrivi. = Ti comporti come quelli che imboccano una strada senza sapere dove va a finire: può andarti bene, ma anche molto male! Non si fa così: quando si incomincia a scrivere un testo, bisogna già averlo tutto nella mente, almeno nelle sue linee generali, e sapere anche come finirà. B. Il foglio bianco ti spaventa. Pensi che non riuscirai a riempirlo. Cerchi le idee fissando il foglio bianco o le pareti della stanza in cui ti trovi. = Devi convincerti che le idee non mancano a nessuno, perché tutti ne produciamo continuamente, anche se non ce ne rendiamo conto. Per scrivere un testo ordinato e corretto, le idee che già stanno nella tua memoria sono anche troppe, devi solo impararle a raccoglierle e a ordinarle. C. Sei convinto che limportante sia incominciare con la frase giusta e ti concentri per inventarla. Provi e riprovi a scriverla, ma ogni volta non ti soddisfa e la cancelli. Dopo mezzora non hai ancora concluso nulla. = Forse è lambizione che ti danneggia. Nessuno ti chiede di scrivere un capolavoro! Un testo è innanzitutto un esercizio di scrittura. Il tuo insegnante non ti giudicherà in base alle frasi ad effetto, ma valuterà soprattutto la chiarezza, lordine e la correttezza di ciò che scrivi. D. Il foglio bianco non ti spaventa; non hai lansia di scrivere. Ti fermi a riflettere sullargomento che devi affrontare, senza paura di perdere tempo. = Bravo, sei sulla strada giusta! Lavori già con metodo: se ti alleni imparerai a scrivere proprio bene!

5 Primo incontro Le fasi della produzione di un testo: il set up e l'incipit Quali sono le fasi della produzione di un testo? La traccia e il titolo (individuare largomento, capire la richiesta, comprendere lo scopo, delimitare largomento in base alle proprie conoscenze, ai materiali e anche ai propri gusti …) Le idee: pensare, raccogliere, annotare, selezionare, organizzare le idee (interrogarsi sui tempi, gli scenari, i personaggi) – tecniche: lista, mappa, grappolo di idee La struttura: incipit, parte centrale, sviluppo, finale L'espansione o riduzione della bozza, la revisione (punti poco chiari, salti di tempo, collegamenti non logici), controllo ortografico, la bella.

6 LE IDEE......se il titolo assegnato è: Perché gli italiani (non) fanno la coda Come posso organizzare le idee? Se si tratta di una relazione scientifica, con un diagramma a spina di pesce … Se si tratta di una recensione o un riassunto (su un racconto letto)… sceglierò questa struttura: E se si tratta di un testo creativo, come quello qui proposto? Proverò a sviluppare la traccia intorno alle 5 W: Chi (Who)? Gli italiani… Cosa (What)? Cosa succede di solito? Cosa ho osservato nella mia esperienza? Dove (Where)? In quali luoghi? Nei negozi, al supermercato, davanti alla cassa di una multisala… Quando (When)? Tutti i giorni (feriali e festivi) Perché (Why)? Già, perché …? Perché hanno fretta? O perché amano fare i furbi? Osserva le domande e le risposte attorno al titolo e poi leggi la storia che se ne può ricavare ->

7 Titolo: Larte italica di (non) fare la coda In fondo, la Penisola è già una coda, il codino meridionale del Continente… e, in un certo senso, noi che ci viviamo sopra siamo perennemente in coda… sarà una banalità geografica, ma è forse anche la ragione (un motivo ci sarà) di una certa insofferenza allo stare in riga: perché metterci ancora e sempre in coda se siamo già nati su un budello lungo e stretto? [idea: Gli italiani non amano le code = Italia ha la forma di un codino] Eppure le code non sono tutte uguali. Cambiano forma, sono furbe, veloci, tristi, spaccone, persino sorridenti… Il protagonista della coda più comune nei piccoli negozi si chiama Tengofamiglia: - Permette che serva prima la signora? Ha un bambino piccolo a casa che laspetta. Recentemente si è inserita questa variante più sfacciata: - Lasciatemi passare, un attimino! Ho la macchina in doppia fila… Non mancano però le rivincite. Laltro giorno dallortolano, una cliente a un cliente: - Permette che la preceda? Devo comprare soltanto due cose… Ma che combinazione, signora, anchio! [Nei negozi: Tengofamiglia, auto in doppia fila, solo due cose] La coda al supermercato è più complessa. Frequente anche la coda in progress: si afferra la prima cosa che capita e si va alla cassa più vicina, dove si parcheggia il carrello… poi, un pezzo per volta, si completano gli acquisti: avanti e indietro, togli e metti, tra la cassa e i vari reparti, con il vantaggio che il nostro carrello, mentre si riempie gradatamente, viene intanto custodito e tenuto in fila, borbottando, da chi ci segue e non trova il coraggio di prenderlo a calci. [Al supermercato: carrello alla cassa] Ma esistono anche le code felici: le vedi in TV, per le feste, in partenza o al rientro dalle vacanze e dai grandi ponti; sono gli automobilisti rigorosamente incolonnati, nel loro guscio di lamiera: inamidati, sereni, non fanno una ruga e sorridono alle telecamere con tutti i denti: padre, madre, un figlio; è finita anche lacqua minerale e hanno ormai alle spalle 10 chilometri di code, 18 ore di viaggio da casello a casello, ma sembrano addirittura divertiti. [Vacanzieri, unici felici di stare in coda] (da Il sole – 24 Ore, 16 settembre 2001)

8 Chi ben comincia...: lincipit Un testo è una unità della lingua, per questo deve avere dei confini: un inizio, uno svolgimento e una fine. Anche lo svolgimento, che si colloca fra i due estremi, ha le sue tappe interne, in particolare una serie di enunciati che si raggruppano tra loro formando dei capoversi. Incipit (inizio, esordio)= presenta il problema Sviluppo (parte centrale) = il protagonista tenta di affrontare la situazione che si è determinata allinizio Finale (epilogo) = il problema viene superato (può essere un ritorno alla serenità, o drammatico, o a sorpresa… per esempio si può scoprire che era tutto un sogno)

9 Parte Prima Era una notte buia e tempestosa. A un tratto echeggiò uno sparo! Una porta sbatté. La ragazza lanciò un grido. Improvvisamente, apparve allorizzonte una nave pirata. Mentre milioni di persone morivano di fame, il re viveva nel lusso. Intanto, in una piccola fattoria del Kansas, cresceva un ragazzo. Parte Seconda Cadeva una neve leggera, e la fanciulla con lo scialle a brandelli non aveva venduto una violetta in tutto il giorno. In quel preciso momento, un giovane interno allOspedale Civico stava facendo una importante scoperta. La misteriosa paziente della stanza 213 si era finalmente svegliata. Emise un debole lamento. Era possibile che si trattasse della sorella del ragazzo del Kansas che amava la fanciulla con lo scialle a brandelli che era la figlia della ragazza che era sfuggita ai pirati? Linterno aggrottò la fronte. Avanti! gridò il capo-mandria, e quarantamila capi di bestiame scesero rombando sul piccolo accampamento. I due uomini rotolarono a terra dibattendosi fra gli zoccoli micidiali. Un sinistro e un destro. Un sinistro. Ancora un sinistro e un destro. Un uppercut alla mascella. La lotta era finita. E così il ranch fu salvo. Il giovane interno sedeva solo in un angolo del caffè. Aveva imparato la medicina, ma, ciò che è più importante, aveva imparato qualcosa sulla vita. FINE A questo punto Linus chiede: Ma il Re cosa centrava? beccandosi la macchina da scrivere in testa Era una notte buia e tempestosa (romanzo) A volte, quando si è un grande scrittore, le parole vengono così in fretta che non si fa in tempo a scriverle... A volte. Ecco a voi il testo integrale dellindiscusso capolavoro dello Scrittore di fama mondiale.

10 E difficile cominciare a parlare (vincere la timidezza, trovare le prime parole) o cominciare a scrivere. Perché? La risposta potrebbe essereche è difficile trovare qualche cosa da dire, motivo per cui spesso si ricorre a frasi fatte, luoghi comuni e stereotipi. Ma proviamo a rovesciare il problema: prima di scrivere, quando la pagina è bianca, tutto è possibile: tutte le parole del vocabolario italiano sono a nostra disposizione e tutte le costruzioni di quelle parole sono possibili. Possiamo addirittura dire che chi deve cominciare soffre di troppa libertà (ci sono anche testi a inizio bloccato: il verbale di una riunione, una domanda in cartada bollo, un testo scientifico o tecnico, una ricettadi cucina). Facciamo una prova di questalibertà. Prendiamo linizio di una qualsiasi cronaca: Questa mattina, quando mi sono alzato dal letto, ho aperto la finestra e ho visto che pioveva. E ora proviamo a cambiare: non le parole ma la loro collocazione. 1) Ho visto che pioveva questa mattina, quando mi sono alzato dal letto e ho aperto la finestra. 2) Ho aperto la finestra, questa mattina, quando mi sono alzato dal letto e ho visto che pioveva. 3) Quando mi sono alzato dal letto, questa mattina, e ho aperto la finestra, ho visto che pioveva. Ma possiamo anche cambiare qualche parola: 1) Pioggia, questa mattina, quando mi sono levato dal letto e ho spalancato la finestra. 2) Triste alzarsi dal letto la mattina, aprire la finestra e vedere che piove. 3) Finestra spalancata sulla pioggia questa mattina, quando mi sono alzato dal letto. 4) Pioggia a catinelle: la prima cosa che ho visto, questa mattina, quando mi sono alzato e ho aperto la finestra. 5) Lalba era passata da un pezzo, quando mi sono alzato e ho aperto la finestra: pioveva. Ma finora abbiamo avuto poco coraggio nel cambiare: chi ci può impedire di cominciare con la parola coccodrillo? Oppure con la parola caffettiera? O, magari, con Gabriele DAnnunzio o con pitecàntropo? 1) Il coccodrillo, forse, si rallegra quando si sveglia con la pioggia battente sulle sue squame; ma io ci rimango male, la mattina, quando apro la finestra e vedo che piove. 2) La caffettieradella mamma borbottava, questa mattina, quando mi sono svegliato. Ma sotto cera un altro rumore, più sordo e continuo; mi sono alzato dal letto, ho aperto la finestra: pioveva. 3) Gabriele DAnnunzio ci avrebbe fatto una poesia sulla pioggia che cadeva questa mattina: non sulle foglie del pineto, ma sui vetri della mia finestra. Diluviava, quando mi sono alzato. 4) Un pitecàntropo! Stavo proprio per vederlo, per sapere comerafatto, come si sarebbe comportato con me. Ma ho perso loccasione: mi sono svegliato; quello che sembrava il brontolio dellanimale erail rumore della pioggia che batteva sui vetri della mia finestra. Naturalmente abbiamo voluto esagerare con pitecàntropo e coccodrillo, ma solo perché possiamo capire che siamo liberi quando scriviamo un testo personale (non quando si deverispondere a un problema di matematica o descrivereun esperimento di scienze) La difficoltà dellinzio sta proprio nella completa libertà di scelta. Non sappiamo usare questa libertà e ci aggrappiamo al primo stereotipo che viene in mente: Questa mattina, Una volta, quando ero piccolo… E così perdiamo enormi fette di libertà.

11 Tipologie di incipit Con lanticipazione lautore annuncia, o solo sottintende, un fatto nuovo che muoverà la vicenda: lincrinatura, la rottura dellequilibrio, il famoso tuono lontano che annuncia un temporale. Il narratore introduce un elemento stonato, un indizio allinterno di una situazione apparentemente perfetta; questo mette nel lettore la smania di conoscere, di scoprire. Tipi di incipit: Introduttivo (presenta il tema del racconto): Esempio: No, non è questa la storia di due innamorati. E nemmeno di una società per azioni: ma solamente quella di due cani segugi dal pelo fulvo (Mario Rigoni Stern) Descrittivo (presenta una descrizione dellambiente in cui si svolgerà la vicenda o di un personaggio): Esempio: Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di uscir un fior di birbone… (Giovanni Verga) In medias res (se presenta un fatto o un dialogo in corso nel bel mezzo della storia: in questo modo sorprende il lettore e lo cala immediatamente nel racconto): Esempio: Il dottor Grainger, con tono solenne, disse: - Signori, la prima macchina del tempo (Fredric Brown) A effetto (se cerca di colpire e incuriosire il lettore con un fatto clamoroso, strano o affascinante): Esempio: Quando salì sullautobus infastidì tutti… (Giuseppe Tomasi di Lampedusa) Fu la peggior alzata della mia infanzia… (Beppe Fenoglio)

12 La parte centrale o sviluppo A ostacoli A gradini A sopresa In crescendo Ad anello La suspense è un meccanismo fondamentale della parte centrale (soprattutto nei racconti gialli e in quelli dellorrore) Può derivare dal fatto che: il lettore sa che al personaggio sta per accadere un evento tragico ma il personaggio ne è inconsapevole; il lettore intuisce che qualcosa sta per accadere, ma non sa che cosa (un modo diabolico per aumentare la suspense è far disperare il lettore: la narrazione si interrompe sul più bello con ricordi, digressioni, descrizioni…) Un altro meccanismo è lo shock narrativo, quasi uno schiaffo improvviso che il lettore riceve dal narratore senza alcun preavviso; improvvisamente accade qualcosa di terribile (e il lettore… fa un salto sulla sedia!) Leggiamo questa sorpresa: Qualcosa lo colpì leggermente al petto. Pensò dapprima che fosse stato un insetto, ma poi, abbassando lo sguardo sulla camicia kaki, vide una macchia rossa e un succoso pezzetto di un frutto rosso rotolò giù per la camicia spiaccicandosi sul terreno fangoso. Quelle maledette scimmie stavano lanciando bacche. Si chinò a raccoglierlo. E si rese conto che non si trattava di un pezzo di frutto. Era un bulbo oculare umano, schiacciato e viscido al tatto, di un bianco rosato con un filamento del bianco nervo ottico ancora attaccato dietro… (Michael Crichton)

13 Larte del finale (epilogo) Descrittivo A sorpresa o rovesciato (tradisce le aspettative del lettore, vi si rivela una verità inattesa) Ad anello (circolare, sembra ripetere lincipit) Aperto o sospeso (problematico) Drammatico Positivo (la tensione si scioglie anche nel riso liberatorio di un personaggio)

14 Attività semi-creativa post-VIDEO Stavo finendo la ____________ quando un _____________ mi è cascato ___________ ___________. La reazione istintiva è stata di ___________ prima che ______________. Forse ho sbagliato a non ______________ perché adesso lo sento correre avanti e indietro ________ ______________, ma se Dio vuole non fa più rumore.


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