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IL FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE. PRODOTTI SOLARI: SICUREZZA = EFFICACIA SICUREZZA : IL PRODOTTO NON DEVE ARRECARE DANNO ALLA SALUTE UMANA NELLE NORMALI.

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1 IL FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE

2 PRODOTTI SOLARI: SICUREZZA = EFFICACIA SICUREZZA : IL PRODOTTO NON DEVE ARRECARE DANNO ALLA SALUTE UMANA NELLE NORMALI O RAGIONEVOLMENTE PREVEDIBILI CONDIZIONI DI UTILIZZO EFFICACIA : IL PRODOTTO DEVE RISPONDERE ALLE CARATTERISTICHE VANTATE

3 1.SCELTA DEL SISTEMA FILTRANTE 2.SCELTA DELLA FORMA TECNICA 3.VERIFICA DELLA STABILITA CHIMICO-FISICA E MICROBIOLOGICA 4.VERIFICA DELLE PROPRIETA REOLOGICHE 5.VERIFICA DELLA OMOGENEITA DI DISPERSIONE DEI FILTRI 6.VERIFICA DELLA COMPATIBILITA TRA INGREDIENTI E CON IL CONTENITORE 7.VERIFICA DEL TITOLO DEI FILTRI 8.VERIFICA DELLA FOTOSTABILITA 9.VALUTAZIONE DEL SPF PRESUNTO, ATTRAVERSO DETERMINAZIONI STRUMENTALI CORRETTO APPROCCIO ALLO SVILUPPO FORMULATIVO

4 DETERMINAZIONE STRUMENTALE DEL SPF

5 STRUMENTAZIONE SPETTROFOTOMETRO CON SIMULATORE SOLARE CHE EMETTE UNO SPETTRO CONTINUO TRA 290 E 400 nm, SIMILE A QUELLO SOLARE. SOLE STANDARD - MEDIA ARROTONDATA DI DUE SPETTRI MISURATI E PUBBLICATI: 35° NORD (Sayre et al., 1990) 40° NORD (Diffey & Robson, 1989) SFERA INTEGRATRICE PER RACCOGLIERE LA COMPONENTE DELLA LUCE DIFFUSA E RIFLESSA DA CAMPIONI OPACHI

6 SU COSA SONO BASATE MISURAZIONE DELLA TRASMITTANZA SPETTRALE DIFFUSA: S s ( )= TRASMITTANZA DEL SUBSTRATO ALLA LUNGHEZZA DONDA S 0 ( )= TRASMITTANZA DEL SUBSTRATO QUANDO SU DI ESSO E APPLICATO IL CAMPIONE.

7 METODI DI CALCOLO E = Irradianza spettrale del sole standard = trasmittanza spettrale del prodotto solare s = spettro di azione delleritema 12 CALCOLO 1: Per strumenti che misurano la trasmittanza spettrale del prodotto (accessoriati di sfera integratrice) CALCOLO 2: Per strumenti che misurano direttamente lirradianza spettrale del prodotto attenuata per lefficacia eritemigena, mediante detector integrale

8 PRINCIPALI SUBSTRATI UTILIZZATI CEROTTO TRASPORE ADESO SU VETRINO DI QUARZO VITROSKIN POLIMETILMETACRILATO (PMMA)

9 CORRELAZIONE TRA SPF STRUMENTALE E SPF IN VIVO Tratto da: Pissavini, et al. Determination of the in vitro SPF (2003), Cosmetic & Toiletries 118: CONDIZIONI SPERIMENTALI PRODOTTI CON SPF NOTO 5 LABORATORI PRODOTTI STUDIATI IN 5 LABORATORI PMMA PMMA COME SUBSTRATO STRUMENTAZIONI STRUMENTAZIONI: SPETTROFOTOMETRO/SPETTRORADIOMETRO/FOTOM ETRO DOSI DOSI:1.4 mg/cm 2 E 1.2 mg/cm CAMPIONI/PRODOTTO

10 CORRELAZIONE TRA SPF STRUMENTALE E SPF IN VIVO Tratto da: Pissavini, et al. Determination of the in vitro SPF (2003), Cosmetic & Toiletries 118: DATI SINGOLI ALLA DOSE 1.2 mg/cm 2

11 y = x Coeff. Corr.: p= Tratto da: Pissavini, et al. Determination of the in vitro SPF (2003), Cosmetic & Toiletries 118: 63-72

12 RISULTATI SENZA C ED E y = x Coeff. Corr.: p= Tratto da: Pissavini, et al. Determination of the in vitro SPF (2003), Cosmetic & Toiletries 118: 63-72

13 VANTAGGI DELLE MISURAZIONI STRUMENTALI 1.SCELTA DEL SISTEMA FILTRANTE 2.SCELTA DELLA FORMA TECNICA 3.SCELTA DELLEMOLLIENTE (POLARITA E COEFF. SPREADING) 4.VERIFICA DELLE PROPRIETA REOLOGICHE 5.VERIFICA DELLA OMOGENEITA DI DISPERSIONE DEI FILTRI 6.VERIFICA DELLA FOTOSTABILITA a)DURANTE LO SVILUPPO FORMULATIVO DEL PRODOTTO b)TEST PRE-CLINICO PRECEDENTE LA DETERMINAZIONE IN VIVO

14 CONCLUSIONI FINALI SULLUTILIZZO DELLE DETERMINAZIONI STRUMENTALI STRUMENTO MOLTO VALIDO PER PREVEDERE IL LIVELLO DI PROTEZIONE DI UN PRODOTTO SOLARE. I NUMERI DEVONO ESSERE PRESI COME GRANDEZZE RELATIVE E NON ASSOLUTE. NON SONO ALTERNATIVI NON SONO ALTERNATIVI ALLA DETERMINAZIONE IN VIVO: NON SI PUO VANTARE IN ETICHETTA UN NUMERO OTTENUTO STRUMENTALMENTE

15 IL FATTORE DI PROTEZIONE SOLARE IN VIVO

16 STORIA DEL METODO BLUM et al. Am J Physiol. 146: (1945) SCHULTZE et al. Parf u Kosm 37: (1956) DEFINIZIONE DI MED E DI SPF TENTATIVE MONOGRAPH1978 TENTATIVE MONOGRAPH FDA, 1978: PRIMO METODO STANDARD PUBBLICATO 2 mg/cm 2 DIN DIN GERMANIA, mg/cm 2 TUTTI I METODI SUCCESSIVI HANNO INDICATO ARCO DI XENO E 2.00 mg/cm 2 AUSTRALIA 1986 (REVISIONI 1993, 1997, 1998) JCIA 1991 (REVISIONI 1999) SABS 1992 FINAL MONOGRAPH (1999), LIMPLEMENTAZIONE E STATA RIMANDATA AL 2005 (IN ATTESA DI UN METODO PER VALUTAZIONE ED ETICHETTATURA UVA) COLIPA 1994 COLIPA 1994: NUOVO METODO INNOVATIVO RISPETTO AI PRECEDENTI. AUSTRIA (1998) E GERMANIA (1999) HANNO ALLINEATO I LORO METODI AL COLIPA.

17 LA VALUTAZIONE DELLA FOTOPROTEZIONE IN VIVO DALLUVB: PRINCIPALI METODI UFFICIALI PRIMA DEL 2003 PaeseMetodo EUROPACOLIPA (guidelines) U.S.A.FINAL MONOGRAPH (FDA) AUSTRALIAAS/NZS 2604 GIAPPONEJCIA METHOD (guidelines) SUD AFRICASABS (guidelines)

18 SITUAZIONE ATTUALE PaeseMetodo COLIPA – JCIA – CTFA SOUTH AFRICA INTERNATIONAL SUN PROTECTION FACTOR TEST METHOD U.S.A.FINAL MONOGRAPH (FDA) AUSTRALIAAS/NZS 2604

19 COSA E IL SPF?

20 LA MED DOSE DI RADIAZIONE ULTRAVIOLETTA IN GRADO DI PROVOCARE LINSORGENZA DI UNA REAZIONE ERITEMATOSA MINIMA

21 SPETTRI DI AZIONE DELLA LUCE UV LERITEMA E PROVOCATO PRINCIPALMENTE DALLA RADIAZIONE UVB (280 – 320 nm), CON UN MASSIMO A 308 nm

22 IL SPF DI UN PRODOTTO INDICA prevalentemente IL LIVELLO DI PROTEZIONE DALLERITEMA, MA FORNISCE scarse INDICAZIONI SULLA PROTEZIONE UVA

23 MA IN PRATICA COME SI FA A DETERMINARE IL SPF? SULLA CUTE DI VOLONTARI SI SELEZIONANO TRE AREE DI UGUALE SUPERFICIE: 1° PRIVA DI QUALUNQUE PRODOTTO 2° PRODOTTO IN STUDIO (2 mg/cm2) 3° PRODOTTO CON SPF NOTO (STANDARD 2mg/cm2) CIASCUNA AREA VIENE SUDDIVISA IN SOTTOAREE CIASCUNA DI UGUALE SUPERFICIE. A CIASCUNA SOTTOAREA VIENE SOMMINISTRATA UNA DOSE BEN PRECISA DI RADIAZIONE UV. DOPO ORE (TEMPO IN CUI LERITEMA RAGGIUNGE LA SUA MASSIMA ESPRESSIONE) SI ESAMINA LA CUTE PER LA RICERCA DELLA MED SIA SU CUTE PROTETTA, SIA SU CUTE NON PROTETTA.

24 PRINCIPALI PARAMETRI CHE DEVONO ESSERE DEFINITI A PRIORI IN UN PROTOCOLLO DI VALUTAZIONE DEL SPF 1. Definizione dello spettro della radiazione UV 2. Volontari: criteri di inclusione e di esclusione 3. Prodotto (quantità, modo di applicazione, tempo di attesa) 4. Sede anatomica, area del sito, numero di siti 5. Simulatore solare 6. Dosi 7. MED 9. Espressione del SPF 10. Criteri di rifiuto dei risultati 8. Standard di riferimento

25 FONTI DI MAGGIORE VARIABILITA DEFINIZIONE SPETTRO DI EMISSIONE SELEZIONE DEI VOLONTARI DETERMINAZIONE DELLA MED APPLICAZIONE DEL CAMPIONE STANDARD DI RIFERIMENTO

26 SELEZIONE DEI VOLONTARI

27 LA TIPOLOGIA CUTANEA DEI VOLONTARI COME FONTE DI VARIABILITA COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS 2604 FOTOTIPO (FITZPATRICK): I, II, III ITA° > 28° FOTOTIPO (FITZPATRICK): I, II, III ITA° > 28° FOTOTIPO (FITZPATRICK): I, II, III FOTOTIPO (FITZPATRICK): I, II, III

28 FOTOTIPO I si brucia sempre facilmente; non si abbronza mai (sensibile) II si brucia sempre facilmente; si abbronza minimamente (sensibile) III si brucia moderatamente; si abbronza gradualmente (leggermente scuro) IV si brucia minimamente; si abbronza sempre bene (moderatamente scuro –normale) V si brucia raramente; si abbronza profusamente (intensamente scuro - insensibile) VI non si brucia mai; si abbronza moltissimo (insensibile) CRITERIO DI INCLUSIONE BASATO SULLANAMNESI SOLARE

29 CENNI DI COLORIMETRIA NEWTON 1666: scomposizione dei della luce bianca attraverso un prisma di vetro. YOUNG (1820) E MAXWELL (1860): teoria tricromatica del colore: ogni colore può ottenersi dalla miscela di tre opportuni colori. GUILD E WRIGTH (1920): dimostrazione quantitativa della teoria tricromatica. BROWN E WALD (1964): dimostrazione della presenza di fotorecettori nella retina; tre tipi di coni (, e ) sensibili rispettivamente alla luce rossa, verde e blu.

30 LA TEORIA TRICROMATICA DEL COLORE E possibile riprodurre qualsiasi colore miscelando tre opportuni colore di base Nel sistema RGB questi colori sono rispettivamente rosso (Red) verde (Green) e blu (Blue). Tale sistema è stato ottenuto sperimentalmente da prove di sovrapposizione di colori primari (Guil and Wright, 1920) C.I.E. 1931: standardizzazione e rielaborazione matematica del sistema, portando alla definizione di un sistema standard.

31 DIAGRAMMA DEL COLORE STANDARD CON PROCEDIMENTI MATEMATICI E POSSIBILE OTTENERE ALTRI SISTEMI DI COORDINATE PER LA RAPPRESENTAZIONE DEL COLORE

32 LO SPAZIO DI COLORE L*a*b* L* = va da 0 (nero) a 100 (bianco) a* = va dal verde (valori negativi) al rosso (valori positivi) b* = va dal giallo (valori negativi) al blu (valori positivi)

33 SELEZIONE COLORIMETRICA DEI VOLONTARI Basata sul calcolo dellangolo di tipologia cutanea individuale

34 CLASSIFICAZIONE COLORIMETRICA Colore cutaneoITA° 1. Molto chiaro> 55° 2. ChiaroDa 41 a 55° 3. IntermedioDa 28 a 41° 4. AbbronzatoDa 10 a 28° 5. ScuroDa – 30 a 10° 6. Nero< - 30°

35 CLASSIFICAZIONE COLORIMETRICA ITA° > 28° VANTAGGI MENO SOGGETTIVA PIU FACILE REPERIBILITA DI VOLONTARI IN PARTICOLARI STAGIONI DELLANNO PIU FACILE REPERIBILITA DI VOLONTARI IN AREE GEOGRAFICHE PARTICOLARMENTE ASSOLATE

36 COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPHAS/NZS 2604 GRAVIDANZA ALLATTAMENTO TERAPIA FARM. PATOL. CUTANEE RISP. ANOMALE ESP. UVA IN PIU: BAMBINI (SCCNFP/0557/02) PIGMENTAZIONE NEVI AREA TEST ESPOSIZIONE AL SOLE 4 SETT. PRECEDENTI ANAMNESI RISP. ANOMALE TERAPIA FARM T. FARM. FOTOSEN. PATOL. CUTANEE RISP. ANOM. UVA ALLERGIE SELEZIONE DEI VOLONTARI - ESCLUSIONE

37 SELEZIONE DEI VOLONTARI – INCLUSIONE: CRITERI GENERALI, LIMITE DI ETA, FREQUENZA, NUMERO TOTALE COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPHAS/NZS 2604 CONSENSO INFORMATO; ANNI 5 VOLTE IN 12 MESI (CRITERIO STATISTICO) CONSENSO INFORMATO; > 18 ALMENO 2 MESI 10 – 20 (CRITERIO STATISTICO – DA UN PANEL MAX 25) CONSENSO INFORMATO; QUESTIONARIO > , SELEZIONATI DA UN PANEL DI MAX 25 CONSENSO INFORMATO; QUESTIONARIO >18 - = 10

38 CRITERIO STATISTICO COLIPA 1994 C.I. COMPRESO NEL ± 20% SPF MEDIO DOVE C.I. = t.s/ n INTERNATIONAL SPF TEST METHOD 2003 C.I. COMPRESO NEL ± 17% SPF MEDIO n = 10 VOLONTARI (NUMERO MINIMO) n = 20 VOLONTARI (NUMERO MASSIMO)

39 IL LIVELLO DI PROTEZIONE CONFERITO DAL SPF. LA SITUAZIONE IN EUROPA E NEL MONDO (*) COLIPA RECOMMENDATION N°11 (2002) DEVE ESSERE APPROSSIMATO PER DIFETTO IL VALORE MEDIO DI SPF OTTENUTO SPERIMENTALMENTE DEVE ESSERE APPROSSIMATO PER DIFETTO AL NUMERO INTERO PIU PROSSIMO TRA QUELLI INDICATI (1)IL PIU ALTO NUMERO INTERO INFERIORE AD x – A (x= SPF medio; a = ts/ n; n= NUMERO DI VOLONTARI) (2)IL PIU PICCOLO NUMERO INTERO; SEM 7% SPF medio

40 APPLICAZIONE DEL CAMPIONE

41 COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS ± 0.04 mg/cm mg/cm 2 ± 2.5%2 mg/cm mg/cm 2 ± 5% MODO DI APPLICAZIONE COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS 2604 PESATA, SALVADITO, DISPOSIZIONE IN GOCCE, LIEVE FRIZIONE CD-ROM ALLEGATO. SPECIFICHE PER CREME-LIQUIDI ECC. ED INDICAZIONI SPECIFICHE PER POLVERI SALVADITO; SIRINGA VOLUMETRICA PER OLI E LOZIONI; RISCALDAMENTO PER GEL E BURRI PESATA, SALVADITO, METODO CONVALIDATO; SPESSORE UNIFORME QUANTITA

42 IMPORTANZA DELLOMOGENEITA DI DISTRIBUZIONE ONEAL, 1983; BRIAN & DIFFEY, 1986: RELAZIONE NON LINEARE MA ESPONENZIALE TRA SPESSORE DEL FILM E SPF (in vitro)

43 STANDARDIZZAZIONE DEL METODO DI APPLICAZIONE PESATA DEL CAMPIONE TRASFERIMENTO SULLA CUTE DISTRIBUZIONE OMOGENEA INTERNATIONAL SPF METHOD 2003: CD ROM ALLEGATO. SPECIFICHE PER POLVERI VS. ALTRE FORME (LOZIONI, CREME, ECC.)

44 DEFINIZIONE SPETTRO DI EMISSIONE

45 IMPORTANZA DELLA DEFINIZIONE DELLO SPETTRO DI EMISSIONE Lunghezza donda (nm) Prodotto con protezione UVB Luce solare naturale Simulatore solare ricco di UVB Simul. solare povero di UVB Prodotto con protezione UVB

46 IMPORTANZA DELLA DEFINIZIONE DELLO SPETTRO DI EMISSIONE Prodotto ad ampio spettro (UVB + UVA) Lunghezzadonda (nm) Prodotto ad ampio spettro Luce solare naturale Simulatore solare ricco in UVB Simul. solare povero in UVB

47 COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS 2604 SPETTRO CONTINUO, EFF. ERITEMATOSA SIMILE A QUELLA DEL SOLE STANDARD ARCO DI XENO FILTRATO SPETTRO CONTINUO. SPETTRO SOLARE AUSTRALIA TROPICALE RIFERIMENTO PER MAX EFFICACIA ERITEIGENA (RCEE% 87% TRA 290 – 320 nm) SPETTRO CONTINUO, SIMILE LUCE SOLARE A LIVELO DEL MARE, CON INCIDENZA 10° RISPETTO ALLO ZENITH; 400 nm ARCO DI XENON + FILTRI (PREFERITO);< 1% IRR. DOVUTO A < 290; NO PICCHI UVB, SPETTRO CONTINUO UVA

48 FDA METODO DI CALCOLO PER LESPOSIZIONE DI UN SIMULATORE SOLARE, RIFERITA ALLO SPETTRO DI AZIONE ERITEMATOSA: Vi( ) = 1PER 250 < < 298 Vi ( ) = 1.O 0.094(298 - ) PER 298 < < 328 Vi ( ) = 1.O 0.015(139 - ) PER 328 < < 400 E = ESPOSIZIONE IN GRADO DI DETERMINARE ERITEMA Vi = FATTORE PONDERALE (SPETTRO DOI AZIONE ERITEMATOSA) I = IRRADIANZA SPETTRALE (W/m 2 ) t exp = TEMPO DI ESPOSIZIONE (SECONDI) AS/NZS 2604: 1998 FOCALIZZA LATTENZIONE SOLO NELLA PORZIONE UVB ( ) DELLO SPETTRO, INDICANDO I VALORI DI RIFERIMENTO (TABULATI E GRAFICO)

49 DEFINIZIONE DELLO SPETTRO DI EMISSIONE – COLIPA ° NORD (Sayre et al., 1990); 40° NORD (Diffey & Robson, 1989) 1.DEFINIZIONE DELLEMISSIONE DEL SOLE STANDARD: MEDIA ARITMETICA DEGLI SPETTRI REGISTRATI: 35° NORD (Sayre et al., 1990); 40° NORD (Diffey & Robson, 1989) 2.DEFINIZIONE DELLA PERCENTUALE DI EMISSIONE EFFETTIVA ERITEMATOGENA (RCEE%) PER RANGE DI LUNGHEZZA DONDA: % EFFICACIA ERITEMIGENA RISPETTO AL TOTALE TRA 290 E 400 nm. 3.DEFINIZIONE DEI LIMITI INFERIORE E SUPERIORE DI EMISSIONE DEL SIMULATORE SOLARE IN TERMINI DI RCEE% RANGE SPETTRALE (nm) LIMITE INFERIORE (%RCEE) LIMITE SUPERIORE (%RCEE) < 290< – – – – –

50 COMUNICAZIONE FDA SAYRE, 2001 PER DEFINIZIONE DI SPF E LEFFICACIA DI UN PRODOTTO NELLATTENUARE LA RADIAZIONE E: 100%/SPF = FRAZIONE DI RADIAZIONE NON ATTENUATA COMPLEMENTO A 100: RADIAZIONE ATTENUATA

51 COMUNICAZIONE FDA SAYRE, 2001 RANGE SPETTRALE (nm) SPF MINIMOSPF MASSIMO < 290 (<0.1%)NON APPLICABILE 290 – 310 (46.0%- 67.0%) – 320 (80.0 % - 91 %) – 330 (86.5% %) – 340 (90.5% %) – 350 (93.5% %) CALCOLO TEORICO BASATO SU PRODOTTI IDEALI CON POTERE FILTRANTE COMPLETO NEI VARI RANGE DI LUNGHEZZA DONDA

52 DEFINIZIONE DELLO SPETTRO DI EMISSIONE – INTERNATIONAL SPF TEST METHOD 2003 SPETTRO SOLARE DI RIFERIMENTO COME EMISSIONE MASSIMALE: AUSTRALIA TROPICALE (RCEE% = 87% TRA 290 E 320 nm) RANGE SPETTRALE (nm) LIMITE INFERIORE (%RCEE) LIMITE SUPERIORE (%RCEE) < 290< – – – –

53

54 DETERMINAZIONE DELLA MED

55 COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS 2604 VALUTAZIONE VISIVA E/O COLORIMETRICA SIMULTANEA ED APPAIATA SU CUTE PROTETTA E NON 16 – 24 ORE VALUTAZIONE VISIVA SIMULTANEA ED APPAIATA SU CUTE PROTETTA E NON 16 – 24 ORE DETERM. IN CIECO DELLA MEDu IL GIORNO PRIMA ED IL GIORNO DEL TEST 22 – 24 ORE SOLO VISIVA, STESSO OSSERVATORE CON CRITERIO COSTANTE PER MEDp E MEDu 16 – 24 ORE

56 DETERMINAZIONE DELLA MED COLIPA 1994 SIMULTANEAMENTE SU CUTE PROTETTA E CUTE NON PROTETTA METODO COLORIMETRICO (COORDINATA a*) La MED si ottiene diagrammando i valori a* = a* (area di prova) – a* (controllo) in funzione delle dosi di UV. Come soglia di rossore si determina quindi il valore a* = 2.5. SIMULTANEO INTERNATIONAL SPF 2003: METODO VISIVO. SIMULTANEO CUTE PROTETTA/CUTE NON PROTETTA/CUTE PROTETTA DA STANDARD

57 PRESELEZIONE DELLA MED SU BASI COLORIMETRICHE (1994 – 2003) CONSENTE DI PREVEDERE LA MED SULLA BASE DELLE COORDINATE COLORIMETRICHE. PREVEDE IL POSSIDEMENTO DI UNA BANCA DATI CHE CONSENTA DI COSTRUIRE GRAFICO MED FUNZIONE ITA°, DAL QUALE ESTRAPOLARE LA MED.

58 Grafico 1 - MED vs. ITA° di soggetti noti

59 Grafico 2 - Disegno di miglior linea e limiti

60 Grafico 3 - MED vs ITA°: modello miglior linea

61 Grafico 4 – Valutazione della MEDu

62 COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS 2604 LA MED NON DEVE COINCIDERE CON LA DOSE MINORE NO ERITEMA IN OGNI SITO NO ERITEMA RANDOM IN ALCUNI SITI ERITEMA IN TUTTI I SUBSITI (CUTE NON PROTETTA/CUTE PROTETTA/CUTE CON STANDARD) RIFIUTO DEL TEST SE DATI SCARTATI SU 5 VOLONTARI RIFIUTO IN ASSENZA DI ERITEMA SU CUTE PROTETTA O NON; INDIVIDUI NON COMPLIANT RIFIUTO PER VARIAZIONE < 25% CON STANDARD A SPF 4 RIFIUTO DEI RISULTATI IN UN VOLONTARIO

63 PRODOTTI STANDARD

64 8. Standard di riferimento COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS 2604 P1: SPF 4 P2: SPF 12 P3: SPF 15 P1: SPF 4 P2: SPF 13 P3: SPF 15 P7: SPF 4 PER SPFatt <20: P1 o P2 o P3 o P4 PER SPFatt 20: P2 o P3 SPF 4 (HS 8%) P3

65 8. Standard di riferimento – CRITERI DI ACCETTAZIONE COLIPACOLIPA – CTFA SA - JCIA (2003) FINAL MONOGRAPH AS/NZS P1: SPF 4 (4.2 ± 0.2 RANGE ± 1.65% SD) P2: SPF 1 (12.7 ± 1.2 RANGE ± 1.65% SD) P3: SPF 15 (15.3 ± 1.3 RANGE ± 1.65% SD) P7: SPF 4 (4.2 ± 0.3 RANGE ± 16.5% SD) PROVVISORI ± SD 95% C.I. DEVE CONTENERE IL VALORE 4 -

66 LA DIVERSA DEFINIZIONE DI PRODOTTO SOLARE NEL MONDO PAESECATEGORIAMETODO SPFDATA E REVIS. EUROPACOSMETCO COLIPA INTERNATIONAL SPF TEST METHOD USADRUGFDA1978, 1993, 1999 GIAPPONECOSMETCOJCIA INTERNATIONAL SPF TEST METHOD 1992, SUD AFRICACOSMETCOSABS 1557 INTERNATIONAL SPF TEST METHOD AUSTRALIA/ NUOVA ZELANDA DRUGAS/NZS , 1997, 1998

67 LA DIVERSA DEFINIZIONE DI PRODOTTO SOLARE NEL MONDO FINAL MONOGRAPH (1999) AS/NZS 2604 NON SONO LINEE GUIDA VOLONTARIE MA HANNO CARATTERE DI NORMATIVA

68 LA RESISTENZA ALLACQUA

69 SONO DISPONIBILI SOLO 2 METODI UFFICIALI. FDA (FINAL MONOGRAPH) E AS/NZS 2604 I PROTOCOLLI SONO SIMILI, PREVEDENDO CICLI DI IMMERSIONE IN ACQUA (MODERATA ATTIVITA/IMMERSIONE IN PISCINA TERMALE/JACUZZI) E CICLI DI RIPOSO IL SPF E DETERMINATO AL TERMINE DELLE IMMERSIONI.

70 FINAL MONOGRAPH, 1999 SONO POSSIBILI DUE SOLI CLAIM 1.WATER RESISTANT QUANDO IL SPF E DETERMINATO AL TERMINE DI 2 CICLI SUCCESSIVI DI ATTIVITA MODERATA IN ACQUA, DI 20 MINUTI CIASCUNO, INTERVALLATI DA 20 MINUTI DI RIPOSO. 2.VERY WATER RESISTANT QUANDO IL SPF E DETERMINATO AL TERMINE DI 4 CICLI DI ATTIVITA MODERATA IN ACQUA, DI 20 MINUTI CIASCUNO, INTERVALLATI DA 20 MINUTI DI RIPOSO.

71 LO STANDARD AUSTRALIANO AS/NZS 2604: 1998 SPF AL TERMINE IMMERSIONI MASSIMA RESISTENZA ALLACQUA VANTATA (ETICHETTA) ALMENO 5 MA < 4NESSUN CLAIM ALMENO 4 MA < 840 MINUTI ALMENO 8 MA < 1580 MINUTI ALMENO 15 MA < 202 ORE ALMENO 20 MA < 253 ORE 25 4 ORE

72 LA SITUAZIONE ATTUALE NELLUNIONE EUROPEA IL COLIPA IN UNA COMUNICAZIONE DEL 1996 HA CONSIGLIATO UN CONFRONTO TRA IL SPF SECCO E QUELLO DOPO IMMERSIONE. IL PRODOTTO SI DEFINISCE WATER RESISTANT SE IL SPF DOPO IMMERSIONE E 50%

73 LA PROTEZIONE NELLUVA

74 ALCUNE CIFRE DELLUVA 1000 VOLTE MED UVA (20 – 80 J/cm 2 ) CIRCA 1000 VOLTE INFERIORE MED UVB (20-70 m J/cm 2 ) SOLE ALLO ZENITH: E.E. UVB : E.E. UVA = 5.2 : 1 (ERITEMA 90% UVB – 10%UVA) MA UVA = 90% RADIAZIONE CHE RAGGIUNGE LA PELLE FLUSSI MASSIMI DI RADIAZIONE (zenith) A LIVELLO DEL SUOLO: UVA = 6 mW/cm 2 UVB = 0.36 – 0.2 mW/cm 2 UVA + UVB = 5% DELLA ENERGIA TOTALE RADIANTE UVA MENO INFLUENZATO DA VARIABILI QUALI ANGOLO DI INCIDENZA, ALTITUDINE, PERTURBAZIONI ATMOSFERICHE. IL VETRO E UN FILTRO SOLO PER UVB (CUT-OFF 320 nm)

75 DANNI CUTANEI DA UVA FOTOINVECCHIAMENTO IMMUNOSOPPRESSIONE FOTOTOSSICITA CHERATOSI ATTINICHE TUMORI CUTANEI NECESSITA DI AVERE A DISPOSIZIONE UN ENDPOINT BIOLOGICO CAUSATO DIRETTAMENTE DA UVA CHE SIA FACILMENTE MISURABILE ESIGENZA DI FORMULARE PRODOTTI AD AMPIO SPETTRO

76 METODI IN VIVO PROPOSTI FATTORE DI PROTEZIONE NELLUVA (PFA) (Cole, 1994) Endpoint biologico: MINIMO ERITEMA (MINIMA ABBRONZATURA) Tempo: 24h Fototipi: I, II, III, IV NECESSITA LESPOSIZIONE DELLA CUTE A DOSI MODERATE DI RADIAZIONE FATTORE DI PROTEZIONE FOTOTOSSICO (PPF) (Lowe et al., 1987) Endpoint biologico: ERITEMA Tempo: 72 h NECESSITA LESPOSIZIONE DELLA CUTE PRETRATTATA CON 8- MOP (O ANALOGO AGENTE FOTOTOSSICO) A PICCOLE DOSI DI RADIAZIONE.

77 METODI IN VIVO PROPOSTI SPETTROSCOPIA DIFFUSA DI RIFLETTANZA (Kollias et al., 1992) BASATO SULLA MISURA DEGLI SPETTRI DI RIFLETTANZA DELLA RADIAZIONE UV, DETERMINATI DIRETTAMENTE SULLA PELLE, DOPO IRRAGGIAMENTO DI QUESTA IN PRESENZA ED IN ASSENZA DI PRODOTTO SOLARE. LO SPETTRO DI TRASMISSIONE DEL PRODOTTO AD OGNI LUNGHEZZA DONDA E DATO DALLA RADICE QUADRATA DEL RAPPORTO TRA LO SPETTRO DI RIFLESSIONE DIFFUSA OTTENUTO SU CUTE PROTETTA E QUELLO OTTENUTO SU CUTE NON PROTETTA.

78 METODI IN VIVO PROPOSTI VALUTAZIONE DELLA PIGMENTAZIONE DIRETTA – COMPONENTE IMMEDIATA (IPD) (Kaidbey & Barnes, 1991) Endpoint biologico: MINIMA PIGMENTAZIONE GRIGIO- BLU Fototipi: II, III, IV Tempo: 0 – 2 h VALUTAZIONE DELLA PIGMENTAZIONE DIRETTA – COMPONENTE PERSISTENTE (PPD) (Chardon et al., 1991) Endpoint biologico: MINIMA PIGMENTAZIONE GRIGIO Fototipi: II, III, IV Tempo: 2 – 24 h

79 VANTAGGI DELLO STUDIO DEL FENOMENO IPD/PPD NON ESISTONO INDICAZIONI CHE IL FENOMENO SIA ESPRESSIONE DI UN DANNO (COME LERITEMA E UNA RISPOSTA SPECIFICA DELLA RADIAZIONE UVA, LA CUI INTENSITA E DIRETTAMENTE CORRELATA CON LINTENSITA DELLA RADIAZIONE UVA. OVVIE MOTIVAZIONI ETICHE PORTANO AD ESCLUDERE IL METODO PPF

80 CARATTERISTICHE DEL FENOMENO (Chardon et al., 1997) CINETICA PIGMENTAZIONE IMMEDIATA ESPONENDO LA CUTE (SCHIENA) DI VOLONTARI A DOSI PROGRESSIVE (1-28 J/cm 2 ) UVA SI OSSERVA UNA PIGMENTAZIONE IMMEDIATA BLU-GRIGIO, CHE RAGGIUNGE IL MASSIMO ALLA FINE DELLESPOSIZIONE; QUESTA TENDE A SCOMPARIRE RAPIDAMENTE ENTRO 1 ORA DALLESPOSIZIONE MA, PER DOSI SUPERIORI A J/cm 2 PERSISTE FINO A DIVERSI GIORNI DOPO.

81 COLORE AL TERMINE DELLESPOSIZIONE LA TINTA E PREVALENTEMENTE BLU-GRIGIO. LA COMPONENTE BLU SI RIDUCE PROGRESSIVAMENTE FINO A 2 ORE, TEMPO IN CUI CONTINUA AD ESSERE PRESENTE UN RESIDUO GRIGIO, CHE PERMANE. TALE COLORE E FACILMENTE DISTINUGUIBILE DALLA PIGMENTAZIONE DOVUTA A NEOSINTESI MELANICA, IN QUANTO DI COLORE MARRONE (GIALLO SCURO), CAUSATA SOLO DA DOSI ELEVATE DI UVA (O DA SINGOLE ESPOSIZIONI RIPETUTE) E COMPARSA RITARDATA (2-3 GIORNI DOPO IRRAGGIAMENTO).

82 CURVE DOSE-RISPOSTA DISTINTA IN DUE DIVERSE PORZIONI FINO A 4-6 J/cm 2 RAPIDO INCREMENTO DELLINTENSITA DI COLORE, SENZA APPARENTE VALORE SOGLIA: SI MANIFESTA SUBITO DOPO LIRRAGGIAMENTO. RISPOSTA INSTABILE PER DOSI SUPERIORI (SOGLIA) RISPOSTA QUASI LINEARE E STABILE.

83 LA RISPOSTA NEL TEMPO IPD E PPD SONO FENOMENI SUB-ADIACENTI, IMMEDIATAMENTE INNESCATI DALLA RADIAZIONE UVA, MA A DOSI DIVERSE. IPD NON RICHIEDE SOGLIA, FENOMENO INSTABILE, SCOMPARE ENTRO LE DUE ORE DALLESPOSIZIONE.DOPO DUE ORE SI INSTAURA UNA PORZIONE DEBOLE E COSTANTE CHE PERMANE FINO A DIVERSI GIORNI DOPO (PPD)

84 LA PIGMENTAZIONE IN TRE FASI IPOTESI IPD IPDFOTO-OSSIDAZIONE REVERSIBILE DI PIGMENTI PRE-ESISTENTI PPD PPDPARZIALE POLIMERIZZAZIONE DI PRECURSORI MELANICI MELANIZZAZIONE MELANIZZAZIONENEOSINTESI MELANICA OPERATA PRINCIPALMENTE DA UVB.

85 CARATTERISTICHE DELLA RISPOSTA IPD/PPD LEGGE DI RECIPROCITA UNA RISPOSTA E STABILE (COSTANTE INTENSITA DELLA RISPOSTA AD UNA DETERMINATA DOSE DI RADIAZIONE) INDIPENDENTEMENTE DAL FLUSSO (mW/cm 2 ) DELLA SORGENTE. IPD: VARIA AL VARIARE DEL FLUSSO (AUMENTA LA RISPOSTA) PPD: RISPOSTA STABILE INDIPENDENTE DAL FLUSSO.

86 VOLONTARISTESSI CRITERI GENERALI COLIPA FOTOTIPI: II, III, IV (MASSIMO) SEDE E SUPERFICIESCHIENA – 35 cm 2 Q.TA PRODOTTO2 mg/cm 2 SIMULATOREARCO DI XENO FILTRATO DOSI/PROGRESSIONE4-30 J/cm 2 GEOMETRICA (CIRCA 25%) LETTURATIPICAMENTE 2 ORE DOPO IRRAGGIAMENTO RIMOZIONE PRODOTTO RESIDUO, SPECIE SE COLORATO (FALSA LETTURA) VISUALIZZAZIONE SIMULTANEA MPD SU CUTE PROTETTA E CUTE NON PROTETTA PROTOCOLLO PROPOSTO (PPD) (Chardon et al., 1997)

87 LA FOTOPROTEZIONE NELLUVA DETERMINATA STRUMENTALMENTE LUNICO METODO UFFICIALE PUBBLICATO CHE PREVEDE UNA SEZIONE PER LA DETERMINAZIONE DELLA PROTEZIONE UVA E LO STANDARD AUSTRALIANO

88 AS/NZS 2604: 1998 – APPENDICE C DETERMINAZIONE DELLA TRASMISSIONE DI UN CAMPIONE COME SUPPORTO AL CLAIM BROAD SPECTRUM (Tmax 10% tra 320 e 360) METODO DELLA SOLUZIONE (Tmax 10% tra 320 e 360) PER PRODOTTI CHE SI SCIOLGONO COMPLETAMENTE IN UNA SOLUZIONE DI: DICLOROMETANO12.5% CICLOESANO37.5% ISOPROPANOLO50.0% E UNA DETERMINAZIONE SPETTROFOTOMETRICA, DA EFFETTUARSI IN CELLE DI QUARZO

89 AS/NZS 2604: 1998 – APPENDICE C DETERMINAZIONE DELLA TRASMISSIONE DI UN CAMPIONE COME SUPPORTO AL CLAIM BROAD SPECTRUM (Tmax 10% tra 320 e 360) METODO DELLO STRATO DI 8 µ (Tmax 10% tra 320 e 360) PER PRODOTTI CHE NON SI SCIOLGONO NEL SOLVENTE INDICATO DAL METODO 1 E PER PRODOTTI OPACHI PRINCIPALMENTE PER RIFLESSIONE LETTURA SPETTROFOTOMETRICA IN CELLE DI QUARZO

90 AS/NZS 2604: 1998 – APPENDICE C DETERMINAZIONE DELLA TRASMISSIONE DI UN CAMPIONE COME SUPPORTO AL CLAIM BROAD SPECTRUM (Tmax 1% tra 320 e 360) METODO DELLO STRATO DI 20 µ (Tmax 1% tra 320 e 360) METODO ADATTO A TUTTI I PRODOTTI SOLARI, INDIPENDENTEMENTE DAI SOLVENTI UTILIZZATI E DALLA PRESENZA DI SOLIDI IN SOSPENSIONE NEL PRODOTTO. DETERMINAZIONE SPETTROFOTOMETRICA CON STRUMENTO ACCESSORIATO DI SFERA INTEGRATRICE. PRODOTTO STRATIFICATO SU PIASTRA DI QUARZO.

91 BOOTS STAR RATING SYSTEM Valuta il rapporto tra lassorbimento totale nellUVA e quello nellUVB secondo la relazione CLASSIFICAZIONE Uva ratioStar categoryCategory Descriptor da 0.0 a < 0.2-Too low for UVA claim da 0.2 a < 0.4*MODERATE da 0.4 a < 0.6**GOOD da 0.6 a < 0.8***SUPERIOR 0.8 ****MAXIMUM

92 BROAD SPECTRUM RATING: CRITICA Noto anche come metodo di DIFFEY. Permette di identificare la alla quale si misura il 90% di assorbimento del prodotto. Per ogni si determina R definito da: se 340 nm c 370 nm il livello di protezione è SOME (UVA/UVB); se c > 370 nm il livello di protezione è MORE (Ampio Spettro). La c è il primo valore di al quale R 0.9

93 PER POTER VANTARE UN NUMERO DI PROTEZIONE IN ETICHETTA E NECESSARIO EFFETTUARE UNA VALUTAZIONE IN VIVO, SECONDO UNO DEI PROTOCOLLI UFFICIALI DISPONIBILI. PER PRODOTTI CHE DOVRANNO ESSERE COMMERCIALIZZATI NEGLI USA O IN AUSTRALIA SARA STRETTAMENTE NECESSARI ADOTTARE I PROTOCOLLI PREVISTI NEI RISPETTIVI PAESI, RISPETTANDO LE NORME (LEGISLATIVE E NON LINEE GUIDA) PER LETICHETTATURA. CONCLUSIONI RIASSUNTIVE

94 LE DETERMINAZIONI STRUMENTALI DEL SPF SONO UN UTILE STRUMENTO DI GUIDA IN FASE DI SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI. IMPORTANTE E CONSIDERARE I VALORI DI SPF COME GRANDEZZE RELATIVE E NON ASSOLUTE. HANNO IL LORO CAMPO DI APPLICAZIONE ANCHE NELLA DETERMINAZIONE DELLA PROTEZIONE NEI CONFRONTI DELLUVA. AD ECCEZIONE DELLO STANDARD AUSTRALIANO, NESSUN METODO UFFICIALE PREVEDE UNA METODOLOGIA DI STUDIO PER LA PROTEZIONE NELLUVA. NESSUN METODO IN VIVO STANDARDIZZATO E DISPONIBILE. IL PIU UTILIZZATO E LA DETERMINAZIONE DEL PPD CONCLUSIONI RIASSUNTIVE

95 CON LA PUBBLICAZIONE DEL METODO INTERNAZIONALE ASSISTIAMO AD UNA ARMONIZZAZIONE TRA METODI. LE DIFFERENZE TRA I METODI SONO MINIME O INESISTENTI A CARICO DI QUEI PARAMETRI CHE PIU DIRETTAMENTE INFLUENZANO LESITO DELLA SPERIMENTAZIONE. IL METODO INTERNAZIONALE 2003 E IL PIU DETTAGLIATO. NELLA NUOVA EDIZIONE LE MODIFICHE PRINCIPALI (ACCETTAZIONE DEI RISULTATI E DEFINIZIONE DEI NUOVI LIMITI DI EMISSIONE DEL SIMULATORE SOLARE) HANNO APPORTATO UNA SENSIBILE RIDUZIONE DELLA VARIABILITA DEI RISULTATI SPERIMENTALI. NON E ANCORA STATO DEFINITO UN PROTOCOLLO EUROPEO PER LA VERIFICA DELLA RESISTENZA ALLACQUA. CONCLUSIONI RIASSUNTIVE


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