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Direttore Operativo ANFIA - Amministratore Delegato ANFIA Service

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Presentazione sul tema: "Direttore Operativo ANFIA - Amministratore Delegato ANFIA Service"— Transcript della presentazione:

1 Direttore Operativo ANFIA - Amministratore Delegato ANFIA Service
Introduzione al convegno Moderatore Ing Pirri del Politecnico di Torino Importanza per Anfia di organizzare eventi come questo per promuovere le tecnologie innovative nel settore automotive Uitle un format con testimonianze del mondo accademico e di aziende impegnate nella ricerca su temi specifici dele nanotecnologie: eleterronica/sensoristica e materiali. Importanza di creare momenti di contatto importanti tra il monco della ricerca e quello delle aziende. Allo studio in Anfia un servizio di sportello per le aziende associate di messa in contatto con le best practices a livello accademico in Italia sulle varie tecnologie Breve descrizione agenda dell’intervento “Le Nanotecnologie e le esigenze di innovazione competitiva nelle imprese manifatturiere” GIANMARCO GIORDA Direttore Operativo ANFIA - Amministratore Delegato ANFIA Service Torino 14 aprile 2010 1 1 1 1

2 60 miliardi di Euro all’anno
Chi siamo ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, rappresenta l’intera filiera automotive ed è una delle trade associations chiave di Confindustria. Internamente è organizzata in 9 Gruppi Merceologici. Relazioni istituzionali Studi e Statistiche Internazionalizzazione Formazione Area tecnica/normativa SERVIZI Autovetture Sportive e Speciali Autobus Autoveicoli Aziende associate Fatturato Addetti oltre 280 60 miliardi di Euro all’anno Carrozzieri autovetture CVI Componenti Produttori Camper Pneumatici Rimorchi 1 2

3 La filiera Automotive italiana nel contesto europeo
In Italia il settore automotive rappresenta circa aziende presenti su tutto il territorio: uno dei principali datori di lavoro 1° investitore privato in R&D 1° per contributo fiscale totale (il 19% delle entrate fiscali totali dello Stato deriva dal settore automotive); l’incidenza sul PIL è la più alta tra i paesi Europei con il 5,4% contro una media del 3,8%!) Export: 8,1% (2008) 3 Fonte: Elaborazione ANFIA su dati e stime ISTAT, EUROSTAT, ACEA 3

4 Nanotecnologie per le imprese manifatturiere
“Datemi materia e moto ed io vi costruirò un mondo!” René Descartes ( ) Le nanotecnologie costituiscono un ambito di investigazione molto affascinante e altamente multidisciplinare PUNTI DI FORZA delle NANOTECNOLOGIE: - Trasversalità: Le sue applicazioni interessano potenzialmente tutti i settori dell’industria e dell’economia (dal manifatturiero all’elettronica, all’IT, all’energia e all’ambiente). - Miglioramento efficienza: possono avere un forte impatto sui materiali modificandone le caratteristiche chimico-fisiche ed aumentandone in maniera esponenziale l’efficienza e la resa - Qualità: migliora la qualità dei prodotti e garantisce un continuo miglioramento delle prestazioni - Sostenibilità: le nanotecnologie possono contribuire alla creazione di modelli sostenibili di produzione e di consumo. CONSENTONO DI Realizzare prodotti e processi per usi più specifici: A livello di nanoscala, i materiali possono essere "adattati" in modo da presentare qualità che possono essere sfruttate per realizzare dispositivi e sistemi più veloci, più leggeri, più robusti ed efficienti, Ridurre il volume dei rifiuti e delle emissioni inquinanti: Alcuni nanomateriali possono avere un effetto benefico per l’abbattimento degli inquinanti, altri possono essere utilizzati per i rivestimenti di protezione contro l’usura di alcuni componenti. Influenzare fortemente la competitività delle aziende: Tramite un miglioramento dell’efficienza dei processi e della qualità dei prodotti, con una riduzione dei tempi e (a lungo terimine) dei costi, le nanotecnologie sono in grado di migliorare le prestazioni di tutto il settore produttivo, rafforzando a tutti gli effetti la competitività delle aziende Punti di forza Trasversalità Efficienza Influenzare fortemente la competitività delle aziende Qualità Sostenibilità

5 Triangolo della Conoscenza
Strategia di Lisbona (2000) Rendere l’Unione Europea, entro il 2010: “l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Triangolo della Conoscenza RICERCA Come ricorderete, nel 2000, di fronte alle nuove sfide della globalizzazione, i Leader politici dell’Unione Europea si sono riuniti a Lisbona, lanciando un programma di riforme con l’obiettivo di fare dell’Unione Europea la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010: Sono state individuate tre leve per realizzare una piena economia della conoscenza, 3 elementi fortemente interconnessi e fondamentali per garantire una crescita economica sostenibile in una società della conoscenza) - RICERCA, INNOVAZIONE E ISTRUZIONE CHE COSTITUISCONO IL COSIDDETTO TRANAGOLO DELLA CONOSCENZA La conoscenza è un fattore critico con cui l'Europa può garantirsi la competitività in un contesto globale in cui altri concorrenti, come i paesi emergenti, possono contare su una manodopera a basso costo in settori labour-intensive. I risultati ottenuti sono stati giudicati modesti rispetto alle aspettative, anche perché gli obiettivi prefissati, seppur condivisibili, erano in gran parte legati alla sfera di influenza dei Governi nazionali (e dunque dipendenti da interventi a livello governativo) ISTRUZIONE INNOVAZIONE I risultati raggiunti sono stati tuttavia modesti: si tratta di obiettivi strettamente connessi con interventi a livello dei Governi nazionali

6 Nuovo approccio alla R&D e innovazione
Occorre cambiare il paradigma del “Fare ricerca” in Italia SONO NECESSARI: Velocità e certezza della finanziabilità Approccio Integrato 1. Numero limitato di progetti prioritari da condividere con attori principali 1. Miglioramento strumenti per le innovazioni di breakthrough E vediamo cosa succede in Italia nel campo della R&D. non voglio fare un’analisi puntuale della situazione italiana ma piuttosto lanciare qualche idea su su quello che, a nostro parere, deve essere il nuovo paradigma di “fare ricerca” secondo una logica incentrata su 2 concetti: approccio integrato e certezza della finanziabilità dei progetti. Tra l’altro su questi temi c’è un tavolo aperto con il Ministero della Ricerca che iniziando a dare primi risultati concreti Approccio integrato: Occorre definire pochi progetti prioritari a livello nazionale da condividere con gli attori principali Occorre inoltre censire ciò che già esiste ed integrarlo in modo efficace nelle azioni di sistema evitando il rischio di rifare cose che già esistono (anche all’estero) Su un piano istituzionale, è importante che l’impresa abbia la possibilità di presentare progetti completi in modo congiunto e non separato ai diversi Ministeri della Ricerca, dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente o dei Trasporti Infine è necessario raccordare le attività di ricerca nel settore pubblico e privato con il fabbisogno di innovazione espresso dal sistema di imprese Nuovi strumenti finanziari che garantiscano velocità e certezza della finanziabilità: 1. Gli strumenti oggi disponibili sono a malapena sufficienti per l’innovazione di tipo incrementale ma sono insufficienti per quella di breakthrough che è l’unica oggi in grado di rappresentare un forte elemento di competitività 2. La gestione della proprietà intellettuale è molto debole nel nostro paese, non viene ancora considerata un vero e proprio “Capitale”, seppur intangibile, tale da costituire un valore da scambiare/commercializzare. 3. E’ necessario ridurre l’evidente sbilanciamento tra il settore pubblico e quello privato per quanto riguarda la finanziabilità dei progetti 2. Evitare il rischio di replicare esperienze già esistenti 2. Maggiore considerazione del valore della proprietà intellettuale 3. Attività congiunta con i diversi Ministeri 3. Ridurre lo sbilanciamento tra pubblico/privato nella finanziabilità dei progetti 4. Raccordare le attività di R&D con il fabbisogno di innovazione delle imprese

7 Attività ANFIA sulla Ricerca
Update Attività svolte Luglio 2009: Avvio delle attività di R&D a favore degli Associati Position Paper di Filiera con individuazione delle Aree prioritarie di R&D e proposte per il rinnovo degli strumenti finanziari a disposizione. Da Ottobre 2009 a Marzo 2010: Prima riunione del Tavolo della Ricerca per il settore automotive: Coordinamento tra ANFIA, Ministeri (MIUR e MSE) e Regioni 2 Incontri di Coordinamento in ANFIA dei Progetti di Ricerca per PIANO di filiera (Nov. 09 e Mar 10): 20 idee progettuali proposte dalle Associate da sviluppare all’interno dei Piani Regionali. Macroaree d’intervento: Veicoli, Powertrain, Manufacturing, Prototipi e dimostratori 7

8 Tavolo sulla Ricerca Prossimi passi
Valutazione costi progetti - suddivisione in: Costi per la Ricerca (Finanziamenti da richiedere al MIUR) Costi per lo Sviluppo (Finanziamenti da richiedere al MiSE) Regioni Coinvolte (Finanziamenti da richiedere alle singole Regioni) Consegna ai Ministeri interessati del Piano ANFIA definitivo dei Progetti di Ricerca di Filiera da sviluppare all’interno dei Piani Regionali. Prossimo tavolo istituzionale (MIUR-MISE- Regioni) per individuazione fondi e strumento di finanziamento (segnalando il bisogno di finanziamenti a fondo perduto anche al di fuori delle Regioni di Convergenza e individuando un agile strumento di finanziamento per la filiera – Accordo di Programma) Creazione sinergie tra le associate per estendere le reti di collaborazione e promuovere la Ricerca Cooperativa (i progetti verranno condivisi nell’Area Riservata del sito, che sarà attiva entro il mese di aprile) 8

9 Grazie per l’attenzione
ANFIA C.so Galileo Ferraris Torino (Italy) Tel   +39  Fax  


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