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LARTE DEL ROMANZO INTRODUZIONE AL DON CHISCIOTTE DI CERVANTES.

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Presentazione sul tema: "LARTE DEL ROMANZO INTRODUZIONE AL DON CHISCIOTTE DI CERVANTES."— Transcript della presentazione:

1 LARTE DEL ROMANZO INTRODUZIONE AL DON CHISCIOTTE DI CERVANTES

2 LA SCIENZA CI AIUTA A SOPRAVVIVERE LE STORIE (IL ROMANZO) CI AIUTANO A VIVERE

3 LARTE DEL ROMANZO NASCE NEL 1600 PRECURSORE NE E CERVANTES CON IL DON CHISCIOTTE

4 Fondatore dei tempi moderni non è solo Cartesio (scienza, filosofia) ma anche Cervantes Se scienza e filosofia hanno dimenticato lessere delluomo, il mondo concreto della vita... con Cervantes nasce unarte (quella del romanzo) che altro non è se non lesplorazione di questo essere dimenticato

5 I grandi temi esistenziali analizzati dal filosofo Martin Heidegger in Essere e Tempo (1927) sono stati svelati, mostrati, da quattro secoli di romanzo IL ROMANZO SCRUTA LA VITA CONCRETA DELLUOMO E LA PROTEGGE CONTRO LOBLIO DELLESSERE

6 Mentre Dio andava lentamente abbandonando il posto da cui aveva diretto lUniverso (a causa della Rivoluzione Copernicana e della Rivoluzione scientifica del 1600)... Don Chisciotte uscì di casa e non fu più in grado di riconoscere il mondo. Questo, in assenza del Giudice Supremo, apparve allimprovviso in una temibile ambiguità. Lunica Verità divina si scompose in centinaia di verità relative, che gli uomini si spartirono tra loro. Nacque così il mondo dei Tempi Moderni, e con esso il romanzo, sua immagine e modello.

7 Intendere, come fa Cartesio, lio pensante come il fondamento di tutto (Cogito, ergo sum)... essere dunque soli di fronte alluniverso, è un atteggiamento che Hegel, a giusto titolo, giudicò eroico.

8 Intendere, come fa Cervantes, il mondo come ambiguità, dover affrontare, invece che una sola verità assoluta, una quantità di verità relative che si contraddicono (verità incarnate in una serie diio immaginari chiamati personaggi), possedere dunque come sola certezza la saggezza dellincertezza, richiede una forza altrettanto grande.

9 IL LINGUAGGIO DI: RELATIVITA e di AMBIGUITA DEL ROMANZO E LESATTO CONTRARIO DELLE RELIGIONI E DELLIDEOLOGIA

10 Lo spirito del romanzo è lo spirito di complessità. Ogni romanzo dice al lettore: Le cose sono più complicate di quanto tu pensi E questa leterna verità del romanzo, sempre meno udibile però oggi nel frastuono delle risposte semplici e rapide che precedono la domanda e la escludono.

11 Analizziamo il Don Chisciotte: scopo dichiarato del libro è quello di far aborrire agli uomini le false e assurde storie dei libri di cavalleria… Per questo sembra una sarcastica conclusione di tutta la letteratura precedente: fantastica, eroica, piena di leggende e di miti. Oggi a noi questo libro sembra invece un inizio: il punto di partenza di una nuova arte, larte del romanzo

12 Il personaggio principale del romanzo è un pazzo molto originale che si prende per un eroe molto convenzionale: un povero gentiluomo di campagna, Alfonso Quijada, che ha deciso di essere un cavaliere errante di nome Don Chisciotte della Mancia

13 Il fondamento di tutta lesistenza del protagonista risiede nella sua volontà di essere ciò che non è. Questo ha delle conseguenze estetiche radicali: nel romanzo non cè nulla di sicuro tutto è mistificazione o illusione tutto possiede un significato incerto e mutevole nulla vi può essere preso sul serio

14 A lui poco importa di rendere verosimile ciò che racconta. Cervantes ci vuole: divertire sorprendere incantare meravigliare (Finzione del romanzo ripreso da un manoscritto di un Moro)

15 La prima parte del romanzo, quando apparve nel 1605, ebbe un successo clamoroso. Scrivendo la seconda parte Cervantes ebbe unidea straordinaria: i personaggi che Don Chisciotte incontra lo riconoscono come leroe del libro che hanno letto; discutono insieme le sue avventure passate, ed egli può commentare e correggere la sua immagine letteraria. Un gioco di specchi mai visto!

16 Nulla in effetti è certo in questo basso mondo: né lidentità delle persone né lidentità delle cose (apparentemente così evidente: vedi lepisodio della bacinella scambiata per un elmo)

17 Il comico e il riso appartengono alla vita umana da che esiste luomo. In questo libro non vi è solo il riso della farsa, ma una comicità più sottile: lo humour. (Esempio di humour: la vicenda dellincontro con un gentiluomo di campagna e con il figlio poeta) Il mondo allimprovviso si scopre nella sua ambiguità, le cose perdono il loro significato apparente, le persone si rivelano diverse da quello che loro stesse pensano.

18 Cè un proverbio ebraico che dice: Luomo pensa, Dio ride Larte del romanzo è leco della risata di Dio. Dio ride guardando luomo che pensa, perché luomo pensa e la verità gli sfugge. Don Chisciotte pensa, Sancio pensa, e ad entrambi sfugge non solo la verità del mondo, ma la verità del loro stesso io.

19 Anche lamore di Don Chisciotte per Dulcinea assomiglia a unenorme barzelletta… E innamorato di una donna che ha visto solo di sfuggita o probabilmente mai. In Cervantes è messa in discussione la nozione stessa di amore. Che cosè infatti lamore se si ama una donna senza conoscerla? Di colpo, grazie a questa iperbolica barzelletta che è la passione di Don Chisciotte per Dulcinea, il sipario delle certezze si strappa.

20 Don Chisciotte invece che personaggio da leggenda è diventato personaggio del mondo della prosa, nel senso di concreto, quotidiano. Anche la morte di Don Chisciotte è tanto più commovente in quanto prosaica: priva di ogni pathos. Ad esempio: né Ulisse, né Achille si occupano mai dei loro denti, mentre per Don Chisciotte e Sancio Panza i denti sono un assillo continuo.

21 Cervantes afferma: Per me solo nacque Don Chisciotte e io per lui. Egli seppe agire, io scrivere. Lui ed io non siamo che una cosa sola…. Ecco il primo contrassegno di un personaggio romanzesco: è una creazione unica e inimitabile, inseparabile dallimmaginazione originale di un solo autore.

22 Don Chisciotte spiega a Sancio che Omero e Virgilio non descrivevano i personaggi quali erano, ma quali dovevano essere per servire da esempio di virtù alle generazioni a venire. Ora, Don Chisciotte è tutto fuorchè un esempio da seguire. I personaggi romanzeschi non domandano infatti che li si ammiri per le loro virtù. Essi domandano invece che li si comprenda, e questo è qualcosa di completamente diverso.

23 Gli eroi dellepopea vincono e, se sono sconfitti, conservano fino allultimo respiro la loro grandezza. Don Chisciotte è vinto. E non cè alcuna grandezza. Perché tutto è chiaro fin dal principio: La sola cosa che ci resta da fare di fronte a questa ineluttabile sconfitta chiamata vita è cercare di comprenderla: è questa la ragione dessere dellarte del romanzo. LA VITA UMANA IN QUANTO TALE È UNA SCONFITTA.

24 Ogni romanzo propone una risposta alla domanda: Che cosè lesistenza umana e dove sta la sua poesia?


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