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Lutero antefatti Storia della Chiesa Moderna Processi di rottura a diversi livelli, che il riformatore riprende e conduce verso una maggiore radicalità.

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Presentazione sul tema: "Lutero antefatti Storia della Chiesa Moderna Processi di rottura a diversi livelli, che il riformatore riprende e conduce verso una maggiore radicalità."— Transcript della presentazione:

1 Lutero antefatti Storia della Chiesa Moderna Processi di rottura a diversi livelli, che il riformatore riprende e conduce verso una maggiore radicalità

2 Elemento centrale di un processo generale Johanek: Che cosa successe che trasformò gli adoratori di immagini in iconoclasti? Un processo che si estende oltre la linea confessionale! 1) Contesto tedesco in trasformazione 2) L’esperienza particolare di Lutero che diede voce a chi premeva per una soluzione radicale Lutero offre una risposta ai vari processi di rottura già avviati sul territorio tedesco conducendoli fino alla loro radicale consumazione.

3 Istituzioni politiche e civili Contrasti Impero/ stato assoluto; principi/ cavaglieri, contadini. Le città perdono d’importanza = solo voto consultivo I cavalieri disoccupati per il cambio della tecnica della guerra L’impero forte territorialmente, debole sul piano istituzionale Roma si adegua all’ascesa dei principi Contadini: rivolte, pestilenze, scioglimento dei contratti, soppressione dei diritti consuetudinari

4 Rivolte in Germania

5 Impero di Carlo V

6 Ambiente intellettuale Università: 17 in 150 anni, dal Averroismo latino come probabilitas. Summe: concezione categoriale di Dio. Scoto (essenza ed esistenza); Occam, solo volontà: buono è ciò che Dio vuole (fideismo e pelagianesimo) Dialettica senza fonti Agostinismo e concupiscenza

7 Università nel medioevo

8 Parola e magistero Teologia della parola contro il giuridicismo curiale (Gregorio VII-Bonifacio VIII) Nell’incertezza del linguaggio – dialetici -, la scrittura diventa punto di riferimento Avignone (burocrazia fiscale) e reazione di Wicliff-Huss con la communio charitatis Ussiti: Von Ussingen, Wessel Gasfort: papa e concilio non sono infallibili, unico metro di giudizio la scrittura.. Sacramenti?!

9 Primato e Collegialità “..dichiara che esso, legittimamente riunito dallo Spirito santo, essendo il concilio generale espressione della chiesa cattolica militante, riceve il proprio potere direttamente da Cristo e che chiunque e da qualunque dignità, compresa quella papale, è tenuto ad obbedirgli in ciò che riguarda la fede e l’eliminazione dello scisma ricordato e la riforma generale nel capo e nelle membra della stessa chiesa di Dio Costanza, Basilea e Pisa, dalla teoria conciliare al conciliarismo. Il concilio luogo più adatto per affrontare questioni attinenti a fede e riforma teorie conciliare ricorsa più volte durante la crisi luterana

10 Relazione con Dio Grazie e libero arbitrio, problema irrisolto. Taulero: sottomissine a Dio fino ad accettare la condanna; conseguenze del peccato. Deutch Teologia: nulla dell’uomo Gerson: quietismo come metodo

11 Umanesimo Fede esistenziale/non categoriale; etica non speculazione, fonti (scrittura padri) non dialettica. Dall'Italia, attraverso il concilio di Costanza e Basilea, per una diffusione nelle solidalitates, a latere delle università. Dalla filologia (poetica archeologia, linguistica) al nazionalismo: Germania generalis (celtis); Arminius (Hutten) Tre gruppi: 1Critica agli abusi morali; 2 critica alla scolastica; 3 critica radicale (razionalismo, nazionalismo..) Controversia Reuclin/ Pfeffenkorn Hutten: scandalizzato del fiscalismo ecclesiastico, si impegna per liberare la Germania dal papato con armi (Cavalieri) e pubblicazioni (costitutum di Valla).

12 Riforma in Germania: testo “Non c'è dubbio che nella chiesa tedesca si fece riforma più che in ogni altra chiesa. Se gli eventi presero la piega che conosciamo, non è perché il ministero pastorale fosse più trascurato, il clero meno pio o morale, il popolo più ignorante o meno religioso che in altri paesi; al contrario, la borghesia cittadina, il laicato, la classe degli intellettuali, il cui peso cresceva, esigevano dal loro clero più che non altrove, avvertivano in modo vivo la distanza tra ideale e realtà, e soprattutto erano decisi a correggere in modo radicale ogni abuso, vero o presunto” (Jedin, Storia del Conc. di Trento)

13 Gerarchia popolo cristiano Le mancanze rilevate grazie ad un clima di riforma popolo: predicazione e confessioni rare, bibbia pauperum – città, possibilità di finanziare i predicatori – stampa: 22 Bib; 62 Salm; 131 lett. domenicali – patroni, pellegrinaggi, devozione a S. Anna in risposta a pestilenze, sommosse dei contadini, lanzichenecchi etc gerarchia: diocesi ambite per i benefici – episcopato di origine nobiliare, legato ai principi assoluti, di scarsa qualità culturale, morale – parroci stipendiati, clero pletorico, conseguente svalutazione del sacerdozio

14 Chiesa tedesca e curia romana Abuso della scomunica fin da Avignone Politica beneficiale : traffici/clientelismo curiale, simonia, cumulismo Fiscalismo: esosità delle annate, a motivo di vacanze ravvicinate, dubbi sul buon impiego delle elargizioni

15 Erasmo: l’uovo che Lutero ha covato scolastica Religiosità popolare superficiale, scolastica fredda, avulsa dalla fonti bibliche e patristiche, vita religiosa poco evangelica Ritorno alle fonti: “vorrei che ogni donnetta leggesse il vangelo e le lettere di S. Paolo e volesse il cielo che queste fossero tradotte in tutte le lingue.. Il mio grande auspicio è che il contadino ne reciti alcuni brani, spingendo il suo aratro, e il tessitore li canti al ritmo delle spole Teologia scienza pratica Teologia scienza pratica, non speculativa: “secondo me il teologo è colui che insegna il disprezzo per i beni materiali non con astrusi sillogismi, ma con il cuore, con il volto, con lo sguardo, con la stessa vita”

16 Erasmo Elogio alla Follia

17 Erasmo II Spiritualità battesimale,laicale: La santità/perfezione per tutti: Enchiridion Militis Christiani L’uovo è pronto per essere covato: interiorità, fede esperienziale, evangelismo e paolinismo, spiritualità laicale, attenzione pastorale.. Erasmo fautore di un cristianesimo esperienziale, interiore e contrario alla fede fiduciale, soggettivistica, sostenitore del libero arbitrio e contrario al de servo arbitrio

18 Lutero non fece che scacciare un chiodo conficcandovi al posto un altro, affermando che non ci sono meriti di santi e che tutte le opere di non importa quale uomo da bene altro non sono che peccati meritevoli di eterna condanna senza il soccorso della fede e della misericordia divina. E mentre il partito dei sostenitori delle opere si ingrassava considerevolmente mediante le confessioni e le riparazioni, delle quali avevano largamente caricato le coscienze sostenendo alcune tesi paradossali sul purgatorio, l'altro partito replicava sostenendo che la confessione è una invenzione di Satana... che non c'è bisogno di dare alcuna soddisfazione a Dio per il peccato commesso Perché Cristo ha pagato il prezzo del riscatto per tutte le nostre colpe.. Parimenti il primo partito afferma che qualunque decisione di non importa qual piccolo priore ha forza vincolante per le coscienze, pena l'inferno e parimenti non esita a promettere la vita eterna a quelli che si sottomettono. Il partito opposto combatte invece questi eccessi e dichiara che tutti i decreti dei papi, dei concili, dei vescovi sono eretici ed anticristiani. Mentre gli uni esaltano la potenza della Santa Sede oltre ogni misura, gli altri parlano del sonno pontefice in termini che non oserei mai riportare. Parimenti gli uni dicono che i voti monastici e dei preti obbligano l'uomo pena l'inferno e per l'eternità, mentre gli altri dicono che voti del genere sono empi, che non bisogna pronunciarli e che se sono stati fatti si possono trasgredire

19 Lutero Cronologia: – fino al 1517, affissine delle 95 tesi – disputa di Leipzig 1519(sola scrittura) e le tre operette del 1520: Alla nobiltà cristiana della nazione germanica; De captivitatae babilonica; La libertà del cristiano – L’editto di Worms 1521: fase politicizzata; Pace di Augusta 1530: Cuius Regio eius et religio

20 Origini della Riforma Nel frattempo io mi ero nuovamente dedicato in quell'anno al commento del salterio (1519) nella fiducia di esserne più esperto, dopo che avevo trattato in altri corsi le lettere di S. Paolo ai Romani, ai Galati e agli Ebrei. Ero stato preso da un certo qual meraviglioso desiderio di comprendere Paolo nella sua lettera ai Romani. Fino allora non si era opposto alcun ostacolo alla mia più seria volontà, ove si eccettui una frase del primo capitolo, e precisamente: "la giustizia di Dio si rivela nel vangelo". Mi aveva preso un odio contro questa espressione giustizia di Dio, perché io - secondo l'uso e la consuetudine dei teologi - ero stato istruito ad intenderla filosoficamente, nel senso di una giustizia formale, ossia attiva, secondo la quale Dio è giusto e punisce i peccatori e gli ingiusti. benché io conducessi come monaco una vita ineccepibile, mi sentivo davanti a Dio peccatore e con una coscienza del tutto inquieta, e non potevo avere alcuna fiducia nell'essermi riconciliato con Dio per mezzo della mia soddisfazione. Perciò io non amavo, piuttosto odiavo il Dio giusto e punitore dei peccatori. Così io era in collera con Dio, se non con bestemmie segrete, perlomeno con intenso mormorio di malcontento, e dicevo: non basta che i miseri peccatori, perduti eternamente a causa del peccato originale, siano appressi - secondo la legge dell'Antica Alleanza - da sventure di ogni genere. No, Dio vuole anche accumulare pena su pena, opponendoci la sua giustizia e la sua collera anche per mezzo dell'Evangelo. Così smaniavo per la coscienza furiosa e turbata, e mi azzuffavo senza tregua con quel passo dell'epistola Paolina, pieno di bruciante brama di sapere cosa Paolo volesse dire.

21 Origini della Riforma II Dopo meditazioni durate giorni e notti, Dio ebbe pietà di me, ed io mi feci attento all'intimo nesso esistente fra i due passi: la giustizia di Dio si rivela nell'evangelo, come sta scritto: il giusto vive di fede. Allora cominciai a comprendere quale fosse la giustizia di Dio per la quale il giusto vive, grazie al dono di Dio, e precisamente per la fede: che la giustizia di Dio che si rivela nell'Evangelo, è da intendere in senso positivo; che Dio nella sua misericordia ci giustifica per mezzo della fede, come sta scritto: Il giusto vive dei fede. Io mi sentii allora come rinato e come se fossi entrato per le porte spalancate in paradiso. Allora tutta la scrittura mi presentò subito un'altra faccia. Passai allora in rassegna tutta la sacra scrittura, come l'avevo nella memoria, e trovai in altre locuzioni il risultato corrispondente: così l'opra di Dio è quella che Dio compie in noi, la forza di Dio quella con cui ci rende forti, la sapienza di Dio quella che ci fa sapienti; anche la potenza di Dio e l'onore di Dio vanno intesi in questo modo. Quanto grande era prima il mio odio, con cui mi imbattevo nella espressione giustizia di Dio, tanto grande fu ora l'amore, con cui io l'esaltavo come parola estremamente dolce. Così questo passo paolino divenne per me veramente un portale del paradiso. Dopo di che lessi lo scritto di Agostino De Spirutu et littera, dove io inaspettatamente trovai che anch'egli concepisce la giustizia di Dio analogamente a quella con cui Dio ci riveste, giustificandoci.."

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23 Biografia, pensiero, pastorale Biografia: 1 Vita in famiglia; 2 Erfurt:S. Giorgio e Occamismo; 3 Morte di Bunt e voto 4 Rapida carriera: prime paure, dubbio sulla salvezza e sull’amore di Dio Lezioni e dispute teologiche: –Commento alle sentenze: parola e Agostino –Lettere paoline: concupiscenza, peccato radicale, teologia crucis, salvezza come non imputazione –Disputa sulla teologia scolastica: dalla teologia della gloria (analogia entis, opere) a quella della croce Indulgenze –riforma della prassi pastorale –Contro la speculazione economica –teologica critica

24 Indulgenze – riforma della prassi penitenziale 1. Il Signore e maestro nostro Gesù Cristo dicendo: "Fate penitenza ecc." volle che tutta la vita dei fedeli fosse una penitenza 4. Rimane cioè l'espiazione sin che rimane l'odio di sé (che è la vera penitenza interiore), cioè sino all'ingresso nel regno dei cieli 30 Nessuno è certo della sincerità della propria contrizione, tanto meno del conseguimento della remissione plenaria. 40 La vera contrizione cerca ed ama le pene, la larghezza delle indulgenze produce rilassamento e fa odiare le pene o almeno ne dà occasione. 94 Bisogna esortare i cristiani perché si sforzino di seguire il loro capo Cristo attraverso le pene, le mortificazioni e gli inferni. 95 E così confidino di entrare in cielo piuttosto attraverso molte tribolazioni che per la sicurezza della pace.

25 Indulgenze – riforma della predicazione 27 Predicano da uomini, coloro che dicono che subito, come il soldino ha tintinnato nella cassa, l'anima se ne vola via. 28 Certo è che al tintinnio della moneta nella cesta possono aumentare la petulanza e l'avarizia: invece il suffragio della chiesa è in potere di Dio solo. 29 Chi sa se tutte le anime del purgatorio desiderano essere liberate, come si narra di S. Severino e di S. Pasquale?. 35 Non predicano cristianamente quelli che insegnano che non è necessaria la contrizione per chi riscatta le anime o acquista lettere confessionali. 91 Se dunque le indulgenze fossero predicate secondo lo spirito e l'intenzione del papa, tutte quelle difficoltà sarebbero facilmente dissipate, anzi non esisterebbero.

26 43 Si deve insegnare ai cristiani che è meglio dare a un povero o fare un prestito a un bisognoso che non acquistare indulgenze. 44 Poiché la carità cresce con le opere di carità e fa l'uomo migliore, mentre con le indulgenze non diventa migliore ma solo più libero dalla pena. 45 Occorre insegnare ai cristiani che chi vede un bisognoso e trascurandolo dà per le indulgenze si merita non l'indulgenza del papa ma l'indignazione di Dio. 47 Si deve insegnare ai cristiani che l'acquisto delle indulgenze è libero e non di precetto. 48 Si deve insegnare ai cristiani che il papa come ha maggior bisogno così desidera maggiormente per sé, nel concedere le indulgenze, devote orazioni piuttosto che monete sonanti. 50 Si deve insegnare ai cristiani che se il papa conoscesse le esazioni dei predicatori di indulgenze, preferirebbe che la basilica di S. Pietro andasse in cenere piuttosto che essere edificata sulla pelle, la carne e le ossa delle sue pecorelle. 53 Nemici di Cristo e del papa sono coloro i quali perché si predichino le indulgenze fanno tacere completamente la parola di Dio in tutte le altre chiese.

27 Contro la speculazione economica 65 Dunque i tesori evangelici sono reti con le quali un tempo si pescavano uomini ricchi. 66 Ora i tesori delle indulgenze sono reti con le quali si pescano le ricchezze degli uomini. 67 Le indulgenze che i predicatori proclamano grazie grandissime, si capisce che sono veramente tali quanto al guadagno che promuovono. 68 Sono in realtà le minime paragonate alla grazia di Dio e alla pietà della croce. 86 Perché il papa le cui ricchezze oggi sono più opulente di quelle degli opulentissimi Crassi, non costruisce una sola basilica di S. Pietro con i propri soldi invece che con quelli dei poveri fedeli?

28 Critica istituzionale-dottrinale 5 Il papa non vuole né può rimettere alcuna pena fuorché quelle che ha imposte per volontà propria o dei canoni. 6 Il papa non può rimettere alcuna colpa se non dichiarando e approvando che è stata rimessa da Dio o rimettendo nei casi a lui riservati, fuori dei quali la colpa rimarrebbe certamente. 20 Dunque il papa con la remissione plenaria di tutte le pene non intende semplicemente di tutte, ma solo di quelle imposte da lui

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30 La disputa sulle indulgenze Alberto di Brandeburgo, già titolare di Magdeburgo e Albertstadt, dovendo pagare le tasse per la sua nuova diocesi, Magonza, chiede la predicazione dell’indulgenza per la costruzione della chiesa di S. Pietro Tetzel e la instructio summaria Lutero invia le 95 tesi ad Alberto di Bradeburgo, chiedendo il ritiro della Instructio I Domenicani dichiarano Tetzel dottore e citano Lutero per eresia Caietano, come legato del papa, disputa con Lutero sul ‘tesoro della Chiesa’ e sulla’ fede fiduciale’ richiesta per il perdono dei peccati, la quale ridurrebbe l’assoluzione a solo atto declaratorio A Leipzig, in occasione della disputa tra Eck e Carlostadio, Lutero si esprime chiaramente sulla dottrina riformata: solo la parola è infallibile

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32 Tre operette dottrinali Alla nobiltà cristiana della nazione germanica –abbattimento di tre muraglie: spirituale e temporale ( sacerdozio patrimonio di tutti) monopolio pontificio sull’esegesi superiorità del papa sul concilio De Captivitatae Babilinica –battesimo, eucarestia, ricociliazione sono segni di una giustificazione futura che è puro dono di Dio e non esito di opere compiute dall’uomo La libertà del cristiano

33 Alla nobiltà cristiana della nazione tedesca “Si è trovato conveniente che i papi, i vescovi, i preti e gli abitanti dei conventi si chiamino ceto ecclesiastico e ceto secolare invece i principi, i signori, i commercianti e i contadini; tal cosa è una finissima e ipocrita costumanza, ma nessuno si lasci abbindolare per le seguenti ragioni: tutti i cristiani appartengono allo stato ecclesiastico, né esiste tra loro differenza alcuna, se non quelle dell’ufficio proprio a ciascuno […] Il battesimo, il Vangelo e la fede, infatti, ci fanno tutti religiosi e tutti cristiani […] Infatti tutti quanti siamo consacrati sacerdoti dal battesimo […] Dunque ritengo che questo primo muro di carta giaccia rovesciato, poiché l’autorità civile è diventata, membro del corpo cristiana, e benché essa abbia un ufficio carnale, pure appartiene allo stato religioso; perciò l’opera sua deve procedere indisturbata in tutte le membra del corpo”

34 De captivitate babylonica “Se infatti [la messa] è una promessa, come so è detto, non ci si accosta ad esse né con le opere, né con le forze né con i meriti, me per mezzo delle sola fede. Dove c’è la parola di Dio che promette è necessaria la fede dell’uomo che accetta perché sia chiaro che il pricipio della nostra salvezza è la fede, che essa dipende dalla parola e dalla promessa di Dio, il quale al di là di ogni nostro merito, con misericordia del tutto gratuita ed immeritata, ci previene e ci offre il verbo lella sua promessa”

35 Reazione pontificia Exurge domine 15 giugno 1520 alla scadenza dei 60 gg. rogo dei Libri di Lutero a Colonia, e contro-rogo della bolla, codex, decretali, opera di Eck.. Decet Romanum Pontificem 3 gennaio 1521 Convocazione di Lutero alla Dieta di Worms aprile No alla ritrattazione! il 26 maggio bando dall’Impero Prevalenza dei principi rivolta dei cavalieri rivolta dei contadini Divisine delle potenze europee: papa, Carlo V, Francesco I

36 Lutero brucia la bolla pontificia

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38 Dalle lege ad Augusta Ratisbona 1524: principi cattolici –Gotha-Torgau 1526: principi protestanti Spira 1526: libertà del principe di scegliere la confessione: prevale la politica sulla religione 1529 pacificazione papa/imperatore (Barcellona), imperatore/Francesco (Cambrai) 1530 pace di Augusta: vengono fissati i principi base della Riforma

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42 Confessione di Augusta 1530 Secondo il comune e generale consenso della chiesa, insegniamo che gli uomini non possono essere giustificati dinanzi a Dio mediante le forze, i meriti, le opere proprie, ma che sono giustificati gratuitamente a causa di Cristo mediante la fede, quando credono di essere ricevuti nella grazia e di ottenere la remissione dei peccati per Cristo, il quale ha soddisfatto i nostri peccati con la morte. Insegniamo che tale fede deve dare buoni frutti e che è necessario fare le opere buone comandate da Dio per adempiere la volontà di Dio e non perché crediamo di meritare con tali opere la nostra giustificazione davanti a Dio.

43 Confessione Augustana: Chiesa e potestà ecclesiastica La chiesa è la comunità dei santi, nella quale è insegnato il vangelo autentico e sono rettamente amministrati i sacramenti. Per la vera unità della chiesa è sufficiente consentire sulla dottrina del vangelo e sull’amministrazione dei sarmenti. Non è necessario che dovunque siano identiche la tradizioni umane. Riteniamo che la potestà della chiavi, ovvero il potere dei vescovi sia, secondo il vangelo, il potere di predicare i comandamenti di Dio, di rimettere e ritenere i peccati e di amministrare i sacramenti. Non bisogno confondere la potestà ecclesiastica con quella civile...


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