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Perché facciamo misure? “Io spesso affermo che quando potete misurare ciò di cui state parlando, e potete esprimerlo in numeri, allora conoscete qualcosa.

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Presentazione sul tema: "Perché facciamo misure? “Io spesso affermo che quando potete misurare ciò di cui state parlando, e potete esprimerlo in numeri, allora conoscete qualcosa."— Transcript della presentazione:

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2 Perché facciamo misure? “Io spesso affermo che quando potete misurare ciò di cui state parlando, e potete esprimerlo in numeri, allora conoscete qualcosa di ciò di cui parlate; ma quando non potete esprimerlo in numeri, allora la vostra conoscenza è scarsa ed insoddisfacente; può rappresentare un inizio di conoscenza, ma vi siete addentrati, nei vostri pensieri, assai poco nel campo della scienza, qualunque sia l’argomento che state trattando. Perciò, se scienza significa misurare, senza la metrologia non ci può essere scienza.” William Thomson (Lord Kelvin) 6 maggio 1886

3 Perché facciamo misure? Nella società dell’informazione le misure costituiscono l’origine della conoscenza. Tutto oggi si misura. Le misure si comprano e si vendono.

4 Che valore hanno le misure? Globale: 6% del PIL Delle misure elettriche nell’industria: 4% del fatturato Delle analisi biomediche: 5% del costo complessivo dell’assistenza sanitaria

5 Quanto incidono le misure sul costo dei prodotti?

6 Metodi conoscitivi Classificazione: suddivide gli oggetti ed i fenomeni in classi (gli oggetti rossi, oggetti che si trovano in un luogo etc…). È spesso utilizzata in botanica, in zoologia e in mineralogia) Ordinamento: consente di stabilire una relazione d’ordine fra le manifestazioni della caratteristica o della proprietà scelta come rilevante per la descrizione di un fenomeno o di un oggetto. Si costruisce una scala ordinata con la quale determinare la posizione di ciascun oggetto/fenomeno che presenta la caratteristica considerata. Problema delle operazioni (somma, prodotto). Misurazione: fornisce un risultato conoscitivo di tipo quantitativo. Si costruisce una mappatura delle caratteristiche in un insieme numerico.

7 La misurazione Modelli di interpretazione del mondo empirico; Adeguate convenzioni al fine di descrivere senza ambiguità il contenuto qualitativo di informazione ottenuto. La misurazione è un procedimento empirico e oggettivo con il quale vengono assegnati dei numeri alle proprietà di oggetti o fenomeni del modo reale con il fine di descriverli quantitativamente.

8 Cosa significa misurare una grandezza? La misura di una grandezza è generalmente definita come il confronto quantitativo di questa stessa grandezza con un’altra grandezza, omogenea con quella che si vuole misurare, che viene considerata come l’unità di misura. Cinque diversi “agenti” contribuiscono al processo di misura.

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10 Il misurando Il misurando è l'oggetto fisico su cui vengono eseguite le misure. Esempio: Un resistore - Un blocco di materiale isolante - Ecc. L'operazione di misura si prefigge, in genere, la valutazione quantitativa di una proprietà del misurando. Esempio: La resistenza del resistore. Generalmente il misurando viene rappresentato attraverso un modello matematico. Esempio: V = R I

11 Il campione Il campione realizza fisicamente l'unità di misura con la quale si vuole confrontare il misurando. Guida alla scelta del campione la precisione delle misure dipende dalla definizione del campione. la definizione può cambiare nel tempo man mano che si dispone di nuove conoscenze e nuova tecnologia per migliorare la precisione delle misure. Un campione deve essere: accessibile e riproducibile invariabile

12 Il metodo Con metodo di misura si intende la modalità con cui si esegue il confronto fra misurando e campione Il metodo di misura sfrutta, generalmente, un fenomeno fisico. Lo strumento E’ l’oggetto con cui si esegue il confronto fra misurando e campione, secondo le modalità previste dal metodo impiegato.

13 L’operatore Coordina e supervisiona la sequenza di operazioni previste dal metodo di misura impiegato. Legge le indicazioni degli strumenti. Elabora le letture per ottenere il risultato della misura. Può non essere "umano" Sistemi automatici di misura.

14 Una prima conclusione «Misure» e «Strumentazione» sono le due facce di una stessa medaglia. La scienza delle misure studia le metodologie con cui è possibile eseguire il confronto quantitativo di una grandezza fisica con il relativo campione. Lo stesso principio può essere applicato alla misura di altre quantità Gradimento di servizi. Customer satisfaction Gli strumenti e gli apparati di misura sono i dispositivi che eseguono il confronto. Quindi ha senso affrontare insieme lo studio di misure e strumentazione.

15 Un passo indietro: le grandezze Una grandezza, oggetto di misura, è una entità generica del sistema osservato. Le grandezze possono essere suddivise in due categorie sulla base della loro definzione: Fisiche: definite mediante modelli legati alle leggi della fisica (ad esempio la lunghezza ed il tempo); Convenzionali: definite in base alla modalità di misurazione.

16 I campioni e le unità di misura Fino ad un passato non troppo lontano, i campioni erano esclusivamente realizzazioni materiali di una determinata grandezza. Esempio: Il metro - Il kilogrammo Le unità di misura facevano riferimento a manufatti assai spesso "locali", talvolta "antropomorfi“. Esempio: Il braccio, il piede, il pollice, … Facevano eccezione le unità di tempo, che facevano riferimento a effetti astronomici periodici comuni a tutti Esempio: Sorgere e tramontare del sole - Le fasi lunari

17 L’universo dei campioni L'Illuminismo e la Rivoluzione Francese introdussero il concetto di riferimenti di lunghezza e massa comuni, cercati in natura (proprietà della Terra, di materiali). Si teorizzò l’impiego di proprietà egualmente disponibili per tutti gli uomini, in tutti i tempi e in qualsiasi luogo. Si introdusse il sistema decimale per i multipli e i sottomultipli. La tecnologia e le conoscenze scientifiche non permisero le realizzazione di campioni diversi da quelli materiali.

18 Quali grandezze Nella prima metà del XX secolo Giorgi introdusse il Sistema Internazionale di Unità di Misura (SI) adottato dalla 11a Conférence Générale des Poids et Mesures nel 1960.

19 Il metro

20 Il kilogrammo

21 Il secondo

22 L’Ampere

23 Il Kelvin

24 La mole

25 La candela

26 Proprietà Il Sistema Internazionale delle Unità è: o Completo: tutte le grandezze fisiche possono essere ricavate dalle grandezze fondamentali tramite relazioni analitiche; o Coerente: il prodotto ed il quoziente di due o più unità danno origine ad una nuova unità di valore unitario, per cui le relazioni analitiche che definiscono le unità delle grandezze derivate non contengono fattori di proporzionalità diversi da 1; o Assoluto: è costituito da un insieme di unità caratterizzate da invariabilità temporale e spaziale; o Razionalizzato: grazie all’aggiunta del fattore 4R nell’espressione della permeabilità del vuoto, le relazioni analitiche che legano le diverse grandezze contengono il numero irrazionale R solo nel caso di configurazioni circolari, sferiche o cilindriche.

27 Regole di scrittura: multipli e sottomultipli

28 Unità di misura ammesse Alcune unità di misura non SI sono, per ragioni storiche, largamente utilizzate in campo scientifico, tecnico, commerciale e nella vita comune.

29 Casi particolari I multipli ed i sottomultipli dell’unità fondamentale kilogrammo si formano a partire dal simbolo del grammo (g), per cui 10-9 kg sarà scritto come 1 μg e NON come 1 nkg. Quando si fornisce il risultato di una misurazione, devono essere riportate soltanto le cifre significative, per cui è opportuno ricorrere ai multipli e sottomultipli delle unità SI per evitare ambiguità.

30 Nomi comuni e unità di misura I nomi delle unità SI, dei multipli e dei sottomultipli sono nomi comuni, per cui devono essere scritti con l’iniziale minuscola. o Si scriverà quindi ampere, kelvin, gigahertz etc… o Anche i simboli delle unità di misura sono scritti con l’iniziale minuscola, tranne quelli derivanti da nomi propri (ad esempio s per secondo, m per metro, C per coulomb, J per joule). o I nomi di tutte le unità SI e dei corrispondenti multipli e sottomultipli sono invariabili al plurale, eccetto per il metro, il kilogrammo, il secondo, la candela, la mole, il radiante e lo steradiante. o È quindi corretto scrivere: decine di metri, centinaia di volt (e NON volts), alcuni radianti, pochi kelvin (e NON kelvins).

31 Gli organismi esecutivi internazionali Il Bureau International des Poids et Mesures (BIPM) o E’ l’organo esecutivo della CGPM, ancora a livello politico- diplomatico o Il Comité International des Poids et Mesures (CIPM) o E’ un organo tecnico-scientifico, che affronta i problemi a livello tecnico ed ha compiti di supervisione nei riguardi del BIPM. o Ha insediato comitati consultivi con compiti di coordinamento internazionale nel loro campo specifico: o Comité Consultatif d'Electricité (CCE): si occupa delle unità elettriche o Comité Consultatif de Temps et Fréquence (CCTF): si occupa delle unità di tempo e frequenza.

32 La metrologia legale E’ un settore molto importante per le implicazioni che le misure possono avere in ambito economico, della salute e della sicurezza. o Sono strumenti di metrologia legale: Bilance Contatori (della benzina, dell'acqua, del gas, dell'elettricità, …) … o L’organismo internazionale che disciplina questa materia è l’Organisation Internationale pour la Métrologie Légale (OIML).

33 Gli Istituti Metrologici Nazionali Nei Paesi economicamente e tecnologicamente avanzati gli Istituti Metrologici Nazionali sono incaricati di mantenere i campioni nazionali, svolgere i confronti periodici con gli altri campioni di altre Nazioni, svolgere attività di ricerca e sostegno all'industria in ambito metrologico. Si occupano della disseminazione dei campioni, ciò avviene con la realizzazione di una rete di laboratori dotati di propri campioni di riferimento, che vengono periodicamente confrontati con i campioni nazionali. Garantiscono la riferibilità delle misure, e quindi la loro pratica applicabilità.

34 Gli Istituti Metrologici Italiani L'Istituto di Metrologia Gustavo Colonnetti (IMGC)  E' un organo del CNR con sede a Torino.  Si occupa di unità di massa, lunghezza, temperatura e forze. L'Istituto Elettrotecnico Nazionale "Galileo Ferraris" (IEN)  Ha sede a Torino.  Si occupa di unità elettriche, fotometriche, di tempo e frequenza. L'Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente (ENEA)  Ha sede a Frascati  Si occupa di radiazioni ionizzanti

35 Il SIT Il SIT è il Sistema Italiano Taratura. Ne fanno parte i tre laboratori metrologici. Autorizza, controlla e coordina una vasta rete di laboratori pubblici e privati che disseminano le unità di misura sul territorio e svolgono attività di taratura degli strumenti utilizzati per le attività industriali, di analisi, etc.

36 La costruzione di un pezzo è una successione ordinata di operazioni; Il procedere della costruzione è verificato effettuando misure e controlli; La scelta degli strumenti di verifica dipende dalla precisione di forma e dimensioni del pezzo in funzione del suo impiego;

37 Il disegno indica le informazioni utili alla costruzione del pezzo secondo le specifiche previste dal progetto; La rappresentazione col disegno, è simbolica, essenziale ma completa;

38 L’esempio di ciclo di lavoro che segue è ottenuto partendo dalle informazioni indicate sul disegno

39 Sgrossatura del pezzo: sgrossatura del cilindro grezzo; misura e controllo del diametro con calibro a corsoio; Finitura del pezzo: finitura del cilindro sgrossato; misura e controllo del diametro con micrometro;

40 Controllo della cilindricità: scorrimento lungo la generatrice del pezzo con un comparatore; Controllo della circolarità: rotazione del pezzo con comparatore fisso; Rettifica finale: diametro al valore finale; Controllo della tolleranza: con un calibro a forcella

41 M I S U R A Confronto fra una grandezza incognita ed una grandezza nota ( unità di misura) della stessa specie; gli strumenti forniscono la misura secondo una data unità di misura. CONTROLLO Serve per verificare la corrispondenza geometrica e di forma del pezzo in lavorazione rispetto al modello o al disegno dato; il pezzo è confrontato con strumenti di controllo che possiedono le caratteristiche geometriche e di forma richieste.

42 G R A N D E Z Z A Entità descrivibile in termini quantitativi e suscettibile di misurazione (velocità, peso, potenza, forza,etc); CLASSI DI GRANDEZZE Due grandezze sono omogenee ed appartengono alla stessa classe quando sono confrontabili fra loro, permettono di stabilire se sono uguali o disuguali e di giudicare, se disuguali, quale sia la maggiore e quale la minore.

43 MISURAZIONE DELLE G R A N D E Z Z E Confronto fra una grandezza incognita ed una grandezza nota della stessa specie, denominata unità di misura MISURA DI UNA GRANDEZZA Numero intero o decimale che esprime il rapporto fra la grandezza incognita e la grandezza nota; una grandezza è quindi completamente individuata : dal numero che esprime il confronto fra la grandezza incognita e la grandezza nota; dall’unità di misura stabilita per determinare quel numero

44 UNITA’ DI MISURA Data una grandezza A, per effettuarne la misura si considera il rapporto con una seconda grandezza B, omogenea con la prima, ottenendo un valore numerico C che esprime il valore della grandezza A riferita alla grandezza B; ponendo, per convenzione, il valore della grandezza B uguale a 1, essa prende il nome di unità di misura; la scelta dell’unità di misura è arbitraria e a seconda dell’unità prescelta varia il valore numerico delle grandezze considerate

45 APPROSSIMAZIONE La misura reale di una grandezza non coincide mai con la misura rilevata da uno strumento; l’approssimazione è la differenza fra la misura reale della grandezza misurata e la misura ricavata; per ridurre l’approssimazione, la grandezza unitaria viene suddivisa in un certo numero di parti uguali (sottomultipli) e si prende una di esse come nuova unità di misura

46 APPROSSIMAZIONE PER DIFETTO O PER ECCESSO Se ad esempio la misura di una quota è compresa fra 4 e 5 cm come in figura, la misura di 4 cm approssima per difetto a meno di 1 cm; la misura di 5 cm approssima per eccesso a meno di 1cm (unità di misura) APPROSSIMAZIONE E CIFRE SIGNIFICATIVE Una misura è definita da un numero e da una unità di misura; se il numero è intero tutte le cifre che lo compongono sono significative e l’approssimazione della misura dipende dall’unità di misura adottata; se il numero ha anche una parte decimale, le cifre dopo la virgola indicano l’approssimazione della misura ed il più piccolo sottomultiplo dell’unità di misura

47 STRUMENTI DI MISURA E CONTROLLO Servono a misurare e a controllare raggiunto nella lavorazione di un pezzo, in relazione alle prescrizioni del disegno Sono diversi a seconda della grandezza da misurare, del tipo di misurazione o controllo da effettuare Possono essere classificati in: - strumenti misuratori - strumenti riportatori - strumenti di controllo fissi, calibri - strumenti comparatori-misuratori

48 STRUMENTI MISURATORI Tramite indicatori è possibile leggere i valore della grandezza misurata. Ad esempio sono strumenti misuratori: - riga metrica - calibro a corsoio - micrometro per esterni - goniometro

49 STRUMENTI RIPORTATORI Servono a riportare il valore di una grandezza dal pezzo ad uno strumento di misura ; sono usati quando non è possibile una misura diretta del pezzo.

50 STRUMENTI DI CONTROLLO FISSI, CALIBRI Sono strumenti campione coi quali vengono controllati per confronto i pezzi;verificano se forma e dimensioni del pezzo rientrano nelle tolleranze stabilite dal disegno.

51 STRUMENTI COMPARATORI MISURATORI Servono ad eseguire controlli per confronto con pezzi campione e per verificare se forma e dimensioni di un pezzo rientrano nelle tolleranze stabilite dal disegno. Questi strumenti precisano il valore della differenza tra una quota campione e la quota in esame.

52 CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI PRECISIONE E’ la massima differenza tra il valore della misura fornita dallo strumento e il valore reale della grandezza misurata. L’indicazione di precisione ± 0,1 mm, significa che il valore della misura fornito dallo strumento non può discostarsi dal valore effettivo della grandezza oltre quell’intervallo SENSIBILITA’ E’ la variazione dell’indicatore di misura dello strumento, in rapporto alla variazione della grandezza da misurare. A parità di variazione della grandezza da misurare, all’aumentare della sensibilità dello strumento aumenta la variazione dell’indicatore di misura

53 CARATTERISTICHE DEGLI STRUMENTI PORTATA E’ il valore della massima grandezza che lo strumento può misurare. Prima di eseguire una misura è necessario verificare che la portata dello strumento sia maggiore della grandezza da misurare. CAMPO DI MISURA E’ la differenza fra la misura massima e la misura minima che lo strumento può rilevare. APPROSSIMAZIONE E’ la più piccola frazione di una grandezza, che è possibile misurare con un dato strumento. Per esempio una riga metrica suddivisa in millimetri, ha una approssimazione di 1 mm.

54 ERRORI DI MISURA UNA MISURA E’ CORRETTA E PUO’ CONSIDERARSI ACCETTABILE, QUANDO E’ NOTA L’ENTITA’ DELL’ERRORE O DELL’INCERTEZZA DELLA MISURA STESSA ERRORI DOVUTI ALLO STRUMENTO ERRORI DOVUTI ALL’OPERATORE ERRORI DOVUTI ALL’AMBIENTE

55 ERRORI DOVUTI ALLO STRUMENTO Dipendono da difetti di costruzione o dal logoramento: Si manifestano ogni volta che si impiega quel dato strumento Errori di divisione : distanza fra le divisioni delle scale graduate; Errori dovuti alla scarsa fedeltà : discordanza dei valori ottenuti eseguendo più volte la stessa misura con lo stesso strumento; Errori dovuti all’usura : logorio delle superfici di misura o di parti fondamentali dello strumento; Errori dovuti a scarsa rigidezza : deformazioni dovute alla pressione di contatto tra lo strumento e il pezzo che influenzano il valore della lettura

56 ERRORI DOVUTI ALL’OPERATORE Dipendono dall’abilità che l’operatore impiega nell’eseguire l’operazione; tendono a diminuire con l’acquisto di esperienza e sensibilità Errori dipendenti dalla mancata taratura o azzeramento dello strumento; Errori dovuti alla scelta dello strumento di misura; Errori di posizionamento e di manovra; Errori di parallasse

57 ERRORI DOVUTI ALL’AMBIENTE Dipendono dalla variazione delle condizioni ambientali; si possono ridurre controllando e mantenendo costanti le condizioni dell’ambiente. Errori dovuti alla temperatura; Errori dovuti all’umidità; Errori dovuti all’illuminazione; Errori dovuti alla scarsa pulizia dello strumento e del pezzo; Errori dovuti alle vibrazioni


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