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Arch. Giulia Catani CITTA DI PORTO SANT ELPIDIO CNA – Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa Associazione Provinciale.

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Presentazione sul tema: "Arch. Giulia Catani CITTA DI PORTO SANT ELPIDIO CNA – Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa Associazione Provinciale."— Transcript della presentazione:

1 Arch. Giulia Catani CITTA DI PORTO SANT ELPIDIO CNA – Confederazione Nazionale dellArtigianato e della Piccola e Media Impresa Associazione Provinciale di Fermo PIANO CASA - APPLICAZIONE DELLE NORME DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE N. 22 NEL TERRITORIO COMUNALE 1 MARZO VILLA BARUCHELLO

2 Arch. Giulia Catani Riferimenti normativi Legge n. 22 avente per oggetto Interventi della Regione per il riavvio delle attività edilizie al fine di fronteggiare la crisi economica, difendere loccupazione, migliorare la sicurezza degli edifici e promuovere tecniche di edilizia sostenibile Deliberazione della Giunta Regionale n del – atto dindirizzo interpretativo della legge regionale 22/89 Deliberazione della Giunta Regionale n del – Protocollo Itaca Deliberazione consiliare n. 72 del 30 novembre 2009 recante Determinazioni in merito alla applicazione della L.R. 8 ottobre 2009 n. 22 nel territorio comunale

3 Arch. Giulia Catani Sintesi della legge regionale articolo 1 - ampliamenti E consentito lampliamento degli edifici residenziali, ancorché ubicati in zona agricola, finalizzato a realizzare il miglioramento del comportamento energetico, nei limiti del 20% della volumetria esistente, per un incremento massimo di 200 mc. Per gli edifici residenziali aventi una superficie complessiva inferiore a 80 mq è consentito raggiungere una superficie netta di 95 mq. Per gli edifici in zona agricola costruiti prima del 1950 è consentito lampliamento a condizione che non vengano alterate le caratteristiche architettoniche e la tipologia edilizia. Per gli edifici in zona agricola è consentito accorpare alledificio principale, la volumetria degli accessori di pertinenza per un massimo di 70 mq, consentendone anche il mutamento della destinazione duso. Gli accorpamenti possono avvenire mediante intervento edilizio preventivo con apposito piano di recupero. Per gli edifici non residenziali ubicati nelle zone D (artigianali e commerciali) ed in zona E (agricola) è consentito un ampliamento nei limiti del 20% della Superficie Utile Lorda, fino al un massimo di mq 400 (per esigenze produttive), in caso di deroga alle altezze lampliamento è limitato a massimo mq 100 (gli interventi sono alternativi). Gli ampliamenti degli edifici diversi da quelli residenziali sono consentiti se motivati da specifiche esigenze produttive. Gli edifici produttivi presenti allinterno delle zone B e C possono essere ampliati del 20% del volume con un massimo di 200 mc, purché conformi alla destinazione della zona in cui si trovano.

4 Arch. Giulia Catani Sintesi della legge regionale Edifici produttivi Lampliamento degli edifici produttivi è legato alla alle specifiche esigenze produttive. Lesigenza produttiva è un bisogno legato ad un ciclo lavorativo motivato da necessità economiche, ambientali, di sicurezza, di qualità o di quantità. Lesigenza produttiva va indicata nella richiesta e ne costituisce motivazione; Gli edifici con destinazione mista (più unità con differenti destinazioni) possono essere ampliati seguendo la destinazione in atto, oppure modificandola conformemente agli strumenti urbanistici vigenti

5 Arch. Giulia Catani Sintesi della legge regionale articolo 2 – demolizione e ricostruzione Le finalità di tali interventi sono rappresentate dal miglioramento della qualità architettonica, dal conseguimento delladeguamento sismico, dal miglioramento della sostenibilità energetico – ambientale in applicazione al protocollo Itaca. Gli edifici residenziali possono essere incrementati del 35 % della volumetria esistente da demolire. Gli edifici non residenziali collocati nelle zone D (artigianali e commerciali) ed in zona E (agricola) possono essere incrementati del 35% della Superficie Utile Lorda demolita. Gli edifici non residenziali collocati in zone diverse da quelle artigianali/commerciali e agricole, purché conformi alle destinazioni di PRG, possono essere ampliati del 35% della volumetria.

6 Arch. Giulia Catani Sintesi della legge regionale articolo 3 – patrimonio pubblico Gli interventi di ampliamento e di demolizione con ricostruzione in ampliamento possono essere consentiti anche per gli edifici pubblici o di pubblica utilità, ivi compresa ledilizia residenziale pubblica, nonché per immobili di proprietà regionale, degli enti locali, delle ASUR inseriti nel piano delle dismissioni di cui allart. 58 del D.L. 112/2008. Le finalità degli ampliamenti sono sempre legati al miglioramento energetico, utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili, al miglioramento o adeguamento sismico. Gli interventi relativi al patrimonio della regione e degli enti locali possono essere attuati anche nei centri storici e negli ambiti di tutela integrale, essendo applicabile la deroga per le opere pubbliche ai sensi dellarticolo 60 delle NTA del PPAR. Per il patrimonio dellERAP o comunale destinato ala edilizia residenziale pubblica è possibile un incremento del 50% delle volumetrie esistenti, previo sottoscrizione di accordo di programma.

7 Arch. Giulia Catani Sintesi della legge regionale articolo 4 Tutti gli interventi previsti dalla legge regionale 22/2009 sono consentiti, per quanto riguarda altezze, densità edilizia, volumetrie, numero dei piani ed altri parametri che il comune potrà indicare con apposito atto, in deroga al regolamento edilizio ed ai piani urbanistici generali e territoriali approvati dai comuni, province e regione. Restano fermi ed inderogabili i limiti di altezza e di distanza tra fabbricati stabiliti dal D.M. 1444/68, fatti salvi quelli che prevedono ispessimento di murature e solai secondo le indicazioni della legge regionale 14/2008.

8 Arch. Giulia Catani Distanze inderogabili del DM. 1444/68 10,00 ml tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti; Nel caso in cui tra gli edifici siano interposte strade la distanza tra pareti finestrate è pari alla larghezza della strada maggiorata di -5,00 ml per lato, per strade di larghezza inferiore a ml 7,00 -7,50 ml per lato, per strade di larghezza comprese tra ml 7,00 e ml 15,00; -10,00 ml per lato, per strade di larghezza superiore a ml 15,00. Sono fatte salve distanze inferiori dai confini se previste dagli strumenti urbanistici vigenti, come ad esempio gli allineamenti su fronti stradali presitenti.

9 Arch. Giulia Catani Sintesi della legge regionale articolo 4 - limitazioni La legge regionale 22/2009 non è applicabile nei seguenti ambiti: nei centri storici (il comune di Porto S. Elpidio non possiede centro storico); nelle aree a tutela integrale del PPAR o dei piani regolatori adeguati al PPAR; nelle aree a rischio di esondazione ; allinterno di parchi e riserve naturali; per tutti gli edifici privati su aree demaniali; per gli edifici di interesse storico architettonico o tipologico individuati dal PPAR o dai piani regolatori adeguati al PPAR o ai sensi di quanto disposto dalla legge regionale 13/90; per gli edifici vincolati per gli edifici commerciali che prevedano deroghe alla legge regionale 26/99 in termini di dotazione minima dei parcheggi e dimensionamento delle strutture di vendita

10 Arch. Giulia Catani Sintesi della legge regionale articolo 6 – contributo di costruzione Per gli interventi in ampliamento siano essi di carattere residenziale che non, il contributo di costruzione, è ridotto del 20% e limitato al solo ampliamento. Per gli interventi di demolizione e ricostruzione il contributo di costruzione è pari all80% del dovuto per la porzione in ampliamento e al 20% del dovuto per la parte ricostruita. Il contributo non è dovuto nel caso in cui lintervento di demolizione e ricostruzione comporti laccessibilità totale delle unità immobiliari ai fini del superamento delle barriere architettoniche. Il contributo è dovuto in misura intera nei casi di mutamento della destinazione duso di edifici non residenziali ubicati in zone B e C purché vi sia compatibilità con la zona.

11 Arch. Giulia Catani Attività dei comuni nellambito della legge Ai sensi di quanto disposto dalla legge regionale 22/2009 entro quarantacinque giorni dallentrata in vigore della legge i comuni possono: limitare lapplicazione in relazione a determinati immobili o zone del proprio territorio, sulla base di specifiche motivazioni dovute alla saturazione edificatoria delle aree o ad altre preminenti valutazioni di carattere urbanistico o paesaggistico o ambientale; individuare ulteriori parametri di deroga oltre quelli specificatamente indicati dalla legge; stabilire un aumento dei diritti di segreteria fino ad un massimo del 100%, per i procedimenti riferiti alla legge specifica da utilizzare per lattivazione di progetti di produttività finalizzati alla gestione delle pratiche, nonché allo svolgimento dei successivi controlli; Nellambito della legge i comuni devono: determinare le modalità di reperimento degli standard urbanistici conseguenti al maggior carico insediativo a seguito dellapplicazione degli ampliamenti; stabilire il valore della loro eventuale monetizzazione.

12 Arch. Giulia Catani Lattività dellamministrazione comunale Criteri generali : analisi territoriale per zone omogenee Deliberazione consiliare n. 72 del 30 novembre 2009 recante L.R. 8 ottobre 2009 n indirizzi in merito alla applicabilità nel territorio comunale.

13 Arch. Giulia Catani Definizione di edificio esistente in riferimento allapplicabilità degli ampliamenti di cui alla legge regionale 22/09 per edificio esistente si intende ledificio al grezzo costituito da copertura e murature perimetrali. In caso di edifici parzialmente completati laumento del 20% sarà riferito alla sola porzione tamponata.

14 Arch. Giulia Catani Interventi nel Borgo Marinaro Nella zona del Borgo Marinaro gli ampliamenti di cui agli articoli 1 e 2 della legge regionale 22/2009 si applicano esclusivamente agli edifici con un numero di piani inferiore a tre e fino al conseguimento dellaltezza massima di ml 9,00, calcolata secondo i parametri definiti dal relativo particolareggiato (al di sotto del cornicione). Sono fatte salve le norme del piano attuativo in relazione alla composizione delle facciate. Per gli edifici soggetti a restauro e risanamento conservativo, gli interventi di cui alla L.R. 22/09, nel limite dei 3 piani, si applicano previa presentazione di piano di recupero, attraverso il quale si valuteranno le condizioni particolari da applicare.

15 Arch. Giulia Catani Interventi allinterno delle zone B Nelle zone di tipo B, diverse dal Borgo Marinaro, gli interventi di cui agli articoli 1 e 2 della l.r. 22/09 si applicano nel rispetto di quanto dettato dalla normativa generale (rispetto delle distanze del D.M. 1444/68) senza applicazione di ulteriori limitazioni o deroghe. Sono fatti salvi gli interventi che pur utilizzando gli ampliamenti di cui alla legge regionale 22/09 risultano essere conformi alle prescrizioni plano volumetriche contenute nei vigenti piani di recupero. La legge regionale 22/2009 non si applica alle pertinenze delle abitazioni che costituiscono corpi completamente distaccati dagli edifici principali

16 Arch. Giulia Catani Interventi allinterno delle zone C nelle zone di espansione residenziale di tipo C oltre alle deroghe specifiche contenute allinterno della legge regionale 22/09, sono applicabili le deroghe alle norme sulle distanze dai confini e dai limiti di zona, purché non in contrasto con i limiti inderogabili di cui al DM 1444/68, nei casi in cui gli interventi confinino con aree con destinazione a verde e/o a parcheggio e nel caso in cui confinino con zone agricole della stessa proprietà. Sono fatte salve le distanze del codice civile

17 Arch. Giulia Catani Interventi allinterno delle zone D nelle zone commerciali ed artigianali di tipo D le norme di cui alla legge regionale 22/2009 si applicano senza limitazioni o ulteriori deroghe.

18 Arch. Giulia Catani Interventi allinterno delle zone E - agricole nelle zone agricole E tutti gli interventi di cui alla legge regionale 22/04 si attuano attraverso un piano di recupero redatto ai sensi della legge 457/78 che potrà contenere anche previsioni di riordino dei volumi. Il piano attuativo avrà una validità massima di anni tre e potrà presentare anche traslazioni di sagoma nella direzione del rispetto delle distanze. Attraverso il piano di recupero verranno fissate e valutate di volta in volta le caratteristiche dellintervento in relazione alle deroghe. Le norme di cui alla legge regionale n. 22/2009 non si applicano a tutti gli edifici in zona agricola che hanno mutato la destinazione duso successivamente alla data del , trovandosi questi in una situazione non più corrispondente allo stato di fatto alla data di riferimento di applicabilità della legge. Per gli accessori ad uso agricolo tutti gli interventi, salvo quelli di riordino delle volumetrie esistenti, sono condizionati alla disponibilità di un lotto minimo pari a 2 Ha. Sia per gli imprenditori a titolo principale che per quelli a titolo secondario gli interventi sono assoggettati al conseguimento del parere prescrittivo dellUfficio agricolo di zona sulla base delle reali necessità aziendali ed in funzione dei mezzi a disposizione per la conduzione del fondo

19 Arch. Giulia Catani Esclusioni le norme di cui alla legge regionale 22/09 non si applicano agli edifici compresi nellAlbum degli edifici Storici extraurbani allegato al PRG sia che essi siano soggetti a restauro e risanamento conservativo o a ristrutturazione; le norme di cui alla legge regionale 22/09 non si applicano agli edifici presenti allinterno delle zone bianche o allinterno di aree con destinazione di tipo pubblica soggette a vincoli espropriativi non ancora decaduti; le norme di cui alla legge regionale 22/09 non si applicano agli edifici esistenti allinterno di aree di espansione per le quali non sia vigente il relativo piano attuativo e per gli edifici esistenti allinterno di piani attuativi vigenti che ne prevedano la totale demolizione senza ricostruzione

20 Arch. Giulia Catani Reperimento degli standard Per la conformazione del territorio e per la topologia degli interventi gli standard pubblici devono essere di norma monetizzati; per gli interventi nelle zone di tipo D, prima dellapplicazione della monetizzazione, dovrà essere esplorata, in fase progettuale, la possibilità di reperire lo standard allinterno del lotto di pertinenza sul fronte strada.

21 Arch. Giulia Catani Valore della monetizzazione Per la determinazione del valore delle aree da monetizzare si fa riferimento a quelli deliberati ai fini ICI al momento della presentazione dei progetti ai sensi della legge regionale 22/09, facendo riferimento alla destinazione urbanistica dellarea ed alla sua collocazione allinterno delle varie fasce di mercato Per gli interventi in zona agricola il valore delle aree oggetto di monetizzazione sarà pari a quello corrispondente alle aree di tipo ZTR3 in zona azzurra

22 Arch. Giulia Catani Precisazioni ed interpretazioni I piani di recupero sia in zona agricola che nel Borgo Marinaro non necessitano della Verifica di Assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica; Essi non devono essere preceduti da una delibera di individuazione delle aree da assoggettare ai piani; Liter amministrativo è quello di cui allarticolo 30 della legge regionale 34/92 e s.m.i., considerando gli interventi conformi al PRG.

23 Arch. Giulia Catani Precisazioni ed interpretazioni Allinterno delle zone agricole gli artt. 1 e 2 della Legge Regionale 22/09 si applicano in deroga alla L.R. 13/90 e quindi anche per gli edifici residenziali con volumetria superiore a 1000 mc Per gli interventi di ampliamento e ricostruzione vale quanto disposto dallart. 5 della L.R. 13/90 cioè non si osserva il limite di 20 ml per le distanze dai confini Gli interventi in zona agricola si attuano nel rispetto delle caratteristiche architettoniche e paesaggistiche imposte dalla L.R. 13/90.

24 Arch. Giulia Catani Precisazioni ed interpretazioni I divieti stabiliti dalla legge regionale 22/09 in relazione alle zone soggette a tutela integrale, così come definite dal P.P.A.R., non sono derogabili dai Comuni. Valgono comunque le esenzioni stabilite dallart. 60 del P.P.A.R. o quelle richiamate negli strumenti urbanistici ad esso adeguati.

25 Arch. Giulia Catani Precisazioni ed interpretazioni In relazione allampliamento delle strutture di carattere commerciale non è consentita lapplicazione della L.R. 22/89 qualora gli incrementi determinino il passaggio di categorie della struttura di vendita. Cioèvi è passaggio da esercizio di vicinato a media struttura di vendita, oppure da media struttura di vendita a grande struttura di vendita.

26 Arch. Giulia Catani Precisazioni ed interpretazioni Le norme di cui alla legge regionale 22/09 non possono essere utilizzate al fine di conseguire sanatorie; In caso di abusi edilizi ad interventi richiesti ai sensi della legge regionale 22/09, oltre allapplicazione delle sanzioni e dei provvedimenti di cui al DPR 380/01, sono irrogate ulteriori sanzioni pari al doppio dellaumento del valore venale dellimmobile conseguente allaumento del volume o della SUL, nonché lannullamento delle riduzioni del contributo di costruzione

27 Arch. Giulia Catani Protocollo ITACA Con D.G.R. n del è stata approvata una versione sintetica del Protocollo da applicare in maniera specifica agli interventi derivanti dallapplicazione della L.R. 22/09 Larticolazione degli scaglioni di punteggio consentono di poter ampliare fino ad un massimo del 25% in caso di raggiungimento di punteggio pari ad 1,5, e del 35% in caso di raggiungimento di punteggio pari a 2,5

28 Arch. Giulia Catani Protocollo ITACA I criteri premianti del protocollo Itaca sono molteplici, il primo è indipendente dal comportamento delledificio e riguarda il rapporto con il sito. Si premiano edifici posti in ambito urbano centrale. Seguono i valori di carattere energetico con particolare riferimento allinvolucro esterno.

29 Arch. Giulia Catani Protocollo ITACA Altri requisiti che influenzano la valutazione prestazionale delledificio sono: - la ventilazione; - la buona illuminazione naturale; - luso di fonti rinnovabili per la produzione di acqua calda e di energia elettrica

30 Arch. Giulia Catani Protocollo ITACA Si incentivano gli usi di materiali naturali, provenienti da riciclo ovvero riciclabili; Si fa attenzione ai consumi idrici ed al recupero delle acque siano esse grigie che piovane; Si richiede una progettazione dellimpianto elettrico volta a diminuire linquinamento elettromagnetico indoor.


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