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VIDEOREFLEX UNA BREVE INTRODUZIONE ©FRANCESCO RISTORI – 2014 – WWW.SOGNANDORIENTE.IT GUIDA N°3 – FEBBRAIO 2014WWW.SOGNANDORIENTE.IT.

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1 VIDEOREFLEX UNA BREVE INTRODUZIONE ©FRANCESCO RISTORI – 2014 – GUIDA N°3 – FEBBRAIO 2014WWW.SOGNANDORIENTE.IT

2 Il video digitale è stato introdotto nel 1983 dal formato D-1 della Sony, ma era troppo costoso, e fu relegato ai grandi networks. Si diffuse a livello amatoriale nel ‘90, quando la Apple introdusse il formato Quick Time, ma la qualità era ancora bassa e richiedeva l’utilizzo di un computer per la digitalizzazione della sorgente video analogica Con gli anni si arrivò agli standard più elevati dell’MPEG-1 ed MPEG-2, fino al formato DV, con la registrazione diretta in digitale. Nel 1969 nasce il primo sensore d’immagine digitale CCD, che verrà usato con successo nella prima videocamera nel Ad oggi molte telecamere ancora utilizzano tale tecnologia, anche se il CMOS (precedente, inventato nel ‘67) ha preso oramai un campo maggiore per convenienza di costi e consumi. Alle telecamere perciò dobbiamo maggiormente lo sviluppo dei sensori che oggi abbiamo in dotazione nelle nostre fotocamere digitali. UN PO’ DI STORIA LA NASCITA DEI SENSORILA DIFFUSIONE DEL DIGITALE ©FRANCESCO RISTORI

3 Il video digitale è alla base dello sviluppo della televisione ad alta definizione che, sebbene sia nata alla fine degli anni ottanta come analogica (televisione Giapponese NHK, 1125/60i/5:3), ha potuto diffondersi e divenire economicamente conveniente solo grazie alle tecniche di registrazione e trasmissione digitali. Il video digitale è spesso registrato su cassetta (o memoria digitale) e distribuito su dischi ottici, solitamente DVD. Il successo del video digitale è basato sulla disponibilità di algoritmi di compressione video che si sono sviluppati fortemente a partire dagli anni '90. TECNICHE DI REGISTRAZIONE DALLA CASSETTA AL DVDL’ALTA DEFINIZIONE ©FRANCESCO RISTORI

4 Le videocamere moderne possono lavorare in due differenti modalita’ di scansione: interlacciata e a scansione progressiva. In modalità interlacciata, le videocamere registrano l'immagine alternando insiemi di righe: vengono scansionate prima le righe di numero dispari, poi le righe di numero pari, poi di nuovo quelle di numero dispari, e cosi’ via. Un set di righe pari o dispari è chiamato semiquadro o campo, e una coppia di due campi consecutivi di parità opposta è chiamata quadro o fotogramma. Una videocamera a scansione progressiva, invece, registra ogni fotogramma singolarmente, mediante due campi identici. Quindi, quando entrambi operano allo stesso numero di fotogrammi al secondo, il video interlacciato cattura un numero doppio di campi al secondo rispetto al video progressivo. Le videoreflex moderne registrano con scansione progressiva, in quanto ovviamente il sensore per macchina fotografica nativamente deve registrare dei quadri e non dei semiquadri. TIPO DI SCANSIONE DELLE IMMAGINI PANORAMICA TECNICA ©FRANCESCO RISTORI

5 PANORAMICA TECNICA La pellicola cinematografica standard come la 16mm e la 35mm riprende a una cadenza di 24 o 25 fotogrammi al secondo. Per il video ci sono due frequenze standard: 30/1,001 (circa 29,97) fotogrammi al secondo e 25 fotogrammi al secondo, a seconda che lo standard di partenza sia NTSC oppure PAL. Altri standard comprendono le frequenze 60p e 50p, standard non interlacciati utilizzati dai sistemi HDTV. Il frame rate minimo di un filmato, affinche’ l'apparato visivo umano non percepisca sfarfallii e artefatti, si attesta sui 30 fps (30 Hz). Sebbene un filmato sembri mostrare delle immagini in movimento, infatti, in realtà ciò che viene visualizzato è una sequenza di immagini fisse. Lo psicologo ceco Max Wertheimer ipotizza che sia il cervello che, secondo meccanismi non ancora del tutto chiariti, esegue un'operazione di "assemblaggio" dei singoli fotogrammi, interpretandolo come un movimento. FREQUENZA DELLE IMMAGINI ©FRANCESCO RISTORI

6 PANORAMICA TECNICA In ambito elettronico le immagini sono visualizzate come una griglia ortogonale di aree uniformi, chiamata raster; esclusivamente in ambito digitale, tali aree uniformi sono chiamate pixel. Il numero di aree uniformi che compongono in senso orizzontale il raster di un'immagine video è chiamato risoluzione orizzontale., mentre il numero di aree uniformi che compongono in senso verticale il raster di un'immagine video è chiamato risoluzione verticale. Gli standard televisivi SDTV prevedono una risoluzione di 768x576, gli HDTV rispettivamente 1280x720 e 1920x1080. Il rapporto d'aspetto, o Aspect ratio (immagine) del video è la proporzione tra la larghezza e l'altezza dell'immagine video. Solitamente l'aspect ratio di uno schermo televisivo è 4:3 (o 1.33:1, infatti dividendo la risoluzione orizzontale di 768 per la risoluzione verticale di 576 (PAL), si ottiene proprio 1,33). I televisori ad alta definizione usano un aspect ratio di 16:9 (circa 1.78:1). Pare logico supporre che i pixel che compongono le immagini televisive siano quadrati, e invece si parla di "pixel rettangolari" proprio per definire quei formati che hanno un pixel aspect ratio diverso da uno. I due maggiori standard televisivi hanno infatti pixel aspect ratio di 1,066 (PAL) e 0,9 (NTSC). I monitor per computer hanno invece pixel aspect ratio quadrato. L'aspect ratio dei pixel deve essere particolarmente preso in considerazione quando si vogliono trasferire disegni realizzati con un programma grafico da PC in un video DV o PAL DVD; infatti un video PAL ha una risoluzione di 768x576 pixel mentre in DV o in PAL DVD vengono memorizzati 720x576 pixel; questo significa che in fase di visualizzazione in un TV i pixel verranno resi rettangolari (in orizzontale) per compensare i 48 pixel mancanti. RISOLUZIONE VIDEO E RAPPORTO D’ASPETTO ©FRANCESCO RISTORI

7 VIDEOREFLEX UNA BREVE INTRODUZIONE Le reflex moderne, o DSLR (Digital Single Lens Reflex) offrono la possibilità di registrare video. Alcune sono provviste di modalità video dedicata, altre hanno un pulsante apposito che in qualunque modalità fa partire la registrazione. ©FRANCESCO RISTORI

8 PERCHÉ? Perché dovremmo utilizzare uno strumento studiato per fare fotografia, per produrre video? La domanda è lecita e fino a pochi anni fa era scontato comprare un apparecchio differente, ma oggi molti modelli di DSLR stanno volgendo verso questo tipo di ripresa. I formati adottati sono quelli standardizzati, ovvero l’HD ed il FullHD, con framerate da 24, 25 o 50fps, e formato di uscita MP4 o AVCHD. ANALIZZIAMO MEGLIO OGNI ASPETTO ©FRANCESCO RISTORI

9 Uno dei vantaggi principali della videoreflex è senza dubbio il sensore. La maggior parte delle telecamere consumer ne possiede di dimensioni ridotte, da 1/4" fino a 1/2.3". Le reflex hanno sensori dall’APS-C (15,7x23,6mm) al Full Frame (24x36mm). Questo garantisce maggiore gamma dinamica, maggiore sensibilità con poca luce, minori artefatti ad alti iso, maggiore effetto bokeh. PRO VIDEOREFLEX DIMENSIONE SENSOREESEMPI DI SENSORE ©FRANCESCO RISTORI

10 ATTENZIONE! LA MINORE PROFONDITÀ DI CAMPO DONA ALLE IMMAGINI UN ASPETTO PIU’ TRIDIMENSIONALE MA ALLO STESSO TEMPO MOLTIPLICA LA DIFFICOLTÀ NEL FUOCHEGGIARE SOGGETTI IN MOVIMENTO ©FRANCESCO RISTORI

11 Generalmente le telecamere consumer, anche di fascia alta, sono munite di lente fissa con potente zoom, perciò dovremo accontentarci. Con una reflex abbiamo la possibilità di cambiare obiettivo, montandone di qualità certamente migliore, con la lunghezza focale che decidiamo noi. In ogni caso, dato che la risoluzione FullHD copre all’incirca il 10% di un sensore da 20Mpix, non avremo necessariamente bisogno di lenti superlative per eseguire riprese di alto livello. PRO VIDEOREFLEX LENTI INTERCAMBIABILITELECAMERA CONSUMER ©FRANCESCO RISTORI

12 ATTENZIONE! IN ALCUNE OCCASIONI CAMBIARE LENTI COMPORTA FASTIDIO SE IL TEMPO A DISPOSIZIONE NON LO PERMETTE E POTREBBE CAUSARE L’INGRESSO DI PULVISCOLO ALL’INTERNO DEL CORPO MACCHINA. LO ZOOM E LA GESTIONE DELLA LUCE TRAMITE DIAFRAMMA SONO PIU’ MACCHINOSI RISPETTO ALL’OBIETTIVO DI UNA TELECAMERA. E’ PERCIO’ SCONSIGLIATO AGIRE SULLO ZOOM E SUL DIAFRAMMA IN FASE DI RIPRESA, TUTTAVIA ALCUNI OBIETTIVI HANNO GHIERA DIAFRAMMA CONTINUA, COSI’ DA GESTIRE LA LUCE IN MODO DOLCE E SILENZIOSO. ©FRANCESCO RISTORI

13 Si, al contrario di quanto si possa pensare, una macchina reflex semi-pro costera’ sempre meno di una telecamera semi-pro. Diciamo che in media si possono spendere circa 1000€ per dotarsi di un corpo macchina APS-C con ottica decente per iniziare a filmare. Per una telecamera semi-pro dalle prestazioni «equivalenti» se ne possono spendere fino a 500 in più, come minimo. PRO VIDEOREFLEX MINORE COSTOTELECAMERA CONSUMER ©FRANCESCO RISTORI

14 IL PRECEDENTE RAGIONAMENTO E’ VALIDO SOLTANTO NEL CASO IN CUI CI SI ACCONTENTI DELLA DOTAZIONE BASE DI UNA REFLEX, CHE IN OGNI CASO, AI FINI PURAMENTE PRATICI DI RIPRESA VIDEO, SARA’ SEMPRE INFERIORE A QUELLA DI UNA VIDEOCAMERA. POTREMMO VOLERCI DOTARE DI CAVALLETTO, RIG SPALLARE, PARALUCE, MICROFONO ESTERNO, SCHERMO AGGIUNTIVO, TESTA FLUIDA…E COSI’ I COSTI LIEVITEREBBERO. ATTENZIONE! ©FRANCESCO RISTORI

15 Il fuocheggiamento con videoreflex non è cosi’ semplice, innanzitutto e’ meglio utilizzare la ghiera del fuoco manualmente, e gia’ questo puo’ essere poco immediato. Oltretutto la profondita’ di campo e’ ridotta di molto rispetto ai sensori piu’ piccoli delle telecamere, percio’ sara’ piu’ semplice che il soggetto non sia bene a fuoco. Il focus automatico non e’ sempre ben implementato negli apparecchi videoreflex, e non sempre mette a fuoco cio’ che desideriamo. CONTRO VIDEOREFLEX PROFONDITA’ DI CAMPO RIDOTTAFOCUSING ©FRANCESCO RISTORI

16 Prima o poi sentirete la necessita’ di dotarvi di una certa attrezzatura. La base e’ avere un rig spallare con paraluce e microfono esterno. Poi ci si puo’ sbizzarrire con steadycam, schermi aggiuntivi, cavalletti etc. CONTRO VIDEOREFLEX ATTREZZATURA BASE NECESSITA’ DI DOTARSI DI ATTREZZATURA ©FRANCESCO RISTORI

17 Non tutte le videoreflex hanno controlli audio adeguati, e non permettono cosi’ la migliore gestione del suono. E’ sempre bene avere controllo dei livelli sonori in entrata, per evitare fruscii fastidiosi in ambienti molto silenziosi. Non si dispone inoltre di ingressi audio avanzati, tipo XLR, per microfoni professionali, ma solo di jack da 3.5mm (che sono comunque piu’ che sufficienti per i semi-pro). CONTRO VIDEOREFLEX POCHI CONTROLLI, INGRESSI NON PROCONTROLLO AUDIO ©FRANCESCO RISTORI

18 L’ampia superficie del sensore e la mancanza di un sistema di raffreddamento fanno si’ che questo si surriscaldi facilmente, peggiorando le caratteristiche di ripresa e/o anomalie, spegnimenti. Le generose dimensioni del sensore e la tipologia CMOS (a scansione verticale) provocano distorsioni da «rolling shutter», denominate «skew» e «warp», visibili quando si fa un panning veloce o si riprende un oggetto in movimento veloce. CONTRO VIDEOREFLEX SURRISCALDAMENTO, SKEW, WARPDIFETTI SENSORE ROLLING SHUTTER - WARPROLLING SHUTTER - SKEW ©FRANCESCO RISTORI

19 RIPRENDERE CON VIDEOREFLEX IL SUCCESSO DELLE VIDEOREFLEX FILM, SERIE TV Ricapitolando, ai lati negativi per la maggior parte si può sopperire con l’abitudine e l’allenamento, e soprattutto si può chiudere un occhio quando i lati positivi includono sfocato impareggiabile, luminosità e qualità senza pari al costo di una macchina reflex. Il look cinematografico delle riprese e le funzionalità fotografiche ci restituiscono uno strumento dalle infinite potenzialità creative. ©FRANCESCO RISTORI

20 In modalità video il Live View è sempre attivato, ed il sensore è in «presa continua»,, perciò il consumo di batteria sarà elevato. Diciamo che una batteria può supportare al massimo un’ora di girato in continuo, perciò dovremo dotarci di batterie supplementari, meglio averne altre 2 a disposizione. I supporti di memoria dovranno essere capienti e molto veloci in scrittura, in quanto il flusso dati che dovranno scrivere sarà di circa 5Mb/s per macchine che registrano in.mp4 e 3Mb/s per quelle che registrano in AVCHD. Dovremo dotarci perciò di schede classe 10 che scrivano come minimo a 20Mb, ma consiglio una velocità superiore ai 30Mb/s. LA SCELTA DELL’ATTREZZATURA LA MACCHINA E LE LENTIBATTERIE E MEMORIA Non sempre otterremo i risultati migliori con la macchina migliore: anche se useremo un FullFrame, in modalità video utilizzeremo comunque una matrice di pixel di 1920x1080, perciò con condizioni di luce adeguate sarà difficile notare la differenza con un APS- C, che dalla sua ha maggiore leggerezza e compattezza. Come lenti possiamo accontentarci anche di zoom non eccezionali (meglio se stabilizzati), in quanto il potere risolutivo dovrà far fronte a soli 2Mpix di fotogramma; se poi non ci accontentiamo possiamo ampliare il nostro parco lenti con alcuni fissi, grandangolari spinti etc. ©FRANCESCO RISTORI

21 La dotazione audio di una videoreflex è piuttosto scarsa, ed anche per una questione di «immagine» uno degli accessori più importanti è un microfono esterno, meglio unidirezionale per isolare i suoni, o stereo per cogliere ogni rumore. Se vogliamo avere una migliore visuale anche con il sole potremmo pensare di acquistare un viewfinder, o addirittura uno schermo lcd esterno schermato dai raggi solari, per cogliere meglio anche il focus. Esistono poi una miriade di accessori più o meno costosi per arricchire il nostro corredo, ma l’importante è fare un passo per volta. LA SCELTA DEGLI ACCESSORI CAVALLETTI, STEADYCAM, SPALLARI MICROFONI, LCD ESTERNI, VIEWFINDER La ripresa a mano libera può andare bene per una foto, per un video è più difficoltosa anche perché la macchina non sta vicino al corpo. Perciò potremmo pensare di dotarci di un cavalletto, magari con testa fluida per panning e tilting perfetti; oppure di uno spallare, per riprese a mano comunque stabilizzate; una steadycam, per stabilizzare la camminata in modo professionale. Molto importante è avere sotto mano anche un paraluce di dimensioni importanti, per evitare riflessi e perdita di contrasto. ©FRANCESCO RISTORI

22 SETTAGGI DI RIPRESA SETTINGS PRINCIPALIMENU IMPOSTAZIONI Il menu impostazioni solitamente lascia come principali settaggi i seguenti: la scelta di risoluzione e framerate progressivi: 480p, 720p, 1080p - 24, 25, 30, 50, 60fps le opzioni di compressione in qualità filmato le opzioni di regolazione sensibilità microfono interno oppure esterno abilitare le impostazioni manuali filmato per agire soggettivamente e distintamente durante la ripresa, sul tempo di posa, diaframma o sulla sensibilità ISO ©FRANCESCO RISTORI

23 SETTAGGI DI RIPRESA RISOLUZIONE VIDEOFRAME RATE La risoluzione video, scelta legata alla destinazione d’uso del nostro video finale; avremo la possibilità di utilizzare nell’ambito dell’alta definizione due risoluzioni: 1920x1080. Comunemente viene denominato 1080p o Full HD. È la massima risoluzione prevista sulle fotocamere in modalità video; 1280x720. Risoluzione inferiore alla modalità Full HD spesso chiamata HD o 720p, capace di registrare ottime riprese video. Il frame rate (in Italia lo standard televisivo è il PAL che adotta 25fps), lo imposteremo a 25 fotogrammi per secondo progressivi per riprese Full HD. Nel caso in cui si volessero realizzare delle riprese rallentate (slow motion) utilizzeremo il valore di 50 fotogrammi progressivi per secondo, questo valore su molte reflex sarà possibile ottenerlo solo con la risoluzione 1280x720. ©FRANCESCO RISTORI

24 SETTAGGI DI RIPRESA PICTURE CONTROL Il Picture Control, che sceglieremo in funzione del soggetto o della scena ripresa; il consiglio sarà quello di utilizzare le impostazioni standard, o neutre, con Nitidezza 0, Contrasto -2, Saturazione -2, Color Tone 0. Questi valori sono necessari a permetterci in fase di postproduzione un minimo di correzione del colore. Ma se non si ha esperienze di color correction o editing evoluto via software suggeriamo di impostare valori di Picture Control già “definitivi”. Magari variando i parametri di Nitidezza, Contrasto, Luminosità e Saturazione del Picture Control Standard da valutare percettivamente visionando dei girati fatti, collegando la macchina reflex in Play via HDMI a un televisore. ©FRANCESCO RISTORI

25 SETTAGGI DI RIPRESA VELOCITA’ OTTURATORE La velocità dell’otturatore determinerà la quantità di luce la sfocatura dovuta al movimento (motion blur) che apparirà nelle riprese video. Normalmente sarà pari all’inverso del doppio del frame rate, al fine di rendere il movimento del video fluido e piacevole come al cinema; il tempo da impostare sarà quindi pari a 1/50 di secondo per lo standard PAL, tranne il caso in cui si vogliano fare delle riprese da utilizzare successivamente per lo slow motion, in questo caso il tempo di ripresa dovrà essere di almeno 1/125 di secondo o di tempi più veloci (alcuni programmi come Twixtor richiedono, per lavorare al meglio nella loro interpolazione, 50fps e otturatore sopra 1/500s). Eventi sportivi richiedono comunque velocità otturatore piuttosto alte, 1/250 è l’ideale. In caso di scarsissima illuminazione si potrà anche usare un tempo di posa più lento pari a 1/30 prestando attenzione al movimento. In caso di riprese in luce artificiale ad incandescenza “neon” o “led ad alta intensità” bisognerà adottare tempi pari o multipli alla frequenza di rete (in Italia 50Hz) quindi 1/50, 1/100 per evitare l’effetto flickering normale su illuminazioni non continue. ©FRANCESCO RISTORI

26 SETTAGGI DI RIPRESA SENSIBILITA’ ISO, TEMPERATURA COLOREDIAFRAMMA La sensibilità ISO, normalmente la più bassa possibile che le condizioni di luminosità potranno permettere, al fine di ottenere la minima quantità di rumore digitale durante le riprese. La temperatura colore (bilanciamento del bianco idoneo alla scena) solitamente si lascia in automatico, le reflex lavorano abbastanza bene in questo campo, ma quando si hanno più fonti di illuminazione o cambiamenti continui di condizioni luminose meglio impostarla manualmente per evitare confusione. Il diaframma di lavoro sarà scelto in funzione del look che vorremo far acquisire alle riprese. Per riprese più ragionate, o comunque «lente» si potranno usare senza problemi diaframmi molto aperti, mentre per reportage ed eventi sportivi sarà meglio chiudere il diaframma, per avere una maggiore profondità di campo e di conseguenza avere meno problemi di messa a fuoco. ©FRANCESCO RISTORI

27 SETTAGGI DI RIPRESA AUDIO ESPOSIZIONE E MESSA A FUOCO L’audio potremo impostarlo su automatico oppure su manuale (dove possibile), verificando i livelli audio. Il microfono incorporato non potrà in alcun modo fornire registrazioni professionali anche solo a causa della sua collocazione interna, che risentirà perciò anche di tutti i rumori più lievi dell’operatore. Le macchine possiedono la funzione AGC (Automatic Gain Control, ovvero il controllo automatico del «guadagno») che in caso di silenzio aumenterà a dismisura la sensibilità del microfono producendo un fastidioso brusio di fondo: è preferibile lasciarlo disattivato. Differentemente dalla fotografia, l’esposizione potrà essere regolata qui principalmente solo da diaframma e ISO (ed eventuali filtri ND), mentre l’otturatore dovrebbe rimanere a velocità costante per evitare di percepire differente fluidità nelle immagini. Ovviamente al contrario delle telecamere bisognerà prestare attenzione alla variazione della profondità di campo col variare del diaframma. La messa a fuoco: alcune macchine hanno sistemi ibridi con buoni risultati di messa a fuoco automatica, ma la scelta migliore sarà sempre di lavorare in manuale per mettere a fuoco ciò che desideriamo noi. ©FRANCESCO RISTORI

28 ORGANIZZAZIONE SU PC IL WORKFLOW Acquisire e fare il backup delle riprese sarà il primo passo da fare; 1 minuto di girato può occupare fino a 300Mb, perciò si dovrà considerare l’opzione di acquistare HD esterni. Meglio usare, se possibile, un disco diverso da quello dove è installato il sistema operativo, per velocizzare la gestione dei files e l’editing. A questo punto dovremo selezionare le clip in modo da snellire il lavoro di editing successivo. ©FRANCESCO RISTORI

29 VIDEO EDITING IL MONTAGGIO Il montaggio video ci permetterà di trasformare le nostre riprese in un progetto finito che avrà una storia e probabilmente una colonna sonora. Il processo di editing video è cambiato drasticamente negli ultimi anni, l’editing video attuale su un personal computer è tipicamente riferito a un editing non lineare, perché possiamo lavorare su varie sezioni del video senza un ordine sequenziale, a differenza dei sistemi analogici lineari che operano direttamente sul supporto originario (esempio nastro). ©FRANCESCO RISTORI

30 Ci sono delle soluzioni economiche per l’editing video, software integrati nel sistema operativo come per esempio Apple iMovie e Windows Movie Maker; software abbastanza semplici da utilizzare ma capaci anche di buoni risultati. Per quanto riguarda un utilizzo più professionale la scelta potrebbe ricadere su software come Adobe Premiere Pro, Sony Vegas o Final Cut Pro per Mac. Per la gestione delle clip su software e per il rendering finale dovremo disporre di un buon PC, di prestazioni piuttosto superiori rispetto a quelli usati per editing fotografico. VIDEO EDITING SOFTWARE E PCLE FASI DEL FLUSSO DI LAVORO Il flusso di lavoro da eseguire nel montaggio video sarà simile per quasi tutti i programmi di editing del video: Creazione di un nuovo progetto. Acquisizione e importazione delle sequenze video e audio (eventuale colonna sonora). Assemblaggio e selezione punti di attacco e stacco delle sequenze selezionate. Aggiunta dei titoli. Transizioni ed eventuali effetti. Mixaggio dell’audio Renderizzazione ed esportazione finale del filmato. ©FRANCESCO RISTORI

31 CONCLUSIONI Ormai la parte video delle fotocamere digitali reflex fornisce prestazioni d’alto livello. Queste dimostrano di poter entrare a pieno titolo nel borsa di qualunque videomaker, ma non dimentichiamoci che parliamo di mezzi nati per fare fotografie da decine Megapixel, una risoluzione spaventosa, per stampe superiori all’A3; un mezzo perfetto per entrare nel mondo del video making, e se ci viene a noia potremmo sempre «limitarci» a fare splendide fotografie! REFLEX E VIDEO: LA STORIA CONTINUA GRAZIE PER L’ATTENZIONE ©FRANCESCO RISTORI


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