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1 SPSAL RIUNIONE MEDICI COMPETENTI ANNO 2004 ZONE TERRITORIALI N. 12 / N. 13 AREA VASTA DICEMBRE 2004.

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1 1 SPSAL RIUNIONE MEDICI COMPETENTI ANNO 2004 ZONE TERRITORIALI N. 12 / N. 13 AREA VASTA DICEMBRE 2004

2 2 DECRETO (G.U. n. 134 del ) MALATTIE CORRELATE AL LAVORO PER LE QUALI E OBBLIGATORIA LA DENUNCIA ART. 139 T.U.

3 3 ELENCO MALATTIE LISTA I: MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E DI ELEVATA PROBABILITA; LISTA I: MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E DI ELEVATA PROBABILITA; LISTA II : MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E DI LIMITATA PROBABILITA; LISTA II : MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E DI LIMITATA PROBABILITA; LISTA III: MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E SOLO POSSIBILE; LISTA III: MALATTIE LA CUI ORIGINE LAVORATIVA E SOLO POSSIBILE; N.B.: Non ci sono quindi malattie che sono riconosciute automaticamente dallINAIL come lavorative, le cosiddette tabellate.

4 4 La distinzione tra elevata probabilità, limitata probabilità e possibile, introduce la novità della obbligatorietà della segnalazione allINAIL e al SPSAL anche per quelle patologie di cui ancora non si ha certezza della loro derivazione dallattività lavorativa. Tra i nuovi agenti patogeni compresi, sono anche indicati il laser, i virus dell epatite e il cloruro di vinile. Le malattie sono catalogate per patologia (malattie da agenti fisici, della pelle, respiratorie, tumori professionali) e infine anche per ogni agente patogeno o lavorazione associata.

5 5 NOVITA : FUMO PASSIVO E MOBBING. MOBBING INDIVIDUATO DA: Marginalizzazione e svuotamento delle mansioni, inattività forzata, ripetuti trasferimenti ingiustificati; Marginalizzazione e svuotamento delle mansioni, inattività forzata, ripetuti trasferimenti ingiustificati; Prolungata attribuzione di compiti dequalificanti; Prolungata attribuzione di compiti dequalificanti; Prolungata attribuzione di compiti esorbitanti; Prolungata attribuzione di compiti esorbitanti; Impedimento sistematico allaccesso a notizie; Impedimento sistematico allaccesso a notizie; Inadeguatezza delle informazioni inerenti lattività di lavoro; Inadeguatezza delle informazioni inerenti lattività di lavoro; Esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative e di aggiornamento professionale; Esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative e di aggiornamento professionale; Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo. Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo.

6 6 Esempi Malattie Professionali Idrocarburi Policiclici Aromatici (Catrame, bitume, pece, olii da taglio, olii minerali) D.I.C. (Olii minerali) D.A.C. (Olii Minerali) Dermatite follicolare Tumori cute e polmoni Microtraumi e posture incongrue arti superiori - ritmi continui e ripetitivi per almeno metà del tempo del turno lavorativo. Sindrome da sovraccarico biomec. della spalla/gomito/polso (tendinite cuffia rotatori, borsite, epicondilite, tendiniti, dito a scatto, tunnel carpale) Fabbricazione e riparazione calzature Tumori delle cavità nasali, tumori dei seni paranasali, leucemie Polveri di legno duro Tumori delle cavità nasali, tumori dei seni paranasali

7 7 LAVORO NOTTURNO D.Lgs 532 del Lavoro notturno: Lavoro notturno: lattività svolta nel corso di un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti lintervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino; lattività svolta nel corso di un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti lintervallo fra la mezzanotte e le cinque del mattino; Lavoratore notturno: Lavoratore notturno: 1) qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga, in 1) qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga, in via non eccezionale, almeno tre ore del suo tempo di lavoro via non eccezionale, almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero; giornaliero; 2) qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi allanno. 2) qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi allanno.

8 8 Art. 5 - tutela della salute : i lavoratori notturni devono essere sottoposti,a cura e spese del datore di lavoro, per mezzo del Medico Competente, ad: Accertamenti preventivi volti a constatare lassenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti Accertamenti preventivi volti a constatare lassenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti Accertamenti periodici almeno ogni due anni per controllare il loro stato di salute Accertamenti periodici almeno ogni due anni per controllare il loro stato di salute Accertamenti in caso di evidenti condizioni di salute incompatibili con il lavoro notturno Accertamenti in caso di evidenti condizioni di salute incompatibili con il lavoro notturno In caso di inidoneità al lavoro notturno, accertata dal Medico Competente, è garantita al lavoratore lassegnazione ad altre mansioni In caso di inidoneità al lavoro notturno, accertata dal Medico Competente, è garantita al lavoratore lassegnazione ad altre mansioni (Sanzione al ddl da 1500 a 3000 ) (Sanzione al ddl da 1500 a 3000 )

9 9 Categorie di lavoro notturno Panificatori Addetti alla stampa di quotidiani Addetti ai mercati ittici ed ortofrutticoli Addetti alla distribuzione giornali Guardia notturna Assistenza notturna -infermieri Locali di ritrovo aperti al pubblico ( Dj….) Call center Attività alberghiera

10 10 Giudizi di idoneita – condizioni morbose che possono comportare INIDONEITAal lavoro notturno Disturbi cronici del sonno; Disturbi cronici del sonno; Gravi malattie gastrointestinali; Gravi malattie gastrointestinali; Malattie cardiovascolari; Malattie cardiovascolari; Malattie cerebrali e/o epilessia; Malattie cerebrali e/o epilessia; Diabete insulino-dipendente; Diabete insulino-dipendente; Nefropatie croniche; Nefropatie croniche; Importanti alterazioni tiroidee. Importanti alterazioni tiroidee.

11 11 Condizioni a cui prestare particolare attenzione e cautela Patologie respiratorie croniche; Patologie respiratorie croniche; Alcolismo e psicofarmaci; Alcolismo e psicofarmaci; Grave deficit visivo; Grave deficit visivo; Donne con bambini piccoli; Donne con bambini piccoli; Persone di età superiore a 50 anni; Persone di età superiore a 50 anni; Persone con lunghi tempi di pendolarismo; Persone con lunghi tempi di pendolarismo; Persone con spiccate caratteristiche di nevrocitismo. Persone con spiccate caratteristiche di nevrocitismo.

12 12 Limitazione al lavoro notturno art. 53 D.Lgs 151/2001 E vietato adibire le donne al lavoro notturno dalle ore alle ore 6.00, dallaccertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. E vietato adibire le donne al lavoro notturno dalle ore alle ore 6.00, dallaccertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Non sono obbligati al lavoro notturno: Non sono obbligati al lavoro notturno: 1) Lavoratrice madre figlio età < 3 anni 1) Lavoratrice madre figlio età < 3 anni 2) Lavoratrice unico genitore affidatario 2) Lavoratrice unico genitore affidatario di figlio convivente di età < 12 anni di figlio convivente di età < 12 anni 3) Lavoratrice con soggetto disabile. 3) Lavoratrice con soggetto disabile.

13 13 NUOVA DIRETTIVA APPRENDISTI DGRM 822 DEL PUBBLICATA SUL BUR N. 82 DEL

14 14 Tabella riepilogativa del controllo sanitario di lavoratori minori e maggiorenni TIPOLOGIA DI LAVORATORE VISITA PREVENTIVA VISITA PERIODICA Minore esposto a rischio con obbligo di sorveglianza sanitaria Medico Competente Minore non esposto a rischi con obbligo di sorveglianza sanitaria Medico del SSR ASUR Medico del SSR ASUR Apprendista maggiorenne esposto a rischi con obbligo di sorveglianza sanitaria Medico Competente Apprendista maggiorenne non esposto a rischi con obbligo di sorveglianza sanitaria Non più necessaria!!

15 15 QUALI SONO I REQUISITI DEI MINORI PER ESSERE AMMESSI AL LAVORO? Il compimento del 15° anno di età Assolvimento dellobbligo scolastico ( diploma di licenza media inferiore o frequenza per almeno 8 anni della scuola dellobbligo)

16 16 QUALI LAVORI POSSONO SVOLGERE GLI ADOLESCENTI? E VIETATO ADIBIRE GLI ADOLESCENTI( minori di età compresa tra i 15 anni di età e i 18 anni e che non sono più soggetti allobbligo scolastico) AI PROCESSI E AI LAVORI INDICATI NELLALLEGATO I DELLA L. 977/67

17 17 ADOLESCENTI Lavori non a rischio Lavori a rischio NON vietati Lavori vietati – All. I deroga D.P.L.

18 18 Lavori non a rischio Sono attività lavorative NON soggette alle norme sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori di cui al titolo I capo IV del Dlgs 626/94. Sono quindi lavori per cui NON E OBBLIGATORIA LA SORVEGLIANZA SANITARIA da parte del Medico Competente ( settore turistico-alberghiero, servizi, commercio…)

19 19 Lavori a rischio NON vietati Sono attività lavorative, non comprese nellallegato I della L. 977/67, soggette alle norme sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori di cui al Titolo I capo IV del Dlgs 626/94. Sono quindi lavori per cui è OBBLIGATORIA LA SORVEGLIANZA SANITARIA da parte del Medico Competente

20 20 LAVORI VIETATI – ALL. I Le lavorazioni, i processi e i lavori indicati nellallegato I possono essere svolti dagli adolescenti per: 1) Indispensabili motivi didattici e di formazione professionale, svolta in laboratorio e in ambienti di lavoro di diretta pertinenza del datore di lavoro dellapprendista, purchè siano svolti sotto la sorveglianza di formatori competenti

21 21 Lavori vietati – All. I -DEROGA Le lavorazioni, i processi e i lavori indicati nellallegato I, possono essere svolti dagli adolescenti solo dopo autorizzazione della Direzione Provinciale del Lavoro, previo parere della Zona Territoriale competente per territorio.

22 22 La Valutazione dei rischi va effettuata con particolare riguardo a: Sviluppo non ancora completo, mancanza di esperienza e di consapevolezza nei riguardi dei rischi lavorativi in relazione alletà Attrezzature e sistemazione del luogo e del posto di lavoro Natura, grado e durata di esposizione agli agenti chimici, biologici e fisici Movimentazione manuale dei carichi Sistemazione, scelta e utilizzazione delle attrezzature Pianificazione dei processi di lavoro Situazione della formazione e dellinformazione dei minori

23 23 VISITA MEDICA Il giudizio sullidoneità o sullinidoneità parziale o temporanea o totale del minore al lavoro, deve essere comunicato per iscritto al datore di lavoro, al lavoratore e ai titolari della potestà genitoriale. Questi ultimi hanno facoltà di richiedere copia della documentazione sanitaria ( art. 8 comma 6 L. 977/67)

24 24 PRONTO SOCCORSO Decreto 388/2003 Il 3 Febbraio 2005 ( a seguito di proroga approvata il 27 Luglio 2004), entra in vigore il Regolamento 388, recante disposizioni sul Pronto Soccorso aziendale, in attuazione dellarticolo 15, comma 3, del Dlgs 626/94, che individua le caratteristiche minime delle attrezzature di Pronto Soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione. Il 3 Febbraio 2005 ( a seguito di proroga approvata il 27 Luglio 2004), entra in vigore il Regolamento 388, recante disposizioni sul Pronto Soccorso aziendale, in attuazione dellarticolo 15, comma 3, del Dlgs 626/94, che individua le caratteristiche minime delle attrezzature di Pronto Soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione.

25 25 Classificazione delle aziende Gruppo A: ( cassetta di ps) Gruppo A: ( cassetta di ps) I) Centrali termoelettriche, aziende estrattive, lavori in sotterraneo, aziende per la fabbricazione di esplosivi, industrie a rischio di incidente rilevante I) Centrali termoelettriche, aziende estrattive, lavori in sotterraneo, aziende per la fabbricazione di esplosivi, industrie a rischio di incidente rilevante II) Aziende con oltre 5 lavoratori con indice infortunistico maggiore di 4 (INAIL) II) Aziende con oltre 5 lavoratori con indice infortunistico maggiore di 4 (INAIL) III) Aziende agricole con oltre 5 lavoratori a tempo indeterminato III) Aziende agricole con oltre 5 lavoratori a tempo indeterminato

26 26 Classificazione delle aziende Gruppo B: aziende o unità produttive con 3 o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A ( cassetta di pronto soccorso) Gruppo B: aziende o unità produttive con 3 o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A ( cassetta di pronto soccorso) Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A ( pacchetto di medicazione) Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A ( pacchetto di medicazione)

27 27 Comunicazione alla ASL Il datore di lavoro, sentito il Medico Competente, ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della propria azienda e, solo nel caso appartenga al Gruppo A, la comunica alla Zona territoriale competente, Dipartimento Emergenza, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso Il datore di lavoro, sentito il Medico Competente, ove previsto, identifica la categoria di appartenenza della propria azienda e, solo nel caso appartenga al Gruppo A, la comunica alla Zona territoriale competente, Dipartimento Emergenza, per la predisposizione degli interventi di emergenza del caso

28 28 Indici di frequenza dinfortunio per gruppo di tariffa INAIL ( g.u. n. 192 del 17/8/2004) > 4 Lavorazioni meccanico-agricole: 10,84 Lavorazioni meccanico-agricole: 10,84 Macellazione-pesca: 6,41 Macellazione-pesca: 6,41 Costruzioni edili : 8,60 Costruzioni edili : 8,60 Prima lavorazione legname : 7,95 Prima lavorazione legname : 7,95 Falegnameria e restauro: 7,18 Falegnameria e restauro: 7,18 Metalmeccanica e metallurgia: 5,47 Metalmeccanica e metallurgia: 5,47 Lavorazione del vetro Lavorazione del vetro Facchinaggio : 15,99 Facchinaggio : 15,99 Pulizie e nettezza urbana: 5,57 Pulizie e nettezza urbana: 5,57

29 29 Organizzazione del Pronto Soccorso Nelle aziende o unità produttive di Gruppo A e di Gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: Nelle aziende o unità produttive di Gruppo A e di Gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: * cassetta di pronto soccorso, custodita in un luogo facilmente accessibile, contenente la dotazione minima dellallegato I, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del Medico Competente * cassetta di pronto soccorso, custodita in un luogo facilmente accessibile, contenente la dotazione minima dellallegato I, da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del Medico Competente

30 30 Organizzazione del Pronto Soccorso Nelle aziende o unità produttive di Gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: Nelle aziende o unità produttive di Gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: * pacchetto di medicazione, contenente la dotazione minima indicata nellallegato 2, da integrare sulla base dei rischi presenti sul luogo di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione col Medico Competente, la completezza ed il corretto stato duso dei presìdi ivi contenuti; * pacchetto di medicazione, contenente la dotazione minima indicata nellallegato 2, da integrare sulla base dei rischi presenti sul luogo di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione col Medico Competente, la completezza ed il corretto stato duso dei presìdi ivi contenuti;

31 31 Organizzazione del Pronto Soccorso Nelle aziende o unità produttive di gruppo A, anche consorziate, il datore di lavoro, sentito il Medico Competente, ove previsto, è tenuto a garantire il raccordo tra il sistema di Pronto Soccorso interno ed il Sistema di emergenza sanitaria Nelle aziende o unità produttive di gruppo A, anche consorziate, il datore di lavoro, sentito il Medico Competente, ove previsto, è tenuto a garantire il raccordo tra il sistema di Pronto Soccorso interno ed il Sistema di emergenza sanitaria

32 32 Formazione degli addetti al P.S. Gli addetti al pronto soccorso designati, sono formati con istruzione teorica e pratica per lattuazione delle misure di primo intervento… Gli addetti al pronto soccorso designati, sono formati con istruzione teorica e pratica per lattuazione delle misure di primo intervento… La formazione dei lavoratori designati è svolta da personale medico + s.s.n. La formazione dei lavoratori designati è svolta da personale medico + s.s.n. Aziende di gruppo A : corsi di 16 ore Aziende di gruppo A : corsi di 16 ore Aziende di gruppo B e C : corsi di 12 ore Aziende di gruppo B e C : corsi di 12 ore N.B. sono validi i corsi di formazione ultimati entro la data di entrata in vigore del decreto N.B. sono validi i corsi di formazione ultimati entro la data di entrata in vigore del decreto La formazione andrà ripetuta ogni 3 anni !!! La formazione andrà ripetuta ogni 3 anni !!!

33 33 Attrezzature minime per gli interventi di Pronto Soccorso Il datore di lavoro, in collaborazione con il Medico Competente, ove previsto, sulla base dei rischi specifici presenti nellazienda, individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento e i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso. Il datore di lavoro, in collaborazione con il Medico Competente, ove previsto, sulla base dei rischi specifici presenti nellazienda, individua e rende disponibili le attrezzature minime di equipaggiamento e i dispositivi di protezione individuale per gli addetti al primo intervento interno ed al pronto soccorso.

34 34 RISCHIO CHIMICO Dlgs 25/02-7 bis Agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato

35 35 Art. 72 quater – Valutazione dei rischi –Il datore di lavoro determina, preliminarmente, leventuale presenza degli agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori derivanti dalla presenza di tali agenti prendendo in considerazione in particolare: a) le proprietà pericolose b) le schede di sicurezza c) il livello, il tipo e la durata dellesposizione d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza degli agenti chimici, compresa la quantità degli stessi. e) i valori limite di esposizione professionale f) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese

36 36 Valutazione del rischio La valutazione del rischio può includere la giustificazione che la natura e lentità dei rischi connessi con gli agenti chimici pericolosi rendono non necessaria unulteriore valutazione maggiormente dettagliata dei rischi. Il datore di lavoro aggiorna la valutazione periodicamente, e quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità.

37 37 Valutazione del rischio Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo, quantità, modalità e frequenza di esposizione, vi è solo Rischio Moderato (trascurabile, irrilevante per la salute e basso per la sicurezza) per la sicurezza e la salute dei lavoratori e che le misure generali (riduzione quantità, riduzione durata ed intensità esposizione, riduzione numero lavoratori, attrezzature idonee), sono sufficienti a ridurre il rischio, NON si applicano le seguenti disposizioni: 1) Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori; 2) Dispositivi di protezione individuale; 3) Misure organizzative di protezione collettiva; 4) Valutazione del superamento dei valori limite di esposizione professionale; 5) Disposizione in caso di incidenti o di emergenza

38 38 Valutazione del rischio Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo, quantità, modalità e frequenza di esposizione, vi è un Rischio Non Moderato (quindi più alto) per la sicurezza e la salute dei lavoratori, si applicano le seguenti disposizioni: 1) Sorveglianza Sanitaria dei lavoratori; 2) Dispositivi di protezione individuale; 3) Misure organizzative di protezione collettiva; 4) Valutazione del superamento dei valori limite di esposizione professionale; 5) Disposizione in caso di incidenti o di emergenza

39 39 E evidente che la Sorveglianza Sanitaria non è necessaria e quindi non va effettuata, quando e in quanto si sia in presenza di un rischio irrilevante per la salute. Il monitoraggio biologico nei casi in cui si configuri come una delle possibili misure dellesposizione, può essere inteso come valido strumento contributivo alla valutazione del rischio, anche quando la S.S. in senso stretto risulti non necessaria, quindi del tutto indipendentemente da essa. Risulta, pertanto, fondamentale lopera del binomio tecnico costituito dal RSPP e dal MC. Voi sapete che allelaborazione della Valutazione del Rischio concorrono, se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza già intraprese. LAIDII e SIMLI criticano decisamente il declassamento della S.S. da misura generale (Art. 3 D.Lgs 626/94) a misura specifica (Art. 72/6 D.Lgs 25/02), soprattutto per il non fedele recepimento della Direttiva Comunitaria:(Art. 10 – 98/24/CE Nel caso in cui sia stato fissato un valore limite biologico … la s.s. è una prescrizione obbligatoria per il lavoro con lagente chimico in questione.)

40 40 La valutazione del rischio raramente si conclude con il rischio = 0; in genere invece si conclude con rischio residuo ritenuto accettabile. In questo caso la sorveglianza sanitaria, pur programmata con periodicità anche allungata, diventa un elemento essenziale della stessa valutazione del rischio, confermandone i risultati o evidenziando la necessità di una sua revisione. Ma quale figura, se non il MC, è in grado di definire, al termine del processo di valutazione, se la situazione riscontrata rientra nella prima o nella seconda ipotesi di lavoro? Di qui emerge lutilità della presenza del MC nel processo di valutazione dei rischi a prescindere dalla obbligatorietà o meno della successiva esecuzione di visite mediche. Il MC, secondo lAIDII, non può essere infatti escluso da tale processo, anzi è la figura tecnica che può avere competenza nella valutazione comparata delle differenti vie di assorbimento e delle cautele da porre in atto e nellindirizzare verso la decisione della NON necessità di esecuzione della S.S.

41 41 Sorveglianza Sanitaria. Sono abrogati: Lintero capo II D.Lgs 277/91 (Piombo); ne consegue che lintera problematica dellesposizione al Pb è ormai normata dal titolo VII bis del 626/94 con i nuovi allegati VIII ter sostituito dal Decreto Min.Lav. (valori limite di esposizione) e VIII quater; Lintero Decreto Legislativo 25 Gennaio 1992 n. 77; Le voci da 1 a 44 della tabella al DPR 303/56.

42 42 La Sorveglianza Sanitaria viene effettuata: Prima di adibire il lavoratore alla mansione che comporta lesposizione; Periodicamente, di norma una volta lanno, o con periodicità diversa decisa dal MC con adeguata motivazione riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota al RLS, in funzione della valutazione del rischio e del risultato della S.S. Alla cessazione del rapporto di lavoro. In tale occasione il MC deve fornire al lavoratore le eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare.

43 43 LOrgano di Vigilanza può disporre, con provvedimento motivato, periodicità diverse da quelle stabilite dal Medico Competente. Per i lavoratori esposti ad agenti( Pb)per i quali è fissato un valore limite biologico, è obbligatorio il monitoraggio biologico (pena la sanzione di cui allart. 92 Dl 626/94), e dei risultati deve essere informato il lavoratore, mentre i risultati in forma anonima devono essere allegati al Documento di valutazione dei rischi. Qualora la sorveglianza sanitaria evidenzi in un lavoratore, o in un gruppo di lavoratori, lesistenza di effetti pregiudizievoli per la salute o il superamento del v.l.b., il MC informa individualmente i lavoratori interessati e il Datore di lavoro (sanzione di cui allart. 92)

44 44 Il Datore di Lavoro, da parte sua : a) rivede la valutazione dei rischi b)rivede le misure adottate anche tenendo conto del parere del Medico Competente c)fa effettuare una visita medica straordinaria ai lavoratori che hanno avuto analoga esposizione d) su conforme parere del MC, adotta misure preventive e protettive per singoli lavoratori sulla base delle risultanze degli esami clinici e biologici effettuati N.B. Nella cartella sanitaria e di rischio, il M.C. dovrà indicare i livelli di esposizione professionale individuali forniti dal Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale!! Alla cessazione del rapporto di lavoro, le cartelle sanitarie e di rischio devono essere trasmesse allISPESL !!

45 45 Valori limite indicativi di esposizione professionale agli agenti chimici- Decreto 26/2/2004 (G.U. 58 del 10/3/2004) Benzene Cloruro di vinile monomero Polveri di legno Acetone Tricloroetano 1,1,1 Xilene Glicole etilenico Cicloesanone Fenolo Piombo inorganico Acido cloridrico Diclorobenzene

46 46 Decreto Legge 66/2000- Protezione da Agenti Cancerogeni Il campo di applicazione della norma si estende a tutti i luoghi di lavoro dove siano presenti agenti cancerogeni e/o mutageni, senza limitazione alcuna. Le sostanze, i preparati, le miscele, le lavorazioni e i processi che possono essere compresi nella definizione di cancerogeni sono molti. Gli agenti cancerogeni si possono presentare in tre condizioni diverse: 1)materie prime 2) sostanze emesse durante la lavorazione 3) sostanze,preparati e processi dellAllegato VIII

47 47 Categorie di sostanze cancerogene e frasi di rischio (D.Lgs 52/97) Categoria 1: sostanze note per gli effetti cancerogeni sulluomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale tra lesposizione ad una sostanza e lo sviluppo di tumori. Categoria 2: sostanze che dovrebbero considerarsi cancerogene per luomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che lesposizione possa provocare lo sviluppo di tumori. Simbolo T – R45: può provocare il cancro Simbolo T – R49: può provocare il cancro per inalazione Simbolo T – R46: può provocare alterazioni genetiche ereditarie.

48 48 Allegato VIII – Elenco di sostanze, preparati e processi Lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici presenti nella fuliggine, nel catrame o nella pece di carbone. Lavoro comportante lesposizione a polveri di legno duro.

49 49 IL MEDICO COMPETENTE Deve esercitare un ruolo attivo nella fase della valutazione del rischio/valutazione dellesposizione, e collaborare al processo di individuazione e ottimizzazione delle misure di prevenzione messe a punto dal DL e dal RSPP. Egli deve fondamentalmente individuare tutte le misure di carattere igienico che possano limitare al massimo lentità dellesposizione, qualora la sostanza cancerogena non possa essere eliminata o utilizzata a ciclo chiuso, contribuendo inoltre alla scelta dei DPI e alla formazione dei lavoratori sul loro corretto utilizzo.

50 50 Il MC deve essere inoltre in grado di fornire elementi importanti per la valutazione del livello di esposizione dei lavoratori impegnati in particolari lavorazioni, utilizzando il monitoraggio biologico della dose interna, quando siano disponibili idonei indicatori e sia accuratamente programmata e curata la raccolta dei campioni biologici; inoltre può attivare una nuova valutazione del rischio a seguito di comunicazione al DDL dellevidenza di anomalie imputabili allesposizione riscontrate nei lavoratori esposti, con gli accertamenti sanitari.

51 51 IL REGISTRO DEGLI ESPOSTI Il registro degli esposti è un archivio cartaceo o informatico, corredato di precisi meccanismi di inclusione dei dati; Il registro previsto dallart. 70 del D.Lgs 626/94, è istituito dal DDL, il quale si avvale per questa funzione del MC per il tramite del quale il registro viene compilato e tenuto aggiornato; La trascrizione nel registro di annotazioni individuali e linclusione nelle cartelle cliniche dei dati sanitari individuali, rappresentano due attività distinte e indipendenti luna dallaltra, ma entrambe di stretta competenza del MC. Gli eventuali parametri biologici e gli accertamenti sanitari, devono essere annotati esclusivamente nella cartella sanitaria e di rischio.

52 52 E proprio durante la valutazione dei rischi che il MC può procedere alla definizione delle categorie di esposizione per lavoratore/mansione e individuare i lavoratori addetti, costituendo, così, la base informativa per un registro degli esposti utile e funzionale. Il MC deve infatti collaborare con il DDL sia nella individuazione delle mansioni a rischio, sia nella registrazione dei lavoratori esposti, verificando lentità e la qualità dellesposizione In seguito lo stesso MC aggiornerà il registro con tutti i cambiamenti che si dovessero verificare, sia nella tipologia/ entità/ variabilità dellesposizione, sia nella mobilità/flessibilità degli addetti. Dovranno anche essere annotate le esposizioni occasionali, rispettive e quelle accidentali o inconsuete causate da incidenti. LRSPP e lRLS hanno accesso al registro; il lavoratore, in caso di cessazione dellattività ha diritto a ricevere copia sia della cartella sanitaria, sia delle annotazioni individuali contenute nel registro.

53 53 Valori limite di esposizione individuale In generale per i cancerogeni/mutageni, non è possibile evidenziare una soglia di esposizione sicura, anche se bassa o molto bassa; ciò porta a dire che è verosimile che per tali sostanze la soglia non debba esistere, e ciò risulta particolarmente vero per i fini pratici della prevenzione. Tuttavia il Dl 66/2000 ha introdotto i valori limite per CVM, benzene e polveri di legno ( 5 mg/m3). Sia i valori limite ambientali che quelli biologici ( Pb), non debbono mai essere superati

54 54 Divieti per lavorazioni con esposizione a cancerogeni Lavoratori temporanei interinali D.M. 31 Maggio 99 : individuazione delle lavorazioni comportanti una sorveglianza medica e di quelle pericolose vietate nella fornitura di lavoro temporaneo Lavoratrici in gravidanza e puerperio D.L.vo 151/2001 testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità Minori ( per i minori è ammessa la deroga da parte della DPL, previo parere dello SPSAL) D,Lvo 262/2000 in materia di protezione dei giovani sul lavoro, Dlvo 345/99.

55 55 Modifiche apportate dal D.Lgs. 66/2000 Polveri di legno duro Elenco tipologie legni duri/esotici LEGNI DURI Acero Betulla Castagno Ciliegio Faggio Frassino Noce Pioppo Platano Quercia Tiglio Salice LEGNI DURI ESOTICI Afromosia Ebano Iroko Legno del Brasile Legno di balza Mogano dAfrica Noce mansonia Palissandro Pino rosso Teak

56 56 Parametri per il riconoscimento della valutazione del rischio Le aziende in cui si impieghi legno duro, dovranno provvedere ad una integrazione ad hoc. Identificare i singoli legni lavorati e le quantità Identificare le lavorazioni a rischio (produzione di polveri fini inalabili) Durata e modalità delle lavorazioni Effettuare misure di concentrazione della polverosità Polveri fini e finissime inalabili si producono soprattutto nelle fasi di taglio a misura e della sagomatura dei pezzi, e ancor più in fase di carteggiatura/levigatura/finissaggio Quantità importanti di polveri fini e finissime di legno inalabili, si producono non solo nella produzione e restauro di mobili, ma anche nella produzione, posa in opera, e restauro di parquet.

57 57 Registrazione dei lavoratori professionalmente esposti a polveri di legno duro Appare corretto proporre che ai fini della registrazione, i DDL includano nella categoria dei professionalmente esposti a polveri di legno duro tutti i lavoratori che siano o siano stati addetti a mansioni comportanti interventi meccanici polverigeni sui legni duri (sia tramite macchina, sia anche manuali, ad es. per la carteggiatura) e che in tal modo abbiano accumulato un totale di 120 ore di esposizione. Ad esempio si ritiene ragionevole che vada classificato come professionalmente esposto, un lavoratore che abbia lavorato in media per unora al giorno, per 5 giorni la settimana per 4 settimane al mese, durante larco di un periodo di lavoro pari o superiore a 6 mesi.

58 58 Sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti Si ritiene ragionevole ladozione del seguente protocollo di sorveglianza sanitaria in ordine al controllo complessivo di tutte le patologie da esposizione professionale a polveri di legno. Asma,patologie irritative delle vie aeree superiori, displasie delle mucose del naso, adenocarcinomi del naso e dei seni paranasali Controlli da effettuarsi con periodicità indicativamente annuale: a)indagine anamnestica mirata alla evidenziazione di patologie respiratorie e allergiche; b)visita medica generale; c)spirometria con valutazione dei flussi a livello delle piccole vie aeree Controlli da effettuarsi prima possibile qualora siano segnalati disturbi respiratori, dispnea, rinorrea, epistassi, ostruzione respiratoria nasale: a) visita medica specialistica, pneumologica e/o ORL e/o allergologica, a giudizio del Medico Competente Aziendale.

59 59 Questionario per lo studio dei disturbi nasali (da inserire allinterno della cartella clinica dove è riportata lanamnesi lavorativa, per mettere in evidenza i disturbi nasali che necessitano di (21 DITTE) approfondimenti specialistici (246 LAVORATORI) 1 Ha mai subito interventi chirurgici al naso ? Se si, in quale anno ? SI 28 NO Ha mai subito traumi nasali con intervento medico? Se si, in quale anno? SI 11 NO 239 3Utilizza farmaci per via nasale? Se si, da quanto tempo? SI 9 NO 219

60 60 Invio allo specialista ORL in caso di almeno 1 risposta positiva alle domande sottoriportate ( relative al solo periodo lavorativo!!!) 1Ha mai avuto perdite di sangue dal naso? Se si, da quanto tempo? SOLO PERIODO LAVORATIVO!!! Si 45 No 201 2Le sembra di non respirare bene con il naso? (Escludendo il semplice raffreddore!) Si 40 No 218 3Le capita di sentire meno gli odori? Se si, da quanto tempo? Mono o bilaterale? Si 16 No 230 4Le capita di sentire formicolii e sensazioni strane al volto? Se si, da quanto tempo? Si 9 No 237 5Ha mai notato tumefazione della gengiva superiore? Se si, da quanto tempo? Si 1 No 245 6Soffre mal di testa, soprattutto frontale, per la quale non è stato possibile stabilire la causa? Si 27 No 219

61 61 Astensione maternità – flessibilità congedo ( Legge 53/2000) Lart. 12 della Legge 53/2000 ha introdotto la facoltà, per le lavoratrici dipendenti di datori di lavoro pubblici o privati, di utilizzare in forma flessibile il periodo di interdizione obbligatoria dal lavoro, posticipando lastensione obbligatoria allottavo mese. Pertanto la lavoratrice, se lavora in una azienda ove è prevista la presenza del Medico Competente e quindi lobbligo della Sorveglianza sanitaria, dovrà chiedere al MC una certificazione attestante lassenza dei rischi per lo stato di gestazione così impostato: Si certifica che…...nata……dipendente della Ditta …. con la qualifica di …. NON subisce pregiudizio alla salute della stessa e a quella del nascituro per le mansioni svolte, per lambiente di lavoro e/o per larticolazione dellorario di lavoro previsto. Non esistono inoltre controindicazioni allo stato di gestazione riguardo alla modalità per il raggiungimento del posto di lavoro.

62 62 Le novità del Testo Unico Gli Acc. San. non possono essere effettuati per accertare tossicodipendenze o sieropositività da HIV. Obbligo di sorveglianza sanitaria per autonomi e componenti impresa familiare, nei casi previsti!! Lavoratore è…anche colui che opera semplicemente sotto le direttive altrui, anche formalmente non dipendente, allorchè vengano a trovarsi più o meno stabilmente inseriti in un contesto organizzativo gestito da altri. …in caso di inidoneità…il lavoratore sarà adibito, ove possibile, ad altra mansione. Il MC collabora con il ddl, e RSPP, previa consultazione dellRLS, alla valutazione dei rischi.

63 63 Le novità….. e le criticità Rischio chimico: in tutti i casi in cui la valutazione dei rischi non è LIEVE (??), si devono effettuare gli ASP. E stato inserito il termine lieve rispetto alla gravità del rischio, in relazione alla quantità di agente chimico presente, nel qual caso NON si applicano le misure specifiche di protezione e prevenzione ( sorveglianza sanitaria, DPI, eliminazione degli agenti chimici, misurazione degli agenti…) Disposizioni e non sanzioni ( ricorribili!!) per le norme Tecniche ( salvo che il fatto non costituisca reato = infortunio?) (LRLS non può acquisire il Documento di Valutazione dei Rischi) e portarlo fuori dellazienda, può solamente consultarlo!! Custodia della cartella sanitaria o di rischio presso lo studio del Medico e non più in azienda per le piccole imprese Allegato II (fino a 50dipendenti, agricole fino a 10, altre fino a 200) Rilascio copia cartella al lavoratore e invio allISPESL delle cartelle sanitarie e di rischio, alla cessazione del rapporto di lavoro.

64 64 Le criticità… e le novità Nel corso della riunione periodica, il datore di lavoro sottopone allesame dei partecipanti, anche landamento degli infortuni e delle malattie professionali, che sarà il MC a fornirgli!! Nelle aziende fino a 15 dipendenti, lRLS non può più chiedere la convocazione di una apposita riunione!! Gli Organismi Bilaterali, a richiesta del ddl, svolgono sopralluoghi nellazienda al fine di verificarne il rispetto delle normative e rilasciano la relativa certificazione; lo SPSAL tiene conto di tali certificazioni nella programmazione degli interventi ispettivi di vigilanza ( e in caso di infortunio o MP ? ) Non sarà più prescritto dallordinamento lobbligo di perseguire una sicurezza assoluta, ma solo relativa, dettata dalle applicazioni tecnologiche generalmente praticate e dagli accorgimenti organizzativi e procedurali generalmente acquisiti nei diversi settori e nelle diverse lavorazioni, secondo il principio della concreta attuabilità. Lart. 7 del T.U. NON richiama lobbligo del DDL in precedenza previsto dallart. 4 /626, di richiedere losservanza da parte del medico competente degli obblighi previsti dal TU; viene così cancellato lobbligo, penalmente sanzionato, del ddl di vigilare affinchè il MC svolga i compiti che la Legge gli attribuisce!!

65 65 Sito web: IL SERVIZIO PSAL HA ATTIVATO UN SITO WEB CUI RIVOLGERSI PER QUALSIASI QUESITO RELATIVO ALLATTIVITA DEL SERVIZIO (COMUNICAZIONI, F.A.Q., MODELLI ECC…..) WWW. ASL 12. MARCHE.IT Dipartimento di Prevenzione SPSAL

66 66 GRAZIE PER LATTENZIONE ……. AUGURI PER IL PROSSIMO NATALE…..


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