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Il fido bancario Classe V ITC Albez edutainment production.

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Presentazione sul tema: "Il fido bancario Classe V ITC Albez edutainment production."— Transcript della presentazione:

1 Il fido bancario Classe V ITC Albez edutainment production

2 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 2 In questo modulo: il fido bancario e le sue classificazioni modalità di utilizzo regole tecniche e amministrative dei fidi la Centrale dei rischi i Confidi Basilea 2 listruttoria di fido

3 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 3 Premessa I finanziamenti che una banca concede a unimpresa sono solitamente frazionati in più rapporti contrattuali. La banca moderna offre infatti prestiti in varie forme tecniche e le imprese sono propense a usufruire contemporaneamente di finanziamenti che si differenziano tra loro per scadenza, garanzie e condizioni. Le operazioni che le imprese concludono con le banche possono essere così distinte: A.Operazioni di smobilizzo: le imprese trasferiscono alla banca i loro crediti commerciali entrando in possesso subito dellimporto delle vendite effettuate senza dover attendere la scadenza pattuita con i debitori. Sono costituite da: Sconti di cambiali anticipi su Ri.Ba. da anticipi su pagamenti mediante avviso (procedura M.AV.) da anticipi su fatture

4 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 4 Premessa B.Prestiti: attraverso i quali le imprese ottengono i mezzi finanziari necessari secondo varie forme tecniche. Si distinguono in: 1)finanziamenti in c/c di corrispondenza: limpresa ha la possibilità di prelevare dal c/c somme superiori a quelle versate. Sono costituiti da: Aperture di credito in c/c non garantite Aperture di credito in c/c garantite Anticipazioni in c/c su titoli o merci 2)finanziamenti a scadenza fissa: limpresa ottiene il prestito in ununica soluzione, che dovrà poi rimborsare a una certa scadenza. Consistono in: Anticipazioni a scadenza fissa su titoli o merci Sconto di pagherò diretti Pronti contro termine Riporti attivi Mutui ipotecari

5 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 5 Premessa C.Crediti di firma: le imprese ottengono che la banca apponga la propria firma impegnandosi verso i terzi ad accettare una tratta oppure da avallarla o a rilasciare lettere di credito, di garanzia, di fideiussione. Con le banche, i clienti privati e soprattutto le imprese concludono più operazioni contemporaneamente: Intrattengono rapporti di conto corrente con possibilità di scoperti Ricevono anticipi su fatture e Ri.Ba. Scontano cambiali Incassano e pagano cambiali e Ri.Ba. Ottengono lettere di garanzia Comprano e vendono strumenti finanziari e divise estere Utilizzano servizi e così via Tale molteplicità di operazioni consente, sia alle aziende finanziate sia alle banche, di adattare il credito, rispettivamente ottenuto e concesso, alle mutevoli esigenze aziendali.

6 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 6 Natura e rischi del fido bancario Il fido bancario è limporto massimo di credito che una banca concede, sotto qualunque forma, a un cliente che ne ha fatto richiesta, dopo averne accertato le capacità reddituali, la consistenza patrimoniale e le doti morali. Il fido è generale quando indica la cifra massima messa a disposizione del cliente, che può utilizzarla con qualunque tipo di operazione. Il fido è particolare quando per ogni tipo di operazione viene indicato distintamente limporto disponibile. Il fido è diretto quando il credito viene utilizzato direttamente dal cliente che ne ha fatto richiesta. Il fido é indiretto quando il cliente ottiene di poter cedere alla banca i propri crediti verso terzi, assumendo la veste di obbligato in via di regresso. Nella concessione dei fidi le banche effettuano un insieme di valutazioni oggettive e soggettive per stabilire la solvibilità dei richiedenti e la validità delle garanzie che essi offrono.

7 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 7 Natura e rischi del fido bancario: solvibilità È stato a lungo sostenuto che, in una concessione di fido, la banca dovrebbe basare la propria analisi sulla capacità di reddito dellimpresa richiedente, perché chi ha capacità di reddito ha capacità di credito. Questo concetto viene oggi ritenuto incompleto in quanto la capacità di reddito, di per sé, non garantisce la capacità dellazienda di far fronte alle scadenze e ciò si verifica quando il reddito non si accompagna alla generazione di liquidità. Occorre pertanto che la banca consideri il flusso delle risorse generato dalla gestione, ossia il cash flow (flusso di cassa), che esprime la capacità dellazienda di autofinanziarsi senza dover ricorrere, o ricorrendo in misura limitata, ai finanziamenti esterni. Nel valutare la richiesta di fido, la banca considera sia il settore in cui lazienda opera, sia le qualità personali e umane del titolare o dei soci, sia leventuale gruppo di appartenenza.

8 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 8 La banca si ritiene maggiormente tutelata se può contare anche su idonee garanzie. La legge prevede: 1.Garanzie personali: fornite da terze persone che sono di solito parenti, amici o soci di coloro che richiedono il fido. Sono costituite da firme di avallo (su cambiali) o di fideiussione (su lettere di garanzia). In caso di inadempienza la banca si può rivalere sullintero patrimonio del soggetto garante. 2.Garanzie reali: fornite dallo stesso cliente. Consistono in beni materiali che vengono depositati in pegno o sui quali viene iscritta ipoteca a favore della banca. La garanzie reali non fanno aumentare la capacità del debitore di far fronte ai propri impegni ma riducono il rischio della banca, consentendole di rientrare in possesso dei fondi concessi in caso di errata valutazione del cliente. Tra le garanzie rilasciate dal cliente rientrano i covenants. Si tratta di accordi tra la banca e limpresa cliente che si prefiggono lo scopo di ridiscutere le modalità del finanziamento nel caso di inosservanza di alcuni specifici parametri/impegni economici o giuridici. Natura e rischi del fido bancario: garanzie

9 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 9 Classificazione dei fidi bancari Fidi assistiti da garanzie reali: sono relativi a operazioni garantite da pegno su merci o su documenti rappresentativi delle merci, da pegno su strumenti finanziari e dalla costituzione di ipoteche a favore delle banche. Rientrano in questo gruppo le anticipazioni su titoli e merci, lo sconto di cambiali ipotecarie, i riporti attivi, le aperture di credito garantite, i mutui ipotecari. Fidi basati su elementi personali: si fondano sulla potenzialità patrimoniale ed economica del cliente, sulla sua onestà, sulle sue doti soggettive. Rientrano in questo gruppo, oltre agli scoperti di c/c, allo sconto di pagherò diretti, allo sconto di cambiali commerciali, anche i prestiti al consumo garantiti dalla stabilità di un rapporto di lavoro o dalla sicurezza di una fonte di reddito. Sotto il profilo del rischio, si distinguono in: fidi in bianco o a pieno rischio, per i quali la banca può contare solo sullimpegno personale offerto dal proprio cliente debitore; fidi a rischio ridotto, per i quali la banca può contare, oltre che sul proprio debitore, anche sullimpegno di terzi.

10 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 10 Modalità di utilizzo del fido 1.Fidi di cassa: utilizzabili attraverso prelievi di somme di denaro quali, ad esempio, gli scoperti di c/c, gli sconti di effetti, i finanziamenti su Ri.Ba., ecc., si suddividono in: Autoliquidanti: finanziamenti concessi per consentire alla clientela limmediata disponibilità di crediti non ancora scaduti vantati nei confronti di terzi (sconto di cambiali commerciali, anticipi s.b.f., anticipi su fatture). A scadenza: finanziamenti con scadenza fissata contrattualmente (mutui, sconto di pagherò diretti, prestiti personali, riporti, anticipazioni a scadenza fissa). A revoca: finanziamenti per i quali la banca si è riservata la facoltà di recedere indipendentemente dallesistenza di una giusta causa (aperture di credito in c/c per elasticità di cassa).

11 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 11 Modalità di utilizzo del fido 2.Fidi di firma: utilizzabili mediante avalli e fideiussioni rilasciati dalla banca a favore di terzi. Vengono suddivisi in due categorie a seconda che la garanzia rilasciata dalla banca riguardi: a) operazioni di natura commerciale b) operazioni di natura finanziaria 3.Fidi promiscui: utilizzati secondo forme tecniche diverse. La delibera di fido può specificare lammontare o il limite massimo concesso dalla banca per ciascuna forma tecnica. Mentre con i fidi di cassa la banca sostiene esborsi di denaro, con i fidi di firma appone la propria firma assumendosi impegni verso terzi per conto del proprio cliente.

12 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 12 Regole tecniche e amministrative dei fidi bancari Nella concessione di fido le banche devono rispettare due principi fondamentali: 1.Limitazione dei fidi: significa concedere fidi di importo inferiore a quello attribuibile al richiedente in considerazione della sua capacità reddituale e in base alla sua consistenza patrimoniale. 2.Frazionamento dei rischi: significa concedere crediti a un gran numero di clienti, il più possibile diversificati per settore economico e area geografica.

13 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 13 Regole tecniche e amministrative dei fidi bancari Per evitare che la gestione della banca sia condizionata dallandamento di una o poche aziende affidate per importi assai elevati, la Banca dItalia prescrive le seguenti regole: a)i fidi di importo non superiore a 1/5 del patrimonio della banca non richiedono autorizzazione da parte della Banca dItalia; b)i fidi di importo compreso tra 1/5 e lintero patrimonio netto della banca possono essere concessi autonomamente dalle singole banche a patto che non superino il proprio massimale di autonomia; c)i fidi di importo superiore al patrimonio netto della banca richiedono sempre la preventiva autorizzazione della Banca dItalia. Anche lUnione Europea si è occupata del contenimento dei fidi. Nel concetto europeo per grande fido si intende ogni prestito superiore al 10% del patrimonio di vigilanza della banca.

14 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 14 Utilizzo del fido Non tutti i fidi accordati vengono utilizzati. Occorre perciò distinguere: a.fido potenziale: misura massima di credito di cui un cliente sarebbe meritevole per le sue capacità economico-finanziarie, le sue potenzialità patrimoniali e le sue doti di comportamento. b.fido accordato: livello di credito effettivamente deliberato dalla banca e messo a disposizione del cliente nelle varie forme tecniche. Di regola: Fido accordato < Fido potenziale c.fido utilizzato: misura del credito di cui concretamente si avvale il cliente.

15 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 15 Centrale dei rischi Il primo strumento per effettuare il controllo dei fidi di cui gode il cliente è la dichiarazione che il richiedente deve presentare alla banca circa la sua situazione patrimoniale e sugli affidamenti già ottenuti da altre banche. Tale dichiarazione viene controllata dall Ufficio fidi della banca, ma è evidente che la stessa natura del segreto bancario fa sì che non sia possibile verificare se il cliente già goda di credito ottenuto presso enti creditizi concorrenti e da lui non dichiarato. Per ovviare a tale problema è stato istituito presso la Banca dItalia un servizio accentrato dinformazioni sui rischi bancari denominato Centrale dei Rischi.

16 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 16 Centrale dei rischi Lintero sistema creditizio italiano è soggetto allobbligo della segnalazione mensile dei crediti concessi ai propri clienti e degli importi da questi utilizzati. Le informazioni che le banche trasmettono alla Centrale dei rischi e quelle che da essa ricevono sono soggette al segreto bancario e alla tutela della privacy. Pertanto: tutte le comunicazioni sono trasmesse e ricevute in codice e la loro conservazione avviene si dischi magnetici accessibili solo mediante appositi programmi; non è consentito giustificare dinieghi, allargamenti o restrizioni di fido svelando le informazioni ricevute dalla Centrale dei rischi; lo scambio di informazioni con la centrale dei rischi è attuato direttamente dalle singole dipendenze bancarie, senza passaggi intermedi attraverso la direzione centrale degli enti creditizi.

17 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 17 Centrale dei rischi Le dipendenze di tutte le banche sono obbligate a comunicare direttamente alla Centrale dei rischi, entro il giorno dieci di ogni mese, la posizione di rischio dei propri clienti al termine del mese precedente. La Centrale dei rischi opera una serie di elaborazioni e ottiene dati aggregati, che forniscono: per ogni cliente, la sua posizione globale di rischio presso lintero sistema creditizio; per lintero sistema economico, il totale aggregato dei rischi censiti suddiviso per forme di credito, zone geografiche, settori di attività. Poiché i piccoli crediti bancari non sono censiti dalla Centrale dei rischi, un nutrito gruppo di banche ha favorito la realizzazione del sistema Crif (Centrale rischi finanziari) al fine di rilevare anche i prestiti di importo più modesto.

18 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 18 Consorzi fidi (Confidi) Le aziende di piccola e piccolissima dimensione incontrano spesso difficoltà nellottenere fido a causa della loro scarsa forza contrattuale nei confronti delle banche e delle limitate possibilità di offrire garanzie reali. Per ovviare a questi problemi si può ricorrere ai vantaggi delle unioni associative che vengono istituite su base provinciale e sono denominate consorzi fidi (o confidi), con sede presso le associazioni dei commercianti, degli artigiani e degli industriali. In consorzi fidi si pongono questi obiettivi: indennizzare le banche per le perdite derivanti dal mancato buon fine di operazioni concluse con gli iscritti al consorzio; ottenere credito a tassi più ridotti rispetto a quelli spuntabili con una trattativa individuale; ottenere credito bancario per quelle aziende di dimensioni medio-piccole che, individualmente, godrebbero di una ridotta forza contrattuale.

19 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 19 Basilea 2 Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha elaborato un secondo accordo,noto come Basilea 2; che prevede il rafforzamento della normativa sulla stabilità delle banche attraverso la definizione dei loro requisiti patrimoniali e il miglioramento dei metodi di misurazione e gestione dei rischi. Le banche, nella concessione del fido, devono valutare la imprese richiedenti basandosi su un sistema di rating in grado di esprimere le classi di rischio e quindi di operare come efficace strumento di prevenzione delle perdite creditizie. Poiché allo stato attuale sono disponibili rating solo per grandi imprese ed espressi da agenzie specializzate (rating esterni), le banche dovranno predisporre strumenti per elaborare le informazioni sulle aziende richiedenti il fido ed esprimere un giudizio sul grado di rischio attraverso dei rating interni. Il ricorso ai rating interni consentirà alle banche di valutare e classificare un gran numero di imprese di piccola e media dimensione.

20 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 20 Basilea 2 In questo contesto le piccole e medie imprese temono di incontrare difficoltà a ottenere credito bancario perché le garanzie prestate dai consorzi fidi possono non essere ritenute più sufficienti. È dunque necessario che i consorzi fidi modifichino in parte la loro funzione impegnandosi a: formare nelle piccole imprese una mentalità verso una maggiore trasparenza; raccogliere e gestire le informazioni sulle piccole imprese iscritte e sullambiente in cui operano; prestare alle banche delle garanzie dotate dei requisiti necessari ad attenuare il rischio e quindi ad alleggerire il costo dei finanziamenti.

21 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 21 Richiesta e istruttoria del fido bancario Al fine di circoscrivere il più possibile i rischi, le banche procedono ad unattenta e approfondita valutazione della situazione del cliente-imprenditore per accertare: La sua consistenza patrimoniale La sua capacità sia di conseguire risultati economici positivi sia di generare flussi finanziari La situazione organizzativa e funzionale della sua azienda Le doti morali e la correttezza commerciale del suo comportamento Le sue esigenze finanziarie e gli impieghi che intende dare ai fondi ottenuti La sua situazione debitoria nei confronti di altri creditori La Banca dItalia ha stabilito che tutti gli affidamenti, indipendentemente dallimporto, siano sempre concessi su espressa richiesta del cliente e che tale richiesta risulti da formale documentazione regolarmente firmata dallinteressato.

22 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 22 Richiesta e istruttoria del fido bancario Il contenuto minimo dei dati che devono essere riportati in tutte le domande di affidamento riguarda limporto del fido, la durata del fido e le eventuali garanzie. Sono inoltre previsti contenuti specifici: le persone fisiche devono elencare tutte le passività esistenti alla data della richiesta del fido; i soggetti dotati di autonomia patrimoniale devono allegare lultimo bilancio annuale oppure la situazione contabile in data recente; i soggetti dotati di personalità giuridica devono allegare lultimo bilancio desercizio e una situazione contabile in data recente. Oltre ai contenuti minimi, la Banca dItalia richiede che vengano acquisite dalle banche tutte le Informazioni utili per listruttoria delle pratiche di fido.

23 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 23 Richiesta e istruttoria del fido bancario Le suddette informazioni sono acquisite in parte attraverso le seguente documentazione: descrizione delle eventuali garanzie personali o reali che sono offerte alla banca; copia dellultima dichiarazione dei redditi, dellatto costitutivo e dello statuto. A proposito di fido, il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia considera il reato di falso interno nei confronti di coloro che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione presso una banca. Costoro commettono il reato quando consapevolmente omettono di segnalare dati o notizie di cui sono a conoscenza o utilizzano nella fase istruttoria notizie o dati falsi sulla costituzione o sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del richiedente il fido. Dopo aver ricevuto la richiesta di concessione di fido, la banca affida listruttoria allUfficio fidi che svolge indagini sia allinterno sia allesterno dellazienda.

24 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 24 INDAGINI SVOLTE DALLE BANCHE EsterneInterne qualitativequantitative storiche Analisi per indici Analisi per flussi prospettiche Budget Bilanci prospettici

25 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 25 Gestione dei fidi bancari È necessario che la banca sorvegli con attenzione e assiduità landamento del rischio legato al finanziamento concesso; infatti durante la fase di utilizzo possono verificarsi situazioni tali da prospettare difficoltoso il recupero dei crediti o persino da rendere opportuno lavvio di procedure di contenzioso. Il primo sintomo dellaggravarsi del rischio è il debordo del cliente affidato, cioè il suo sconfinamento oltre il limite di fido accordato dalla banca. Tre sono le situazioni possibili: a)accomodamento e regolarizzazione: la banca sceglie di riaccompagnare il cliente alla normalità del rapporto e delibera un aumento del fido; b)sospensione: la banca non concede laumento del fido e invita il cliente a rientrare con rapidità, tenendo la pratica in sospeso; c)contenzioso: il solo modo per recuperare il credito sono le vie legali.

26 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 26 Categoria di crediti In base allandamento più o meno positivo del rischio la pratica bancaria distingue le esposizioni di credito per cassa verso i clienti nelle seguenti categorie: a)Crediti vivi e regolari: per i quali è prevedibile un normale rimborso b)Crediti incagliati: per i quali il rientro si profila meno agevole c)Crediti in sofferenza: per i quali le possibilità di recupero sono affidate al contenzioso. Questa classificazione dei crediti è operata dalla banca ai fini interni ed emerge dalla Nota integrativa al bilancio.

27 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 27 FINE

28 Giuseppe Albezzano ITC Boselli Varazze 28 Bibliografia Astolfi, Barale & Ricci Entriamo in azienda 3 Imprese bancarie e aziende di erogazione Tomo 2 Edizioni Tramontana Milano 2005


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