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Progetto Audit civico. Cittadinanzattiva è una organizzazione non governativa fondata nel 1978 con il nome di Movimento federativo democratico che opera.

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Presentazione sul tema: "Progetto Audit civico. Cittadinanzattiva è una organizzazione non governativa fondata nel 1978 con il nome di Movimento federativo democratico che opera."— Transcript della presentazione:

1 Progetto Audit civico

2 Cittadinanzattiva è una organizzazione non governativa fondata nel 1978 con il nome di Movimento federativo democratico che opera nellambito della tutela dei diritti dei cittadini e della promozione della partecipazione civica. E presente su tutto il territorio nazionale con oltre 300 sedi. Per la tutela del diritto alla salute ha fondato, nel 1980, il Tribunale per i diritti del malato. Nel 2001, per confrontare le esperienze e rafforzare linterlocuzione con le istituzioni nazionali ed europee ha istituito Active citizenship network (ACN) con ladesione di 70 organizzazioni civiche di 30 paesi membri o candidati dellUnione europea.

3 Lazione dei cittadini si manifesta attraverso: una raccolta di dati, in quanto le persone acquisiscono informazioni circa il problema; un lavoro di mobilitazione in quanto le persone imparano a condividere il problema; uno sforzo di abilità costruttiva in quanto le persone lavorano per risolvere il problema.

4 I cittadini diventano analisti Imparano dalla esperienza personale a comparare gli sforzi con i risultati e a distinguere le politiche più importanti da quelle meno importanti. I cittadini possono adottare una strategia di acquisizione di una specializzazione nel campo di interesse e man mano generalizzare le proprie competenze diventando soggetti attivi delle politiche pubbliche. La cittadinanza non è soltanto lealtà nei confronti del governo, ma diventa presenza attiva, informata e autorevole nella vita pubblica

5 Lo sviluppo della valutazione civica nellambito dei servizi sanitari è stato determinato dalla esigenza di dare forma concreta alla centralità del punto di vista del cittadino

6 Allindomani della costituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nel 1978, Cittadinanzattiva promuove il Tribunale per i diritti del malato e lancia una campagna di mobilitazione per migliorare le condizioni dei cittadini ricoverati negli ospedali. Gruppi organizzati di cittadini entrano negli ospedali, osservano le strutture e intervistano i degenti. Sono raccolte, in questo modo, migliaia di informazioni. Si formano commissioni che, analizzando i dati, identificano e classificano decine di sofferenza inutili non causate dalla malattia, ma da pregiudizi culturali, disfunzioni organizzative e comportamenti professionali.

7 Le metodologie sinora utilizzate, infatti, sviluppano lascolto dei cittadini ma non li riconoscono come soggetti in grado di produrre autonomamente valutazioni strutturate Altieri L., a cura di, Ascolto e partecipazione dei cittadini in sanità, 2002

8 Le esperienze di riferimento Il lavoro del Tribunale per i diritti del malato Ospedale sicuro (150 ospedali dal 1998 al 2004) Audit civico (175 aziende sanitarie, 8 regioni e dal Ministero della Sanità, dal 2001 ad oggi)

9 Audit civico L'Audit civico consiste in un'analisi critica e sistematica dell'azione delle aziende sanitarie promossa dalle organizzazioni civiche e si configura come uno strumento a disposizione dei cittadini per promuovere la valutazione della qualità delle prestazioni delle aziende sanitarie locali e ospedaliere.

10 Audit civico Tre ragioni: dare forma concreta al punto di vista del cittadino; rendere trasparente e verificabile lazione delle aziende sanitarie; prevenire la frammentazione del SSN.

11 Le ragioni 1/3 Dare forma concreta alla centralità del punto di vista dei cittadini Superare la concezione del cittadino come puro fruitore di servizi. Fare intervenire i cittadini come attori per informare e essere informati. La rappresentanza/rappresentazione del punto di vista.

12 Le ragioni 2/3 Rendere trasparente e verificabile lazione delle aziende sanitarie Il punto di vista esterno. Superare pregiudizi e costruire un giudizio motivato (dei cittadini e degli operatori sanitari). Fare pesare il giudizio motivato dei cittadini in sede di confronto con la direzione aziendale.

13 Le ragioni 3/3 Ridurre i rischi di frammentazione del Servizio Sanitario Nazionale Rendere comparabili alcune performance aziendali. Fare emergere e circolare le esperienze vincenti. Utilizzare i diritti per produrre indicatori e standard.

14 Un contesto per costruire insieme - Una nuova occasione di collaborazione. - Produce nuove informazioni. - Ribalta il rapporto: i cittadini convocano e lazienda partecipa.

15 LA STRUTTURA DI VALUTAZIONE DELLAUDIT CIVICO AUDIT CIVICO 3 Componenti 12 Fattori di valutazione 390 Indicatori [livello aziendale, assistenza ospedaliera, cure primarie (distretto-poliambulatorio-CSM/Sert)]

16 Le tre COMPONENTI dellazione delle aziende sanitarie – primo livello 1. Lorientamento ai cittadini delle aziende sanitarie 2. Limpegno della azienda sanitaria nel promuovere alcune politiche di particolare rilievo sociale e sanitario 3. Il coinvolgimento delle organizzazioni civiche nelle politiche aziendali

17 Le tre COMPONENTI dellazione delle aziende sanitarie–primo livello 1.Lorientamento ai cittadini delle aziende sanitarie: facilitare laccesso dei cittadini ai servizi sanitari, eliminando le barriere fisiche, organizzative e informative; favorire le azioni di tutela dei diritti; adeguare lorganizzazione e i comportamenti alle esigenze di rispetto della identità personale, culturale e sociale dei malati; garantire una buona informazione sui servizi; rendere confortevoli e accoglienti le strutture.

18 Le tre COMPONENTI dellazione delle aziende sanitarie – primo livello 2. Limpegno della azienda sanitaria nel promuovere alcune politiche di particolare rilievo sociale e sanitario provvedimenti relativi allindividuazione e alla prevenzione degli errori nella pratica medica e assistenziale; interventi di adeguamento della sicurezza delle strutture e degli impianti; attività volta a facilitare lutilizzazione dei servizi da parte dei malati cronici e terminali; misure per la riduzione del dolore dei pazienti; attività previste per favorire la prevenzione di alcune patologie.

19 Le tre COMPONENTI dellazione delle aziende sanitarie – primo livello 3. Il coinvolgimento delle organizzazioni civiche nelle politiche aziendali Permette di fare un punto: sullattuazione di alcune legislative – come la presenza di rappresentati dei cittadini nei Comitati etici per la valutazione delle sperimentazioni, nei Comitati per il buon uso del sangue, Commissioni miste conciliative, nei Comitati consultivi aziendali sulla capacità di superare la soglia della occasionalità nei rapporti fra aziende e organizzazioni civiche; sulla capacità di dare a tutto questo sistema di rapporti un respiro strategico o, almeno, non puramente formale.

20 I FATTORI DI VALUTAZIONE- secondo livello Ogni componente è stata articolata in fattori di qualità (aspetti che caratterizzano il percorso del cittadino, Dpcm 19/5/95)

21 1° Componente Orientamento verso i cittadini Fattori di valutazione 1.1 Accesso alle prestazioni 1.2 Tutela dei diritti e miglioramento della qualità 1.3 Personalizzazione delle cure, privacy, assistenza 1.4 Informazione e comunicazione 1.5 Comfort

22 2° Componente: Impegno della azienda nel promuovere alcune politiche di particolare rilievo sociale e sanitario Fattori di valutazione 2.6 Sicurezza dei pazienti 2.7 Sicurezza delle strutture e degli impianti 2.8 Malattie croniche e oncologia 2.9 Gestione del dolore 2.10 Prevenzione

23 3° Componente: Coinvolgimento delle organizzazioni civiche nelle politiche aziendali Fattori di valutazione 3.11 Istituti di partecipazione degli utenti 3.12 Altre forme di partecipazione e interlocuzione

24 Gli INDICATORI - terzo livello La matrice delle variabili quantitative o parametri qualitativi che consentono di esprimere un giudizio sul fattore osservato (circa 390 indicatori)

25 Ambiti di applicazione - Aziendale – L1 (Direzione generale e/o Direzione sanitaria) - Assistenza Ospedaliera – L2 (Direzione dellospedale e Unità operative) - Assistenza sanitaria nel territorio/ Cure primarie – L3: L3a -assistenza sanitaria di base (distretti, medicina di famiglia, cure domiciliari) L3b -assistenza specialistica territoriale (poliambulatorio) L3c -assistenza specialistica territoriale e semiresidenziale fornita dai Centri di Salute Mentale e dai Servizi Tossicodipendenze

26 1° Componente Orientamento versoi cittadini Fattori 1.1 Accesso alle prestazioni 1.2 Tutela dei diritti e miglioramento della qualità 1.3 Personalizzazione delle cure, privacy, assistenza 1.4 Informazione e comunicazione 1.5 Comfort L1 L2 L3a L3b L3c = = =

27 2° Componente: Impegno della azienda nel promuovere alcune politiche di particolare rilievo sociale e sanitario Fattori 2.6 Sicurezza dei pazienti 2.7 Sicurezza delle strutture e degli impianti 2.8 Malattie croniche e oncologia 2.9 Gestione del dolore 2.10 Prevenzione L1 L2 L3a L3b L3c 6 25 = = = = = = = 4 7 = = =

28 3° Componente: Coinvolgimento delle organizzazioni civiche nelle politiche aziendali Fattori 3.11 Istituti di partecipazione degli utenti 3.12 Altre forme di partecipazione e interlocuzione L1 L2 L3a L3b L3c 11 = = = = 8 = = = =

29 STRUTTURA DI RILEVAZIONE La STRUTTURA DI RILEVAZIONE è costituita da tutti gli STRUMENTI predisposti per la RACCOLTA DEI DATI dellAudit civico. Per lo svolgimento di un Audit civico, sono stati previsti i seguenti strumenti di raccolta dati: - QUESTIONARI, per intervistare alcuni responsabili aziendali; - GRIGLIE DI OSSERVAZIONE, per losservazione diretta delle strutture.

30 STRUTTURA DI RILEVAZIONE QUESTIONARIGRIGLIE DI OSSERVAZIONE AZIENDA SANITARIA Questionario Livello 1Griglia di osservazione Livello 1 ASSISTENZA OSPEDALIERA Questionario Livello 2 Griglia di osservazione Livello 2 modulo A (parti comuni) Griglia di osservazione Livello 2 modulo B (unità operative) CURE PRIMARIE - DISTRETTO Questionario Livello 3 modulo AGriglia di osservazione Livello 3 modulo A CURE PRIMARIE – POLIAMBULATORIO Questionario Livello 3 modulo BGriglia di osservazione Livello 3 modulo B CURE PRIMARIE – CSM/SERT Questionario Livello 3 modulo CGriglia di osservazione Livello 3 modulo C

31 Le fasi del ciclo operativo Operazioni preliminari Preparazione Esecuzione Azioni finali

32 Operazione preliminari Adesione al Programma Audit civico: firma della lettera dintenti e nomina dei responsabili aziendale e civico (ciclo nazionale); costituzione di un coordinamento regionale, adesione da parte delle aziende sanitarie e nomina dei responsabili aziendale e civico (ciclo regionale). Corso di formazione ai responsabili civici e aziendali

33 LE FASI OPERATIVE PREPARAZIONE ESECUZIONE AZIONI FINALI

34 PREPARAZIONE COSTITUZIONE DI UN EQUIPE OPERATIVA LOCALE DEFINIZIONE DEL PIANO LOCALE DI AUDIT CIVICO COMUNICAZIONE DEL PROGETTO LOCALE H H

35 PREPARAZIONE COSTITUZIONE DELLEQUIPE: È costituita da un minimo di 8 ad un massimo di 20 persone reclutate con bando pubblico E coordinata da un responsabile aziendale e da un responsabile civico Viene formata con uno specifico corso E il vero Auditor che riceve da Cittadinanzattiva assistenza, formazione e supporti tecnici

36 PREPARAZIONE DEFINIZIONE DEL PIANO LOCALE 1.Individuazione del campo di applicazione 2.Calendario dei lavori 3.Designazione delle persone responsabili

37 LE FASI DELLAUDIT CIVICO PREPARAZIONE COMUNICAZIONE DEL PIANO LOCALE Alle strutture e ai responsabili interessati Alla comunità locale Gli avvisi dei lavori in corso

38 LE FASI DELLAUDIT CIVICO PREPARAZIONE ESECUZIONE AZIONI FINALI

39 LE FASI DELLAUDIT CIVICO ESECUZIONE CARICAMENTO DEI DATI LA RACCOLTA DEI DATI/2 LA RACCOLTA DEI DATI/1 Interviste e visione delle evidenze al giudizio del Gruppo Osservazione e talvolta richiesta di informazioni A cura della équipe locale su supporto nazionale

40 Direzione Generale Direzione Ospedale Direzione Distretto QUESTIONARI DI DIREZIONE Q. per la Direzione generale e per la Direzione sanitaria aziendale (Livello 1) Q. per la Direzione sanitaria di Presidio (Livello 2) Q. per la Direzione sanitaria di distretto (Livello 3 modulo A) Q. per la Direzione sanitaria di distretto (Livello 3 modulo B) Q. per la Direzione sanitaria e resp. CSM e SERT (Livello 3 modulo C) NO AZIENDA OSPEDALIERA

41 Ospedale Cure Primarie Distretto LE GRIGLIE DI OSSERVAZIONE Livello 2 modulo A – Ospedale Livello 3 modulo A (sede di distretto) Livello 3 modulo B (poliambulatorio) Livello 3 modulo C (Centro salute mentale, Servizio Tossicodipendenze) Livello 2 modulo B – Unità Operativa di Degenza Azienda Liste dattesa

42 ESECUZIONE CARICAMENTO DEI DATI A cura della équipe locale su supporto nazionale

43 AZIONI FINALI Elaborazione e restituzione delle basi dati e del benchmarking alle équipe locali; Elaborazione dei Rapporti locali; Elaborazione del Rapporto nazionale o regionale; Pubblicazione degli esiti dellAudit civico; Verifica degli esiti

44 LE AZIONI FINALI Elaborazione e restituzione dei dati e del benchmarking alle équipe locali 1/3 La sede nazionale di Cittadinanzattiva, sulla base dei dati ricevuti da parte di ogni équipe, elabora per ogni realtà aziendale la base dati per la redazione del Rapporto Locale e le tavole di benchmarking del ciclo applicativo nazionale e/o regionale.

45 LE AZIONI FINALI Elaborazione e restituzione dei dati e del benchmarking 2/3 È prevista una valutazione comparativa delle aziende, al fine di confrontare le performance aziendali. Nel concreto, questa comparazione avviene attraverso lelaborazione di un Indice di adeguatezza agli standard (IAS).

46 Elaborazione e restituzione dei dati e del benchmarking 3/3 Profilo delle aziende sanitarie relativo allinformazione logistica, allinformazione sanitaria e alla comunicazione – livello ospedali (valori indicizzati) (dal Rapporto Audit 2001) Giudizio scadente elementi positivi delle migliori performance Disponibilità al momento dellingresso nella struttura di documenti rivolti al pubblico o presenza di avvisi relativi al diritto alla libera scelta del luogo di cura (1 su 12) Alta percentuale di unità operative dove è presente un cartello con indicati i nominativi e le qualifiche dei medici (2 su 12) Alta percentuale di unità operative dove è presente un cartello con indicato lorario di ricevimento del personale (2 su 12) Presenza di U.O. in cui viene comunicato il medico di riferimento (2 su 12)

47 LE AZIONI FINALI Elaborazione del Rapporto locale e dei piani di miglioramento 2/1 IL RAPPORTO LOCALE è costituito da: a. Analisi dei dati punti di forza/aree critiche (IAS) singoli indicatori comparazione con altre realtà b. Verbale di valutazione (per interpretare e formulare raccomandazioni)

48 LE AZIONI FINALI Elaborazione dei rapporti locali e dei piani di miglioramento 2/2 c. Piano delleliminazione delle non conformità ordini di priorità e precise scadenze temporali. d. Piano delle azioni correttive azioni sistemiche per prevenire il ripetersi delle non conformità

49 ELABORAZIONE DEL RAPPORTO NAZIONALE O REGIONALE E curata dalléquipe nazionale o regionale: Analisi delle tavole di benchmarking Discussione degli elementi salienti Raccomandazioni conclusive

50 PUBBLICAZIONE DEGLI ESITI La direzione generale delibera Le strutture interessate sono informate La comunità locale viene informata (conferenza stampa) e/o coinvolta nella valutazione Gli eventi nazionali o regionali

51 VERIFICA DEGLI ESITI Entro un tempo concordato léquipe verifica il mantenimento degli impegni e redige verbale Si apre un nuovo ciclo di Audit civico

52 GRAZIE PER LATTENZIONE


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