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Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra1 1. LO SVILUPPO COGNITIVO 2. L’INTELLIGENZA 3. IL CONTRIBUTO DI PIAGET Psicologia dello sviluppo Università.

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1 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra1 1. LO SVILUPPO COGNITIVO 2. L’INTELLIGENZA 3. IL CONTRIBUTO DI PIAGET Psicologia dello sviluppo Università degli Studi di Torino Facoltà di Scienze Politiche Sede di Biella

2 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra2 LO SVILUPPO COGNITIVO Processi cognitivi? Quali attività sono considerati di tipo cognitivo, quali di tipo affettivo, sociale, emotivo?

3 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra3 ATTIVITA ‘ MENTALE Sfera cognitiva (percezione, intelligenza, ecc.) Sfera socio-affettiva (affettività, socialità, emotività)

4 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra4 Processi cognitivi Ragionamento Pensiero Formazione di concetti Ecc. Percezione Memoria Apprendimento (anche sequenze motorie) Ecc.

5 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra5 Processi cognitivi Emotivo Cognitivo Sociale

6 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra6 Processi cognitivi Interdipendenza con processi emotivi affettivi sociali ?

7 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra7 La misurazione dell’intelligenza 1. L’approccio “molecolare” di Francis Galton: I primi reattivi-test di intelligenza; Le caratteristiche individuali si distribuiscono secondo la Curva normale o di Gauss; Introduce il concetto di coefficiente di correlazione 2. L’approccio “molare” di Binet e Simon: Studio-misurazione diretta delle funzioni superiori (prove simili a quelle dei contesti di vita); Il concetto di età mentale (limiti)

8 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra8 La curva normale (“campana” di Gauss)

9 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra9 Atto di intelligenza 3/13 Ristrutturazione: deve avere luogo a partire da una situazione problemica deve togliere il carattere di problematicità alla situazione Una particolare forma di comportamento (quindi osservabile) e processo mentale (riferibile) che si sostanzia in una ristrutturazione - modifica di una parte o dell’insieme di un campo cognitivo (mutamento dei rapporti fra i vari elementi considerati); a seguito della quale ristrutturazione si toglie il carattere di problematicità a una situazione

10 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra10 Atto di intelligenza 3 bis /13 Ristrutturazione: deve avere luogo a partire da una situazione problemica deve togliere il carattere di problematicità alla situazione Un atto mediante il quale, di fronte ad un problema, si cerca e si trova una soluzione adeguata (cessa il problema) PROBLEMA ?

11 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra11 Atto di intelligenza 8/13 FASE DELLA PROBLEMATIZZAZIONE posto da altri, dalle circostanze, da sé stessi (atteggiamento critico esplorativo).

12 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra12 Atto di intelligenza 9/13 Tipologie di problemi Grado definizione dell’ obiettivo Grado definizione dei dati; Sufficienza o meno dei dati disponibili.

13 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra13 Atto di intelligenza 10/13 FASE DELLA RISTRUTTURAZIONE Ristrutturazione simultanea; Ristrutturazione graduale (ristrutturazioni successive)

14 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra14 Atto di intelligenza 13/13 Si può parlare di intelligenza per gli animali? Come costituire una situazione problemica? E di che tipo?

15 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra15 Atto di intelligenza 13/13 Si può parlare di intelligenza per gli animali? Kohler e le scimmie antropoidi Come costituire una situazione problemica? E di che tipo? Animale in gabbia con cibo visibile, nelle sue vicinanze, ma non raggiungibile direttamente Ristrutturazione= oggetti vissuti senza rapporti con l’obiettivo vengono considerati per le loro proprietà funzionali

16 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra16 INTELLIGENZA Intelligenti si nasce o si diventa? Intelligenti si nasce o si diventa? Quanto contano i giudizi affrettati e i pre-giudizi nella valutazione dell’intelligenza? Esiste un unico tipo di intelligenza?

17 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra17 JEAN PIAGET GLI STADI DI SVILUPPO E LA TEORIA

18 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra18 CENNI INTRODUTTIVI e BIOGRAFICI 1/2 Pur essendo il più famoso psicologo dello sviluppo la sua formazione fu soprattutto biologica e filosofica Si dedicò allo studio dello sviluppo cognitivo con l’intento di costruire un ponte tra biologia ed epistemologia (quel ramo della filosofia che affronta i problemi della conoscenza) A tal proposito, infatti, si propose di fondare una nuova disciplina: l’epistemologia genetica

19 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra19 CENNI INTRODUTTIVI e BIOGRAFICI 2/2 Ricerca empirica: osserva sistematicamente i suoi tre figli Le sue ricerche coprono il periodo che va dalla nascita all’adolescenza Le tesi dello sviluppo piagettiane rimangono comunque un riferimento dal quale partire

20 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra20 LO SVILUPPO AVVIENE ATTRAVERSO QUATTRO STADI : 1. STADIO SENSOMOTORIO (dalla nascita ai 2 anni circa) 2. STADIO PREOPERATORIO (dai 2 ai 7 anni) 3. STADIO DELLE OPERAZIONI CONCRETE (dai 7 agli 11 anni) 4. STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli 11 – 12 anni)

21 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra21 LA NOZIONE DI STADIO 1/2 La nozione di STADIO: sinonimo di fase, momenti o periodi successivi in cui si può suddividere un processo Il termine suggerisce, discontinuità dei cambiamenti

22 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra22 LA NOZIONE DI STADIO 2/2 Totalità o strutture coerenti secondo una o più caratteristiche comuni; Integrazione gerarchica; Sequenza invariante (non si possono saltare stadi); Sequenza universale;

23 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra23 STADIO SENSOMOTORIO 1 (dalla nascita ai 2 anni circa) Durante i primi 18 mesi il bambino (b.) non è in grado di evocare (mediante il ricordo, l’immaginazione, il linguaggio) oggetti o eventi non presenti percettivamente B. progressivamente acquisisce un ricco repertorio di schemi sensomotori Le capacità intellettive durante la prima infanzia si manifestano solo nelle azioni (b. 1 anno tira la coperta sulla quale è posato il giocattolo desiderato=schema d’azione); Bambino passa progressivamente dall’esecuzione di azioni alla rappresentazione delle medesime

24 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra24 STADIO SENSOMOTORIO 2 (dalla nascita ai 2 anni circa) La possibilità di percepire le proprietà materiali (durezza, rigidità, flessibilità, ecc.) e funzionali rende possibile fra il primo e il secondo anno di vita lo sviluppo dell’intelligenza percettivo-motoria Diversi studi hanno indagato sui rapporti fra percezione e comportamenti intelligenti nei bambini

25 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra25 STADIO SENSOMOTORIO 3 (caratteristiche della percezione infantile e atto di intelligenza – K. Gottschaldt)

26 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra26 STADIO SENSOMOTORIO 4 (caratteristiche della percezione infantile e atto di intelligenza – Mayer e b.2 anni) B T S B= bambino S= schermo T = traiettoria P = parete A = adulto G = gioco P A G 1 G 2

27 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra27 STADIO SENSOMOTORIO 5 (caratteristiche della percezione infantile e atto di intelligenza – Piaget) Cartoncini: da ordinare in una scatola: ? ? ? ? ?

28 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra28 STADIO SENSOMOTORIO 6 (i limiti dell’intelligenza percettivo-motoria) Ristrutturazioni: Oggetti presenti percettivamente (se oggetti non visibili o risultanti dalla combinazione di più oggetti visibili non si ha ristrutturazione) Azioni semplici (non sequenze problemiche) Negli animali (scimpanzè) e nei bambini di età inf. a mesi, manca capacità di evocare un oggetto non più presente (presenza rappresentativa) mettendolo in relazione con oggetto presente (presenza percettiva)

29 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra29 IL SUPERAMENTO DELLO STADIO SENSOMOTORIO 1/3 (Le tre forme di attività simbolica) DOPO 18 MESI: Imitazione differita (senza “modello”) Gioco a carattere simbolico (non p-m) Linguaggio verbale (parola frase-frase semplice, nomi, nomi per oggetti non presenti, domande) ATTIVITA’ RAPPRESENTATIVA

30 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra30 L'EVOLUZIONE DELL’ IMITAZIONE mesi. Prima, "contagio vocale". Poi, ripetizione di un suono già imitato dall'adulto. 3-9/10 mesi. Imitazione di modelli conosciuti, legati a parti visibili del corpo. 9/10-12 mesi. Imitazione di modelli conosciuti, legati a parti invisibili del corpo mesi. Imitazione di modelli nuovi e imitazioni verbali (NO a pappagallo) mesi. IMITAZIONE DIFFERITA = riproduzione di modelli assenti (acquisizione della funzione simbolica e del valore semantico del NO).

31 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra31 IL SUPERAMENTO DELLO STADIO SENSOMOTORIO 2/3 Intorno ai mesi lo sviluppo dell’intelligenza sensomotoria raggiunge il culmine. Il B. non procede più solo per tentativi ed errori, è in grado di prefigurarsi mentalmente il risultato delle sue azioni e i modi di operare per raggiungerlo. E’ cioè in grado di rappresentare mentalmente situazioni nuove (è capace di immaginare una realtà possibile partendo da una situazione reale)

32 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra32 IL SUPERAMENTO DELLO STADIO SENSOMOTORIO 3/3 La fine di questo stadio e la transizione a quello successivo è determinata dall’emergere della funzione simbolica (o semiotica), basata su schemi mentali, che rappresentano azioni ed oggetti, manipolati mentalmente. Dopo i 18 mesi (soprattutto dopo i 24 mesi) bambino capace di rievocare mentalmente il contenuto di percezioni e mettere dette rappresentazioni in relazione con i dati della percezione del momento. Si parla di Intelligenza rappresentativa

33 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra33 STADIO PREOPERATORIO 1/5 (dai 2 ai 7 anni) I dati considerati non sono solo quelli percettivamente presenti Il numero degli elementi e i loro rapporti si ampliano Permane comunque ancora la tendenza a farsi guidare dai dati percettivi: è ancora l’aspetto esteriore più evidente della realtà a determinare le valutazioni infantili, ovvero c’è l’ incapacità di prescindere dai dati percettivi più vistosi.

34 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra34 STADIO PREOPERATORIO Cartoncini: da ordinare in una scatola:

35 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra35 Cartoncini: 2 Colori, 2 Forme, 2 Dimensioni; da ordinare in una scatola a 5 anni ¾ dei B. nessun criterio a 6 anni 1/3 dei B. 3 criteri a 8 anni 2/3 dei B. 3 criteri tutti almeno 2 criteri Rigidità percettiva, solo verso i 6 anni cominciano a far valere impostazione scevra da vistosità percettiva STADIO PREOPERATORIO (dai 2 ai 7 anni)

36 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra36 STADIO PREOPERATORIO (dai 2 ai 7 anni) Operazioni logiche Classe e sottoclasse (perle o perle verdi?) Seriazione 3-4 anni 4-5 anni5-6 anni

37 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra37 STADIO PREOPERATORIO 4/5 (dai 2 ai 7 anni) Il bambino inizia ad utilizzare strumenti semiotici come il linguaggio e il gioco di finzione, ai quali si aggiungono il disegno e poi la scrittura Le condotte dei bambini presentano però una serie di limiti: fino ai 4-5 anni sembra essi non possiedano ancora dei concetti veri e propri, ma dei pre-concetti, che tengono conto solo di quegli aspetti delle cose e degli eventi che di momento in momento attirano la loro attenzione (ad es. semplici cambiamenti di forma vengono presi per cambiamenti di quantità,…)

38 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra38 STADIO PREOPERATORIO 5/5 (dai 2 ai 7 anni) Es. di Pre-concetti Capace di riunire insieme un gruppo di oggetti sulla base di influenze percettive ma ciò non è un comportamento concettuale Non possiede una rappresentazione mentale di una serie di azioni (sa fare un percorso di 4 isolati ma non fare una mappa) Non possiede il concetto di numero (è percettivamente influenzabile) Non capisce i termini relativi (parentele, comparativi) Non compie correttamente classificazione e seriazioni

39 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra39 OPERAZIONI CONCRETE Operazioni spazio temporali Quantità Peso

40 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra40 Operazioni spazio temporali Lunghezza Volume OPERAZIONI CONCRETE

41 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra41 STADIO PREOPERATORIO 1/5 (dai 2 ai 7 anni) Atteggiamento pre-operatorio, il b. si relaziona con l’ambiente attraverso le sue azioni e non attraverso le rappresentazioni mentali delle sue azioni, non attraverso cioè le “operazioni” (incapacità di compiere attività mentali-operazioni=riprodurre col pensiero eventi, identificare somiglianze, fare progetti, ragionamenti) Incapacità di tenere conto di più prospettive contemporaneamente, di avere contemporaneamente presente la fase iniziale e finale di un evento (reversibilità), pensa ad una cosa alla volta (irreversibilità)

42 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra42 STADIO PREOPERATORIO 3/5 (dai 2 ai 7 anni) Irreversibilità impedisce l’acquisizione di molte nozioni e solo dopo i 6 – 7 anni il bambino padroneggia concetti come: Equivalenza di due durate temporali Quantità Peso Sostanza Lunghezza Superficie Volume

43 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra43 Altri caratteri del pensiero infantile (realismo, egocentrismo, animismo e finalismo) 1/2 Egocentrismo: Carattere oggettivo del proprio punto di vista. Primato dei dati percepiti dal punto di vista del soggetto sui dati rappresentativi (esperimento del plastico) Comunicazione linguistica “egocentrica” (es.nel racconto di storie i b. fino a 5-6 anni presuppongono che adulto già conosca ciò che loro conoscono)

44 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra44 Altri caratteri del pensiero infantile (realismo, egocentrismo, animismo e finalismo) 2/2 Animismo e finalismo dei fenomeni fisici (dare coscienza e volontà al mondo inanimato) Limitata capacità di cooperare con altri, non rispetto-riconoscimento delle regole (di un gioco, ecc.). Da tenere presente nella pratica sportiva, nelle attività ludiche, nelle raccomandazioni educative, ecc.. Eteronomia: le regole hanno valore perché dettate da un adulto

45 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra45 STADIO DELLE OPERAZIONI CONCRETE 1/6 (dai 7 agli 11 anni) A partire dai 6, 7 anni matura sia la capacità di tenere mentamente presente più rappresentazioni sia quella di metterle in rapporto fra loro anche quando non si richiamano l’una con l’altra Graduale passaggio al livello del pensiero reversibile e operatorio (il b. si relaziona con l’ambiente attraverso “operazioni” ovvero “rappresentazioni mentali delle azioni” )

46 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra46 STADIO DELLE OPERAZIONI CONCRETE 2/6 (dai 7 agli 11 anni) La reversibilità e operatorietà permette dopo i 6 – 7 anni padroneggiare nozioni e concetti come: Quantità Equivalenza di due durate temporali Peso Sostanza Lunghezza Superficie Volume B. ragiona in termini logici quando si trova di fronte a problemi concreti

47 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra47 STADIO DELLE OPERAZIONI CONCRETE 3/6 (dai 7 agli 11 anni) Operazioni spazio temporali Quantità Peso

48 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra48 STADIO DELLE OPERAZIONI CONCRETE 4/6 (dai 7 agli 11 anni) Operazioni spazio temporali Lunghezza Volume

49 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra49 STADIO DELLE OPERAZIONI CONCRETE 6/6 (dai 7 agli 11 anni) Molti limiti dello stadio precedente vengono superati I bambini ragionano in termini logici quando si trovano di fronte a problemi concreti, cioè riguardanti oggetti visibili e manipolabili Tuttavia, se un problema viene presentato in forma soltanto verbale, i bambini di questo stadio commettono errori simili a quelli del pensiero preoperatorio Nell’interazione con i coetanei sanno cooperare in giochi complessi, come ad es. in quelli con il pallone Si passa dall’eteronomia all’autonomia morale Comunicazione attenta all’interlocutore, ai suoi feedback

50 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra50 STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli anni) (es tavoletta rotante con matita fissa) Prima di questa fase un bambino è capace di immaginare una realtà possibile partendo da una situazione reale ; ; (es tavoletta rotante con movimento mano) Fra la fine della fanciullezza e la preadolescenza (fra i 9-10 e i anni) acquista sempre più rilievo la capacità di immaginare una realtà possibile partendo da una situazione possibile ovvero rappresentare realtà o situazioni che non hanno avuto e non hanno esistenza percettiva (realtà possibili) partendo da altre realtà o situazioni che non hanno avuto e non hanno esistenza percettiva (realtà possibili);

51 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra51 STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli anni) “Partendo dal possibile si arriva ad un possibile sensato-coerente-logico” Piaget parla di “pensiero ipotetico-deduttivo” Elaborando certi dati, di cui alcuni hanno carattere ipotetico si traggono conclusioni coerenti e formalmente rigorose

52 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra52 STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli anni) Es. “Un uomo trovato morto sul sedile posteriore di un’auto contro un palo con una banconota da 100 € nel taschino della giacca ”. Cosa vuol dire? Cosa è successo?

53 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra53 STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli anni) Es. “Un uomo trovato morto sul sedile posteriore di un’auto contro un palo con una banconota da 100 € nel taschino della giacca” cosa vuol dire? Bambino di 7-8 anni pensa ad una ragione che lo soddisfi Un preadolescente formula tutte le ipotesi possibili e non scarta quelle formalmente corrette (è capace di giocare con l’assurdo)

54 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra54 STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli anni) Generare ed esplorare sistematicamente tutte le ipotesi Es. “Un uomo trovato morto sul sedile posteriore di un’auto contro un palo” Pensare in termini di situazioni ipotetiche proiezioni ideali e progettuali nel futuro, ecc.; età delle scelte di vita… Pensare in termini di situazioni ipotetiche (anche non verosimili) (cosa accadrebbe se una legge ci obbligasse a camminare all’indietro, se i soldi ognuno se li stampasse, ecc.), Fantasticherie anche da “spirito da collegiale” Organizzare operazioni di operazioni Un preadolescente può operare con l’algebra…, riflettere sulle proprie riflessioni, meditare su Sé stesso, ecc.

55 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra55 STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli anni) Pensiero ipotetico-deduttivo ha profonde ripercussioni in ambito cognitivo e scolastico (algebra, metodo sperimentale, ecc.) ma anche sulla personalità del giovane (progettualità futuro, indipendenza da adulti, convinzioni e idealismo, ecc.)

56 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra56 STADIO DELLE OPERAZIONI FORMALI (dopo gli anni) Costituisce per Piaget la tappa più avanzata dello sviluppo dell’intelligenza I ragazzi sono ora capaci di risolvere problemi su classi e relazioni anche senza supporto di materiali visibili o manipolabili ovvero presentati in forma astratta (es. algebra) Possono fare, sui risultati delle operazioni effettuate, nuove operazioni che sono perciò operazioni su operazioni

57 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra57 Obiettivi dello sviluppo per Piaget Ragionare in maniera astratta; Pensare a situazioni ipotetiche in modo logico; Organizzare regole (operazioni) in strutture complesse di ordine superiore.

58 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra58 CONCETTI FONDAMENTALI DELLA TEORIA DI PIAGET La conoscenza è una forma di attività Lo sviluppo avviene attraverso una sequenza di stadi I processi che lo provocano sono: gli scambi sociali e l’equilibrazione o adattamento

59 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra59 PIAGET SOSTIENE CHE: La conoscenza è una forma di attività La conoscenza deriva dall’azione (motoria o mentale) e non da una passiva ricezione di stimoli, dalla percezione. Esistono due principali tipi di azioni: quelle motorie (movimenti del corpo come quelli coinvolti nel manipolare oggetti, interagire con delle persone,… e sono manifeste quelle mentali (esperienze e operazioni) quali: riprodurre col pensiero degli eventi, identificare somiglianze, fare progetti, ragionamenti, eseguire dei calcoli… e sono interiorizzate

60 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra60 PIAGET SOSTIENE CHE: AZIONI MOTORIE (manifeste) MENTALI (interiorizzate) ESPERIENZE (immagini di azioni) OPERAZIONI

61 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra61 PIAGET SOSTIENE CHE: La conoscenza è una forma di attività IL B. nel primo anno e mezzo di vita sa eseguire solo azioni motorie, successivamente anche mentali. Man mano che si cresce le azioni sia motorie che mentali diventano più differenziate e coordinate.

62 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra62 LE ESPERIENZE MENTALI Compaiono per prime, tra i 18 e i 24 mesi L’attività intellettuale dei bambini in età prescolare consiste in buona parte di azioni mentali di questo tipo Consistono nell’immaginare un’azione (aprire una porta, gettare una palla,…), invece che eseguirla effettivamente

63 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra63 LE OPERAZIONI MENTALI Compaiono verso i 6-7 anni Reversibile: ogni operazione ha un suo contrario logico (es. rendersi conto della invarianza della massa); Sono astratte Sono generali, applicabili a contenuti diversi Sono reversibili, poiché i loro risultati possono essere invertiti, compensati o annullati da altre operazioni ad esse collegate Fanno parte di totalità o strutture

64 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra64 ORGANIZZAZIONE ED ADATTAMENTO Lo sviluppo di un essere vivente avviene attraverso progressive organizzazioni e adattamenti. Organizzazione = tendenza a formare totalità costituite da un numero crescente di parti differenti e interconnesse; interdipendenza che c’è tra i vari elementi di un organismo biologico. Adattamento (o equilibrazione) =, viene da Piaget spiegato mediante due processi complementari: assimilazione e accomodamento

65 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra65 ASSIMILAZIONE E ACCOMODAMENTO Assimilazione riguarda l’azione dell’organismo sull’ambiente e consiste nell’incorporare, assorbire qualcosa a livello materiale o organico (come quando si mangia o si respira) o cognitivo (come quando si applica a un oggetto uno schema motorio o mentale; ad esempio prendere in mano un oggetto, considerarlo appartenente ad una classe).

66 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra66 ASSIMILAZIONE E ACCOMODAMENTO L’accomodamento riguarda l’azione con cui l’ambiente costringe l’organismo a modificare le azioni ad esso indirizzate (adeguamento dei movimenti della mascella alle caratteristiche di un certo cibo, secrezione di saliva e succhi gastrici in relazione alle caratteristiche del cibo)

67 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra67 ASSIMILAZIONE E ACCOMODAMENTO Assimilazione = cambiamento dell’ambiente (campo cognitivo) inserimento in uno schema motorio o mentale Accomodamento = cambiamento dell’organismo (schemi di attività motorie e mentali)

68 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra68 ASSIMILAZIONE E ACCOMODAMENTO L’assimilazione incorporazione di un oggetto (prima) e di un’ idea (successivamente) in uno schema che il bambino possiede già; Assimilazione: applicare idee e abitudini vecchie a oggetti e eventi nuovi, eventi nuovi come parte di schemi esistenti Es. b. 1 anno ha schema oggetti piccoli (li scuote e li morde) e applica questo schema a tutti gli oggetti; L’accomodamento: modificazione dello schema posseduto per renderlo compatibile con l’oggetto-idea nuovo; Es. b. 2 anni prima sbatte, tira, mette in bocca una calamita, poi scoperta la sua proprietà applica il nuovo schema e cerca oggetti da attrarre;

69 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra69 ADATTAMENTO (equilibrio dinamico fra assimilazione e accomodamento) Ogni volta che nel bambino in relazione a un evento o problema nuovo si ha accrescimento intellettivo-maturazione, generazione di uno schema più adattivo si ha accomodamento; Il repertorio di schemi, idee e soluzioni vengono così proposte per far fronte a situazioni nuove (assimilazione) fino a quando non si genera un nuovo disequilibrio, ecc.

70 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra70 ADATTAMENTO (equilibrio dinamico fra assimilazione e accomodamento) L’adattamento c’è quando assimilazione ed accomodamento sono in equilibrio (dinamico). Quando si verifica tale equilibrio, “l’organismo si trasforma in funzione dell’ambiente e questa variazione ha per effetto un accrescimento degli scambi tra ambiente ed organismo favorevole alla conservazione di quest’ultimo”

71 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra71 L’Asilo nido: risorsa o problema? (coerentemente con il pensiero di Piaget)

72 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra72 IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE TRA PARI Le interazioni sociali soprattutto con coetanei promuovono lp sviluppo cognitivo, non tanto per una trasmissione di conoscenze e abilità quanto soprattutto perché costringono il B. a confrontarsi con desideri e credenze diverse dalle sue. Il B. passa da un pensiero che Piaget chiama autistico e poi egocentrico (questo per sottolinearne la soggettività e la sua finalità di soddisfazione dei desideri attraverso il gioco, la fantasia) refrattario sia al confronto con la realtà sia ai principi della logica a un pensiero socializzato. Da ciò deriva l’importanza del confronto con i coetanei,

73 Psicologia dello Sviluppo Prof. V. Alastra73 PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA DELLA TEORIA La teoria di Piaget ha esercitato un forte richiamo anche nel campo dell’educazione, ad essa si sono appellati sia pedagogisti che psicologi Diversi studi, tuttavia, hanno lamentato la scarsa chiarezza dei concetti formulati ed hanno posto in dubbio il loro potere esplicativo Sebbene siano effettivamente riconosciute delle sequenze di sviluppo universali, molte ricerche, recenti, hanno mostrato che i bambini in età prescolare possiedono numerose conoscenze ed abilità che i compiti di Piaget non mettono in luce; analoghe osservazioni riferite per le competenze relative ad altri stadi


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