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Prevenzione e trattamento delle difficoltà di lettura strumentale: il programma PRCR-2 La valutazione precoce dei prerequisiti della lettura strumentale.

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Presentazione sul tema: "Prevenzione e trattamento delle difficoltà di lettura strumentale: il programma PRCR-2 La valutazione precoce dei prerequisiti della lettura strumentale."— Transcript della presentazione:

1 Prevenzione e trattamento delle difficoltà di lettura strumentale: il programma PRCR-2 La valutazione precoce dei prerequisiti della lettura strumentale con la batteria di prove PRCR-2 consente di scomporre l'abilità di decifrare un testo in sottocomponenti (analisi visiva, consapevolezza fonologica, etc.). L'importanza di questa procedura sta nel tipo di informazioni che è possibile ricavare circa la prestazione dell'ipotetico bambino: saremo in grado di individuare le aree specifiche di difficoltà che per alcuni bambini riguarderanno gli aspetti fonologici, per altri gli aspetti visivi del linguaggio. Nella fase di trattamento, tenere conto di queste informazioni consentirà di programmare un trattamento mirato al recupero delle preabilità che consentono di decifrare un testo.

2 Il programma di trattamento PRCR-2 è suddiviso seguendo la batteria di valutazione PRCR-2; per ogni area è stato costruito un certo numero di schede ordinate per grado di difficoltà; ciò consente al bambino di migliorare gradualmente la padronanza degli esercizi da svolgere. Area A – Analisi visiva (AV) – 144 schede Area B – Lavoro seriale da sinistra a destra (SD) – 64 schede Area C – Discriminazione uditiva e ritmo (DUR) – 72 schede Area D – Memoria uditiva sequenziale (MUSFU) – 104 schede Area E – Integrazione visiva-uditiva (IVU) – 128 schede Area F – Globalità visiva (GV) – 87 schede

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6 Lettura e disabilità: la lettura funzionale L'insegnamento della lettura richiede una serie di abilità di base piuttosto complesse; nel caso del bambino con disabilità mentale si dovrà quindi tenere conto delle abilità presenti per organizzare in modo differenziato il suo percorso di apprendimento della lettura. L'importanza dell'acquisizione di un'abilità come la lettura riguarda soprattutto l'autonomia che essa conferisce: facendo un semplice esempio, imparare a leggere un testo permette, a chi lo ha appreso, di avere una quantità di risorse per adattarsi alle richieste della vita di ogni giorno nettamente superiore a chi non ha questa capacità.

7 Insegnare a leggere a bambini disabili prevede quindi la scelta del livello di autonomia da raggiungere; ciò naturalmente non potrà prescindere da un'attenta valutazione del grado di disabilità che il bambino presenta. Sostanzialmente sono due i percorsi che si possono seguire nell'insegnamento della lettura per il bambino disabile: - seguire un curricolo per l'insegnamento della lettura strumentale - seguire un curricolo che consenta di arrivare a quella che viene definita lettura funzionale

8 Per LETTURA STRUMENTALE si intende la capacità di leggere correttamente e velocemente le parole che compongono un testo a prescindere dalla familiarità delle parole che lo compongono e dalla sua struttura sintattica e grammaticale. Il termine «funzionale», utilizzato per designare il secondo tipo di curricolo, si riferisce invece all'insieme di abilità che consentono all'allievo di decodificare correttamente parole che hanno un alto valore ecologico per la buona integrazione dell'individuo con l'ambiente. Al ragazzo disabile viene insegnato a riconoscere delle scritte per lui importanti per orientarsi all'interno del suo ambiente: alcuni esempi di questa tipologia di stimoli sono le parole AVANTI, STOP, USCITA, ENTRATA, ecc. La lettura di queste parole non sottende la capacità di discriminare le singole unità che la compongono, ma l'abilità di riconoscere la parola nella sua totalità come portatrice di un significato specifico.

9 Alcuni dei programmi costruiti per l'insegnamento di questo tipo di abilità si basano sulla metodologia della DISCRIMINAZIONE SENZA ERRORI Tecnica del Fading Modificazione graduale di una caratteristica dello stimolo da discriminare Tecnica dello Shaping Ristrutturazione completa dello stimolo da discriminare

10 LE TECNICHE DI INTERVENTO POSSONO ESSERE MIRATE A INCREMENTARE I COMPORTAMENTI ADEGUATI GIÀ PRESENTI NEL REPERTORIO DELLALLIEVO FARE APPARIRE E CONSOLIDARE I COMPORTAMENTI ADEGUATI NON PRESENTI - STIMULUS FADING - STIMULUS SHAPING - STIMULUS CONTROL - MODELING - CHAINING

11 TECNICA DEL FADING CONSISTE NELLESAGERAZIONE DI ALCUNE CARATTERISTICHE FISICHE DELLO STIMOLO DISCRIMINATIVO SI TRATTA DI UNA ENFATIZZAZIONE ARTIFICIALE DELLO STIMOLO MEDIANTE LAUMENTO DELLA GRANDEZZA E DELLA NTENSITÀ (magari ricorrendo a sottolineature e a colorazioni)

12 TECNICA DEL FADING Questa enfatizzazione artificiale dello stimolo discriminativo si ottiene aumentandone la grandezza ed intensità (ad esempio, la parola corretta viene presentata con caratteri e corpi tali da renderla immediatamente attraente), con un uso dellaggiunta di sottolineature ed indicazioni colorate (sui dettagli discriminativi, ad esempio, tra le diverse monete) aggiungendo stimoli potenti rispetto alla risposta attesa (figure familiari al bambino) e poi gradualmente tali modificazioni si dovranno ridurre fino a ritornare alla forma originale dello stimolo. Questa tecnica è stata utilizzata in vari programmi applicativi di lettura funzionale di parole o simboli ad alta utilità quotidiana e di avviamento alla lettura.

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14 TECNICA DELLO SHAPING SI AVVALE, CON FUNZIONE DI AIUTO, DI UNA FIGURA CHE VIENE PROGRESSIVAMENTE TRASFORMATA NELLO STIMOLO DA IMPARARE; DI SOLITO UNA PAROLA O UN NUMERO DI DIFFICILE DISCRIMINAZIONE VENGONO RAPPRESENTATI CON LE CARATTERISTICHE DISTINTIVE DELLA FIGURA CHE SIMBOLIZZANO Il passaggio successivo è caratterizzato dalla eliminazione graduale della configurazione-stimolo È una tecnica finalizzata a promuovere un graduale miglioramento nel soggetto disabile, facendolo pervenire allobiettivo desiderato a partire da una situazione iniziale piuttosto lontana da quella terminale

15 TECNICA DELLO SHAPING Lo stimolo con funzione di aiuto è una figura che viene progressivamente trasformata nello stimolo da imparare, generalmente una parola una lettera o un numero di difficile discriminazione. In questo modo alcune caratteristiche distintive della figura dovrebbero passare in modo molto graduale nella nuova configurazione stimolo ignota. Occorre rilevare come lo stimolo di aiuto è nello stimolo stesso e questo richiede poco sforzo allattenzione ed il transfer del controllo dello stimolo è grandemente facilitato.

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19 È contrassegnato dalla presentazione sempre più differita nel tempo dello stimolo-aiuto, fino ad arrivare ad un momento in cui lallievo senza attendere larrivo del prompt riesce ad anticiparlo STIMULUS CONTROL Nelle prime presentazioni del materiale stimolo, lo stimolo di aiuto (già ben noto al bambino) è fornito contemporaneamente a quello ancora da apprendere: ad esempio, la figura che rappresenta loggetto (aiuto) e la parola scritta del nome di quelloggetto. In questo modo vengono praticamente annullate le possibilità di errore. Successivamente, lo stimolo di aiuto viene presentato dopo quello da apprendere, inizialmente con un intervallo di ritardo di pochi secondi, che però aumenta progressivamente sempre di più. Il bambino, dopo un certo numero di prove in cui ha avuto bisogno di attendere larrivo del prompt, riuscirà così ad anticiparlo, rispondendo correttamente allo stimolo che prima non conosceva.

20 PER LAPPARIZIONE ED IL CONSOLIDAMENTO DI COMPORTAMENTI ADEGUATI NON PRESENTI MODELINGCHAINING

21 MODELING (modellamento) UNAREA IN CUI RISULTA IMPORTANTE UTILIZZARE IL MODELING RIGUARDA QUELLA DELLE ABILITÀ E DEI COMPORTAMENTI SOCIALI, IN CUI SONO DA INGLOBARE I CONTENUTI VERBALI E NON VERBALI (parole, mimica, postura, contatto oculare, ecc.), EMOZIONALI E COGNITIVI CHE CONSENTONO DI ATTIVARE E MANTENERE RELAZIONI INTERPERSONALI RECIPROCAMENTE GRATIFICANTI NELLAMBIENTE DI VITA, IN MODO SOCIALMENTE ACCETTABILE E PRODUTTIVO È UNA TECNICA DI INSEGNAMENTO BASATA SULLOSSERVAZIONE DI UN MODELLO E SULLIMITAZIONE DEL SUO COMPORTAMENTO

22 Lapprendimento di nuove abilità attraverso la tecnica del modeling si basa sullapprendimento osservativo, che avviene quando il soggetto osserva unaltra persona (il modello) che esegue il comportamento in questione. Losservatore guarda il modello che agisce, ma egli non emette direttamente nessuna risposta, ne riceve alcuna conseguenza rinforzante o punitiva. Il comportamento desiderato è appreso solamente attraverso losservazione passiva del modello. Per chiarire meglio gli effetti del modeling, è importante distinguere tra apprendimento e performance, intesa come semplice emissione della risposta osservata. Questultima si ritiene possa essere acquisita nel repertorio di possibilità comportamentali del soggetto attraverso una codificazione cognitiva, di ciò che egli osserva. Se invece il soggetto modificherà in modo stabile e duraturo i suoi repertori comportamentali, allora si potrà parlare di apprendimento vero e proprio, e questo sarà in funzione delle conseguenze, rinforzanti o meno, che losservatore avrà sperimentato direttamente in contingenza ai suoi tentativi di imitazione.

23 CHAINING (concatenamento) DERIVA DALLE RICERCHE DI SKINNER SULLAPPRENDIMENTO OPERANTE SI AVVALE DELLA TASK ANALYSIS TECNICA MEDIANTE LA QUALE I COMPORTAMENTI COMPLESSI VENGONO SUDDIVISI IN SEGMENTI, OGNUNO DEI QUALI VIENE SOTTOPOSTO AD UN DISTINTO PROCESSO DI APPRENDIMENTO TRAMITE TALE TECNICA SI PERSEGUE LO STESSO OBIETTIVO DELLO SHAPING, CHE È QUELLO DI COSTRUIRE UN COMPORTAMENTO ATTUALMENTE NON PRESENTE NEL REPERTORIO DI ABILITÀ

24 Il CHAINING è anchesso una classica tecnica comportamentale, derivata dagli studi di Skinner sullapprendimento operante. Lobiettivo è lo stesso dello shaping, e cioè costruire un comportamento complesso, attualmente non presente nel repertorio di abilità, ma il metodo è radicalmente diverso. Nel chaining il comportamento finale viene descritto nei suoi micro- comportamenti con la task analysis, e diventa così simile ad una catena di unità di risposta singole e facilmente accessibili. Loperatore inizia poi con linsegnare lultimo anello di questa catena (concatenamento retrogrado), perché si ritiene che lultimo componente del comportamento complesso sia il più rinforzante, essendo quello contiguo al rinforzamento naturale finale. Esempio Per insegnare a tracciare le lettere, lalunno può iniziare con lapprendere lultimo tratto grafico necessario, dal momento che la lettera su cui si esercita è quasi completamente tracciata. Quando sarà in grado di completarla, gli verrà presentata unaltra lettera cui mancheranno due parti: lultima e la penultima. La tecnica continua in questo modo, fino al completamento della lettera in questione, e così via.

25 DIFFERENZE TRA SHAPING E CHAINING Le differenze, di impiego e concettuali, tra le due tecniche sono notevoli. Lo SHAPING inizia con il promuovere comportamenti anche di gran lunga diversi da quello terminale, purché siano immediatamente alla portata del soggetto e si orientino nella direzione voluta. Linizio del CHAINING invece è costituito dallultimo elemento della catena comportamentale, e perciò non abbiamo nessuna garanzia che sia un avvio semplice, dal momento che lultimo anello della catena potrebbe essere il più difficile, anche se il più motivante. Il chaining inoltre spezzetta maggiormente il compito, soprattutto quello retrogrado, mentre lo shaping da più il senso dellinterezza e della continuità. Entrambi i metodi hanno comunque degli indubbi vantaggi e vanno scelti di caso in caso.


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