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Il Gruppo di Lavoro. Modello multidimensionale Modello a quattro dimensioni: perché descrive il condensarsi dei fatti psicologici e sistemici in quattro.

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Presentazione sul tema: "Il Gruppo di Lavoro. Modello multidimensionale Modello a quattro dimensioni: perché descrive il condensarsi dei fatti psicologici e sistemici in quattro."— Transcript della presentazione:

1 Il Gruppo di Lavoro

2 Modello multidimensionale Modello a quattro dimensioni: perché descrive il condensarsi dei fatti psicologici e sistemici in quattro dimensioni, tentando di rappresentare e cogliere l'ampiezza e la profondità della realtà dinamica del gruppo. Dimensione Reale Dimensione Sociale Dimensione Rappresentata Dimensione Interna Le 4 dimensioni sono potenzialmente sinergiche, stante un equilibrio quasi stazionario.

3 Dimensione reale È emergente e manifesta, è descrivibile attraverso dati freddi, è osservabile. Può essere vista e raccontata attraverso l’analisi dei documenti che il gruppo produce, attraverso le azioni che compie e i risultati che consegue. È la chiave d’ingresso per le altre dimensioni che non hanno mezzi di espressione propri. Si esplica attraverso: Luogo Tempo Attività

4 Dimensione sociale Rappresenta quel complesso sistema di relazioni attraverso le quali il gruppo è ancorato al sociale generalmente inteso e in virtù delle quali il gruppo è compreso nel sistema sociale organizzato che lo istituisce. È caratterizzata dalla pluriappartenenza: dall’appartenere di ciascun membro a più gruppi.

5 Dimensione rappresentata È l’insieme di immagini, più o meno complesso, che il gruppo costruisce attraverso la sua attività e che può essere condiviso nelle caratteristiche essenziali da tutti i membri del gruppo, più o meno consapevolmente. Le immagini contengono i significati attribuiti e riconosciuti dal gruppo e in tal senso lo rappresentano. Essa integra due livelli di elaborazione di immagini: cognitiva e affettiva.

6 Dimensione interna È un piano di struttura profonda, che ha valore di richiamo e ancoraggio di configurazioni possibili di immagini, riferite al gruppo come campo fenomenico ad alto valore simbolico. Si tratta di fantasie o fantasmi che circondano la vita del gruppo. L’attività del gruppo può essere facilitata o ostacolata dalle fantasie che si fondano sulle emozioni intense e sui sentimenti positivi e negativi che vengono manifestati.

7 Le 7 variabili del modello OBIETTIVO METODO RUOLI LEADERSHIP COMUNICAZIONE CLIMA SVILUPPO

8 Obiettivo È l’espressione del risultato atteso dal gruppo di lavoro, coerente con i risultati attesi dall’organizzazione. Lo scopo che si vuole perseguire e, in definitiva, le ragioni che hanno condotto alla formazione del gruppo. Spesso la mancanza di risultati è dovuta alla poca chiarezza dell’obiettivo. Esso non è mai un dato acquisito perché ogni singolo membro lo traduce a modo suo (individualità)

9 L’obiettivo di un gruppo di lavoro efficace definito in termini di risultato costruito sui fatti, sui dati osservabili e le risorse disponibili finalizzato in modo esplicito chiarito e articolato in compiti perseguibile valutabile

10 Per definire l’obiettivo il gruppo deve acquisire: conoscenza riguardo agli individui (ruoli, competenze, valori, ecc) alla situazione (problema, compito, risorse, ecc.), all’organizzazione (struttura, cultura, strategia, mezzi). confronto che permette l’emergere di una comunità di pensieri che permetterà di delineare la posizione di partenza del gruppo la negoziazione: consente di rappresentare il futuro del gruppo ovvero di esprimere la sua capacità progettuale.

11 Metodo è una risorsa del gruppo. È il principio e la modalità di funzionamento. Nel metodo si può rintracciare una duplicità: i principi e i criteri che orientano, informano, guidano l’attività del gruppo i modi ovvero le modalità che strutturano, organizzano, articolano l’attività stessa. È parte integrante del sistema di formazione delle norme. Il metodo ha come riferimento le norme operative; è la regola del lavoro.

12 Sistema di norme È un insieme di caratteristiche ricorrenti. sono il frutto dell’interazione dei membri e hanno due scopi: regolare il conflitto stabilire dei livelli di uniformità

13 Difficoltà del metodo deriva dalla necessità di stabilire e adottare regole per il lavoro comune, dal dover accettare di utilizzare percorsi e approcci professionali scelti dal gruppo e più o meno distanti dalla logica e dal pensiero individuale. Risultato di un gruppo: ha un’elevata dipendenza dall’efficacia e dall’efficienza del suo metodo di lavoro.

14 Il metodo è identificato con una serie di azioni, operazioni, modalità che permettono di procedere con efficacia, mantenendo in evidenza, da un lato il percorso di lavoro e dall’altro ottimizzando le risorse dei singoli componenti. Diviene così importante ragionare per momenti o attività: Analisi delle risorse e dei vincoli Discussione Decisione Pianificazione dell’uso del tempo Uso degli strumenti di problem solving

15 Vantaggi dell’utilizzo di un metodo Sicurezza di poter affrontare le difficoltà del compito Maggiore disponibilità a coinvolgersi nelle attività di gruppo Maggiore realismo e concretezza nelle decisioni basate sui fatti e il confronto Maggiore efficienza e ottimizzazione dell’uso delle risorse.

16 Ruoli una delle caratteristiche di un gruppo efficace coincide con la capacità di utilizzare al meglio le differenze rappresentate dai suoi membri. La valorizzazione delle differenze permette al gruppo di passare da una rete di relazioni a una rete di idee. I ruoli rappresentano all’interno di un gruppo di lavoro le parti assegnate a ciascuno in funzione del riconoscimento più o meno esplicito delle specificità e in vista dell’ottimizzazione più o meno decisiva delle differenze.

17 Il modo di ricoprire il ruolo è influenzato da molti fattori: la conoscenza del ruolo la motivazione la consapevolezza delle proprie competenze. Le caratteristiche dei ruoli nei gruppi di lavoro possono essere riassunte in: interdipendenza complessità di aspettative flessibilità

18 La qualità dei ruoli Il successo di un gruppo di lavoro dipende dalla possibilità che ciascun ruolo risponda ad alcune caratteristiche del tipo di quelle che seguono.

19 a) Identificati in relazione con le aree chiave Le aree chiave da presidiare sono relative: al lavoro, alle relazioni, al risultato, alla qualità. Presidio del risultato (Conservatore, Realizzatore) Presidio del lavoro (Metodologo, Negoziatore) Le relazioni (Comunicatore, Facilitatore) Presidio della qualità (Innovatore, Creativo)

20 b) Assegnati in relazione al sistema di competenze dei membri c) Finalizzati alla valorizzazione del sistema di competenze dei membri

21 Cosa fare per assicurarsi il mantenimento della funzionalità dei ruoli nel gruppo? I ruoli vanno assegnati all’interno del gruppo e non una volta per tutte. Il fattore ruoli necessita di attenzioni e investimenti. Vi sono almeno tre direzioni di investimento sul sistema dei ruoli: Arricchire la comunicazione Incrementare l’autoconoscenza Incrementare l’ascolto attivo


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