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Storia dell'A.O. Introduzione A.O. Invertente A.O. non invertente.

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Presentazione sul tema: "Storia dell'A.O. Introduzione A.O. Invertente A.O. non invertente."— Transcript della presentazione:

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2 Storia dell'A.O. Introduzione A.O. Invertente A.O. non invertente

3 Un po di Storia dellamplificatore operazionale Il termine di amplificatore operazionale deriva dal fatto che, originariamente, tale dispositivo veniva usato nei calcolatori analogici per svolgere operazioni matematiche (come somme, sottrazioni, moltiplicazioni, integrali, derivate, ecc...) su segnali elettrici. I primi A.O. furono realizzati negli anni 40 con tubi a vuoto; tali dispositivi erano voluminosi e richiedevano una notevole potenza di alimentazione. Lavvento del transistor bipolare, consentì un notevole miglioramento con la realizzazione di A.O. come moduli a componenti discreti.

4 introduzione Lamplificatore operazionale (AO)Lamplificatore operazionale (AO) è un circuito integrato costituito da una rete di resistenze, capacità, diodi e transistori incapsulati in unico contenitore di plastica o di metallo, che viene collegato normalmente al circuito mediante una zoccolatura a pressione. AO amplificatore differenzialeLAO può essere definito funzionalmente come un amplificatore differenziale, cioè un dispositivo attivo a tre terminali che genera al terminale di uscita una tensione proporzionale alla differenza di tensione fornite ai due terminali di ingresso. amplificatori operazionaliBuona parte dei circuiti elettronici è costituita da componenti integrati, composti ciascuno da numerosi elementi attivi e passivi miniaturizzati, e nei circuiti analogici questi integrati sono quasi tutti amplificatori operazionali.

5 LAmplificatore Operazionale LAmplificatore operazionale (A.O.) è essenzialmente, un amplificatore di tensione, avente le seguenti caratteristiche: –alto guadagno; –ingresso differenziale; –alta impedenza di ingresso e bassa impedenza di uscita.

6 Rappresentazione grafica + – VV1VV1 VV2VV2 +V +V cc -V -V cc VV0VV0 Il simbolo grafico, comunemente utilizzato, per rappresentare lA.O. è il seguente: – Con il simbolo – si indica lingresso invertente. Con il simbolo + si indica lingresso non invertente

7 Rappresentazione grafica + – VV1VV1 VV2VV2 +V +V cc -V -V cc VV0VV0 V 1 V 1 : tensione sullingresso invertente. V 2 V 2 : tensione sullingresso non invertente. +V cc -V cc +V cc e -V cc : tensioni di alimentazione. V 0 V 0 : tensione di uscita

8 Amplificatore invertente Una prima configurazione elementare è lamplificatore invertente: + - RiRi R0R0 R V2V2 V1V1 IiIi I0I0 I b1 I b2 V0V0 ViVi

9 Guadagno dellamplificatore invertente Lamplificatore invertente, applicando un segnale in ingresso, lo amplifica di un fattore R 0 /R i, invertendone la fase di 180°: Ne deriva che il valore del Guadagno, non dipende da A, e quindi non varia con la frequenza, né con il tipo di A.O. utilizzato: esso è determinato esclusivamente dai valori di R 0 e R i.

10 Amplificatore non invertente Una seconda configurazione elementare è lamplificatore non invertente ed il suo schema è riportato in figura sotto: + - RiRi R0R0 R V2V2 V1V1 IiIi I0I0 I b1 I b2 V0V0 ViVi

11 Guadagno dellAmplificatore non invertente Luscita dellamplificatore non invertente dipende dallingresso in base alla seguente relazione: Anche nel non invertente, come nell'invertente, il guadagno è indipendente da A, poiché A è abbastanza grande, ed è determinato solo dai valori usati per la rete di reazione. Questo risultato, comune a tutti i circuiti con retroazione negativa, rende il circuito insensibile ai componenti attivi.

12 Realizzazione a cura di: by RCP electronics Presso lI.T- G. P. Chironi – Nuoro


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